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Martedì, 18 Settembre 2012 14:21

Campagna per i precari della scuola

Lo studio Avvocato Michele Bonetti & Partners ha abbracciato la campagna di A.d.i.da. e degli insegnanti non abilitati, precari storici di III fascia, che da anni prestano servizio nella scuola pubblica italiana condividendo le medesime responsabilità dei loro colleghi abilitati e di ruolo e che sono in possesso dei titoli necessari per insegnare, ma privi di abilitazione.

Per il Ministero dell'Istruzione i  precari di III fascia sono "abili all'insegnamento" ma non alla tutela. E la questione è ancora più imbarazzante e paradossale se si pensa all'esclusione dal c.d. "Salvaprecari" e alla discriminazione rafforzata dalle graduatorie di coda, che si è tradotta in un licenziamento di massa.

E’ per questo che avalliamo e sosteniamo con partecipazione tutte le azioni giudiziarie di A.d.i.d.a. che si oppone fermamente a questa logica discriminante e inammissibile così come alle parole del Miur che ha negato a questi lavoratori persino lo status di precari. Non dobbiamo mai dimenticare che trattasi di lavoratori e insegnanti che hanno retto e sostengono un servizio pubblico essenziale della nostra Repubblica.

Con Adida si vuole, quindi, evitare che una preziosa esperienza acquisita sul campo vada dispersa e soprattutto si intende combattere processualmente per garantire dignità e diritti per questi lavoratori precari.

Parte il T.F.A. PARTONO I RICORSI. NO AL NUMERO CHIUSO. SI ALLE ISCRIZIONI IN SOVRANNUMERO.

E' stato pubblicato in data 23 aprile 2012 il Decreto DIRETTORIALE con il quale sono state rese note le date dei test su tutto il territorio nazionale.

L'ammissione ai TFA si celebrerà tra il 6 e il 31 luglio 2012 presso le sedi Universitarie e i candidati dovranno rispondere a 60 domande a risposta multipla.

Solo chi otterrà il punteggio minimo di 21/30 verrà ammesso alla prova scritta.

Vedi il decreto on-line

Giornata trafficata nella capitale, non solo per il mal tempo che ha colpito la città, ma soprattutto per il flusso di 8794 persone, senza contare eventuali accompagnatori, che oggi si sono imbattute nel test preselettivo per l’iscrizione alla facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica del Sacro Cuore.

Mentre c’è chi si compiace del boom di iscrizioni, come il Preside della facoltà, prof. Bellantone, c’è chi pensa che il diritto allo studio oggi ha un prezzo, pari a 120 €, che corrisponde alla quota di iscrizione ai test; c’è chi pensa a quanti soldi ha incassato la Cattolica, dal momento che ha sbaragliato la concorrenza degli altri atenei dal momento che è l’unica a dare accesso alla procedura selettiva nel mese di aprile.

Il profilo dell’aspirante studente di Medicina e Chirurgia che ha pagato 120 € per l’iscrizione ai test è, dunque, quello di un giovane partito da un qualsiasi paese d’Italia, accompagnato da un genitore, da un fratello, da un amico che alle 9 è entrato nella sede del Palace Hotel e solo alle 12.30 ha cominciato il test.

Chi passerà il test sarà sottoposto ad un esame orale a nostro avviso troppo discrezionale e già censurato dal TAR.
Il giovane aspirante deve concorrere con le altre 8793 persone: uno solo uno su 28 sarà ammesso a Medicina e solo 1 su 22 a Odontoiatria.

La tattica messa in atto dall’ateneo romano per il boom di iscrizioni al test è, pertanto, alquanto discutibile come discutibili sono state in passato le procedure selettive seguite da questo Ateneo, già condannato dal TAR Lazio ad procedere alla immatricolazione dei concorrenti esclusi dalle graduatorie.

La campagna contro il numero chiuso dello studio Avvocato Michele Bonetti & Partners, quindi, riparte anche per il nuovo anno accademico e questa volta dal mese di aprile.

Si allegano:
Decreto favorevole TAR Lazio, III bis
Ordinanza favorevole TAR Lazio, III bis

Dopo aver denunciato innanzi al T.A.R. le illegittimità legislative che colpiscono migliaia di docenti precari di terza fascia, le assurde pretese del T.F.A. che equipara un neolaureato ad un docente con decennale esperienza di insegnamento obbligandoli a sostenere lo stesso test a risposta multipla, iniziamo la campagna per i diritti del lavoro attraverso una pioggia di ricorsi, in tutta Italia, per tutelare ed affermare i diritti essenziali dei lavoratori della scuola da anni sfruttati e sottopagati dalle Istituzioni scolastiche e pubbliche.

I ricorsi verranno incardinati nei Tribunali del Lavoro Italiani scelti in base alla sede in cui ogni singolo insegnante ha svolto l'attività lavorativa.

 

Avviso Importante

Secondo i giudici del Tribunale del lavoro di Milano, a seguito dell'introduzione dell'art. 2, c. 54, del D. L. 225/2010 (c.d. Decreto Milleproroghe), convertito dalla legge 10/2011, è stata posticipata l'efficacia del termine decadenziale del 24 gennaio 2011 introdotto dalla legge 183/2010 per l'impugnazione dei contratti scaduti che prevedono il licenziamento, per ritardare gli effetti preclusivi della nuova norma introdotta.

Pertanto si potrà adire il Giudice del Lavoro qualora entro questo mese (febbraio 2012) si invii la lettera con cui si impugnano i termini ed i contratti a tempo determinato, di collaborazione e similari.

 

Ricorso Giudice del Lavoro per la stabilizzazione degli insegnanti

 

I nostri Studi saranno a disposizione degli interessati per fornire ogni chiarimento in merito alla procedura giudiziaria di cui di seguito si indicano i requisiti essenziali, fornendo risposta alle domande più ricorrenti.

  1. 1) Obiettivi del ricorso.

Scopo del ricorso al Giudice del Lavoro è l'impugnazione dei contratti nonché di tutta la situazione economica e lavorativa dei precari che abbiano prestato servizio presso le Scuole Statali o Paritarie.

Le principali richieste portate avanti nel ricorso saranno quelle di:

a) Accertare il diritto del ricorrente al risarcimento del danno derivante dall'abuso costituito dalla successione di contratti a tempo determinato;

b) Accertare il diritto del ricorrente al riconoscimento, per effetto dell'anzianità maturata nel servizio pre-ruolo, degli scatti biennali in misura pari al 2,50% dello stipendio spettante per il passato e per il futuro;

c) Accertare il diritto del ricorrente alla parità di trattamento economico con il personale di ruolo;

  1. 2) Chi può fare ricorso? E se non ho spedito la lettera di impugnazione dei termini?

Possono aderire al ricorso tutti coloro che siano in possesso di valido titolo all'inserimento nelle graduatorie d'istituto o ad esaurimento ed in possesso di almeno 3 anni di servizio alle dipendenze del MIUR e/o di una Scuola paritaria. Questo è ciò che lo Studio Legale consiglia.

Se non è stata spedita la lettera di impugnazione dei termini consigliamo di non effettuare la vertenza se non per far valere alcune questioni come ad esempio gli scatti di anzianità pregressi.

  1. 3) Entro quanto devono essere impugnati i contratti e qual è il termine fissato per la presentazione del ricorso?

Con la legge 4 novembre 2010 n. 183, c.d. Collegato Lavoro (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 09 novembre 2010 ed entrata in vigore il 24 novembre 2010) il Legislatore ha modificato in maniera rilevante la materia dei contenziosi aventi ad oggetto la dichiarazione di nullità del termine apposto ai contratti a tempo determinato. In particolare, l'art. 32 della suddetta legge prevede che:

a) Il lavoratore che intende far valere l'illegittimità di uno o più contratti a termine in successione debba farlo improrogabilmente entro 60 giorni dalla scadenza degli stessi ;

b) Entro i successivi 270 giorni dall'impugnazione di cui al precedente punto depositare il ricorso presso il Tribunale del Lavoro competente territorialmente;

Inizialmente, con l'entrata in vigore del cd. Collegato Lavoro, il termine fissato per l'impugnazione di tutti i contratti stipulati fra il MIUR e i docenti alle sue dipendenze che avessero avuto termine entro il 31.12.2010 era stato fissato al 26.01.2011.

Tuttavia, con l'entrata in vigore del cd. "mille proroghe" (D.L. 29 dicembre 2010) il legislatore ha compiuto un'ampia virata sull'introduzione del termine breve per l'impugnazione dei contratti a tempo determinato, estendendolo a tutto l'anno 2011, e più precisamente fissando al 31.12.2011 la data ultima per l'impugnazione di tutti i contratti stipulati fra il MIUR e i docenti entro la fine del dicembre 2010.

Per quanto riguarda i contratti stipulati nel 2011 e successivamente, gli stessi dovranno essere impugnati improrogabilmente entro i 60 giorni dalla scadenza.

Il lavoratore che non abbia provveduto all'impugnazione nei suddetti termini decade dalla richiesta delle indennità.

  1. 4) Se ho spedito la lettera a gennaio 2011 sono passati i 270 giorni e sono quindi decaduto?

Si, l'azione doveva essere proposta dopo 270 giorni. In tal caso Vi preghiamo di verificare se vi sono impugnazioni successive e di spedircele. Dall'ultima lettera di impugnazione di tutti i termini dobbiamo stare entro 270 giorni.

  1. 5) Se non avessi ancora aderito, qual è la documentazione da inviare propedeutica alla presentazione del ricorso?

I documenti necessari per l'adesione al ricorso e da far pervenire al più presto presso il nostro Studio sono:

a) Copia di tutti i contratti di lavoro sottoscritti;

b) Copia delle buste paga relative ai 6 anni precedenti alla missiva di impugnazione dei contratti stipulati con il MIUR;

c) Copia dei CUD relativi agli ultimi sei anni;

d) Copia 730/2011 o Modello Unico 2011;

e) Procure sottoscritte in originale;

f)Copia delle missive di impugnazione dei contratti corredate dalle relative ricevute di spedizione e di ritorno.

  1. 6) Sulla necessità di far effettuare i conteggi sulle differenze retributive ed indennità da parte del Consulente del Lavoro.

Ai fini di una maggiore completezza del ricorso è consigliabile far effettuare dei conteggi sulle differenze retributive ed indennità da parte di un Consulente del Lavoro.

Il nostro Studio mette a disposizione un proprio Consulente del Lavoro, il cui compenso per la propria prestazione è fisso e pari ad euro 125,00. Attenzione tale prezzo è una convenzione solo per i ricorrenti che provengono dall'A.d.i.d.a. essendo di molto superiori gli onorari dei Professionisti privati del settore.

Tuttavia, il ricorrente, qualora ne avesse la possibilità, può fare effettuare i conteggi richiesti da un proprio consulente.

 

Per usufruire del consulente convenzionato con lo studio legale il bonifico della indicata somma dovrà effettuarsi sul conto corrente:

intestazione del conto :
C.P.E.D.  SRL
Piazza Bologna  1
00162  Roma
Banca: INTESA
IBAN: IT26F0306905060100000000650

VI PREGHIAMO DI INDICARE NELLA CAUSALE IL NOME DEL RICORRENTE CHE FRUIRA' DEL CONTEGGIO.

  1. 7) Che cos'è il contributo unificato e quando deve essere pagato?

Il contributo unificato è una tassa che deve essere pagata al momento di iscrivere la causa al ruolo, ossia quando si deposita il primo atto in cancelleria.

Il suo importo varia in relazione al valore e alla tipologia di causa e pari ad euro 225,00 per le cause di valore indeterminato.

Con il D.L. 06 luglio 2011 n. 98 ("misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica") è stato introdotto la presente tassa anche per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego.

Deve precisarsi, tuttavia, che sono esentati dal pagamento del contributo unificato tutti coloro che siano in possesso di un reddito imponibile ai fini IRPEF (risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi) inferiore ad € 31.884,48.

Si precisa che per la determinazione del reddito imponibile di cui sopra vi sono allo stato attuale due diversi orientamenti giurisprudenziali; l'uno prevede che da considerarsi è il reddito del nucleo familiare, mentre l'atro, ultimo, considera il reddito del solo lavoratore. Allo stato è prevalente la prima interpretazione quindi considereremo il reddito familiare, salvo integrazioni su mutamenti di indirizzo.

  1. 8) E' possibile ottenere l'assunzione a tempo indeterminato?

Nonostante vi siano state alcune pronunce che hanno lasciato aperti degli spiragli per la regolarizzazione del rapporto di lavoro, è doveroso rappresentare che tale possibilità allo stato attuale è ostacolata da quanto disposto dall'art. 97 della Costituzione che prevede la necessarietà del concorso pubblico per ottenere l'assunzione alle dipendenze della Pubblica Amministrazione. La Costituzione costituisce ostacolo anche per le ultime interpretazioni giurisprudenziali di carattere comunitario.

Tuttavia vi sono state delle sentenze di alcuni Tribunali (ad es. Genova, Siena etc.) che hanno provveduto alla stabilizzazione in virtù di una richiamata normativa comunitaria. Ma allo stato permane il predetto ostacolo.

  1. 9) Quale è il termine ultimo per inviare la documentazione?

Al fine di lavorare con maggiore attenzione e professionalità lo studio legale ha individuato nella data del 15 marzo il termine ultimo per l'invio dei plichi.

  1. 10) Quale è il prezzo del ricorso? E le spese legali?

Si prevede il pagamento di un contributo all'Associazione ADIDA pari ad euro 197,00  mentre il nostro studio legale sottoscriverà con ogni singolo ricorrente dei patti di quota lite al fine di avere un pagamento adeguato e commisurato all'esito del ricorso.

Si precisa che per il pagamento della quota di euro 197,00 e per ottenere la procura alle liti bisognerà rivolgersi ad Adida. Si rappresenta che in caso di esito negativo del ricorso trattasi di materia lavoristica per la quale generalmente vige il principio della compensazione delle spese legali; qualora vi fosse una condanna alle spese del giudizio a favore dell'Amministrazione il valore delle stesse si aggira introno ai 1.200,00 euro.

  1. 11) Quante possibilità abbiamo? Vinceremo?

Non è possibile fornire una risposta precisa. Possiamo solo assicurarVi la nostra massima serietà e professionalità nella gestione della pratica rappresentandoVi che a nostro avviso la questione si presenta fondata e che è doveroso andare fino in fondo a questa vicenda.

Venerdì, 09 Marzo 2012 14:20

Prestigiosa vittoria al Consiglio di Stato

Non fidatevi di come corregge le domande del test il CINECA!

Il Consiglio di Stato ritenendo che "...dall'esame del modulo risposte compilato dall'appellante non emerge l'apposizione di segni grafici univocamente identificativi della volontà di annullare la risposta fornita al quesito n. 56" ha ammesso con riserva la nostra ricorrente al Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria.

Ancora una volta è stato dimostrata l'inefficienza dell'attuale sistema universitario e quanto più volte denunciato dall'Unione degli Universitari sui metodi errati di correzione da parte del Cineca!

Dopo la decisione del Tar di Palermo, gli aspiranti studenti delle facoltà a numero chiuso di fisioterapia, infermieristica e radiologia possono realizzare il loro sogno: immatricolarsi e studiare per diventare professionisti nel loro campo.

Alla felicità e alla conquista degli studenti, si contrappone il duro colpo subito dalla Università che deve innanzitutto procedere all'immatricolazione di chi illegittimamente aveva escluso e deve sostenere anche una condanna alle spese.

La sentenza ha seguito punto per punto le motivazioni sostenute dai ricorrenti: dal motivo sull'anonimato, alla mancanza delle buste.

L'accesso al sapere ancora una volta era stato negato, ma la giustizia per questi studenti ha trionfato.

Avvocato Michele Bonetti & Partners

Nuova vittoria  contro il meccanismo del numero chiuso. Questa volta tocca all’Università di Siena fare i conti con il provvedimento del TAR Lazio che accoglie la domanda degli studenti rimasti fuori dalle graduatorie per un mancato ampliamento dei posti nel 10%.
Innanzi alla ostinazione dell’Università di Siena a non provvedere all’ampliamento del 10%, abbiamo continuato a difendere gli studenti per la difesa i loro diritti.
Il risultato?
Ancora una volta il TAR riconosce il diritto allo studio, rileva nuovamente la irregolarità dell’Ateneo nel rifiuto di ampliare i posti e gli aspiranti studenti di medicina possono immatricolarsi.
Avvocato Michele Bonetti & Partners

Mediante la sentenza n. 3416/2012 il Tribunale Ordinario di Roma ha riconosciuto il collegamento negoziale tra il contratto di acquisto di multiproprietà ed il contratto di finanziamento sotteso di cui è stata dichiarata la caducazione per la nullità del primo.

Il Giudice Romano procedendo per grado ha prima statuito la nullità del contratto di compravendita per l'indeterminatezza dell'oggetto ("il contratto firmato dagli opponenti è radicalmente nullo per indeterminatezza dell'oggetto ai sensi dell'art. 1346 c.c., come richiamato dall'art. 1416 c.c. ... non si intende in nessun modo quale sia la tipologia di appartamento nel periodo di godimento, dove lo stesso sia esattamente ubicato. Inoltre il periodo di godimento annuale non è stabilito ... resta del tutto oscura la durata e la collocazione dello stesso"), poi la nullità delle clausole vessatorie in esso incluse in quanto non specificatamente pattuite con il consumatore, ed in fine ravvedendo il collegamento negoziale tra il contratto di compravendita e quello di finanziamento, ha statuito la caducazione di quest'ultimo.

"La vicenda non presenta un'immediata unitarietà, dal punto di vista giuridico, avendo le parti optato per una più netta separazione dei contratti; malgrado ciò, però, il finanziamento non potrà comunque non risentire fortemente della sua precisa finalità, si da atteggiarsi a mutuo di scopo. Tale accentuazione dell'autonomia giuridica dei due negozi non riesce a mascherare in maniera convincente il collegamento dei contratti che, in realtà sono conclusi ed operano in funzione l'uno dell'altro. Del nesso di interdipendenza fra i negozi deriva che le vicende dell'uno debbano ripercuotersi su quelle dell'altro, condizionandone la validità e l'efficacia (Cass. 9388/91)".

Così ragionando il Giudice ha concluso per la revoca del decreto ingiuntivo precedentemente emesso a favore della società di finanziamento ed il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione di tutte le somme erogate oltre interessi come per legge.

Lo stesso Consiglio di Stato, difatti, dopo le aperture a favore dei ricorrenti comunitari del 2009, era tornato sui propri passi negando al diritto di studiare a centinaia di studenti.

Oggi, in accoglimento di un appello da noi proposto avverso l'Ateneo di Messina, si assiste ad una nuova e decisiva apertura. I posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. E' questa la decisione dei Giudici di Palazzo Spada. Sono oltre 1.000 i posti che, ora, attendono di essere assegnati.

Di seguito il comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti ammettendo uno studente al corso di laurea in Odontoiatria. I Giudici di Palazzo Spada, mutando indirizzo rispetto agli ultimi arresti, hanno ritenuto illegittima la scelta del Miur e degli Atenei di non assegnare ai pretendenti comunitari i posti liberi inizialmente riservati ai cittadini extracomunitari e rimasti vacanti. 
L'ex Ministro Gelmini, in una delle sue ultime dichiarazioni da reggente del dicastero di Piazzale Kennedy, aveva dichiarato di volere "che i posti riservati ad extracomunitari fossero riassegnati agli studenti italiani e comunitari che sono rimasti fuori dalle graduatorie"; l'ennesima promessa del Ministero rimasta inattuata, difatti rimangono posti mai assegnati ne' ai comunitari, nè agli extracomunitari. Sono dunque 1.000 i posti che rischiano di rimanere vacanti nonostante migliaia di pretendenti pronti a subentrare. 
La decisione del Consiglio di Stato, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, da una nuova speranza a centinaia di studenti ancora oggi incomprensibilmente esclusi dal corso di laura cui legittimamente aspirano a studiare e rappresenta un'importantissima riaffermazione del diritto allo studio di tutti gli studenti comunitari e extracomunitari. 
Consiglio di Stato, Sez. VI, ordinanza 15 febbraio 2012, n. 647

 

Avvocato Michele Bonetti & Partners

Lunedì, 20 Febbraio 2012 12:22

Pro bono

Lo Studio è impegnato da diverso tempo nell’assistenza di soggetti svantaggiati nonché nella prestazione di un servizio di consulenza legale nei confronti di studenti stranieri ospiti di Atenei Italiani nell’ambito di programmi di mobilità internazionale.
Nel primo caso la scelta di assumere una difesa pro bono viene dalla convinzione etica che la funzione sociale della professione forense impone, almeno in determinati casi, la necessità di offrire le proprie competenze anche a chi non ha la possibilità di remunerarle.
L’assistenza e la consulenza a favore di giovani impegnati in progetti di mobilità internazionale, invece, muove dalla volontà di continuare a promuovere l’internazionalizzazione della cultura, l’idea di Europa e l’europeismo, con la speranza che un supporto legale, ove necessario, possa contribuire ad aiutare lo studente, non ancora perfettamente integrato nel nostro sistema, a perseguire l’obiettivo per cui scelto il nostro Paese per studiare.
Per fruire di tale servizio puoi compilare il modulo qui sotto indicando nell'oggetto pro bono. Tutte le richieste verranno esaminate e, ove ritenute meritevoli di accoglimento, sottosposte, ove necessario, all'esame del Consiglio dell'Ordine per l'autorizzazione ad accettare la difesa pro bono.
Lo studio svolge attività pro bono su vicende concernenti i diritti costituzionali con implicazioni sociali e si riserva di assumere il caso qualora e se il contenzioso richiesto combaci con l'etica dello studio legale e se l'istante manifesti credibili condizioni di difficoltà economica.

 

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