Claudia Palladino

Claudia Palladino

Desideriamo rivolgere la presente comunicazione ad i ricorrenti aventi i titoli di abilitazione all’insegnamento I.T.P., al fine di metterli al corrente di un aggiornamento sulla loro situazione attuale, previo breve riassunto dei pregressi avvenimenti.

I procedimenti riguardanti i suddetti insegnanti, incardinati dinanzi al T.A.R. del Lazio ed aventi ad oggetto il loro inserimento nelle Graduatorie Provinciali ad esaurimento e la conseguente collocazione nelle opportune fasce delle Graduatorie di Istituto, hanno visto una serie di depennamenti dei docenti sopra indicati da parte degli Uffici scolastici a seguito di un orientamento negativo per tali categorie rispetto al loro ingresso nelle Gae.

I primi riscontri dei ricorsi, consistenti nei Decreti monocratici emessi dal T.A.R. Lazio, ed aventi ad oggetto l’inclusione, si badi, con riserva, dei docenti aventi i sopra indicati titoli nelle GAE, dovevano essere confermati con ordinanza collegiale in Camera di Consiglio. Tali provvedimenti, tuttavia, avrebbero potuto avere tanto esito positivo quanto, purtroppo, esito negativo considerando l'incertezza giurisprudenziale, anche in attesa dell’Adunanza Plenaria Plenaria, per gli insegnanti aventi i titoli di abilitazione all’insegnamento I.T.P.

Per i procedimenti in questione, che si ricorda essere ancora pendenti dinanzi al T.A.R. Lazio, durante le udienze del 28 marzo 2017, ci orientavamo per un rinvio delle stesse, nell'attesa della riunione dell'Adunanza Plenaria, fissata per il 15 novembre, ed, a seguito di tale richiesta, le cause venivano conseguentemente anche cancellate dal ruolo. Ciò, onde evitare un rigetto delle istanze con conseguente condanna alle spese, come intervenuto per taluni contenziosi patrocinati da altri studi legali, peraltro con sicura perdita del posto di lavoro e del punteggio sino a quel momento acquisito.

Ad oggi, nei confronti dei succitati docenti, vi sono unicamente Decreti cautelari del T.A.R. Lazio (Sez. III bis) di accoglimento delle loro istanze, benché non confermati in sede collegiale.

In virtù di ciò, molti Uffici Scolastici Regionali, sebbene attendendo la fine dell'anno scolastico, considerato il prioritario interesse dei discenti alla continuità didattica, onde evitare di arrecare grave pregiudizio alla attività formativa in corso e dunque consentendo ai nostri ricorrenti di finire almeno l'anno scolastico proseguendo almeno sino a fine anno nella ricezione della loro retribuzione, hanno provveduto a depennare molti docenti dalle GAE, proprio adducendo come motivazione che le cause risultavano cancellate dal ruolo.

Tuttavia la locuzione “cancellazione della causa dal ruolo” veniva erroneamente considerata connessa con la rinuncia al giudizio da parte dei ricorrenti suddetti, peraltro mai avvenuta. Giova rilevare che tale locuzione veniva dunque intesa in maniera atecnica e dunque non corretta.

Con riferimento ai contratti stipulati dai docenti, giova sottolineare che i medesimi continuano ad essere pienamente efficaci sino al loro termine, non essendo intercorsa alcuna pronunzia di rigetto. Inoltre, poiché il lavoro di insegnamento è stato correttamente svolto sino alla fine del corrente anno scolastico, i relativi punteggi debbono essere mantenuti e computati ai docenti, nonostante gli avvenuti depennamenti.

Al momento, restiamo in attesa della pronunzia dell'Adunanza Plenaria e, nelle more della stessa, abbiamo nel vostro interesse provveduto e stiamo continuando a farlo, con le opportune diffide agli Uffici Scolastici, che hanno disposto il depennamento di molti dei ricorrenti.

In data 1 agosto 2017 il M.I.U.R. emanava la nota 33551, favorendo una svolta significativa alla sopra ampiamente spiegata situazione.

Tale anzidetta nota, di cui già si è richiamata l’acquisizione rileva ancor di più considerato anche il comportamento di taluni uffici che persistono a non provvedere all’inserimento in II fascia delle Graduatorie di Istituto i docenti ricorrenti I.T.P. i quali avevano già impugnato, con il patrocinio dell’Avv. Michele Bonetti, gli atti emanati dal Ministero.

Molti uffici all’uopo deducevano di esser impossibilitati ad inserire in II fascia delle Graduatorie di Istituto poiché in alcune cause risultava l’avvenuta cancellazione della causa dal ruolo.

Tuttavia, nella nota precedentemente richiamata, viene riportato il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, che prevede testualmente, e, meglio chiarisce che: “[…] … la causa veniva cancellata dal ruolo. Tale locuzione, tuttavia, è stata impiegata in senso atecnico, non essendovi stata alcuna rinuncia al ricorso (al di là di singole posizioni), né essendosi il giudizio estinto.

I relativi giudizi risultano, infatti, ad oggi pendenti.”

Pertanto, anche qualora non abbiate esperito un ricorso ulteriore, Vi consigliamo di citare la suddetta nota del M.I.U.R. chiedendo l’inserimento in II fascia delle Graduatorie di Istituto.

Invitiamo ad allegare il proprio decreto monocratico che ogni ricorrente dovrebbe rinvenire nelle proprie e-mail antecedenti. Qualora non riusciate a trovare detto provvedimento, potete consultare il seguente link, inserendo il Vostro proprio nominativo (cognome - nome), il nome del difensore (Michele Bonetti) e, nella prima pagina, dovrebbe comparire il provvedimento da allegare:

http://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/Ricerca/index.html?showadv=true&tipoRicerca=Provvedimenti.

Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la correttezza della tesi difensiva prospettata dallo Studio Bonetti e Delia circa l’esistenza di evidenti vizi di violazione dell’anonimato che hanno caratterizzato le prove scritte del concorso per 559 agenti di polizia.

Come avevamo già chiarito, l’intera prova di selezione degli aspiranti allievi poliziotti si presentava affetta da manifeste illegittimità che avevano consentito a centinaia di nostri ricorrenti di prendere parte alle successive prove selettive, nonostante fossero stati esclusi da un test preselettivo contrastante con i più elementari principi della correttezza dell’azione amministrativa e della trasparenza.

Invero, in sede di conferma della misura cautelare richiesta e concessa, il T.A.R. - consolidando un orientamento negativo a causa di errate prospettazioni difensive sulla vicenda, per opera di differenti ricorsi - aveva ritenuto di non consentire la prosecuzione delle prove, sostenendo come non ravvisabili e/o rilevanti i vizi lamentati.

Al contrario, invece, richiamando la pronuncia dell’Adunanza plenaria del 2013, che noi stessi 4 anni fa avevamo ottenuto e dal cui esito seguirono migliaia di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, il Consiglio di Stato ha ritenuto sussistenti sufficienti ragioni per ordinare al T.A.R. Lazio di rivedere il proprio orientamento negativo e di provvedere ad approfondire la questione circa l’esistenza dei medesimi vizi di violazione dell’anonimato che, per primi in Italia, il nostro studio aveva individuato.

“I Giudici di Palazzo Spada” – commentano gli Avv.ti Bonetti e Delia - “hanno riconosciuto ed identificato, così come da noi prospettato, l’esatta identità tra i vizi che hanno caratterizzato la prova del concorso per 559 agenti di polizia, e quelli dei test di medicina su cui abbiamo vinto quattro anni fa innanzi all’Adunanza Plenaria”.

Ora il T.A.R. dovrà provvedere a fare chiarezza sulle modalità con cui la prova si è svolta, giungendo – ove ne ricorrano i presupposti – finanche all’annullamento di una procedura concorsuale che ha illegittimamente visto esclusi i ragazzi più meritevoli a causa di una gestione della prova non conforme ai principi dell’ordinamento.

A seguito dello storico accoglimento del ricorso presentato avverso l'introduzione dell'accesso programmato nella facoltà di studi umanistici dell'Università degli studi di Milano, in data odierna (1 settembre 2017) alle ore 16.00, si terrà la riunione presso la sala Teresa Noce della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano in Corso di Porta Vittoria n. 43. Interverranno i rappresentanti dell'UDU e l'Avv. Michele Bonetti. Tutti gli interessati sono invitati a parteciparvi. #nonumerochiuso #vittoriatar #udumilano

https://www.facebook.com/michele.bonetti.969/posts/10214210268953611

Un processo innanzi al Tribunale di Messina spiega la cabala delle assegnazioni. Ecco perchè le mobilità 2016 e 2017 tutto premiano fuorchè il merito.

Come molti docenti hanno avuto – purtroppo - modo di sperimentare, il recente piano di mobilità varato dal MIUR non è stato in grado di applicare correttamente il criterio di assegnazione alle sedi di preferenza sulla base del punteggio, così come previsto dal CCNI: l’ordine in cui vengono esaminate le richieste è dato dal più alto punteggio.

Numerosi, infatti, sono stati i casi in cui gli insegnanti si sono visti sopravanzare da altri colleghi assegnati a sedi “vicino casa” seppur in possesso di un punteggio inferiore.

Che l’algoritmo utilizzato dal Ministero nel gestire il piano di mobilità docenti fosse caratterizzato da molteplici irregolarità, è un fatto ormai noto: su tale argomento, lo studio Bonetti & Delia è stato il primo a livello nazionale ad individuare irregolarità nelle procedure di assegnazione dei docenti a sedi che, spesse volte, non corrispondevano a quelle che effettivamente sarebbero dovute spettare ai docenti in mobilità. Proprio grazie al nostro ricorso, inoltre, il MIUR è stato condannato a svelare l’algoritmo su ordine del T.A.R. Lazio (guarda il focus su questo link).

Oggi, tale illegittima condotta, è stata nuovamente sanzionata da una pronuncia del Tribunale di Messina per entrambe le mobilità 2016 e 2017 accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. In entrambi i casi, infatti, secondo il Tribunale è il criterio del merito e del punteggio a dover essere decisivo. Il Miur, invece, si era difeso asserendo che era ben possibile graduare i docenti non in base al punteggio assoluto ma in ragione delle loro scelte. In particolare "con riferimento ad ogni ambito sono stati graduati tutti i concorrenti che lo hanno espresso per primo tra le loro preferenze, e al termine di tale operazioni quanti sono stati soddisfatti sull'ambito espresso come prima preferenze e che non fossero stati soddisfatti dalla prima preferenza espressa".

È così, nero su bianco, espressa la ragione secondo cui soggetti con punteggi più bassi abbiano ottenuto sedi migliori di altri: il MIUR e gli Uffici hanno usato parametri meramente legati alle opzioni di scelta e non al merito.

Il Tribunale di Messina ha così stigmatizzato duramente tale scelta chiarendo che "dall'esame della documentazione in atti risulta che sebbene la ricorrente appartenesse alla fase B sono stati assegnati presso l'ambito Sicilia 0016 - Ambito indicato dalla ricorrente quale prima preferenza - docenti con un punteggio inferiore a quello riconosciuto alla ricorrente ed appartenenti alla fase C e quindi successiva a quella della ricorrente. Ne consegue che non avendo parte resistente nè allegato nè fornito prova alcuna che i posti assegnati alle docenti appartenenti alla fase C si siano creati solo in seguito alla conclusione della fase B, deve ritenersi illegittimo il mancato trasferimento della ricorrente presso l'ambito richiesto(Tribunale di Messina, 7 agosto 2017, GDL Dott.ssa Bellino).

Adesso il MIUR dovrà non solo ottemperare all’ordine giudiziale, ma sarà costretto a trasferire la docente vicino alla sua famiglia.

Mercoledì, 02 Agosto 2017 17:21

Un'altra vittoria all'insegna della legalità

I ricorrenti ANIP-ITALIA SICURA passano alle prove successive del Concorso per 559 Allievi Agenti della Polizia di Stato.

In data 7 agosto 2017 i ricorrenti ANIP-ITALIA SICURA esclusi dalle prove fisiche sono stati ammessi alle visite psicoattitudinali grazie ai provvedimenti cautelari ottenuti in virtù del patrocinio degli Avv.ti Bonetti, Delia e Carlone. Il giudizio di verificazione ha confermato che i ricorrenti esclusi per un eccesso di massa grassa corporea erano stati valutati in modo illegittimo da macchinari non idonei.

Si è concretizzata quindi, un'altra vittoria dell’ANIP-IT ALIA SICURA che già con il patrocinio degli stessi avvocati, avevano ammesso al concorso molti soggetti esclusi, come è possibile leggere al seguente link: http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1572-concorso-polizia-559-agenti-pioggia-di-decreti-di-fronte-al-tar-del-lazio-i-ricorrenti-parteciperanno-alle-prove-fisiche

È un 'importante vittoria nel settore sindacale della polizia" afferma l ' Avv. Bonetti "Tale vittoria è il frutto di un lavoro scrupoloso che l'ANIP-ITALIA SICURA porta avanti per i propri iscritti determinando una tutela a 360°, da i provvedimenti disciplinari fino ai concorsi pubblici”.

I prossimi ricorsi riguarderanno i 1874 vincitori del concorso interno per Vice Ispettore in merito all'indennità di missione e la retrodatazione della decorrenza giuridica nella qualifica.

La riunione riguarderà la nuova azione giudiziale a tutela di tutti gli insegnati depennati dalle Graduatorie a seguito della pubblicazione di un provvedimento negativo del Giudice del Lavoro.

Il riferimento va a tutti i docenti che, dopo l’inserimento in GAE con riserva ottenuto grazie ad un provvedimento del Giudice Amministrativo, si trovano ora destinatari di una sentenza negativa del Giudice del Lavoro passata in giudicato e da cui deriva il depennamento operato dall’USP di Bergamo.

La decisione amministrativa dovrà essere analizzata in concreto, valutando l’esatta posizione di ogni insegnante rispetto ai diversi giudizi avviati.

Vista la particolarità e delicatezza della situazione, non valutabile altrimenti che de visu, la riunione sul tema con tutti i ricorrenti interessati si svolgerà lunedì 31 luglio 2017, ore 12.00 presso lo Studio legale sito in Roma alla via San Tommaso d’Aquino n. 47.

L’incontrò si realizzerà in contemporanea presso lo studio di Roma e quello di Messina.

Nonostante le difficoltà che potrebbero sussistere nel presenziare alla riunione, gli avvocati invitano caldamente tutti gli interessati a partecipare attivamente atteso che ogni decisione specifica dovrà essere parametrata al caso concreto.

In merito alla vicenda del concorso per il TFA sostegno, che ha visto i candidati cimentarsi con le prove preselettive, il TAR del Lazio, a mezzo della sentenza pubblicata lo scorso 20 luglio, ha statuito l’illegittimità del limite di 21 punti - sui 30 complessivi - come soglia minima per l’accesso alle successive prove previste dal bando.

Tale soglia ha, dunque, comportato l’esclusione dei candidati dalle successive prove scritte del concorso in parola nonostante la presenza di numerosi posti disponibili nel corso di specializzazione a fronte di quelli inizialmente previsti dal bando di indizione. Nel caso di specie, il numero dei posti banditi era di gran lunga maggiore rispetto a quello dei candidati sottopostisi alla prova preselettiva.

Per il G.A., difatti, l’ammissione di un numero di concorrenti inferiore rispetto a quello dei posti disponibili con conseguente loro incompleta copertura, non può che manifestare “sintomo di un’anomalia”, a maggior ragione nella fase preselettiva della procedura concorsuale “in cui dovrebbe soltanto operarsi una prima “scrematura” dei partecipanti”.

Conseguentemente è stato disposto lo scorrimento delle graduatorie di merito fino alla completa copertura di tutti i posti vacanti, nonché la fissazione di date ulteriori per l’espletamento delle prove suppletive nell’Ateneo di interesse.

Gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia si ritengono soddisfatti del risultato conseguito ritenendo che “la formazione sul sostegno assume un ruolo fondamentale nell’ambito dell’istruzione nel nostro Paese, non potendosi accettare che il Miur faccia residuare posti vacanti in un percorso formativo così rilevante quale quello del TFA sostegno”.

Ai seguenti link potrete trovare i provvedimenti di accoglimento: 

1. http://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=GC76U4U73GH6W3IVNTG5AXDSLI&q=travaglini%20or%20bonetti%20or%20delia

2. https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=HOWZENNUUOPCP33HA3BA44IXDY&q=delia%20or%20bonetti

Qualora vi fossero soggetti interessati a ricorrere in virtù della loro virtuale collocazione nei posti disponibili nell’Ateneo di interesse, rimettiamo il link inerente l’informativa per la relativa azione http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1594-tfa-sostegno-il-ricorso-per-abbattere-il-muro-della-soglia-minima-di-ammissione

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale UDU, dichiara: “Sin dal 1999 abbiamo contestato l’introduzione nel sistema universitario italiano di barriere all’accesso che di fatto costituiscono una limitazione dei diritti sanciti dagli articoli 3 e 34 della Costituzione. Nel corso degli anni abbiamo sempre percorso tutte le vie, anche giudiziarie, per portare avanti una battaglia innanzitutto politica: vedere riconosciuto a tutti gli studenti il diritto di studiare ciò che sognano per il proprio futuro. Abbiamo promosso ogni anno ricorsi davanti alla giustizia amministrativa contro un sistema di accesso lacunoso e fallace che in alcun modo è riuscito e mai riuscirà a selezionare i candidati in maniera chiara. Abbiamo sempre agito, insieme all’Avvocato Bonetti, nell’interesse esclusivo degli studenti, evitando una tanto inutile quanto dannosa guerra tra poveri e quindi chiedendo sempre l’immatricolazione in sovrannumero degli interessati, senza pregiudicare la posizione di altri candidati e con l’obiettivo di allargare le maglie di questo sistema fino al libero accesso.

Quest’anno, riteniamo che si sia andati oltre rispetto alle solite irregolarità verificatesi negli anni, contro le quali abbiamo ottenuto risultati storici come l’immatricolazione in sovrannumero di circa 10.000 studenti nel 2014. Alla luce della vicenda delle domande non inedite che ha tenuto banco quest’anno, abbiamo infatti ritenuto necessario rivolgerci direttamente all’ANAC per chiedere un parere su un meccanismo che a noi risulta davvero troppo poco chiaro.”

Andrea Core, responsabile numero chiuso dell’UDU, dichiara: “Il test di quest’anno rappresenta un unicum estremamente pericoloso, visto che la stragrande maggioranza delle domande sottoposte ai candidati risultano copiate in maniera integrale (o quantomeno nel ragionamento di fondo del quesito) da test degli anni precedenti o da alcuni eserciziari di preparazione a tali prove. Se si considera che la gran parte dei corsi di preparazione ai test sono a pagamento, e quindi non accessibili a tutta la platea dei candidati, risulta evidente come quest’anno siano stati avvantaggiati coloro che avevano preso parte a tali corsi o che comunque si erano preparati sugli eserciziari interessati. È da considerare infatti come per le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso non sia disponibile un database da cui poi vengono attinte le domande del test stesso, cosa che invece avviene in altri concorsi pubblici. Inoltre, quest’anno, lo stesso Ministero ha previsto l’affido ad una società esterna, la Selexi s.r.l., della stesura delle domande presenti nel test, indicando nella stessa gara di appalto come tali domande dovessero essere inedite, e quindi non reperibile né su materiale cartaceo, né elettronico. Riteniamo, poi, quanto meno degno di attenzione da parte delle autorità competenti, il fatto che componenti attuali e passati del Consiglio di Amministrazione della Selexi stessa risultino come curatori dei principali manuali di un’azienda leader del settore, manuali dai quali poi sono state selezionati alcuni dei quesiti posti nel test di quest’anno. La nota diffusa dal Ministero nei giorni passati, se possibile aumenta i coni d’ombra in questa vicenda, visto che è il MIUR stesso a dichiarare come nella gara di appalto ci sia esplicito riferimento alla necessità di porre domande inedite. Così come facciamo difficoltà ad immaginare come sia possibile che il Ministero debba rivolgersi ad un’azienda esterna per la stesura dei test, sostenendo spese molto elevate che potevano essere messa a disposizione del diritto allo studio degli studenti. Vogliamo però cogliere il buono del comunicato del MIUR, nella parte in cui si dice che “Qualora emergessero nuovi elementi, tali da dover prendere decisioni in merito, il Miur agirà di conseguenza.” Bene, si passi dalle parole ai fatti, chiudendo subito questa triste vicenda: chiediamo la sanatoria da parte del Ministero in modo da consentire a tutti i candidati l’iscrizione alle facoltà di Medicina e Odontoiatria. Inoltre vigileremo affinchè non si verifichi mai più quanto accaduto quest’anno.”

Michele Bonetti, avvocato dell’UDU, conclude: "Il MIUR, tardivamente e solo a seguito di un articolo di 'La Repubblica', ha chiarito con una nota di aver commissionato delle domande che dovevano essere inedite. E' gravissimo che realmente non vi sia stata alcuna validazione o controllo, considerando anche la facilità dello stesso poiché bastava digitare su internet le domande per scoprire come le stesse fossero state già trattate da case editrici private e dal MIUR in edizioni precedenti. Il Ministero chiarisca, anche in giudizio, il perché, avendo esperti di comprovata professionalità in tutta la sua struttura e nelle sue diramazioni, si è rivolto all’esterno a ditte private che hanno anche copiato gli stessi test ministeriali degli anni precedenti.

Per quale motivo non è stato effettuato alcun valido controllo? Per quale motivo si spendono soldi dello Stato per società private che riprendono test precedenti fatti anche dallo stesso Ministero?

Non può escludersi che molti candidati che hanno potuto studiare sui vari libroni ‘artquiz’ e ‘alpha test’, che hanno riportato queste domande, siano stati agevolati nelle risposte.

La competizione è stata dunque falsata ed i candidati agevolati hanno avuto inevitabilmente più tempo di dedicarsi ad altre domande e risposte.

Non si tratta di una o due domande copiate da fonti diverse, ma almeno 53 domande su 60. Oltretutto c’è da dire che, oltre ad aver copiato, hanno copiato anche male, come dimostra il caso della domanda n. 16, annullata dopo lo scioglimento del test e dopo che i candidati avevano speso tempo prezioso per rispondervi.

Non può non ripensarsi al numero chiuso anche per le sue modalità pratiche, poiché assegnare completamente la scelta o la stesura delle domande ad una società privata, senza controllarne accuratamente l’operato, può determinare le vite e le scelte di tanti giovani e delle loro famiglie provate da tutte le speculazioni private che gravitano intorno ai test.

Auspichiamo che l’ANAC faccia luce sui tanti passaggi di questa vicenda e valuterò l’opportunità di consigliare di inoltrare un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per eventuali profili di responsabilità erariale e penale che dovessero emergere e su cui vi potrebbe essere l’esigenza di una maggiore chiarezza anche per il tramite di indagini più approfondite anche alla luce della stesura delle domande dell’imminente test di settembre”.

Il T.A.R. del Lazio, in data odierna, ha accolto la richiesta di decreto cautelare, relativa alla nota vicenda della chiusura della graduatoria, intervenuta col D.M. n. 50 del 8 febbraio 2016. Il Giudice Amministrativo ha ribadito il principio secondo cui vanno qualificate come illegittime eventuali privilegi nelle immatricolazioni dei ricorrenti rispetto a candidati che abbiano comunque conseguito nella graduatoria (riaperta) un punteggio di merito superiore ed ha disposto, dunque, l’immatricolazione di soggetti con un punteggio superiore all’ultimo degli ammessi a seguito della riapertura della graduatoria disposta dal Ministero.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Si tratta di un risultato molto importante, raggiunto dopo due di anni di battaglia patrocinata dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia. Da subito siamo stati in prima linea nel sostenere che la chiusura anticipata della graduatorie fosse illegittima: abbiamo tentato ogni via possibile, a cominciare dal chiedere al MIUR il ritiro del D.M. 50/2016. Di fronte alla sordità del Ministero, abbiamo intrapreso le vie legali: ora si prenda atto della nostra vittoria e si permetta a questi studenti di iscriversi e intraprendere il percorso che hanno scelto per il loro futuro.”

“A questo punto reputiamo opportuno non richiedere al Giudice Amministrativo nuovi provvedimenti cautelari, che potrebbero determinare un nuovo cambiamento di orientamento da parte del T.A.R. e rendere così superfluo tutto quanto finora ottenuto.” – a parlare sono proprio gli Avv. Bonetti e Delia – “Riteniamo che la strada da percorrere in questo momento sia quella di inoltrare nuove diffide al Ministero ed agli Atenei che, alla luce del provvedimento emesso, non potranno continuare ad ignorare il dettato giurisdizionale e dovranno finalmente ottemperare assegnando tutti i posti vacanti”.

Conclude Marchetti: “Dopo due anni, in cui abbiamo riportato numerose vittorie sul tema, il MIUR non si è ancora deciso a dare seguito a quanto disposto dall’autorità giudiziaria. Ora basta perdere tempo: si riconosca il diritto allo studio di questi studenti e gli si consenta di iscriversi. Il MIUR prenda atto del fallimento del numero chiuso e vada verso il libero accesso.”

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per la partecipazione alle prove del TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno, patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il Collegio, a seguito dell’udienza camerale tenutasi in data 22 giugno 2017, si è espresso favorevolmente sull’appello presentato dagli insegnanti ritenendolo “assistito da consistenti elementi di fumus”.

I ricorrenti, che già alla data del 25 e del 26 maggio avevano preso parte alle prove preselettive in virtù del decreto cautelare reso d’urgenza dal G.A., potranno proseguire tutto l’iter selettivo ed essere ammessi al corso per il conseguimento della specializzazione sul sostegno a cui aspiravano.

Il Consiglio di Stato ha confermato la fondatezza delle ragioni dei nostri ricorrenti” - commentano gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia - “I criteri stabiliti dal M.I.U.R. sono inadeguati e troppo stringenti, specie per chi, come i ricorrenti, ha insegnato per anni sul sostegno senza specializzazione e con contratti a termine. La programmazione dei Tirocini Formativi Attivi – continuano gli avvocati che hanno patrocinato il ricorso - non può e non deve essere uno strumento per favorire il precariato ai danni degli insegnanti e degli studenti più bisognosi”.

Tutto ciò quando in numerosi atenei e per diversi gradi di scuola si rilevano posti ancora disponibili e non coperti a causa delle irragionevoli soglie di ammissione. La prima relativa al punteggio minimo per il superamento delle prove (per ogni ulteriore informazione cliccare qui) mentre la seconda relativa alla mera numerosità dei candidati ammissibili alle prove successive al test preselettivo (per ogni ulteriore informazione cliccare qui).

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