Venerdì, 15 Novembre 2013 00:14

MEDICI CHE DIVENTANO ODONTOIATRI E VICEVERSA

In data 14 novembre 2013 la III sezione del Tar lazio ha accolto il ricorso promosso dallo Studio Legale Michele Bonetti & Partners, patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, annullando il rigetto della domanda di iscrizione al Corso di laurea in Odontoiatria.
Il ricorrente in questione si era laureato in Medicina e Chirurgia nel 2003 e aveva successivamente conseguito un Master universitario in “Chirurgia orale”.
Secondo il Tar era, ed è tutt’ora, illogico e contraddittorio che l’Ateneo non avesse riconosciuto alcuna rilevanza al Master universitario conseguito dal ricorrente, ai fini dell’iscrizione al corso di laurea in Odontoiatria.
Il Collegio ha considerato evidente che, la connessione tra il corso di laurea cui il medico aspirava e il master da questo sostenuto, è idonea a considerare fondata la richiesta dell’aspirante studente di non sottoporsi al test di ingresso. Non si dimentichi inoltre che, nell’ordinamento precedente, vi era osmosi tra il corso di Medicina e Chirurgia e quello di Odontoiatria.
A nostro avviso il Tar Lazio sancisce un importante principio nel momento in cui asserisce che la “valutazione di meritevolezza, in presenza di posti disponibili e quindi nel rispetto della programmazione, può anche essere verificata in virtù di specifici titoli detenuti da un aspirante e non solo ed esclusivamente attraverso test di ingresso idoneo a valutare capacità di base che l’interessato, nel caso di specifico, ha già dimostrato di possedere nel settore specifico conseguendo un Master in disciplina affine”.
In tal modo è possibile richiedere l’ammissione senza necessità di effettuare il test di ingresso a tutti coloro che si siano laureati in Medicina prima dell’anno 2008 e che abbiano conseguito il Master di II livello in disciplina affine a quella del corso di laurea in Odontoiatria, chiedendo così di essere ammessi ad anni successivi al primo e senza sottoporsi al test di ingresso previsto per il primo anno.
Secondo il Tar si deve però sempre effettuare una ricognizione sui posti disponibili anche in ragione dell’anno in cui il ricorrente si iscriverà e che in quanto successivo al primo è più caratterizzato da rinunce, passaggi di corso e trasferimenti.

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