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Mentre la Corte Europea procede nell’esame del Maxi ricorso Udu, molti ricorsi individuali presentati dall’Unione degli Universitari e patrocinati dall’Avvocato Michele Bonetti contro le esclusioni ai corsi di laurea vengono accolti dal Tribunale Amministrativo Regionale che sospende le graduatorie e ammette in sovrannumero gli studenti negli atenei di Roma, Parma, Palermo, Messina, Genova.

La decisione di un Tar locale è rivoluzionaria e mette in discussione il metodo con cui viene stabilito l’accesso programmato nelle università italiane e calcolato il numero dei posti a disposizione nelle facoltà di Medicina e Odontoiatria e di tutta l’area sanitaria.

I ricorsi sono fondati non solo sul ripetersi anche per questo anno di ormai tristemente noti scandali, brogli e domande errate o da annullare sottoposte agli studenti durante la prova di accesso, fatti certamente inammissibili vista l’importanza della prova sul futuro di tanti giovani, ma su istruttorie illegittime per determinare i posti disponibili a cui partecipano gli stessi ordini professionali senza alcuna garanzia per gli studenti.

Si rimette in allegato la pdf prima risposta della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Care ragazze e ragazzi, considerata la enorme partecipazione in questi ultimi giorni di adesione alla campagna, nonché il crescente interesse da parte dell’opinione pubblica alla tematica dell’accesso programmato, purtroppo tornata alla ribalta per i consueti e noti scandali, comunichiamo a Voi tutti, amici e sostenitori, che eccezionalmente è stata accordata una breve proroga sino al 25 settembre 2009 per la formalizzazione dell’adesione al ricorso collettivo alla Corte Europea di Strasburgo.
L’affetto dimostratoci e il consenso accordatoci nel proseguire ancor più fermamente in questa campagna di legalità ci impone, dedizione, coraggio e passione per portare la Vostra voce là dove potrà essere udita: l’Europa. 


N.B. la documentazione dovrà necessariamente pervenire presso lo studio di Roma entro e non oltre il 25 settembre 2009. Non sarà prevista altra deroga al predetto termine perentorio.

Per la formalizzazione dell’adesione è necessario:

-    inviare la scheda e i documenti (doc scheda - pdf procura) via fax al numero 06.64564197 e successivamente mediante posta celere all’indirizzo: Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners di Via Dardanelli 46 Roma 00195
 
-    Il contributo - minimo e volontario- per sostenere la causa varia a seconda della posizione degli interessati:


      a) Ricorrenti in I e II grado del Maxi Ricorso UDU: contributo minimo euro 50,00.
      b) Ricorrenti che hanno presentato ricorso avverso l’esclusione per l’A/A 2007-2008 per il tramite di altre associazioni e/o avvocati con un indiretto interesse alla causa: contributo minimo euro 25,00
      c) Tutti i cittadini interessati a sostenere la nostra legittima battaglia: contributo minimo euro  10,00
  
Unisciti alla Campagna, facciamo sentire la nostra Voce!
Care ragazze e ragazzi, considerata la enorme partecipazione in questi ultimi giorni di adesione alla campagna, nonché il crescente interesse da parte dell’opinione pubblica alla tematica dell’accesso programmato, purtroppo tornata alla ribalta per i consueti e noti scandali, comunichiamo a Voi tutti, amici e sostenitori, che eccezionalmente è stata accordata una breve proroga sino al 25 settembre 2009 per la formalizzazione dell’adesione al ricorso collettivo alla Corte Europea di Strasburgo.
L’affetto dimostratoci e il consenso accordatoci nel proseguire ancor più fermamente in questa campagna di legalità ci impone, dedizione, coraggio e passione per portare la Vostra voce là dove potrà essere udita: l’Europa. 


N.B. la documentazione dovrà necessariamente pervenire presso lo studio di Roma entro e non oltre il 25 settembre 2009. Non sarà prevista altra deroga al predetto termine perentorio.

Per la formalizzazione dell’adesione è necessario:

-    inviare la scheda e i documenti (doc scheda - pdf procura) via fax al numero 06.64564197 e successivamente mediante posta celere all’indirizzo: Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners di Via Dardanelli 46 Roma 00195
 
-    Il contributo - minimo e volontario- per sostenere la causa varia a seconda della posizione degli interessati:


      a) Ricorrenti in I e II grado del Maxi Ricorso UDU: contributo minimo euro 50,00.
      b) Ricorrenti che hanno presentato ricorso avverso l’esclusione per l’A/A 2007-2008 per il tramite di altre associazioni e/o avvocati con un indiretto interesse alla causa: contributo minimo euro 25,00
      c) Tutti i cittadini interessati a sostenere la nostra legittima battaglia: contributo minimo euro  10,00
  


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Il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari spiega la lotteria dei test d'ingresso nel programma di approfondimento del Tg3 Lineanotte.

 

RICORSO COLLETTIVO ALLA CORTE DEI DIRITTI DELL'UOMO CONTRO TUTTI I NUMERI CHIUSI



Il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari spiega la lotteria dei test d'ingresso nel programma di approfondimento del Tg3 Lineanotte.


Mercoledì, 02 Settembre 2009 17:01

Anche quest'anno la lotteria ha fatto "cilecca"

L’Unione degli Universitari aveva ragione nel definire una “lotteria” i test d’ingresso che si sono svolti in questi giorni negli Atenei italiani.
Tutti gli annunci tesi a rassicurare la regolarità delle prove fatte dai rettori e dal ministro Gelmini, sono risultati solo degli annunci per legittimare uno strumento che non funziona.
Abbiamo riscontrato irregolarità sia durante lo svolgimento delle prove sia nella correttezza delle domande e delle risposte.
Non sono bastati gli annunci del Rettore Frati di blindare le aule della Sapienza nelle quali si sarebbero dovuti svolgere i test di medicina.
Nelle aule I e II de La Sapienza durante lo svolgimento dei test di Medicina e Chirurgia sono state verificate irregolarità tra le quali candidati sorpresi che utilizzavano cellulari (episodio fatto presente alla commissione che non ha preso provvedimenti), casi di candidati che confrontavano le risposte durante lo svolgimento del compito, genitori che entravano e uscivano durante lo svolgimento delle prove.
Su questi fatti si possono visionare i seguenti video presenti su internet:
Video dell’aula I - Video dell’aula II
Oltre alle irregolarità durante lo svolgimento sono emerse risposte errate o dubbie ai quesiti presenti nei test. Riportiamo in allegato le risposte errate e dubbie.
Di fronte a questi episodi non possiamo che ribadire come questi test siano e vera propria lotteria, dove tutto è possibile!
Da troppi anni accadono irregolarità ai test per essere declassati ad episodi.
L’Unione degli Universitari ha presentato un esposto al Ministero per chiedere chiarezza su quello che è avvenuto.
Crediamo che come studenti abbiamo il diritto di provare a laurearci e di essere valutati seriamente e non con dei quiz che come abbiamo detto ricordano più il “superenalotto” che il più alto luogo del sapere.
Chiediamo al Parlamento di adoperarsi per abrogare la legge 264 e di approvare una nuova legge che risolva definitivamente le incongruenze tra diritto allo studio e le barriere poste dai test d’ingresso

RICORSO COLLETTIVO ALLA CORTE DEI DIRITTI DELL'UOMO CONTRO TUTTI I NUMERI CHIUSI



Il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari spiega la lotteria dei test d'ingresso nel programma di approfondimento del Tg3 Lineanotte.

A che punto siamo?

E’ vero, il 18 giugno 2008 eravamo riusciti a trasformare i vostri mandati in una vera e propria battaglia di natura giudiziaria: il Tribunale Amministrativo del Lazio affermava, che l’Udu e gli studenti avevano ragione, la prova dell’A/A 2007-2008 era stata falsata.

Il TAR, infatti, annullava il decreto ministeriale emesso ex post ed illegittimamente al solo scopo di “convalidare” una procedura concorsuale abnorme, dichiarava errati ben 7 ulteriori quesiti della prova, affermava che “l’assenza di verbalizzazione della attività elaborate dalla Commissione, in vista e per la predisposizione dei quesiti, conduce a dichiarare l’inesistenza di quell’attività, vizio strutturale che involge ovviamente i risultati di quell’attività, e cioè gli ottanta quesiti oggetto della presente impugnativa” ed approvò il nostro “auspicio (lodevole) di dotare il sistema italiano di un modello funzionalmente più equo ed efficace, capace di privilegiare il merito e l’attitudine di coloro che aspirino svolgere la professione di medico” “caratterizzato dall’assenza di quiz preselettivi e da un sistema di accesso iniziale aperto a tutti, almeno fino al primo anno di corso che è comune a molte discipline del settore scientifico”.

Questa sentenza giuridicamente innovativ,a tuttavia, è stata oggetto d’impugnazione da parte del MIUR dinnanzi al Consiglio di Stato. Così, dopo un travagliato iter, il 7 aprile 2009, la VI sezione del Consiglio di Stato emanava una sentenza che ci ha lasciato basiti: ad un anno e mezzo di distanza dalla presentazione del Vostro ricorso, ed in spregio all'articolata e pregevole sentenza del TAR Lazio, il Consiglio di Stato ha dichiarato con due righe la propria impossibilità di esprimersi sul merito della vicenda a causa della “diversità dei ricorrenti e dei loro motivi di ricorso”.

Una pronuncia, questa, che, preferendo il metodo al merito, ci ferisce sia come uomini che come professionisti, e che ci rende consci dell’impossibilità di ricevere, dal nostro ordinamento, una risposta chiara e scevra da logiche di “opportunità”.


Venerdì, 28 Agosto 2009 11:52

& L'UNIVERSITA' DEL BENE COMUNE

Lo Studio Bonetti è con l’Università del Bene Comune

Lo Studio Bonetti è con l’Università del Bene Comune, un progetto educativo nato a seguito dei lavori del Gruppo di Lisbona, che parte dal principio che la “conoscenza è un patrimonio dell’umanità, che fa parte dei  beni comuni, cosi come l’acqua è fonte di vita”.

L’UBC rappresenta una nuova opportunità per il mondo dell’educazione e un’innovazione in linea con i cambiamenti dei saperi, delle conoscenze, delle idee, delle problematiche attuali su scala locale e mondiale (“nuova globalizzazione dell’economia, esplosione dell’informazione e della comunicazione, crescita delle ineguaglianze e delle esclusioni sociali, violenze di ogni genere, “rivoluzione” delle biotecnologie: OGM e clonazione; nuove lotte contadine ed operaie nei paesi del “Sud”, deterioramento dell’ambiente, cambiamento climatico su scala planetaria”). Rovesciando la tendenza dominante di una società che si dice basata sulla conoscenza, (Knowledge based society) laddove in primis la sua economia si considera sempre di più “spinta” dalla conoscenza (Knowledge driven economy), l’UBC non vuole formare studenti “stakeholders dell’impresa educativa”, piuttosto favorire tramite la conoscenza valori umani, legati allo sviluppo dell’essere umano e del suo ambiente in toto, come primo fattore di sviluppo.

TAR LAZIO: ILLEGITTIMI I CREDITI SCOLASTICI PER L’ORA DI RELIGIONE E LA PARTECIPAZIONE “A PIENO TITOLO” AGLI SCRUTINI DA PARTE DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE.

Il Tar Lazio - Sez. III^-Quater - accoglie con la sentenza n. 7076, pubblicata in questi giorni, i ricorsi presentati, a partire dal 2007, da alcuni studenti, supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, che chiedevano l'annullamento delle ordinanze ministeriali firmate dall'ex Ministro Giuseppe Fioroni e adottate durante gli esami di stato del 2007 (ord. min. n. 26/07 recante "Istruzioni e modalità per lo svolgimento degli esami di Stato nelle scuole statali e non statali - a.s. 2006/07" e ord. min. n. 30/08 recante "Istruzioni e modalità  per lo svolgimento degli esami di Stato").
Il Tribunale Amministrativo sostiene che l'attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti o dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni (islamica, ebrea, cristiane, di altro rito) ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in etica morale pubblica.
Inoltre sostiene anche incidenter tantum che i docenti di religione cattolica non possono partecipare "a pieno titolo" agli scrutini ed il loro insegnamento non può avere effetti sulla determinazione del credito scolastico; analoga posizione non può essere riconosciuta ai docenti delle attività didattiche formative alternative all'insegnamento della religione cattolica.
L’orientamento espresso dal Tribunale Amministrativo trova fondamento in precise motivazioni che certamente saranno oggetto di un vivace dibattito asserendo che: “la religione cattolica non è una “materia scolastica” come le altre perché è un insegnamento di pregnante rilievo morale ed etico che, come tale, abbraccia quindi l’intimo profondo della persona che vi aderisce e non può essere oggetto di valutazione sul ogni ordinamento democratico moderno. In una società democratica, al cui interno convivono differenti credenze religiose, certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell’insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un’implicita promessa di vantaggi didattici, professionapiano del profitto scolastico; a tale considerazione deve essere ancorato il convincimento circa l’illegittimità della sua riconduzione all’ambito delle attività rilevanti ai fini dei crediti formativi; lo Stato, dopo avere sancito il postulato costituzionale dell'assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto “noto”, non può conferire ad una determinata confessione una posizione “dominante” -- e quindi un'indiscriminata tutela ed un'evidentissima netta poziorità – violando il pluralismo ideologico e religioso che caratterizza indefettibilmente li ed in definitiva  materiali".
La sentenza 7076/2009 del TAR del Lazio fornisce così una concreta applicazione al principio supremo della laicità dello Stato nei termini in cui era stato affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n.203/1989. Il Tribunale Amministrativo dopo aver ricordato il principio della laicità dello Stato, enunciato dalla Corte Costituzionale come “garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale" (C. Cost. n.203/89), ha precisato che “sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico” e la scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento dell’insegnamento della religione cattolica deve essere assolutamente libera e in nessun modo condizionata.
In allegato la pdf sentenza integrale del Tar del Lazio
La sentenza e la presente nota sono presenti anche sul nostro blog .

Accolta la sospensiva al Consiglio di Stato per i ricorsi individuali del corso di laurea di Odontoiatria 2008 – 2009.
Il Miur incassa un duro colpo al Consiglio di Stato e viene accolto in data 5 maggio 2009 un ricorso individuale patrocinato dall’Avv. Michele Bonetti dinanzi la Sesta Sezione del Consiglio di Stato presieduta dal Dott. Claudio Tito Varrone.

A seguito della vittoria conseguita dallo Studio Bonetti era stato richiesto all’Avvocatura dello Stato, che rappresentava Miur ed Università, di correggere un errore materiale della ordinanza che non permetteva alla studentessa la regolare iscrizione. Nonostante da parte dell’Avvocatura non vi sia stata adesione per la correzione materiale, lo Studio Avv. Michele Bonetti & Partners ha nuovamente assistito la ricorrente ottenendo conferma delle proprie ragioni in data 21 luglio 2009 nella adunanza presieduta dal Presidente Giuseppe Barbagallo.

Accolta la sospensiva al Consiglio di Stato per i ricorsi individuali del corso di laurea di Odontoiatria 2008 – 2009.
Il Miur incassa un duro colpo al Consiglio di Stato e viene accolto in data 5 maggio 2009 un ricorso individuale patrocinato dall’Avv. Michele Bonetti dinanzi la Sesta Sezione del Consiglio di Stato presieduta dal Dott. Claudio Tito Varrone.

A seguito della vittoria conseguita dallo Studio Bonetti era stato richiesto all’Avvocatura dello Stato, che rappresentava Miur ed Università, di correggere un errore materiale della ordinanza che non permetteva alla studentessa la regolare iscrizione. Nonostante da parte dell’Avvocatura non vi sia stata adesione per la correzione materiale, lo Studio Avv. Michele Bonetti & Partners ha nuovamente assistito la ricorrente ottenendo conferma delle proprie ragioni in data 21 luglio 2009 nella adunanza presieduta dal Presidente Giuseppe Barbagallo.

La vittoria è un precedente importantissimo perché concerne i corsi di laurea 2008 – 2009 di odontoiatria ove vi era una domanda che il Miur aveva ritenuto di annullare, ma che la Magistratura ritiene valida e da computare. Pertanto le graduatorie stabilite dal Miur non sono esatte e molti studenti non ammessi hanno perso un anno ingiustamente senza poter dimostrare il loro reale valore e senza poter studiare.
Ancora una volta lo Studio Bonetti & Partners mette in discussione il sistema del numero chiuso come un sistema realmente non meritocratico e casuale e soprattutto riesce a far studiare gli studenti anche nei corsi più restrittivi. Oggi la studentessa ricorrente può regolarmente studiare nei corsi di odontoiatria a numero chiuso.
pdf Si allega l’ordinanza del Consiglio di Stato del 5 maggio 2009 e il provvedimento di correzione del Consiglio di Stato del 21 luglio 2009.


Si ringraziano i Colleghi Santi Delia e Paolo Verduci per il loro vittorioso primo grado.

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