Roberta Nardi

Roberta Nardi

Per questo anno accademico, l’Università di Perugia per il corso in Scienze della Formazione ha stabilito un totale di 130 posti destinati al contingente comunitario e altri 10 destinati al contingente extracomunitario, stabilendo una soglia minima ai fine dell’ammissione pari a 63 punti.

Ad oggi, alcune future matricole che hanno sostenuto il test presso l’ateneo perugino, pur collocandosi entro i posti banditi, dunque entro quei 130 posti disponibili, non hanno però superato la soglia (elevatissima, a nostro avviso) dei punti minimi per l’ammissione al Corso di laurea e quindi non possono immatricolarsi. Secondo l’Ateneo Perugino e il Miur, i posti banditi e non occupati dovrebbero rimanere vacanti. Così il numero programmato diventa numero chiuso. L’UDU ritiene che le soglie e gli sbarramenti all’ingresso siano incostituzionali e pertanto organizzerà un ricorso collettivo su Perugia.

Ispirati dalle numerose battaglie sino ad oggi affrontate e dai precedenti giurisprudenziali ottenuti dallo studio legale dell’Avvocato Michele Bonetti & Partners per le soglie di Scienze della Formazione, abbiamo così deciso di fornire una adeguata e concreta risposta a questa procedura illegittima adottata dall’Università di Perugia e dal Miur per il corso di Laurea in Scienze della Formazione.

Adesioni da pervenire entro il 10 ottobre p.v., ultimo giorno utile per spedire il vostro plico mediante raccomandata a.r. allo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners (Via S. Tommaso D'Aquino 47 - Roma 00136). Vi chiediamo la cortesia di indicare sulla busta la dicitura “Ricorso Scienze della Formazione Uni Perugia”.

Il plico inviato con raccomandata a.r. deve contenere:

- una procura sottoscritta in originale e completa dei dati richiesti;

- una fotocopia del documento di identità;

- una copia del bonifico del versamento di euro 300,00 effettuato sulle coordinate bancarie in allegato.

Sempre più ombre sul concorsone della scuola per l’assunzione dei docenti a tempo indeterminato;
una candidata non presente nell’elenco degli ammessi all’orale, ma convinta di aver sostenuto un’ottima prova  ha, infatti, recentemente scoperto che l’esito del suo scritto - sostenuto lo scorso febbraio dopo le prove pre-selettive - riportava una valutazione “ottima”.

Dopo aver atteso invano una risposta del Ministero dell’Istruzione alla richiesta di accesso agli atti avanzata, la candidata decideva di recarsi direttamente all’ufficio scolastico regionale dove scopriva di aver ottenuto un punteggio pari a 36/40, ossia di gran lunga superiore alla sufficienza.

“I casi sono una novantina. Ho presentato ricorso al Tar per sostenere una prova suppletiva con una nuova commissione. E’ pronto anche un esposto alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma per valutare se vi siano estremi di reato quali l’abuso d’ufficio”, dichiara l’Avvocato Michele Bonetti ai microfoni de “Il fatto quotidiano”.

Oltre una novantina di concorrenti pur avendo superato con successo la prova scritta del concorso docenti si sono visti esclusi dalla graduatoria degli ammessi all’orale e quindi negare la possibilità di ottenere la tanto agognata abilitazione.

Quanto accaduto nella regione Lazio è solo la punta dell’iceberg, è il chiaro segno che l’Amministrazione non è in grado di dare la giusta importanza ai diritti dei cittadini, che oltre a preoccuparsi di effettuare delle buone prove concorsuali, devono preoccuparsi di controllarne la correzione.

Oltre ai 90 docenti esclusi dalla graduatoria di merito nonostante il superamento della prova scritta, oggi nella Regione Lazio vi sono centinaia di docenti che nonostante abbiano terminato tutte le fasi  concorsuali e risultati vincitori, a distanza di tre mesi, sono ancora in attesa della pubblicazione delle graduatorie.

Sul concorso docenti, la ministra Maria Chiara Carrozza ha annunciato una operazione trasparenza. Nei prossimi giorni saranno forniti numeri e dettagli chiarendo anche i rallentamenti verificatisi in due regioni: Toscana e Lazio. Per i concorrenti ingiustamente esclusi, invece, si deve attendere il giudizio della magistratura.

Guarda il Video completo del servizio su il Fatto Quotidiano.

In questi Atenei nonostante le nostre vittorie al T.A.R. continuano a pubblicare le graduatorie sulla base della preferenza e non del punteggio.
Perché queste graduatorie sono illegittime?
I candidati di tutti gli altri Atenei d'Italia, così come previsto dal MIUR, potevano inserire 3 scelte cosicchè in caso di mancata ammissione al corso di laurea di prima opzione si poteva ancora cogliere l'opportunità di essere ammesso negli altri. In tutta Italia tranne che in queste sedi.
Si perchè secondo il bando di concorso di questi Atenei l'ammissione al corso di laurea di seconda o terza scelta da solo diritto alla possibilità di essere inserito in coda in quella graduatoria dopo tutti coloro che pur avendo ottenuto un punteggio più basso hanno scelto quel corso come prima opzione. Il candidato con 68 punti escluso a Fisioterapia, per fare un esempio, è rimasto comunque fuori da infermieristica nonostante vi siano ammessi con poco più di 50 punti.
Una scelta selettiva, dunque, che tutto premia fuorchè il merito. Una vera e propria lotteria delle opzioni.
Dello stesso avviso è il T.A.R. del Lazio che ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, sempre pronti a difendere i diritti degli studenti, ed ha ammesso lo studente al corso di laurea indicato come seconda scelta.
"Non è una vittoria del singolo studente ma è un'affermazione del diritto allo studio", commentano i legali. "Da anni ci battiamo per escludere la lotteria delle opzioni o che elimini il rischio imponderabile del numero dei candidati presenti in una determinata sede. La decisione del T.A.R. riguarda ovviamente il solo nostro ricorrente ma fa rabbia analizzare la graduatoria e vedere quanti studenti sono stati privati della possibilità di studiare al corso di laurea cui aspiravano pur avendo dimostrato di valere sul campo l'agognata ammissione".

Ora tutti coloro che non sono stati ammessi al corso di laurea di prima opzione ma che con il loro punteggio sarebbero stati ammessi nelle altre possono fare ricorso.
Per maggiori info su come aderire al ricorso contatta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Venerdì, 20 Settembre 2013 10:31

PROROGA PER IL MAXI COLLETTIVO UDU

IL TERMINE PER L’ADESIONE AL MAXI COLLETTIVO UDU E’ STATO PROROGATO DAL 20 AL 30 SETTEMBRE 2013.
IL 30 SETTEMBRE E’ IL TERMINE ULTIMO PER ADERIRE AL MAXI RICORSO COLLETTIVO UDU.


Per le modalità di adesione si prega si seguire le indicazioni illustrate sui seguenti link:
http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/news/item/616-ricorsi-collettivi-numero-chiuso-pronti-alla-battaglia
http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/news/item/618-faq-ricorso-collettivo-numero-chiuso-niente-piu-dubbi

 

  1. 1)Se ho fatto un ricorso negli anni passati, posso presentare un ricorso udu anche quest’anno?

Sì, se hai partecipato alla prova di ammissione per l’a.a. 2013/2014.

 

  1. 2)Devo firmare anche una copia del documento di identità?

No, non è necessario.

 

  1. 3)Se non possiedo un conto corrente bancario, per procedere al pagamento, posso utilizzare quello di mio padre, di mia madre, di mio zio … etc.?

Assolutamente sì. Importante è però indicare nella causale del bonifico, il tuo nome e il tuo codice fiscale.

 

  1. 4)Devo far autenticare la procura?

No, non è necessario. Importante è compilare la procura, sottoscriverla e inviarla all’indirizzo dello studio legale entro il 20 settembre 2013.

 

  1. 5)Se ho fatto un altro ricorso collettivo, posso fare il vostro ricorso?

No. Secondo il nostro ordinamento, non è concesso proporre la stessa domanda due volte. In tal caso, è necessario procedere prima alla revoca del mandato per l’altro ricorso.

  1. 6)Quali sono i tipi di irregolarità oggetto del maxi ricorso collettivo?

Le censure del maxi ricorso collettivo sono di natura collettiva e sono così articolate:

- Violazione dell’anonimato: alle future matricole è stato chiesto di esporre il documento di riconoscimento accanto alla scheda anagrafica. Basta che la violazione sia accaduta in una delle sedi della graduatoria nazionale e nel caso di specie si è verificata in moltissime sedi.

- Difetto della c.d. “istruttoria” ossia il percorso amministrativo previsto dalla legge per la determinazione dei posti banditi; lo stesso Ministro Carrozza ha confessato che l’Amministrazione non ha avuto il tempo necessario per svolgere tutte le indagini e le consultazioni necessarie per la determinazione dei posti quantificati in maniera casuale. L’accesso programmato è divenuto un vero e proprio numero chiuso!

- Cambio delle regole in corso.

 

  1. 7)Quanto costa il maxi ricorso collettivo?

Il maxi ricorso collettivo costa euro 10,00.

 

  1. 8)Come posso partecipare al maxi ricorso collettivo udu?

Il termine per aderire al ricorso scade il 30 settembre 2013, ultimo giorno utile per spedire il vostro plico mediante raccomandata a.r. allo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners (Via S. Tommaso D'Aquino 47 - Roma 00136). Vi chiediamo la cortesia di indicare sulla busta la dicitura “MAXI RICORSO UDU” e l’indicazione del corso di laurea preferito (ad es. Medicina, Odontoiatria, Architettura, Veterinaria etc.).

Invitiamo tutti a procedere con l’adesione il prima possibile in quanto si valuterà l’opportunità di chiedere un provvedimento in via di urgenza.

Il plico inviato con raccomandata a.r. deve contenere:

- una procura sottoscritta in originale e completa dei dati richiesti;

- una scheda di adesione completa in tutte le sue parti;

- una fotocopia del documento di identità;

- una copia del foglio contenente username e password consegnate il giorno della prova per l’accesso al sito www.accessoprogrammato.miur.it;

- una copia del bonifico effettuato sulle coordinate bancarie in allegato.

 

  1. 9)Per l’adesione al maxi ricorso collettivo, devo inviare la scheda del candidato anche via mail?

No. E’ necessario inviare la documentazione completa di cui al punto 8) via raccomandata a.r.

 

  1. 10)Quante probabilità ci sono di vincere il ricorso?

Non è possibile effettuare una previsione statistica, ma possiamo riferirvi che a nostro avviso il ricorso è fondato.

 

  1. 11)Per quali ricorsi, devo inviare la pre-adesione? E a cosa serve la pre-adesione?

La pre – adesione rimane per la facoltà di Professioni Sanitarie e serve ad organizzare i ricorsi collettivi.

 

 

  1. 12)Cosa devo fare dopo la pre-adesione?

Successivamente, ti verrà chiesto di inviare la documentazione allo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners sito in Roma alla Via S. Tommaso D'Aquino 47 – cap. 00136

ph. 06.3728853 – 06.39749383; mob. 349.4216026; fax 06.64564197; facebook Michele Bonetti; skype Avvocato Michele Bonetti; email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.avvocatomichelebonetti.it

 

 

  1. 13)Se ho fatto il test per professioni sanitarie e voglio fare ricorso, che devo fare?

Ad oggi sono aperte le preadesioni tramite il sito dell’unione degli Unione degli Universitari a cui inviare la scheda di preadesione di seguito allegata mediante l’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

  1. 14)Quanto costa il ricorso per professioni sanitarie?

Il costo dipende dal numero dei ricorrenti che inviano le pre –adesioni e in ogni caso per particolari situazioni, lo studio legale offre la prima consulenza gratuita via mail, o presso lo studio previo appuntamento.

 

  1. 15)Quali sono gli altri ricorsi collettivi?

Gli altri ricorsi collettivi, in base alle segnalazioni pervenuteci, sono ad esempio per situazioni quali:

Università di Siena, facoltà Medicina e Università di Siena, facoltà di Medicina e Chirurgia, consegnato cartellino da tenere sul petto per ogni candidato; Università di Padova, facoltà di Veterinaria, i plichi sono stati consegnati in ordine alfabetico e consegnati con un numero progressivo ad ogni candidato; Università di Pavia, facoltà di Professioni Sanitarie, concorso annullato; Università Politecnica delle Marche, facoltà di Medicina e Chirurgia, a più di 30 candidati che hanno pagato per accedere alla prova è stato impedito di accedere al test per una mera irregolarità.

 

 

  1. 16)Quanto costano gli altri ricorsi collettivi?

Il costo dipende dal numero dei ricorrenti che inviano le pre – adesioni e in ogni caso per particolari situazioni, lo studio legale offre la prima consulenza gratuita via mail, o presso lo studio previo appuntamento.

 

  1. 17)Quali sono le altre tipologie di ricorso?

Le altre tipologie di ricorso sono:

ricorsi individuali e semicollettivi, predisposti per singole posizioni e specifiche censure (come ad esempio per i soggetti che con il bonus avrebbero guadagnato una posizione in graduatoria utile per l’immatricolazione; candidati con disabilità per cui non sono state predisposte tutte le misure compensative, etc.).

 

  1. 18)Se ho una situazione particolare, posso contattare lo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners?

Se pensi di avere una situazione particolare, ti consigliamo di inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per avere un preventivo e per una prima consulenza gratuita. La stessa consulenza gratuita può essere richiesta di persona presso lo studio, previo appuntamento.

 

  1. 19)Fino a quando posso aderire al maxi ricorso collettivo?

Entro e non oltre il 30 settembre 2013.

 

  1. 20)E’ possibile che il termine del 30 settembre venga prorogato? Vale il timbro postale per la data del 30 settembre?

No. Il 30 settembre è l’ultimo termine, senza possibilità di proroga, dal momento che i corsi cominciano a breve e i motivi di urgenza per vantare un interesse cautelare potrebbero non essere più incisivi, considerando anche il numero dei ricorrenti. Precisiamo che la procura e la documentazione deve essere spedita o consegnata entro il 30 settembre 2013. Considereremo la data di spedizione e il timbro postale.

 

  1. 21)Se partecipo al ricorso collettivo e dopo, per scorrimento naturale della graduatoria, occupo una posizione utile per l’immatricolazione, che faccio?

Ti invitiamo a comunicarci, tramite mail o fax, questa circostanza. Nel caso in cui si entra, viene meno il tuo interesse ad agire; in poche parole il ricorso non impedisce la successiva immatricolazione anche a seguito di scorrimento della graduatoria.

 

 

  1. 22)Se aderisco al maxi ricorso collettivo udu, posso eventualmente inoltrare anche un altro tipo di ricorso sempre per il tramite dello Studio Legale Bonetti ?

Se ti rispecchi in una delle situazioni del punto 17), oltre al ricorso collettivo udu, puoi con noi valutare di inoltrare anche un altro tipo di ricorso. Ciò è possibile in quanto essendo gli stessi patrocinatori dei ricorsi siamo in grado di formulare motivi distinti di ricorso e compatibili tra loro, sul punto vi invitiamo di volta in volta a scriverci per una analisi completa del vostro caso.

 

  1. 23)Nel frattempo, mi posso immatricolare?

Sì. Il fatto di essere un ricorrente, non ti impedisce di immatricolarti presso altri corsi di laurea e in altri atenei, anche differenti rispetto a quelli in cui hai svolto il test.

 

  1. 24)A cosa serve comunicare allo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners lo username e la password di accesso programmato.miur.it?

Lo username e la password servono semplicemente per prendere visione del tuo compito e della tua posizione in graduatoria.

 

  1. 25)Se perdo le credenziali per il sito accesso programmato.miur.it (username e password),

come faccio?

Se hai perso questi dati, basta andare presso la segreteria dell’università dove hai fatto il test e compilare un modulo per l’accesso agli atti al fine di recuperare username e password.

 

  1. 26)E’ un problema se non ricordo la media dei voti scolastici e non completo con questi dati la scheda del candidato?

No, non è un problema. Se lo ricordi è meglio, in modo da vere un’idea anche del tuo profilo scolastico.

 

  1. 27)Cosa vuol dire frequentare ex art. 6?

L’art. 6 del Regio decreto del 4 giugno 1938 n. 1269 intitolato “Approvazione del regolamento sugli studenti, i titoli accademici, gli esami di stato e l'assistenza scolastica nelle università  e negli istituti superiori” dà la possibilità  di frequentare e sostenere due esami da parte di coloro che non hanno passato il test di ammissione a numero chiuso. Ci si immatricola così ad un altro corso di laurea complementare, affine e similare, frequentando però la facoltà  ove non si è riusciti ad entrare. 

In tal modo si può iniziare a frequentare l'Università  ove non si è riusciti ad entrare sostenendone i primi esami, salvo poi l'anno successivo riprovare il test di ammissione e una volta superato chiederne la convalida. Gli esami che si possono sostenere sono solo due, ma è frequente il caso di alcune Università  che consentono di sostenere ulteriori esami informalmente con successiva registrazione e formalizzazione.

 

  1. 28)Cosa devo fare per frequentare ex art. 6?

Il predetto articolo quando viene ripreso dalla normativa universitaria assume spesso un'altra posizione (non sempre il numero 6 del regolamento universitario anche se molte Segreterie Studenti per comodità  continuano ad identificarlo sempre e comunque come articolo 6) e viene recepito con particolari modalità  pratiche attuative che si differenziano da Università  ad Università , da Facoltà  a Facoltà , e rispetto alle quali avrà  cura di richiedere la relativa modulistica nelle segreteria di competenza. Per questo si consiglia vivamente di andare presso la Segreteria Studenti, richiedere i relativi moduli e vagliarli attentamente prima di sottoscriverli.

 

 

 

Carissimi,
alla luce delle ultime modifiche legislative, caratterizzate da numerose illegittimità costituzionali e dalla violazione del principio della certezza del diritto, nonché delle numerose denunzie di pervenute all’UDU abbiamo deciso di schierarci ancora una volta a favore degli studenti.
Corre innanzitutto l’obbligo di ribadire che non abbiamo intenzione di schierarci né pro bonus, né contra bonus, ma solo a favore del libero accesso all’istruzione e dalla parte delle regole di uno stato di diritto.
L’abolizione in corsa del bonus maturità è stata illegittima, tanto quanto la sua istituzione. L’illegittimità si è verificata nel momento in cui il Legislatore ha deciso di cambiare le regole mentre i ragazzi erano nelle aule del test, mentre i ragazzi mettevano le crocette, mentre i ragazzi contavano sull’attribuzione di un punteggio per aver superato l’esame per il diploma.
In nessun gioco si accetta il cambio di regole dopo la competizione e, a maggior ragione, non possiamo accettare il cambio di regole quando si decide del futuro dei nostri ragazzi.
In termini giuridici, questo si traduce nel mancato rispetto del principio della certezza del diritto che trova fondamento nella nostra stessa carta costituzionale: è stato emanato un decreto legge che ha eliminato il bonus maturità istituito proprio da quella “legge” abrogata durante la prova. Un concorso pubblico che “sceglie” i nostri destini non può essere così organizzato e congeniato. Sarà proprio la illegittimità costituzionale di tale decreto legge, che ha cambiato le regole del gioco in corso di test, ad essere oggetto dei ricorsi che stiamo predisponendo.
La battaglia che combattiamo da diversi anni ha sempre avuto come finalità ultima la tutela degli studenti, tutti, nessuno escluso, senza distinzione politica o partitica, con l’unico criterio che è quello della certezza del diritto.
Nessuno vuole far uscire nessuno, abbiamo un solo obiettivo, smantellare mattone dopo mattone il muro del numero chiuso, dalle contestazioni sulle domande, dalle risposte non conteggiate, dai posti degli extracomunitari di odontoiatria che rimangono vuoti e non assegnati né ai comunitari, né agli extracomunitari, dalle violazioni delle più elementari regole di organizzazione del concorso dalla carta di identità sul tavolo alla busta consegnata aperta.
Tutte le nostre contestazioni hanno un fine unico ammettere in sovrannumero gli studenti e allargare le graduatorie con il fine non nascosto di spingere legalmente il Legislatore italiano a rivedere la legge sul diritto allo studio che deve diventare libero e aperto a tutti.
È per questo che nel ricorso al Tar del Lazio avanzeremo una richiesta ulteriore di adire la Corte Costituzionale (già ci siamo andati, a novembre ci riandremo e proporremo poi la questione del cambio delle regole del gioco in corsa) per illegittimità costituzionale del Decreto Legge del 9 settembre.
Sia chiaro una volta per tutte non si discuterà di bonus o non bonus, si chiederà se sia legittimo in virtù dei principi costituzionali e di diritto cambiare le regole del gioco attuate da tempo con un bando universitario, legge speciale del concorso, durante le prove a numero chiuso.
Ispirati dalle numerose battaglie sino ad oggi affrontate, dalle numerose vittorie e dalle numerose difficoltà abbiamo così deciso di fornire una adeguata e concreta risposta alle diverse necessità mediante azioni giurisdizionali diversificate e tute atte a smantellare il numero chiuso:
MAXI RICORSO UDU: il ricorso è finalizzato a contestare l’intero sistema del numero chiuso attraverso grandi motivi: violazione del principio dell’anonimato; difetto dell’istruttoria (i posti individuati dallo stesso Ministero della Salute sono di più di quelli messi a bando per la penuria di medici e professionisti ); erronea formulazione delle domande e tanto altro. Quest’anno difetta del tutto la c.d. “istruttoria” ossia il percorso amministrativo previsto dalla legge per la determinazione dei posti banditi; lo stesso Ministro Carrozza ha confessato che l’Amministrazione non ha avuto il tempo necessario per svolgere tutte le indagini e tutte le consultazioni necessarie per la determinazione dei posti quantificati in maniera casuale. L’accesso programmato è divenuto così un vero e proprio numero chiuso!
Nonostante le numerose sentenze dei TAR italiani, si è tentato di rendere legittima la violazione dell’anonimato. Contrariamente a quanto accade per tutti gli altri concorsi nazionali, alle future matricole è stato chiesto di esporre il documento di riconoscimento accanto alla scheda anagrafica contenente lo stesso codice della griglia delle risposte e del compito, rendendo così riconoscibile ogni singolo candidato e più facile l’alterazione degli elaborati. Tale circostanza è gravissima ed inaccettabile. Non si comprende per quale motivo, l’Amministrazione proprio nel test più importante per ogni studente, abbia la necessità di non garantire al massimo livello il diritto allo studio rendendo possibile la fuoriuscita di notizie e le eventuali manomissioni dei test. Non riteniamo soddisfacente una diversa soluzione rispetto a quella della piena garanzia dell’anonimato.
Nonostante le richieste dell’Unione degli Universitari di cambiare il sistema da anni tutto rimane fermo e non si spiega perché non si possa cambiare il procedimento disponendo:
- di correggere i compiti nelle singole sedi e non presso il Cineca, come accade in diversi concorsi pubblici italiani, evitando passaggi di compiti dagli Atenei sino a Casalecchio del Reno, ovvero “in tragitti” che sono stati oggetto di molteplici indagini penali;
- di predisporre un codice a lettura ottica e non alfanumerico e come tale annotabile da tutti; le c.d. griglie che contraddistinguono tutti i prodotti che si comprano anche al supermarket e che nessuno di noi saprebbe riferire a terzi, ma che solo semplici macchinette ad infrarossi sanno leggere. Basterebbe solo qualche macchinetta a lettura ottica e eviterebbe sistemi folli di sorveglianza, sistemi di oscuramento (sempre più frequenti negli Atenei) dei telefonini, metal detector per evitare cellulari etc. che per quanto evoluti (e costosi..) presentano di anno in anno delle falle a fronte di una evoluzione contemporanea dei sistemi di frode.
Adesioni da pervenire entro il 30 settembre 2013, ultimo giorno utile per spedire il vostro plico mediante raccomandata a.r. allo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners (Via S. Tommaso D'Aquino 47 - Roma 00136). Vi chiediamo la cortesia di indicare sulla busta la dicitura “MAXI RICORSO UDU” e l’indicazione del corso di laurea preferito (ad es. Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura, etc.).
Il plico inviato con raccomandata a.r. deve contenere:
-  una procura sottoscritta in originale e completa dei dati richiesti;
- una scheda di adesione completa in tutte le sue parti;
- una fotocopia del documento di identità;
- una copia del foglio contenente username e password consegnate il giorno della prova per l’accesso al sito www.accessoprogrammato.miur.it;
- una copia del bonifico effettuato sulle coordinate bancarie in allegato.
RICORSO COLLETTIVO UDU PER PROFESSIONI SANITARIE: per sollevare le numerose illegittimità tra cui spicca la violazione dell’anonimato per le varie sedi nazionali degli Atenei. Anche con tale ricorso si solleverà il problema della mancanza di istruttoria e della illegittimità della graduatoria che invece di essere nazionale è. Ad oggi sono aperte le preadesioni tramite il sito dell’unione degli Unione degli Universitari a cui inviare la scheda di preadesione di seguito allegata mediante l’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
ALTRI RICORSI COLLETTIVI: abbiamo monitorato lo svolgimento delle prove su tutto il territorio nazionale e ad oggi siamo in grado di prevedere la possibilità di effettuare (qualora ve ne sia la richiesta) altri ricorsi di carattere collettivo per situazioni quali ad esempio: Università di Siena, facoltà di Medicina e Chirurgia, consegnato cartellino da tenere sul petto per ogni candidato; Università di Padova; facoltà di Veterinaria, i plichi sono stati consegnati in ordine alfabetico e consegnati con un numero progressivo ad ogni candidato; Università di Pavia, facoltà di Professioni Sanitarie, concorso annullato).
Per le adesioni ai ricorsi collettivi dell’UDU si può aderire seguendo le apposite indicazioni che si trovano sul sito www.unionedegliuniversitari.it e comunque riportate nell’apposita sezione del nostro sito.
Per la possibilità di partecipare agli ulteriori ricorsi potete rivolgervi presso il nostro studio legale che mette a disposizione la prima consulenza in maniera gratuita.
Vi ringrazio per l’onore concessomi sino ad oggi nel rappresentare e difendere tutti voi
Vostro,
                    Per l’Unione degli Universitari
                    Avvocato Michele Bonetti

L’Associazione “La Voce dei Giusti” è la prima ad accorgersi del grave problema che affliggerà quanti, non ancora in possesso di Laurea,  stanno pensando di diventare insegnanti o sono già addirittura inseriti in Graduatorie d’Istituto, pertanto  propone il Ricorso in oggetto al fine di ottenere l’accesso o la permanenza nelle Graduatorie d’istituto, per ottenere l’abilitazione accedendo ai TFA e per estendere il periodo di funzionamento dei PAS.

Con l'emanazione del Dm 81/2013 sono state apportate alcune sostanziali modifiche al DM 249/2010 che danneggiano fortemente tutti gli attuali iscritti ad un percorso di laurea o di diploma che porta all'acquisizione di una valida qualifica per l'accesso alle graduatorie di III fascia d'istituto, nonché tutti quei soggetti che hanno conseguito tali qualifiche successivamente al 15/02/2011, data di entrata in vigore del DM 249/2010.

Tale personale non solo laureandosi non potrà più, come previsto dalla vecchia versione del decreto 249/2010, inserirsi in III fascia e conseguentemente insegnare, ma, qualora intendesse abilitarsi, rischia di non poter 'accedere direttamente' ai TFA, così come è stato fino ad oggi,  e sarà costretto ad intraprendere daccapo un nuovo percorso di laurea magistrale.

L'attuazione delle norme del Dm 81/2013, comprese quelle previste dall’art. 3, apparentemente migliorative del vecchio decreto, ma al contrario ancora più lesive ed inadeguate, adottate addirittura con retroattività, rischiano di creare una 'nuova categoria di precariato scolastico', privo di qualsiasi riconoscimento e tutela ed escluso da qualsiasi graduatoria.

Per questi motivi “La Voce dei Giusti” ritiene che sia necessaria e urgente la proposizione di un ricorso, che miri ad annullare il Dm 81 e che porti i giovani che vorranno in futuro intraprendere la professione di insegnante, a godere di migliori prospettive e tutele. Se l’attuale III fascia d'Istituto è stata definita un inferno, per i giovani laureandi si prepara un inferno ancor più duro.

All’interno del ricorso si solleveranno inoltre censure circa la transitorietà dei percorsi abilitanti speciali, (PAS), previsti dal DM 81/13. Come è riportato sullo stesso testo del decreto che ne ha previsto l'istituzione, tali percorsi, sono il risultato dell'attuazione delle misure contenute nella direttiva 36/2005 della Comunità Europea: la direttiva in realtà prevedrebbe l'automatica equiparazione del servizio a qualifica professionale, eventualità attualmente ignorata dal Ministero, quindi obiettivo del ricorso sarà anche dimostrare che una misura compensativa dell’applicazione della direttiva non può essere attuata solo transitoriamente, ovvero, i PAS dovrebbero essere avviati in 'modo ordinario' anche negli anni successivi a favore di tutti quei soggetti che man mano raggiungano un'anzianità di servizio pari a tre anni scolastici.

Possono partecipare al ricorso le seguenti categorie di soggetti:

  • Laureati/Diplomati dopo il 15 Febbraio 2011, in possesso di valido titolo/qualifica che dia accesso alle graduatorie d'Istituto di III fascia ovvero di cui ai DMM 39/98 (laureati e diplomati vecchio ordinamento), 22/05 (lauree magistrali) e 508/99 (diplomati di conservatorio);
  • Studenti attualmente iscritti all'università o accademie o conservatori o a qualsiasi percorso di laurea/diploma che permetta l'acquisizione di uno dei titoli di cui alle tabelle contenute nei DDMM 39/98 (laureati e diplomati vecchio ordinamento), 22/05 (lauree magistrali) e 508/99 (diplomati di conservatorio), ovvero che hanno dato accesso alle graduatorie di circolo e d'Istituto di III fascia.

Le procedure di adesione e la documentazione e gli incartamenti necessari per la partecipazione all'azione di ricorso dovranno pervenire agli studi dei legali entro e non oltre il 30 Settembre 2013.

Modalità di adesione e tempistica:

Al fine di garantire la massima trasparenza e dare chiare ed esaustive risposte, si invita ognuno a leggere con attenzione la documentazione presente sul sito de La Voce dei Giusti:

https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/ricorsi/ricorso-laureandi-e-neolaureati-esclusi-dalle-graduatorie-e-dallaccesso-ai-tfa

L’Associazione “La Voce dei Giusti” è la prima ad accorgersi del grave problema che affliggerà quanti, non ancora in possesso di Laurea,  stanno pensando di diventare insegnanti o sono già addirittura inseriti in Graduatorie d’Istituto, pertanto  propone il Ricorso in oggetto al fine di ottenere l’accesso o la permanenza nelle Graduatorie d’istituto, per ottenere l’abilitazione accedendo ai TFA e per estendere il periodo di funzionamento dei PAS.

Con l'emanazione del Dm 81/2013 sono state apportate alcune sostanziali modifiche al DM 249/2010 che danneggiano fortemente tutti gli attuali iscritti ad un percorso di laurea o di diploma che porta all'acquisizione di una valida qualifica per l'accesso alle graduatorie di III fascia d'istituto, nonché tutti quei soggetti che hanno conseguito tali qualifiche successivamente al 15/02/2011, data di entrata in vigore del DM 249/2010.

Tale personale non solo laureandosi non potrà più, come previsto dalla vecchia versione del decreto 249/2010, inserirsi in III fascia e conseguentemente insegnare, ma, qualora intendesse abilitarsi, rischia di non poter 'accedere direttamente' ai TFA, così come è stato fino ad oggi,  e sarà costretto ad intraprendere daccapo un nuovo percorso di laurea magistrale.

L'attuazione delle norme del Dm 81/2013, comprese quelle previste dall’art. 3, apparentemente migliorative del vecchio decreto, ma al contrario ancora più lesive ed inadeguate, adottate addirittura con retroattività, rischiano di creare una 'nuova categoria di precariato scolastico', privo di qualsiasi riconoscimento e tutela ed escluso da qualsiasi graduatoria.

Per questi motivi “La Voce dei Giusti” ritiene che sia necessaria e urgente la proposizione di un ricorso, che miri ad annullare il Dm 81 e che porti i giovani che vorranno in futuro intraprendere la professione di insegnante, a godere di migliori prospettive e tutele. Se l’attuale III fascia d'Istituto è stata definita un inferno, per i giovani laureandi si prepara un inferno ancor più duro.

All’interno del ricorso si solleveranno inoltre censure circa la transitorietà dei percorsi abilitanti speciali, (PAS), previsti dal DM 81/13. Come è riportato sullo stesso testo del decreto che ne ha previsto l'istituzione, tali percorsi, sono il risultato dell'attuazione delle misure contenute nella direttiva 36/2005 della Comunità Europea: la direttiva in realtà prevedrebbe l'automatica equiparazione del servizio a qualifica professionale, eventualità attualmente ignorata dal Ministero, quindi obiettivo del ricorso sarà anche dimostrare che una misura compensativa dell’applicazione della direttiva non può essere attuata solo transitoriamente, ovvero, i PAS dovrebbero essere avviati in 'modo ordinario' anche negli anni successivi a favore di tutti quei soggetti che man mano raggiungano un'anzianità di servizio pari a tre anni scolastici.

Possono partecipare al ricorso le seguenti categorie di soggetti:

  • Laureati/Diplomati dopo il 15 Febbraio 2011, in possesso di valido titolo/qualifica che dia accesso alle graduatorie d'Istituto di III fascia ovvero di cui ai DMM 39/98 (laureati e diplomati vecchio ordinamento), 22/05 (lauree magistrali) e 508/99 (diplomati di conservatorio);
  • Studenti attualmente iscritti all'università o accademie o conservatori o a qualsiasi percorso di laurea/diploma che permetta l'acquisizione di uno dei titoli di cui alle tabelle contenute nei DDMM 39/98 (laureati e diplomati vecchio ordinamento), 22/05 (lauree magistrali) e 508/99 (diplomati di conservatorio), ovvero che hanno dato accesso alle graduatorie di circolo e d'Istituto di III fascia.

Le procedure di adesione e la documentazione e gli incartamenti necessari per la partecipazione all'azione di ricorso dovranno pervenire agli studi dei legali entro e non oltre il 30 Settembre 2013.

Modalità di adesione e tempistica:

Al fine di garantire la massima trasparenza e dare chiare ed esaustive risposte, si invita ognuno a leggere con attenzione la documentazione presente sul sito de La Voce dei Giusti:

https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/ricorsi/ricorso-laureandi-e-neolaureati-esclusi-dalle-graduatorie-e-dallaccesso-ai-tfa

Venerdì, 13 Settembre 2013 18:31

NASCE L'ASSOCIAZIONE "LA VOCE DEI GIUSTI"

Lo studio legale, comunica la nascita dell'associazione 'La Voce dei Giusti' https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/chi-siamo,. L'Associazione è nata con lo scopo di tutelare e vigilare sulla salvaguardia dei diritti di ognuno, delle libertà fondamentali e della legalità, partendo da uno studio attento e approfondito delle leggi e delle norme. 

Rappresentiamo l'avvio di una nuova fondamentale azione di ricorso tesa a operare alcune censure contenute nel DM 81/13, la cui emanazione ha fortemente pregiudicato il futuro professionale di molti. Per questo motivo vi invitiamo a leggere con attenzione il testo qua sotto riportato, cercando se potete a divulgare le informazioni in esso contenute, in quanto esso tratta di un aspetto fortemente sottovalutato, e nei confronti del quale è necessario agire con la massima rapidità al fine di poter far fronte efficacemente al problema  https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/ricorsi.

Venerdì, 13 Settembre 2013 18:24

NASCE L'ASSOCIAZIONE "LA VOCE DEI GIUSTI"

Lo studio legale, comunica la nascita dell'associazione 'La Voce dei Giusti' https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/chi-siamo,. L'Associazione è nata con lo scopo di tutelare e vigilare sulla salvaguardia dei diritti di ognuno, delle libertà fondamentali e della legalità, partendo da uno studio attento e approfondito delle leggi e delle norme. 

Rappresentiamo l'avvio di una nuova fondamentale azione di ricorso tesa a operare alcune censure contenute nel DM 81/13, la cui emanazione ha fortemente pregiudicato il futuro professionale di molti. Per questo motivo vi invitiamo a leggere con attenzione il testo qua sotto riportato, cercando se potete a divulgare le informazioni in esso contenute, in quanto esso tratta di un aspetto fortemente sottovalutato, e nei confronti del quale è necessario agire con la massima rapidità al fine di poter far fronte efficacemente al problema  https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/ricorsi.

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