Sabato, 06 Giugno 2015 07:32

Commette una ingiustizia non solo colui che fa qualcosa, ma anche colui che per paura sceglie di non fare

Pubblicato in News

Carissimi,
il Consiglio di Stato ha disposto il sovrannumero e non solo sui provvedimenti cautelari (c.d. sospensive) ma anche su una sentenza di merito del Tar del Lazio che è stata così sospesa.
Dunque stavolta non si torna al Tar. Difatti, anche se vi sono ordinanze appellate nella giornata di ieri, è chiaro che con il ribaltamento delle sentenze del Tar si apre una nuova era che verrà definita nel merito al Consiglio di Stato il 24 novembre 2015.
Arrivo subito al punctum dolens della questione. L’inserimento sovrannumerario alle Scuole di Specializzazione è senza borsa.

In primis chiariamo che la borsa dovrebbe essere posticipata al termine del giudizio definitivo, anche se la tempistica del pagamento non dovrebbe essere affatto immediata.

Chiarisco poi che nulla c'entra la vicenda del pagamento dei vincitori del prossimo concorso o il numero di prossime borse da mettere a disposizione. La questione concerne invece gli esclusi da questa edizione concorsuale, le cui pretese giuridiche ad oggi sono rigettate dal Tar, trasposte dal Ministero dalla sede consultiva del Consiglio di Stato al Tar e sino ad oggi rinviate dal Consiglio di Stato al Tar (che “boccia” i ricorsi).

Il tutto si verifica con un concorso nazionale alle porte al quale tutti (rectius, quasi tutti) potrete partecipare, compresi coloro che accetteranno di entrare nell’immediato senza borsa.
Insomma, ancora una volta per non vanificare una campagna ci siamo trovati di fronte ad una dura scelta nell’imminenza del nuovo test: o il rigetto totale come ormai accettato da tempo per diverse ragioni e dalle forze in campo, o in alternativa una nuova riapertura della nostra campagna, accettando anche un accoglimento provvisoriamente senza borsa.

Si può anche non essere d’accordo con i nostri metodi, spesso reputati troppo incisivi, ma dovete concordare con noi che per vincere sono state messe in campo, senza alcun risparmio, tutte le nostre migliori energie e risorse e se solo oggi (a distanza di sette mesi dal concorso) subiamo questa scelta, lo patiamo dopo una serie infinita di contenziosi, denunce penali e tanto altro che non giungeranno ad una facile ed immediata conclusione.

Potevamo chiudere, come tanti altri, la vicenda con un mero rigetto e forse avremmo evitato discussioni, aspre polemiche e critiche anche personali, invece siamo ancora qui, sempre in prima linea.
Gli ammessi (se l’orientamento verrà prossimamente confermato dal Consiglio di Stato) in sovrannumero potranno studiare in prima sede (nella prima scuola dichiarata in ricorso e sede opzionata) ma non avranno, nell’immediato, la borsa di studio.

Da dentro, anche grazie al Coordinamento, potremo e dovremo lavorare insieme, superando però gli steccati associativi preesistenti per trovare i fondi per tutti Voi medici per il diritto al lavoro e alla formazione che deve essere per tutti e deve essere necessariamente retribuito come prevedono le Direttive Europee.

Bisogna uscire dagli schemi ideologici e avere il coraggio intellettuale di riportare come le stesse Direttive Europee rendono impossibile una tale scelta politica per il futuro, l’accesso alle specializzazioni non retribuito. Dichiarazioni diverse, prive di fondamento giuridico, manifestano solo contrapposizioni che celano un interesse a mantenere un sempre minor numero di specializzandi.
Quindi anche ogni ipotesi di posticipazione del pagamento della borsa o di rinuncia all’immediato pagamento è eventualmente limitata al solo anno concorsuale in questione, ove vi sono una serie di irregolarità acclarate che hanno portato ai ricorsi giurisdizionali pendenti.

Da sempre ho manifestato la mia dura opinione avverso le scuole private di preparazione ai test, da me analizzate nel mio libro, non a caso chiamato Cepus Dei, ove chiarisco e approfondisco i loro legami, composizioni societarie e retroscena. Pertanto le critiche avanzate da scuole di formazione e preparazione al test, che nel regime delle specializzazioni mediche vivono sostanzialmente in un sistema di conflitto di interesse e monopolio peggiore del test di ingresso di medicina, alimentato da una graduatoria determinata da un test a crocette, appaiono oltremodo interessate a ostacolare ogni forma di ammissione sovrannumeraria (ricordiamoci le polemiche sulla spesa economica per l’ammissione dei 300 spartani) e alla persistenza di un sistema selettivo ad imbuto dove uno su due rimane fuori.

Cari Dottori non facciamo l’errore ancora una volta di avallare divisioni e contrapposizioni che rischiano solo di riportare la situazione allo status quo ante e che, fidatevi, non hanno ragione di esistere e possono determinare l’ennesimo passo indietro delle Istituzioni, lasciando l’unica alternativa del prossimo concorso su cui si cumuleranno i problemi del passato con quelli del futuro, non risolvibili con una manciata di borse in più.

Oggi si apre una strada ulteriore, non obbligatoria, da percorrere per i singoli interessati e scelta, con parziale successo, da molti Vostri colleghi che avranno l’opportunità di entrare e lottare per i loro diritti da dentro, richiedendo borse di studio per tutti e l’eliminazione di ogni forma di incompatibilità.
E allora Dottoresse e Dottori Ricorrenti, bisogna solo attendere le prossime udienze al Consiglio di Stato, cercando di avere tra fine giugno e luglio altre importanti risposte, andando sempre avanti con lo sguardo rivolto verso il sole con la consapevolezza di poter eliminare anche tutte le altre barriere.
Vostro, Michele Bonetti

 

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