Roberta Nardi

Roberta Nardi

Secondo il coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Gianluca Scuccimarra “dopo la scabrosa vicenda del bonus maturità che ha penalizzato tutti gli studenti cambiando le regole in corsa è emerso nell’ultimo grado di giudizio quello che da anni denunciamo, ovvero una selezione casuale mediante un sistema inadeguato con domande errate prive di senso”.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha accolto due ricorsi dell’UDU patrocinati dall’Avv. Michele Bonetti e dall’Avv. Santi Delia in cui veniva lamentata l’erroneità della domanda 45.

Proprio su questa domanda il Ministero, accortosi dell’errore, ha provveduto a dare il punteggio a due risposte anziché ad una. Il Consiglio di Stato tuttavia ha accolto la tesi portata avanti da anni dall’UDU e dallo Studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners, ribadendo che quando c’è una domanda sbagliata il punteggio va dato a tutti i ricorrenti che in tal modo possono raggiungere l’ultimo degli ammessi ad entrare in sovrannumero.

E’ un provvedimento rivoluzionario che potrà consentire ad oltre tremila ricorrenti esclusi per poco più di un punto di poter studiare ed entrare in una università aperta e pubblica.

Stavolta è il Consiglio di Stato che riforma un’ordinanza del TAR del Lazio facendo sì che lo Studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners aggiunga anche questo sigillo contro l’Ateneo di Tor Vergata.

La vicenda concerne la graduatoria locale dell’ateneo romano dove ogni candidato poteva scegliere tre opzioni dei corsi in professioni sanitarie. Il sistema di quasi tutti gli atenei d’Italia fa sì che il candidato sulle opzioni successive alla prima sia inserito “in coda” e non a pettine.

Per il Consiglio di Stato appena pronunciatosi in sede giurisdizionale dinanzi alla sesta sezione “non appaiono prima facie infondati i rilievi svolti dall’appellante circa l’applicazione dei principi di cui alla decisione della Corte Costituzionale n. 302 del 2013 e la mancata utilizzazione del maggior punteggio conseguito dall’interessato, rispetto a candidati ammessi, nel corso di laurea oggetto della scelta subordinata”.

Per maggiori informazioni vedi http://www.lavocedeldiritto.it/index.php/istruzione/item/644-il-numero-chiuso-e-incostituzionale.

Insegnano da anni e garantiscono il prosieguo della didattica negli Atenei italiani ma non sono abilitati. È questo il paradosso che si trovano ad affrontare centinaia e centinaia di docenti universitari che, pur svolgendo de facto le funzioni di un docente universitario abilitato (e quindi organizzazione dei corsi, svolgimento delle lezioni, esami, ecc), non sono riconosciuti come tali.

Si è ulteriormente aggravata la già precaria situazione dei ricercatori italiani con la tanto chiacchierata “Riforma Gelmini”, la legge 240/2010, la quale non ha minimamente preso in considerazione la situazione dell’esistente “esercito di ricercatori” imponendo loro di partecipare all’ASN (Abilitazione Scientifica Nazionale) come qualsiasi altro soggetto che abbia interesse ad iniziare una carriera universitaria.

Il limbo in cui ci si trova è a dir poco aberrante, anche in considerazione del fatto che spesso la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni che dettano i requisiti necessari per l’abilitazione a professore ordinario o associato, rispettivamente in prima e seconda fascia come specificato nel Decreto Ministeriale n. 76 del 2012 (DM 76, Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell'attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale per l'accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari, nonché le modalità di accertamento della qualificazione dei Commissari) è del tutto arbitrario. In diverse occasioni, difatti, le votazioni della commissione si sono rivelate fumose e poco trasparenti.

Questo sistema non solo arreca un enorme pregiudizio a tutti i ricercatori che con fatica cercano di farsi strada su un terreno con sempre crescenti ostacoli nonché bersaglio di continui tagli, ma si vanifica anche ogni possibilità di un concorso trasparente e che preservi sempre e comunque la meritocrazia. Non si può non considerare, poi, che moltissimi di questi ricercatori a cui viene negata l’abilitazione sono plurititolati anche all’estero, condizione che dovrebbe essere degna di nota e che si trasforma in uno svantaggio in quanto esclude la possibilità di lavorare fianco a fianco con un membro delle dette commissioni.

Il nostro studio è da sempre impegnato nella tutela fondamentale della trasparenza nei concorsi pubblici e nella promozione della meritocrazia affiancando tutti gli aspiranti docenti universitari contro le illegittimità che possono presentarsi durante il percorso per l’abilitazione.

Trattandosi di valutazione nazionale il ricorso andrà presentato dinanzi al TAR per il Lazio, sede di Roma, nel termine di sessanta giorni dalla data di pubblicazione/comunicazione dei risultati della proceduta abilitativa. I motivi a fondamento del ricorso dovranno essere valutati caso per caso relativamente alle illegittimità riscontrate. Consigliamo, pertanto, a quanti ritengano di aver subito un’ingiusta esclusione dall’ASN di contattare lo studio via e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonicamente ai seguenti recapiti http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/contatti per una prima consulenza valutativa.

L’Associazione Sempre Diritti da anni si impegna per supportare tutti coloro vedano ledere i propri diritti individuali e sociali. Non poteva mancare anche in questa occasione, in cui il diritto dei cittadini viene ad essere leso da un tipo di atto, quello accertativo tributario, che da vicino tocca quasi tutti i cittadini. L’Agenzia delle Entrate ha eseguito e sta ancora eseguendo moltissime revisioni catastali di immobili siti nel territorio del Comune di Roma. Tali accertamenti porteranno un aggravio nelle tasche dei contribuenti di parecchie centinaia di euro. Per questo, l’Associazione Sempre Diritti insieme con l’Avv. Michele Bonetti sta predisponendo un ricorso contro le ingiustizie dei nuovi classamenti catastali, inerenti la riqualificazione della classe degli immobili di proprietà in funzione di una ipotetica sproporzionalità tra il valore di mercato medio e il valore medio catastale.
Per aderire al ricorso leggi l'informativa e scarica tutti i documenti che trovi in allegato.

Lunedì, 03 Febbraio 2014 01:00

VOCE AI NUOVI DIRITTI

Febbraio 2014: nasce la voce del diritto, una rivista giuridica che ha come suo intento quello di dare voce a tutti i nuovi diritti, ovvero quelli relativi a questioni oggi molto dibattute ma che non sono ancora regolamentate da precise norme giuridiche o che lo sono solo in parte.

Nella sfera dei nuovi diritti rientrano, a titolo meramente esemplificativo, quelli relativi all'ambiente e alle nuove questioni che sono state poste dai recentissimi sviluppi della scienza, come gli sviluppi dell'ingegneria genetica. Vi appartengono, altresì, i diritti dei malati, il diritto ad un lavoro stabile, allo studio e alla libertà di scelta, alla casa e tutti i diritti della c.d. terza generazione. In relazione a questi nuovi diritti ci proponiamo di offrire gli elementi di conoscenza giuridica necessari affinché ogni lettore possa formarsi una propria opinione sul tema.

La voce del diritto vuole costituire un momento più tecnico di analisi dei problemi affrontati dal nostro studio legale ma anche da parte di tutti gli altri operatori del mondo giuridico.

La voce del diritto è una rivista a cadenza trimestrale, regolarmente registrata al Tribunale ordinario di Roma con Autorizzazione n. 183/2013 del 10/7. Il ruolo di direttore del periodico è svolto dalla giornalista pubblicista nonché avvocato, Roberta Nardi. Editore del giornale è l'Avv. Michele Bonetti e il Comitato Scientifico è composto, oltre che dai predetti direttore ed editore del periodico, dall’Avv. Silvia Antonellis, dal Dott. Riccardo Aiello, dall’Avv. Santi Delia, dall’Avv. Sheila Gargiulo nonché dall’Avv. Umberto Cantelli.

Per andare al SITO DELLA RIVISTA clicca sull'immagine sottostante

 

Ad accogliere i trasferimenti dall’estero non sono più i Tribunali Amministrativi Regionali periferici ma sono ormai intervenuti anche i Tribunali Amministrativi Regionali delle principali regioni italiane, nella specie il Tar del Lazio con due importanti innovative ordinanze, il Tar Lombardia che ha ordinato ad università private e pubbliche il riesame del trasferimento e il Tar Campania.
Dunque, ad oggi, più di 15 Tar accolgono i trasferimenti dall’estero, un fenomeno che concerne quarantaquattromila studenti costretti a fuggire fuori dall’Italia per poter studiare.
Riteniamo, pertanto, che la questione vada rimessa alla Corte di Giustizia.
Si allegano le ordinanze del Tar Lombardia, del Tar Lazio, del Tar Campania, oltre a due sentenze del Tar Abruzzo.

All’indomani della sentenza della Cassazione 26951/2013 e delle recenti posizioni espresse dalla Corte di Giustizia Europea sul tema del precariato nella pubblica amministrazione italiana, con una pronuncia decisamente innovativa la Corte di Appello di Ancona respinge l’appello del Miur avverso la sentenza di primo grado e per la prima volta dalla famosa sentenza n. 10127 del giugno 2012 riconosce anche per i precari della scuola il diritto al risarcimento dei danni.

La Corte di Appello di Ancona anche in forza degli ultimi orientamenti giurisprudenziali contesta la “blindatura” operata dalla Cassazione nel 2012 sul sistema di reclutamento del personale scolastico di cui alla l. 124 del 1994 ed afferma a chiare lettere che se “è ben vero che i pubblici dipendenti dovrebbero essere assunti previo vaglio concorsuale […] non è men vero che la pratica di assumere dipendenti a tempo determinato costituisce nel contempo causa ed effetto della violazione, e quindi deve essere ritenuta lesione ancora più evidente e grave del principio costituzionale”.

La Corte riconosce quindi ai lavoratori precari della scuola il diritto ad un risarcimento del danno subito in ragione della corresponsione di una retribuzione inferiore a quella spettante al dipendente che abbia un rapporto a tempo indeterminato. A nulla vale l’appellarsi del Miur alle necessità di “garantire la costante erogazione del servizio scolastico” sancito anche nel D.Lgs. 165/2001 poiché essa tradisce, ad avviso dei giudici di Ancona, la mera volontà del legislatore di “tirare avanti, ed insistere sulla stessa strada, senza pagare dazio, sfuggendo sia alla direttiva europea, sia alla logica comune”.

Il fronte nella lotta al precariato è riaperto e segna ad oggi un importante passo in avanti nella battaglia che lo Studio dell’Avv. Michele Bonetti & Partners continuerà ad affrontare in prima linea per il riconoscimento di tutele sempre più incisive a favore dei lavoratori precari delle scuole.

Vedi in allegato la sentenza della Corte di Appello di Ancona.

 

 

 

In merito al MAXI RICORSO UDU e al parziale e provvisorio accoglimento con decreto cautelare, lo Studio fornirà istruzioni ai ricorrenti interessati nei prossimi giorni.

Michele Bonetti Avvocato & Partners

Numerose illegittimità già sono state denunciate innanzi le competenti sedi giudiziarie con esito favorevole per molti dei nostri ricorrenti, immatricolati presso la sede prescelta.

Ad oggi, vi è ancora la possibilità di instaurare un ultimo contenzioso per tutti coloro che pur avendo un buon punteggio (con bonus) non sono riusciti ad immatricolarsi in quanto esclusi dalla graduatoria del 18 dicembre 2013.

A seguito dell’emanazione del D.M. 29 novembre 2013 è stata pubblicata una nuova graduatoria per gli studenti con il bonus, in data 18 dicembre 2013, che ha visto numerosi candidati impossibilitati ad immatricolarsi nonostante il conseguimento di un punteggio uguale o superiore a quello di studenti privi di bonus che sono già immatricolati in base alla precedente graduatoria (senza bonus).

La mancata previsione degli scorrimenti per la graduatoria del 18 dicembre 2013 difatti ha creato la situazione paradossale per la quale molti studenti con punteggi elevati si sono visti svantaggiati rispetto a coloro che pur non avendo bonus e pur avendo punteggi inferiori, risultano in posizione utile nella graduatoria con scorrimenti.

La mancata previsione degli scorrimenti è del tutto illegittima - forse più delle censure sino ad oggi avanzate - considerando che ad essere direttamente lesi sono i principi fondamentali del diritto amministrativo. La pubblicazione della nuova graduatoria ha avuto come effetto quello di impedire la immatricolazione degli studenti maggiormente meritevoli, o meglio degli studenti con i punteggi più elevati; del resto se un criterio doveva essere scelto non poteva che essere quello del punteggio ottenuto.  


Alla luce di quanto sopra e della forte illegittimità che affligge il D.M. 29 novembre 2013 lo studio ritiene che vi sia la possibilità di continuare ad impugnare gli atti innanzi il TAR Lazio per tutti coloro che hanno bonus e che hanno un punteggio uguale o superiore a studenti oggi immatricolati, grazie agli scorrimenti.

Coloro i quali hanno con la nuova graduatoria del 18 Dicembre hanno ottenuto un punteggio, per medicina, tra i 39.00 e 45.50 (dunque col bonus), possono ancora presentare ricorso (entro tempi brevissimi). Il punteggio (sempre complessivo di bonus) per Odontoiatria deve essere invece superiore o uguale a 38,70.
Possono aderire anche coloro che hanno punteggi leggermente inferiori considerando che vi saranno successivi scorrimenti della graduatoria.

In merito al MAXI RICORSO UDU e al parziale e provvisorio accoglimento con decreto cautelare, lo Studio fornirà istruzioni ai ricorrenti interessati nei prossimi giorni.

Michele Bonetti Avvocato & Partners

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