Claudia Palladino

Claudia Palladino

Da sempre gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia hanno creduto, anche in tempi non sospetti e con la collaborazione delle associazioni “Adida” e “La Voce dei Giusti”, alla vicenda del titolo abilitante del diploma magistrale. Per primi i suddetti avvocati tramite un ricorso collettivo di circa 220 ricorrenti hanno ottenuto, mediante un parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato, il riconoscimento del valore abilitante del titolo facendolo recepire, tramite un’azione sinergica caldeggiata dal mondo associativo su citato, in un decreto ministeriale che ha disposto il trasferimento di tutti i diplomati magistrali dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto.

Tale passaggio eccezionale generò la campagna dei 3000 ricorrenti del 2014 per primi ammessi con ordinanza cautelare nelle famose GAE.

Ad oggi la vicenda appena descritta, relativa al riconoscimento definitivo del valore abilitante del diploma magistrale, è soggetta alla trattazione dinnanzi all’Adunanza Plenaria.

Nelle scorse settimane Vi abbiamo informato delle ragioni del rinvio della trattazione ed oggi vi è un nuovo sviluppo.

Come ricorderete, a differenza di quanto si legge sul web e sui social, il rinvio della trattazione dell'udienza finale di merito innanzi all'Adunanza Plenaria è legata a ragioni processuali squisitamente tecniche.

Il CDS, infatti, non sta fissando la data della Plenaria in quanto "bloccato" dalla Cassazione ed in attesa che quest'ultima decida sul ricorso proposto dal MIUR.

Finalmente la Cassazione ha fissato la camera di consiglio per il 6 giugno 2017 ragion per cui, verosimilmente, la decisione arriverà nei successivi 30 giorni ed il Consiglio di Stato potrà fissare l'Adunanza Plenaria per il mese di settembre 2017.

Chiaramente la fissazione della Plenaria ci sarà solo se la Cassazione confermerà che la giurisdizione spetta al Giudice Amministrativo seguendo la linea del 2013 confermata nel 2016.

Proprio al fine di evitare il continuo "rimpallo" tra Giudice Ordinario e Giudice Amministrativo, infatti, prima di intraprendere ogni azione dopo la vittoria sul valore abilitante del titolo, abbiamo proposto, con Adida, un regolamento preventivo di giurisdizione. In quella sede nel 2013 le Sezioni Unite confermarono che la giurisdizione è del Giudice Amministrativo.

A dicembre 2016, come sapete, quella decisione del 2013, in cui si legge che ad agire erano "i precari storici della scuola Bonetti e Delia" è ripresa a piene mani dalle Sezioni Unite confermandone l'impianto. "Con le ordinanze n. 27991 e n. 27992 del 2013, queste Sezioni unite hanno invece rilevato che quando il caso riguarda la regolamentazione stessa delle graduatorie la giurisdizione non può che essere del Giudice amministrativo".

Frattanto i nostri ricorrenti continuano a rimanere in GAE in forza delle ordinanze cautelari ed avranno gli incarichi che spettano loro sulla base del punteggio.

Qualora vi fossero soggetti non inseriti nelle GAE e ancora interessati a ricorrere o che volessero essere informati delle nostre azioni pendenti, vi chiediamo di compilare il form con i vostri dati. Vi ricordiamo che si tratta di adesioni a titolo gratuito non vincolante e finalizzate ad informazioni specifiche per tali azioni di ricorso.

Abbiamo creduto insieme all’UDU, di poter raddrizzare una difficile campagna legale dove vi sono state sentenze di merito negative di altri legali.

Nel 2015 abbiamo avuto la responsabilità di circa 10.000 ingressi dell’anno precedente per la vicenda del noto plico, con all’interno i test, rubato a Bari; il cambio delle regole sull’anonimato indusse l’UDU ed i suoi legali ad una seria campagna, in cui spiegammo come il mutamento del concorso non poteva più portare all’ingresso sovrannumerario generalizzato.

Tale nostra responsabile e reale posizione non fu seguita da altri studi legali, che chiusero la vicenda con sentenza di merito di rigetto, e con condanna alle spese a danno degli studenti.

Piano piano, guadagnando centimetro su centimetro, iniziammo una campagna fatta di sospensive al T.A.R. ed al Consiglio di Stato, ed ottemperanze, credendo sulla vicenda dei posti disponibili e sulla cosiddetta “teoria della moltiplicazione dei posti come effetto sanzione”.

Del resto, la chiusura anticipata della graduatoria aveva determinato centinaia di posti liberi che si sommavano alle centinaia di posti vacanti degli extracomunitari dell’ultimo anno e degli anni precedenti.

Ora, tutti i ricorrenti con punteggio superiore al 20 potranno immatricolarsi, secondo noi, prima del test di settembre, con l’unico dubbio della sede mutevole a seconda del punteggio, così come normalmente accade nelle graduatorie nazionali.

In ogni caso, il T.A.R. fa ferme tutte le immatricolazioni intervenute che siamo riusciti a “portare a casa”.

Di seguito alcune faq utili, invitando alla lettura ognuno di Voi del presente provvedimento, le cui deduzioni sono, in linea di massima, standard per tutti i procedimenti.

 

CHI SI IMMATRICOLERA’ CON IL PROVVEDIMENTO?

Il provvedimento riporta espressamente “che vanno qualificate come illegittime eventuali postergazioni nelle immatricolazioni dei ricorrenti rispetto a candidati che abbiano comunque conseguito o conseguano nella graduatoria (riaperta) un punteggio di merito superiore”.

Il richiamo del provvedimento ad un’ulteriore sentenza del Consiglio di Stato chiarisce ancora di più che tutti i soggetti che hanno un punteggio uguale o superiore all’ultimo degli ammessi con la procedura appena espletatasi della riapertura delle graduatorie, potranno immatricolarsi a prescindere da qualsiasi valutazione discrezionale o malfunzionamenti lamentati dalle amministrazioni delle Università.

Pertanto, in ogni singola sede indicata dal candidato, se il ricorrente avesse un punteggio uguale o superiore all’ultimo degli ammessi sub judice potrà immatricolarsi.

Ad esempio, se alla Sapienza l’ultimo immatricolatosi con le procedure di riapertura online ha 20 punti, tutti quelli con un punteggio uguale o superiore a 20 potranno immatricolarsi.

Se (l’esempio è riportato a titolo meramente esemplificativo) l’ultimo ammesso nella prima scelta ha 24 punti, e, dunque, il ricorrente con 23 punti non si può immatricolare, potrà rivolgersi alle altre sedi indicate nella domanda di partecipazione al concorso.

Pertanto, se il candidato all’ultima sede indicata (sempre a titolo d’esempio) ha indicato Catanzaro o Sassari, dove si è entrati con 20 punti sub judice, potrà immatricolarsi in queste sedi tenendo conto sempre dell’ordine di scelta indicato nella domanda.

 

QUALI SARANNO I TEMPI DI IMMATRICOLAZIONE?

Non è possibile una stima della tempistica. Riteniamo che la vicenda si debba dirimere prima del nuovo test, a settembre.

 

L’AMMISSIONE E’ DEFINITIVA O CON RISERVA?

L’ammissione avverrà con riserva, ovvero non a titolo definitivo. Il merito dovrà essere affrontato dal T.A.R. del Lazio; tuttavia, alla luce dei numerosi provvedimenti già presi dal T.A.R. e dal Consiglio di Stato, cautelari o di merito, possiamo ormai ritenere che la controversia sia fondata.

IL PROVVEDIMENTO E’ APPELLABILE?

Formalmente il provvedimento è appellabile, considerando i plurimi provvedimenti del T.A.R. e del Consiglio di Stato favorevoli, rimanendo più che convinti delle nostre ragioni, anche nella fase d’appello.

 

MATERIALMENTE CHE COSA DOBBIAMO FARE NOI STUDENTI?

Lo studio legale si occuperà di seguirVi nell’iter di immatricolazione, anche se l’attività dovrà essere da Voi svolta nella pratica.

In primis, rileviamo che non tutti i provvedimenti dei vari gruppi sono stati pubblicati. Man mano che usciranno provvederemo a notificarli al Ministero ed alle Università; poi analizzeremo ogni singolo punteggio per sede.

Vi preghiamo di pazientare perché i numeri sono davvero ingenti. Ribadiamo che i nostri ricorsi collettivi sono stati svolti a prezzo di costo (ed abbiamo esentato dal pagamento anche determinate fasce di reddito, sostenendo direttamente le spese e non gravando, volutamente, sullo Stato per il tramite del gratuito patrocinio).

Tutta la fase dei motivi aggiunti e della campagna sui posti liberi, in cui abbiamo creduto, è stata svolta a titolo gratuito (o meglio a nostre spese).

Vi invitiamo, pertanto, alla massima comprensione nella gestione di questa fase, dove ogni questione andrà affrontata ad personam da parte nostra.

 

SE IO NON HO CONFERMATO L’INTERESSE POSSO RIENTRARE?

No.

Abbiamo sempre consigliato di confermare l’interesse a tutti i nostri ricorrenti che, comunque, avevano l’obbligo da bando come tutti i concorrenti.

In tempi non sospetti, abbiamo, inoltre, ricordato la conferma d’interesse tramite plurime e-mail, anche se tale attività non era da noi dovuta.

Il provvedimento del T.A.R. esclude tutti i soggetti che non abbiano effettuato la manifestazione di interesse.

Valuteremo eventuali iniziative collettive sul punto.

 

MA IO CHE GIÀ MI SONO IMMATRICOLATO CON IL DECRETO O, ADDIRITTURA, CON L’ORDINANZA, POSSO ESSERE REVOCATO?

No.

Il provvedimento è più che chiaro nel tenere ferme le immatricolazioni dei ricorrenti. Difatti, all’ultima riga del quarto punto dell’ordinanza, strutturata nella forma del “PREMESSO CHE”, si riporta “di mantenere ferma l’immatricolazione dei ricorrenti di cui sopra”.

Pertanto, eventuali esclusioni saranno impugnate dinanzi a tutte le sedi competenti.

Sintetizzando: a nostro avviso, saranno tenute ferme le immatricolazioni già avvenute, il cui iter è stato completato a prescindere dal punteggio.

 

NOI CHE ABBIAMO UN PUNTEGGIO SOTTO 20 SAREMO ESCLUSI DALLA PROCEDURA DI SCORRIMENTO?

Sì.

Il provvedimento non tratta in alcun modo la posizione dei sotto 20. Tuttavia, parlando di scorrimento della graduatoria e non essendo collocati all’interno della stessa per il raggiungimento della soglia, i sotto 20 sono esclusi dalle procedure di immatricolazione.

 

SE I POSTI SONO FINITI PRESSO LA SEDE CHE HO SCELTO, MA IO HO COMUNQUE UN PUNTEGGIO UGUALE O SUPERIORE A QUELLO DELL’ULTIMO DEGLI AMMESSI SUB JUDICE, POSSO IMMATRICOLARMI?

A nostro avviso sì, difatti il provvedimento recita espressamente che “l’esecuzione da parte dell’amministrazione non consuma in via definitiva il relativo posto attribuito in quella sede”.

 

MA IO CHE NON HO FATTO RICORSO POTRO’ ACCEDERE?

Il tutto è rimesso alla scelta del Ministero sollecitato dal T.A.R. nel seguente modo: “fatta salva, comunque, in tal caso, la possibilità per l’amministrazione, per motivi di evidente opportunità, da un lato, di procedere allo scorrimento della graduatoria di cui trattasi, seguendo il relativo ordine anche con riguardo alla posizione dei candidati non ricorrenti”.

In assenza di una presa di posizione da parte del Ministero, il provvedimento riguarderà solo i ricorrenti.

 

 

Dopo le pronunce favorevoli di alcuni T.A.R. finalmente anche il Consiglio di Stato afferma che il M.I.U.R. dovrà riassegnare i posti riservati agli studenti extracomunitari e rimasti liberi agli studenti comunitari.

Lo stesso Consiglio di Stato, difatti, dopo le aperture a favore dei ricorrenti comunitari del 2012 sui nostri ricorsi, era tornato in sede consultiva sui propri passi negando il diritto allo studio a centinaia di studenti.

Oggi, in accoglimento di alcuni appelli proposti dall'Unione degli Universitari e patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia il M.I.U.R. e gli Atenei di Messina, Catanzaro e L'Aquila, si assiste ad una nuova e decisiva apertura.

I posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. E' questa la decisione dei Giudici di Palazzo Spada. Sono oltre 500 i posti (tra Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura) che, ora, attendono di essere assegnati ai ricorrenti.

I Giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto illegittima le scelte del M.I.U.R. e degli Atenei di non assegnare ai pretendenti comunitari i posti liberi inizialmente riservati ai cittadini extracomunitari e rimasti vacanti. 
Su questi posti il dibattito, anche politico, è sempre stato caldissimo. Nel periodo di reggenza del Dicastero  dell'ex Ministro Gelmini, in una delle sue ultime dichiarazioni, aveva auspicato “che i posti riservati ad extracomunitari fossero riassegnati agli studenti italiani e comunitari che sono rimasti fuori dalle graduatorie”, ma la promessa non è stata mantenuta e, negli anni, migliaia di questi sono rimasti vacanti e non sono mai stati assegnati nè ai comunitari, nè agli extracomunitari.

La decisione del Consiglio di Stato, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, da una nuova speranza a centinaia di studenti ancora oggi incomprensibilmente esclusi dal corso di laurea cui legittimamente aspirano a studiare e rappresenta un'importantissima riaffermazione del diritto allo studio di tutti gli studenti comunitari e non (si veda Consiglio di Stato, Sez. VI, ordinanza 14 aprile 2017, n. 1589).

Il fenomeno del precariato caratterizza, ormai da anni, la condizione di numerosi docenti italiani. Tale situazione è la conseguenza di discipline stratificate e di vuoti normativi che hanno condotto al difficoltoso inserimento di tali soggetti nel mondo della scuola, posta l’impossibilità di partecipazione ai vari concorsi pubblici nonchè la mancata attivazione di percorsi abilitanti. Il MIUR pertanto condanna centinaia di insegnanti a rimanere relegati nella III fascia delle Graduatorie di Istituto.

Sul punto, tuttavia, sono sempre più numerose le pronunce favorevoli sia dei Giudici del Lavoro di tutto il territorio nazionale sia del TAR, che riconoscono il diritto della categoria dei diplomati AFAM, nonchè dei c.d. insegnanti tecnico pratici ad essere inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto, in virtù del ritenuto valore abilitante del titolo accademico da loro conseguito. Gli orientamenti giurisprudenziali sono dunque chiari nel considerare e riconoscere come titolo equipollente all'abilitazione all'insegnamento i diplomi AFAM, ITP come i diplomi di maturità magistrale conseguiti entro l'a.a. 2001/2002. Oltre a dette categorie riteniamo vi sia spazio per proporre un’azione anche per tutti i restanti docenti inseriti nella III fascia delle graduatorie d’istituto, altrimenti destinati al perenne precariato.

Riteniamo quindi possibile per i docenti inseriti nella III fascia delle Graduatorie di Istituto in possesso del titolo AFAM, ITP, o altra idoneità all’insegnamento e che abbiano un servizio maturato pari ad almeno 180 giorni all'anno (anche non continuativi) per 3 anni, aderire ad una nuova azione, da presentarsi innanzi al TAR del Lazio, volta ad ottenere il riconoscimento dell'abilitazione all'insegnamento a fronte del possesso dell’esperienza lavorativa svolta.

In tal modo, a seguito della imminente pubblicazione del Decreto di aggiornamento delle Graduatorie di Istituto richiederemo al MIUR e a tutte le sue articolazioni periferiche, nonchè agli Uffici Scolastici, il riconoscimento immediato dell'abilitazione all'insegnamento con la conseguente collocazione nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto.

Questo nuovo percorso apripista, che verrà avviato dallo studio legale Bonetti insieme alle associazioni ADIDA e MIDA, mira a rivendicare i dovuti riconoscimenti professionali per tutti i docenti precari della III fascia.

Qualora non siate in possesso del servizio potete comunque aderire all’azione cliccando qui http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1565-ricorso-per-l-inserimento-in-ii-fascia-delle-g-i-per-i-dottori-di-ricerca-e-per-gli-insegnanti-in-possesso-di-diploma-afam-e-itp.

L’azione sarà patrocinata dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia unitamente all’Avvocato Ciro Santonicola, che ha già ottenuto molteplici provvedimenti favorevoli su questo argomento.

Modalità di adesione.

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura “AFAM”, “ITP” oppure “III FASCIA” a seconda del titolo posseduto, allegata in calce alla pagina.

2. Stampare due copie della suddetta procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 60,00 alle coordinate allegate.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- scheda del ricorrente compilata e sottoscritta (allegata in calce alla pagina);

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. AFAM”, “G.I. III FASCIA” oppure “G.I. ITP” a seconda della categoria).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “inserimento G.I.” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. AFAM”, “G.I. III FASCIA” oppure “G.I. ITP” a seconda del titolo posseduto.

6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Tutta la procedura deve essere effettuata entro la data del 15 giugno 2017 (data di ricezione della raccomandata).

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail e di non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Il costo dell'azione sarà di € 60, di cui € 50 per l’azione in questione ed € 10 a titolo di preadesione ai fini della presentazione del ricorso volto all’accesso nelle graduatorie ad esaurimento. Per aderire è necessaria la compilazione del seguente form che varrà come pre-iscrizione al ricorso volto all'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento o all’ulteriore ricorso, in fase di elaborazione, per la partecipazione alla fase transitoria prevista per i soggetti abilitati.

Domenica, 14 Maggio 2017 10:00

RICORSO PER IL PERSONALE EDUCATIVO

Il personale educativo, presente nei convitti, negli educandati e nelle scuole annesse ai convitti, conta in Italia circa 2200 unità in ruolo, tuttavia sul punto vi è un vuoto normativo che non ne consente il riconoscimento del pieno titolo ed il ruolo di docente.

La questione ha radici profonde, ma il M.I.U.R. si ostina a non voler riconoscere lo “status” di docente al personale educativo, equiparabile in tutto e per tutto ai docenti della scuola primaria.

Sul punto vi è una stratificazione normativa che da anni parifica lo status giuridico ed economico del personale educativo a quello degli insegnanti della scuola elementare ed anche il TAR del Lazio ed il Consiglio di Stato, con plurime pronunce relative al concorso per titolo ed esami tenutosi nel 2000, hanno rimarcato l’equipollenza dei due titoli.

Nonostante ciò il Ministero continua ad ignorare la situazione di tali docenti, che rischiano di essere relegati ad una vita di precariato.

Per questo motivo, gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, insieme all’organizzazione sindacale GILDA, proporranno un ricorso al TAR affinché il personale educativo possa essere inserito nelle graduatorie e nella procedura di mobilità professionale sin da subito.

A tal riguardo si rappresenta che l’ordinanza Ministeriale n. 221/2017 relativa alla mobilità del personale docente, educativo ed ATA 2017/2018, ha fissato come data ultima per la presentazione delle “domande di movimento” il giorno 6 maggio 2017.

Se non avete presentato la domanda entro i suddetti termini, Vi invitiamo comunque ad inoltrarla (anche se fuori termine), in quanto necessaria ai fini del ricorso.

Tale domanda dovrà essere inoltrata, precisando la natura della Vostra situazione specifica, utilizzando i moduli reperibili sul sito del MIUR nell’apposita sezione MOBILITÀ, sia sul portale di istanze on-line (ove possibile), sia in modalità cartacea e/o pec, conservando tutte le ricevute di spedizione e di ritorno.

Il costo dell’azione è di euro 150,00 per coloro che risultino iscritti alla suddetta organizzazione sindacale, da versarsi al momento dell’adesione al ricorso.

Per tutti coloro che, invece, non risultino iscritti alla organizzazione sindacale in parola, il costo è di euro 300,00 omnicomprensivi, da versarsi al momento dell’adesione al ricorso.

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura allegata in calce alla pagina.

2. Effettuare il pagamento alle coordinate allegate.

3. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- copia della domanda di trasferimento e/o di passaggio presentata entro il 6 maggio 2017.

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “personale educativo” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Tutta la documentazione dovrà pervenire entro e non oltre il giorno 28 maggio 2017.

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail ed a non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

 

Per chi non ha ancora aderito ed è stato vittima dell’ennesima irregolarità del concorso per 559 Allievi Agenti di polizia, può ancora aderire entro il 6 maggio 2017, cliccando al seguente link Vi invitiamo anche ad inviare una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IL concorso è “tristemente” passato alla cronaca per gli scandali che lo hanno caratterizzato: le precedenti prove, infatti, erano state annullate perché quasi duecento candidati avevano ottenuto il punteggio massimo, non sbagliando neanche una delle ottanta risposte, mentre altri 140 circa avevano fatto un solo errore e un centinaio ne aveva commessi due.

Su tale vicenda è ancora in corso l’indagine della Procura della Repubblica.

A tal proposito diamo risalto alla dichiarazione dell’Avvocato Michele Bonetti insieme all’Avvocato Santi Delia: “IL TAR Lazio ha accolto il nostro ricorso ammettendo i nostri ricorrenti esclusi all’esito delle prove di cultura generale ad espletare le prove fisiche relative al concorso per 559 Agenti di Poliziaall’esito di una complessa fase di accesso agli atti, abbiamo individuato peculiari e decisivi vizi che ci hanno convinto a proporre ricorso per portare all’attenzione del T.A.R. tali circostanze” e ancora  “…è una vittoria sudata ma, seppur in questa fase cautelare, utilmente decisiva per consentire ai nostri ricorrenti di partecipare alle successive prove concorsuali”.

Gli stessi hanno sottolineato che solo grazie ad un team altamente specializzato e d’eccellenza, esperto in procedure concorsuali nazionali, è stato possibile analizzare in tempi brevi migliaia di atti concorsuali facendo ottenere piena tutela ai partecipanti ed il dovuto riconoscimento che premia ancora una volta anni di battaglie legali.

I tempi per agire - comunicano i predetti Avvocati- sono molto ristretti per coloro che sono ancora interessati ad una eventuale azione legale.

Il Segretario Generale Nazionale del Sindacato ANIP-ITALIA SICURA Flavio Tuzi condivide:

 “In questo concorso vi sono migliaia di giovani aspiranti poliziotti che rischiano di subire di nuovo le illegittimità di un sistema di selezione iniquo su cui bene aveva fatto sinora l’Amministrazione ad intervenire, annullando le precedenti prove” .

Roma, 3 Maggio 2017

Comunicato stampa

 

Carissimi,

Vi rimettiamo un testo standard della mai che inoltreremo mercoledì, con ulteriori e specifiche istruzioni, allegando l'istanza per ciascun ricorrente con il decreto corretto. 

Sempre dalla Vostra parte.

Michele Bonetti, Avvocato 

"Gentilissimo/a,

in vista della mancata ottemperanza al decreto cautelare favorevole emanato dal TAR del Lazio da parte del Suo Ateneo, La preghiamo di seguire pedissequamente le seguenti istruzioni al fine di procedere nuovamente alla richiesta di immatricolazione.

Le rimettiamo in allegato una richiesta di immatricolazione che dovrà compilare stampandone n. 2 copie, firmandole entrambe in originale, ed in seguito trasmetterle tramite raccomandata a/r all’Ateneo di prima scelta ed al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Tale diffida vale come ulteriore richiesta agli Atenei ed al Miur al fine di permettere ai ricorrenti, in possesso di tale decreto, come nel Suo caso, di essere immatricolati entro la data del 3 maggio 2017.

Pertanto le missive dovranno essere inviate entro tale data. 

Vi preghiamo di trattenere gelosamente le ricevute di ritorno di tali raccomandate e di rimettercele solo se da noi richieste. L'allegato dovrà essere mandato da tutti i ricorrenti presenti nel decreto e in particolar modo da coloro che sono presenti in graduatoria.

Vi invitiamo, altresì, ad una attenta lettura della mail.

Si allega l’istanza che dovrà compilare riempiendo tutte le parti tratteggiate inerenti ai suoi dati personali.

I miei migliori saluti

Avv. Michele Bonetti"

 

Con nota ministeriale prot. n. 2971 datata 17 marzo 2017 il Miur detta nuove regole e condizioni per il riconoscimento in Italia dei titoli abilitanti conseguiti in Spagna.

Rifacendosi a una comunicazione del Ministerio de Educaciòn, Cultura y Deporte spagnoli, il Miur condiziona, diversamente da quanto accadeva prima, il riconoscimento del titolo abilitante spagnolo. Per la precisione a partire dal 21 marzo 2017 “verranno prese in considerazioni solo ed esclusivamente le istanze complete di un documento che attesti la partecipazione al concorso pubblico spagnolo (“sistema selectivo de acceso a la funciòn pùblica”) e il superamento di almeno una parte dello stesso”.

In una errata interpretazione della norma spagnola, il Miur specifica: “La nota del Ministero spagnolo … precisa che per poter esercitare la professione docente nelle scuole pubblihe spagnole è necessario trovarsi in una delle seguenti tre condizioni:

1.       Aver superato il concorso pubblico (“sistema selectivo de acceso a la funciòn pùblica”) diventando docenti di ruolo a tempo indeterminato;

2.       Aver partecipato al concorso pubblico (“sistema selectivo de acceso a la funciòn pùblica”) senza superarlo nella sua totalità, diventando docenti supplenti a tempo determinato;

3.       Essere iscritti nelle graduatorie straordinarie di professori selezionati dalle Comunidades Autònomas, diventando docenti supplenti a tempo determinato.

Chiunque non rientri nelle tre suddette categorie non può ancora esercitare la professione docente a tutti gli effetti nella scuola pubblica spagnola, come ben specificato nel nuovo modello di ACREDITACION …Pertanto, come da Direttiva europea 2013 – 55 – CE l’interessato otterrà il corrispettivo riconoscimento della professione docente in Italia solo nel caso in cui certifichi di essere abilitato all’insegnamento nelle scuole pubbliche spagnole, rientrando nelle tre suddette categorie”.

A parere dello scrivente studio legale la scelta Ministeriale è censurabile innanzi al TAR in quanto affetta da palesi illegittimità.

Lampante è la errata interpretazione della stessa nota ministeriale spagnola frutto di una mera analisi letterale e non organica; basta in merito segnalare come nella stessa Spagna sia possibile insegnare con il mero titolo abilitante e non è necessario superare alcun concorso pubblico. Cosa diversa è il percorso per l’iscrizione nelle graduatorie per l’insegnamento.

Il Miur così agendo viola non solo i principi comunitari da egli stesso richiamati, ma altresì la nostra normativa interna statale creando oltretutto disparità tra gli stessi docenti abilitati in Spagna.

Alla luce delle numerose illegittimità evidenziatesi il nostro studio legale ha deciso di impugnare l’indicato provvedimento ministeriale innanzi al TAR Lazio per tutti coloro che alla data del 16 marzo 2017 hanno già iniziato un percorso abilitante in Spagna e sono in procinto di concluderlo e si vedono preclusa la possibilità di riconoscimento per pochi giorni o settimane, nonché per tutti coloro che invece hanno conseguito il titolo, ma non hanno ancora ottenuto il riconoscimento in Italia e che non si trovano in una delle condizioni di cui sopra.

Tutti coloro che vorranno aderire al ricorso dovranno seguire la seguente procedura entro e non oltre la data del 30 aprile 2017.

  1. Compilare il seguente form on line https://goo.gl/forms/Dk4QLtI3lHqogYm03
  2. Compilare la procura speciale allegata in duplice originale.
  3. Compilare la seguente autodichiarazione.
  4. Effettuare bonifico di euro 150,00 alle coordinate allegate.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “abilitazione spagnola”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

L’adesione dovrà pervenire entro e non oltre il giorno 30 aprile 2017.

 

Gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia da tempo assistono i giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell'insegnamento scolastico, ottenendo importanti risultati. Primo fra tutti, il ricorso per la partecipazione al concorso docenti, ove il G.A., in plurime occasioni, ha equiparato il titolo dei Dottori di ricerca ad un titolo valido alla partecipazione al c.d. “concorsone”.

Nonostante le pronunce del Giudice Amministrativo in tal senso, è ormai di imminente pubblicazione il D.M. di riapertura e contestuale aggiornamento delle graduatorie di istituto per il triennio 2017/2020 e, l’unico dato certo, è che il nuovo Decreto Ministeriale non riguarderà i dottori di ricerca.

Per questo motivo presenteremo ricorso al TAR impugnando il Decreto Ministeriale di prossima pubblicazione, per rivendicare il diritto degli insegnanti in possesso di dottorato di ricerca ad essere inseriti nella II fascia delle G.I.

Il costo dell’azione è di euro 200,00 omnicomprensivi.

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura allegata in calce alla pagina.

2. Stampare due copie della suddetta procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 200,00 alle coordinate allegate.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- scheda del ricorrente compilata e sottoscritta (allegata in calce alla pagina);

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. DOTTORATO”).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “inserimento G.I.” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. DOTTORATO”.

6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line.

Dopo la pubblicazione del D.M. Vi inoltreremo un modello di domanda cartacea di inserimento in G.I. che dovrete compilare e spedire presso le competenti sedi e cui dovrete inoltrarci una copia corredata di copia delle ricevute di spedizione e di ritorno.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. DOTTORATO”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail e di non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

È ormai di imminente pubblicazione il D.M. di riapertura e contestuale aggiornamento delle graduatorie di istituto per il triennio 2017/2020 e, l’unico dato certo, è che il nuovo Decreto Ministeriale non riguarderà gli insegnanti in possesso di diploma AFAM vecchio ordinamento e di diploma ITP.

Tale decisione del Ministero dell’Istruzione si pone in contrasto con quanto disposto in recentissime pronunce da alcuni giudici del lavoro e del G.A. che, invece, riconoscono espressamente il diritto degli insegnanti in possesso di diploma AFAM o di diploma ITP ad essere inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto.

Per questo motivo presenteremo ricorso al TAR impugnando il Decreto Ministeriale di prossima pubblicazione, per rivendicare il diritto degli insegnanti in possesso di diploma ITP o AFAM, ad essere inseriti nella II fascia delle G.I.

In particolare per la categoria dei diplomati AFAM, lo studio legale Bonetti, Santi Delia, unitamente al collega Santonicola, propone le due tipologie di ricorsi collettivi al T.A.R. diretti a far riconoscere il valore abilitante del diploma accademico rilasciato dalle istituzioni AFAM ed il conseguente diritto all’inserimento in seconda fascia delle graduatorie di istituto.

I due ricorsi saranno differenziati come segue:

1) RICORSO COLLETTIVO ABILITAZIONE DIPLOMATI AFAM ANTE RIFORMA 98/99

(Possono aderire i docenti del comparto AFAM che hanno conseguito il diploma prima dell’entrata in vigore della riforma del 1999, anno scolastico 98/99. Al presente ricorso, inoltre, posso partecipare i docenti che risultavano inscritti ai corsi entro l’anno scolastico 98/99, pur avendo conseguito il diploma successivamente.)

2)  RICORSO COLLETTIVO ABILITAZIONE PER DOCENTI DEL COMPARTO AFAM TITOLARI DI DIPLOMA AFAM POST RIFORMA / DIPLOMA ACCADEMICO DI II LIVELLO

(Possono aderire i docenti del comparto AFAM che hanno conseguito il diploma dopo l’entrata in vigore della riforma del 1999 sino al 2016).

Il costo dell’azione è di euro 90,00 omnicomprensivi.

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura “AFAM” oppure “ITP” a seconda del titolo posseduto, allegata in calce alla pagina.

2. Stampare due copie della suddetta procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 90,00 alle coordinate allegate.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- scheda del ricorrente compilata e sottoscritta (allegata in calce alla pagina);

- copia del diploma accademico rilasciato dalle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ed autocertificazione relativa al suo possesso;

- copia del diploma di maturità;

- copia della schermata di istanze on line ove il docente risulta inserito nelle graduatorie di istituto di III fascia (qualora iscritto);  

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. AFAM”, oppure “G.I. ITP” a seconda della categoria).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “inserimento G.I.” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. AFAM” oppure “G.I. ITP” a seconda del titolo posseduto.

6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line.

Dopo la pubblicazione del D.M. Vi inoltreremo un modello di domanda cartacea di inserimento in G.I. che dovrete compilare e spedire presso le competenti sedi e di cui dovrete inoltrarci una copia corredata di copia delle ricevute di spedizione e di ritorno.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “G.I. AFAM” oppure “G.I. ITP” a seconda del titolo posseduto, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Tutta la procedura deve essere effettuata entro la data del 31 maggio  2017 (data di ricezione della raccomandata).

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail e di non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

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