Claudia Palladino

Claudia Palladino

Il Consiglio di Stato, accogliendo le tesi degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ha condannato la Regione Sicilia e Ministero della Salute per la gestione del concorso di accesso al corso di formazione specifica in Medicina generale ed ordinato l’ammissione dei nostri ricorrenti. Il concorso di riferimento era quello che consentiva l’accesso al triennio 2019-2022.

Si tratta, in particolare, del corso di formazione, a numero chiuso, che sulla base delle Direttive Europee consente di ottenere il titolo utile per diventare medico di medicina generale e svolgere attività convenzionata come, ad esempio, quella a tutti nota come “medico di famiglia” nonchè dei servizi di 118.

Il concorso, a cui avevano preso parte oltre 10.000 medici, consentiva l’attribuzione di circa 1.000 posti finanziati con oltre 40 milioni di euro di fondi del Fondo Sanitario Regionale conferiti a tal fine alle Regioni.

La prova, uguale a livello nazionale, secondo gli avvocati Bonetti e Delia, viziata per la somministrazione di alcune domande errate ragion per cui le graduatorie regionali avrebbero dovuto essere rifatte con nuova e rivista collocazione degli aspiranti. Il Consiglio di Stato, stante il fatto che il primo candidato sottoposto al suo vaglio, avrebbe ottenuto l’ammissione anche solo grazie al riconoscimento di una sola tra le tante domande contestate, ha limitato la sua analisi a tale aspetto censurando l’erronea scelta della Commissione per aver individuato quesiti per la cui risoluzione erano frattanto sopravvenute linee guida europee più aggiornate rispetto al passato. 

Da legale che da un decennio segue queste procedure concorsuale a quiz”, conclude l’Avvocato Bonetti, “mi sento di lanciare un monito alle Amministrazioni a cambiare le modalità di somministrazione di questi quesiti pescati, spesso da Società private selezionate dalle stesse Amministrazioni, da loro banche dati (in qualche caso) ormai datate. Non ritengo concepibile, difatti, che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capire neanche perchè. 

La ragione, invero, è sin troppo semplice e, chi scrive, l’ha denunciata ormai 11 anni fa. All’esito del test di ammissione nazionale a Medicina, la lotteria dei quiz impazzì sfornando una batteria con 8 errori poi conclamati da T.A.R. e Consiglio di Stato. Perchè? Semplicissimo. Chi ha fatto quei quiz è lo stesso soggetto che li validati. Li aveva, in altre parole, formulati e poi ha, esso stesso, confermato che fossero corretti e validi ai fini di quella selezione.

Una contraddizione, in termini.

In quella tipologia di test, da allora, si avviò una procedura di validazione successiva alla formulazione che, certamente, fece diminuire il numero degli errori senza tuttavia eliminarla del tutto”.

Nel caso del concorso per l’accesso a Medicina generale, inoltre, nonostante da anni questa difesa chiede di intervenire, da 5 anni, vi è ogni anno uno o più errori che la stessa Commissione o il Giudice Amministrativo ha poi accertato. Il risultato, non c’è ne voglia la Commissione, è disastroso.

Con l’ordinanza n. 3538 e 3547 del 2020, il Consiglio di Stato, riformando ancora una volta l’orientamento negativo del T.A.R. Lazio, ha accolto i ricorsi presentati da giovani medici, rappresentati e difesi dallo Studio legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ordinando l’immediata immatricolazione degli stessi.

Già in piena emergenza Coronavirus, il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa, aveva ritenuto valide le doglianze mosse dai legali Michele Bonetti e Santi Delia, ordinando l’immediata immatricolazione dei ricorrenti nelle Scuole di Specializzazione interessate, censurando il sistema di scorrimento straordinario introdotto quest’anno dal Ministero e l’importante numero di borse rinunciate dopo qualche mese o giorno di fruizione e non rimesse in circolo.

I legali, ormai da anni, evidenziano le falle del Sistema Sanitario Nazionale, dettate chiaramente dalla carenza di medici e dalla impossibilità di far fronte a serie problematiche, come appunto verificatosi con il rapido diffondersi del Coronavirus.

Stupisce infatti che, ogni anno, il Ministero preferisca lasciare vacanti i posti disponibili a seguito di rinunce sopravvenute, anziché redistribuirli per tutti quei medici che aspirano a specializzarsi in determinati settori.

Il Consiglio di Stato, infatti, ha affermato che “sulla base dei prospetti riportati dalle varie università negli atti di causa” – si evidenzia che “risultano posti residui (per tipologia di scuola e per tipologia di contratti) oggetto di rinuncia o di abbandono intervenuti successivamente alla data del 1°novembre 2019, dei quali si lamenta la mancata integrale copertura”.

Il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa, ha inoltre aggiunto che “i limiti del contingente stabilito dal Ministero, anche senza calcolare il numero delle borse vacanti, inutilizzate e/o “bruciate”, dovrà essere rimodulato”, disponendo quindi sia l’immatricolazione degli interessati che lo scorrimento a favore di tutti quei soggetti originariamente esclusi.

Sebbene la situazione sanitaria, ad oggi, risulti meno preoccupante rispetto ai primi mesi del 2020, ci si auspica che il Governo adotti tutte quelle misure necessarie per poter fronteggiare, con tutti gli scongiuri del caso, una nuova crisi sanitaria ed evitare che migliaia di medici, ogni anno, rimangano a casa per via di posti rimasti vacanti, senza alcun tipo di giustificazione. 

Con il provvedimento n. 5199 del 31 maggio 2020, il Tribunale di Reggio Calabria ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia founders di Bonetti & Delia avverso l’illegittimo scorrimento della graduatoria del concorso MIBACT per 30 funzionari della comunicazione.

Il tema oggetto del contenzioso è comune a moltissimi concorsi pubblici ove avviene spessissimo che dopo la pubblicazione della graduatoria si consenta lo scorrimento anche a favore di candidati idonei di scegliere su sedi frattanto rese disponibili e non sottoposte al vaglio dei primi e meglio graduati candidati. In particolare, nelle more dell’assegnazione della sedi ai vincitori, il Ministero per i Beni Culturali e del Turismo veniva autorizzato ad assumere ulteriori 100 unità e, per tali ragioni, venivano individuate ulteriori sede per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Il MiBaCT, nonostante le ulteriori sedi individuate, anche e soprattutto nel territorio laziale e nonostante le rinunce sopravvenute, offriva soltanto ai vincitori collocati in posizione deteriore rispetto ai precedenti vincitori, e subentrati in graduatoria solo in un secondo momento, la possibilità di scegliere una delle sedi disponibili sopravvenute, pregiudicando quindi i diritti dei vincitori.

Il Giudice del Lavoro non ha avuto dubbi affermando che “quanto alle sedi di assegnazione “disponibili” tali devono ritenersi anche quelle successivamente individuate dall’Amministrazione per l’ulteriore scorrimento della graduatoria di merito – aggiungendo che – l’Amministrazione avrebbe dovuto preventivamente sottoporre alla scelta dei candidati utilmente collocati in graduatoria anche le sedi successivamente resesi disponibili per le assunzioni con ulteriore scorrimento di graduatoria”. In definitiva, il Tribunale di Reggio Calabria ha stabilito “che l’Amministrazione, prima di procedere all’assegnazione di sedi per ulteriore scorrimento di graduatoria, avrebbe dovuto rendere noto l’aggiornamento e la modifica dell’elenco delle sedi originariamente previste e consentire ai candidati di “nuovamente” esprimere progressivamente le preferenze nell’assegnazione secondo la propria posizione nella graduatoria di merito e, solo all’esito, avrebbe potuto procedere a sottoporre le residue sedi disponibili per lo scorrimento di graduatoria.  Poiché tra le sedi successivamente individuate ve ne sono ben dieci che ricadono nell’ambito territoriale per il quale la ricorrente ha sempre espresso la sua preferenza, sussiste l’interesse ad agire anche in via cautelare”.

Tra il 12 novembre e il 18 novembre 2019, si erano svolte le prove preselettive del “Concorso pubblico per titoli ed esami, per il reclutamento di complessive n. 2329 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Funzionario nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia”.

Come è noto, da tempo è stata pubblicata la graduatoria dei soggetti ammessi che, da mesi si stanno preparando per l’espletamento della prova scritta.

Quelle prove avevano già generato notevole contenzioso su cui il nostro studio, per primo ed unico in Italia, ha ottenuto accoglimenti che potete visionare qui

Tuttavia, con provvedimento dell’8 giugno, il Ministero ha comunicato di aver provveduto a ad aggiornare la graduatoria in ragione di asseriti errori che sono stati riscontrati nella griglia delle risposte.

Tale intervento ha cagionato un innalzamento della soglia minima di ammissione (da 31,39 a 31,7) con la conseguente esclusione di numerosi candidati che erano stati inizialmente ammessi a sostenere le successive prove.

In particolare, il Formez, l’ente che si occupa della gestione dell’intera procedura concorsuale nulla ha chiarito in ordine a tali errori che, perciò, allo stato rimangono “sconosciuti” insieme con tutte la procedura attivata silenziosamente dal Ministero.

Ebbene, numerosi candidati che sono stati improvvisamente esclusi, hanno contattato lo studio al fine di avere una tutela nell’ambito di quanto appena chiarito e per cui sono stati già inoltrate le prime istanze d’accesso agli atti al fine di avere tutta la documentazione relativa alla procedura e i compiti di ciascuno al fine di vagliare la sussistenza di eventuali illegittimità.

Per tale ragione, allo stato si tratta di agire in via stragiudiziale mediante istanza d’accesso agli atti, all’esito del quale si vaglierà l’ipotesi di azioni giudiziali.

La fase di accesso è gratuita per tutti i soggetti che aderiranno, frattanto, all’azione collettiva. All’esito dell’accesso, sempre gratuitamente, si potrà optare per il passaggio al ricorso individuale.

Le eventuali azioni giudiziali saranno

A) Un ricorso di natura collettiva, al costo di 250 euro.

B) Un ricorso di tipo individuale al costo di 2500 euro oltre IVA e CPA, in cui verrà maggiormente approfondita la Vostra posizione e ogni singola peculiarità sarà analizzata in maniera precisa e scrupolosa.

Si chiarisce che stante il fatto che a seguito dell’istanza d’accesso agli atti l’Amministrazione potrebbe prendere tutti i 30 giorni necessari e che dunque il termine per agire sarebbe ridotto, le adesioni sono aperte entro il 30 giugno 2020.

Per poter aderire, è necessario compilare il seguente FORM e seguire le indicazioni presenti all’interno dell’informativa compilando e sottoscrivendo tutta la documentazione presente in calce alla news.

Si precisa che al fine di poter esperire il ricorso di tipo collettivo è necessaria l’adesione di almeno 30 soggetti esclusi dalla procedura concorsuale in questione.

Il Consiglio di Stato, con sentenza 9 giugno 2020, ha accolto l’appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti (founders di Bonetti & Delia Studio Legale) e annullato le procedure di stabilizzazione dei ricercatori precari storici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, imponendo l’inserimento nella graduatoria dei cosiddetti “non prioritari” anche dei ricercatori non in servizio alla data del 22 giugno 2017 (entrata in vigore del c.d. “Decreto Madia”).

Secondo l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a tale procedura di stabilizzazione potevano accedere esclusivamente  i ricercatori in servizio alla data del 22 giugno 2017 a prescindere dalla loro anzianità di contratti precari nel tempo sottoscritti.

Gli avvocati, invece, hanno sostenuto che tale requisito non poteva ritenersi utile ai fini della partecipazione ma, esclusivamente, al fine di gradare i concorrenti comunque ammessi alla procedura. Per i soggetti in servizio alla data temporale indicata dalla norma, dunque, era riservata una semplice priorità di assunzione e giammai un’esclusiva riserva di posti.

Secondo il Consiglio di Stato “sulla scorta del dato normativo e della conseguente disciplina attuativa, emerge come siano ammessi alla partecipazione alla procedura di stabilizzazione di cui all’art. 20, comma 1 cit., i lavoratori che sono in servizio successivamente alla data del 28 agosto 2015; dovranno avere una priorità ma non anche una esclusività il personale in servizio alla data del 22 giugno 2017. Alla luce del ricostruito quadro normativo i provvedimenti impugnati, comportanti l’esclusione dalla partecipazione “in quanto non risulta che Lei sia stata in servizio alla data del 22 giugno 2017” (cfr. provvedimento di esclusione), appaiono prima facie contrastanti con le condizioni di partecipazione, avendo richiamato il diverso criterio di priorità nell’assunzione. La chiarezza del testo normativo e dei conseguenti atti interpretative ed applicativi rende persino superfluo il richiamo al principio residuale del favor partecipationis, a mente del quale, si impone che le cause di impedimento all’accesso alle procedure selettive vengano limitate a quelle espressamente stabilite dalla legge, escludendo la possibilità di introdurre – nel silenzio della norma primaria – nuove e più rigide preclusioni (cfr. ad es. Consiglio di Stato , sez. VI , 18/05/2009 , n. 3037)”.

La sentenza, inoltre, fissa importanti principi sulla non necessità di impugnazione del bando in ipotesi di clasuole non escludenti anche in ipotesi in cui, come nella specie, di dubbia interpretazione rispetto al loro tenore.

 

Il Consiglio di Stato pronunciatosi con ordinanza cautelare ha rigettato le richieste del Ministero su un ricorrente depennato dalle GAE che aveva proposto impugnativa al Tribunale Amministrativo Regionale avverso il depennamento stesso.
Il Consiglio di Stato in sede collegiale accoglieva le nostre tesi fondate anche sul pregiudizio grave e irreparabile del ricorrente e che nel caso di specie si concretizzavano con un licenziamento e la perdita del ruolo conseguito.
Il Consiglio di Stato ha accolto così le tesi dell’Avvocato Michele Bonetti founder dello studio Bonetti-Delia patrocinatore del ricorso, il quale dichiara: “trattasi di una importantissima pronuncia con cui per la prima volta il Giudice Amministrativo dopo le due plenarie che hanno chiuso le GAE, pur sul profilo del danno grave e irreparabile, ammette nuovamente nelle GAE il ricorrente. Tale precedente con efficacia esecutiva è di notevole importanza considerando le prossime udienze fissate dinanzi al TAR del Lazio da cui probabilmente scaturiranno sentenze che potrebbero portare al depennamento dalle GAE.
La nostra battaglia continua, abbiamo indetto una riunione online sulla piattaforma “teams” per il giorno 16 giugno 2020 alle h. 18:00. Per collegarvi, cliccate il seguente link https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MWNkMDFkZmEtMTRkMi00ZTBmLTlkMTMtZTQ0ZTE1ZDU5MmE0%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%225ac4bf41-23e5-495e-ad54-13ef0fdfeaf7%22%2c%22Oid%22%3a%22f6fa2031-cb99-416e-aa94-aa729162f886%22%7d

Anche il Consiglio di Stato riconosce la validità del percorso svolto in Romania ai fini del riconoscimento del titolo abilitante all’insegnamento. Dopo l'accoglimento del Tar con sentenza sulle istanze cautelari proposte anche il Consiglio di Stato conferma le tesi proposte nella campagna legale dell'Avvocato Michele Bonetti, founder dello studio Legale Bonetti Delia.

Con la pronuncia cautelare emessa a seguito dell’udienza dell’11 giugno 2020, il massimo organo della Giustizia Amministrativa ha confermato il proprio precedente orientamento, nonché le tesi sul titolo estero dell'Avv. Michele Bonetti, sulla vicenda riguardante il riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito all’estero, nello specifico in Romania.

Il G.A. in particolare statuisce come non vi siano elementi, addotti nelle difese della Amministrazione, idonei a mutare il proprio indirizzo sulla questione, affermando la illegittimità del diniego al riconoscimento “a fronte della sussistenza sia del titolo di studio richiesto, la laurea conseguita in Romania (ex sé rilevante, senza necessità di mutuo riconoscimento reciproco), sia della qualificazione abilitante all’insegnamento, conseguita presso un paese europeo”.

Altresì il provvedimento in questione, sospendendo il diniego al riconoscimento, ha ammesso espressamente la prevalenza, tra gli interessi coinvolti, della garanzia della partecipazione dei docenti coinvolti alle imminenti procedure concorsuali bandite dal Ministero, tra cui il concorso straordinario per cui lo studio legale sta intraprendendo una nuova battaglia.

L’Avv. Michele Bonetti ha commentato che “finalmente i nostri ricorrenti, tutti docenti che si erano visti ingiustamente respingere l’istanza di riconoscimento del titolo estero, potranno prendere parte alla futura procedura concorsuale”.

Lo studio legale propone plurime azioni, rinvenibili al seguente link, ai fini della partecipazione alla procedura concorsuale dei soggetti esclusi.

Per coloro che abbiano presentato domanda di riconoscimento dell’abilitazione all’ insegnamento conseguita in Romania e che si siano visti opporre un provvedimento di rigetto dal Ministero impugnato tempestivamente e su cui non sia ancora intervenuto un provvedimento della Giustizia Amministrativa, possono aderire alla seguente tipologia di ricorso per rivendicare il diritto a partecipare alle prossime procedure concorsuali.

Con la sentenza pubblicata in data 8 giugno 2020 il TAR del Lazio si è pronunciato sull’annosa e dibattuta vicenda riguardante il riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito all’estero, nello specifico in Romania.

Il provvedimento del G.A. in commento, nel confermare propri precedenti favorevoli sulla medesima questione, nonché allineandosi alla giurisprudenza del Consiglio di Stato, ha affermato in particolare che “a fronte della sussistenza sia del titolo richiesto, la laurea conseguita in Italia (ex sé rilevante, senza necessità di mutuo riconoscimento reciproco), sia della qualificazione abilitante all’insegnamento, conseguita presso un paese europeo, non sussistono i presupposti per il contestato diniego”.

Il provvedimento, dunque, condivide la fondatezza delle argomentazioni e delle eccezioni sollevate dallo studio già con la proposizione dei primi ricorsi, con cui si denunciava l’illegittimità del diniego opposto dalla P.A. sin dalla pubblicazione della nota collettiva del 2 aprile.

L’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio Bonetti Delia, dichiara che: “si tratta di un importante traguardo, anche alla luce delle imminenti procedure concorsuali indette dal Ministero dell’Istruzione alle quali potranno prendere parte i docenti che si erano visti ingiustamente respingere l’istanza di riconoscimento del titolo estero”.

I nostri ricorrenti, in virtù dei provvedimenti ottenuti, potranno dunque prendere parte alla futura procedura concorsuale e lo studio si rende disponibile all’assistenza nella compilazione della domanda di partecipazione.

Coloro che abbiano presentato domanda di riconoscimento dell’abilitazione all’ insegnamento conseguita in Romania e che si siano visti opporre un provvedimento di rigetto dal Ministero impugnato tempestivamente e su cui non sia ancora intervenuto un provvedimento della Giustizia Amministrativa, possono aderire alla seguente tipologia di ricorso per rivendicare il diritto a partecipare alle prossime procedure concorsuali. 

Mercoledì, 10 Giugno 2020 14:10

RICORSO 6

Come noto i soggetti abilitati all’estero che abbiano presentato istanza di riconoscimento del titolo conseguito in Romania prima del termine della presentazione della domanda di partecipazione al concorso, potranno, in attesa del relativo riconoscimento, parteciparvi con riserva.

È nota la vicenda e il recente mutamento giurisprudenziale in riferimento ai rigetti intervenuti a fronte delle istanze di riconoscimento del titolo conseguito in Romania.

Tale azione, volta alla partecipazione alla procedura concorsuale, è rivolta a coloro che abbiano presentato domanda di riconoscimento dell’abilitazione all’ insegnamento e che si siano visti opporre un provvedimento di rigetto dal Ministero impugnato tempestivamente e su cui non sia ancora intervenuto un provvedimento della Giustizia Amministrativa.

Oggi, a detti docenti, è preclusa la possibilità di partecipare al concorso in quanto momentaneamente privi, non per loro colpa, di un provvedimento favorevole di annullamento e/o sospensione del rigetto illegittimamente ricevuto. Sulla illegittimità del diniego al riconoscimento si è espresso sia il T.A.R. Lazio, sez. III bis, sentenza n. 2947/2020 sia il Consiglio di Stato sez. VI, con sentenza n. 1198 del 17 febbraio 2020.

COSTI DELL’AZIONE

Rappresentiamo che il costo del ricorso sarà di euro 145,91 (ovvero euro 100,00 oltre IVA, c.p.a. e spese generali) per il singolo grado di giudizio non è collegato a ogni forma di iscrizione ad associazioni e sindacati, trattandosi di un’adesione diretta con lo studio legale.

Per coloro che sono iscritti al sindacato Gilda Unams, limitatamente ai ricorsi Lett. A, B, E, H, V, X, W, 1, 3, 4, 5  il costo dell’azione è di euro 70,00.

Non riteniamo che vi saranno problemi per il raggiungimento del numero minimo di partecipanti alle azioni. In ogni caso, per le categorie più particolari, è fissato il tetto minimo di 20 ricorrenti.

Si specifica che, trattandosi di un’adesione avvenuta direttamente con il nostro studio legale sul nostro compenso non vi saranno costi aggiuntivi di tessere e/o trattenute sindacali.

Si sottolinea pertanto che il ricorrente avrà contatto solo con lo studio legale, senza alcuna indicazione che esuli dalla propria sfera di competenza giuridica e tecnica.

Precisiamo infine che, in caso di rinuncia o revoca del mandato, i prezzi pattuiti rimarranno gli stessi e che non si procederà alla richiesta di ulteriori parcelle, come spesso accade per altre strutture che, al fine di tenere vincolati a sé i ricorrenti, accompagnano alla revoca del mandato esose ed ulteriori richieste di pagamento ulteriori.

 

INOLTRO DELLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

Per partecipare al ricorso riteniamo necessario presentare la domanda di partecipazione al concorso (anche con modalità difformi rispetto a quelle previste dal Ministero), tuttavia accetteremo le adesioni anche di coloro che non inoltreranno domanda.

Trattasi, a nostro avviso, di una possibile condizione di ammissibilità del ricorso e considerata tale da una parte della giurisprudenza amministrativa.

Per tale ragione Vi rimetteremo la domanda da inoltrare a mezzo pec e/o a mezzo raccomandata a.r. agli indirizzi del M.I. e presso l’Ufficio Scolastico Regionale ove intendete sostenere il concorso qualora non riusciste a compilare quella ministeriale.

Per quanto concerne gli indirizzi degli USR ogni singolo ricorrente dovrà reperire quello di riferimento per procedere con pec e/o raccomandata a.r. Per quanto concerne, invece, la domanda da inoltrare necessariamente al M.I. dovranno essere utilizzati tutti gli indirizzi pec di seguito indicati Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e l’indirizzo ove spedire la raccomandata a.r. è M.I., Viale Trastevere n. 76/a, 00153 – Roma.

Si ricorda che alla domanda deve essere allegato un valido documento di identità.

L'INOLTRO DELLA DOMANDA, ANCHE SE FUORI TERMINE, E' FORTEMENTE CONSIGLIATO.

Si specifica e ribadisce che la domanda per il "concorso" va inoltrata al M.I. e all’USR e non allo studio legale.

La documentazione per la partecipazione al "ricorso" va, invece, inoltrata allo studio legale.

La domanda di partecipazione al concorso potrà essere effettuata anche su altri modelli, tuttavia si consiglia l’inoltro di quella predisposta dallo studio legale, che a breve Vi sarà rimessa e con la quale si è cercato di riproporre pedissequamente il modello ministeriale.

Si ricorda inoltre che la stessa dovrà essere semplicemente compilata con le modalità previste per qualunque altro soggetto partecipante alla procedura concorsuale.

Lo studio non fornirà informazioni sulla compilazione della domanda trattandosi, per l’appunto, di aspetti formali di natura concorsuale, tuttavia alcune associazioni di riferimento forniranno consulenza on-line.

MODALITA’ DI ADESIONE 

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE PRESSO LO STUDIO ENTRO IL 14 AGOSTO.

In seguito vi sarà la possibilità di esperire esclusivamente ricorsi individuali.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono:

  1. Scaricare la procura rimessa in allegato.
  2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna). Non sono richieste autentiche notarili.
  3. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione - di euro 145,91 (ovvero euro 100,00 oltre IVA, c.p.a. e spese generali) o, per coloro che sono iscritti al sindacato Gilda Unams, limitatamente ai ricorsi Lett. A, B, E, H, V, X, W, 1  euro 70,00 - attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse di seguito.
  4. Stampare e sottoscrivere l’informativa e l'autocertificazione.
  5. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:
  6. informativa e autocertificazione sottoscritta in originale. Attenzione ove possibile è sempre preferibile accompagnare l’autocertificazione con la relativa documentazione quale titoli posseduti, attestazioni del servizio svolto ecc.;
  7. due procure in originale e sottoscritte;
  8. copia del documento di identità e del codice fiscale;
  9. copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “CONCORSO SCUOLA + RICORSO SCELTO” - ES. MARIO ROSSI, C.F., CONCORSO SCUOLA + A). Sulla busta deve essere apposta la scritta “CONCORSO SCUOLA + RICORSO SCELTO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

Eccezionalmente, considerando il particolare momento che sta attraversando il Paese e le restrizioni imposte dai Decreti Legge per l’emergenza COVID-19, potrete inoltrare la documentazione solo a mezzo e-mail e spedire la documentazione in originale in un secondo momento a mezzo raccomandata a.r.

  1.  Inoltrare a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO SCUOLA + RICORSO SCELTO” - ES. MARIO ROSSI, C.F., CONCORSO SCUOLA + A”.
  2.  Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM online (copiare il link ed incollarlo nella barra di ricerca avendo cura di non copiare gli spazi all'inizio e alla fine della stringa): https://forms.gle/YXFQy8X9inzFqrre8

Si invita a prestare particolare attenzione nell'inserimento dei dati nel FORM online con l'avvertimento che le comunicazioni da parte dello studio avverranno a mezzo e-mail all'indirizzo indicato al momento della compilazione del FORM. Per tale ragione Vi invitiamo a indicare esclusivamente indirizzi e-mail e non indirizzi pec.

PRECISAZIONE

Precisiamo sin da ora di ritenere i ricorsi sulle categorie proposte fondati ma che su alcune censure, già proposte con riferimento ai concorsi banditi negli anni precedenti, vi è già un orientamento negativo (in alcune circostanze di natura cautelare, in altre di merito) che cercheremo di mutare. Si tratta in particolare delle azioni Lett. F, G, I, L.

Per alcune categorie, dunque, la strada sarà in salita, ma abbiamo ritenuto di proporre le azioni esposte in quanto vi è la possibilità di un mutamento giurisprudenziale, escludendone altre per le quali, invece, a nostro avviso non vi sarà esito positivo.

Tale scelta deriva anche dal tentativo di evitare, per quelle censure su cui vi è già un granitico orientamento negativo, eventuali condanne alle spese (interamente a carico dei ricorrenti) sempre più frequenti anche nei contenziosi che riguardano i docenti precari, categoria su cui negli anni addietro il G.A. era solito disporre la compensazione in caso di soccombenza.

Ciò che assicuriamo a tutti Voi è la massima professionalità, attenzione e un curriculum vitae nel settore contraddistinto da ripetuti successi. Da sempre abbiamo fatto da apripista nella storia dei ricorsi sulla scuola e riteniamo che ciò che ci ha sempre contraddistinto sia la serietà, la competenza e la nostra indipendenza dimostrata negli anni.

L’unico obiettivo perseguito dallo studio legale è quello della piena tutela dei propri ricorrenti.

 

AVVERTENZE

Il cliente è invitato espressamente alla partecipazione alle riunioni pubbliche on-line che lo studio organizza nonché alla consultazione del sito internet www.avvocatomichelebonetti.it al fine di una corretta informazione sull'azione. I ricorrenti dovranno altresì leggere sempre con attenzione l'e-mail collettive inoltrate dallo studio legale.

Si precisa che per legge non saranno riportate nel ricorso, a pena di inammissibilità, specificazioni delle posizioni individuali, nel caso in cui si proceda con un ricorso di natura collettiva che non comprende consulenze individuali.

La carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo raccomandata a/r con l’invio tramite e-mail o pec. 

Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che a mezzo e-mail anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione in originale. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

Non è ammesso inserire in una solo busta la documentazione di più ricorrenti.

Questo studio declina ogni responsabilità in merito all’eventuale mancato inserimento nel ricorso qualora la documentazione non dovesse giungere entro i termini stabiliti o nel caso in cui non siano rispettate le procedure previste nella presente informativa, riservandosi, anche in ipotesi di correttezza della procedura seguita, l’accettazione dei vostri mandati che verrà comunicata esclusivamente via e-mail.

Precisiamo che solo il corretto perfezionamento delle tre procedure (1. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 2. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso in originale a mezzo raccomandata a.r. all’indirizzo Avv. Michele Bonetti via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 – Roma. Il perfezionamento della consegna della busta sarà visionabile tramite il servizio “dove/quando” messo a disposizione da Poste Italiane al link https://www.poste.it/cerca/ 3. Compilazione del form on-line. Si chiede di prestare particolare attenzione nella compilazione del form on-line precisando che qualunque errore, che sarà eventualmente successivamente riscontrato, dovuto a disattenzione nella compilazione sarà solo a Voi attribuibile) sarà ritenuto idoneo a perfezionare l'adesione al ricorso.

Si è pronunciato in questi giorni il Consiglio di Stato sul tema delle specializzazioni mediche riconoscendo il “diritto alla borsa e alla remunerazione relative, dovute in relazione all’attività in svolgimento” relativamente ad una ricorrente ammessa in sovrannumero al concorso per le specializzazioni.

L’Avv. Michele Bonetti – founder dello Studio Legale Bonetti&Delia - commenta il provvedimento rilevando come la pronuncia rivesta anche interessanti profili procedurali: “Il Consiglio di Stato, in questo caso, non si è limitato all’accoglimento della domanda cautelare, ma ha altresì riconosciuto che la ricorrente è “ormai pienamente inserita nei corsi di specializzazione, potendosi dunque dichiarare l’intervenuta cessazione della materia del contendere, mantenendo ferma l’immatricolazione” e il diritto alla borsa nonostante l’ammissione sovrannumeraria”.

L’accoglimento nel giudizio di appello conclude il grado di giudizio tutelando il diritto di una studentessa affetta da disabilità che si era sottoposta ai test per l’accesso alle specializzazioni mediche senza l’ausilio degli strumenti idonei a compensare la grave condizione personale.

Il Consiglio di Stato ha valutato la domanda della ricorrente confermando l’illuminante decisione resa in fase d’urgenza e volta all’iscrizione sovrannumeraria nelle Scuole di Specializzazione. Nel caso posto all’esame del Supremo Consesso si trattava di un’aspirante dottoressa con disabilità a cui il Ministero dell’Università e della Ricerca aveva negato il diritto ad un test d’accesso idoneo alla propria disabilità che le consentisse di partecipare paritariamente con gli altri candidati.

Viene in questo modo ristabilito il giusto equilibrio degli interessi coinvolti nella vicenda, restituendo una concreta possibilità di formazione ad una giovane specializzanda ingiustamente lesa nei propri diritti fondamentali allo studio ed alla formazione.

La ricorrente riceverà pertanto anche l’erogazione della borsa per gli anni di specializzazione al pari dei suoi colleghi, parità che le era stata negata e che oggi il Consiglio di Stato ha ristabilito con una giusta pronuncia.

La cessazione della materia del contendere è una pronuncia che, nel caso di specie, stabilizza gli effetti della decisione cautelare prendendo atto dell’adeguamento spontaneo dell’Amministrazione al nuovo contesto sostanziale. Pertanto, una pronuncia di improcedibilità della domanda sul presupposto del mutato assetto di interessi tale per cui non vi è più interesse per l’Amministrazione a resistere nel giudizio.

Nel merito della vicenda, dove si intrecciano valori costituzionali alla salute, allo studio, alla solidarietà e uguaglianza tra i cittadini, è chiara l’attenzione del Consiglio di Stato nel tutelare anche le posizioni dei soggetti più deboli che si trovino ad essere lesi nei propri diritti fondamentali.

Visite oggi 93

Visite Globali 3193834