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Venerdì, 22 Aprile 2011 16:04

La battaglia per L'Aquila

CONTINUA LA BATTAGLIA A DIFESA DI TANTI STUDENTI PER IL RISARCIMENTO DI TUTTI I DANNI SUBITI!

Sono oltre 260 gli studenti che hanno versato caparre e primi canoni per un alloggio di cui non hanno mai usufruito: il Campus universitario di Pizzoli, intitolato alla memoria di Giulia Carnevale è stato sequestrato lo scorso ottobre dalla Forestale per violazioni delle norme urbanistiche e dei vincoli paesaggistici nella realizzazione delle palazzine destinate ad ospitare gli studenti.

jpg_3286823.jpgA difesa di molti di questi studenti si è schierato ancora una volta l'Avvocato Michele Bonetti dell'Unione degli universitari, il quale ha fatto pervenire al Comune una diffida ed ha minacciato l'associazione che ha realizzato la struttura intitolata alla studentessa universitaria deceduta e alla società Fer.Italia (che ha realizzato la struttura) di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica in assenza di restituzione tempestiva delle somme versate dagli studenti. Sono già in corso le azioni dirette al risarcimento del danno per tutte le vittime coinvolte.

A seguito di queste prime azioni, molti ragazzi hanno recuperato quanto corrisposto nei mesi precedenti al sequestro effettuato a seguito delle denunce dell'Udu e di Italia Nostra.

Di seguito pubblichiamo una lettera "aperta", molto significativa, di uno studente coinvolto.

"Il motivo per cui vi scrivo è innanzitutto per ottenere almeno una volta una qualsivoglia risposta (personalmente mi è impossibile contattare la signora ..... al numero di cellulare, dopo mille chiamate a vuoto risponde un uomo, si sente male e venti secondi dopo la linea cade o viene riattaccata) e in secondo luogo per esprimere quello che in tanti abbiamo dentro e che da fuori può sembrare banale, superficiale, scontato..ma non lo è.

Da quanto è stato sequestrato il campus sono stato costretto (parlo in prima persona poichè ognuno ha vissuto e sta vivendo la propria esperienza) a restare a casa nella mia città, Montesilvano, a circa 120 km da L'Aquila. Diversamente da ciò che si possa pensare non è uno scherzo dover viaggiare tutte le mattine per due ore su di un autobus, per poi ripartire alle 18 (orario forzato, altrimenti ci sono altri bus da prendere, cambi da fare e conseguenti perdite di tempo, eccetera) per tornare a casa alle 20. Io personalmente non ce la faccio più e questo si sta ripercuotendo nello studio in maniera marcata.
Non so quando si sbloccherà questa situazione, se mai si sbloccherà. Mi trovo in un limbo, ho le mani legate, poichè non so quando il campus verrà riaperto; e nel caso non riaprisse, non so quando e come riavrò la caparra, una caparra che servirà per trovare un'altra casa, se la troverò. Nel frattempo non posso cercare un'altra casa, poichè non ho la possibilità di versare un'altra caparra, nè ho la certezza assoluta di perdere una volta per tutte l'alloggio nel campus.
La mia speranza è che tutto trovi una giusta via di risoluzione...una via che sia soprattutto rapida. Sembra una folle speranza, ma il tempo fugge via e lo fa per tutti. Molte volte non ce ne rendiamo conto e anche se non dipende da noi stessi direttamente, possiamo fare lo stesso qualcosa per migliorare la situazione. Io mi sto impegnando a sostenere ancora un po' questa situazione che sta diventando pesante ogni giorno di più. Altri lo stanno facendo con me. Spero voi facciate del vostro meglio per ragguagliarci in merito..in maniera pulita e trasparente.
Queste due righe non vogliono essere una polemica, una lamentela, tantomeno un'accusa o discolpa nei confronti di qualcuno; se le mie parole dovessero farvi intendere il contrario, chiedo scusa anticipatamente, poichè le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere sono altre.
Ciò che mi ha spinto è stata invece la voglia di sapere, di essere in contatto con una realtà di cui dovevo fare parte ma che per me è sempre e solo stata virtuale, mentre per qualcuno è stata anche peggio, dovendo subire un vero e proprio "sfratto".
Spero con queste poche ed umili parole di sensibilizzarvi a quello che è un vero e grande disagio per molti; con queste parole spero di dare una giustificazione a tutte le nostre chiamate, a tutte le insistenze, le domande che io come molti altri studenti abbiamo e a cui vorremmo una risposta, o almeno qualche spiegazione.
Spero che il 2011 sia iniziato pieno di buoni propositi da parte di ognuno di noi e da parte della vita, che ci riserva bei momenti quando meno ce lo aspettiamo.

Un saluto da C."

 

DI SEGUITO PARTE DELLA LA RASSEGNA STAMPA SULLA VICENDA:

 

http://www.iltempo.it/abruzzo/2011/01/27/1232985

http://www.terremarsicane.it/node/13154

http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2011/01/27/news/campus-a-pizzoli-gli-studenti-accusano-3286822

http://www.abruzzo24ore.tv/news/Caparre-non-restituite-Udu-denunceremo-gestori-campus-Pizzoli/21340.htm

http://www.ilcapoluogo.com/News/Attualita/Udu-Restituire-caparre-alloggi-non-consegnati-40936

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/campus-pizzoli-udu-lancia-ultimatum-rimborsi-o-faremo-esposto-in-procura/17430-4/

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/abruzzo/2011/01/26/visualizza_new.html_1616143962.html

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/campus-pizzoli-udu-rimborsi-o-faremo-un-esposto-in-procura/17430-4/

http://www.abruzzo24ore.tv/news/Caparre-non-restituite-Udu-denunceremo-gestori-campus-Pizzoli/21340.htm

http://www.cityrumors.it/laquila/cronaca/laquila-campus-di-pizzoli-ludu-presenta-esposto-in-procura-260127533.html

http://www.ilcapoluogo.com/News/Scuola-e-Giovani/Campus-Pizzoli-Udu-chiede-restituzione-caparre-entro-5-giorni-41334

http://www.ilcapoluogo.com/site/News/Scuola-e-Giovani/Campus-Pizzoli-Udu-chiede-restituzione-caparre-entro-5-giorni-41334

http://www.inabruzzo.com/?p=63391

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/caparre-a-studenti-campus-pizzoli-attendiamo-assegni-entro-5-giorni/17718-4/

Venerdì, 22 Aprile 2011 13:22

La campagna degli specializzandi non medici

Nessuna forma di remunerazione per gli specializzandi non medici: l'ennesima ingiustizia a danno di chi si prende cura della nostra salute!

Il nostro studio è da sempre impegnato nella tutela del fondamentale diritto allo studio e nella difesa dell'altrettanto costituzionalmente garantito diritto alla retribuzione per il lavoro svolto.

Per questa ragione non possiamo lasciare inascoltate le esigenze di tutti i soggetti che vengono lesi su entrambi i suddetti fronti:

ci riferiamo a tutti quei giovani che pur frequentando- a seguito di regolare concorso- scuole di specializzazione medica, pur avendo l'obbligo di frequenza quotidiana nell'ambito di un rapporto di esclusiva con le strutture presso le quali sono formati, pur svolgendo attività pratica in grado di sopperire alle carenze del sistema sanitario, non percepiscono alcuna forma di emolumento (borsa di studio o contratto), né contributi previdenziali. Tutto ciò per il solo fatto di aver conseguito lauree diverse da quella in Medicina e Chirurgia.

Il decreto ministeriale 1° agosto 2005 - recante "Riassetto Scuole di specializzazione di area sanitaria") - regolamenta ed autorizza l'accesso concorsuale sia ai medici sia ai "non medici" nelle Scuole di Specializzazione appartenenti alla "sottoarea servizi clinici diagnostici e terapeutici" e alla "sotto area servizi clinici organizzativi e della sanità pubblica".

E' così consentito l'accesso alle scuole a tutti i laureati in Biologia, in Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche, in Farmacia e Farmacia industriale, in Chimica, Odontoiatria, Fisica, Psicologia e i laureati quadriennali del vecchio ordinamento nelle lauree di Scienze biologiche, Farmacia, Chimica, Chimica e tecnologia farmaceutica, Medicina veterinaria. Scienza della Nutrizione Umana, Scienze e Tecnologie Agrarie, Scienze e Tecnologie Agro Alimentari, Scienze e Tecnologie Agrozootecniche, Medicina Veterinaria, Veterinaria, Agraria, ma senza alcuna delle forme di adeguata remunerazione previste per i laureati in Medicina e Chirurgia e senza possibilità, stante l'obbligo di frequenza e l'esclusività del rapporto, di procurarsi con altri impieghi il sostentamento necessario!

Questi laureati vengono quindi lesi sia nella loro qualità di discenti (che invece dovrebbero beneficiare delle migliori condizioni di apprendimento), sia nella loro qualità di lavoratori.

Tuttavia, mentre in un primo momento l'intervento di cospicue borse di studio elargite da case farmaceutiche, nonché la possibilità, per questi laureati, di trovare immediatamente collocazione senza bisogno di ulteriore specializzazione, attutivano il problema, oggi registriamo la scomparsa di questi "ammortizzatori" e la sussistenza di un sostanziale "obbligo" a continuare gli studi stante la stagnante crisi occupazionale!

Porteremo avanti tutte le più opportune iniziative volte ad una soluzione del problema ed incentrate su azioni giudiziarie mirate a far valere la disparità di trattamento rispetto ai laureati in Medicina e Chirurgia: siamo, tuttavia, convinti di aver elaborato, al nostro interno, una particolare strategia difensiva:

non serve una legge che riconosca il diritto degli specializzandi ad essere retribuiti, non serve far perno sulle differenze rispetto agli emolumenti che i medici specializzandi percepiscono sulla base di norme europee che rispondono ad altre ratio, perché chi lavora ha diritto ad essere retribuito in forza delle norme generali del codice civile ed ancor prima della nostra Costituzione.

E se poi chi lavora non ha neanche il contratto, potrebbe essere comunque tutelato in analogia a quanto disposto dall'art. 2126 del codice civile per il lavoro sulla base di un contratto "nullo o annullabile". A mente di tale norma, rubricata "Prestazione di fatto con violazione di legge", "La nullità o l'annullamento del contratto di lavoro non produce effetto per il periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione, salvo che la nullità derivi dall'illiceità dell'oggetto o della causa". Se il lavoro è stato prestato con violazione di norme poste a tutela del prestatore di lavoro, questi ha in ogni caso diritto alla retribuzione. Ragionando per analogia, e valutando attentamente la giurisprudenza, il caso del contratto nullo è assimilabile a quello "inesistente".

Partiremo da questo assunto e chiameremo a resistere in giudizio tutte le Amministrazioni coinvolte, a cominciare dall'Università e dalla Regione che direttamente si avvalgono del lavoro gratuito di questi laureati!

 

Non possiamo assicurarti la vittoria, ma una cosa è certa: finché avremo energie e fiato da spendere lotteremo perché non venga limitato il diritto a studiare e ad ottenere una giusta retribuzione!

 

Pertanto, se appartieni ad una delle tipologie che indichiamo in calce contattaci immediatamente al 349.4216026 o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e riceverai informazioni in merito a tempi e costi dell'azione che intendiamo intraprendere in Tuo favore

 

Target iniziativa:

 

  1. SPECIALIZZANDI NON MEDICI ISCRITTISI, DALL'A.A. 2008/2009, 2009/2010,  A SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE RICONOSCIUTE A LIVELLO COMUNITARIO, AI SENSI DELL'ALLEGATO 5.1.3, DELLA DIRETTIVA CE N. 36/2005, OVVERO: BIOCHIMICA CLINICA, MICROBIOLOGIA E VIROLOGIA; PATOLOGIA CLINICA; FARMACOLOGIA MEDICA; ODONTOIATRIA;

 

  1. SPECIALIZZANDI NON MEDICI ISCRITTISI, DALL'A.A. 2008/2009, 2009/2010, A SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE NON RICONOSCIUTE A LIVELLO COMUNITARIO, OVVERO: FISICA MEDICA, PSICOLOGIA CLINICA; SCIENZE DELL'ALIMENTAZIONE, GENETICA MEDICA;

 

  1. SPECIALIZZANDI NON MEDICI ISCRITTISI, TRA L'A.A. 2001/2002 E L'A.A. 2007/2008, A SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE RICONOSCIUTE A LIVELLO COMUNITARIO, AI SENSI DELL'ALLEGATO 5.1.3, DELLA DIRETTIVA CE N. 36/2005, OVVERO: BIOCHIMICA CLINICA, MICROBIOLOGIA E VIROLOGIA; PATOLOGIA CLINICA; FARMACOLOGIA MEDICA; ODONTOIATRIA


  1. SPECIALIZZANDI NON MEDICI, ISCRITTISI, TRA L'A.A. 2004/2005 E L'A.A. 2007/2008, A SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE NON RICONOSCIUTE A LIVELLO COMUNITARIO, OVVERO: FISICA MEDICA, PSICOLOGIA CLINICA; SCIENZE DELL'ALIMENTAZIONE, GENETICA MEDICA.
Martedì, 19 Aprile 2011 13:05

NUMERO CHIUSO: SI CAMBIA?

Di seguito un articolo del Ministro Gelmini con alcune proposte di graduatorie su base regionale. Ma non sarebbe meglio "testare" i nostri ragazzi per le loro capacità da dimostrare sul campo e non continuare a demandare ad un quiz la scelta dei Professionisti del domani?

Avv. Michele Bonetti & Partners

 

Leggi l'articolo on-line sul Sole 24 ore 

Venerdì, 18 Marzo 2011 10:49

Tanti Auguri Italia

“Torino addì 17 marzo 1861." Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato la legge n. 4671 del Regno di Sardegna con la proclamazione ufficiale del Regno d'Italia.
Lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners si unisce a tutti gli Italiani in questo momento di festa con l'augurio che il sentimento di cittadinanza e di appartenenza alla Repubblica Italiana elevi tutti noi verso il bene comune e ci rammenti sempre il valore dell'etica delle istituzioni. Un augurio a tutti quanti, accompagnato da un messaggio di identità e unità nazionale che testimonia l'impegno di tutti noi nel valorizzare il nostro Paese come espressione di realtà e peculiarità di tutte le Regioni che lo compongono.

Avv. Michele Bonetti & Partners

 

Lo studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners dal 2007 segue in prima linea le inchieste penali sui test di ingresso facendo costituire parte civile l’Unione degli Universitari, la struttura studentesca oggi più significativa sul suolo nazionale e che rappresenta la maggioranza relativa degli studenti italiani.
Ad oggi la Procura di Roma e Bari sono ancora impegnate in complesse inchieste a seguito delle denunce di molti studenti da noi rappresentati su filoni da noi iniziati con denunce nominative sin dall’anno 2007.

Di seguito un articolo sull’inchiesta di Bari. 

Lo studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners dal 2007 segue in prima linea le inchieste penali sui test di ingresso facendo costituire parte civile l’Unione degli Universitari, la struttura studentesca oggi più significativa sul suolo nazionale e che rappresenta la maggioranza relativa degli studenti italiani.
Ad oggi la Procura di Roma e Bari sono ancora impegnate in complesse inchieste a seguito delle denunce di molti studenti da noi rappresentati su filoni da noi iniziati con denunce nominative sin dall’anno 2007.

Di seguito un articolo sull’inchiesta di Bari. 

Sei dei 127 imputati offrono denaro all'Ateneo in segno di pentimento e ottenendo in cambio uno sconto di pena. Cifra ridotta alla metà per i genitori.

bari.jpgDiecimila euro per testimoniare la volontà di pentimento. Ammonterebbe a tanto la cifra che gli studenti coinvolti nell’inchiesta sui test truccati nelle facoltà a numero chiuso di Medicina e Odontoiatria potrebbero versare all’Università di Bari come risarcimento danni. La cifra, pattuita tra le parti in causa, costituirebbe un importo simbolico, ma congruo, a dimostrazione della buona volontà dei ragazzi. Sarebbe invece di 5mila euro la quota riservata ai genitori imputati nello stesso procedimento. Al momento in sei, tra genitori e studenti, avrebbero già dichiarato la propria disponibilità al pagamento. L’appello lanciato ad ottobre dal pm Francesca Romana Pirrelli dunque non è caduto nel vuoto. Nell’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Bari Marco Guida il magistrato aveva avanzato una proposta pubblica riconciliativa: un’offerta reale di denaro all’Università che, secondo l’accusa avrebbe un significato morale, testimoniando una volontà di pentimento. Ma c’è di più. Se l’offerta venisse accolta gli imputati potrebbero usufruire delle attenuanti generiche prevalenti e quindi di uno sconto di pena. In questa maniera gli studenti potrebbero patteggiare e, con la sospensione di un anno, uscirne con la fedina penale pulita per poter eventualmente partecipare a concorsi pubblici. Gli imputati sono in tutto 127 tra studenti, genitori e docenti universitari e sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa pluriaggravata. Lo scandalo dei test di ammissione esplose a Bari il 4 e 5 settembre 2007, quando la guardia di finanza coordinata dal pm Francesca Pirrelli scoprì due centrali operative, da cui partivano via sms le risposte ai quesiti ministeriali. A gestire le due centrali, oltre a Pollice, secondo l’accusa c’erano sua moglie Paola Favaretto, il figlio odontoiatra Giulio, il ginecologo (e all’epoca consigliere comunale di An) Giuseppe Varcaccio, il professor Maurizio Procaccini, direttore della cattedra di odontoiatria di Ancona, il tecnico informatico Francesco Avellis ed Emanuele Valenzano, padre di uno dei candidati. L’Università di Bari ha chiesto di costituirsi parte civile, chiedendo 26,6 milioni di euro di danni.

Il c.d. decreto milleproroghe ha rinviato, ma anche confermato, la valutazione della carriera scolastica e del voto di diploma con 10 punti da attribuire sul punteggio del test di ingresso. Con il predetto decreto il Governo ha deciso di rendere operativo il sistema dei 10 punti dall’anno accademico 2012. Dobbiamo ancora una volta esprimere il nostro disappunto per tale metodo, considerando anche la diversità tra le preparazioni fornite dagli Istituti scolastici presenti sul suolo nazionale e la non paragonabilità di titoli diversi tra loro. Ancora una volta neanche una parola sulla questione dell’orientamento, mentre continuiamo ad assistere al fenomeno della carenza dei Medici con ripercussioni immediate sul sistema sanitario italiano, all’importazione di Professionisti dall’est dell’Europa, alla fuga dei nostri cervelli all’estero, al proliferare di Università italiane nei c.d. Paesi emergenti dove sono “spediti” i nostri ragazzi per interessi che trascendono il numero chiuso. Il sistema è sull’orlo dell’implosione e la risposta dei 10 punti è ingiusta e assolutamente insufficiente. E’ dunque tutta qui la decisione delle forze politiche dopo anni e anni di tavoli tecnici presso il Miur ove non hanno partecipato le rappresentanze studentesche? Ancora una volta non si mette seriamente mano ad un sistema selettivo iniquo e aprioristico rispetto al quale si esprime tutta la nostra contrarietà.

Il Tar Firenze, I° sezione, presieduta dal Giudice Carlo Testori ha accolto i ricorsi di Odontoiatria e Medicina.
Sono state attribuite ben cinque domande ai ricorrenti di odontoiatria che non avevano risolto o avevano risposto in modo errato i quesiti risolvibili con le tavole periodiche.
Lo stesso è accaduto ai ricorrenti di Medicina interessati da quattro quesiti e le cui udienze sono sempre state trattate il 15. Sono circa altri 40 i ricorrenti dell’Udu Firenze – Sinistra Universitaria interessati dal provvedimento del Tar del 15 dicembre che si immatricoleranno con riserva ai corsi di Odontoiatria e di Medicina.
L’Udu proseguirà nel merito del giudizio per far subentrare anche tutti gli altri pochi ricorrenti rimasti che non hanno fruito del provvedimento e a cui l’Ateneo ha negato il loro diritto allo studio.

Per maggiori informazioni clicca sul blog

Il Tar Firenze, I° sezione, presieduta dal Giudice Carlo Testori ha accolto i ricorsi di Odontoiatria e Medicina.
Sono state attribuite ben cinque domande ai ricorrenti di odontoiatria che non avevano risolto o avevano risposto in modo errato i quesiti risolvibili con le tavole periodiche.
Lo stesso è accaduto ai ricorrenti di Medicina interessati da quattro quesiti e le cui udienze sono sempre state trattate il 15. Sono circa altri 40 i ricorrenti dell’Udu Firenze – Sinistra Universitaria interessati dal provvedimento del Tar del 15 dicembre che si immatricoleranno con riserva ai corsi di Odontoiatria e di Medicina.
L’Udu proseguirà nel merito del giudizio per far subentrare anche tutti gli altri pochi ricorrenti rimasti che non hanno fruito del provvedimento e a cui l’Ateneo ha negato il loro diritto allo studio.

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Il T.A.R. Firenze, con una nuova composizione collegiale, ha confermato con ordinanza le tesi dell’Udu e altri 18 ragazzi possono studiare.
L'udienza di merito è stata fissata per il 20 aprile 2011 e tutte le altre udienze per gli studenti Fiorentini sono previste per il 15 dicembre ’10.
Non si arresta la battaglia per il sapere dell’Udu, il primo e unico sindacato universitario a cui va tutto il nostro appoggio per l’impegno dimostrato in questi giorni di mobilitazione per le esigenze e i bisogni degli studenti. Chiediamo più democrazia nei nostri atenei, più finanziamenti e meno sprechi, corsi di laurea di qualità, un’università aperta a tutti e un diritto allo studio che possa garantire maggiore autonomia agli studenti dalle famiglie.
Per questo non ci fermiamo e continueremo a lottare contro chi vuole privarci del nostro futuro.

 

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 Vedi il sito www.udu.it

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