Roberta Nardi

Roberta Nardi

Vi ricordate il caso di psicologia e dei centodieci ricorrenti che furono esclusi dalle prove tenutesi alla Sapienza a psicologia perché non avevano potuto pagare il bollettino o per alcuni problemi procedurali di prenotazione on-line!? Il tutto si risolse per il meglio e l’Università, anche a seguito dell’intervento dell’Udu e di diffide con minacce di ricorso, rifece la prova per gli esclusi.

Il caso si ripete per una studentessa extracomunitaria sempre della Sapienza, ma per il corso di Medicina Inglese. La ragazza palestinese, dopo aver sostenuto un esame di lingua italiana ed essersi trasferita da Israele e dopo aver ricevuto indicazioni di presentarsi alla prova, per non aver pagato un bollettino per qualche decina di euro è stata esclusa dall’Università ‘la Sapienza’ che il giorno del test gli ha dato il ben servito e l’ha mandata a casa.

Così, la studentessa è andata all’Udu e ha chiesto aiuto al suo coordinatore Michele Orezzi e all’ufficio legale dell’Avvocato Michele Bonetti. E’ stato così inoltrato ricorso al Tar che, esaminata la situazione della studentessa ingiustamente esclusa, ha statuito: <<non può sostenersi alla luce della legge concorsuale che il diritto a sostenere la prova scritta sia subordinato al pagamento di un bollettino di pagamento tanto che la materiale indisponibilità dello stesso possa essere considerato causa di esclusione dalla procedura concorsuale>>.

Per quanto sopra esposto il Tar accoglieva la domanda cautelare e sospendeva l’esecuzione dei provvedimenti impugnati che dispongono l’esclusione della ricorrente dalla procedura selettiva e dalla conseguente graduatoria e dispone che la stessa venga ammessa, con riserva, a sostenere la prova scritta “di riserva” prevista, nei tempi più celeri possibili e compatibilmente con l’organizzazione dell’Ateneo.

Riferiscono dall’Udu per il tramite del coordinatore Udu Michele Orezzi e dell’Avvocato Michele Bonetti: <<Quest’anno vi sono state molte esclusioni per motivi procedurali o di forma, piccoli errori nel pagamento, in alcuni casi indicazione di prenotazione o di opzioni di percorsi di laurea che sono intervenute tardivamente. La verità è che il Miur ha imposto una normativa rigidissima infarcita di tecnicismi procedurali che le università, tra cui la Sapienza, hanno seguito pedissequamente. Concordemente a quanto statuito dai più autorevoli Magistrati italiani, il diritto allo Studio non può esser limitato o compresso per futili motivi. All’Università ‘la Sapienza’ è stato toccato l’apice per il fatto che, oltretutto, molti posti erano rimasti liberi>>.

 

 

Nuovi provvedimenti vittoriosi su i trasferimenti dall’estero!

E’ ora la volta di una pronuncia del Tar Puglia avverso il diniego di iscrizione al 2° anno di uno studente cui era stata negata la concessione del nulla osta al trasferimento da altra Università della comunità europea. Il Tar ha statuito che non può escludersi la valutazione degli insegnamenti sostenuti all’estero.

Un’altra vittoria dello Studio Legale Michele Bonetti & Partners sul fronte dei trasferimenti dall’estero degli iscritti ai corsi di laurea a numero programmato della facoltà di medicina e chirurgia per l’iscrizione ad anni successivi al primo, stavolta col sigillo del Tar Puglia sede di Bari.

E’ l’ennesimo sigillo che mette Adida sul Tirocinio Formativo Attivo, facendo ammettere i propri ricorrenti in via definitiva e con sentenza.

“Il Tar del Lazio si è espresso con le prime sentenze con un innovativo orientamento” riferiscono gli Avv.ti di Adida Michele Bonetti & Santi Delia.

Per la Coordinatrice dell’ADIDA: “Dopo l’estate più calda dei TFA alla fine il Tar ha detto che avevamo ragione”.

E’ stato ritenuto dal Tar che i ricorrenti , docenti precari privi di abilitazione ma da diversi anni inseriti nelle graduatorie d’istituto e insegnanti nella scuola pubblica, inizialmente esclusi per avere riportato un punteggio insufficiente nei test preselettivi, dovevano essere ammessi a partecipare alle successive prove concorsuali, dai predetti svolti con esito positivo <<con successivo collocamento favorevole nella graduatoria di merito e immatricolazione al corso e che, comunque, rispetto al numero dei posti messi a concorso per la classe di concorso in oggetto, solo una parte di essi risulta essere stata assegnata all’esito della conclusione della procedura in questione;

Considerato, pertanto, che il ricorso - volto esclusivamente a contestare la mancata ammissione dei ricorrenti alla prova scritta e, a monte, la stessa legittimità della previsione di un test preselettivo di accesso alle prove di ammissione al TFA per coloro che, come nel caso in esame, dimostrassero di avere maturato più di 360 giorni di servizio - atteso il successivo superamento delle prove del concorso deve ritenersi improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, non potendo dall’eventuale accoglimento del ricorso scaturire ulteriori effetti (tenuto conto, tra l’altro, anche della giurisprudenza della Sezione secondo cui la valutazione positiva delle prove concorsuali svolte dal candidato può costituire giudizio idoneo ad “assorbire” il punteggio insufficiente riportato nei test preselettivi: in tal senso, v. anche T.A.R. Puglia Bari Sez. I, 24-03-2006, n. 1004 nonché, circa la rilevanza del principio dell’“assorbimento”, in caso di superamento delle successive prove concorsuali quando si tratti, come nel caso di specie, del conseguimento di un mero titolo di abilitazione professione per l’accesso ad una professione priva di “numero chiuso” Consiglio di Stato Sez. VI, 25-07-2012, n. 4232)>>.

L’associazione Adida ringrazia i suoi legali e lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners, prendendo atto di un’altra battaglia vinta che proseguirà a tutelare sempre di più i diritti dei precari di III Fascia.

Oggi i test d’ingresso costano. Di frequente l’Università richiede una sorta di tassa di verifica dei requisiti alle matricole che dopo la laurea triennale intendono iscriversi ai corsi magistrali. Tali somme servirebbero per finanziare un controllo previsto dal ministero dell’Istruzione, in altre parole per verificare che gli studenti della specialistica abbiano effettivamente appreso le conoscenze basilari della materia durante la laurea di primo livello.

Molti atenei richiedono per il test d’ingresso circa 100 o 70 euro, come nel caso dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata; si tratta di migliaia e migliaia di euro che incamerano gli Atenei e che, in alcuni casi, richiedono nuovamente, al termine dei tre anni degli Studi, per proseguire nei successivi due anni.

E’ il caso della Sapienza, dove gli studenti dopo esser entrati con un test a pagamento, quando si iscrivono nuovamente dopo il triennio alla successiva e quasi consequenziale Laurea Magistrale, devono pagare la somma di euro 10.
Sono certamente spese irrisorie ma che, moltiplicate per tutti gli studenti dell’Università La Sapienza, generano cifre da capogiro senza alcuna controprestazione in termini di Diritto allo Studio.


E’ dunque questa la nuova realtà cui gli studenti sono costretti a fare i conti e benché non tutte le università obbligano gli studenti a pagare per questo accertamento, che nella maggior parte dei casi è solo un pro-forma, l’Unione degli universitari ne fa una questione di principio e sta valutando l’opportunità di attuare una procedura legale avverso di esso per il tramite dell’Avvocato Michele Bonetti.

«Sono spese irrisorie ma moltiplicate per tutti gli studenti dell’università generano cifre da capogiro senza alcuna controprestazione in termini di diritto allo studio - sottolinea l’avvocato dell’Udu Michele Bonetti - Per questo stiamo valutando l’opportunità di inoltrare una class action per richiedere queste somme indietro in quanto non dovute e non legate ad alcun servizio aggiuntivo».

Secondo il coordinatore nazionale del sindacato, Michele Orezzi, «alla Sapienza già l’importo di 35 euro che viene chiesto per il test d’ingresso è una tassa che spesso fa superare la quota del 20% prevista a carico degli studenti, quota che per legge non può essere oltrepassata». In caso di vittoria in tribunale, concludono i promotori del ricorso, «il 50% delle somme sarà restituito agli studenti, con l’altro 50% organizzeremo delle borse di studio».

Il 14 febbraio il Ministero dell'Università ha reso note le date dei test di ammissione all'università del 2013 e 2014. Di seguito sono riportate quelle afferenti l'anno 2013.

Le caratteristiche e i programmi dei test 2013 saranno rese note a breve dal Ministero mediante apposito Decreto.

 

Facoltà

Data test d'ingresso

Medicina - Odontoiatria
(data unica nazionale)

23 luglio 2013

Medicina in lingua inglese 

15 aprile 2013

Veterinaria
(data unica nazionale)

24 luglio 2013

Architettura
(data unica nazionale)

25 luglio 2013

Professioni sanitarie
(data unica nazionale)

4 settembre 2013

Luiss
sessione primaverile

18 aprile 2013

Medicina Cattolica di Roma

22 aprile 2013

Bocconi
sessione primaverile

10 maggio 2013

Bocconi
sessione estiva

29 agosto 2013

Luiss
sessione autunnale

3 settembre 2013

Si informano gli aderenti appartenenti alle classi di concorso

  • AAAA infanzia
  • EEEE primaria
  • A033
  • A017
che il termine per l'adesione al ricorso Adida avverso il Concorsone è prorogato al 20 Febbraio 2013. Il costo del ricorso è di euro 150, da versare direttamente all'avvocato Bonetti. Dopo avere eseguito il pagamento, vi raccomandiamo di inviare all'avvocato anche copia della ricevuta del versamento.
 
I dati del conto corrente dell'avvocato Michele Bonetti, su cui versare la somma per l'adesione al ricorso, sono rintracciabili a questo link.
 
OBIETTIVO DEL RICORSO
  1. Il ricorso è rivolto a tutti i soggetti che non abbiano oltrepassato il test preliminare ottenendo una votazione da 30, a 34,5 e che vorrebbero ricorrere per accedere alla seconda prova del concorso;
MODALITA' DI ADESIONE
  1. Effettua il versamento (a questo link sono indicati gli estremi).
  2. Compila questo modulo ed effettua il versamento;

DOCUMENTI DA INVIARE AI LEGALI PER LA PARTECIPAZIONE AL RICORSO:
  1. Procura ( Scarica da google docs - scarica PDF ) la procura deve essere compilata in ogni sua parte usando una CALLIGRAFIA LEGGIBILE e sottoscritta in originale*.   (Si ricorda nella parte in cui è scritto "Sottoscrizione in originale" dovrete apporre la vostra firma, la sottostante sezione relativa all'autentica del documento è invece riservata ai legali e NON va pertanto compilata);
  2. Fotocopia fronte retro valido documento di identità;
  3. Autocertificazione (scarica DOC - scarica PDF): il documento deve essere firmato e compilato in ogni sua parte;
  4. Fotocopia della ricevuta versamento: a tal proposito l'associazione invita caldamente i propri aderenti a conservare anche successivamente l'originale;
  5. COPIA DELLA PROVA EFFETTUATA (scaricabile dalle istanze online - se non riuscite a stampare il file pdf perché protetto, potete usare il servizio gratuito a questa pagina)
A CHI INVIARE I DOCUMENTI:
 
  1. I documenti sopra elencati vanno inviati TRAMITE RACCOMANDA VELOCE DI TIPO 1 allo studio legale dell'avv. Michele Bonetti al seguente indirizzo: Via di San Tommaso d'Aquino, 47 00136 ROMA;
  2. E' necessario anticipare la procura, il documento di identità e scansione versamento tramite FAX inviandoli al seguente numero: fax 06.64564197

Un’altra vittoria degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Di seguito il link con alcuni consigli e riflessioni sul concorsone.

http://www.corriereuniv.it/cms/2013/02/concorsone-si-avvicina-la-seconda-prova-i-consigli-dellavvocato-bonetti/

Adida invita tutti i propri ricorrenti a recarsi alla seconda prova muniti del decreto allegato e di spedire in ogni caso una mail o, in via meramente alternativa, una PEC con cui si invita l’Ufficio Scolastico all’inserimento dei propri dati negli elenchi allegando il decreto.

Adida e i suoi Legali provvederanno, in linea di massima, a tale adempimento ma si invitano in ogni caso tutti i ricorrenti ad effettuare tale incombenza.

Si ricorda ai nostri aderenti che, dopo il ricorso collettivo, sono ancora aperti i termini per i ricorsi individuali.

 

 

Un’altra vittoria degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Di seguito il link con alcuni consigli e riflessioni sul concorsone.

http://www.corriereuniv.it/cms/2013/02/concorsone-si-avvicina-la-seconda-prova-i-consigli-dellavvocato-bonetti/

Adida invita tutti i propri ricorrenti a recarsi alla seconda prova muniti del decreto allegato e di spedire in ogni caso una mail o, in via meramente alternativa, una PEC con cui si invita l’Ufficio Scolastico all’inserimento dei propri dati negli elenchi allegando il decreto.

Adida e i suoi Legali provvederanno, in linea di massima, a tale adempimento ma si invitano in ogni caso tutti i ricorrenti ad effettuare tale incombenza.

Si ricorda ai nostri aderenti che, dopo il ricorso collettivo, sono ancora aperti i termini per i ricorsi individuali.

 

 

Dopo le costanti vittorie al Tribunale di Milano arrivano le vittorie anche al Tribunale di Genova, Viterbo e Ferrara e tanti altri precari vengono risarciti. Un’altra vittoria dello Studio Legale Michele Bonetti & Partners.

Nella prima serata del 7 febbraio 2013 la Sezione I° del TAR Torino, presieduta dal Dott. Lanfranco Balucani, ha accolto il ricorso dell’Unione degli Universitari patrocinato dallo studio legale Michele Bonetti Avvocato & Partners per il tramite degli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia.

Il Tribunale Amministrativo ha condannato l’Amministrazione a rifondere ben due milioni di euro sottratti alle borse di studio degli studenti.

Andranno riviste le graduatorie” riferiscono dall’UdU per il tramite del Coordinatore Nazionale Michele Orezzi e dell’Avvocato dell’UdU Michele Bonetti. “Centinaia di persone che si sono viste negare le borse di studio potranno richiedere ed ottenere in virtù della nostra sentenza tali somme in quanto il TAR ha obbligato alla “riedizione delle graduatorie delle borse di studio” riscontrando una differenza tra l’importo delle borse di studio erogato ed un maggior gettito della tassa regionale richiesta agli studenti. In poche parole prima hanno chiesto agli studenti una tassa regionale e poi di questa tassa regionale quasi due milioni di euro devoluti alle borse di studio degli studenti sono stati illegittimamente sottratti alla loro funzione”.

E’ una vittoria epocale – proseguono dall’UdU per il tramite del Responsabile al diritto allo studio Leonardo Espositoin quanto da un ricorso proposto per 6 persone è direttamente scaturito, con la nuova class action dell’UdU, un concreto ed immediato beneficio per migliaia di studenti. Il TAR oltre a condannare alla restituzione di due milioni di euro, con questa sentenza ha stabilito dei principi anche per gli anni a venire per tutti gli studenti del Paese che vedranno così aumentato il gettito per le borse di studio, non aumentando i fondi e le tasse, ma in virtù di un vincolo di spesa specifico per le borse di studio e non per altre finalità ambigue. Questa vittoria è tanto più importante in un momento in cui è in discussione un decreto che vuole ridurre il numero di idonei e dopo l’aumento proprio dell’importo della tassa regionale per il diritto allo studio”.

La Regione Piemonte e l’Edisu ora dovranno rivedere le graduatorie ed erogare 2 milioni di euro.

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