Martedì, 26 Aprile 2011 10:23

TYSSENKRUPP:16 ANNI E MEZZO PER OMICIDIO VOLONTARIO CAMBIERANNO IL CONCETTO DI SICUREZZA DEL LAVORO?

Sedici anni e mezzo di reclusione all'amministratore delegato della TyssenKrupp per omicidio volontario; è una sentenza che segna una tappa importante in materia di infortuni sul lavoro, qualificando il comportamento del datore di lavoro in termini di dolo eventuale.

Non dobbiamo dimenticare, però, che in questo caso l'istruttoria dibattimentale del processo penale ha portato alla luce circostanze davvero eccezionali e impressionanti, riguardo alla consapevolezza del rischio da parte dei responsabili e alla scelta deliberata di omettere le misure di sicurezza necessarie. 

Nel caso di specie erano stati anche dirottati gli ispettori per coprire gravissime mancanze di misure di sicurezza.

L'innovativa sentenza interviene nel Paese con il tasso più elevato di infortuni gravi rispetto al resto d'Europa dovuti soprattutto al tasso più cospicuo di lavoro irregolare e al difetto di cultura della sicurezza e della legalità.

Una sentenza come quella sul caso Thyssen è importante per il principio che afferma, ma non può essere solo una sentenza severa a risolvere il problema. Chi è abituato a disapplicare le leggi non cambia comportamento per la minaccia di sanzioni più dure.

In questo campo, più che il diritto conta la cultura delle regole, la civicness diffusa, la consapevolezza che un'azienda più sicura è anche un'azienda più efficiente.

La sentenza afferma comunque principi importanti ma ad oggi ancora non è passata in giudicato.

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