Claudia Palladino

Claudia Palladino

Il TAR Lazio accogliere ancora una volta i ricorsi patrocinati dall’Avv. Michele Bonetti e dall’Avv. Santi Delia in merito alle Abilitazioni Scientifiche Nazionali disponendo la rivalutazione della domanda della ricorrente il cui giudizio di “non idoneità” era stato motivato “con cinque giudizi negativi, in quanto – pur risultando “apprezzabili” l’operosità e la qualità della produzione scientifica della candidata – i risultati apparirebbero “laterali rispetto al panorama nazionale e internazionale della ricerca del settore concorsuale 08/D1”, rivelando “un più specifico taglio storico - critico”, come dimostrerebbe anche la già conseguita abilitazione scientifica nazionale dell’interessata per il settore concorsuale 08/E2 – Restauro e Storia dell’Architettura”.

Il TAR ha ribadito come le valutazioni delle Commissioni non siano affatto incensurabili: “Sotto il primo profilo, infatti, la cognizione del Giudice Amministrativo ha subito nel corso degli anni una significativa evoluzione, a partire dalla decisione del Consiglio di Stato, sez. IV, n. 601 del 9 aprile 1999, con successivo indirizzo giurisprudenziale, che ha evidenziato come spetti a detto Giudice – anche in base al principio, di rilievo comunitario, della effettività della tutela – una piena cognizione del fatto, secondo i parametri della disciplina in concreto applicabile. A tal fine, può ritenersi censurabile ogni valutazione che si ponga al di fuori dell'ambito di esattezza o attendibilità, quando non appaiano rispettati parametri tecnici di univoca lettura, ovvero orientamenti già oggetto di giurisprudenza consolidata, o di dottrina dominante in materia. (cfr. in termini: Cons. Stato, sez IV, 13 ottobre 2003, n. 6201).

E’ dunque superata la concezione di un riscontro giurisdizionale di legittimità sugli atti discrezionali, condotto sul piano del controllo solo formale ed estrinseco dell’iter logico seguito, dovendo invece il giudizio estendersi all’attendibilità delle operazioni tecniche effettuate, con possibile eccesso di potere giurisdizionale solo quando l’indagine del giudice si sia estesa all’opportunità o alla convenienza dell’atto, con oggettiva sostituzione della volontà dell’organo giudicante a quella dell’Amministrazione competente in materia (Cass., SS.UU., 5 agosto1994, n. 7261).

L’orientamento giurisprudenziale indicato mira a garantire, attraverso il ricordato principio di effettività, l’esclusione di ambiti franchi dalla tutela giurisdizionale, al fine di assicurare un giudizio coerente con i principi, di cui agli articoli 24, 111, 113 e 117 Cost., con riferimento anche all’art. 6, par.1, CEDU (cfr. in tal senso, fra le tante, anche Cons. Stato, sez. VI, 12 giugno 2015, n. 2888; 27 maggio 2014, n. 3357; 16 aprile 2012, n. 2138; 18 novembre 2008, n. 694).”.

Non è il primo caso in cui le valutazioni delle Commissioni giudicatrici sul tema ASN sono state soggette a provvedimenti giurisprudenziali. Infatti, utilizzando il criterio della c.d. discrezionalità, in alcuni casi, le Commissioni si erano rese protagoniste di esclusioni di numerosi ricercatori e associati dotati di un eccellente curriculum.

Nel caso di specie, la ricorrente, con un bagaglio di esperienze professionali e scientifiche di particolare rilevanza e valore si era vista negare l’abilitazione attraverso motivazioni del tutto contraddittorie e contrastanti tra loro: “Quello che viene recepito, infatti, è un profilo di studiosa “molto interessante”, ma “decisamente più vocata agli studi storici e teorici sull’architettura”, senza però che nei giudizi individuali – pure piuttosto ampi e accurati – si riscontri una totale convergenza, per il diverso apprezzamento espresso su singole opere e, soprattutto, senza che risultino chiare le ragioni di una preclusione, che risulta in buona parte riferita ad un carattere (quello storico e teorico), che non sembra con evidenza escluso dal settore disciplinare 08/D1, come definito nell’allegato B del D.M. 30 ottobre 2015, n. 855”.

Motivazioni che non convincono in alcuna maniera il Giudice Amministrativo tanto da ordinare all’Amministrazione di procedere con una rivalutazione dell’interessata entro 60 giorni.

la vicenda dei diplomati magistrale ante 2001/2002 continua ad essere dibattuta nelle aule dei tribunali.
più volte il coordinatore della gilda degli insegnanti, rino di meglio, ha chiesto al governo e al ministro bussetti di risolvere politicamente il problema.
in questi giorni una sezione del consiglio di stato, rimanda alla plenaria la rimeditazione sul principio di diritto che impedirebbe l'accesso alle gae dei diplomati magistrale.
per far chiarezza su questa vicenda così complessa lo studio legale bonetti-delia di roma intervie sul punto sul canale youtube di gilda tv. 

di seguito l'intervista di paola tongiorgi all'avv. Michele bonetti, regia e montaggio angelo scebba https://m.Youtube.Com/watch?v=fc3ndsp85sa&feature=youtu.Be

invitiamo tutti gli interessati a prendene visione.

 

la vicenda dei diplomati magistrale ante 2001/2002 continua ad essere dibattuta nelle aule dei tribunali.
più volte il coordinatore della gilda degli insegnanti, rino di meglio, ha chiesto al governo e al ministro bussetti di risolvere politicamente il problema.
in questi giorni una sezione del consiglio di stato, rimanda alla plenaria la rimeditazione sul principio di diritto che impedirebbe l'accesso alle gae dei diplomati magistrale.
per far chiarezza su questa vicenda così complessa lo studio legale bonetti-delia di roma intervie sul punto sul canale youtube di gilda tv. 

di seguito l'intervista di paola tongiorgi all'avv. Michele bonetti, regia e montaggio angelo scebba https://m.Youtube.Com/watch?v=fc3ndsp85sa&feature=youtu.Be

invitiamo tutti gli interessati a prendene visione.

 

Mercoledì, 14 Novembre 2018 15:36

IL TAR APRE LE GAE CON SENTENZA PER I DEPENNATI.

Con sentenza n. 10901 del 2018 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso patrocinato dal nostro studio legale Bonetti&Delia per i ricorrenti facenti parte della categoria dei c.d. depennati dalle GAE per la mancata presentazione della domanda di permanenza nelle stesse.

I Giudici hanno accolto la nostra tesi secondo cui la situazione dei ricorrenti “non contrasta con la qualificazione “a esaurimento” delle GAE” e per tali ragioni il ricorso è stato accolto disponendo l’annullamento dei provvedimenti impugnati e l’inserimento dei ricorrenti nelle graduatorie di merito.

Il provvedimento sottolinea che per l’anzidetta categoria di soggetti non si tratta di un inserimento ex novo, ma del ripristino di una situazione già esistente e che, pertanto, gli stessi hanno diritto ad essere nuovamente inseriti in graduatoria.

La battaglia non si arresta.

Link sentenza:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=AJCHCXNCSHVXBCTDRKY3Q7CGOQ&q=aiello%20or%20bonetti

Il Consiglio di Stato all’esito della camera di consiglio dell’8 novembre ha pronunciato l’ordinanza n. 5383/2018 con cui ha disposto nuovamente la rimessione all’Adunanza Plenaria della nota vicenda relativa all’inserimento dei Diplomati Magistrali nelle Graduatorie ad Esaurimento.

Il Collegio infatti pronunciandosi in sede giurisdizionale, ha chiaramente affermato che nonostante la nota pronuncia n.11/2017 emessa dall’Adunanza Plenaria sulla vicenda, la questione dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento dei soggetti muniti di diploma magistrale, debba essere rimeditata.

Il Consiglio di Stato ha così deciso di rimettere nuovamente all’Adunanza Plenaria la questione dell’inserimento nelle GAE dei diplomati magistrali e, riconosciuta l’attualità della richiesta tutela cautelare ha altresì sospeso l’esecutività della sentenza de Tar Lazio, che già aveva respinto il ricorso in primo grado.

Gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, d’accordo con l’avv. Romeo Brunetti, patrocinatore della organizzazione sindacale SNALS, hanno assunto direttamente mandati da alcune delle parti del giudizio e hanno partecipato attivamente e direttamente alla richiesta di rimessione della vicenda dei diplomati magistrale, ad un nuovo esame dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.

“Si apre una fase nuova – affermano gli avvocati Bonetti e Delia all’indomani della pronuncia – che ci spinge con vigore ad insistere nella richiesta di sanare la posizione di tutti coloro che abbiano impugnato gli atti amministrativi, al fine di procedere al loro inserimento in GAE a pieno titolo. Ora si apra un dibattito politico diretto a risolvere la questione che non potrà essere devoluto solo alla decisione del Consiglio di Stato in sede Plenaria e a quella della Corte Costituzionale, che non potrà non incidere sull’appena indetto concorso straordinario. Consentire la partecipazione a concorso solo di una parte dei soggetti interessati e che da anni sono nelle Gae, o che hanno addirittura preso il ruolo, non appare una misura in alcun modo sufficiente a risolvere il problema di così tante persone che da anni mandano avanti la scuola pubblica italiana".

Nel caso deciso dal T.A.R. Lazio alcuni docenti che aspiravano a specializzarsi sul sostegno, difesi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, pur se idonei all’esito delle procedure concorsuali indette dall’Ateneo presso cui avevano partecipato, non si collocavano, presso tali Università, in posizione utile ai fini della graduatoria degli ammessi alla frequenza dei corsi banditi.

Non v’è dubbio, purtroppo, che presso tali Atenei, a meno di errori nella valutazione dei titoli e delle prove, tali concorrenti non hanno chances di ammissione, ecco perché la strategia difensiva dello Studio si è spostata nella richiesta di ammissione presso altri Atenei con posti rimasti vacanti.

Vi erano Atenei, difatti, che pur avendo posti vacanti per gli stessi corsi per cui i ricorrenti avevano superato il concorso, non accoglievano la domanda di immatricolazione sollecitata dai legali, adagiandosi sulla previsione del D.M. che regola il T.F.A. sostegno del 2011 secondo cui “la graduatoria degli ammessi al corso non può essere in nessun caso integrata con altri candidati”.

Il Tribunale Amministrativo, accogliendo la tesi dei legali, ha invece chiarito che “la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire violerebbe i princìpi e i criteri su cui è basata la stessa disciplina legislativa (…) dei corsi di specializzazione”, riconoscendo che “tale interpretazione adeguatrice della disposizione ministeriale si impone per il rispetto dovuto ai principi, di rilievo costituzionale, dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio”.

Di conseguenza, fermo restando il potere del singolo Ateneo di valutare l’immatricolazione sulla sussistenza di posti vacanti, anche con riferimento al prossimo T.F.A. di imminente pubblicazione, tale sentenza rappresenta un’importante spartiacque giacché l’Amministrazione non potrà negare l’inserimento in graduatoria degli idonei in ipotesi di posti vacanti.

La rivalutazione disposta dal T.A.R. Lazio nei confronti del candidato che era stato, in prima battuta, giudicato non idoneo dalla Commissione giudicatrice per la prima fascia, si è svolta con esito positivo, consentendone l’abilitazione. In sede di rivalutazione venivano riconosciuti ben 7 titoli a fronte dei soli due inizialmente ritenuti validi dalla Commissione.

Un esempio evidentissimo di come, non certo raramente, le valutazioni delle Commissioni non siano affatto incensurabili.

Nel caso in questione, il Tribunale Amministrativo aveva accolto le tesi degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, censurando la condotta illegittima dell’Amministrazione e disponendo che quest’ultima procedesse a rivalutare il candidato alla luce delle irregolarità riportate dalla difesa.

Si trattava di una vittoria inedita sul tema medico, dopo quelle ottenute in materie giuridiche, sul diritto tributario e sul diritto privato.

Non è il primo caso in cui le valutazioni delle Commissioni giudicatrici sul tema ASN sono state soggette a provvedimenti giurisprudenziali. Infatti, utilizzando il criterio della c.d. discrezionalità, in alcuni casi, le Commissioni si erano rese protagoniste di esclusioni di numerosi ricercatori e associati dotati di un eccellente curriculum.

Nel caso di specie, il ricorrente, con un bagaglio di esperienze professionali di estrema rilevanza, ha impugnato la valutazione della Commissione giudicatrice che le negava l’abilitazione di prima fascia a seguito di una valutazione del tutto arbitraria. Il ricorrente, si vedeva negata l’abilitazione richiesta nonostante fosse in possesso dei tre requisiti preliminari richiesti. La Commissione, in maniera del tutto illegittima e arbitraria, aveva riconosciuto soltanto due tra i numerosi titoli presentati, non tenendo conto di elementi fondamentali come “la responsabilità scientifica per progetti di ricerca internazionale” e “partecipazioni a comitati editoriali e a collegi dei docenti” oltre a “premi” e “brevetti”. In sede di rivalutazione venivano riconosciuti ben 7 titoli a fronte dei soli due inizialmente ritenuti validi dalla Commissione.

Non solo grazie a tale vittoria è dimostrato che una bocciatura all’unanimità possa trasformarsi in IDONEITA’ con parere unanime e convinto di tutti i membri: “In sintesi, le pubblicazioni presentate, il curriculum e i titoli del candidato dimostrano la sua piena maturità scientifica. Ad unanime nostro giudizio il ricorrente è degno di essere abilitato a docente di prima fascia per il settore MED 14“.

All’esito della camera di consiglio del 4 ottobre 2018, il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del TAR del Lazio, ha accolto il ricorso di diversi docenti patrocinati dal nostro studio legale.

I Giudici di Palazzo Spada hanno ribadito il diritto degli insegnanti non abilitati, ma che da anni insegnano sul sostegno, a prendere parte al Tirocinio Formativo Attivo, disciplinato dal D.M. 948/2016, nonostante tale decreto riservasse la partecipazione ai soli soggetti abilitati all’insegnamento.

Dopo aver concesso ai ricorrenti, con provvedimento cautelare, la possibilità di partecipare al TFA per il sostegno, il Consiglio di Stato ha preso atto dell’intervenuto conseguimento della specializzazione e, in riforma della sentenza del giudice di prime cure, ha accolto l’appello, ordinando all’Amministrazione di iscrivere i ricorrenti negli elenchi aggiuntivi riservati ai docenti specializzati ed a tenerli in considerazione per la stipula di contratti a tempo determinato e indeterminato.

Si tratta di un importante riconoscimento per tutti quei docenti che quotidianamente aiutano gli alunni più in difficoltà nel processo di apprendimento, ma a cui, a causa della mancanza dell’abilitazione, è stata negata la possibilità di specializzarsi.

Illegittimo nella parte in cui consente l’iscrizione ad anni successivi al primo, senza previo superamento della prova di ammissione, “esclusivamente” a chi provenga dai medesimi corsi di laurea magistrale, per trasferimento da “altra sede universitaria italiana, comunitaria o extracomunitaria”, senza considerare che a non diversa valutazione di equipollenza degli esami sostenuti – rispetto a quelli previsti nel piano di studio di Medicina e Chirurgia – si può pervenire, anche ove detti esami siano stati sostenuti in Facoltà diverse.

Si torna a parlare dell’annosa questione dell’immatricolazione ad anni successivi al primo del corso di laurea in Medicina e Chirurgia con la prima sentenza di merito sul tema da parte del T.A.R. Lazio che, sulla scia del precedente del Tar Molise, si è spinto, nel caso di specie, sino all’annullamento dei criteri di accesso. I giudici di Via Flaminia, accolgono il ricorso presentato dallo Studio degli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia e chiariscono che il test di accesso non è più l’unico mezzo per ottenere l’ammissione a Medicina.

Ad occupare il Tribunale Amministrativo, il caso di uno Studente che, seppure in possesso di crediti utili al passaggio ad anni successivi al primo, si vedeva negata non solo l’immatricolazione ma anche la mera valutazione della carriera. Tale condotta ostativa, da parte dell’Amministrazione, veniva giustificata, contra jus, dal fatto che lo studente non aveva superato il test di medicina somministrato per l’accesso al primo anno.

Il Collegio, tuttavia, confermando quanto già espresso nella fase cautelare, ha accolto le difese dello Studio, argomentando che, in presenza di un soggetto che, comunque, provi a dimostrare il possesso di requisiti di crediti universitari astrattamente sufficiente all’ammissione ad anni successivi, il diritto alla mera valutazione di tale carriera non può essere impedito dall’esistenza del test e delle previsioni del Decreto Ministeriale che regola le prove di accesso.

Per la prima volta nella storia del contenzioso, difatti, il TAR ha annullato il Decreto Ministeriale che annualmente regola l’accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e le Professioni sanitarie, nella parte in cui “consente l’iscrizione ad anni successivi al primo, senza previo superamento della prova di ammissione, “esclusivamente” a chi provenga dai medesimi corsi di laurea magistrale, per trasferimento da “altra sede universitaria italiana, comunitaria o extracomunitaria”, senza considerare che a non diversa valutazione di equipollenza degli esami sostenuti – rispetto a quelli previsti nel piano di studio di Medicina e Chirurgia – si può pervenire, anche ove detti esami siano stati sostenuti in Facoltà diverse.

Il Decreto Ministeriale, difatti, svuota di significato un percorso universitario (nella specie la frequenza del secondo anno del corso di laurea in Biotecnologie oltre ad alcuni corsi liberi di Medicina) che, già di per sé, dovrebbe indicare se uno studente “abbia già dimostrato le proprie attitudini in un corso di laurea affine, emergendo in caso contrario profili di incostituzionalità e di contrasto della norma con il diritto comunitario”. Il sopracitato test, infatti e secondo il T.A.R., “costituisce requisito di ammissione, ma nonanche abilitazione a titolo ulteriore, indefettibilmente richiesto per accedere alla facoltà di Medicina e Chirurgia”.

Riconoscendo, dunque, la validità delle difese sostenute dagli Avvocati Bonetti e delia, il Tribunale Amministrativo ha, inoltre, precisato come “non si pone, conclusivamente, alcun problema di ‘elusione’ del percorso prescritto dalla legge, se gli obiettivi perseguiti vengono pienamente raggiunti per vie diverse, rispettose delle capacità formative delle Università e delle regole dalle medesime dettate per assicurare la più ampia possibile attuazione del diritto allo studio costituzionalmente garantito”.

Sulla base di tali principi saranno le singole Università che dovranno valutare le istanze degli studenti volti all’ammissione ad anni successivi al primo senza poter opporre agli stessi il previo superamento del test ammettendoli, o meno, in ipotesi di tale positiva disamina e di posti vacanti per quel determinato anno.

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 10:50

PRIME RIUNIONI PER I RICORSI SUL NUMERO CHIUSO

Al fine di far fronte alle numerose richieste intervenute in questi giorni il nostro studio legale terrà una serie di riunioni concernenti il numero chiuso per le facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatrina e Medicina Veterinaria, nelle quali verranno affrontate le criticità relative al test di ammissione per l’a.a. 2018/2019 nonché le modalità di adesione al ricorso.

Le riunioni si terranno presso il nostro studio legale in via San Tommaso d'Aquino 47 secondo il seguente calendario:

- sabato 20 ottobre dalle ore 15:00 alle 17:00 per la facoltà di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi dentaria;

- domenica 21 ottobre dalle ore 15 alle ore 17.00 per le facoltà di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi dentaria;

- domenica 28 ottobre dalle ore 14:00 per la facoltà di Veterinaria;

- sabato 10 novembre dalle 15 alle ore 17.00 per la facoltà di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi dentaria;

Per le professioni sanitarie si effettueranno prevalentemente incontri personali considerando la tipologia di ricorsi che lo studio ha deciso di svolgere, ferma restando la possibilità di partecipare agli incontri calendarizzati sopra.

Ricordiamo che la partecipazione alle riunioni è importante in considerazione della peculiarità delle tematiche affrontate e che in ogni caso il nostro studio è a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie via email ed anche tramite appuntamenti individuali.


Sempre dalla vostra parte.

Pagina 1 di 42

Visite oggi 418

Visite Globali 2629789