Claudia Palladino

Claudia Palladino

Lunedì, 15 Giugno 2015 15:22

Oggi l'Avv. Bonetti su Elleradio

 

Oggi alle 15 sono nuovamente in Radio per parlare delle ammissioni in sovrannumero e senza borsa fino alla sentenza di merito. Sesto Speciale Radio del Coordinamento Mondo Medico in diretta Giovedì 11 giugno dalle ore 15.00 alle ore 16.00 su Elleradio (88.100 su Roma) ed in streaming su http://www.elleradio.it/ascolta-online. Evoluzioni dei ricorsi, ruolo del Cineca e suoi rapporti con il Miur, ultime sentenze ed ordinanze del Consiglio di Stato sui ricorsi. Come da nostra consuetudine telefoni aperti per lasciare spazio alla vostra voce ed alle vostre domande: per intervenire in diretta chiamate lo 06.35511660 fino alle 15.50 o inviate un sms al 335.6637853. Se avete perso le precedenti puntate vi ricordiamo che sono tutte online sul nostro canale YouTube.

 

Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 2166/2015 ha riammesso al TFA un ricorrente, difeso dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli, che era stato bocciato alla prova orale e che si era visto sfumare ogni possibilità di abilitazione pur avendo superato brillantemente sia la prova preselettiva che la prova orale.

Un altro importante obiettivo raggiunto” commenta l’Avvocato Michele Bonetti “abbiamo portato alla luce le irregolarità del concorso per l’ammissione al TFA che, anche quest’anno è stato segnato da importanti vizi”.

Il Collegio, difatti, ha ritenuto i criteri di valutazione della prova non sufficienti a giustificare un esito negativo della stessa, asserendo che “tenuto conto della non comprensibilità, in difetto di dettagliati criteri di valutazione presupposti, del giudizio negativo sulla prova orale del candidato, espresso con voto numerico di poco inferiore alla soglia minima di ammissibilità, a fronte dell’alto punteggio complessivo riportato dall’odierno appellante in relazione ai restanti parametri valutativi […], l’appello cautelare unitamente all’istanza di primo grado merita accoglimento ai limitati fini della rinnovazione della prova orale del candidato”. Il candidato ha risostenuto la prova ed è stato ammesso.

Il difetto di dettagliati criteri ha fatto in modo che si ripresentasse lo stesso scenario già eccepito nei ricorsi per i TFA e i PAS degli anni passati, nonché nel concorso docenti del 2012 quando, nonostante il concorso nazionale, i criteri venivano determinati su base locale.

Ancora una volta, pertanto, i criteri di valutazione rappresentano l’oggetto di aspre contestazioni in quanto fonte di difformità nei giudizi. L’assenza di un criterio unitario ed oggettivo crea disparità di trattamento, accentuata di fronte ad una prova orale di per sé già caratterizzata da ampia discrezionalità della commissione, rendendo l’ammissione al TFA un’ardua aspirazione.

Questa ulteriore determinazione del Consiglio di Stato” riferisce l’Avvocato Michele Bonetti “deve essere un segnale importante per il Ministero che deve fissare dei criteri precisi ed oggettivi per non lasciare al caso ed alla discrezionalità di una manciata di commissari la vita professionale degli insegnanti”.

Giovedì, 11 Giugno 2015 08:35

Oggi l'Avv. Bonetti su Elleradio

 

Oggi alle 15 sono nuovamente in Radio per parlare delle ammissioni in sovrannumero e senza borsa fino alla sentenza di merito. Sesto Speciale Radio del Coordinamento Mondo Medico in diretta Giovedì 11 giugno dalle ore 15.00 alle ore 16.00 su Elleradio (88.100 su Roma) ed in streaming su http://www.elleradio.it/ascolta-online. Evoluzioni dei ricorsi, ruolo del Cineca e suoi rapporti con il Miur, ultime sentenze ed ordinanze del Consiglio di Stato sui ricorsi. Come da nostra consuetudine telefoni aperti per lasciare spazio alla vostra voce ed alle vostre domande: per intervenire in diretta chiamate lo 06.35511660 fino alle 15.50 o inviate un sms al 335.6637853. Se avete perso le precedenti puntate vi ricordiamo che sono tutte online sul nostro canale YouTube.

 

Il Consiglio di Stato, sezione VI, Presidente Dott. Giuseppe Severini, in data 10 giugno ha accolto un ricorso semi-collettivo presentato da alcuni studenti che aspiravano ad accedere al corso di laurea in Professioni Sanitarie di Tor Vergata per le varie opzioni (infermieristica, fisioterapia, radiologia). Un altro mattone dopo l’accoglimento del ricorso UDU su Catanzaro, SUN, Federico II e tanto altro.

Ancora una volta, dopo l’accoglimento del maxi ricorso UDU per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, siamo riusciti ad estendere nostri principi anche ad altri corsi di laurea. Sempre avanti.

Carissimi,
il Consiglio di Stato ha disposto il sovrannumero e non solo sui provvedimenti cautelari (c.d. sospensive) ma anche su una sentenza di merito del Tar del Lazio che è stata così sospesa.
Dunque stavolta non si torna al Tar. Difatti, anche se vi sono ordinanze appellate nella giornata di ieri, è chiaro che con il ribaltamento delle sentenze del Tar si apre una nuova era che verrà definita nel merito al Consiglio di Stato il 24 novembre 2015.
Arrivo subito al punctum dolens della questione. L’inserimento sovrannumerario alle Scuole di Specializzazione è senza borsa.

In primis chiariamo che la borsa dovrebbe essere posticipata al termine del giudizio definitivo, anche se la tempistica del pagamento non dovrebbe essere affatto immediata.

Chiarisco poi che nulla c'entra la vicenda del pagamento dei vincitori del prossimo concorso o il numero di prossime borse da mettere a disposizione. La questione concerne invece gli esclusi da questa edizione concorsuale, le cui pretese giuridiche ad oggi sono rigettate dal Tar, trasposte dal Ministero dalla sede consultiva del Consiglio di Stato al Tar e sino ad oggi rinviate dal Consiglio di Stato al Tar (che “boccia” i ricorsi).

Il tutto si verifica con un concorso nazionale alle porte al quale tutti (rectius, quasi tutti) potrete partecipare, compresi coloro che accetteranno di entrare nell’immediato senza borsa.
Insomma, ancora una volta per non vanificare una campagna ci siamo trovati di fronte ad una dura scelta nell’imminenza del nuovo test: o il rigetto totale come ormai accettato da tempo per diverse ragioni e dalle forze in campo, o in alternativa una nuova riapertura della nostra campagna, accettando anche un accoglimento provvisoriamente senza borsa.

Si può anche non essere d’accordo con i nostri metodi, spesso reputati troppo incisivi, ma dovete concordare con noi che per vincere sono state messe in campo, senza alcun risparmio, tutte le nostre migliori energie e risorse e se solo oggi (a distanza di sette mesi dal concorso) subiamo questa scelta, lo patiamo dopo una serie infinita di contenziosi, denunce penali e tanto altro che non giungeranno ad una facile ed immediata conclusione.

Potevamo chiudere, come tanti altri, la vicenda con un mero rigetto e forse avremmo evitato discussioni, aspre polemiche e critiche anche personali, invece siamo ancora qui, sempre in prima linea.
Gli ammessi (se l’orientamento verrà prossimamente confermato dal Consiglio di Stato) in sovrannumero potranno studiare in prima sede (nella prima scuola dichiarata in ricorso e sede opzionata) ma non avranno, nell’immediato, la borsa di studio.

Da dentro, anche grazie al Coordinamento, potremo e dovremo lavorare insieme, superando però gli steccati associativi preesistenti per trovare i fondi per tutti Voi medici per il diritto al lavoro e alla formazione che deve essere per tutti e deve essere necessariamente retribuito come prevedono le Direttive Europee.

Bisogna uscire dagli schemi ideologici e avere il coraggio intellettuale di riportare come le stesse Direttive Europee rendono impossibile una tale scelta politica per il futuro, l’accesso alle specializzazioni non retribuito. Dichiarazioni diverse, prive di fondamento giuridico, manifestano solo contrapposizioni che celano un interesse a mantenere un sempre minor numero di specializzandi.
Quindi anche ogni ipotesi di posticipazione del pagamento della borsa o di rinuncia all’immediato pagamento è eventualmente limitata al solo anno concorsuale in questione, ove vi sono una serie di irregolarità acclarate che hanno portato ai ricorsi giurisdizionali pendenti.

Da sempre ho manifestato la mia dura opinione avverso le scuole private di preparazione ai test, da me analizzate nel mio libro, non a caso chiamato Cepus Dei, ove chiarisco e approfondisco i loro legami, composizioni societarie e retroscena. Pertanto le critiche avanzate da scuole di formazione e preparazione al test, che nel regime delle specializzazioni mediche vivono sostanzialmente in un sistema di conflitto di interesse e monopolio peggiore del test di ingresso di medicina, alimentato da una graduatoria determinata da un test a crocette, appaiono oltremodo interessate a ostacolare ogni forma di ammissione sovrannumeraria (ricordiamoci le polemiche sulla spesa economica per l’ammissione dei 300 spartani) e alla persistenza di un sistema selettivo ad imbuto dove uno su due rimane fuori.

Cari Dottori non facciamo l’errore ancora una volta di avallare divisioni e contrapposizioni che rischiano solo di riportare la situazione allo status quo ante e che, fidatevi, non hanno ragione di esistere e possono determinare l’ennesimo passo indietro delle Istituzioni, lasciando l’unica alternativa del prossimo concorso su cui si cumuleranno i problemi del passato con quelli del futuro, non risolvibili con una manciata di borse in più.

Oggi si apre una strada ulteriore, non obbligatoria, da percorrere per i singoli interessati e scelta, con parziale successo, da molti Vostri colleghi che avranno l’opportunità di entrare e lottare per i loro diritti da dentro, richiedendo borse di studio per tutti e l’eliminazione di ogni forma di incompatibilità.
E allora Dottoresse e Dottori Ricorrenti, bisogna solo attendere le prossime udienze al Consiglio di Stato, cercando di avere tra fine giugno e luglio altre importanti risposte, andando sempre avanti con lo sguardo rivolto verso il sole con la consapevolezza di poter eliminare anche tutte le altre barriere.
Vostro, Michele Bonetti

 

Rassegna stampa

Sole24ore

Quotidiano Sanità

Repubblica

Panorama.it

Focus

Il Tempo

Studenti.it

Martedì, 02 Giugno 2015 13:37

Campagna per i dirigenti scolastici

Carissimi,
Vi rimetto questo link
 inerente alla campagna da me effettuata per i precari della scuola al fine che possiate avere delle primissime informazioni in merito alla stabilizzazione per la vostra procedura.

A chi è rivolto.

A tutti coloro che pur essendo stabilizzati come insegnanti svolgono da numerosi anni, a seguito di contratti a tempo determinato rinnovati da oltre 36 mesi, le mansioni di dirigente scolastico con l’amministrazione e pertanto possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.

Obiettivo del ricorso.

Data la tipologia del ricorso, verrà sottoposta ai giudici l'intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nei Vs. confronti nonché la richiesta degli scatti di anzianità e il risarcimento per l’apposizione del termine.

Alla luce della sentenza della Corte di Giustizia europea e di una interpretazione rivolta ad altri settori oggi si può chiedere la stabilizzazione per l’abuso dei contratti a tempo determinato.

Prima di adire il Tribunale Ordinario, in veste del Giudice del Lavoro, dovrete impugnare tutti i contratti intervenuti con l’università mediante raccomandata a.r. entro il termine di 120 giorni dall’ultima scadenza e nei successivi 180 giorni depositare il ricorso innanzi la competente sede giurisdizionale.

ISTRUZIONI PER L'ADESIONE:

Primo passo - Cosa c'è in allegato e cosa farne:

In allegato troverà una lettera di impugnazione, una procura, un conferimento di incarico professionale, un'autocertificazione reddituale e le coordinate bancarie sulle quali effettuare il bonifico.

1. La lettera di impugnazione: apra l'allegato "Lettera d'impugnazione, la stampi e la compili in ogni punto, firmandola dove richiesto. 

La lettera deve essere inviata al proprio datore di lavoro e/o al luogo in cui ha sede il l'ente (privato o pubblico) dal quale siete stati assunti. Pertanto nel Vostro caso direttamente al Miur. L'invio deve essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (avendo cura di conservare le ricevute di invio e di ritorno del plico, senza le quali non è possibile avviare il ricorso). Vi prego altresì di fotocopiare la lettera che invierete in modo da consegnarcela con le relative ricevute di spedizione e di ritorno.

2. La procura: apra l'allegato "procura" e stampi il file 3 volte. Compili e firmi tutte e tre le copie.

3. L'incarico professionale: l'incarico professionale (per mera praticità è stato denominato patto di quota lite) garantisce trasparenza relativamente al compenso del professionista che ha svolto e seguito la pratica. Pertanto Lei è invitato a leggere tale file con calma e a chiamarci in caso di dubbi. Stampi una copia del file "patto di quota lite 2015" e poi lo compili e lo firmi. Le somme ivi indicate sono prettamente indicative in quanto costituiscono uno standard di accordo che il nostro studio pattuisce con i precari, ma ovviamente passibile di modifica in base alle necessità di ogni singolo ricorrente.

4. Autocertificazione reddituale: questo documento attesta che Lei ha un reddito FAMILIARE annuo inferiore ad euro 32.298,99. Infatti, in tal caso, Lei è esentato dal dover pagare il contributo unificato (un contributo di spese di giustizia richiesto dalla legge). Quindi, qualora la Sua famiglia (esattamente i soggetti che sono nel suo stato di famiglia) ha un reddito inferiore a tale soglia, Lei deve stampare, compilare e firmare il documento. Qualora invece il reddito della Sua famiglia superi la predetta soglia, Lei dovrà pagare il Contributo Unificato di euro 259,00.

5.Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 1.000,00 comprensiva di iva e cpa.

Le modalità di pagamento verranno effettuate mediante un iniziale bonifico di euro 500,00 e poi un successivo bonifico, sempre di euro 500,00, entro il mese successivo dall’adesione.

Secondo passo - l'invio della documentazione in formato elettronico:

Tutta la documentazione utile va inviata sia via mail sia via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Cosa inviare via Mail: ATTENZIONE: L'OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE "RICORSO  PRESIDI ADIDA OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"

ATTENZIONE: L'INDIRIZZO MAIL E' Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ATTENZIONE: SE POSSIBILE INVIARE I FILES COMPRESSI PER AGEVOLARNE L'APERTURA.

1. Una fotocopia della procura compilata e firmata.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Una fotocopia dell'incarico professionale (o patto di quota lite) compilato e firmato.

4. Una fotocopia dell'autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.

5. Una fotocopia dell'avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4)

6. Una fotocopia della lettera di impugnazione dei contratti e delle ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera.

7. Una copia di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in Vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

8. Una copia di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.

9. Una copia di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.

10. Un riepilogo in formato elettronico di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale (dovranno essere indicati non solo tutti i contratti sottoscritti con la specifica della data di sottoscrizione e di inizio e di fine del rapporto di lavoro con ogni dato, ma altresì le eventuali situazioni individuali da segnalare ad esempio: precedenti cause per la richiesta di differenze retributive specificando il periodo richiesto e le somme allegando ove possibile anche copia dei ricorsi, eventuali concorsi superati in precedenza sempre inerenti la posizione dirigenziale che si rivendica, eventuali danni patiti a causa della situazione di precarietà ecc. ecc.).

Terzo passo - la spedizione a mezzo del servizio postale:

ATTENZIONE: LA DOCUMENTAZIONE VA SPEDITA CON RACCOMANDATA A/R

ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO "RICORSO PRESIDI – ADIDA OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"

ATTENZIONE: L'INDIRIZZO A CUI INVIARE IL PLICO E': "AVV. MICHELE BONETTI & PARTNERS - VIA S. TOMMASO D'AQUINO 47, 00136 ROMA"

ATTENZIONE: PER "ORIGINALE" SI INTENDE UN FOGLIO COMPILATO E FIRMATO CON PENNA (CIOE' NON UNA FOTOCOPIA).

Cosa spedire via posta:

1. Tre originali della procura compilate e firmate.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Un originale dell'incarico professionale compilato e firmato.

4. Un originale dell'autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.

5. Una fotocopia dell'avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4).

6. L'originale della lettera di impugnazione dei contratti inviata al MIUR e le ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera ORIGINALI.

7. Due copie di tutti i contratti di lavoro stipulati (tutti quelli in vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

8. Due copie di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro per i quali si procede e quindi inerenti l’incarico dirigenziale per il quale si chiede la stabilizzazione

9. Due copie di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro come dirigenti scolastici e quindi inerenti ai relativi periodi contrattuali.

10. Un riepilogo di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale come indicato nel precedente punto 10.

ATTENZIONE: COMPILARE I DOCUMENTI IN STAMPATELLO E SCRITTURA LEGGIBILE.

Martedì, 02 Giugno 2015 09:23

RESISTENZA SU CATANIA

Carissimi,

è di qualche ora fa la notizia del ricorso presentato da una manciata di Vostri Colleghi, ove si lamenta la situazione relativa agli ingressi sovrannumerari presso l’Ateneo di Catania.

Riteniamo di rappresentarVi che lo scrivente, unitamente all’Unione degli Universitari, sta valutando l’opportunità di intervenire in detto procedimento opponendosi alla domanda dei Vostri Colleghi (direttamente e/o indirettamente avanzata contro di Voi).

L’intervento sarà presumibilmente a nome di un costituendo Comitato e dello stesso UDU, rappresentando gli studenti ricorrenti, ma anche i non ricorrenti. Difatti, non tutti gli ammessi hanno posizioni contrarie alla Vostra e riteniamo che alcuni Vostri “contraddittori” abbiano giocato sulle diverse problematiche non comprendendo pienamente la questione, ossia l’assenza di finanziamenti all’Università pubblica; difatti gli altri Paesi Europei ci superano sugli investimenti nel settore dell’Istruzione e della Sanità, sia in termini quantitativi, che in termini percentuali.

L’indomani delle prime vittorie al TAR, dinanzi all’ingresso in sovrannumero nella prima sede scelta (Catania nel Vostro caso), avanzai silenziosamente quella che ritengo da tempo la soluzione più equa, ovvero una sanatoria; ma non partendo dai miei ricorrenti, a cui ho devoluto non solo la difesa ma anche le mie più forti passioni, bensì rivolgendomi in primis agli studenti ammessi.

Questi ultimi lamentano non solo opinabili disfunzioni universitarie, ma la circostanza che soggetti con punteggi più bassi, prossimi allo zero, studiassero vicino casa, diversamente da loro che sono costretti a lasciare i propri affetti ed i loro cari per studiare a Catania. Per questo decisi che qualsivoglia sanatoria dei cosiddetti “riservisti” doveva accompagnarsi alla possibilità di far trasferire anche coloro che avevano superato il test presso la loro prima sede scelta. Il tutto si sarebbe dovuto accompagnare allo scioglimento favorevole della Vostra riserva prima delle sentenze di merito. A mio avviso era questa la soluzione da perseguire, poiché tutti dovevano avere diritto a studiare e non ha senso mandare a Sassari uno studente di Catania e viceversa, soprattutto in assenza di un sistema di borse di studio adeguato.

Tuttavia, la classe politica parlamentare ancora non ha recepito la mia richiesta nonostante la programmazione abbia fallito e prova ne è la recente vicenda delle specializzazioni mediche, ove un ingordo sistema ad imbuto continua a lacerare e dividere i medici, un tempo studenti anche essi.

Da qui la scelta personale di avanzare questo intervento ad opponendum unitamente a tanti ammessi che ci hanno già dato adesione per dimostrare che ci sono tanti studenti ammessi al test che ritengono che anche Voi abbiate diritto a studiare.

Ci preme, comunque, traquillizzarVi sull’esito di tale ricorso, poiché siamo da sempre convinti della fondatezza delle nostre azioni, i cui principi si richiamano alla nostra Costituzione. Con il massimo rispetto per le autorevoli difese avversarie, ritengo che vi siano dei profili formali in grado di caducare, senza neanche entrare nel merito, le tesi di parte avversa.

Vi rimettiamo in allegato la procura da inviare in originale, una volta compilata e sottoscritta, allo studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners - Via S. Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 Roma - per mezzo di raccomandata a.r, nonché scansionata al presente indirizzo mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) ed al numero di fax 06.64564197, entro e non oltre il 9 giugno 2015, rappresentandoVi che non Vi richiederò onorari per dette azioni anche a nome dell’UDU Catania, in persona del suo legale rappresentante, nostro grande combattente in prima linea, Giuseppe Campisi, e deducendo, altresì, che l’azione verrà avanzata con carattere erga omnes, ossia per tutti a prescindere dall’adesione.

Sempre con Voi e dalla Vostra parte, non Vi abbandoneremo mai!

I miei più cari saluti,

Avv. Michele Bonetti.

E’ di queste ore la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso di un gruppo di docenti che nel 2012 aveva preso parte al concorso con iniziale riserva che gravava sui ricorrenti che avevano potuto partecipare alle prove concorsuali grazie ad un provvedimento cautelare. Il nocciolo del ricorso, presentato in prima istanza al TAR di Trento, gravitava in particolare sull’impossibilità di parte ricorrente di partecipare alla procedura selettiva in quanto in possesso di titolo conseguito dopo l’anno accademico 2001/2002.

Ora” riferiscono i legali Michele Bonetti e Santi Delia che hanno patrocinato il ricorso “ai nostri ricorrenti è riconosciuto il giusto e l’effettivo inserimento nelle graduatorie di un concorso a cui hanno partecipato sub iudice ma che hanno affrontato superando tutte le prove grazie alle loro sole forze”.

Già nel 2013 il Tar di Trento ci aveva dato ragione con sentenza per un gruppo di ricorrenti nella medesima situazione. Il TAR di Trento in quella sede rilevò che “La preclusione alla partecipazione al concorso si rivela affetta da illogicità, disparità di trattamento ed ingiustizia manifesta” sciogliendo, così, l’iniziale riserva che gravava sui ricorrenti che avevano potuto partecipare alle prove concorsuali grazie ad un provvedimento cautelare.

E’ l’ennesima riprova della fallacità di un sistema discriminatorio ed ingiusto” dichiarano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia “denunciato più volte dai ricorrenti e sul quale è finalmente giunto il sigillo del Consiglio di Stato”.

Oggi, però, la situazione si ripropone, stesso scenario e stesse preclusioni.

Ancora una volta l’Amministrazione rimane cieca alle esigenze degli insegnanti ponendo in essere una netta e palese disparità di trattamento, come lo stesso TAR la definisce.

La Provincia Autonoma di Trento, difatti, ha bandito il concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di 60 posti a tempo indeterminato per la figura di insegnante della scuola infanzia, con competenza in lingua straniera tedesca o inglese, e 100 posti a tempo indeterminato per la scuola primaria.

Un’occasione preziosa per i moltissimi docenti che ambiscono ad insegnare nella scuola dell’infanzia e primaria, ma non priva di problematiche.

Il concorso, difatti, è riservato ai docenti in possesso di diploma di scuola magistrale, di istituto magistrale o di titolo di studio sperimentale dichiarato equivalente, conseguiti entro l'anno scolastico 2001/2002, laurea in scienze della formazione primaria indirizzo scuola infanzia oltre al titolo di abilitazione per la lingua straniera.

Si tratta di una circostanza assurda e del tutto illogica.” riferiscono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia “Ancora oggi, dopo ben tre anni di battaglie, l’Amministrazione persevera su una strada più volte censurata da TAR e Consiglio di Stato. E’ inaccettabile!”

Per i primi gruppi i ricorsi sono già partiti ed attendiamo la fissazione delle udienze. Tutti i ricorrenti hanno ricevuto comunicazione mail personale.

In ragione della pendenza dei termini per la proposizione del ricorso straordinario e delle numerose richieste di adesione pervenute dopo la partenza dei primi ricorsi, si comunica la possibilità di aderire a tali nuove azioni. La presente news quindi è rivolta SOLO A CHI NON HA ANCORA ADERITO ALL'AZIONE.

Sulla base di alcune documentate circostanze sugli atti di concorso, riteniamo che ci siano vizi evidentissimi di violazione delle regole concorsuali sui quali abbiamo già  ottenuto vittorie importanti al TAR, al Consiglio di Stato, al C.G.A. e persino alla sezione consultiva del Consiglio di Stato.

L'accoglimento del ricorso potrebbe portare all'ammissione alle visite mediche ed a proseguire nel concorso.
E' chiaro che tale effetto è attribuibile ai SOLI RICORRENTI.
Tutti i partecipanti possono agire a prescindere dal punteggio ottenuto.
Altri vizi peculiari sono rinvenibili nel bando di concorso che non valuta la pregressa anzianità di servizio escludendo, di fatto, decine di aspiranti a causa della sola, più anziana, età  anagrafica (peraltro trascorsa proprio a servizio dell'arma).
Anche in ragione di tali peculiarità  potrebbero, ove le adesioni lo consentano, formarsi dei gruppi differenziati tra MARINA ed ESERCITO differenziando, ulteriormente, ad esempio per la MARINA, le posizioni di tutti coloro che sono esclusi a causa del solo requisito dell'età  anagrafica potendo, invece, contare su consistenti (e lodevoli) periodi di servizio pregressi.

CHI PUO' ADERIRE

Possono aderire tutti gli esclusi, a prescindere dal punteggio ottenuto.

Sulla base dei vizi individuati tutti possono ottenere l'ammissione alle visite.

COME ADERIRE

La nuova tranche di adesioni scade il 30/6.

Per aderire basta scrivere una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e si riceveranno istruzioni dettagliate da seguire.

Carissimi,

sono ormai diversi anni che il nostro studio, insieme alle associazioni di categoria, si batte per i diritti di tutti i precari della scuola portando avanti le più svariate campagne: dall’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento e d’istituto fino al riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale; una battaglia durata oltre 15 anni e che si sta concludendo con la vittoria degli insegnanti.

E’ stata una lotta lunga e piena di ostacoli, una strada tutta in salita duramente segnata da rigetti, diritti negati e ingiustizie, ma le guerre non si vincono fermandosi alle prime sconfitte, bensì rialzando la testa e ripartendo con lo sguardo volto ancora più lontano. Perciò siamo ripartiti ogni volta, dopo ogni rigetto e dopo ogni porta chiusa, proponendo nuovi ricorsi e nuove class action, fino a guidare un vero e proprio esercito di insegnanti che insieme hanno lottato contro ogni singolo D.M. lesivo dei loro diritti, sia sul piano personale che professionale.

Ora, in quello che spero sia l’epilogo di una delle più vergognose pagine del precariato in Italia, possiamo dire di aver finalmente raggiunto il nostro obiettivo.

Già nel marzo del 2014 il Consiglio di Stato aveva accolto l’istanza, patrocinata dal nostro studio, di più di duecento docenti diplomati magistrali prima del 2002 che impugnavano il D.M. del 2011 di aggiornamento delle graduatorie d’istituto richiedendo di essere ammessi in II fascia anziché in III. Nel provvedimento dell’illustre Collegio si leggeva che “è illegittimo il D.M. n. 62 del 2011, nella parte in cui non parifica ai docenti abilitati coloro che abbiano conseguito entro l’anno 2001-2002 la c.d. abilitazione magistrale, inserendoli nella III fascia della graduatoria di istituto e non nella II fascia. La disposizione è affetta da evidente eccesso di potere, in quanto contrastante con tutte le disposizioni di legge e di rango secondario, che sanciscono la natura abilitante del titolo conseguito negli istituti magistrali a seguito di regolare corso di studio. In altri termini, prima dell’istituzione della laurea in Scienza della formazione, il titolo di studio attribuito dagli istituti magistrali al termine di corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali di istituto magistrale (per la scuola dell’infanzia) o al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale (per la scuola primaria) dovevano considerarsi abilitanti, secondo l’art. 53 R.D. 6 maggio 1923, n. 1054, in combinato disposto con l’art. 197 d.l. 16 aprile 1994, n. 297”.

All’epoca avevamo proseguito in ogni sede con il tentativo di estendereerga omnesgli effetti di tale riconoscimento, fino a quandoil MIUR, in una nota resa pubblica, ha comunicato che “la Direzione Generale per il personale scolastico ha trasmesso all'ufficio legislativo lo schema di Decreto del Presidente della Repubblica che, in esecuzione del parere del Consiglio di Stato n. 3813/13 (e non 4929/2012 che è il numero dell’affare) prevede, per i docenti in possesso del diploma di maturità Magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, la possibilità di inserimento nella  II fascia delle graduatorie di circolo e di istituto della scuola dell'infanzia e primaria”. I diplomati magistrali perciò ottennero quanto dovuto, dopo essere stati relegati per anni nel limbo di una fascia di reclutamento senza sbocchi e non di loro pertinenza.

Oggi il Consiglio di Stato, dopo diverse pronunce cautelari intervenute nei mesi scorsi, si è espresso con sentenza ammettendo definitivamente un gruppo di docenti diplomati magistrali nelle GAE. Detta sentenza, pubblicata in data 16 aprile 2015, scioglie i punti nodali della questione e, difatti, si legge che non sembra “esservi dubbio alcuno che i diplomati magistrali con il titolo conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, al momento della trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento, fossero già in possesso del titolo abilitante. Il fatto che tale abilitazione sia stata riconosciuta soltanto nel 2014, a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato, non può impedire che tale riconoscimento abbia effetti ai fini dell'inserimento nelle citate graduatorie riservate ai docenti abilitati in quanto tali” e continua affermando che “i criteri fissati dal decreto ministeriale n. 235/2014, nella parte in cui hanno precluso ai docenti muniti del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, l'inserimento nelle graduatorie provinciali permanenti ora ad esaurimento, sono illegittimi e vanno annullati”.

Alla luce di questi fatti, dunque, stiamo organizzando dei ricorsi al Giudice del Lavoro per l'ottenimento dell'immediata immissione nelle c.d. GAE e valuteremo l'opportunità di agire anche ex art. 700 c.p.c., ovvero attraverso dei ricorsi che vengono inoltrati d'urgenza e che vengono definiti in tempi celeri.

Abbiamo ritenuto di non agire al Tar del Lazio o dinanzi agli altri organi amministrativi poichè, a nostro avviso, i tempi tecnici per proporre ricorso sono ormai scaduti.

Andranno fatte delle azioni di natura individuale e/o semi collettiva sui Tribunali del Lavoro locali ed a mio avviso è irrilevante aver predisposto o meno la domanda di ingresso nelle GAE, anche alla stregua di quanto statuito dal Consiglio di Stato in sede di merito nonché valutando la tardività della stessa. Tuttavia, qualora fosse già stata inoltrata a tempo debito, vi invitiamo a segnalarcelo ed a produrla in copia.

Il ricorso sarà rivolto a tutte le categorie di docenti che vogliono ottenere l’ammissione nelle GAE, tuttavia è particolarmente direttoalle categorie dei docenti Diplomati magistrali ante 2001-2002, per i laureati in Scienze della Formazione Primaria e per i Depennati e Congelati Siss.

Coloro che richiedono, invece, la stabilizzazione a seguito di tre anni di servizio sono invitati a cliccare al seguente link  ed a seguire la procedura.

COSTI DELL’AZIONE: il costo dell’azione legale è di euro 1000,00 omnicomprensivi oltre spese legali che saranno eventualmente liquidate.

 

ISTRUZIONI PER L'ADESIONE:

La procedura diadesione al ricorso si compone di 3 fasi tutte strettamente necessarie. La invitiamo, pertanto, a leggere con attenzione quanto segue ed a rispettare tutti i passaggi.

Primo passo - Cosa c’è in allegato e cosa farne:

In allegato troverà una procura e le coordinate bancarie sulle quali effettuare il bonifico.

  1. La procura: apra l'allegato "procura" e stampi il file 2 volte. Compili e firmi tutte e due le copie.
  2. Conferimento di incarico professionale: apra l’allegato “Conferimento di incarico professionale” lo stampi, compili e firmi.
  3. Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 1000,00.

Relativamente alla causale del versamento La preghiamo di scrivere: "RICORSO GDL 2015 PER L’INSERIMENTO IN GAE + NOMINATIVO DEL RICORRENTE ".

 

Secondo passo - l'invio della documentazione in formato elettronico:

Tutta la documentazione utile va inviata sia via e-mail sia via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Cosa inviare via Mail:

1. Una fotocopia della procura compilata e firmata.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Una fotocopia dell'avvenuto versamento.

4.Conferimento di incarico professionale sottoscritto in originale.

5. Copia della domanda di inserimento in GAE (se presentata).

6. Copia dell'ultimo contratto di lavoro.

7. Una nota in cui specifica le sue classi di insegnamento ed i relativi punteggi.

ATTENZIONE: L'OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE "RICORSO GDL 2015 PER L’INSERIMENTO IN GAE OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE";

ATTENZIONE: L'INDIRIZZO MAIL E' Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Terzo passo - la spedizione a mezzo del servizio postale:

LA DOCUMENTAZIONE VA SPEDITA CON RACCOMANDATA A/R

ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO: "RICORSO GDL 2015 PER L’INSERIMENTO IN GAE OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE ".

L'INDIRIZZO A CUI INVIARE IL PLICO E': "AVV. MICHELE BONETTI & PARTNERS - VIA SAN TOMMASO D'AQUINO 47, 00136 ROMA".

 

Cosa spedire via posta:

1. Due originali della procura compilate e firmate.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Conferimento di incarico professionale sottoscritto in originale.

4. Una fotocopia dell'avvenuto versamento.

5. Copia della domanda di inserimento in GAE (se presentata).

Copia dell'ultimo contratto di lavoro.

7. Una nota in cui specifica le sue classi di insegnamento ed i relativi punteggi.

ATTENZIONE: COMPILARE I DOCUMENTI IN STAMPATELLO E SCRITTURA LEGGIBILE.

 

Sempre fiero di rappresentarVi e difenderVi!

 

Visite oggi 2932

Visite Globali 2958365