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Il Tar del Lazio pronunciatosi su un ricorso dell'Udu ha ritenuto che il test di quest'anno contiene una domanda sbagliata e ha ammesso all'Università una studentessa dell'Università di Modena.

Sono anni che l'Unione degli Universitari denuncia errori e illegalità nel test, domande annullate e completamente estranee ai programmi della scuola superiore. Si può mettere nel test una domanda sulla "grattachecca romana" e sul chiosco romano di granite la Sora Maria? O ancora sulla bacheca facebook di Vasco Rossi?

Il Tar ha analizzato così altri test, oltre quelli predetti della Sapienza sulla cui illegittimità non si discute neanche, e ha decretato l'illegittimità anche di altre domande ammettendo i nostri studenti.

A nostro avviso questa è la prova che si tratta di un metodo errato e che deve essere riformato!

l Tar Lazio accoglie il ricorso per l'Unione degli Universitari e ammette al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell'Ateneo romano della Sapienza un altro studente disabile.

Il TAR Lazio censura ancora una volta il comportamento dell'Ateneo romano verso gli studenti disabili rilevando "che al ricorrente, disabile rispetto agli altri concorrenti in quanto affetto da "Dislessia" non appaiono essere state offerte in sede di svolgimento delle prove a test, le condizioni e gli strumenti appropriati a tale suo particolare stato".

Secondo il Tar del Lazio sono sorrette da sufficienti elementi di buon esito le censure del candidato con le quali lamenta di "non essere stato messo in grado di concorrere mediante strumenti appropriati al suo particolare stato, in condizioni di parità con altri candidati".

La decisione conferma quanto precedentemente e ripetutamente statuito dalla giustizia amministrativa a seguito di nostri ricorsi a favore di studenti con disabilità che continueremo a supportare senza alcuna esitazione.

Mercoledì, 15 Febbraio 2012 10:48

PER TUTTI I LAVORATORI – AVVISO IMPORTANTE

Secondo i giudici del Tribunale del lavoro di Milano, a seguito dell'introduzione dell’art. 2, c. 54, del D. L. 225/2010 (c.d. Decreto Milleproroghe), convertito dalla legge 10/2011, è stata posticipata l’efficacia del termine decadenziale del 24 gennaio 2011 introdotto dalla legge 183/2010 per l’impugnazione dei contratti scaduti che prevedono il licenziamento, per ritardare gli effetti preclusivi della nuova norma introdotta.

Pertanto si potrà adire il Giudice del Lavoro qualora entro questo mese si invii la lettera con cui si impugnano i termini ed i contratti a tempo determinato, di collaborazione e similari.

Avv. Michele Bonetti e Partners

Il tribunale civile di Roma riafferma il diritto dei medici ad essere retribuiti per il periodo di specializzazione anche a tempo parziale

 

Mediante la sentenza n. 9319 del 9 maggio 2011 il Tribunale civile di Roma ha riconosciuto il diritto del ricorrente ad ottenere l’erogazione delle somme dovute per il periodo in cui ha frequentato un corso di specializzazione, in medicina e chirurgia, a tempo ridotto.

Il Tribunale ha statuito l’applicazione dei principi giuridici statuiti “con l’emissione della sentenza della Corte di Giustizia n. 371 del 3 ottobre 2000 (Causa C-371-/97, Gozza), con la quale per la prima volta la Corte ha statuito che le citate direttive in materia devono essere interpretate nel senso che l’obbligo corrisponde un’adeguata retribuzione era riferito anche alla formazione a tempo ridotto”.

Nonostante ciò l’Amministrazione non si arrende di fronte ai propri obblighi.

Prende avvio una campagna contro il MIUR che nega i finanziamenti indispensabili a garantire tale retribuzione.

E’ l’ennesimo comportamento alquanto scorretto, posto in essere dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nei confronti delle migliaia di docenti i quali, in qualità di vicari dei Dirigenti cui è stata fissata la reggenza, hanno svolto un lavoro senza ottenerne, tuttavia, il relativo compenso.

Infatti, è il MIUR ad essere responsabile per il fatto che questi ultimi non hanno ricevuto quanto loro dovuto ed è stato, perciò, condannato da provvedimenti giudiziali di vari Tribunali di tutta Italia a pagare quello che, sino ad oggi, illegittimamente, non ha ancora provveduto a versare.

Mediante ricorsi, che verranno incardinati nei Tribunali del Lavoro Italiani -scelti in base alla sede in cui ogni singolo insegnante ha svolto il lavoro- è stata avviata una vera e propria campagna per l’affermazione del diritto alla retribuzione per l’attività prestata da tali docenti su espresso incarico dei dirigenti scolastici reggenti.

La disposizione che espressamente menziona l’obbligo di pagamento citato è l’art. 69 comma 2 del CCNL Scuola del 04/08/1995. In particolare, la norma prevede che l’indennità di reggenza sia divisa al 50% tra il Dirigente scolastico titolare ed il docente vicario delle istituzioni scolastiche affidate in reggenza. L’attribuzione della metà dell’indennità di direzione a quest’ultimo è stata ribadita, poi, nell’art. 21 del CCNL del 1999, nell’art. 142 del CCNL del 2003 e nell’art. 146 del CCNL del 2007.

Da ultimo, a conferma della fondatezza di quanto affermato, vi sono molteplici pronunce del tribunale di Milano, con le quali il giudice del lavoro ha accolto ricorsi promossi dalla Cisl Scuola ed ha ordinato il pagamento delle mansioni svolte nello svolgimento della funzione di vicario del dirigente; fra le principali si può ricordare la n. 6767/2011 e l’analoga sentenza n. 5326/2011. Esse avvalorano quanto sostenuto in relazione alla necessità che siano percepite le indennità previste dal CCNL ed alla inammissibile posizione di rifiuto del MIUR, senza dubbio fondata su mere considerazioni astrattamente giuridiche.

Per maggiori informazioni contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il trionfo del ricorso come l'incipit di un cammino all'insegna della legalità

 

U.d.U. "Aboliremo tutte le soglie che impediscono l'accesso e l'ordinanza del Tar del Lazio è solo l'inizio, ora bisogna estendere il provvedimento a tutti Italia".

Una "soglia minima" di punteggio pari a 60 su 80 punti, come si legge nel nel DM 4 agosto 2011, è imposta quale limite per ottenere la sufficienza nei test di ingresso di scienze della formazione dall'ex Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ed è sembrata un disincentivo per gli studenti desiderosi di accedere alla facoltà prescelta.

Nelle prove per l'ammissione al Corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione primaria, infatti, l'arduo risultato era stato raggiunto soltanto da parte di 102 ragazzi: l'evidente conseguenza di ciò è stata il fatto che 148 posti sono rimasti non assegnati su ben 250 messi a disposizione.

In altre parole, ad oltre la metà degli studenti rientranti nella graduatoria non è stata conferita la facoltà di intraprendere gli studi. Per contrastare l'ingiustizia da loro subita per il fatto che non sono stati utilmente inseriti nella graduatoria di ammissione al corso di laurea, l'Unione degli Universitari di L'Aquila per il tramite del responsabile dell'organizzazione Michele Di Biase, ha promosso ricorso al TAR.

Ne è derivata un'ordinanza vittoriosa, la quale ha dichiarato illegittimo il limite di votazione predetto e ha ammesso 30 studenti al corso di laurea. Si tratta di un traguardo significativo, come ha sottolineato il Coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari Michele Orezzi; tuttavia dopo la battaglia si auspica di vincere "la guerra" e di estendere anche ai non ricorrenti il provvedimento.

La portata del fenomeno, infatti, è grande: ci sono ancora tantissimi posti da assegnare e l'obiettivo attuale consiste nell'estendere i vantaggi conseguiti alle altre città italiane, agli studenti che non hanno avuto la possibilità di fruire dei nostri ricorsi.

Lo stesso Legale dell'Unione degli Universitari, nel ribadire l'importanza di tutta la questione, ha evidenziato il rischio di chiusura per molti corsi, qualora il fenomeno descritto prosegua nel suo verificarsi. Pertanto, benché soddisfatto della sentenza, si augura che il Ministro Profumo possa prendere atto della stessa così da consentire l'assegnazione dei posti liberi residui.

 

Avvocato Michele Bonetti & Partners

 

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Mediante l’ordinanza datata 8 febbraio 2012 il TAR Sardegna ha statuito l’illegittimità del rifiuto prestato dall’Ateneo di Sassari al trasferimento in Italia, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, di uno studente proveniente dall’Università di Bruxelles.

Nonostante l’Ateneo si fosse appellato all’applicazione della L. 264/1990 (in materia di accesso programmato) il TAR Cagliari ha disposto l’iscrizione con riserva del ricorrente al corso di studi accogliendo le censure sollevate dall’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia in merito all’inapplicabilità al caso di specie della normativa richiamata.

L’ordinanza Sarda costituisce l’ulteriore conferma di quanto sino ad oggi fatto dall’Avv. Bonetti e dall’UDU in materia di numero chiuso e a favore di numerosi studenti che trovano nel Ministero e negli Atenei i primi antagonisti per l’esercizio del diritto allo studio.

Avv. Michele Bonetti e Partners

 

Ancora una vittoria sui trasferimenti dalle università estere. Dopo i trasferimenti dall’estero (Romania, Belgio, Spagna) accolti al Tar Abruzzo e in altri Tribunali Amministrativi Regionali, dopo i primi ricorsi straordinari vinti presso la sezione consultiva del Consiglio di Stato, in data 21.12.2011, dopo l’accoglimento del trasferimento da un’università rumena di odontoiatria, arriva anche la vittoria dinanzi al Tar Calabria – sezione Catanzaro.

Il Collegio ha, infatti, ritenuto “che nessuna norma prescrive, per il caso di iscrizione ad anni successivi al primo per trasferimento da altra Università sita in un Paese comunitario, quale la Romania, l’effettuazione di una prova preselettiva ulteriore rispetto a quella sostenuta per l'iscrizione al primo anno di corso, in quanto una diversa interpretazione sarebbe contraria al principio di libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati comunitari, suscettibile di applicazione nel settore dell'istruzione tenuto conto degli obiettivi perseguiti dagli artt. 3 n. 1 lett. q), Ce e 149 n. 2, Ce”.


 

Sabato, 28 Gennaio 2012 11:21

Problemi nell'immatricolazione?

IL TAR LAZIO DICHIARA NON AMMISSIBILE L’ESCLUSIONE DEGLI STUDENTI DAL CORSO DI LAUREA PER NON AVER ESPRESSO NEI TERMINI LA LORO VOLONTA’ DI IMMATRICOLARSI

Con l’ordinanza cautelare n. 151/2012 prov. caut. il Tar Lazio ha ammesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “La Sapienza” due studenti che avevano espresso la volontà di immatricolarsi dopo la scadenza dei termini indicati dall’Ateneo.

Il Collegio ha ritenuto che l’esclusione degli studenti non può in alcuna maniera essere giustificata dal decorso dei termini indicati dall’Ateneo, accogliendo le censure sollevate in merito alla natura non decadenziale della scadenza universitaria e alla prevalenza del diritto allo studio dei candidati che può trovare compressione esclusivamente al cospetto di diritti altrettanto nobili, e mai essere oggetto di scambio.

L’ordinanza conferma l’illegittimità dell’atteggiamento dell’Amministrazione che pone sempre maggiori ostacoli sulla strada di giovani studenti.

 

DENUNCIA STUDENTESCA GRAVISSIMA "ALTROCHE' SFIGATI, SIAMO STATI INGANNATI DALL'UNIVERSITA' "

L’Associazione studentesca di Roma3 “Ricomincio dagli studenti” insieme all''Unione degli Universitari ricorrono l’Antitrust e inoltrano atti di diffida al MIUR e all’Università di Roma Tre per una pubblicità ingannevole di un corso di studi dell'università romana: "Altrochè sfigati, siamo stati ingannati dalla nostra stessa Università".

Spiega i motivi del ricorso il coordinatore nazionale dell’Udu Michele Orezzi “vi è una disparità tra i laureati in Educatore Professionale presso le facoltà di Medicina e Chirurgia e i laureati in Educatore professionale di comunità presso la facoltà di Scienze della formazione . Solo per i primi, infatti, è riconosciuto il diritto e l’abilitazione per operare sia nel settore sociale che in quello sanitario, pubblico e privato; i secondi, invece, sono esclusi dall’ambito sanitario pubblico nonostante l'Università garantisca come finalità lavorativa del titolo di studio anche il settore pubblico e sanitario. E' la prima volta che per un corso di studi si ricorre all'Antitrust ma secondo noi, e il secondo il nostro rappresentante legale Avvocato Michele Bonetti, ci sono tutti gli estremi per etichettare questa vicenda come "pubblicità ingannevole" oltre che come una grande ingiustiza. Abbiamo ragione di crede che ci siano altri casi in giro per l'Italia come questo e speriamo che, questa prima denuncia all'Antitrust, possa far venire a galla casi analoghi in altri Atenei".


Tuona la rappresentante di Scienze della formazione dell'associazione studentesca "Ricomincio dagli Studenti" di Roma3 , Giulia Mandara: “Gli studenti si sono iscritti al corso di Laurea in Educatore professionale di comunità con la speranza e rassicurazione da parte dell'Università di avere un titolo adeguato per lavorare anche nel settore pubblico sanitario come è sottolineato nella guida degli studenti. Abbiamo inoltrato un ricorso per pubblicità ingannevole, in quanto gli studenti denunciano una scarsa chiarezza ed informazione rispetto al valore non abilitante della Laurea cui aspirano. Ci hanno fatto credere che si poteva accedere e lavorare nelle Asl e nel settore sanitario pubblico, dove alcuni studenti hanno inoltre svolto i loro tirocini universitari, ma poi una volta usciti i primi concorsi relativi a tale ambito, alcuni degli studenti di Roma Tre ne sono rimasti esclusi perché non in possesso di titolo abilitante”.

Per il Legale dell’Udu e di “Ricomincio dagli Studenti” Avvocato Michele Bonetti: “si tratta di fatti gravissimi, basta vedere i soli Ordini degli Studi per rendersi conto come questi si riferiscano a possibilità lavorative in strutture pubbliche che, in realtà, sono precluse agli studenti. Anche il MIUR in una circolare aveva invitato gli atenei a “non trarre in errore gli studenti che si iscrivono pensando di poter poi accedere a sbocchi occupazionali nel servizio sanitario nazionale che sono invece preclusi”. L’Ateneo ha agito illegittimamente e ha indotto in errore gran parte del corpo studentesco”.

Oggi, alle ore 17.30 nella facoltà di Scienze della formazione a Roma3, è stata convocata una grande assemblea studentesca organizzata da "Ricomincio dagli studenti" per spiegare le ragioni del ricorso e decidere insieme agli studenti "ingannati" le prossime tappe da intraprendere.

 

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