Claudia Palladino

Claudia Palladino

A seguito dei chiarimenti resi dal Ministero dell’Istruzione in data 31 luglio 2020,  si precisa che, coloro che hanno ottenuto un provvedimento di accoglimento con cui si è stati inseriti nella II fascia delle G.I. potranno richiedere l’inserimento nella I fascia delle G.P.S.

Nel silenzio degli atti ministeriali, difatti, gli insegnanti che versavano in tale situazione, specie ITP ed AFAM, si sono trovanti nel dubbio proporre domanda per la I o la II fascia delle nuove graduatorie provinciali per le supplenze considerato anche il rischio di venire depennati da entrambe le fasce in caso di esito negativo del giudizio definitivo.

Nelle FAQ ministeriali, tuttavia, si legge:

“Vorrei iscrivermi in GPS di I Fascia selezionando come titolo di accesso una delle due voci:

Provvedimento giurisdizionale cautelare (ad oggi resi solo per l'inserimento in II fascia G.I. e non attinenti alle G.P.S.)

Provvedimento giurisdizionale favorevole all’interessato non passato in giudicato.

Posso presentare domanda anche per la GPS di II fascia nelle stesse classi di concorso/posti?

No. In caso di esito sfavorevole del giudizio, l’aspirante potrà comunque presentare all’Ufficio Scolastico Territoriale una specifica richiesta di cancellazione dalla I fascia e di inserimento nella II fascia corrispondente a quella richiesta e per la stessa provincia e le stesse sedi indicate nell’istanza. L’inserimento avverrà secondo modalità che saranno successivamente rese note”.

Rimangono comunque dubbi interpretativi con stretto riferimento alla natura dei provvedimenti giudiziali cui si riferisce il Ministero (ovvero se si intendano provvedimenti resi a seguito di ricorsi per l’inserimento in II fascia G.I. oppure per l’impugnazione degli atti relativi alla GPS), tuttavia, considerando che non si verificherebbe un depennamento tuot court da ogni fascia, si può sostenere che gli insegnanti che versano in detta situazione possano presentare domanda per la I fascia GPS.

Lo studio legale rimane a completa disposizione anche per eventuali segnalazioni sulle illegittimità presenti negli atti ministeriali per la rimozione delle quali abbiamo già avviato le azioni rinvenibili al link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2175-scuola-aperte-le-adesioni-per-il-ricorso-avverso-l-ordinanza-ministeriale-n-60-del-10-luglio-2020-che-regola-l-aggiornamento-delle-nuove-graduatorie-provinciali-per-le-supplenze-gps

Il primo obiettivo è ottenere un provvedimento prima del 6 agosto che consenta la presentazione della domanda per ricorsi individuali che aderiranno entro il 3 agosto 2020.

Un comma di una Legge finanziaria vecchia di 19 anni, viene rispolverato per escludere dalla partecipazione ai prossimi concorsi per l’accesso alle specializzazioni mediche.

Chi è iscritto al corso di formazione triennale di Medicina generale, magari al primo anno e con corso non ancora iniziato (si inizierà il 26 settembre ma le graduatorie sono vigenti dal mese di marzo 2020), da quest’anno, non potrà partecipare neanche alla prova di ammissione per l’accesso alle specializzazioni.

Non potrà, dunque, come avveniva in passato, partecipare alla prova e, solo in caso di ammissione, valutare se abbandonare definitivamente il corso seguito di MMG per optare per quello di SSM, ma dovrà rinunciarvi preventivamente, con il rischio di perdere quanto sin’ora fatto a MMG e di non ottenere l’auspicato accesso.

Il nuovo Regolamento, pubblicato il 23 luglio in Gazzetta Ufficiale, conferma tale nuova previsione anche in quanto, in sede consultiva sul testo, il Consiglio di Stato aveva provveduto a scrivere, esso stesso, il testo attualmente vigente. In quella sede il Ministero aveva spiegato alla Sezione consultiva che il nuovo intervento sarebbe stato animato da una “mera esigenza di chiarezza del testo regolamentare”, e non all’innovazione della disciplina.

Ciò che è venuto fuori, al contrario, è che dopo 19 anni dall’introduzione dell’incompatibilità prevista all’art. 19, comma 12, della legge 28 dicembre 2001 n. 448, l’oscurità di quel testo, viene oggi interpretato all’opposto di quanto lo sia stato in passato.

E’ pacifico, difatti, che in questo ventennio tanto il corsista di MMG, quanto quello di SSM già frequentante altra scuola, ben potessero partecipare alle nuove prove e, se superate, scegliere di optare per la nuova scuola o continuare con la precedente. Oggi, al contrario, quell’interpretazione viene ribaltata e la norma usata per sostenere la legittima possibilità di sostenere l’esame di accesso alle SSM, serve a giustificare l’opposto.

Paradossalmente, tuttavia, tale preclusione non è estesa (come sostiene la stessa norma del 2001) anche per escludere i corsisti di SSM che mirano a partecipare al concorso per provare ad ottenere una nuova scuola o sede.

Anche la nuova disciplina sulla valutazione dei titoli, ci appare illegittima in quanto esclude dalla valutazione taluni titoli sol perchè in possesso di un candidato (già dipendenti del SSN e delle strutture accreditate) rispetto ad un altro. In tal senso la previsione è di Legge (16 luglio 2020, n. 76) ragion per cui dovrà sollevarsi questione di costituzionalità.

La nuova Regolamentazione, oltre a pregiudicare migliaia di giovani che avevano programmato le proprie scelte sulla base di un diverso assetto normativo (che è fonte primaria), è a nostro modo di vedere platealmente illogico ed illegittimo e verrà perseguito innanzi al TAR chiedendone l’annullamento al fine di consentire a tutti i giovani medici di partecipare alle prove.

Obiettivo dell’azione

L’obiettivo è quello di far partecipare i ricorrenti alla prova di ammissione per l’accesso alle specializzazioni, previste per il prossimo 22 settembre.

Costi dell’azione

Verranno predisposti ricorsi individuali e collettivi.

Per i ricorsi individuali, l’azione ha un costo di euro 2.000,00, comprensivo di IVA, C.P.A. e contributo unificato.

Il ricorso collettivo, invece, ha un costo di euro 500,00, anche in tal caso onnicomprensive di IVA, C.P.A. e contributo unificato.

Dalle superiori quote, oltre ai saldi condizionati alla vittoria, restano escluse le sole eventuali spese per la notifica per pubblici proclami che, ove necessarie, saranno dovute da ciascun aderente e l’eventuale fase di appello cautelare che, entrambe le parti potrebbero proporre all’esito del giudizio di sospensiva di primo grado.

Resta esclusa dai superiori costi l’eventuale proposizione dei motivi aggiunti che, ove sia necessario fare, avranno un costo di € 250,00 ad aderente oltre la quota parte delle spese (€ 500 oltre contributo unificato per ricorsi singoli). L'eventuale saldo (rispetto a quanto in totale pagato a titolo di acconto e quota finale) sarà dovuto solo in ipotesi di vittoria e sarà parametrato al risultato ottenuto (sempre e comunque al di sotto dei minimi tariffari). In ipotesi di condanna alle spese giudiziali da parte dell’Amministrazione tali spese legali saranno, per espresso accordo al quale qui si aderisce, di competenza esclusiva dei legali stessi che si addosseranno in via esclusiva ogni onere economico per ottenerne la liquidazione. A tal fine, con la sottoscrizione della presente, il ricorrente si dichiara sin d’ora disponibile alla sottoscrizione di quanto necessario per consentire tale recupero del credito a favore dei legali (sottoscrizione deleghe, procure, incassi, etcc.).

 

Inoltro della domanda di partecipazione al concorso

Per partecipare al ricorso riteniamo necessario presentare la domanda di partecipazione al concorso (anche con modalità difformi rispetto a quelle previste dal Ministero).

Trattasi, a nostro avviso, di una possibile condizione di ammissibilità del ricorso ed è considerata tale da una parte della giurisprudenza amministrativa.

Per tale ragione Vi rimetteremo quanto prima la domanda da inoltrare a mezzo pec e/o a mezzo raccomandata a.r. agli indirizzi del M.U.R., qualora non riusciste a compilare quella online sul portale Universitaly, che sarà aperta dal 28 luglio 2020.

L'INOLTRO DELLA DOMANDA E' FORTEMENTE CONSIGLIATO.

Modalità di adesione

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE PRESSO LO STUDIO ENTRO IL 3 AGOSTO 2020  PER I RICORSI INDIVIDUALI, ENTRO IL 20 AGOSTO 2020 PER I RICORSI COLLETTIVI.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono:

  1. Scaricare la procura rimessa in allegato.
  2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna). Non sono richieste autentiche notarili.
  3. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione di euro 500,00, in caso di ricorso collettivo ed euro 2.000 per i ricorsi individuali attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse sempre in allegato.
  4. Stampare e sottoscrivere la scheda del candidato.
  5. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via di San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:
  • due procure in originale e sottoscritte;
  • copia del documento di identità e del codice fiscale;
  • copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “Ricorso partecipazione SSM 2020”).
  1.  Inoltrare a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “Ricorso partecipazione SSM 2020”.
  2.  Compilare il seguente FORM online (copiare il link ed incollarlo nella barra di ricerca avendo cura di non copiare gli spazi all'inizio e alla fine della stringa): https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfjARFnKpZxw9BA038z_mYs8KtVxBnmUtSHykiQ1II__plrqw/viewform?usp=sf_link

Si invita a prestare particolare attenzione nell'inserimento dei dati nel FORM online con l'avvertimento che le comunicazioni da parte dello studio avverranno a mezzo e-mail all'indirizzo indicato al momento della compilazione del FORM. Per tale ragione Vi invitiamo a indicare esclusivamente indirizzi e-mail e non indirizzi pec.

La mera spedizione della documentazione di adesione a mezzo posta, mail, pec o fax, seppur nei termini indicati, non comporta accettazione dell’incarico ed i legali, anche senza previa comunicazione, potranno non dar seguito al mandato ricevuto e restituire, su richiesta dell’interessato, la quota eventualmente versata. È onere del ricorrente, pertanto, verificare l’effettiva accettazione del mandato. Ogni comunicazione informativa verrà inoltrata a mezzo mail nelle varie fasi del contenzioso ove i sottoscritti difensori lo riterranno opportuno e gli atti difensivi predisposti saranno disponibili in sola visione presso gli studi professionali degli stessi previo appuntamento da concordare con le segreterie. Copia degli stessi non verrà, in ogni caso, fornita a seguito dell’adesione e di ciò gli aderenti confermano espressa consapevolezza. Restiamo, in ogni caso, a disposizione per ogni chiarimento e, con l’occasione, porgiamo cordiali saluti.

 

È stato pubblicato oggi un nuovo ed importantissimo provvedimento, a firma dell’Ecc.mo Presidente del Consiglio di Stato, con il quale si introduce un’importante apertura in tema di accesso programmato ai corsi di laurea di Medicina ed Odontoiatria.

Trattasi di un’ordinanza cautelare in cui il Supremo Collegio prende posizione in maniera netta ed innovativa sulla nota questione della decadenza dalle graduatorie per non aver effettuato la conferma di interesse disciplinata dall’art. 10 del D.M. n. 337/2018.

Con il provvedimento viene accolto il ricorso collettivo patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, consentendo l’immatricolazione con riserva ai ricorrenti con punteggio elevato conseguito ai test.

Il tema è sempre quello della mancata assegnazione dei posti disponibili e non banditi, già accolto con ordinanze e sentenze del G.A.

Nel caso di specie, viene affermato che “la Sezione tuttavia non ravvisa gli estremi della decadenza ex art. 10 lett. d) del D.M. n. 337/2018, sul rilievo che il mancato adempimento all’onere di conferma dell’interesse a rimanere nella graduatoria deve risultare da prova certa (…) prova che però nella specie non è stata data”.

È dunque onere del Ministero dimostrare che l’intervenuta decadenza sia imputabile al candidato che ha proposto ricorso, imponendo l’obbligo di un avviso formale ai sensi della legge sul procedimento amministrativo. Non basta dunque il semplice rilievo processuale dell’eccezione di decadenza “ed è appena il caso di rilevare che l’Amministrazione invoca la decadenza del candidato per la prima volta in questa sede, senza averla mai prima contestata all’interessata, in spregio dell’art. 10-bis della legge 241 del 1990”.

La rilevanza del pronunciamento, secondo l’Avv. Michele Bonetti è che “trattasi di una nuova giurisprudenza del Supremo Consiglio di Stato, resa in grado di appello sul ricorso avanzato contro i test a numero chiuso, che può aprire la strada ai ricorrenti che incolpevolmente risultano decaduti. Inoltre, in questo periodo molto particolare e alla luce della grave emergenza sanitaria che stiamo vivendo, è chiaro che vadano ridefinite molte delle norme che limitano l’accesso al modo universitario”.

Anche l’appalto per l’aggiudicazione dei servizi in materia di sorveglianza sanitaria per tutti i dipendenti di Poste italiane, dovrà attendere la decisione della Corte di Giustizia europea.

L’accordo-quadro, del valore complessivo di 5 milioni e 450 mila euro, era diviso in due lotti ed il primo di questi (Centro Sud Italia), veniva aggiudicato al RTI Forgest.

Il RTI, terzo classificato, ha adito il T.A.R. Lazio contestando l’aggiudicazione e la collocazione dell’aggiudicataria e della seconda classificata.

Il T.A.R., preso atto dell’eccezione di giurisdizione a favore del G.O. sollevata dallo studio Bonetti & Delia, ha rinviato la trattazione della domanda cautelare all’esito della decisione della C.G.E. sulla complessa questione della natura giuridica del colosso Poste Italiane e sull’assoggettamento, o meno, degli appalti dalla stessa espletati al codice dei contratti ed alla giurisdizione del Giudice Amministrativo.

Secondo la tesi dell’aggiudicataria sostenuta da Santi Delia che con Michele Bonetti hanno assistito l’aggiudicataria, in linea con le decisioni delle Sezioni Unite su altri appalti banditi da Poste, qui assistita dal Prof. Avv. Mario Sanino e dall’Avv. Fabrizio Viola, “l’appalto per cui è processo non rientra in alcuno dei servizi effettuati da Poste Italiane, nemmeno come appalto ad essi strumentale, non potendosene ravvisare la funzionalizzazione a una delle attività rientranti nel relativo settore speciale”.

In data odierna il Senato della Repubblica ha approvato il cosiddetto “Decreto Rilancio”, contenente al suo interno l’emendamento all’art. 260, mediante il quale il Parlamento ha inteso risolvere la vicenda relativa allo scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato, da cui numerosi ricorrenti erano stati illegittimamente esclusi.

Il Decreto, pertanto, viene convertito in legge e si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Mediante tale emendamento, il Ministero dell’Interno viene autorizzato all’assunzione di tutti coloro che ottenevano un voto alla prova scritta superiore a 8,250, impugnavano gli atti dinanzi al Giudice Amministrativo e, all’esito delle prove psico-fisiche ed attitudinali, risultino idonei.

Finalmente i 455 idonei e i nostri ricorrenti che supereranno le prove non ancora sostenute potranno partire per il corso di formazione ed essere assunti.” - commenta l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti & Delia – “A tal proposito abbiamo già sollecitato l’Amministrazione per l’esecuzione del nuovo dettato normativo e dei provvedimenti giudiziari. Si tratta di un giusto epilogo di questa vicenda, caratterizzata da una gravissima illegittimità perpetrata a danno di giovani ricorrenti, esclusi da un concorso in cui avevano dimostrato di essere ampiamente meritevoli. Attendiamo ora solo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. In ogni caso i nostri ricorrenti concluderanno il procedimento giurisdizionale dinanzi alla Corte Costituzionale ove si analizzeranno i plurimi profili di illegittimità costituzionale sollevati dal TAR del Lazio nelle nostre ordinanze gemelle di rimessione alla Corte Costituzionale sulla questione dell’età e del titolo di studio.

Lo studio legale ha organizzato un’apposita riunione per tutti i ricorrenti interessati, che si terrà sulla piattaforma Teams lunedì 20 luglio alle ore 16:30 e sarà l’occasione per chiarire ogni dubbio, analizzare le singole posizioni ed i prossimi sviluppi.

È vivamente consigliata la partecipazione a tutti i ricorrenti e il link della riunione, già inoltrato via mail ai nostri ricorrenti, sarà reso anche pubblico poco prima della riunione sul nostro sito www.avvocatomichelebonetti.it

Confermata in via cautelare la posizione del T.A.R. Lazio secondo cui il servizio di ricerca negli Istituti privati “è strumento fondamentale di rafforzamento delle conoscenze scientifiche e di sviluppo professionale in tutte le fasi della carriera di un ricercatore”.

Roma. A distanza di oltre due anni dall’emanazione del Decreto Madia, volendo fare un bilancio tra i risultati attesi e quelli ottenuti, possiamo – senza remore – parlare di una chiusura in passivo, ed il debito maturato pesa ancora una volta, sulle spalle di tanti ricercatori, il cui percorso per la stabilizzazione risulta – ad oggi –  ancora costellato di ostacoli.

Sotto la lente di ingrandimento del TAR Lazio, sono finite le vicende di decine di ricercatori esclusi dalle procedure di stabilizzazione (di cui ai commi 1 e 2 del Decreto Legislativo in parola) bandite dal CNR che ha escluso il servizio speso dagli stessi presso enti di ricerca privati e non pubblici.

Secondo l’Avvocato Santi Delia, founder di Bonetti & Delia, che ha seguito l’azione di alcuni ricercatori esclusi dalle procedure, il CNR ha fatto errata interpretazione di quanto disposto dalla “Carta europea dei ricercatori”, nella misura in cui, non considerando tali servizi, non riconosce valore alla “mobilità tra il settore pubblico e privato, come strumento fondamentale di rafforzamento delle conoscenze scientifiche e di sviluppo professionale in tutte le fasi della carriera di un ricercatore”.  Come se non bastasse, aggiunge l’Avv. Delia, la posizione assunta dal CNR, collide con l’indirizzo fatto proprio dal TAR Lazio, in svariate pronunce, in forza delle quali: “l’assunto dell’amministrazione che escluderebbe dal computo dell’esperienza triennale, quale requisito di partecipazione, le attività svolte presso istituzioni di ricerca estere o private, contrasta con il disposto del bando di concorso”. Sulla scorta di tali considerazioni, a nulla rileva che l’Ente ove la ricorrente abbia svolto attività di ricerca, utile ai fini della maturazione dell’esperienza richiesta per partecipare al bando, sia da considerarsi soggetto privato, posto che ai fini della stabilizzazione è del tutto ininfluente che il servizio sia stato prestato in una struttura pubblica o privata. Ragionando diversamente, si incorrerebbe in una stortura del sistema del pubblico concorso, che deve imprescindibilmente essere orientato al favor partecipationis oltre che risultare meritocratico.

“Auspico che il percorso di stabilizzazione, in specie in settori di primaria importanza per il nostro Paese”, conclude Delia, “possa registrare un’impennata positiva a tutto vantaggio di quanti abbiano investito nel proprio percorso di crescita personale e professionale, al di là di rigidi schemi qualitativi e quantitativi, che non hanno ragion d’essere ove la reale preparazione registrata negli anni la faccia da padrona, come nel caso in commento”.

L’annosa vicenda relativa allo scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato sembra finalmente poter trovare una soluzione.

Difatti, all’interno del Decreto Rilancio, il quale verrà discusso in questi giorni in Parlamento, è stato inserito un emendamento all’art. 260, a firma della maggioranza parlamentare, con il preciso scopo di “definire i contenziosi insorti con riguardo al possesso dei requisiti di partecipazione”.

Mediante tale emendamento, il Ministero dell’Interno viene autorizzato all’assunzione di tutti coloro che ottenevano un voto alla prova scritta superiore a 8,250, impugnavano gli atti dinanzi al Giudice Amministrativo e, all’esito delle prove psico-fisiche ed attitudinali, risultino idonei.

Dunque, non solo i 455 idonei (già convocati alle prove) verranno ammessi al corso di formazione, ma anche tutti i restanti ricorrenti in attesa dovranno essere convocati alle prove e, in caso di superamento, assunti a loro volta.” - commenta l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti & Delia – “Finalmente la vicenda sembra giungere ad una soluzione. I nostri ricorsi e l’impegno dell’ANIP Italia Sicura sono stati determinanti affinché la classe dirigente del Paese prendesse coscienza della gravissima illegittimità subita da questi giovani ricorrenti, esclusi da un concorso in cui avevano dimostrato di essere ampiamente meritevoli. Ora la parola spetta al Parlamento che dovrà approvare il Decreto Rilancio e attendiamo di leggere il testo finale. Non escludiamo che la Corte Costituzionale restituisca gli atti al Giudice a quo affinché riesamini la rilevanza della questione alla luce dello ius superveniens.

La classe politica, dunque, ha finalmente preso atto delle numerose pronunce del Giudice Amministrativo, che ha accolto da subito le doglianze dei ricorrenti, disponendo dapprima la convocazione degli stessi agli accertamenti psico-fisici ed attitudinali e poi la rimessione della questione alla Corte Costituzionale.

Il merito di questo risultato va certamente condiviso anche con questi ragazzi” – è il commento del segretario nazionale dell’ANIP Italia Sicura dott. Flavio Tuzi – “che non si sono mai scoraggiati dinanzi all’ingiustizia subita e che hanno lottato fino alla fine con tutti i mezzi leciti a loro disposizione. Nessuno meglio di loro incarna lo spirito che dovrebbe contraddistinguere ogni persona che veste la divisa della Polizia di Stato”.

Il TAR del Lazio con recenti ordinanze ha rimesso la vicenda alla Corte Costituzionale in merito a due ricorsi patrocinati dallo studio legale Bonetti & Delia per nuovi ed ulteriori profili (sia per quanto concerne il nuovo requisito richiesto dei 26 anni di età, sia per quanto riguarda il requisito del titolo di studio) oltre a quelli già esaminati, ritenendo “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 11, comma 2 bis, lettera b) del decreto-legge numero 135 del 2018, introdotto, in sede di conversione del decreto-legge, dalla legge 11 febbraio 2019, numero 12, nella parte in cui dispone purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2049 del citato codice dell'ordinamento militare” per contrasto, non solo con gli articoli 97, 3, ma anche in relazione agli artt. 51 e 77 della Costituzione.

Il T.A.R. Catania ha accolto il ricorso proposto dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e sospeso l’intera procedura concorsuale bandita dall’Azienda Ospedaliera Universitaria “G. Martino” per il reclutamento di infermieri pediatrici.

Il concorso era stato caratterizzato da talune segnalazioni di irregolarità sull’andamento della prova scritta celebrata nel mese di ottobre 2019 provenienti da numerosi candidati esclusi a cui aveva dato voce anche la stampa.

Un concorso atteso da oltre un decennio. Ben 13, difatti, sono gli anni di mancata attivazione di una procedura concorsuale riservata proprio a tale peculiare profilo di infermieri. Un titolo, quello di infermiere pediatrico, che spessissimo è escluso da procedure concorsuali di posizione in parte analoghe e che pertanto può aspirare alla stabilizzazione ed all’assunzione solo all’esito di specifiche procedure legate proprio a tale profilo.

L’attesa, tuttavia, quanto meno per gli oltre cento ricorrenti esclusi, si era rivelata vana ed una settantina tra essi si sono rivolti a diversi legali per contestare gli esiti concorsuali. Tutti i ricorsi proposti, tuttavia, sono stati rigettati negli scorsi mesi dal T.A.R. Catania in fase cautelare e in taluni casi anche con sentenza breve ritenendoli manifestamente infondati. Secondo il T.A.R. etneo, in sintesi, risultavano non convincenti le censure proposte da tali ricorrenti e relative alla presunta violazione dell’anonimato ed all’esistenza di talune domande non attinenti al profilo per cui era concorso.

Lo stesso T.A.R., tuttavia, ha accolto i ricorsi proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, founder di Bonetti & Delia, ammettendo dapprima i ricorrenti alla seconda prova pratica e, poi, da ultimo sospendendo l’intero concorso ritenendo fondato il dedotto vizio inerente il concreto svolgimento della prima prova concorsuale che, secondo Bonetti, “non poteva essere un quiz a risposta multipla ma doveva essere un tema e/o tracce a risposta aperta”.

Secondo il T.A.R. “il ricorso appare contraddistinto da un fumus di fondatezza, avuto riguardo al profilo di illegittimità dedotto in relazione alla prova scritta per violazione dell’art.12 D.P.R. 220 del 2001 e dell’art.7 D.P.R. 487/1994“.

Si tratta, commenta l’Avvocato Santi Delia, “del vizio a cui ci riferivamo in fase di valutazione prognostica dell’azione, quando parlavamo di inidoneità della prova rispetto al profilo messo a concorso. Non abbiamo, difatti, contestato solo talune delle singole somminastrate ma, in radice, la scelta dell’Azienda e della Commissione di imporre una prova scritta a quiz per l’accesso ad un profilo superiore al VI livello quando, al contrario, le norme da noi individuate e che il T.A.R. ha confermato essere applicabili alla procedura, impongono la selezione dei candidati attraverso prove a tema o con domande a risposta aperta e non chiusa”.

Dopo oltre un decennio di attesa, d’altra parte, stupisce che l’Amministrazione, stante a quanto risulta dalla decisione cautelare del T.A.R. e dalla piana lettura della Legge, non abbia approfonditamente valutato le fonti generali (DPR n. 487/94) e speciali (DPR n. 220/2001) applicabili ad un concorso come quello che ci occupa, decidendo arbitrariamente i criteri di selezione di un concorso pubblico. La verità, conclude l’Avvocato Santi Delia, “è che troppo spesso l’onere costituzionale della concorsualità viene solo formalmente rispettato preferendo velocizzare le procedure attingendo al sistema dei quiz a risposta multipla che, soprattutto ove somministrate senza accesso alle procedure di validazione internazionali (e qui la Commissione aveva ideato i quiz il giorno stesso della prova senza alcun vaglio di esperti validatori) è priva di ogni effettiva capacità a selezionare i migliori rappresentando una cabala più che un concorso“.

Come noto il d.l. 18 del 17 marzo 2020 come convertito in legge, ed in particolare l’art. 121, ha disposto che, nei periodi di chiusura o di sospensione delle attività didattiche disposti in relazione all'emergenza sanitaria da COVID-19, le istituzioni scolastiche statali avrebbero dovuto stipulare contratti a tempo determinato al personale docente provvisto di propria dotazione strumentale per lo svolgimento dell'attività lavorativa, nel limite delle risorse assegnate, al fine di potenziare le attività didattiche a distanza.

A seguito di tale decreto, però, il Ministero dell’Istruzione ha emanato una serie di note mediante le quali si è di fatto vanificata la tutela prevista nella disposizione legislativa, escludendovi i docenti i cui contratti di supplenza terminavano prima del 17 marzo (data di entrata in vigore del d.l. 18/20) nonché quelli i cui contratti terminavano ad inizio aprile (precludendo ogni ulteriore proroga).

Sulla base di tali premesse lo studio ha intenzione di esperire ricorso straordinario al Presidente della Repubblica chiedendo l’annullamento delle note ministeriali che hanno leso i docenti supplenti mediante i predetti limiti temporali; resta ferma, in caso di epilogo favorevole di tale iter, la possibilità di richiedere eventualmente ed in separata sede il risarcimento del danno relativamente alle somme non percepite.

In considerazione della diversità tra le situazioni sopra menzionate, saranno predisposti due differenti ricorsi.

Il costo dell’azione è pari ad € 250,00 cadauno. Tale preventivo fa riferimento ad un ricorso collettivo che vede un minimo di 15 partecipanti.

Si specifica sin da ora che l’azione è subordinata al raggiungimento del numero minimo di adesioni, pari a 15. Pertanto qualora e se non si raggiungesse tale numero il ricorso non verrà spiegato.

Per aderire è necessario perfezionare la presente procedura entro e non oltre domenica p.v. (12.07.2020) seguendo le istruzioni sotto riportate.

1. Compilare il FORM presente al link https://forms.gle/4SK57nBrSW2hmGfV9

2. Compilare la procura alle liti allegata in duplice copia.

3. Effettuare il bonifico alle coordinate bancarie allegate.

La procura alle liti, unitamente alla ricevuta del bonifico effettuato ed alla fotocopia del documento di identità e del C.F., dovrà pervenire via raccomandata a/r presso lo studio (Studio Legale Bonetti, Via di S. Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 Roma) e via email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. riportando nell’oggetto dell’email nonché sulla busta della raccomandata a/r la seguente dicitura “Nome + Cognome – Ricorso proroghe supplenti ANTE 17 marzo 2020” oppure “Nome + Cognome – Ricorso proroghe supplenti POST 17 marzo 2020”.

Si invita a prestare particolare attenzione nell'inserimento dei dati nel FORM online con l'avvertimento che le comunicazioni da parte dello studio avverranno a mezzo e-mail all'indirizzo indicato al momento della compilazione del FORM. Per tale ragione Vi invitiamo a indicare esclusivamente indirizzi e-mail e non indirizzi pec.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Questo studio declina ogni responsabilità in merito all’eventuale mancata proposizione del ricorso qualora non siano rispettate le procedure di cui sopra.

Nuova significativa pronuncia del Consiglio di Stato sull’accesso ai corsi a numero programmato di Medicina, chiamato a decidere sul ricorso di una studentessa che richiedeva l’iscrizione in copertura di posti vacanti ad anni successivi al primo.

Con ordinanza dello scorso 30 giugno il massimo organo della Giustizia Amministrativa ha accolto l’appello avanzato dall’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti & Delia, in merito al trasferimento ad anni successivi al primo presso il corso di laurea in Medicina e Chirurgia di una studentessa iscritta, presso il medesimo Ateneo resistente, alla facoltà di Biotecnologie.

La ricorrente, nonostante l’elevato numero di crediti formativi - utili ai fini del trasferimento –  conseguiti presso il corso di laurea di iscrizione alla facoltà di Medicina e Chirurgia, si era vista rigettare dall’Ateneo di interesse la relativa istanza per un’asserita assenza di posti vacanti.

Il Giudice Amministrativo, a seguito delle doglianze avanzate dallo studio legale ed altresì dei puntuali rilievi formulati circa la sussistenza di posti disponibili presso il corso di laurea di interesse della studentessa, ha dapprima ordinato all’Ateneo il riesame dell’istanza di trasferimento a suo tempo presentata e, nelle more di tale riesame, ha confermato il decreto emanato in via cautelare che disponeva l’immatricolazione della ricorrente presso il corso di laurea ambito.

L’avv. Michele Bonetti e l’Avv. Santi Delia commentano: “non è ragionevole che ad una studentessa meritevole possa essere negato il diritto di studiare e proseguire i propri studi nell’anno di corso che le spetta. Si è dinanzi ad un’ulteriore dimostrazione delle fallacità del numero chiuso per come strutturato, che mette in luce come i dinieghi illegittimi di passaggio da un anno ad un altro possano essere oggetto di impugnazione dinanzi alla Giustizia Amministrativa”.

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