Claudia Palladino

Claudia Palladino

A seguito delle riunioni tenute nei nostri studi con le varie Associazioni di Medici Competenti, abbiamo riscontrato numerose irregolarità nell’adozione, da parte del Ministero, del provvedimento che ha portato alla cancellazione di circa 6.000 Medici Competenti dal relativo elenco ministeriale, impedendo loro lo svolgimento della professione.

Allo stato i nostri studi stanno attivando ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica al fine di porre rimedio ad un provvedimento a nostro avviso illegittimo, che impedisce ad un numero ingente di medici del settore di esercitare la loro professione, per la sola ragione di non aver conseguito i crediti previsti dall’ E.C.M. nel triennio 2011-2013.

E' chiaro che gli effetti dell’accoglimento del ricorso straordinario sono attribuibili ai SOLI RICORRENTI.

Tutti i partecipanti possono agire a prescindere dagli anni di servizio prestati e dal titolo conseguito per l’esercizio della professione ed anche se nel triennio 2011-2013 non hanno conseguito alcun credito ECM.

Sulla base del combinato disposto delle normative inerenti l’iscrizione all’elenco e lo svolgimento della professione di medico competente nonché in ragione delle evidenti ed accertate violazioni partecipative ex L. n. 241/90, la scelta ministeriale è illegittima nella parte in cui assume che i soggetti depennati non possano più svolgere le funzioni di M.C. neanche a favore di privati, società e imprese.

In ragione delle peculiarità dei singoli casi potrebbero, ove le adesioni lo consentano, formarsi dei gruppi differenziati tra i vari ricorrenti.

CHI PUO’ ADERIRE:

Tutti i medici competenti che, non avendo conseguito i crediti formativi E.C.M. nel triennio 2011-2013, sono stati esclusi dall’elenco dei Medici Competenti, e abbiano interesse a svolgere l’attività nel settore PRIVATO (sono esclusi i medici competenti a servizio di pubbliche amministrazioni).

COME ADERIRE

LE ADESIONI SCADONO IL 15 LUGLIO 2015.

Per aderire SI DEVE:

- compilare la scheda anagrafica allegata;

- compilare e sottoscrivere la procura allegata;

- bonificare la quota di adesione pari a € 500.00 oltre I.V.A. e C.P.A. alle coordinate indicate in allegato.

COME INVIARE L'ADESIONE

La scheda anagrafica compilata, unitamente a due originali della procura e alla ricevuta di bonifico deve essere:

- scansionata e inviata via mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al n. fax (0908960421);

- poi inviata a mezzo raccomandata a.r. all’indirizzo
Avv. Santi DELIA VIA S. AGOSTINO 4, 98122, MESSINA

Indicando fuori dalla busta la dicitura “RICORSO STRAORDINARIO MEDICI COMPETENTI”

QUANTO COSTA IL RICORSO

€ 500.00 oltre I.V.A. e C.P.A. alle coordinate indicate in allegato

 

Roma, 23 giugno 2015 - Il Consiglio di Stato con l’Ordinanza 2668 del 17 Giugno 2015 della Sezione Sesta ha respinto l’appello del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca contro il Tar Lazio sugli specializzandi e lo ha condannato al pagamento delle spese del processo. A darne notizia sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, patrocinatori del ricorso promosso dalla Funzione Pubblica Cgil Medici.

“A seguito di un errore nella stesura delle regole concorsuali, relative alle graduatorie del concorso per diventare medici specializzandi, a causa dell’omessa graduazione tra le varie scuole di specializzazione indicate, dottori che avevano un punteggio utile per l’ingresso si sono ritrovati in una scuola da loro non ambita, pur avendo punteggi superiori agli altri. In questo modo, ad esempio, persone che avevano di fatto vinto il concorso e che volevano fare i cardiologi, per un errore del bando, si sono trovate a diventare degli otorini”, affermano gli avvocati Bonetti e Delia.

Secondo Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, “ancora una volta abbiamo assistito ad un vero e proprio accanimento politico-giudiziario nei confronti di questi medici giovani che avevano vinto con sentenza del Tar del Lazio, che ad oggi ha accolto solo queste particolari ipotesi. Ma il Miur, guidato dal Ministro Giannini, ha perso anche al Consiglio di Stato ed è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali. La nostra battaglia per il diritto alla formazione specialistica dei medici continua”, conclude Cozza.

 

Lunedì, 22 Giugno 2015 11:27

Sentenza definitiva per 1000 ricorrenti

Cade nel nostro ventennale la vittoria della più grande organizzazione di sempre, l’Unione degli Universitari UDU - Unione degli Universitari.
Una battaglia vinta da Gianluca Scuccimarrae dal suo esecutivo con Alessio Portobello, Jacopo Dionisio, Greta Chinellato e da tutto il nostro gruppo dirigente nazionale, territoriale, dai nostri associati e dai nostri compagni di battaglia ricorrenti e che parte da lontano con i coordinatori Daniele Giordano, Natale Di Cola, Giorgio Paterna, Michele Orezzi e tanti altri.
È la conquista di un gruppo di Avvocati Spartani e di oltre mille ricorrenti patrocinati da me e dall’Avvocato Santi Delia.
E ora non attendiamo le altre migliaia di sentenze di merito, vogliamo una legge che riformi il numero chiuso sanando tutti i nostri ricorrenti, tutelando anche le posizioni e gli interessi degli ammessi!

Sempre Vostro e sempre grazie.

Avv. Michele Bonetti

 

A seguito delle vittorie al T.A.R. ed al Consiglio di Stato, già dal mese di maggio e, da ultimo, dopo la rivoluzione al Consiglio di Stato del 4 giugno, in tutti gli Atenei sono in corso le immatricolazioni dei primi nostri ricorrenti. Hanno già provveduto decine di Università, in cui i nostri giovani medici sono già nei reparti come da ordine del Giudice amministrativo: da Messina a Pavia, da Milano a Siena, sino a Roma.

Tra qualche giorno scadrà il termine per la presentazione delle domande al nuovo concorso per l'ammissione alle scuole di specializzazione le cui prove sono fissate a fine luglio 2015 e il Coordinamento Mondo Medico Uniti per la Formazione ha già segnalato al Ministero le criticità presenti all’interno del bando che potranno generare criticità e affinché le stesse vengano risolte in via di autotutela evitando inutili contenziosi.

In tanti tra i nostri ricorrenti ammessi ci hanno chiesto rassicurazioni circa l'effettiva e certa possibilità di poter partecipare al nuovo concorso senza che nulla, agli stessi, possa essere eccepito dal Ministero. In tal senso, con comunicazione mail inviata a tutti Voi sovrannumerari, abbiamo confermato che avreste potuto partecipare alla prova e che, in tal senso, avremmo diffidato il MIUR a provvedere all'aggiornamento della domanda on line con l'inserimento di apposita voce digitale che prendesse atto dell'esistenza delle ammissioni in sovrannumero: i nostri medici sono già nei reparti e non si può più far finta di nulla costringendoci all'invio di domande con rettifiche o raccomandate cartacee volte a rettificare le necessarie dichiarazioni on line. Rimane solo una clausola esclusiva all’interno del bando e che è, a nostro avviso, illegittima e che non consente la partecipazione per la stessa scuola di specializzazione impedendo di fatto un c.d. trasferimento o cambio di sede ad esempio da Trento a Sassari; trasferimento che sarà sempre più difficile.

Nonostante una lieve battuta d’arresto di questi giorni su ricorsi da noi non patrocinati, riteniamo che siano decisive le prossime camere di consiglio del Consiglio di Stato ove vedremo se vi sarà la conferma del nostro orientamento vittorioso che consente l’ammissione sovrannumeraria, ma senza borsa sino all’esito del giudizio di merito. Sul punto l’orientamento del Consiglio di Stato è più che fermo nel ritenere che nella fase cautelare e con il sovrannumero non è possibile l’erogazione economica, ribadendo tale posizione su ricorsi relativi addirittura alla scorsa edizione concorsuale su base locale (sentenza Consiglio di Stato 2917/2015).

Rimaniamo pertanto più che fiduciosi anche alla luce della circostanza, e di questo bisogna darne atto, che il MIUR ha accolto l'invito e provveduto alla modifica della piattaforma di iscrizione al nuovo concorso, rendendo pubblica (con buona pace di chi aveva parlato nelle settimane precedenti di false notizie sulle immatricolazioni) l'effettiva ammissione sovrannumeraria dei nostri ricorrenti.

Sempre avanti!

Il Governo, anziché ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale, ne impone una interpretazione restrittiva.

“Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia”.

Così un illustre esponente del pensiero illuminista qual è Montesquieu, criticava l’autoritarismo istituzionale.

Ebbene, mai affermazione più adatta di questa, per descrivere l’intervento legislativo del Governo volto a tamponare gli effetti dirompenti della sentenza n.70/2015 emessa dalla Corte Costituzionale. Quest’ultima infatti, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il blocco totale della perequazione automatica dei trattamenti di quiescenza di importo superiore a tre volte l’ammontare del trattamento minimo I.N.P.S., così come previsto dalla nota riforma Monti-Fornero (D.l. n.201/2011 così come convertito con modificazioni dalla L. n.214/2011).

Il Governo, chiamato a dare ottemperanza al provvedimento della Consulta, trincerandosi dietro indefinite esigenze finanziarie, mai illustrate in dettaglio, anziché recepire in toto quanto disposto dalla Corte, ha previsto una parziale quanto irrisoria, restituzione di ciò che sarebbe effettivamente spettato ai pensionati, a seguito del declaratoria di illegittimità costituzionale della mancata indicizzazione delle pensioni.

Il cosiddetto “bonus Poletti” riconosciuto dal D.l. n.65/2015, non è in grado di dare completa attuazione al provvedimento della Corte Costituzionale, in virtù del quale, invece, va restituito ai pensionati l’intero importo dovuto a titolo di mancata indicizzazione del trattamento di quiescenza per gli anni 2012 e 2013, nonché di quello che sarebbe maturato per il 2014 ed il 2015, sul valore nominale degli importi correttamente rivalutati.

E ciò, nonostante chiare ed ineccepibili, siano state le motivazioni che hanno spinto la Consulta a dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, del D.l. 201/2011.

Per niente condivisibili, dunque, le misure adottate dal Governo con il D.L. n. 65 del 21 maggio 2015, volte a dare concreta attuazione al decisum costituzionale.

E’ evidente come risultino irragionevolmente (e nuovamente) violati gli inderogabili principi di proporzionalità ed adeguatezza della retribuzione, sanciti dagli art. 36 e 38 della Costituzione.

Inevitabile, dunque, che nostro malgrado, la parola torni ai Tribunali ai quali sarà devoluto il compito di sostituirsi all’inerzia del Governo che, anziché applicare le sentenze, ne propone un’interpretazione restrittiva.

Per tali motivi lo studio legale Bonetti & Partners proporrà azioni collettive ed individuali volte a consentire l’integrale restituzione del maltolto, a tutti coloro che non abbiano intenzione di rassegnarsi ad autoritarismi “esercitati all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia.”

Tutti coloro che ritengano di esser stati lesi dal provvedimento governativo e che vogliano richiedere l’integrale restituzione di quanto illegittimamente trattenuto a seguito della mancata indicizzazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, (nonché di quanto non corrisposto per le annualità 2014 e il 2015), possono procedere a compilazione del form on-line di preadesione, ove saranno illustrate le procedure da seguire per la presentazione del ricorso.

Lunedì, 15 Giugno 2015 15:34

Campagna per i dirigenti scolastici

Carissimi,
Vi rimetto questo link
 inerente alla campagna da me effettuata per i precari della scuola al fine che possiate avere delle primissime informazioni in merito alla stabilizzazione per la vostra procedura.

A chi è rivolto.

A tutti coloro che pur essendo stabilizzati come insegnanti svolgono da numerosi anni, a seguito di contratti a tempo determinato rinnovati da oltre 36 mesi, le mansioni di dirigente scolastico con l’amministrazione e pertanto possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.

Obiettivo del ricorso.

Data la tipologia del ricorso, verrà sottoposta ai giudici l'intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nei Vs. confronti nonché la richiesta degli scatti di anzianità e il risarcimento per l’apposizione del termine.

Alla luce della sentenza della Corte di Giustizia europea e di una interpretazione rivolta ad altri settori oggi si può chiedere la stabilizzazione per l’abuso dei contratti a tempo determinato.

Prima di adire il Tribunale Ordinario, in veste del Giudice del Lavoro, dovrete impugnare tutti i contratti intervenuti con l’università mediante raccomandata a.r. entro il termine di 120 giorni dall’ultima scadenza e nei successivi 180 giorni depositare il ricorso innanzi la competente sede giurisdizionale.

ISTRUZIONI PER L'ADESIONE:

Primo passo - Cosa c'è in allegato e cosa farne:

In allegato troverà una lettera di impugnazione, una procura, un conferimento di incarico professionale, un'autocertificazione reddituale e le coordinate bancarie sulle quali effettuare il bonifico.

1. La lettera di impugnazione: apra l'allegato "Lettera d'impugnazione, la stampi e la compili in ogni punto, firmandola dove richiesto. 

La lettera deve essere inviata al proprio datore di lavoro e/o al luogo in cui ha sede il l'ente (privato o pubblico) dal quale siete stati assunti. Pertanto nel Vostro caso direttamente al Miur. L'invio deve essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (avendo cura di conservare le ricevute di invio e di ritorno del plico, senza le quali non è possibile avviare il ricorso). Vi prego altresì di fotocopiare la lettera che invierete in modo da consegnarcela con le relative ricevute di spedizione e di ritorno.

2. La procura: apra l'allegato "procura" e stampi il file 3 volte. Compili e firmi tutte e tre le copie.

3. L'incarico professionale: l'incarico professionale (per mera praticità è stato denominato patto di quota lite) garantisce trasparenza relativamente al compenso del professionista che ha svolto e seguito la pratica. Pertanto Lei è invitato a leggere tale file con calma e a chiamarci in caso di dubbi. Stampi una copia del file "patto di quota lite 2015" e poi lo compili e lo firmi. Le somme ivi indicate sono prettamente indicative in quanto costituiscono uno standard di accordo che il nostro studio pattuisce con i precari, ma ovviamente passibile di modifica in base alle necessità di ogni singolo ricorrente.

4. Autocertificazione reddituale: questo documento attesta che Lei ha un reddito FAMILIARE annuo inferiore ad euro 32.298,99. Infatti, in tal caso, Lei è esentato dal dover pagare il contributo unificato (un contributo di spese di giustizia richiesto dalla legge). Quindi, qualora la Sua famiglia (esattamente i soggetti che sono nel suo stato di famiglia) ha un reddito inferiore a tale soglia, Lei deve stampare, compilare e firmare il documento. Qualora invece il reddito della Sua famiglia superi la predetta soglia, Lei dovrà pagare il Contributo Unificato di euro 259,00.

5.Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 1.000,00 comprensiva di iva e cpa.

Le modalità di pagamento verranno effettuate mediante un iniziale bonifico di euro 500,00 e poi un successivo bonifico, sempre di euro 500,00, entro il mese successivo dall’adesione.

Secondo passo - l'invio della documentazione in formato elettronico:

Tutta la documentazione utile va inviata sia via mail sia via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Cosa inviare via Mail: ATTENZIONE: L'OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE "RICORSO  PRESIDI ADIDA OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"

ATTENZIONE: L'INDIRIZZO MAIL E' Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ATTENZIONE: SE POSSIBILE INVIARE I FILES COMPRESSI PER AGEVOLARNE L'APERTURA.

1. Una fotocopia della procura compilata e firmata.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Una fotocopia dell'incarico professionale (o patto di quota lite) compilato e firmato.

4. Una fotocopia dell'autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.

5. Una fotocopia dell'avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4)

6. Una fotocopia della lettera di impugnazione dei contratti e delle ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera.

7. Una copia di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in Vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

8. Una copia di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.

9. Una copia di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.

10. Un riepilogo in formato elettronico di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale (dovranno essere indicati non solo tutti i contratti sottoscritti con la specifica della data di sottoscrizione e di inizio e di fine del rapporto di lavoro con ogni dato, ma altresì le eventuali situazioni individuali da segnalare ad esempio: precedenti cause per la richiesta di differenze retributive specificando il periodo richiesto e le somme allegando ove possibile anche copia dei ricorsi, eventuali concorsi superati in precedenza sempre inerenti la posizione dirigenziale che si rivendica, eventuali danni patiti a causa della situazione di precarietà ecc. ecc.).

Terzo passo - la spedizione a mezzo del servizio postale:

ATTENZIONE: LA DOCUMENTAZIONE VA SPEDITA CON RACCOMANDATA A/R

ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO "RICORSO PRESIDI – ADIDA OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"

ATTENZIONE: L'INDIRIZZO A CUI INVIARE IL PLICO E': "AVV. MICHELE BONETTI & PARTNERS - VIA S. TOMMASO D'AQUINO 47, 00136 ROMA"

ATTENZIONE: PER "ORIGINALE" SI INTENDE UN FOGLIO COMPILATO E FIRMATO CON PENNA (CIOE' NON UNA FOTOCOPIA).

Cosa spedire via posta:

1. Tre originali della procura compilate e firmate.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Un originale dell'incarico professionale compilato e firmato.

4. Un originale dell'autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.

5. Una fotocopia dell'avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4).

6. L'originale della lettera di impugnazione dei contratti inviata al MIUR e le ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera ORIGINALI.

7. Due copie di tutti i contratti di lavoro stipulati (tutti quelli in vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

8. Due copie di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro per i quali si procede e quindi inerenti l’incarico dirigenziale per il quale si chiede la stabilizzazione

9. Due copie di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro come dirigenti scolastici e quindi inerenti ai relativi periodi contrattuali.

10. Un riepilogo di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale come indicato nel precedente punto 10.

ATTENZIONE: COMPILARE I DOCUMENTI IN STAMPATELLO E SCRITTURA LEGGIBILE.

Il Consiglio di Stato, sez. VI giurisdizionale, a seguito dell’udienza del 4 giugno 2015, ha oggi pubblicato le ordinanze 2462, 2441, 2464, 2463, 2461 del 5 giugno 2015 che consentono l’ingresso sovrannumerario negli ospedali e nei reparti di una prima decina di medici giovani che avevano presentato il ricorso promosso dalla Fp Cgil Medici, con il patrocinio degli avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli, avverso le gravi irregolarità del noto concorso delle specializzazioni mediche, dove avevano invertito le prove dei test ed in cui il Ministro Giannini aveva inizialmente annullato il concorso, salvo poi tornare indietro sui suoi passi.

“È una vittoria di enorme significato non solo giuridico”, a parlare sono gli avvocati. Michele Bonetti e Santi Delia. “Il Consiglio di Stato, dopo la vicenda della mancata immatricolazione dei c.d. 300 Spartani, per volontà del Miur di riportare la causa dinanzi al Tar, ha avanzato un’innovativa presa di posizione per risolvere la questione: l’ingresso sovrannumerario dei medici ricorrenti, di cui vi è carenza nei reparti, ma senza la corresponsione di borse di studio e permettendo loro di andare nella scuola e nel reparto ambito. Al Consiglio di Stato va il merito ed il coraggio di avanzare una soluzione lungimirante che consentirà al nostro Stato di non perdere i migliori cervelli una volta formatisi.”

“Un importante risultato ma la battaglia per il diritto alla formazione dei medici non si fermerà”, afferma  il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza, cha aggiunge: “Noi riteniamo che ci sia la disponibilità  di risorse e proseguiremo nel futuro per allargare sempre di più il numero di borse. C'è bisogno di non disperdere il patrimonio di medici laureati in Italia e di garantire il numero appropriato di specialisti, il Miur assuma questa come una priorità: le borse messe a bando sono insufficienti, servono più risorse”.

Carissimi,
il Consiglio di Stato ha disposto il sovrannumero e non solo sui provvedimenti cautelari (c.d. sospensive) ma anche su una sentenza di merito del Tar del Lazio che è stata così sospesa.
Dunque stavolta non si torna al Tar. Difatti, anche se vi sono ordinanze appellate nella giornata di ieri, è chiaro che con il ribaltamento delle sentenze del Tar si apre una nuova era che verrà definita nel merito al Consiglio di Stato il 24 novembre 2015.
Arrivo subito al punctum dolens della questione. L’inserimento sovrannumerario alle Scuole di Specializzazione è senza borsa.

In primis chiariamo che la borsa dovrebbe essere posticipata al termine del giudizio definitivo, anche se la tempistica del pagamento non dovrebbe essere affatto immediata.

Chiarisco poi che nulla c'entra la vicenda del pagamento dei vincitori del prossimo concorso o il numero di prossime borse da mettere a disposizione. La questione concerne invece gli esclusi da questa edizione concorsuale, le cui pretese giuridiche ad oggi sono rigettate dal Tar, trasposte dal Ministero dalla sede consultiva del Consiglio di Stato al Tar e sino ad oggi rinviate dal Consiglio di Stato al Tar (che “boccia” i ricorsi).

Il tutto si verifica con un concorso nazionale alle porte al quale tutti (rectius, quasi tutti) potrete partecipare, compresi coloro che accetteranno di entrare nell’immediato senza borsa.
Insomma, ancora una volta per non vanificare una campagna ci siamo trovati di fronte ad una dura scelta nell’imminenza del nuovo test: o il rigetto totale come ormai accettato da tempo per diverse ragioni e dalle forze in campo, o in alternativa una nuova riapertura della nostra campagna, accettando anche un accoglimento provvisoriamente senza borsa.

Si può anche non essere d’accordo con i nostri metodi, spesso reputati troppo incisivi, ma dovete concordare con noi che per vincere sono state messe in campo, senza alcun risparmio, tutte le nostre migliori energie e risorse e se solo oggi (a distanza di sette mesi dal concorso) subiamo questa scelta, lo patiamo dopo una serie infinita di contenziosi, denunce penali e tanto altro che non giungeranno ad una facile ed immediata conclusione.

Potevamo chiudere, come tanti altri, la vicenda con un mero rigetto e forse avremmo evitato discussioni, aspre polemiche e critiche anche personali, invece siamo ancora qui, sempre in prima linea.
Gli ammessi (se l’orientamento verrà prossimamente confermato dal Consiglio di Stato) in sovrannumero potranno studiare in prima sede (nella prima scuola dichiarata in ricorso e sede opzionata) ma non avranno, nell’immediato, la borsa di studio.

Da dentro, anche grazie al Coordinamento, potremo e dovremo lavorare insieme, superando però gli steccati associativi preesistenti per trovare i fondi per tutti Voi medici per il diritto al lavoro e alla formazione che deve essere per tutti e deve essere necessariamente retribuito come prevedono le Direttive Europee.

Bisogna uscire dagli schemi ideologici e avere il coraggio intellettuale di riportare come le stesse Direttive Europee rendono impossibile una tale scelta politica per il futuro, l’accesso alle specializzazioni non retribuito. Dichiarazioni diverse, prive di fondamento giuridico, manifestano solo contrapposizioni che celano un interesse a mantenere un sempre minor numero di specializzandi.
Quindi anche ogni ipotesi di posticipazione del pagamento della borsa o di rinuncia all’immediato pagamento è eventualmente limitata al solo anno concorsuale in questione, ove vi sono una serie di irregolarità acclarate che hanno portato ai ricorsi giurisdizionali pendenti.

Da sempre ho manifestato la mia dura opinione avverso le scuole private di preparazione ai test, da me analizzate nel mio libro, non a caso chiamato Cepus Dei, ove chiarisco e approfondisco i loro legami, composizioni societarie e retroscena. Pertanto le critiche avanzate da scuole di formazione e preparazione al test, che nel regime delle specializzazioni mediche vivono sostanzialmente in un sistema di conflitto di interesse e monopolio peggiore del test di ingresso di medicina, alimentato da una graduatoria determinata da un test a crocette, appaiono oltremodo interessate a ostacolare ogni forma di ammissione sovrannumeraria (ricordiamoci le polemiche sulla spesa economica per l’ammissione dei 300 spartani) e alla persistenza di un sistema selettivo ad imbuto dove uno su due rimane fuori.

Cari Dottori non facciamo l’errore ancora una volta di avallare divisioni e contrapposizioni che rischiano solo di riportare la situazione allo status quo ante e che, fidatevi, non hanno ragione di esistere e possono determinare l’ennesimo passo indietro delle Istituzioni, lasciando l’unica alternativa del prossimo concorso su cui si cumuleranno i problemi del passato con quelli del futuro, non risolvibili con una manciata di borse in più.

Oggi si apre una strada ulteriore, non obbligatoria, da percorrere per i singoli interessati e scelta, con parziale successo, da molti Vostri colleghi che avranno l’opportunità di entrare e lottare per i loro diritti da dentro, richiedendo borse di studio per tutti e l’eliminazione di ogni forma di incompatibilità.
E allora Dottoresse e Dottori Ricorrenti, bisogna solo attendere le prossime udienze al Consiglio di Stato, cercando di avere tra fine giugno e luglio altre importanti risposte, andando sempre avanti con lo sguardo rivolto verso il sole con la consapevolezza di poter eliminare anche tutte le altre barriere.
Vostro, Michele Bonetti

 

Rassegna stampa

Sole24ore

Quotidiano Sanità

Repubblica

Panorama.it

Focus

Il Tempo

Studenti.it

Il Consiglio di Stato, sezione VI, Presidente Dott. Giuseppe Severini, in data 10 giugno ha accolto un ricorso semi-collettivo presentato da alcuni studenti che aspiravano ad accedere al corso di laurea in Professioni Sanitarie di Tor Vergata per le varie opzioni (infermieristica, fisioterapia, radiologia). Un altro mattone dopo l’accoglimento del ricorso UDU su Catanzaro, SUN, Federico II e tanto altro.

Ancora una volta, dopo l’accoglimento del maxi ricorso UDU per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, siamo riusciti ad estendere nostri principi anche ad altri corsi di laurea. Sempre avanti.

Lunedì, 15 Giugno 2015 15:22

Oggi l'Avv. Bonetti su Elleradio

 

Oggi alle 15 sono nuovamente in Radio per parlare delle ammissioni in sovrannumero e senza borsa fino alla sentenza di merito. Sesto Speciale Radio del Coordinamento Mondo Medico in diretta Giovedì 11 giugno dalle ore 15.00 alle ore 16.00 su Elleradio (88.100 su Roma) ed in streaming su http://www.elleradio.it/ascolta-online. Evoluzioni dei ricorsi, ruolo del Cineca e suoi rapporti con il Miur, ultime sentenze ed ordinanze del Consiglio di Stato sui ricorsi. Come da nostra consuetudine telefoni aperti per lasciare spazio alla vostra voce ed alle vostre domande: per intervenire in diretta chiamate lo 06.35511660 fino alle 15.50 o inviate un sms al 335.6637853. Se avete perso le precedenti puntate vi ricordiamo che sono tutte online sul nostro canale YouTube.

 

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