Claudia Palladino

Claudia Palladino

Il T.A.R. Lazio, accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione. 

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", di cui il TAR tornerà ad occuparsi nel mese di febbraio 2018, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

Per gli abilitati non ammessi sono invece, in corso, le procedure di adesione alle azioni volte all'ammissione in virtù di specifici e ulteriori vizi.

In esecuzione dei numerosi provvedimenti giudiziari, resi dal T.A.R. del Lazio sulla nota questione dell’illegittima chiusura anticipata delle graduatorie, il Ministero ha finalmente disposto, per la data del 08.01.2018, lo scorrimento delle graduatorie dei corsi ad accesso programmato relative all’a.a. 2015/2016.

La nota ministeriale fa riferimento ai posti disponibili rimasti vacanti alla data dell’adozione del DM n. 50/2016 ed inerenti sia ai posti destinati agli studenti comunitari e non comunitari residenti, sia ai posti destinati ai non comunitari non residenti (c.d. Extra UE non residenti).

I ricorrenti, alla predetta data, potranno, pertanto, visualizzare la propria posizione accedendo all’Area riservata del portale Universitaly.

In caso di eventuali problemi in merito all’accesso all’area riservata, il Ministero invita i ricorrenti a rivolgersi al Cineca, inviando un’email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto “riapertura scorrimento a.a. 2015/2016 sospensione del DM n. 50/2016 – Gennaio 2018”.

Lo studio legale invita, dunque, tutti i ricorrenti, alla data del 8.01.2018, ad accedere prontamente al portale Universitaly e prendere visione della propria posizione aggiornata.

Il provvedimento del Ministero rappresenta un importante passo verso la definizione dell’intero contenzioso, dopo quasi due anni di attesa dalle prime vittorie ottenute dallo studio Bonetti e Delia, al fianco dell’Unione degli Universitari, di Elisa Marchetti, coordinatrice dell’UdU, ed Andrea Core, responsabile per l’organizzazione UdU del Numero Chiuso, che in prima persona si sono battuti per il raggiungimento di questo risultato.

Lo studio legale ha sempre fermamente creduto nell’illegittimità del provvedimento di chiusura anticipata della graduatoria, impugnato a titolo gratuito con motivi aggiunti per tutti i nostri ricorrenti, ed ha incessantemente lavorato in questi mesi affinché le graduatorie venissero riaperte fino alla totale copertura dei posti rimasti disponibili.

Continueremo in ogni caso a vigilare sulla corretta esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali ottenuti negli scorsi mesi ed invitiamo i ricorrenti a segnalare eventuali irregolarità riscontrate.

Sempre dalla Vostra parte.

Avv. Michele Bonetti

È di poche ore fa l’Ordinanza del T.A.R. del Lazio che ha riconosciuto le qualifiche professionali acquisite nell’Unione Europea come abilitanti ai fini dell’esercizio in Italia della professione di insegnante.

La pronuncia accoglie le doglianze avanzate nel ricorso da parte ricorrente, nella specie una professoressa di lingua Spagnola, lesa dal provvedimento emesso dal MIUR che negava alla stessa il riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento in Italia, nonostante la stessa fosse in possesso di un valido titolo abilitante conseguito in uno Stato facente parte dell’Unione Europea.

L’azione, patrocinata dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Angelo Gadaleta, ha portato alla luce l’irragionevole esclusione dell’istante dall’abilitazione all’insegnamento, con il conseguente mancato inserimento nella II fascia delle Graduatorie di Istituto, in palese contrasto con la Direttiva Europea 2005/36/CE.

“Il riconoscimento del diritto della ricorrente di essere inserita nella II fascia delle graduatorie di istituto – commenta l’Avv. Bonetti – si pone in linea con l’obiettivo della direttiva Europea che mira a rendere i mercati del lavoro più flessibili, a liberalizzare ulteriormente i servizi, a favorire il riconoscimento automatico delle qualifiche in modo tale da semplificare le procedure amministrative”. L’impegno della ricorrente, che ha conseguito lauree in Italia e plurimi titoli all’estero, non poteva che portare alla illegittimità del provvedimento del Ministero volto a denegare il riconoscimento della formazione professionale acquisita dalla stessa.  

Per gli Avvocati Bonetti, Delia e Gadaleta tale vittoria apre indubbi scenari anche su ulteriori campagne rivolte al riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento. 

In allegato l'ordinanza emessa dal T.A.R. Lazio. 

1. Che cos’è il FIT?

Tramite l’atto di governo n. 377 di delega della L. 107/2015 sono state disposte modifiche sul sistema di formazione iniziale e di accesso ai ruoli di docente della scuola secondaria di primo e secondo grado sia sui posti comuni che su quelli di sostegno.

Il nuovo iter di formazione prevede l’instaurazione di un concorso pubblico nazionale a seguito del quale si accede al percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT) volto all’assunzione in ruolo.

 

2. Come è strutturato il FIT?

Il sistema di formazione iniziale e accesso ai ruoli è articolato in tre parti:

- un primo anno finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione per l’insegnamento nella scuola secondaria o in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno;

- un secondo anno di formazione, tirocinio e primo inserimento nella funzione docente;

- un terzo anno di formazione, tirocinio, e inserimento nella funzione docente.

A tale corso/concorso si potrà accedere per titoli (laurea, titolo AFAM ed equivalenti) congiuntamente al possesso di 24 crediti formativi.

 

3. Che cos’è la fase transitoria?

La fase transitoria prevede le normali assunzioni dalle GAE e dalle GM del concorso 2016, alle quali si aggiungono le assunzioni da una nuova graduatoria di docenti (graduatoria regionale di merito degli abilitati) che sarà costituita a febbraio 2018 attraverso uno specifico concorso che prevede solo una prova orale, di natura didattico-metodologica, senza sbarramento.

Coloro che parteciperanno a tale fase saranno ammessi direttamente all’ultimo anno di formazione previsto dal FIT.

 

4. Chi potrà partecipare alla fase transitoria?

Potranno partecipare alla fase transitoria i docenti:

- abilitati nella scuola secondaria di primo o secondo grado;

- coloro che stanno frequentando i percorsi di specializzazione sul sostegno e che si abiliteranno entro il 30 giugno 2018;

- gli ITP iscritti nelle graduatorie ad esaurimento oppure nella seconda fascia delle graduatorie di istituto;

- coloro che, entro il termine di presentazione delle domande di partecipazione, avranno maturato un servizio di almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, con riferimento agli ultimi 8 anni.

 

5. Sarà necessario aver conseguito 24 crediti formativi anche per partecipare alla fase transitoria?

No, per partecipare alla fase transitoria non sono richiesti i 24 CFU/CFA prescritti come requisito imprescindibile, invece, nella fase ordinaria.

 

6. Si potrà partecipare alla fase transitoria in tutte le regioni?

La procedura sarà attivata in tutte le regioni ma ogni insegnante potrà partecipare in un’unica regione per tutte le classi di concorso per le quali ha titolo.

 

7. Potranno partecipare alla procedura anche gli insegnanti già di ruolo?

Nel decreto legislativo che detta la disciplina relativa al nuovo sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli dei docenti per la scuola secondaria è espressamente previsto che coloro che sono già titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato da docente presso le scuole statali non possono prendere parte alla procedura. Tuttavia, secondo le ultime notizie, sembrerebbe che il Ministero abbia recepito la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la disposizione contenuta nella c.d. Buona scuola, nel punto in cui si esclude la partecipazione dei docenti in ruolo ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale docente. Rimaniamo comunque in attesa del testo definitivo del decreto e, qualora lesivo, agiremo immediatamente per la tutela di tale categoria di insegnanti.

 

8. I docenti che partecipano alla procedura in virtù del servizio svolto devono aver lavorato sulla classe di insegnamento specifica per almeno tre anni?

No in quanto, fermo restando il requisito dei tre anni di servizio (svolti in totale, anche non consecutivi, purché accumulati negli ultimi otto anni), ciascun docente potrà partecipare alla fase transitoria per le classi di concorso o tipologia di posto per le quali abbia maturato un servizio di almeno un anno ai sensi dell’art. 489 del decreto legislativo n. 297/1994.

 

9. Chi parteciperà alla fase transitoria potrà permanere nelle graduatorie di merito, GAE e nelle GI?

No, l’ammissione al citato percorso comporta la cancellazione da tutte le “vecchie” graduatorie e l’inserimento nelle “nuove” G.R.A.M.A., cioè le nuove graduatorie regionali di merito ed esaurimento.

 

10. Sono un insegnante in possesso di diploma di maturità magistrale, posso partecipare al FIT?

No, il FIT è previsto solo per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

 

11. Sono un insegnante inserito in II fascia delle G.I. e/o in G.A.E. con riserva processuale (con giudizio pendente), posso partecipare alla fase transitoria?

Le posizioni di tali docenti sono subordinate alla decisione definitiva del Giudice. Bisognerà attendere la pubblicazione del bando in fase di stesura da parte del M.I.U.R. per verificare come saranno affrontate tali posizioni. Ad oggi si può ipotizzare che rimarranno esclusi dalla procedura ma in ogni caso, qualora tali docenti dovessero essere lesi dalle disposizioni ministeriali, avanzeremo apposite azioni legali.

 

12. Sono un insegnante I.T.P. che, a seguito della nota dell’Avvocatura Generale dello Sato inoltrata al M.I.U.R. in data 12 agosto 2017 n. 396352 (prot. - AOODGPER. 35612 del 14 agosto 2017), è stato inserito con riserva in seconda fascia delle G.I. in via amministrativa, posso partecipare alla fase transitoria?

Anche in tal caso bisognerà attendere le determinazioni ministeriali di prossima pubblicazione e, in caso di esclusione dalla partecipazione alla fase transitoria, procederemo con appositi ricorsi.

 

13. Ho lavorato per almeno tre anni (anche non consecutivi purché accumulati negli ultimi otto anni) di cui almeno uno sul sostegno ma non ho, né sto conseguendo, l’apposita specializzazione. Posso partecipare alla fase transitoria per i posti di sostegno?

Si, può partecipare. All’art. 17 comma 7 del decreto legislativo difatti si legge: “ciascun soggetto può partecipare alla predetta procedura in un’unica regione per ciascuna tornata concorsuale, per le classi di concorso o tipologie di posto per le quali abbia maturato un servizio di almeno un anno […]”.

 

14. Ho lavorato per almeno tre anni (anche non consecutivi purché accumulati negli ultimi otto anni) nelle scuole paritarie, ai fini della partecipazione alla fase transitoria, il mio servizio può essere valutato al pari di quello svolto nella scuola statale?

Il decreto legislativo non fa riferimento al servizio svolto nell’una o nell’altra tipologia di scuola pertanto è lecito presumere, essendo le scuole paritarie parte integrante del sistema di istruzione nazionale, che le due tipologie di servizio possano essere equiparate. Per avere una certezza in tal senso sarà necessario attendere il testo definitivo del bando e, qualora dovessimo riscontrare illegittimità in tal senso, valuteremo se procedere con un ricorso ad hoc.

 

15. Ad oggi, quali ricorsi sono stati avviati?

Al fine di tutelare al meglio gli insegnanti che saranno lesi dalle disposizioni ministeriali di prossima pubblicazione e di cui è già stata resa nota una bozza, sono aperte le adesioni ai ricorsi al TAR per accedere al ruolo con il corso/concorso del 2018 per le seguenti categorie di insegnanti: Docenti A.F.A.M., Dottori di ricerca, Abilitati all’estero, Insegnanti I.T.P., Diplomati ISEF nonché per tutte le altre categorie che ci riserviamo di tutelare all’esito di una più approfondita analisi.

Per approfondimenti in merito e per la procedura di adesione al ricorso cliccare qui.

 

Lunedì, 01 Gennaio 2018 14:38

FIT: APERTE LE ADESIONI AL RICORSO AL TAR

Come noto, il Decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017 per il riordino, l'adeguamento e la semplificazione del sistema di formazione iniziale e di  accesso nei  ruoli dei docenti sia su posti comuni sia di sostegno, prevede un sistema di formazione e reclutamento dei docenti della scuola secondaria di I e II grado strutturato in una prima fase nella quale si sosterrà un concorso e una seconda fase nella quale vi sarà un percorso di formazione (FIT) di durata triennale con il fine ultimo di assumere il docente a tempo indeterminato.

Sulla base di ciò è stata disposta una fase transitoria e, entro il 2018, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca bandirà il primo concorso per l’inserimento dei docenti nelle G.R.A.M.A., cioè le nuove graduatorie regionali di merito ed esaurimento.

Per ogni informazione o chiarimento in merito abbiamo predisposto le nostre FAQ in cui rispondiamo a tutte le Vostre domande più frequenti. Per leggere le FAQ cliccare qui.

Il nuovo concorso “semplificato”, di imminente indizione, avrà il medesimo impianto del concorso docenti del 2016, con le medesime illegittimità già censurate dal TAR e dal Consiglio di Stato.

Al fine di tutelare al meglio gli insegnanti che saranno lesi dalle disposizioni ministeriali di prossima pubblicazione e di cui è già stata resa nota una bozza di decreto, sono aperte le adesioni ai ricorsi al TAR per accedere al ruolo con il concorso a cattedra 2018 per le seguenti categorie di insegnanti:

- Docenti A.F.A.M., per aderire clicca qui.

- Dottori di ricerca, per aderire clicca qui.

- Abilitati all’estero, per aderire clicca qui.

- Insegnanti I.T.P., per aderire clicca qui.

- Diplomati ISEF, per aderire clicca qui.

Qualora non dovesse rientrare in nessuna delle categorie anzidette ma si ritiene leso dalla procedura ministeriale anzidetta, compili questo form.

Ci riserviamo di agire per la categoria dei c.d. 180 x 3 dopo un'attenta analisi giurisprudenziale considerando la presenza della copertura legale. Pur non escludendo tale campagna, riteniamo per serietà professionale di dover procedere con un opportuno approfondimento tecnico, anche in considerazione del fatto che non si è nell'imminenza della scadenza dei termini per agire qualora ne dovessero ricorrere gli estremi.

Sempre nell’ambito di tale categoria, è opportuno distinguere i soggetti che matureranno i 36 mesi di servizio nel mese di giugno (quindi allo scadere dell’anno scolastico) ma per cui, con ogni probabilità, il bando imporrà una scadenza anteriore per la presentazione della domanda di partecipazione alla fase transitoria.

Si rappresenta che tale situazione, per la sua peculiarità, potrebbe comportare un conflitto di interessi a motivo della diversità delle Vostre posizioni (sul punto vedasi l’ordinanza n. 5338/2017 resa dal Consiglio di Stato https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=63HNAC3K243PGE5VWLM5OVEXPI&q=  e l’ordinanza n. 6977/2017 resa dal TAR del Lazio https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=DIEZT57ZJ5CVKXIQNETAIF4FLQ&q=) da quella della categoria dei c.d. 180 x 3. Pertanto lo studio si riserva di inoltrare un ricorso in forma individuale o per gruppi più ristretti di soggetti con posizioni omogenee.

Sin da ora si rappresenta che il prezzo di tali azioni, per tutto il grado di giudizio, è di € 750,00 oltre il costo del contributo unificato, quando e se dovuto (quest’ultimo è dovuto qualora nell’ultimo stato di famiglia sia stato dichiarato un reddito superiore ad € 35.000,00).

Ritenendo verosimilmente fondato tale tipo di ricorso, Si invitano, dunque, i soggetti che si trovano in tale situazione a ad impugnare il bando, a nostro avviso lesivo delle Vostre posizioni.

A breve troverete tutta la documentazione volta all’adesione a tale tipologia di azione.

Ci riserviamo di agire, inoltre, per gli insegnanti di ruolo che vorrebbero partecipare su altra classe di insegnamento. Questa è sempre stata una nostra battaglia ma è presubibile che il decreto definitivo non sarà lesivo per tali insegnanti pertnto, anche per evitare un aggravio di spese, riteniamo di dover attendere nel raccogliere le adesioni confidando in un adeguamento da parte dell'Amministrazione. Ciò anche in considerazione del fatto che non si è nell'imminenza della scadenza dei termini per agire.

Ci riserviamo, infine, di agire per tutti i soggetti ammessi con riserva, che hanno ottenuto l’abilitazione con riserva o che partecipano a percorsi abilitanti con riserva, sempre qualora non sia previsto in via amministrativa la loro partecipazione al FIT.

A tali categorie si aggiungono tutti i macro-gruppi di soggetti non ammessi alla fase transitoria. Resta inteso che con ADIDA, MIDA e la Voce dei Giusti ci batteremo affinché tali categorie riescano ad ottenere la partecipazione al FIT senza ricorrere alle vie legali come in parte già riportato nell’incontro il Ministero dell’Istruzione con le suddette associazioni.

Si precisa che nei ricorsi di natura collettiva non verranno inseriti motivi aggiuntivi per coloro che rivestono situazioni particolari. Queste ultime impongono una tutela individualizzata, pertanto, al fine di evitare conflitti di interessi anche solo potenziali tra le varie posizioni (sul punto vedasi l’ordinanza n. 5338/2017 resa dal Consiglio di Stato e l’ordinanza n. 6977/2017 resa dal TAR del Lazio di cui sopra troverete i link), Vi invitiamo ad inoltrare una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

Prosegue la nostra battaglia avverso un fenomeno che concerne quarantaquattromila studenti costretti a trasferirsi fuori dall’Italia per poter studiare.

È di poche ore, infatti, l’emanazione del provvedimento cautelare con cui il Tribunale Amministrativo per il Lazio ha riconosciuto il diritto di una nostra ricorrente al trasferimento in Italia.

Nella specie, trattavasi di una studentessa iscritta nella Facoltà di Medicina e Chirurgia di un’Università estera che, seguendo alla lettera la procedura amministrativa, chiedeva il trasferimento al V anno dell’Ateneo Capitolino de “La Sapienza”.

Il Giudice Amministrativo proclama l’illegittimità del diniego impugnato ed impone al Polo resistente, previa verifica del possesso dei titoli in capo all’interessata, l’inserimento in graduatoria della ricorrente.

In questo modo, si accetta il trasferimento da Medicina in inglese di un’Università estera a Medicina in lingua italiana di un Ateneo nazionale.

Ancora una volta, il nostro studio legale ottiene una pronuncia che riconosce il valore del principio della libera circolazione degli studenti, così consentendo il trasferimento degli studenti italiani che, a causa del numero chiuso, sono costretti a fuggire in città estere.

 

E' la vittoria della Legge sui pregiudizi. La fine della storiella e delle chiacchere da bar, sul dato positivo e sulle norme. Il Consiglio di Stato, in sede consultiva, accoglie il ricorso straordinario proposto dagli Avvocati Edmondo Dibitonto, Michele Bonetti e Santi Delia a favore di un docente precario storico della scuola e che grazie ad altra azione giudiziale degli stessi legali aveva ottenuto, solo nel 2015, l'agognato posto di ruolo grazie al diploma magistrale.

Dopo il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale all'esito del ricorso straordinario del 2011, al fianco di 220 diploma magistrale, il MIUR, con il DM 308 del 2014 aveva modificato il sistema di valutazione dei titoli abilitanti proprio per far posto, tra essi, al riconosciuto diploma magistrale. Per quanto riassunto dal Consiglio di Stato, i legali hanno contestato la scelta di attribuire valenza asseritamente “perequativa” ad un bonus di punteggio a favore dei laureati in Scienze della formazione primaria, "quasi a rispondere alla non chiarita esigenza di ricreare diversi livelli di valore tra tipologie di titolo di studio, a prescindere dal fatto che l’uno (il diploma magistrale), benché evidentemente inferiore, fino ad una certa data era necessario, ma anche sufficiente per accedere all’insegnamento".

Al riguardo, si legge nel parere, "il Ministero enfatizza la bontà sostanziale delle scelte effettuate, ritenendo le stesse rispondenti ad un più elevato interesse al miglioramento della qualità della docenza, al fine di assicurare “piena efficacia al principio di corretta valutazione dei titoli culturali e professionali dei soggetti che, stante la nuova disciplina di acquisizione dell’abilitazione all’insegnamento, formano, a seguito della costituzione delle graduatorie ai sensi del decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 maggio 2014 n.353 e formeranno, ad ogni aggiornamento, la platea degli aspiranti abilitati inclusi nella II fascia e gli aspiranti inclusi nella III fascia delle graduatorie di istituto”.

In questo modo, tuttavia, avevano rilevato i legali si dimentica che il compito del Ministero non è quello di modificare la Legge ma di rispettarla. Si veniva a materializzare, dunque, l'ennesia beffa in capo ai diplomati magistrale giacchè pur se il loro titolo dichiarato “equivalente” rispetto ai laureati in Scienze della Formazione Primaria, consentendogli di permanere nella stessa fascia, è di fatto sminuito nell'attribuzione del punteggio, il quale non sarà neanche uguale a quello precedentemente raggiunto nelle graduatorie di III fascia e svalutato tanto da far risultare quasi inutile avere maturato, ai fini della posizione in graduatoria, il punteggio derivante dal servizio pluriennale.

Ed il Consiglio di Stato, che, quella Legge è chiamato a far rispettare concorda con tale difesa. La Sezione, si legge, evidenzia che così facendo il MIUR ha agito "confondendo l’obiettivo, con lo strumento per conseguirlo, fin[endo] per avocare ad una fonte non propria (il regolamento ministeriale) un ambito contenutistico del tutto estraneo alle potenzialità conferitegli con la delega. Attraverso l’attribuzione del già ricordato bonus (non potendo qualificarsi diversamente l’attribuzione di partenza di un punteggio aggiuntivo, di fatto a parità di condizioni date) non è chi non veda come si venga a creare una disparità di trattamento difficilmente superabile in concreto, che finisce per rendere tamquam non esset la “conquistata” iscrizione nella II fascia delle graduatorie di istituto dei diplomati magistrali ante anno scolastico 2001-2002.

"E il paradosso, rileva la Sezione, è che ciò avvenga nel momento in cui ancora si discute della –assai più pregnante- valenza abilitante di quel titolo ai fini dell’inserimento nelle GAE, con conseguente possibilità di partecipare al piano assunzionale per posti di ruolo nell’ambito dei provvedimenti attuativi della l.n. 107 del 2014, cosiddetta “la buona scuola” (la fondatezza della pretesa dei diplomati magistrali con titolo conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 ad essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, anziché esclusivamente in quelle di istituto, è stata riconosciuta da molteplici pronunce del Consiglio di Stato; cfr. ex plurimis, Cons. Stato, Sez. VI, 16 aprile 2015, n. 1973; id., 21 luglio 2015, n. 3628, 27 luglio 2015, nn. 3673 e 3675 e 3 agosto 2015, n. 3788)".

Il parere oggi in commento, discusso nell'adunanza del 18 ottobre 2017 e pubblicato il 16 novembre 2017, è evidente riferito al fatidico appuntamento del 15 novembre 2017 quando si è celebrata l'Adunanza Plenaria con cui si decideranno le sorti dei diplomati magistrale e del loro diritto alle GAE.

Oggetto del contendere, chiarisce il Consiglio di Stato, "ora come allora, è il tentativo di non “parificare” ciò che il legislatore, nel susseguirsi dei regimi giuridici, ha voluto, almeno a certi fini, parificato, ovvero i diplomi magistrali conseguiti ante anno scolastico 2001-2002 e la laurea, introdotta a partire dall’anno successivo: nel caso del D.M. del 2011, relegando gli interessati nella III fascia delle graduatorie di istituto, laddove i laureati, ovviamente, stavano nella II; nel caso dei decreti oggi opposti, prevedendo per i laureati un irraggiungibile punteggio di partenza aggiuntivo. Ne’ è pensabile che la maggior duttilità dello strumento utilizzato (il regolamento ministeriale), cui l’Amministrazione riferente, in verità con scarsa coerenza ricostruttiva, riconosce espressamente valenza “normativa”, nasca da un’autonoma scelta gestionale, tale da consentire alla stessa di bypassare i limiti contenutistici desumibili dalla cornice nel quale essa comunque si colloca. E suddetta cornice, in nessuna sua proposizione lascia intravedere una volontà legislativa di conferire al Ministero competente la facoltà di diversificare il valore del titolo di studio abilitante. Anzi, rileva la Sezione, di quanto detto è prova proprio la possibilità, ricordata dallo stesso Ministero, di cui all’art. 1, comma 6 ter, del d.l. n. 240/2000, inserito nel testo normativo dalla legge di conversione n. 306/2000, di valorizzare i diplomati S.S.I.S.: in quel caso, l’attribuzione di punteggio aggiuntivo trova la sua legittimazione, infatti, nella norma primaria che ha in tal modo consentito al Ministero di dare attuazione alla prevista diversificazione, altrimenti egualmente improponibile. L’esistenza di un limite al potere conferito, dalla fonte primaria, all’Autorità di vertice dell’istruzione pubblica, nella potestà di incidere sui punteggi attribuibili alle diverse categorie di titoli, non può non concretizzarsi in primis, ritiene la Sezione, nell’esigenza di non rendere del tutto virtuale l’affermata “parificazione” tra abilitati con diploma e abilitati con laurea, seppur tenendo conto dei noti riferimenti temporali. L’ampiezza della forbice creata con l’introduzione del punteggio aggiuntivo, cioè, ben difficilmente comprimibile in concreto, si traduce inevitabilmente nella potenziale inefficacia dell’inserimento nella II fascia delle graduatorie di istituto e in quanto tale non può essere condivisa".

Le parole del Consiglio di Stato, dimostrano, in maniera inequivocabile, che il valore abilitante del diploma magistrale imposto dal Legislatore non può avere carettere ambivalente come, in sede di Plenaria, sostenuto dall'Avvocatura dello Stato giacchè anche per le GAE l'accesso alle stessa era legato, esclusivamente, al possesso del titolo abilitante.

In data 6 novembre, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo della Giustizia Amministrativa, con il decreto cautelare n. 4759/2017, si è pronunciato favorevolmente, in accoglimento dell’appello proposto dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia sulla vicenda delle procedure di mobilità per il passaggio in ruolo nella scuola primaria del personale educativo abilitato con il concorso ordinario del 2000.

Il ricorso in appello, difatti, concerneva tutti gli educatori abilitati, tramite il concorso tenutosi nel 2000, lesi dall’ordinanza impugnata dinnanzi il Giudice di prime cure, in quanto esclusi dalla procedura di mobilità per il passaggio in ruolo per la scuola primaria pur essendo a tutti gli effetti "abilitati".

Il suddetto concorso sostenuto dai ricorrenti nell'anno 2000-2001 risultava essere infatti lo stesso (stessa modalità ed argomenti oggetto della selezione) di quello svolto contemporaneamente ma “abilitante all'insegnamento nella primaria”. Proprio alla luce dell’affinità strutturale e concettuale dei due concorsi e la dichiarata conformità delle abilitazioni in questione, non poteva non considerarsi illegittima la determinazione ministeriale di escludere il personale educativo, abilitato tramite lo specifico concorso, dalla detta procedura.
Il provvedimento del Consiglio di Stato, oltra a fissare la camera di consiglio al 14 dicembre 2017 per la prosecuzione del giudizio, riforma pertanto la precedente ordinanza emessa dal TAR del Lazio che senza analizzare nel merito la questione de qua, osservava sic et sempliciter la sussistenza del difetto di giurisdizione del giudice adito.

Con questo decreto finalmente il Consiglio di Stato, anche a seguito di una nostra lunga battaglia a tutela dei diritti del personale educativo, ammette con riserva gli istanti a partecipare alle procedure di mobilità per il passaggio in ruolo nella scuola primaria, imponendo altresì alle Amministrazioni l’esecuzione del decreto stesso.

Tanta la soddisfazione degli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia che, in collaborazione con la Gilda degli insegnanti, da anni si battono per la difesa dei diritti degli insegnanti e del personale educativo.

Carissimi ricorrenti diplomati magistrali linguistici,

siamo felici di annunciarVi, in attesa dell’Adunanza Plenaria, il Vostro inserimento nelle Graduatorie di Istituto (c.d. G.I.).

Con Decreto monocratico, il Consiglio di Stato accoglie la nostra istanza diretta all’inserimento nelle Graduatorie riferita ai soli diplomati ad indirizzo linguistico di cui alla Circolare Ministeriale 1991/27 ed alle sperimentazioni “Brocca” del Liceo linguistico.

Il Consiglio di Stato inserisce, con riserva, i nostri ricorrenti i cui ricorsi son patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia e rinvia la trattazione alla Camera di consiglio del 23 novembre 2017.

Vi comunicheremo ogni aggiornamento sulla situazione, come sempre.

Dalla Vostra parte. 

Con la presente desideriamo, ancora una volta, rivolgerci a tutti i nostri ricorrenti aventi un titolo di insegnante tecnico-pratico (I.T.P.) che hanno fatto ricorso per l'inserimento anche nella seconda fascia delle Graduatorie di Istituto, pubblicando altresì online il testo della e-mail che stiamo per inoltrarVi.

Carissimi ricorrenti I.T.P.,

come sapete, molti Uffici non stanno più provvedendo al Vostro inserimento nella II Fascia, nonostante l’avvenuto deposito di note, diffide ed opportuna documentazione presso gli Uffici Scolastici da parte nostra.

Il nostro studio sta provvedendo all’inoltro degli altri atti opportuni ad ogni Ufficio Scolastico competente e sta valutando l’opportunità di inoltrare un Esposto alla Procura della Repubblica, di rivolgersi alla Corte dei Conti nonché di avanzare una diffida stragiudiziale, tra l’altro l’ennesima diffida a tal fine.

Ritenendo quanto accaduto estremamente grave, e considerato che trattasi di una determinazione autonoma ed arbitraria degli Uffici in palese violazione dei recenti indirizzi giurisprudenziali, dei provvedimenti cautelari nonché degli atti ministeriali e non supportata da alcun parere emesso dalle competenti Avvocature, invitiamo tutti, comprendendo profondamente la Vostra situazione, alla piena collaborazione con noi, leggendo bene i seguenti link, con tutti i loro documenti allegati, ove al meglio è ricostruita la Vostra situazione.

http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1700-news-importantissima-per-tutti-i-ricorrenti-i-t-p-che-hanno-indicato-la-scuola-capofila-ubicata-nella-citta-di-latina-nella-regione-lazio-ed-in-ogni-altra-regione-italiana-prototipo-di-diffida-utile

http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1698-news-importantissima-per-tutti-i-ricorrenti-i-t-p-che-hanno-indicato-la-scuola-capofila-in-lombardia-prototipo-di-diffida-utile

http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1690-news-importante-per-gli-insegnanti-tecnico-pratici-anticipazione-mail-inviatavi-da-leggere-con-estrema-attenzione

http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1689-aggiornamento-importante-diffida-riguardante-gli-insegnanti-aventi-diploma-di-insegnante-tecnico-pratico-da-inoltrare

http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1684-diretta-online-con-riguardo-ai-ricorrenti-i-t-p-utile-per-chiarire-dubbi-e-perplessita

Sul punto abbiamo caricato due video riproducenti due incontri chiarificatori della Vostra situazione, nonché organizzato un incontro de visu apposito con Voi, presso il mio studio di Roma, al quale in molti avete partecipato.

https://www.facebook.com/avv.michelebonetti/videos/1788673581143236/ 

https://www.youtube.com/watch?v=soRb8sF8qe0&feature=youtu.be&app=desktop

Riteniamo che il ricorso al Presidente della Repubblica, che è stato esperibile sino al 29 settembre 2017, dunque inoltrato nei termini, fosse l’unico ricorso valido e l’unico strumento di tutela tempestiva, considerato che la nota sentenza del T.A.R. Lazio n. 9234/17 del 7 agosto 2017 non è ancora passata in giudicato e che i termini per impugnare ricorso dinanzi al T.A.R. erano scaduti il 31 luglio 2017.

Provvederemo ad inoltrare ogni altro documento, a promuovere qualsiasi altra iniziativa per perorare la Vostra causa dinanzi al T.A.R. Lazio ed ai competenti organi, per Vostro conto.

Per tutto ciò e, si badi, solo qualora siate già ricorrenti I.T.P. per l’inserimento nella II fascia delle Graduatorie di Istituto (dunque non nelle Graduatorie ad Esaurimento), Vi invitiamo a compilare il form online, consultando il link che segue https://goo.gl/forms/s8WsLjwAvIXrmgOU2, precisando e ribadendo la Scuola Capofila, l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Ufficio Scolastico Provinciale di riferimento, nonché ad effettuare un versamento di Euro 50,00 alle nostre coordinate bancarie, che Vi rimettiamo in allegato.

Coloro che vorranno aderire avanzeranno una nuova richiesta per l’inserimento in seconda fascia, si ricordi, delle Graduatorie di Istituto. L’azione sarà esperita solo per coloro che son già ricorrenti I.T.P. e che chiedono anche l’inserimento in seconda fascia e che compileranno il form online, versando la relativa somma di Euro 50, alle coordinate allegate.

Vi garantiamo un impegno per la Vostra difesa completo e continuo, e, proprio al fine anche di coadiuvarci in questo, Vi chiediamo come sempre di tenervi informati sui nostri canali internet e di leggere quanto, tramite il nostro sito pubblico , Vi comunichiamo durante il tempo.

Lavoriamo per Voi e con Voi, sempre dalla Vostra parte.

Avv. Michele Bonetti.

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