Roberta Nardi

Roberta Nardi

Sabato, 15 Settembre 2012 14:10

FAQ SUL T.F.A.

Carissimi,

ecco le FAQ che vi aiuteranno ad orientarVi ed a risolvere i tanti dubbi sul ricorso T.F.A..


Quali sono gli obiettivi del ricorso?

L'obiettivo principale del ricorso è quello di permettere al ricorrente di accedere al TFA.

Se non ho passato il test posso fare ricorso per accedere alla prova scritta?

Si, se non ha passato il test può chiedere al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) un decreto che le consente di partecipare immediatamente alla prova scritta. Tale opzione è quella che noi consigliamo fortemente. In difetto la richiesta di accesso diretto al Tfa potrebbe subire un’eccezione da parte del Miur e delle controparti circa la impossibilità di accedere perché non si è richiesto di accedere con riserva alle prove scritte e non ci si è cimentati nelle prove.

Ma il Tar lo concede il decreto per farmi ammettere alla prova scritta?

Fino ad oggi i decreti da noi richiesti sono stati tutti concessi. Il Tar del Lazio sussistendone i requisiti dovrebbe ammettervi alla prova scritta fissando contestualmente un’udienza per la c.d. sospensiva ove deciderà o meno di confermare, revocare o modificare il decreto.

Il decreto dunque sarà confermato? Ma su cosa si fonda questo ricorso?

Riteniamo che il ricorso sia fondato. Nel Collegio Giudicante del Tar vi sarà presumibilmente anche il Presidente che ha emesso il decreto. Il ricorso si fonda su tantissime doglianze del decreto del 10 settembre 2010 n. 249 con cui sono stati istituiti i TFA, ma in modo particolare in questa fase si censura un test pregno di errori (da 5 domande abbonate a 25). Tali orrori (poiché di orrori si tratta) hanno fatto sì che anche la soglia minima di punteggio del test (già di suo illegittima e altissima) non rispondesse più ai criteri preselettivi a cui era preposta. Il test di ingresso da prova preliminare è diventata l’unica prova. In molte università vi è anche un solo classificato al test e il resto dei posti sono tutti vuoti. Le stesse Università stanno chiedendo di assegnare tali posti considerando il notevole esborso per i T.F.A. e su cui contavano. Un ricorso del genere a nostro avviso è fondato.

E se non passo la seconda prova?

Questa è una situazione da valutare caso per caso. In ogni caso possiamo riferire che il ricorso prosegue nel merito (la fase a cognizione piena del processo) dove si richiederà la Vostra ammissione in sovrannumero o comunque la copertura dei posti liberi che nel frattempo (con le altre prove) saranno sempre maggiori. Anche se si giungesse ad un annullamento da anni sosteniamo (con l’avallo della giurisprudenza sui nostri ricorsi al Tar Brescia, Palermo, Napoli, Firenze etc. etc. e persino al Consiglio di Stato) che per i nostri ricorrenti trattandosi di un “bene della vita” l’unico effetto sarebbe l’ammissione “soprannumeraria”. In poche parole gli errori del Miur li deve pagare solo il Miur e i ricorrenti devono essere ammessi direttamente.

Ma se non passo la seconda prova posso chiedere al Giudice di accedere alla terza prova?

In alcuni casi potremmo consigliarLe di fare una richiesta di una nuova istanza cautelare per accedere alla terza prova. Ciò andrà con noi pattuito a seconda dei casi (posti rimasti liberi, problemi nei programmi etc.).

In ogni caso chi non ha passato la seconda prova e ha avuto accesso agli scritti superando normalmente il test, può contattarci per valutare di fare ricorso.

Istanza cautelare: che cos'é?

L'istanza cautelare o sospensiva è in sintesi la richiesta che il ricorrente, tramite i suoi Avvocati, può inoltrare al Magistrato, al fine di evitare che mentre si trovi ancora in attesa di giudizio possa subire un danno o pregiudizio grave/irreparabile (ad esempio, la decisione per accedere alla prova scritta richiede, per una carenza di fondi stanziati al sistema Giustizia e per altre motivazioni, determinati tempi tecnici, che potrebbero superare anche un semestre). Per questo si chiede al Giudice un’anticipazione della sentenza di merito con la pronuncia cautelare. Devono esservi il fumus boni iuris e il periculum in mora (ovvero sintetizzando la verosimiglianza e fondatezza sommaria del diritto che vado a far valere e un’urgenza nel richiedere un provvedimento così celere).

Nell'ambito del ricorso TFA le tipologie di sospensive che è possibile richiedere/ottenere sono di più tipi, tra cui si citano l'ammissione alla prova successiva, l’ammissione diretta al Tfa, e la sospensione del concorso.

A quanto pare il Tar del Lazio si è orientato per l’ammissione alla prova successiva in fase cautelare, ma non è escluso che ci siano degli orientamenti diversi successivi, sentenze semplificate e via discorrendo.

 

Perché abbiamo fatto ricorso proprio al Tar del Lazio? Tra l’altro la mia università è fuori del Lazio perché non posso andare al Tar della mia Regione?

 

Il Tar del Lazio è il Tar con la competenza centrale e ha sede principale a Roma. Nel nostro caso si impugnano una serie di atti di valenza generale e nazionale, tra cui il test, il Decreto Ministeriale che lo istituisce e che istituisce una soglia di sbarramento illegittima, e tutta una serie di censure che portiamo avanti (dai posti disponibili e decisi a livello nazionale, dalla circostanza di non aver considerato i precari storici della scuola etc.).

 

Perché i costi di questo ricorso sono più elevati rispetto a quelli finora avviati che sono stati fatti con 50 e 100 euro?

Abbiamo dei ricorsi individuali, semicollettivi ove accorpiamo posizioni omogenee (classe di concorso, università, possibilmente anche punteggi etc.) e un ricorso collettivo che cercheremo di suddividere per classi di laurea.

Il rischio è che se si propone un ricorso con molteplici posizioni il Tar possa rilevare l’inammissibilità del ricorso per conflitto di interessi tra le posizioni. Ciò è possibile se si accorpano più classi, Atenei e posizioni differenti tra loro in termini di punteggio etc. Se un candidato censura una domanda chiedendone il punto poiché ritiene che la risposta esatta è un’altra, o riporta che a quella domanda “abbonata” lui aveva risposto bene, è rispettivamente in conflitto con chi da quella domanda ha ottenuto il punto, o con chi a quella domanda abbonata aveva fornito una risposta completamente errata.

I ricorsi individuali hanno purtroppo una serie di spese vive e di tasse (contributo unificato, notifiche, accessi agli atti, copie autentiche, 5 copie del fascicolo etc) che rendono più alto il prezzo. Questa tipologia di ricorsi un anno fa era completamente esente; tuttavia gli ultimi Governi, forse mossi da motivazioni non solo fiscali, hanno vertiginosamente innalzato i prezzi delle spese vive.

Entro quando è necessario presentare ricorso?

Nel ricorso che proponiamo vi è la richiesta di un provvedimento urgente e se si vuole sperare di ottenere l'accoglimento dell'istanza cautelare si deve agire con estrema urgenza. I termini astrattamente sono di 60 giorni dall’atto lesivo e decorrenti non prima del 15 settembre 2012 (vi è la sospensione feriale dei termini), ma riteniamo opportuno imporre una tempistica urgente a tutti Voi che tenga conto della tempistica della seconda prova e poi dell’orale. Decliniamo difatti espressamente ogni forma di responsabilità per il respingimento dell’istanza cautelare per assenza di urgenza, ove decidiate di attendere la scadenza dei 60 giorni.

La sentenza o il provvedimento vale per tutti?

No, il provvedimento vale solo per i soggetti che lo hanno richiesto.

Ma una volta che abbiamo ottenuto il provvedimento come facciamo ad andare alla prova?

Per quella data notificheremo il provvedimento all’Ateneo che vi inoltreremo a mezzo e mail e che dovrete esibire al Presidente della Commissione. Sino ad oggi non ci sono stati problemi. Per qualsiasi problema per quel giorno della prova siamo a Vostra disposizione per parlare con i Commissari d’aula, forze dell’ordine da far intervenire in caso di ingiustificato diniego etc.

Che vuol dire iscrizione con riserva?

L’iscrizione con riserva è una immatricolazione a tutti gli effetti, si fanno esami, si seguono le lezioni etc. Tutto ciò che accade ad un normale partecipante al T.F.A. Tuttavia il provvedimento del Tar non è definitivo, ovvero si è in attesa della sentenza di merito che vi sarà successivamente, dopodiché la Vostra immatricolazione potrà diventare definitiva.

Se dopo l’iscrizione con riserva la sentenza ci da torto?

Astrattamente è un rischio, ma a nostro avviso sostenibile considerando che i Magistrati che vi hanno giudicato saranno gli stessi del merito. In ogni caso una volta ottenute le sospensive Adida proverà a risolvere le Vostre situazioni il prima possibile, sia con le stesse Università che lamentano di non riuscire ad attivare i corsi per i numeri di gran lunga inferiori a quelli disponibili, sia a livello politico mediante una costante interazione che da mesi si trattiene sulla questione col Ministero.

Sempre a Vostra disposizione e i nostri migliori saluti.

N.B. Le presenti f.a.q. rappresentano una prima risposta per non addetti ai lavori sintetizzando problematiche spesso non univoche e dibattute in dottrina e giurisprudenza.

Una nuova vittoria è stata conseguita : il Tar del Lazio con sentenza ha decretato l'ennesima ammissione in sovrannumero statuendo l’illegittimità delle prove orali.

La sentenza del Tar, in particolare, ha stabilito l’illegittimità delle prove orali per tutte le università private, come il Campus e la Cattolica, che istituiscono oltre ad una prova a test anche una di tipo orale.

La decisione del Tar del Lazio in via definitiva ammette in sovrannumero il ricorrente.

Vedi nello specifico il nostro provvedimento.

L’importanza della misura cautelare per i ricorsi contro il numero chiuso deriva dal fatto che, pur consistendo in linea teorica in un provvedimento provvisorio, che consente l’iscrizione immediata, nella prassi il più delle volte non c'è niente di più definitivo di una sospensiva. Una prova di ciò è data dalla recente statuizione del T.A.R. dell'Aquila afferente l'art. 4, comma 2 bis, della L. 17 agosto 2005, n. 168.

La predetta norma prevede che "conseguono ad ogni effetto l'abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono i candidati, in possesso dei titoli per partecipare al concorso, che abbiano superato le prove d'esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l'ammissione alle medesime o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito di provvedimenti giurisdizionali o di autotutela".

Il T.A.R. Abruzzo, L'Aquila, (Sez. I, 26 luglio 2012, n. 521) ha provveduto a chiarire che lo studente ammesso grazie alla sospensiva e che abbia superato tutti gli esami del primo anno di corso è definitivamente ammesso avendo dimostrato di possedere quelle attitudini e qualità che il test di ammissione dovrebbe certificare.

Da oggi, una volta ottenuta la sospensiva si potrà provare ad ottenere gli effetti definitivi della pronuncia, qualora i ricorrenti nelle more superino gli esami dell’anno.

Il fatto. Diversi aspiranti, tra infermieri, fisioterapisti etc.., subita la non ammissione al corso di laurea, si rivolgevano al T.A.R. deducendo "le diffuse irregolarità procedurali che si sarebbero verificate in data 8.9.11, durante la loro infruttuosa partecipazione alla selezione di ammissione ai corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie presso l’Università degli Studi dell’Aquila, e ciò con specifico riguardo a fasi disorganizzative così acute, da affievolire se non azzerare qualsiasi efficacia nei dovuti controlli di imparzialità ed attendibilità delle intere fasi procedurali (preparatorie, concomitanti e conclusive); oltre alla disorganizzazione stricto sensu logistica, è stata altresì lamentata l’erronea predisposizione dei quesiti formulati, così da costringere l’Università a faticose rettifiche, sia nel corso delle prove, che successivamente tramite avvisi internet sul sito istituzionale (errori “ammessi” che le ricorrenti avrebbero peraltro stimato in forte ribasso rispetto alla situazione reale, come emergerebbe dal riscontro effettuato ex post fra le soluzioni pubblicate dall’Università e quelle pubblicate dal sito Art Quiz specializzato nella preparazione dei candidati alla prova selettiva e da cui erano stati tratti ben 78 quesiti della prova).

A fronte del descritto quadro giuridico e fattuale, è stato chiesto l’accoglimento del gravame, auspicando, in ordine di convenienza processuale, varie soluzioni decisorie, in primis quella di un inserimento in soprannumero delle ricorrenti fra i candidati vincitori della preselezione (con accesso diretto alla Facoltà prescelta), soluzione ritenuta preferibile rispetto ad una riedizione delle procedure, pur in assenza di certezza del loro successo concorsuale nel caso l’Università avesse approntato una corretta organizzazione delle prove; detta soluzione scaturisce peraltro da una puntuale giurisprudenza diffusamente illustrata nel gravame (in specie, Tar Campania sez. IV 28 ottobre 2011 n. 5051 tar Toscana sez. I 27 giugno 2011 n. 1105).
L’amministrazione resistente, costituitasi in giudizio tramite l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di L’Aquila, ha minimizzato (senza negarli) i disservizi procedurali denunciati da controparte, insistendo peraltro sul fatto che le ricorrenti, a tutto concedere, non avrebbero comunque fornito alcuna decisiva prova di resistenza circa il loro eventuale successo nelle prove emendate dalle denunciate irregolarità.".

L'ammissione grazie alla sospensiva e le successive difese dei ricorrenti. "Con ordinanza, questo tar ha accolto l’istanza di sospensiva, disponendo l’ammissione cautelare in soprannumero delle candidate al corso universitario. Con memoria del 28.5.2012, il patrono ricorrente ha rappresentato che, a seguito della disposta misura cautelare, le ricorrenti hanno medio tempore frequentato con profitto l’intero anno accademico 2011/2012 superando tutti gli esami di profitto previsti per la prima annualità, così da ritenere che tali risultanze accademiche avrebbero formalizzato una definitiva stabilizzazione degli effetti cautelari dell’ordinanza 29/12 (con conseguente sopravvenuta carenza di interesse al gravame), ai sensi di quanto disposto dall’art. 4 comma 2 bis della legge 17 agosto 2005 n. 168, secondo cui “conseguono ad ogni effetto l’abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono i candidati, in possesso dei titoli per partecipare al concorso, che abbiano superato le prove d’esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l’ammissione o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito dei provvedimenti giurisdizionali o di autotutela”. In subordine viene ribadita la richiesta di accoglimento nel merito nel gravame".

La decisione. "Ritiene il collegio di condividere l’attenta difesa delle ricorrenti in ordine all’improcedibilità del gravame, per avvenuta stabilizzazione delle posizioni giuridiche scaturite a seguito dell’accolta sospensiva.

Quanto alla prova circa l’avvenuto superamento degli esami del primo anno di corso da parte dei ricorrenti, tale circostanza può darsi per acquisita in giudizio, atteso che la formale dichiarazione resa agli atti dalla parte interessata non è stata in alcun modo confutata dalla PA resistente; pertanto trova applicazione nella specie l’art. 64 CPA comma 2, secondo cui il giudice deve porre a fondamento della decisione i fatti non specificamente contestati dalle parti costituite.
Premesso quanto sopra, ai sensi del citato art. 4 comma 2 bis del d.l. 115/2005, è la legge stessa a consentire in capo al ricorrente lo stabile conseguimento del titolo per il quale concorre, a seguito del superamento delle relative prove, anche allorché tale traguardo scaturisca in virtù –come nella specie- di provvedimenti giurisdizionali cautelari che hanno determinato il superamento dell’originaria preclusione partecipativa.
Ed il titolo in questione per le ricorrenti era proprio quello lo status di matricola e di studente, titolo in concreto raggiunto mediante il proficuo superamento degli esami del primo anno di corso. Come esattamente osservato nella memoria del 28.5.2012, infatti,”…l’ammissione del corso di laurea a numero chiuso, d’altra parte, non dà affatto la certezza di ottenere il titolo di laurea, ragion per cui sarebbe errato pensare che la legge sia applicabile solo ove il ricorrente acquisisca la laurea (poiché) l’accesso, come detto, è inerente solo al primo anno”; pertanto, il superamento degli esami previsti in tale piano di studi equivale senza dubbio a quelle prove scritte e orali a cui la legge fa riferimento.
In conclusione, il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 4 comma 2 bis del dl. 115/05 introdotto dalla legge di conversione 168/2005, con gli effetti di stabilizzazione appena precisati".

Si allega il predetto provvedimento del T.A.R. dell'Aquila.

Mentre alcuni universitari sono già in vacanza, mentre altri studiano per i quiz del numero chiuso di settembre, quattro giovani calabresi si sono immatricolati in questi giorni presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catanzaro “Magna Graecia”.


Dopo l’ennesimo rifiuto ingiustificato dell’ateneo calabrese ad assegnare i posti vacanti, riservati agli studenti non comunitari ed in particolare agli studenti provenienti dall’India, i quattro aspiranti medici presentavano ricorso innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, accolto in data 6 agosto 2012 con provvedimento d’urgenza.


Il provvedimento del TAR accoglie ancora una volta le nostre tesi e ha concesso agli studenti l’immediata immatricolazione per scongiurare il pericolo di ledere ulteriormente il diritto allo studio, considerando l’imminente inizio del nuovo anno accademico e permettere così un regolare corso di studi.


Dopo  questa nuova vittoria, lo studio legale dell’Avv. Michele Bonetti non può che augurare alle nuove quattro matricole una brillante carriera accademica.


Vedi il nostro provvedimento vittorioso.

Fino a 25 domande sbagliate su 60, cellulari che squillano e commissari accondiscendenti con chi copia. E' questo il modo di decidere il futuro lavorativo di migliaia di insegnanti?


Ancora una volta gli “esperti ministeriali” hanno fatto cilecca e la lotteria del numero chiuso è impazzita.
In tantissimi, dopo anni di attesa, di fronte ad un test impresentabile, sono stati disorientati e non sono riusciti a superare una prova iniqua e ingiusta.
Noi diciamo no a questo sistema e, con noi, su questa battaglia, c'è anche il T.A.R. Lazio.
Il Presidente del T.A.R. del Lazio, Domenico Lundini, ha decretato l'ammissione di tutti i nostri ricorrenti esclusi dal test alla successiva prova scritta.
Per gli Avvocati Michele Bonetti  e Santi Delia- al fianco dei precari della scuola da ormai diversi anni e patrocinatori di migliaia di insegnanti e dell'Associazione ADIDA contro il Decreto Gelmini istitutivo del T.F.A. -  è un segnale importantissimo nella nostra battaglia per il diritto di studiare ed abilitarsi.
"Per noi è stato un lavoro faticosissimo. Il Miur ha convalidato le prove preselettive ad agosto ed ha anticipato ai primi giorni di settembre quelle scritte impedendo agli insegnanti di esercitare il proprio diritto di difesa nei confronti di un concorso palesemente illegittimo. I posti sono ancora vuoti, ci sono delle università e corsi in cui neanche una persona si è collocata in posizione utile. Non può decidersi il futuro di migliaia di famiglie all'esito di un test di 60 domande dove anche 25 erano, per confessione dello stesso ministero, sbagliate".
Per questo e per difendere i Vostri diritti continueremo a lottare.
Già pronti altri ricorsi per tutelare tutti gli esclusi.

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Il Manifesto (Vedi Allegato)

Una nuova vittoria è stata conseguita : il Tar del Lazio con sentenza ha decretato l'ennesima ammissione in sovrannumero statuendo l’illegittimità delle prove orali.

La sentenza del Tar, in particolare, ha stabilito l’illegittimità delle prove orali per tutte le università private, come il Campus e la Cattolica, che istituiscono oltre ad una prova a test anche una di tipo orale.

La decisione del Tar del Lazio in via definitiva ammette in sovrannumero il ricorrente.

Vedi nello specifico il nostro provvedimento.

E’ il caso della facoltà di Architettura, dove il MIUR ha istituito una soglia di sbarramento per l’ingresso unitamente alla proposizione di domande ambigue, fuori programma e troppo difficili.

 

Ciò ha determinato che in quasi tutte le Università Italiane non è stato raggiunto il punteggio limite stabilito per il test dal ministero.

 

<<La conseguenza>> - riferisce Michele Orezzi, coordinatore Nazionale dell’UDU, <<è che dopo numerose istruttorie sui posti che possono trattenere gli atenei e su quanti architetti vi devono essere nelle singole regioni, nei fatti tutto diviene una vera farsa, in quanto i posti rimangono tutti liberi>>.

 

E’ per questo che l’Udu annuncia un ricorso collettivo nazionale per tutti gli esclusi chiedendo l’attribuzione e la ridistribuzione dei posti non assegnati.

 

Sabato, 15 Settembre 2012 14:10

FAQ SUL T.F.A.

Carissimi,

ecco le FAQ che vi aiuteranno ad orientarVi ed a risolvere i tanti dubbi sul ricorso T.F.A..


Quali sono gli obiettivi del ricorso?

L'obiettivo principale del ricorso è quello di permettere al ricorrente di accedere al TFA.

Se non ho passato il test posso fare ricorso per accedere alla prova scritta?

Si, se non ha passato il test può chiedere al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) un decreto che le consente di partecipare immediatamente alla prova scritta. Tale opzione è quella che noi consigliamo fortemente. In difetto la richiesta di accesso diretto al Tfa potrebbe subire un’eccezione da parte del Miur e delle controparti circa la impossibilità di accedere perché non si è richiesto di accedere con riserva alle prove scritte e non ci si è cimentati nelle prove.

Ma il Tar lo concede il decreto per farmi ammettere alla prova scritta?

Fino ad oggi i decreti da noi richiesti sono stati tutti concessi. Il Tar del Lazio sussistendone i requisiti dovrebbe ammettervi alla prova scritta fissando contestualmente un’udienza per la c.d. sospensiva ove deciderà o meno di confermare, revocare o modificare il decreto.

Il decreto dunque sarà confermato? Ma su cosa si fonda questo ricorso?

Riteniamo che il ricorso sia fondato. Nel Collegio Giudicante del Tar vi sarà presumibilmente anche il Presidente che ha emesso il decreto. Il ricorso si fonda su tantissime doglianze del decreto del 10 settembre 2010 n. 249 con cui sono stati istituiti i TFA, ma in modo particolare in questa fase si censura un test pregno di errori (da 5 domande abbonate a 25). Tali orrori (poiché di orrori si tratta) hanno fatto sì che anche la soglia minima di punteggio del test (già di suo illegittima e altissima) non rispondesse più ai criteri preselettivi a cui era preposta. Il test di ingresso da prova preliminare è diventata l’unica prova. In molte università vi è anche un solo classificato al test e il resto dei posti sono tutti vuoti. Le stesse Università stanno chiedendo di assegnare tali posti considerando il notevole esborso per i T.F.A. e su cui contavano. Un ricorso del genere a nostro avviso è fondato.

Ma se non passo la seconda prova posso chiedere al Giudice di accedere alla terza prova?

In alcuni casi potremmo consigliarLe di fare una richiesta di una nuova istanza cautelare per accedere alla terza prova. Ciò andrà con noi pattuito a seconda dei casi (posti rimasti liberi, problemi nei programmi etc.).

In ogni caso chi non ha passato la seconda prova e ha avuto accesso agli scritti superando normalmente il test, può contattarci per valutare di fare ricorso.

Istanza cautelare: che cos'é?

L'istanza cautelare o sospensiva è in sintesi la richiesta che il ricorrente, tramite i suoi Avvocati, può inoltrare al Magistrato, al fine di evitare che mentre si trovi ancora in attesa di giudizio possa subire un danno o pregiudizio grave/irreparabile (ad esempio, la decisione per accedere alla prova scritta richiede, per una carenza di fondi stanziati al sistema Giustizia e per altre motivazioni, determinati tempi tecnici, che potrebbero superare anche un semestre). Per questo si chiede al Giudice un’anticipazione della sentenza di merito con la pronuncia cautelare. Devono esservi il fumus boni iuris e il periculum in mora (ovvero sintetizzando la verosimiglianza e fondatezza sommaria del diritto che vado a far valere e un’urgenza nel richiedere un provvedimento così celere).

Nell'ambito del ricorso TFA le tipologie di sospensive che è possibile richiedere/ottenere sono di più tipi, tra cui si citano l'ammissione alla prova successiva, l’ammissione diretta al Tfa, e la sospensione del concorso.

A quanto pare il Tar del Lazio si è orientato per l’ammissione alla prova successiva in fase cautelare, ma non è escluso che ci siano degli orientamenti diversi successivi, sentenze semplificate e via discorrendo.

 

Perché abbiamo fatto ricorso proprio al Tar del Lazio? Tra l’altro la mia università è fuori del Lazio perché non posso andare al Tar della mia Regione?

 

Il Tar del Lazio è il Tar con la competenza centrale e ha sede principale a Roma. Nel nostro caso si impugnano una serie di atti di valenza generale e nazionale, tra cui il test, il Decreto Ministeriale che lo istituisce e che istituisce una soglia di sbarramento illegittima, e tutta una serie di censure che portiamo avanti (dai posti disponibili e decisi a livello nazionale, dalla circostanza di non aver considerato i precari storici della scuola etc.).

 

Perché i costi di questo ricorso sono più elevati rispetto a quelli finora avviati che sono stati fatti con 50 e 100 euro?

Abbiamo dei ricorsi individuali, semicollettivi ove accorpiamo posizioni omogenee (classe di concorso, università, possibilmente anche punteggi etc.) e un ricorso collettivo che cercheremo di suddividere per classi di laurea.

Il rischio è che se si propone un ricorso con molteplici posizioni il Tar possa rilevare l’inammissibilità del ricorso per conflitto di interessi tra le posizioni. Ciò è possibile se si accorpano più classi, Atenei e posizioni differenti tra loro in termini di punteggio etc. Se un candidato censura una domanda chiedendone il punto poiché ritiene che la risposta esatta è un’altra, o riporta che a quella domanda “abbonata” lui aveva risposto bene, è rispettivamente in conflitto con chi da quella domanda ha ottenuto il punto, o con chi a quella domanda abbonata aveva fornito una risposta completamente errata.

I ricorsi individuali hanno purtroppo una serie di spese vive e di tasse (contributo unificato, notifiche, accessi agli atti, copie autentiche, 5 copie del fascicolo etc) che rendono più alto il prezzo. Questa tipologia di ricorsi un anno fa era completamente esente; tuttavia gli ultimi Governi, forse mossi da motivazioni non solo fiscali, hanno vertiginosamente innalzato i prezzi delle spese vive.

Entro quando è necessario presentare ricorso?

Nel ricorso che proponiamo vi è la richiesta di un provvedimento urgente e se si vuole sperare di ottenere l'accoglimento dell'istanza cautelare si deve agire con estrema urgenza. I termini astrattamente sono di 60 giorni dall’atto lesivo e decorrenti non prima del 15 settembre 2012 (vi è la sospensione feriale dei termini), ma riteniamo opportuno imporre una tempistica urgente a tutti Voi che tenga conto della tempistica della seconda prova e poi dell’orale. Decliniamo difatti espressamente ogni forma di responsabilità per il respingimento dell’istanza cautelare per assenza di urgenza, ove decidiate di attendere la scadenza dei 60 giorni.

La sentenza o il provvedimento vale per tutti?

No, il provvedimento vale solo per i soggetti che lo hanno richiesto.

Ma una volta che abbiamo ottenuto il provvedimento come facciamo ad andare alla prova?

Per quella data notificheremo il provvedimento all’Ateneo che vi inoltreremo a mezzo e mail e che dovrete esibire al Presidente della Commissione. Sino ad oggi non ci sono stati problemi. Per qualsiasi problema per quel giorno della prova siamo a Vostra disposizione per parlare con i Commissari d’aula, forze dell’ordine da far intervenire in caso di ingiustificato diniego etc.

Che vuol dire iscrizione con riserva?

L’iscrizione con riserva è una immatricolazione a tutti gli effetti, si fanno esami, si seguono le lezioni etc. Tutto ciò che accade ad un normale partecipante al T.F.A. Tuttavia il provvedimento del Tar non è definitivo, ovvero si è in attesa della sentenza di merito che vi sarà successivamente, dopodiché la Vostra immatricolazione potrà diventare definitiva.

Se dopo l’iscrizione con riserva la sentenza ci da torto?

Astrattamente è un rischio, ma a nostro avviso sostenibile considerando che i Magistrati che vi hanno giudicato saranno gli stessi del merito. In ogni caso una volta ottenute le sospensive Adida proverà a risolvere le Vostre situazioni il prima possibile, sia con le stesse Università che lamentano di non riuscire ad attivare i corsi per i numeri di gran lunga inferiori a quelli disponibili, sia a livello politico mediante una costante interazione che da mesi si trattiene sulla questione col Ministero.

Sempre a Vostra disposizione e i nostri migliori saluti.

N.B. Le presenti f.a.q. rappresentano una prima risposta per non addetti ai lavori sintetizzando problematiche spesso non univoche e dibattute in dottrina e giurisprudenza.

Fino a 25 domande sbagliate su 60, cellulari che squillano e commissari accondiscendenti con chi copia. E' questo il modo di decidere il futuro lavorativo di migliaia di insegnanti?


Ancora una volta gli “esperti ministeriali” hanno fatto cilecca e la lotteria del numero chiuso è impazzita.
In tantissimi, dopo anni di attesa, di fronte ad un test impresentabile, sono stati disorientati e non sono riusciti a superare una prova iniqua e ingiusta.
Noi diciamo no a questo sistema e, con noi, su questa battaglia, c'è anche il T.A.R. Lazio.
Il Presidente del T.A.R. del Lazio, Domenico Lundini, ha decretato l'ammissione di tutti i nostri ricorrenti esclusi dal test alla successiva prova scritta.
Per gli Avvocati Michele Bonetti  e Santi Delia- al fianco dei precari della scuola da ormai diversi anni e patrocinatori di migliaia di insegnanti e dell'Associazione ADIDA contro il Decreto Gelmini istitutivo del T.F.A. -  è un segnale importantissimo nella nostra battaglia per il diritto di studiare ed abilitarsi.
"Per noi è stato un lavoro faticosissimo. Il Miur ha convalidato le prove preselettive ad agosto ed ha anticipato ai primi giorni di settembre quelle scritte impedendo agli insegnanti di esercitare il proprio diritto di difesa nei confronti di un concorso palesemente illegittimo. I posti sono ancora vuoti, ci sono delle università e corsi in cui neanche una persona si è collocata in posizione utile. Non può decidersi il futuro di migliaia di famiglie all'esito di un test di 60 domande dove anche 25 erano, per confessione dello stesso ministero, sbagliate".
Per questo e per difendere i Vostri diritti continueremo a lottare.
Già pronti altri ricorsi per tutelare tutti gli esclusi.

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Il Manifesto (Vedi Allegato)

Martedì, 28 Agosto 2012 15:51

PARTONO I RICORSI CONTRO IL TFA

Domande sbagliate solo in parte convalidate dal MIUR: in alcuni casi su 60 domande proposte ha riconosciuto come sbagliati soltanto 25 quesiti, ma ve ne sono tanti e tanti altri di errori.

Ancora una volta gli “esperti ministeriali” hanno fatto cilecca e la lotteria del numero chiuso è impazzita.

Gli aspiranti insegnanti di fronte ad un test impresentabile sono stati disorientati e non sono riusciti a superare una prova iniqua, ingiusta.

La conseguenza di tutto ciò è che centinaia e centinaia di posti sono rimasti vuoti. In alcune classi di concorso vi è una persona sola che ha superato il test.

Chi pagherà per tutti questi errori i costi che gravano sugli aspiranti insegnanti, sui precari storici della scuola a cui è stata ingiustamente negata l’abilitazione e su noi tutti contribuenti?

La prima risposta che fornisce lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners è un’immediata organizzazione di ricorsi individuali, semi-collettivi e collettivi al fianco di Adida e di tutti gli aspiranti studenti e dei precari della III Fascia.

 

Vedi la presentazione del ricorso TFA, le sue modalità e le schede allegate.

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