Claudia Palladino

Claudia Palladino

Diplomati magistrali: la parola agli Avvocati Bonetti e Delia.

Care e cari tutti, di seguito un nostro parere sul recente provvedimento normativo sui diplomati magistrale e sulle azioni da seguire.

Come specificheremo in seguito rimaniamo in attesa dell’esito del ricorso da noi proposto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e nelle more inoltreremo automaticamente e nei termini di legge ogni iniziativa più opportuna nel Vostro interesse e in virtù di un mandato già ottenuto da Voi illo tempore ove ci sono tutti i Vostri dati.

Pertanto proseguiamo a lottare per Voi in tutte le sedi, da quella giudiziaria a quella politica, con le associazioni e i comitati che da sempre rappresentiamo e che come sapete sono tra i più accreditati del settore e in cui riponiamo molta fiducia per l’impegno instancabile portato avanti in prima persona da mesi e mesi in modo imparziale, indipendente e scollegato da interessi di qualsivoglia genere se non da quello unico della categoria che rappresentano: i diplomati magistrale.

Il testo della norma che interessa i diplomati magistrale inserito nel c.d. "Decreto Dignità" non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Da quanto si apprende da un comunicato stampa del MIUR, tuttavia, sembra che il Consiglio dei Ministri abbia voluto estendere “al caso dei diplomati magistrali quanto già previsto dal decreto legge 669/1996, che concede alle amministrazioni dello Stato di ottemperare all’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali entro 120 giorni dalla data di comunicazione del titolo esecutivo”.
Ciò vuol dire che, in ipotesi di provvedimenti negativi di merito che travolgano le ammissioni cautelari a suo tempo ottenute, il MIUR avrà facoltà di non agire subito per eseguire la sentenza favorevole ma di attendere il termine di 120 giorni.
Appare immediatamente doveroso chiarire che tale scelta di attesa è una facoltà e non un obbligo da parte delle Amministrazioni. Nel caso del Decreto legge del 1996, infatti, sono le Amministrazioni che si prendono 120 giorni per pagare i loro creditori e sono questi ultimi che, prima di tale termine, non possono intimare di provvedere.
In questo caso, invece, come si comprenderà bene, è il Ministero che, al fine di garantire (sembrerebbe) l'inizio ordinato dell'anno scolastico, dichiara sin d'ora di non eseguire le sentenze che, verosimilmente, il TAR del Lazio depositerà tra luglio e agosto 2018all'esito della celebrazione dell'udienze di merito dell'11 luglio.
Impossibile, in tal senso, comprendere come il MIUR abbia già saputo come andrà l'udienza dell'11 luglio, le richieste di rinvio che verranno verosimilmente proposte, quelle volte a sollevare questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme europee etc.. e, al fine di evitare di eseguire le sentenze favorevoli, abbia deciso di imporre un'esecuzione ritardata delle stesse.
La sensazione evidente, secondo noi, è che a fronte di una situazione obiettivamente complessa da definire, il tempo a disposizione del Governo per intervenire è stato ristretto, ragion per cui con tale intervento si è voluto garantire che c'è una forma di attenzione al tema della scuola e dei diplomati magistrale e che serve (secondo il loro punto di vista) tempo per individuare una soluzione che provi a contemperare le esigenze di tutte le parti.
Più difficile, forse, è pensare che la scelta di posticipare sia dovuta all'attesa dei ricorsi alla CEDU e alle Sezioni Unite contro la decisione dell'Adunanza Plenaria. I tempi per tali decisioni, difatti, verosimilmente, sono ben più lunghi dei 120 giorni concessi. Sul punto abbiamo chiarito di esserci attivati con peculiari ricorsi.
In tale contesto, dunque, confermiamo la nostra volontà di NON impugnare il nuovo decreto di aggiornamento delle GAE a favore di nuovi inserimenti di docenti con diploma magistrale, nè di far fare nuovi contenziosi a chi ha agito in precedenza (anche per problemi di successiva condanna alle spese etc.)
Così come molti diplomati magistrale che hanno fatto ricorso nell’anno 2014 e/o 2015 e/o 2016 e/o 2017 e non hanno impugnato, senza alcun problema, TUTTI i detti decreti ministeriali (e dunque non hanno inoltrato annualmente TUTTI i predetti ricorsi) riteniamo che non si debba procedere ad ulteriori impugnazioni. Ciò vale per i nostri ricorrenti, considerando che ben conosciamo la loro posizione processuale e per cui non è necessaria e producente alcuna iniziativa.Eventuali questioni su impugnazioni ulteriori e questioni pregiudiziali comunitarie o di legittimità costituzionale possono essere sollevate a parte (al momento della fissazione del merito essendo quella la sede propria per la delibazione e già l’11 lugliocapiremo se il Tar ha voglia di recepirle) e già tra l’altro lo sono già state (tanto da venir trattate).

Non è ancora finita la battaglia sul FIT e si apre uno spiraglio con i primi e unici provvedimenti del Consiglio di Stato resi sui ricorsi dell’ADIDA patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia.

Il Consiglio di Stato ha accolto” spiegano gli Avv.ti Bonetti e Delia “più tranches  di ricorsi individuali e collettivi da noi patrocinati per e categorie degli abilitati all’estero e specializzati all’estero a cui non si consentiva, in violazione delle norme europee, di partecipare al FIT. A queste categorie si aggiunge il ricorso per gli specializzandi sul sostegno con riserva. La battaglia, dopo i rigetti al T.A.R., non può dirsi conclusa e per tale ragione proseguiremo per tutte le categorie degli esclusi al FIT in modo da far valere le loro ragioni”.

Ancora una volta l’ADIDA e i suoi difensori risultano i primi ad aver ottenuto provvedimenti di tal genere. I ricorrenti, muniti di provvedimento, potranno recarsi alle prove che si stanno tenendo in questi giorni sostenendoli con riserva.

I provvedimenti già sono stati notificati alle amministrazioni” prosegue l’Avv. Michele Bonetti “e in data 13 luglio alle ore 15.30 terremo una riunione in via San Tommaso d’Aquino n. 47, interno 12, in cui daremo spiegazioni dettagliate sulla specifica situazione a tutti i ricorrenti delle varie categorie, suggerendo loro ogni migliore azione considerando che alcune prove si terrano a breve e che per altre la lettera della c.d. chiamata è già stata estratta e che, quindi, si dovrà inoltrare istanza per essere chiamati in coda”.

Il TAR Lazio, con ordinanza del 22 giugno 2018, ha accolto l'ottemperanza avverso la decisione del MIUR di non procedere all'immatricolazione di alcuni vincitori del concorso 2017 che, al momento della partecipazione, non erano abilitati. Il MIUR, a differenza di quanto correttamente avevano fatto alcuni Atenei, aveva dato ordine agli Atenei di non immatricolare i ricorrenti nonostante un espresso ordine giudiziale.

Frattanto, il Consiglio di Stato rigettava l'appello del MIUR mettendo ancora più a nudo l'illegittima scelta ministeriale di non eseguire un ordine giudiziale.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

Venerdì 6 luglio 2018, dalle ore 16.00, presso lo studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners si terrà una riunione per tutti i ricorrenti con titolo AFAM al fine di chiarire la situazione di tutte le azioni intraprese con il nostro studio.   

Vi invitiamo, quindi, ad intervenire all'incontro che si terrà presso la sede di Via San Tommaso d’Aquino n. 47 in Roma.

 

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura “AFAM” allegata in calce alla pagina.

2. Stampare due copie della suddetta procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 90,00 alle coordinate allegate. Tale somma comprenderà il ricorso introduttivo, i successivi ed eventuali motivi aggiunti, nonché la procedura di notificazione per pubblici proclami che verosimilmente si verificherà.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- autocertificazione compilata e sottoscritta (allegata in calce alla pagina);

- copia del diploma accademico rilasciato dalle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ed autocertificazione relativa al suo possesso;

- copia del diploma di maturità;

- schermata personale estratta dal portale di ISTANZE ON-LINE qualora posseduta;

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “RICORSO AFAM”).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “RICORSO GAE AFAM” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare la domanda di inserimento in GAE che si trova in allegato alla presente. Tale domanda deve essere inoltrata, anche come condizione di procedibilità, al Miur presso l'indirizzo di Viale Trastevere n. 76/a 00153 Roma nonchè agli Uffici Scolastici Provinciali di riferimento  tramite raccomandata a/r con avviso di spedizione e ricevuta di consegna e/o anche tramite posta elettronica certificata (gli indirizzi del Miur sono i seguenti:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) conservando gelosamente una copia di quanto inoltrato (una copia fotostatica debitamente sottoscritta e compilata in tutte le sue parti) allegando alla domanda l'avviso di spedizione e la ricevuta di consegna della raccomandata e/o della pec.

6. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “RICORSO AFAM”.

7. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line https://goo.gl/forms/pfzQFk0X41fCO73D2.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “RICORSO AFAM”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Tutta la procedura deve essere effettuata entro la data del 10 ottobre 2018 (data di ricezione della raccomandata).

Trattasi di un ricorso di natura collettiva dove non è possibile avanzare richieste individuali e le comunicazioni interverranno collettivamente tramite il nostro sito internet, tramite e mail collettive inoltrate in ogni fase processuale, su canali social, riunioni pubbliche tramite le piattaforme team speak con diretta partecipazione degli interessati e con riunioni de visu in vari punti dell’Italia alla presenza degli avvocati dello studio legale.

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail e di non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ha definitivamente annullato il bando di concorso scuola del 2016 per le classi di concorso primaria e infanzia nella parte in cui negava la partecipazione ai candidati in possesso del diploma magistrale ad indirizzo sperimentale linguistico.

I giudici di Palazzo Spada, in particolare, hanno ritenuto fondate le tesi sostenute dagli Avv.ti Bonetti e Delia, secondo cui, innanzi ad un primo annullamento della clausola del bando, tutto ciò che segue è automaticamente caducato. L’effetto di tale decisione, dunque, non sarà limitato ai soli ricorrenti di questo giudizio ma si estenderà, espressamente, erga omnes, nei confronti di tutti i candidati al concorso in possesso di tale titolo. Secondo il Consiglio di Stato, difatti, “risulta dunque stabilita in modo definitivo, incontestabile e con valore di giudicato, la non operatività della suddetta limitazione, invocata dal MIUR, nei riguardi dell’appellante”, ragion per cui risulta ormai acclarato che "i titoli di studio conseguiti al termine dei corsi sperimentali di scuola magistrale, comunque conseguiti entro l'a.s.  2001/2002, conservano in via permanente l'attuale valore legale e consentono di partecipare ai concorsi ordinari per titoli e per esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare".

Tale decisione, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, oltre ad essere di evidente importanza con riguardo al valore abilitante dei titoli sperimentali di scuola magistrale, “mira ad aprire un nuovo fronte sulla battaglia a favore dei 55.000 diplomati magistrale esclusi dalle G.A.E. all’esito della nota sentenza dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017.” Se, continuano i legali, “la Sesta Sezione del Consiglio di Stato ritiene che la portata erga omnes con effetto di giudicato abbia tali effetti per il bando di concorso (sentenze 3374, 3375 e 3376 del 4 giugno 2018) e, qualche giorno fa, ha ribadito tale concetto con riguardo agli stessi Decreti Ministeriali di aggiornamento delle G.A.E. (sentenza n. 3198/18) a favore dei cosiddetti depennati, non c’è davvero ragione per non applicare la medesima teoria agli annullamenti dei medesimi Decreti in favore dei diplomati magistrale su cui, al contrario, l’Adunanza Plenaria ha chiuso”.

Si è aperto, dunque, un nuovo conflitto che, se maturerà ulteriormente, potrà riportare la questione nuovamente in Plenaria.

I Decreti di aggiornamento delle G.A.E.”, difatti, chiudono i legali di ADIDA e Mida, “non possono essere annullati con effetti generali per alcune categorie di insegnanti e non per altre”.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l'appello del MIUR e confermato l'ammissione dei medici neoabilitati che avevano partecipato al concorso di novembre 2017.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commenta l'Avvocato Bonetti, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

E’ stata pubblica da pochi giorni la sentenza n. 6134/2018 con cui il TAR del Lazio accoglie pienamente le motivazioni per cui l’ANPRI (Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca), unitamente ad alcuni ricercatori dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, che avevano chiesto l’annullamento di parte dello Statuto ENEA pubblicato l’ 8 marzo 2017.

 “Il TAR ha così accolto con sentenza di merito il ricorso patrocinato e ha riconosciuto che l’ENEA non ha rispettato il diritto dei ricercatori e tecnologi dell’Ente ad avere un proprio rappresentante di natura elettiva all’interno del Consiglio di Amministrazione, diritto espressamente sancito dall’art. 2 del d.lgs. 218 del 2016, e che pertanto dovrà essere modificato l’art. 6 dello Statuto, nella parte in cui non prevede tale rappresentanza” così commenta l’Avv. Michele Bonetti per conto dell’Anpri.
Si conclude così positivamente l’azione che ANPRI e i ricercatori e tecnologi dell’ENEA avevano intrapreso lo scorso anno al fine di vedere riconosciuto il giusto diritto dei dipendenti dell’ente ad incidere, tramite un loro rappresentante, sulle politiche e sulle decisioni organizzative della struttura di governance.

Commentando la sentenza, il Segretario Generale dell’ANPRI – Liana Verzicco - ha sottolineato che “il TAR Lazio non ha solo riconosciuto la legittimità dei diritti rivendicati dei ricercatori e tecnologi dell’ENEA ma ha anche aperto un varco nella gestione troppo spesso autoreferenziale dei Presidenti degli enti pubblici di Ricerca che, nominati dal governo e non dalla comunità scientifica, pensano di poter dirigere gli Enti di ricerca senza coinvolgere i ricercatori negli organi consultivi, decisionali e d’informazione delle istituzioni per cui lavorano. Quello odierno si configura come un primo, grande risultato, che spinge l’ANPRI a portare avanti con maggiore determinazione il suo impegno per l’attuazione piena del d.lgs. 218/2018 e della Carta Europea dei ricercatori, con l’obiettivo di raggiungere l’autogoverno degli enti pubblici di ricerca”. 

Avv. Michele Bonetti

Come noto, l’ultimo aggiornamento delle G.I. del personale docente per il triennio 2017/2020 si è concluso il 24 giugno del 2017, data ultima per poter presentare la relativa domanda di inserimento.

Il nuovo DDG, pubblicato in data 11.05.2018, disciplina l’integrazione delle graduatorie di istituto del personale docente, secondo quanto già previsto dalle precedenti disposizioni dei D.M. n. 326/2015 e n. 335/2018.

Lo Studio legale sta predisponendo il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica volto a tutelare la posizione di tale categoria.

Il costo dell'azione è di euro 90,00, i quali comprendono tutti gli oneri del giudizio, ad eccezione di motivi aggiunti e atti di trasposizione eventuali e non prevedibili. Si specifica che non sono previste restituzioni delle somme versate, pertanto vi chiediamo di  prestare la massima attenzione al momento dell'esecuzione del bonifico. 

Tale specificazione deve intendersi come formale preventivo richiamato nella procura la quale riporta le nuove prescrizioni imposte dalla Legge e dal codice deontologico.

 

 MODALITA' DI ADESIONE

 

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono.

 

1. Scaricare la procura allegata.

 

2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

 

3. Effettuare il pagamento alle coordinate allegate di euro 90,00.

 

 

4.   Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

 

- dichiarazione sostitutiva di certificazione;

- due procure in originale e sottoscritte;

- Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “ II fascia G.I.+ CATEGORIA DI APPARTENENZA” - ES. MARIO ROSSI, C.F., II fascia G.I. + ISEF);

 

Sulla busta deve essere apposta la scritta “II fascia G.I. + CATEGORIA DI APPARTENENZA” e ogni busta deve contenere una sola adesione (ES. G.I. + ISEF).

 

5. Inoltrare a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “II fascia G.I. + CATEGORIA DI APPARTENENZA” (ES. G.I. + ISEF).

 

6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente form online:

https://docs.google.com/forms/d/1Uv6hxoMBQygZwLr2DgVciKMmcor-IWwuIuYwjX9rdZI/edit 

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE ENTRO E NON OLTRE IL 23 AGOSTO 2018.

Come noto, l’ultimo aggiornamento delle G.I. del personale docente per il triennio 2017/2020 si è concluso il 24 giugno del 2017, data ultima per poter presentare la relativa domanda di inserimento.

Il nuovo DDG, pubblicato in data 11.05.2018, disciplina l’integrazione delle graduatorie di istituto del personale docente, secondo quanto già previsto dalle precedenti disposizioni dei D.M. n. 326/2015 e n. 335/2018.

Lo Studio legale sta predisponendo il ricorso straordinario innanzi al Presidente della Repubbloca volto a tutelare la posizione delle seguenti categorie, a nostro avviso lese dal suindicato provvedimento:

A. Insegnanti in possesso di diploma ITP. – Tutte le informazioni al seguente link.

Possono aderire all’azione:

1. Diplomati ITP inseriti in III fascia delle G.I.

2. Diplomati ITP non inseriti in alcuna fascia.

3. Insegnanti con diploma ITP valido per l’insegnamento per la classe di concorso A66. – Tutte le informazioni al seguente link.

Trattasi di un ricorso esperito in via cautelativa, anche in virtù del fatto che tutta la vicenda dei docenti ITP è rimessa all’esito dell’udienza innanzi al Consiglio di Stato del prossimo 5 luglio relativa al procedimento di impugnazione della nota “sentenza madre” pronunciata dall’On.le Tar del Lazio.

B. Insegnanti in possesso di titolo AFAM. – Tutte le informazioni al seguente link.
 La volontà di riaprire tale ricorso è dovuta alla recente grande vittoria avuta in data 18 giugno 2018 dinanzi al Consiglio di Stato che ha consentito l'immissione in II fascia delle G.I. dei ricorrenti. Detta pronuncia sarà comunque da confermare all'udienza del 20 settembre 2018. Si precisa che a seguito di tale ammissione in II fascia, i ricorrenti sono stati ammessi alla partecipazione alla fase semplificata del FIT.

C. Insegnanti in possesso di dottorato di ricerca. – Tutte le informazioni al seguente link 

D. Insegnanti in possesso di diploma magistrale linguistico. – Tutte le informazioni al seguente link.

E. Insegnanti con titolo di abilitazione conseguito all’estero. – Tutte le informazioni al seguente link.

F. Insegnanti in possesso di diploma ISEF. - Tutte le informazioni al seguente link

Possono aderire all’azione:

1. Insegnanti in possesso di abilitazione conseguita all’estero, ma che non hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale entro il 24 giugno 2017.

2. Insegnanti che conseguiranno l’abilitazione all’estero dopo il 4 giugno 2018.

Ferme restando le possibili eccezioni di tardività collegate alla sola impugnazione del Decreto 784/2018, si rappresenta che trattasi, plausibilmente, dell’ultima opportunità per impugnare un decreto di aggiornamento delle graduatorie, avviando così la procedura giudiziale per il riconoscimento del valore abilitante del titolo. Conseguentemente, si consiglia vivamente l’adesione a tutti i soggetti che non hanno mai esperito alcuna azione giudiziale in tal senso.

 

Da un punto di vista meramente operativo l’aggiornamento delle graduatorie di istituto è prevista per le seguenti categorie:

 1. docenti inseriti nelle graduatorie della III fascia che acquisiscono il titolo di abilitazione ai fini dell’attribuzione della precedenza sulle supplenze dalla medesima fascia;

2. docenti che hanno acquisito il titolo di abilitazione, per la scuola dell’infanzia e primaria e per la scuola secondaria di I e II grado, entro il 1° febbraio 2018;

3. docenti che hanno conseguito il titolo di specializzazione per il sostegno;

4. docenti che, unitamente al titolo di abilitazione già in loro possesso, hanno conseguito il titolo di specializzazione per il sostegno;

5. docenti di scuola dell’infanzia e primaria iscritti nelle G.I. di II fascia con la domanda presentata entro il 24 giugno 2017 che hanno prestato servizio presso le c.d. sezioni primavera dall’a.s. 2007/2008 al 24.06.2017.

Tuttavia, il decreto permette unicamente l’inserimento in un elenco aggiuntivo alla graduatoria di inizio triennio, cui l’Amministrazione attingerà per le eventuali chiamate una volta esaurita la II fascia. Nella sostanza, quindi, si prevede una collocazione “in coda” alla II fascia che resterà invariata rispetto all’aggiornamento intervenuto con il precedente D.M. 374 del 2017 fino alla conclusione del triennio.

A nostro avviso è necessario che tutti coloro i quali hanno già avanzato ricorso, e che sono stati inseriti con riserva nella II fascia delle G.I., inoltrino regolare domanda di aggiornamento qualora rientranti nelle categorie sopra elencate.

Allo stesso modo, sollecitiamo le seguenti categorie ad inoltrare la suindicata domanda di aggiornamento:

- soggetti che hanno inoltrato la domanda di aggiornamento delle G.I. tardivamente;

- soggetti che, nonostante il provvedimento cautelare ottenuto, non sono mai stati inseriti in II fascia;

- soggetti che non sono mai stati inseriti in G.I.;

- soggetti che hanno esperito un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per cui non vi è stata ancora alcuna pronuncia;

- tutti coloro che necessitino di “regolarizzare” la propria posizione.

ATTENZIONE: CHI INTENDE AVVIARE UN RICORSO DEVE PRESENTARE LA DOMANDA DI AGGIORNAMENTO DELLE G.I.

Pur essendo uno studio legale specializzato in materia scolastica non collegato ad alcun partito e sindacato nazionale, forniremo delle indicazioni collettive che potranno essere affiancate da quelle fornite dall’associazione ADIDA o da altre associazioni a seconda del Vostro territorio di riferimento.

 

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