Claudia Palladino

Claudia Palladino

Domenica, 14 Maggio 2017 10:00

RICORSO PER IL PERSONALE EDUCATIVO

Il personale educativo, presente nei convitti, negli educandati e nelle scuole annesse ai convitti, conta in Italia circa 2200 unità in ruolo, tuttavia sul punto vi è un vuoto normativo che non ne consente il riconoscimento del pieno titolo ed il ruolo di docente.

La questione ha radici profonde, ma il M.I.U.R. si ostina a non voler riconoscere lo “status” di docente al personale educativo, equiparabile in tutto e per tutto ai docenti della scuola primaria.

Sul punto vi è una stratificazione normativa che da anni parifica lo status giuridico ed economico del personale educativo a quello degli insegnanti della scuola elementare ed anche il TAR del Lazio ed il Consiglio di Stato, con plurime pronunce relative al concorso per titolo ed esami tenutosi nel 2000, hanno rimarcato l’equipollenza dei due titoli.

Nonostante ciò il Ministero continua ad ignorare la situazione di tali docenti, che rischiano di essere relegati ad una vita di precariato.

Per questo motivo, gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, insieme all’organizzazione sindacale GILDA, proporranno un ricorso al TAR affinché il personale educativo possa essere inserito nelle graduatorie e nella procedura di mobilità professionale sin da subito.

A tal riguardo si rappresenta che l’ordinanza Ministeriale n. 221/2017 relativa alla mobilità del personale docente, educativo ed ATA 2017/2018, ha fissato come data ultima per la presentazione delle “domande di movimento” il giorno 6 maggio 2017.

Se non avete presentato la domanda entro i suddetti termini, Vi invitiamo comunque ad inoltrarla (anche se fuori termine), in quanto necessaria ai fini del ricorso.

Tale domanda dovrà essere inoltrata, precisando la natura della Vostra situazione specifica, utilizzando i moduli reperibili sul sito del MIUR nell’apposita sezione MOBILITÀ, sia sul portale di istanze on-line (ove possibile), sia in modalità cartacea e/o pec, conservando tutte le ricevute di spedizione e di ritorno.

Il costo dell’azione è di euro 150,00 per coloro che risultino iscritti alla suddetta organizzazione sindacale, da versarsi al momento dell’adesione al ricorso.

Per tutti coloro che, invece, non risultino iscritti alla organizzazione sindacale in parola, il costo è di euro 300,00 omnicomprensivi, da versarsi al momento dell’adesione al ricorso.

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura allegata in calce alla pagina.

2. Effettuare il pagamento alle coordinate allegate.

3. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- copia della domanda di trasferimento e/o di passaggio presentata entro il 6 maggio 2017.

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “personale educativo” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Tutta la documentazione dovrà pervenire entro e non oltre il giorno 28 maggio 2017.

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail ed a non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

 

Per chi non ha ancora aderito ed è stato vittima dell’ennesima irregolarità del concorso per 559 Allievi Agenti di polizia, può ancora aderire entro il 6 maggio 2017, cliccando al seguente link Vi invitiamo anche ad inviare una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IL concorso è “tristemente” passato alla cronaca per gli scandali che lo hanno caratterizzato: le precedenti prove, infatti, erano state annullate perché quasi duecento candidati avevano ottenuto il punteggio massimo, non sbagliando neanche una delle ottanta risposte, mentre altri 140 circa avevano fatto un solo errore e un centinaio ne aveva commessi due.

Su tale vicenda è ancora in corso l’indagine della Procura della Repubblica.

A tal proposito diamo risalto alla dichiarazione dell’Avvocato Michele Bonetti insieme all’Avvocato Santi Delia: “IL TAR Lazio ha accolto il nostro ricorso ammettendo i nostri ricorrenti esclusi all’esito delle prove di cultura generale ad espletare le prove fisiche relative al concorso per 559 Agenti di Poliziaall’esito di una complessa fase di accesso agli atti, abbiamo individuato peculiari e decisivi vizi che ci hanno convinto a proporre ricorso per portare all’attenzione del T.A.R. tali circostanze” e ancora  “…è una vittoria sudata ma, seppur in questa fase cautelare, utilmente decisiva per consentire ai nostri ricorrenti di partecipare alle successive prove concorsuali”.

Gli stessi hanno sottolineato che solo grazie ad un team altamente specializzato e d’eccellenza, esperto in procedure concorsuali nazionali, è stato possibile analizzare in tempi brevi migliaia di atti concorsuali facendo ottenere piena tutela ai partecipanti ed il dovuto riconoscimento che premia ancora una volta anni di battaglie legali.

I tempi per agire - comunicano i predetti Avvocati- sono molto ristretti per coloro che sono ancora interessati ad una eventuale azione legale.

Il Segretario Generale Nazionale del Sindacato ANIP-ITALIA SICURA Flavio Tuzi condivide:

 “In questo concorso vi sono migliaia di giovani aspiranti poliziotti che rischiano di subire di nuovo le illegittimità di un sistema di selezione iniquo su cui bene aveva fatto sinora l’Amministrazione ad intervenire, annullando le precedenti prove” .

Roma, 3 Maggio 2017

Comunicato stampa

 

Carissimi,

Vi rimettiamo un testo standard della mai che inoltreremo mercoledì, con ulteriori e specifiche istruzioni, allegando l'istanza per ciascun ricorrente con il decreto corretto. 

Sempre dalla Vostra parte.

Michele Bonetti, Avvocato 

"Gentilissimo/a,

in vista della mancata ottemperanza al decreto cautelare favorevole emanato dal TAR del Lazio da parte del Suo Ateneo, La preghiamo di seguire pedissequamente le seguenti istruzioni al fine di procedere nuovamente alla richiesta di immatricolazione.

Le rimettiamo in allegato una richiesta di immatricolazione che dovrà compilare stampandone n. 2 copie, firmandole entrambe in originale, ed in seguito trasmetterle tramite raccomandata a/r all’Ateneo di prima scelta ed al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Tale diffida vale come ulteriore richiesta agli Atenei ed al Miur al fine di permettere ai ricorrenti, in possesso di tale decreto, come nel Suo caso, di essere immatricolati entro la data del 3 maggio 2017.

Pertanto le missive dovranno essere inviate entro tale data. 

Vi preghiamo di trattenere gelosamente le ricevute di ritorno di tali raccomandate e di rimettercele solo se da noi richieste. L'allegato dovrà essere mandato da tutti i ricorrenti presenti nel decreto e in particolar modo da coloro che sono presenti in graduatoria.

Vi invitiamo, altresì, ad una attenta lettura della mail.

Si allega l’istanza che dovrà compilare riempiendo tutte le parti tratteggiate inerenti ai suoi dati personali.

I miei migliori saluti

Avv. Michele Bonetti"

 

Con nota ministeriale prot. n. 2971 datata 17 marzo 2017 il Miur detta nuove regole e condizioni per il riconoscimento in Italia dei titoli abilitanti conseguiti in Spagna.

Rifacendosi a una comunicazione del Ministerio de Educaciòn, Cultura y Deporte spagnoli, il Miur condiziona, diversamente da quanto accadeva prima, il riconoscimento del titolo abilitante spagnolo. Per la precisione a partire dal 21 marzo 2017 “verranno prese in considerazioni solo ed esclusivamente le istanze complete di un documento che attesti la partecipazione al concorso pubblico spagnolo (“sistema selectivo de acceso a la funciòn pùblica”) e il superamento di almeno una parte dello stesso”.

In una errata interpretazione della norma spagnola, il Miur specifica: “La nota del Ministero spagnolo … precisa che per poter esercitare la professione docente nelle scuole pubblihe spagnole è necessario trovarsi in una delle seguenti tre condizioni:

1.       Aver superato il concorso pubblico (“sistema selectivo de acceso a la funciòn pùblica”) diventando docenti di ruolo a tempo indeterminato;

2.       Aver partecipato al concorso pubblico (“sistema selectivo de acceso a la funciòn pùblica”) senza superarlo nella sua totalità, diventando docenti supplenti a tempo determinato;

3.       Essere iscritti nelle graduatorie straordinarie di professori selezionati dalle Comunidades Autònomas, diventando docenti supplenti a tempo determinato.

Chiunque non rientri nelle tre suddette categorie non può ancora esercitare la professione docente a tutti gli effetti nella scuola pubblica spagnola, come ben specificato nel nuovo modello di ACREDITACION …Pertanto, come da Direttiva europea 2013 – 55 – CE l’interessato otterrà il corrispettivo riconoscimento della professione docente in Italia solo nel caso in cui certifichi di essere abilitato all’insegnamento nelle scuole pubbliche spagnole, rientrando nelle tre suddette categorie”.

A parere dello scrivente studio legale la scelta Ministeriale è censurabile innanzi al TAR in quanto affetta da palesi illegittimità.

Lampante è la errata interpretazione della stessa nota ministeriale spagnola frutto di una mera analisi letterale e non organica; basta in merito segnalare come nella stessa Spagna sia possibile insegnare con il mero titolo abilitante e non è necessario superare alcun concorso pubblico. Cosa diversa è il percorso per l’iscrizione nelle graduatorie per l’insegnamento.

Il Miur così agendo viola non solo i principi comunitari da egli stesso richiamati, ma altresì la nostra normativa interna statale creando oltretutto disparità tra gli stessi docenti abilitati in Spagna.

Alla luce delle numerose illegittimità evidenziatesi il nostro studio legale ha deciso di impugnare l’indicato provvedimento ministeriale innanzi al TAR Lazio per tutti coloro che alla data del 16 marzo 2017 hanno già iniziato un percorso abilitante in Spagna e sono in procinto di concluderlo e si vedono preclusa la possibilità di riconoscimento per pochi giorni o settimane, nonché per tutti coloro che invece hanno conseguito il titolo, ma non hanno ancora ottenuto il riconoscimento in Italia e che non si trovano in una delle condizioni di cui sopra.

Tutti coloro che vorranno aderire al ricorso dovranno seguire la seguente procedura entro e non oltre la data del 30 aprile 2017.

  1. Compilare il seguente form on line https://goo.gl/forms/Dk4QLtI3lHqogYm03
  2. Compilare la procura speciale allegata in duplice originale.
  3. Compilare la seguente autodichiarazione.
  4. Effettuare bonifico di euro 150,00 alle coordinate allegate.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “abilitazione spagnola”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

L’adesione dovrà pervenire entro e non oltre il giorno 30 aprile 2017.

 

Gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia da tempo assistono i giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell'insegnamento scolastico, ottenendo importanti risultati. Primo fra tutti, il ricorso per la partecipazione al concorso docenti, ove il G.A., in plurime occasioni, ha equiparato il titolo dei Dottori di ricerca ad un titolo valido alla partecipazione al c.d. “concorsone”.

Nonostante le pronunce del Giudice Amministrativo in tal senso, il D.M. di riapertura e contestuale aggiornamento delle graduatorie di istituto per il triennio 2017/2020 recentemente pubblicato non riguarda i dottori di ricerca.

Per questo motivo presenteremo ricorso al TAR impugnando il suddetto Decreto Ministeriale, per rivendicare il diritto degli insegnanti in possesso di dottorato di ricerca ad essere inseriti nella II fascia delle G.I.

Il costo dell’azione è di euro 200,00 omnicomprensivi.

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura allegata in calce alla pagina.

2. Stampare due copie della suddetta procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 200,00 alle coordinate allegate.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- scheda del ricorrente compilata e sottoscritta (allegata in calce alla pagina);

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. DOTTORATO”).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “inserimento G.I.” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. DOTTORATO”.

6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line.

7. Compilare e spedire presso le competenti sedi il modello di domanda cartacea di inserimento in G.I. ivi allegato del quale dovrete inoltrarci una copia corredata di copia delle ricevute di spedizione e di ritorno. Per ogni ulteriore inormazione in merito cliccate qui.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. DOTTORATO”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Il termine per l'adesione al ricorso è il 5 luglio 2017 (data di ricezione della documentazione).

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail e di non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

È di recente pubblicazione il D.M. di riapertura e contestuale aggiornamento delle graduatorie di istituto per il triennio 2017/2020 il quale non riguarda gli insegnanti in possesso di diploma AFAM vecchio ordinamento e di diploma ITP.

Tale escusione perpetrata del Ministero dell’Istruzione si pone in contrasto con quanto disposto in recentissime pronunce da alcuni giudici del lavoro e del G.A. che, invece, riconoscono espressamente il diritto degli insegnanti in possesso di diploma AFAM o di diploma ITP ad essere inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto.

Per questo motivo presenteremo ricorso al TAR impugnando il Decreto Ministeriale di prossima pubblicazione, per rivendicare il diritto degli insegnanti in possesso di diploma ITP o AFAM, ad essere inseriti nella II fascia delle G.I.

In particolare per la categoria dei diplomati AFAM, lo studio legale Bonetti, Santi Delia, unitamente al collega Santonicola, propone le due tipologie di ricorsi collettivi al T.A.R. diretti a far riconoscere il valore abilitante del diploma accademico rilasciato dalle istituzioni AFAM ed il conseguente diritto all’inserimento in seconda fascia delle graduatorie di istituto.

I due ricorsi saranno differenziati come segue:

1) RICORSO COLLETTIVO ABILITAZIONE DIPLOMATI AFAM ANTE RIFORMA 98/99

(Possono aderire i docenti del comparto AFAM che hanno conseguito il diploma prima dell’entrata in vigore della riforma del 1999, anno scolastico 98/99. Al presente ricorso, inoltre, posso partecipare i docenti che risultavano inscritti ai corsi entro l’anno scolastico 98/99, pur avendo conseguito il diploma successivamente.)

2)  RICORSO COLLETTIVO ABILITAZIONE PER DOCENTI DEL COMPARTO AFAM TITOLARI DI DIPLOMA AFAM POST RIFORMA / DIPLOMA ACCADEMICO DI II LIVELLO

(Possono aderire i docenti del comparto AFAM che hanno conseguito il diploma dopo l’entrata in vigore della riforma del 1999 sino al 2016).

Il costo dell’azione è di euro 90,00 omnicomprensivi.

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura “AFAM” oppure “ITP” a seconda del titolo posseduto, allegata in calce alla pagina.

2. Stampare due copie della suddetta procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 90,00 alle coordinate allegate.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- scheda del ricorrente compilata e sottoscritta (allegata in calce alla pagina);

- copia del diploma accademico rilasciato dalle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ed autocertificazione relativa al suo possesso;

- copia del diploma di maturità;

- copia della schermata di istanze on line ove il docente risulta inserito nelle graduatorie di istituto di III fascia (qualora iscritto);  

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. AFAM”, oppure “G.I. ITP” a seconda della categoria).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “inserimento G.I.” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. AFAM” oppure “G.I. ITP” a seconda del titolo posseduto.

6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line.

7. Compilare e spedire presso le competenti sedi il modello di domanda cartacea di inserimento in G.I. ivi allegato del quale dovrete inoltrarci una copia corredata di copia delle ricevute di spedizione e di ritorno. Per ogni ulteriore inormazione in merito cliccate qui.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. AFAM” oppure “G.I. ITP” a seconda del titolo posseduto, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Tutta la procedura deve essere effettuata entro la data del 5 luglio 2017 (data di ricezione della raccomandata).

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail e di non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Carissimi e carissime,

la presente comunicazione al fine di effettuare un breve punto della situazione sulla recente riapertura delle graduatorie.

Per i ricorsi del 2015/2016 noi dell’UDU fummo scettici sul vizio dell’anonimato preannunciato da alcune strutture come “evidente”.

Difatti, riportammo come ci stessimo trovando di fronte ad una nuova edizione concorsuale che, pur se con tante criticità, era ben diversa da quella del 2014 del famoso “Plico di Bari” rubato.

Puntammo, invece, moltissimo sulla chiusura anticipata della graduatoria e sui posti liberi non assegnati degli studenti extracomunitari e comunitari. Oggi, a distanza di tempo, possiamo riportare che avevamo ragione.

Il Ministero, infatti, a seguito delle nostre continue vittorie "apripista" sui posti rimasti vacanti degli extracomunitari e dei comunitari, ha finalmente disposto la riapertura della graduatoria, ma solo per coloro che hanno fatto ricorso e che sono muniti di provvedimento favorevole in merito all’impugnazione del D.M. 50/2016, che, per l’appunto, disponeva la chiusura anticipata della graduatoria.

Molti di Voi con provvedimento favorevole e con punteggi superiori al 20, accedendo alla propria area riservata, si vedono assegnati in diverse sedi ed hanno tempo per accettare ed immatricolarsi nella sede assegnata entro e non oltre il 3 maggio 2017.

Ci si potrebbe chiedere:

Cosa succede se non rinvengo il mio nominativo nell’area riservata?

Si sta verificando che alcuni di Voi con provvedimento favorevole non rinvengono il proprio nominativo nell’area riservata; in tal caso segnalatelo seguendo la procedura della pec allegata, e comunque comunicatelo anche a noi e agli organi ministeriali, riportandogli il decreto o il provvedimento favorevole in Vostro possesso”.

Come dobbiamo fare se riscontriamo problemi con le nostre credenziali?

Se riscontrate dei problemi con le credenziali, necessarie per accedere alla Vostra pagina personale di Universitaly, dovete richiederle al CINECA inoltrando una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., inserendo l’oggetto “riapertura scorrimento a.a. 2015/2016 – sospensione del d.m. 50/2016”.

Se sono già immatricolato posso cambiare sede?

Qualora è stata assegnata una sede diversa si può immatricolare, valutando previamente ed informandosi, caso per caso, sulle possibilità di riconoscimento di esami e di immatricolazione al 1°, 2°, 3° anno, etc.

In casi analoghi, ad onor del vero, dopo diverse battaglie dell’UDU, si è ottenuto il riconoscimento degli esami, anche se trattasi di un campo dove vi è una forte discrezionalità del singolo Ateneo.

Nei precedenti anni gli Atenei hanno sempre immatricolato gli studenti agli anni di competenza, ma dopo diverso tempo”.

Si tratta di immatricolazioni definitiva o con riserva?

“Nel caso di specie si tratterà sempre di immatricolazioni con riserva, il cui scioglimento è condizionato al giudizio di merito.

Tuttavia, riteniamo che vi sia un orientamento ormai in subjecta materia consolidato, nonostante sia chiaro come vi è sempre un’alea processuale”.

Ho ricevuto due e-mail, una generica sullo scorrimento della graduatoria, l’altra più dettagliata sulla mia situazione specifica: quale devo considerare?

Dovrà attenersi alle istruzioni della e-mail peculiare per il Suo procedimento; l’e-mail generica dovrà essere considerata come un punto globale della situazione”.

Sempre dalla Vostra parte,

Elisa Marchetti, Coordinatrice UDU.

Michele Bonetti, Avvocato.

Il TAR Lazio, con nuovo orientamento giurisprudenziale”, aveva ritenuto che (le sottolineature sono nostre): “[…] il ricorso sia inammissibile e comunque irricevibile per omessa tempestiva impugnazione del D.M. n. 235 del 1 aprile 2014, concernente l'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (GAE) per il triennio 2014/15, 2015/16, 2016/17 che costituisce atto presupposto del D.M. n. 495/2016, immediatamente lesivo dell’interesse dei ricorrenti, atteso che le GAE per espressa previsione del legislatore hanno natura triennale e nel corso del triennio è consentito esclusivamente lo scioglimento delle riserve, secondo le modalità e i termini disciplinati con il D.M n. 325/2015 per l’annualità 2015/2016 e con il D.M. n. 425/2016 per l’annualità 2016/2017(v. art. 1, co. 4, del D.L. 97/2004 e ora art. 1, comma 10 bis, della L. n. 21/2016, che ha prorogato la validità di tali GAE fino all’a.s. 2018/2019); Ritenuto, quindi, che il ricorso va dichiarato irricevibile per la tardiva impugnativa del presupposto D.M. n. 235/2014”.

I nostri ricorsi sul D.M. 495/16, ad eccezione di quelli sulla c.d. nullità che verranno discussi a giugno 2017 e dunque in tempo utile per ottenere le supplenze per il nuovo anno scolastico, erano stati trattati prima di tale cambio di orientamento e contengono tutti un importante approfondimento di cui oggi il Consiglio di Stato ha confermato l'insuperabile decisività.

Innanzi all'Adunanza Plenaria, infatti, l'Avvocatura generale dello Stato aveva già sollevato la questione dell'inammissibilità dei ricorsi avverso il D.M. 325/15 proprio sviluppando la teoria oggi fatta propria dal T.A.R. Lazio. Tanto in memoria quanto in discussione orale avevamo sostenuto che tale argomento, seppur suggestivo, era infondanto in quanto grazie all'annullamento del D.M. 235/14 la questione era ormai superata.

"La mancata impugnativa del D.M. 235/14, infatti, preso atto del suo annullamento con la sentenza n. 1973/15 e con le seguenti è divenuta comunque indifferente ai fini del decidere. Se, difatti, tale D.M. fosse stato tempestivamente impugnato da taluni e non da altri ed i primi, allo stato, non avessero ancora ottenuto l’annullamento, si potrebbe discutere di tale carenza (recte decadenza) in capo ai secondi ma, oggi, in concreto tale situazione non c’è giacchè il D.M. 235/14 è stato annullato dal Consiglio di Stato prima dei D.M. 235/15 e 495/16 e con effetti erga omnes".

Oggi la conferma di tale posizione da parte del Consiglio di Stato che chiarisce "poiché il D.M. 235/2014, atto di natura regolamentare, è stato annullato con efficacia erga omnes dalla sentenza della Sezione 16 aprile 2015, n. 1973, nella parte in cui non consente l’ingresso nelle GAE dei diplomati magistrali, sicché non è quindi possibile ravvisare una tardiva impugnazione di un atto già annullato, che non più esiste".

Il Consiglio di Stato, peraltro, ha dimostrato di ben ricordare che la partita sul D.M. 325/15 si è già giocata innanzi all'Adunanza Plenaria in sede cautelare citando, espressamente, quella storica ordinanza.

Ma ripercorriamo le vicende di quel, sin'ora decisivo, 27 aprile 2016 quando l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato segnò un punto importante, forse decisivo, per i docenti in possesso del diploma magistrale.

I "maestri" di scuola elementare e dell'infanzia diplomati prima del 2001, secondo il massimo consesso amministrativo, hanno diritto di entrare nelle graduatorie ad esaurimento e, da qui, stipulare contratti a tempo indeterminato.

Quella del valore abilitante del titolo di diploma magistrale è una battaglia iniziata nel 2011 con un ricorso straordinario voluto dalle Associazioni Adida e La Voce dei Giusti e patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Grazie a quel ricorso, due anni dopo, il Consiglio di Stato ha per la prima volta affermato il valore abilitante del titolo onerando il MIUR di ammettere nella seconda fascia delle graduatorie di istituto quei 220 insegnanti.

Il MIUR, in quel caso lungimirante, estese il beneficio a tutti i 55.000 docenti in possesso di quel titolo consentendogli l'ammissione in tale fascia nel successivo aggiornamento delle graduatorie. Li escluse, però, ancora una volta dall'ammissione nelle G.A.E. le uniche graduatorie dalle quale si attinge per ottenere il cosiddetto "ruolo".

Si aprì, dunque, un nuovo contenzioso con il quale i diplomati magistrale chiesero al T.A.R. e poi al C.D.S. l'ammissione in tali graduatorie e, con essa, la stabilizzazione del loro lavoro speso a favore dei bambini della scuola materna ed elementare.

Il T.A.R. Lazio rigettò tutti i ricorsi dapprima affermando che la loro pretesa era infondata e poi negando che la competenza a decidere fosse del Giudice amministrativo rimandando a quello del lavoro. Il Consiglio di Stato sconfessò tali argomenti e in accoglimento dei primi 3.000 ricorrenti difesi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, li ha ammessi nelle G.A.E.: siamo a marzo del 2015.

Dopo l'ammissione di oltre 10.000 ricorrenti da parte del C.D.S., anche con sentenze definitive, giunse l'ordinanza di rimessione all'Adunanza Plenaria con la quale uno dei Collegi della Sesta Sezione dubitò dell'orientamento fin'ora assunto chiedendo a tale organo di pronunciarsi definitivamente sulla questione.

Il 27 aprile 2016, all'esito dell'udienza e di una lunghissima ed articolata discussione, giungeva l'esito del provvedimento cautelare che, ancora una volta, conferma che il posto dei diplomati magistrale è in G.A.E. A questo punto si attende, tra qualche settimana, anche il deposito delle sentenze di merito definitive della stessa Adunanza Plenaria che, a meno di veri colpi di scena, dovrebbe confermare tale posizione in via, davvero, definitiva.

COSA SUCCEDERA' E CHI PUO' BENEFICIARE DEL PROVVEDIMENTO FAVOREVOLE

Oggi come ieri le sorti dei diplomati magistrale che hanno impugnato il D.M. 495/16 sono legati all'esito dell'Adunanza Plenaria. Tale organo oltre a decidere il caso specifico sottoposto al suo esame, ha il compito di stabilire dei principi cui dovrebbero uniformarsi tutti gli altri giudici amministrativi.

Nel caso concreto, quindi, grazie all'ordinanza pronunciata in data 27 aprile 2016 che oggi è richiamata dal Consiglio di Stato a fondare la decisione anche sul D.M. 495/16, l'Adunanza Plenaria ha confermato l'ammissione di quei ricorrenti che facevano parte di quel giudizio. Tale circostanza, evidentemente, è poco rilevante per tutti Voi che leggete in quanto, come detto, ben più importante è il valore che a tale pronuncia riconoscono altri Giudici.

Secondo il codice del processo amministrativo, in particolare, il T.A.R. non ha alcun obbligo di adeguarsi alle indicazioni della Plenaria anche se la prassi insegna come, davvero raramente, ciò accada. Nel breve tempo da quando tale decisione è stata emessa, per quanto ci risulta, non è mai accaduto. E' possibile, in altre parole, che l'insegnamento dell'Adunanza Plenaria venga disattesa dopo alcuni anni dalla pronuncia, magari, in ragione di contestuali mutamenti normativi o giurisprudenziali su questioni collegate ma, nell'immediato, è assai raro.

Ciò per una semplice ragione.

Se è pur vero, infatti, che il T.A.R., secondo il codice del processo, non ha obbligo di uniformarsi alle indicazioni della Plenaria, tale obbligo è invece presente per lo stesso Consiglio di Stato. Quest'ultimo, infatti, potrebbe rinnegare l'orientamento dell'Adunanza Plenaria solo rimettendo ad esso nuovamente la questione portando nuovi argomenti.

Anche in tal caso, ci riferiamo ad una nuova rimessione, ciò è accaduto solo dopo diversi anni dalla prima pronuncia e solo in ragione di mutate circostanza normative e giurisprudenziali.

Ad oggi, sino a quando non verrà adottato un nuovo D.M. di aggiornamento delle GAE, NESSUN ALTRO PUO' AGIRE INNANZI AL GIUDICE AMMINISTRATIVO.

Per ogni informazione sulle azioni esperibili, allo stato attuale, per entrare nelle GAE, La invitiamo a leggere l'apposita news reperibile al seguente indirizzo ed a compilare il relativo form di preadesione.

Carissimo ricorrente,


Le rimetto la pec appena ricevuta dal Ministero che La prego di leggere con tanta attenzione.
Nella pec, il cui testo deve essere preso come principale riferimento, l’Autorità Amministrativa riporta come il 27 marzo Lei potrà visualizzare la Sua posizione in graduatoria sul portale Universitaly, accedendo alla Sua area riservata relativa all’a.a. 2015/2016 utilizzando le credenziali, a suo tempo, attribuite dal sistema; nel caso vi siano problematiche sull’accesso all’area riservata, l’interessato potrà rivolgersi al CINECA inviando una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., inserendo l’oggetto “riapertura scorrimento a.a. 2015/2016 - sospensione del d.m. n. 50/2016”.
Nel caso in cui Lei risulterà “assegnato” potrà procedere all’immatricolazione con riserva all’ateneo assegnatoLe entro e non oltre il 3 maggio 2017, prendendo contatti direttamente con l’ateneo.
Da quanto si evince dal testo della pec inoltrata dal Ministero, a cui La invitiamo a chiedere chiarimenti, se necessari, dovrebbero essere interessati solo i soggetti collocati in graduatoria, ovvero punteggi superiori a 20.
Qualora e se non Le fosse ancora pervenuta la mail in questione Le rappresento che la stessa mail Le dovrebbe arrivare prossimamente, a seconda delle notificazioni ministeriali che stanno arrivando a “scaglioni”.
La riapertura delle graduatorie è frutto del lavoro processuale scaturito dalle nostre ordinanze e sentenze vittoriose (https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=5XFRABIAU4J2T5UW2YK3ENIPKM&q=spatti%20or%20bonettihttps://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=VDECHRTF4SG5JN7KFZZX4S3ELU&q=casto%20or%20bonetti; sulla questione Vi invitiamo a leggere anche i seguenti link che Vi abbiamo inoltrato: http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1357-altre-risposte-alle-vostre-domande-pervenute-sulla-nostra-casella-di-posta; http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1356-l-avvocato-michele-bonetti-risponde-alle-domande-piu-frequenti-sul-numero-chiuso), e soprattutto del lavoro e dei contatti politici dell’UDU con il Ministero, a cui si è aggiunta l’azione del gruppo consiliare UDU in Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.
Nonostante sia da considerarsi un punto d’arrivo, e comunque un successo, non possiamo cantare definitivamente vittoria perché non è ancora chiaro quanti saranno gli studenti interessati. Per questo siamo pronti sin da ora a proseguire nella battaglia per il libero accesso impugnando, con motivi aggiunti, per tutti i soggetti esclusi dal decreto, anche non nostri ricorrenti, che non potranno continuare a studiare.

Avv. Michele Bonetti

Elisa Marchetti

Coordinatrice nazionale UDU

È di poche ore fa la sentenza emessa dal TAR del Lazio che condanna il MIUR all’ostensione del famoso “algoritmo” di calcolo che ha gestito il software relativo ai trasferimenti interprovinciali del personale docente sulla mobilità 2016 e che ha deciso la sorte professionale di numerosi docenti coinvolti.

Il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams, Rino Di Meglio, nonché gli Avv. ti Michele Bonetti, Santi Delia e Silvia Antonellis, affermano la fondamentale importanza di tale vittoria al fine di fare finalmente chiarezza non solo sulle procedure puntuali dei trasferimenti ma, in particolare, sugli errori che hanno determinato l’allontanamento di numerosi docenti dalle sedi che sarebbero spettate in base ai criteri dichiarati nelle loro domande di trasferimento. 

Il TAR Lazio da ragione, dunque, al sindacato che aveva presentato ricorso, patrocinato dagli Avvocati Bonetti, Delia e Antonellis, per il diniego all’accesso agli atti da cui poter desumere le operazioni della mobilità per l’a.s. 2016/2017, screditando in toto le eccezioni sulla proprietà intellettuale e sul segreto di Stato sollevate dal MIUR per non rilasciare l'algoritmo e ordinando a quest'ultimo di consegnare “copia dei c.d. codici sorgente del software dell’algoritmo di gestione della procedura della mobilità dei docenti per l’a.s. 2016/2017 di cui all’O.M. M.I.U.R n. 241 del 2016 nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla notifica a cura di parte”. 

Nel link di seguito riportato Vi rimettiamo la sentenza.

“Mi ritengo soddisfatto per la vittoria conseguita" - dichiara Rino Di Meglio, Coordinatore Nazionale della Gilda degli Insegnanti - “che rappresenta un inizio positivo per fare chiarezza sull’applicazione errata del CCNI sulla mobilità che ha coinvolto numerosi docenti, che ora richiedono trasparenza sulla reale procedura seguita dal Ministero”.

"La Gilda grazie a questo importante provvedimento" - riporta l'Avv. Bonetti - "valuterà una campagna anche risarcitoria dinanzi ai Giudici del Lavoro per tutti i docenti lesi da questo algoritmo mal fatto che li ha spostati da una parte all'altra della Repubblica riservandosi anche di presentare un esposto alla Corte dei Conti".

Qualora aveste interesse ad essere informati sulle future azioni intraprese dal nostro studio ai fini dell’avvicinamento all’ambito territoriale e per il risarcimento del danno subito, senza vincolo alcuno alla partecipazione alle stesse, Vi invitiamo a compilare il seguente FORM in tal modo verrete inseriti nella nostra newsletter e ricevere le opportune comunicazioni.

Si specifica che le informazioni ricevute non costituiscono preadesione vincolante ad alcuna azione.

Avv. Michele Bonetti

 

 

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