Specializzazioni mediche http://avvocatomichelebonetti.it Thu, 18 Oct 2018 13:32:05 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: SI AL TRASFERIMENTO DA PAESI UE SENZA TEST http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1853-specializzazioni-mediche-si-al-trasferimento-da-paesi-ue-senza-test http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1853-specializzazioni-mediche-si-al-trasferimento-da-paesi-ue-senza-test SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: SI AL TRASFERIMENTO DA PAESI UE SENZA TEST

Il Tribunale di Messina ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ed ordinato il trasferimento di una specializzanda in Pediatria proveniente da un paese UE presso l’Università di Messina, invocando i principi di libera circolazione dei professionisti.
Secondo il Tribunale, difatti, l’unico limite alla libera circolazione dei giovani medici, anche in ambito di formazione professionale post lauream, può essere rappresentata dalla valutazione della congruità del percorso sin’ora svolto all’estero rispetto agli obiettivi del corso di specializzazione nazionale senza alcun riguardo alla mancanza del test di ingresso iniziale che è utile solo ad “accertare la predisposizione per la disciplina dei corsi medesimi”.

“E’ evidente, dunque”, scrive il Tribunale, che “la ratio legis è in linea a quanto indicato dalla Corte Costituzionale (368/99) e alle Direttive Europee (78/686/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978; 78/687/CEE del Consiglio, di pari data; 78/1026/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1978; 78/1027/CEE del Consiglio, di pari data; 85/384/CEE del Consiglio, del 10 giugno 1985; 89/594/CEE del Consiglio, del 30 ottobre 1989 e 93/16/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993) anche al fine di assicurare il libero stabilimento di tutti i professionisti sul territorio UE attraverso il raggiungimento di standard di formazione comuni a tutti i Paesi membri. L’interpretazione della Legge n. 264/99 e del Dlgs n. 368/99 con riferimento al test di ammissione non può dunque essere posta in termini di norma generale esclusiva, ragione per cui non può non concludersi che una norma destinata a verificare l’attitudine ad intraprendere un determinato corso di studi, non possa applicarsi anche a chi, possedendo un percorso di studi affine, dimostri implicitamente (recte l’abbia già dimostrato ex Lege) la suddetta attitudine“, avendo già intrapreso analogo percorso in altro Paese UE che lo stesso Ateneo ha ritenuto congruo.
Si apre, dunque, commenta l’Avvocato Michele Bonetti “un nuovo fronte a tutela dei giovani medici che, in ragione delle limitate risorse investite nell’ultimo quinquennio sulla formazione specialistica, sono costretti ad emigrare all’estero per completare il proprio percorsoIn Italia, tra i professionisti laureati, secondo lo studio dell’Anvur del 2017, il numero più alto di espatri è proprio quello dei giovani medici.
Serve, dunque, una vera svolta sulle specializzazioni investendo nuove risorse per il reperimento delle borse di studio giacchè gli Atenei hanno già da tempo dichiarato di essere in grado di formare molti più specializzandi rispetto alle borse attribuite. In via principale, pertanto, è solo un problema di risorse che scientemente, negli ultimi anni, sono state distratte da tale ambito per essere investite altrove”.
L’imbuto del numero chiuso anche sulle specializzazioni (con una media di 6500 borse a fronte di oltre 12.000 giovani medici aspiranti), dunque, concludono Bonetti e Delia, ha svelato quanto poco credibile fosse la bugia volta ad imporre il test di ingresso sin dal corso di laurea al fine di ottenere, anche, l’assicurazione di un successivo percorso di formazione specialistica. Ben vengano, dunque, le auspicate riforme, su accesso e specializzazioni annunciate dal Governo in questi giorni.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Mon, 08 Oct 2018 07:15:40 +0000
SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: L’AZIONE PER I NON AMMESSI http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1836-specializzazioni-mediche-l-azione-per-i-non-ammessi http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1836-specializzazioni-mediche-l-azione-per-i-non-ammessi SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: L’AZIONE PER I NON AMMESSI

Il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche presenta plurime criticità su cui verranno avanzate azioni giudiziali specifiche e calibrate rispetto alla posizione del singolo candidato.

L’obiettivo dell’azione, stante l’esistenza di un numero di fabbisogno di specializzandi pari a circa 8.000 posti è quello di ottenere l’ammissione per tutti i ricorrenti anche senza borsa sino all’esito del giudizio di merito.

Verranno inoltre proposte specifiche azioni individuali per soggetti assai prossimi all’ultimo ammesso. In particolare è errato il quesito n. 96 codice domanda 146604 ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio può agire individualmente. Quest’anno abbiamo già vinto su caso identico in Medicina generale.

RICORSO COLLETTIVO “C”. Un ricorso di tipo collettivo (RICORSO C) ed azionabile da tutti i soggetti presenti in graduatoria ed oltre l’ultima posizione bandita verrà proposto contestando:

– la scelta del MIUR e del nuovo Regolamento di fondare la selezione non su una prova di scuola e di area ma su un’unica prova identica per tutte le tipologie di accesso. A nostro modo di vedere (e del Consiglio di Stato in sede consultiva) ciò è illegittimo. Queste le parole del Consiglio di Stato “relativamente alla scelta introdotta con il nuovo schema di regolamento di orientare la selezione nei confronti dei laureati in possesso di “una preparazione teorico-pratica che abbraccia un ambito più esteso possibile del sapere medico chirurgico”, prevedendo una prova di esame unica ed identica a livello nazionale (art. 3, comma 1), non più riferita dunque a ciascuna tipologia di scuola di specializzazione, con scelta preferenziale collocata ex post, come già segnalato, pur lasciando integri gli ambiti di apprezzamento discrezionale riservati all’Amministrazione proponente, la Sezione osserva e ribadisce che la scelta adottata può non apparire pienamente rispondente al criterio della specializzazione, che costituisce l’obiettivo stesso delle Scuole di che trattasi. Devesi, altresì, segnalare che la menzionata norma legislativa di riferimento, di attuazione della normativa comunitaria, continua a far riferimento a prove di ammissione “per ogni singola tipologia”, seppur “con contenuti definiti a livello nazionale” (art. 36, comma 1, d.lg. n. 368 del 1999).

– la sola fittizia attivazione delle macro aree di selezione essendo inutile aver diminuito il numero delle sedi di esame quando, in tali sedi, i candidati erano comunque divisi in piccole aule con differenti metri e livelli di controllo.

RICORSO INDIVIDUALE “A”. Accanto a tale azione collettiva vi sarà un’altra azione (RICORSO A) di tipo individuale per tutti coloro che hanno un punteggio superiore rispetto ad un candidato che ha ottenuto l’ammissione in una scuola non prescelta. A nostro modo di vedere la scelta di limitare a sole 3 le scelte postume può dar vita all’eventualità che, per pur caso, un soggetto pur avendo un punteggio utile all’ammissione in una data scuola non la otterrà perchè, inconsapevolmente, non l’ha prescelta in tale triplice indicazione.

Chiaramente in via subordinata tale ricorso conterrà anche gli argomenti del ricorso “C”.

RICORSO INDIVIDUALE “B”. Infine vi sarà un’altra azione (RICORSO “B”) di tipo individuale per tutti coloro che, pur avendo un punteggio inferiore rispetto all’ultimo ammesso presso la scuola e la sede prescelta, possono lamentare l’erroneità di qualche domanda perchè errata, fuorviante o fuori programma. Con tale ricorso, inoltre, si può ottenere l’attribuzione diretta di un posto vacante a prescindere dalla distanza dall’ultimo ammesso. Su questo, sin da 2014 e per 3 anni di fila, siamo stati i primi a vincere.

In particolare è errato il quesito n. 96 codice domanda 146604 ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio può agire individualmente.

Quest’anno abbiamo già vinto su caso identico in Medicina generale.

Chiaramente in via subordinata tale ricorso conterrà anche gli argomenti del ricorso “C” e se ve ne sono i presupposti del tipo “A”.

Per richiedere maggiori informazioni è possibile inviare una email, con i propri recapiti, a info@avvocatomichelebonetti.it

E' possibile aderire al ricorso entro il 15 settembre scaricando la documentazione allegata, che dovrà essere anticipata a mezzo mail e successivamente inoltrata tramite raccomandata presso lo studio legale all'indirizzo: 

Via San Tommaso d'Aquino n. 47 - 00136 Roma - e compilando il seguente form on line. 

MODALITA’ DI ADESIONE (uguali per tutte le azioni). Per aderire bisogna compilare:

- il form on line

- la scheda anagrafica del candidato,

- la procura

- bonificare la quota alle coordinate allegate

- inviare la documentazione elencata secondo le modalità specificate.

Per motivi logistici, vi saremmo grati se vorrete spedire, contestualmente ai suddetti documenti, fotocopia del bonifico effettuato e se vorrete scrivere sulla busta della raccomandata “Ricorso ssm A OPPURE B OPPURE C 2018/2019”. N.B. Ogni busta dovrà contenere una sola adesione.

NELLA BUSTA DOVETE INSERIRE:

Scheda del candidato compilata e sottoscritta;

Fotocopia documento identità e codice fiscale;

Due copie della procura debitamente sottoscritte e compilate in originale.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Fri, 10 Aug 2018 07:58:52 +0000
CONSIGLIO DI STATO: IL RICORRENTE AMMESSO ALLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE MEDICA HA DIRITTO AL RELATIVO TRATTAMENTO ECONOMICO http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1827-consiglio-di-stato-il-ricorrente-ammesso-alla-scuola-di-specializzazione-medica-ha-diritto-al-relativo-trattamento-economico http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1827-consiglio-di-stato-il-ricorrente-ammesso-alla-scuola-di-specializzazione-medica-ha-diritto-al-relativo-trattamento-economico CONSIGLIO DI STATO: IL RICORRENTE AMMESSO ALLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE MEDICA HA DIRITTO AL RELATIVO TRATTAMENTO ECONOMICO

Importante pronuncia del Consiglio di Stato che, con ordinanza, si è pronunciato sul caso di un ricorrente che era stato ammesso alla Scuola di Specializzazione medica presso l’Università di Palermo, ma non aveva ricevuto il relativo trattamento economico.

Il ricorrente si era rivolto al Consiglio di Stato chiedendo l’immatricolazione alla Scuola di Specializzazione di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Palermo e i giudici di Palazzo Spada avevano accolto la sua istanza cautelare, permettendo allo stesso di prendere parte al corso. Tuttavia, secondo l’Ateneo, non gli doveva essere attribuito il relativo trattamento economico in mancanza della conferma da parte del Miur dei relativi stanziamenti.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che le pronunce giurisdizionali precedenti costituiscono valido titolo per il riconoscimento del trattamento economico dovuto per chi è iscritto ad una Scuola di Specializzazione medica. Nella pronuncia si legge che “l’istanza ex. art. 59 c.p.a. debba essere accolta e debba essere ordinato all’Università degli Studi di Palermo il pagamento degli emolumenti a titolo contrattuale, sin dall’immatricolazione e conseguente frequenza del corso da parte del ricorrente, con interessi e rivalutazione monetaria”. Si tratta di una pronuncia di grande rilevanza, così come confermato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che sono sempre in prima linea per permettere ai giovani medici sia la partecipante alle SSM che, come in questo caso, per il trattamento di tipo economico.

Inoltre, l’Università è obbligata a tenere un comportamento diligente, poiché oltre al pagamento di quanto dovuto, dovrà corrispondere una somma pari a 50 euro per ogni giorno di ritardo dell’esecuzione. In tal modo, il CDS ha voluto scongiurare che l’Ateneo continuasse nella sua situazione di perdurante inerzia. Infine, l’Università di Palermo è stata condannata a risarcire le spese di lite del procedimento.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Tue, 24 Jul 2018 06:55:14 +0000
Specializzazioni mediche: TAR Lazio ordina immatricolazione ricorrenti entro 7 giorni. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1818-specializzazioni-mediche-tar-lazio-ordina-immatricolazione-ricorrenti-entro-7-giorni http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1818-specializzazioni-mediche-tar-lazio-ordina-immatricolazione-ricorrenti-entro-7-giorni Specializzazioni mediche: TAR Lazio ordina immatricolazione ricorrenti entro 7 giorni.

Il TAR Lazio, con ordinanza del 22 giugno 2018, ha accolto l'ottemperanza avverso la decisione del MIUR di non procedere all'immatricolazione di alcuni vincitori del concorso 2017 che, al momento della partecipazione, non erano abilitati. Il MIUR, a differenza di quanto correttamente avevano fatto alcuni Atenei, aveva dato ordine agli Atenei di non immatricolare i ricorrenti nonostante un espresso ordine giudiziale.

Frattanto, il Consiglio di Stato rigettava l'appello del MIUR mettendo ancora più a nudo l'illegittima scelta ministeriale di non eseguire un ordine giudiziale.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Tue, 26 Jun 2018 07:31:44 +0000
Specializzazioni mediche. Il Consiglio di Stato rigetta l'appello del MIUR. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1811-specializzazioni-mediche-il-consiglio-di-stato-rigetta-l-appello-del-miur http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1811-specializzazioni-mediche-il-consiglio-di-stato-rigetta-l-appello-del-miur Specializzazioni mediche. Il Consiglio di Stato rigetta l'appello del MIUR.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l'appello del MIUR e confermato l'ammissione dei medici neoabilitati che avevano partecipato al concorso di novembre 2017.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commenta l'Avvocato Bonetti, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Tue, 12 Jun 2018 08:32:29 +0000
Concorso specializzazioni mediche: ricorso per consentire la partecipazione ai laureati che si abiliteranno a febbraio 2018 http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1687-concorso-specializzazioni-mediche-ricorso-per-consentire-la-partecipazione-ai-laureati-che-si-abiliteranno-a-febbraio-2018 http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1687-concorso-specializzazioni-mediche-ricorso-per-consentire-la-partecipazione-ai-laureati-che-si-abiliteranno-a-febbraio-2018 Concorso specializzazioni mediche: ricorso per consentire la partecipazione ai laureati che si abiliteranno a febbraio 2018

Il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda ma imponendo l’obbligo di ottenere l’abilitazione prima dell’inizio delle attività didattiche.

Tale clausola, ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, per il concorso che ci occupa non potrà essere applicata. Si tratta, quindi, di una clausola dall’applicazione impossibile che, come tale, è illegittima.

L’Ordinanza 8 marzo 2017 n. 135, infatti, ha già fissato al 18 luglio ed al 15 febbraio 2018 le date della prova di abilitazione decretando, di fatto, l’esclusione di tutti i laureati in Medicina a partire dalla sessione di giugno 2017.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

Noi, in ragione della peculiarità della situazione che si è venuta a creare, riteniamo illegittima la discriminazione per soli 45 giorni di distanza dall’inizio dell’attività didattica (peraltro fittizia essendo un venerdì cui seguono giorni notoriamente festivi) e per questo è possibile agire pur nella consapevolezza dell’estrema difficoltà del contenzioso.

Sul tema della partecipazione dei non abilitati il nostro studio, con la storica sentenza di maggio 2017, è riuscita a far modificare la norma per l'accesso a Medicina generale che stava in piedi dal 2006.

Consigliamo (meglio riteniamo fondamentale per il buon esito dell’azione anche al fine di paralizzare strumentali eccezioni del Ministero) a tutti coloro che si trovano in questa situazione di presentare, comunque, la domanda di partecipazione impugnando il bando e di partecipare alle prove.

LA SCADENZA DI ADESIONE E' FISSATA PER IL 20 OTTOBRE 2017

Per aderire scarica la documentazione

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Fri, 06 Oct 2017 11:37:08 +0000
Consiglio di Stato: i posti vacanti nelle scuole di specializzazione mediche vanno assegnati ai ricorrenti. MIUR condannato. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1628-consiglio-di-stato-i-posti-vacanti-nelle-scuole-di-specializzazione-mediche-vanno-assegnati-ai-ricorrenti-miur-condannato http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1628-consiglio-di-stato-i-posti-vacanti-nelle-scuole-di-specializzazione-mediche-vanno-assegnati-ai-ricorrenti-miur-condannato Consiglio di Stato: i posti vacanti nelle scuole di specializzazione mediche vanno assegnati ai ricorrenti. MIUR condannato.

Il Tar Lazio aveva accolto il ricorso degli Avvocati Bonetti e Delia ed obbligato il Miur ad "essere trasparente". Viale Trastevere ha dovuto rivelare quanti posti sono rimasti vacanti all'esito del concorso di ammissione alle scuole di specializzazione medica.

Il caso verte sulla richiesta di un giovane medico che sostenuto il concorso di specializzazione medica e posizionatosi a buon punto nella relativa graduatoria, a causa della chiusura definitiva della stessa, vedeva negarsi il contratto di formazione specialistica per pochi posti di distanza dall'ultimo ammesso.

A seguito della detta chiusura, il Dottore si rivolgeva allo studio legale Bonetti-Delia conferendo loro mandato al fine di capire se vi fossero posti vacanti e se grazie ad essi egli avrebbe potuto ottenere l'iscrizione. Il MIUR negava l' accesso eccependo la sottoscrizione all'atto dell'iscrizione al concorso di una clausola con la quale egli (così come tutti gli altri partecipanti) aveva accettato che "dopo l'inizio delle attività didattiche non sono possibili nuovi subentri di graduatoria ed i contratti di formazione specialistica eventualmente resisi liberi sono oggetto di riassegnazione nell'ambito del contingente dei contratti di specializzazione per i successivi anni accademici" .

Il TAR Lazio dapprima accoglieva il ricorso ordinando al MIUR di produrre la documentazione richiesta entro e non oltre i 30 giorni, in modo da poter poi valutare la domanda cautelare proposta dal ricorrente volta all'ingresso nella Scuola ambita, salvo poi negare concretamente l'ammissione alla scuola con posti vacanti in quanto egli non era il primo dei non ammessi ma il sesto in graduatoria tra gli esclusi.

Il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del TAR chiarendo: "che, sulla base di quanto emerso a seguito dell'ordinanza del TAR Lazio III Sez. del 10 marzo 2017 n.1178, come anche dichiarato dai difensori del ricorrente, nella graduatoria per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Chirurgia generale di Palermo vi è un posto che potrebbe essere assegnato all’appellante, e che in caso diverso resterebbe scoperto; Ritenuto il pregiudizio grave ed irreparabile (anche in relazione all'ipotesi risarcitorie formulate dal ricorrente, per non avere ottenuto tempestivamente l'iscrizione richiesta). Pertanto, in accoglimento dell'istanza, va disposta l'iscrizione alla Scuola di Chirurgia generale dell’Università di Palermo".

Lo stesso Consiglio di Stato, con ordinanza 26 giugno 2017, ha confermato l'ammissione del ricorrente.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Specializzazioni mediche Tue, 27 Jun 2017 12:47:41 +0000
SSM: MIUR CONDANNATO A “RIVELARE” IL NUMERO DI POSTI RIMASTI VACANTI NELLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE MEDICA DI TUTTI GLI ATENEI ITALIANI. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1561-ssm-miur-condannato-a-rivelare-il-numero-di-posti-rimasti-vacanti-nelle-scuole-di-specializzazione-medica-di-tutti-gli-atenei-italiani http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1561-ssm-miur-condannato-a-rivelare-il-numero-di-posti-rimasti-vacanti-nelle-scuole-di-specializzazione-medica-di-tutti-gli-atenei-italiani SSM: MIUR CONDANNATO A “RIVELARE” IL NUMERO DI POSTI RIMASTI VACANTI NELLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE MEDICA DI TUTTI GLI ATENEI ITALIANI.

Il Tar Lazio accoglie il ricorso degli Avvocati Bonetti e Delia  e obbliga il Miur ad "essere trasparente": deve rivelare quanti posti rimangono vacanti all'esito del concorso di ammissione alle scuole di specializzazioni mediche.

Il caso verte sulla richiesta di un giovane medico che sostenuto il concorso di specializzazione medica e posizionatosi a buon punto nella relativa graduatoria, a causa della chiusura definitiva della stessa, vedeva negarsi il contratto di formazione specialistica per pochi posti di distanza dall'ultimo ammesso.

A seguito della detta chiusura, il Dottore si rivolgeva allo studio legale Bonetti - Delia conferendo loro mandato al fine di capire se vi fossero posti vacanti e se grazie ad essi egli avrebbe potuto ottenere l'iscrizione.

Il MIUR negava l' accesso eccependo la sottoscrizione all'atto dell'iscrizione al concorso di una clausola con la quale egli (così come tutti gli altri partecipanti) aveva accettato che "dopo l'inizio delle attività didattiche non sono possibili nuovi subentri di graduatoria ed i contratti di formazione specialistica eventualmente resisi liberi sono oggetto di riassegnazione nell'ambito del contingente dei contratti di specializzazione per i successivi anni accademici" .

Oggi il TAR ha accolto il ricorso ordinando al MIUR di produrre la documentazione richiesta entro e non oltre i 30 giorni, in modo da poter poi valutare la domanda cautelare proposta dal ricorrente volta all'ingresso nella Scuola ambita.

Scrive il TAR : "Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio accoglie la domanda ai sensi dell'articolo 116, comma 2, del codice del processo amministrativo e, per l'effetto, ordina l'ostensione documentale nei sensi e secondo le modalità indicate in parte motiva entro giorni 30 dalla notificazione ovvero dalla comunicazione della presente decisione".

Attendiamo ora il dato finale.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Specializzazioni mediche Sat, 01 Apr 2017 11:35:37 +0000
Borse di studio e medicina generale: una discriminazione lunga più di 10 anni. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1553-borse-di-studio-e-medicina-generale-una-discriminazione-lunga-piu-di-10-anni http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1553-borse-di-studio-e-medicina-generale-una-discriminazione-lunga-piu-di-10-anni Borse di studio e medicina generale: una discriminazione lunga più di 10 anni.

Ci sono laureati in Medicina e Chirurgia che a conclusione del loro percorso universitario, per completare la formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, 

frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti e percepiscono una borsa di studio da quasi 1600 € al mese, esentasse e con copertura assicurativa pagata.

Ci sono, poi, quegli altri laureati in Medicina e Chirurgia che, sempre per completare la loro formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti ma, stavolta, ricevono una borsa di studio di soli 800 € al mese, su cui devono pagare I.R.P.E.F. ed I.R.A.P..

La differenza? Soltanto una: i primi stanno frequentando un corso di specializzazione medica; gli altri un corso di “formazione specifica” in medicina generale.

Perché?

Perché esistono due differenti parametri per valutare e ripagare il lavoro di giovani medici quando l’unica differenza riguarda il nome del corso e la specializzazione finale che otterranno?

Che cosa rende gli uni degni di ottenere una paga superiore rispetto agli altri che scelgono di diventare “medici di famiglia”?

Forse, sono meno bravi e svolgono meno compiti degli specializzandi?

No.

Forse, a differenza dei colleghi, sono liberi di svolgere qualsiasi altra attività lavorativa e il loro corso richiede meno ore di frequenza?

Neppure.

Sarà che “ce lo chiede l’Europa”?

Neanche.

Allora, magari, è la Legge a stabilire che chi frequenta le scuole di specializzazione debba essere retribuito più di chi sceglie il corso di medicina generale?

Questo si!

Da una parte, infatti, in applicazione dell’art. 39 della Legge n. 368/1999 e dei relativi DD.MM. applicativi è chiarito che la parte fissa della borsa di studio è pari a “euro 22.700,00 annui lordi”; dall’altra, in maniera assai più laconica, il D.M. 7 marzo 2006 che ha dettato i “principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale” si limita a stabilire che “al medico in formazione è conferita una borsa di studio annuale di Euro 11.603,00”.

Dunque, se è la Legge a prevedere queste differenze, sarà anche in grado di chiarirci il perché uno specializzando ottiene una borsa di studio che vale il doppio di quella del collega che ha scelto (sciaguratamente, rebus sic stantibus) di frequentare il corso di medicina generale?

Stavolta, neppure il buon Legislatore è in grado di fornirci una adeguata spiegazione.

Invero, non vi sarebbe stato il bisogno di ricercare una simile risposta tra le norme del nostro ordinamento perché, sino al febbraio del 2006, non esistevano differenze retributive tra i diversi corsisti, ma solo contenutistiche in ragione delle discipline affrontate durante la formazione post lauream.

Se poi si considera che l’Unione Europea ha da sempre affermato che la formazione dei medici specialisti (compresa quella relativa la medicina generale) debba essere “adeguatamente remunerata” (Direttiva 82/76/CEE), le speranze di trovare una logica spiegazione si riducono drasticamente.

     Cosa accadde, allora, in quel marzo di 11 anni fa?

     Se le ore di applicazione richiesta, le pratiche sanitarie sono per lo più identiche, se i corsisti prestano ugualmente assistenza e sono soggetti a turni ospedalieri, perché devono avere due paghe differenti?

     Non è forse questa la Repubblica del “il lavoro nobilita l’uomo” e del “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.)?

                In realtà, a volerci capire qualcosa, si perde il ben dell’intelletto: non esiste una sola ragione, neppure una, del perché in Italia i corsisti di medicina generale debbano subire una vera e propria “discriminazione” per il sol fatto di aver avuto l’ambizione di poter diventare un medico di famiglia.

                Può davvero una mera distinzione “terminologica” avere un simile peso al punto di sminuire e quasi umiliare dei giovani dottori?

                E’ tollerabile in uno Stato di diritto come il nostro che per lo stesso lavoro, gli stessi compliti, le stesse mansioni si venga così pesantemente discriminati?

                La speranza  rimane sempre una: come diceva Brecht (guarda caso proprio nella famosa “Opera da tre soldi”) “bisogna che succeda qualche cosa di nuovo…”.

Accogliendo le istanze di un comitato di oltre 1.000 medici gli Avvocati Santi Delia, Michele Bonetti e Cristiano Pellegrini Quarantotti hanno avviato l’azione per il riconoscimento della giusta retribuzione degli anni di corso di specializzazione svolti e da svolgere.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Mon, 20 Mar 2017 10:50:04 +0000
SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE IN MEDICINA: MIUR COMMISSARIATO. CDS ORDINA IMMEDIATA IMMATRICOLAZIONE. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1546-scuole-di-specializzazione-in-medicina-miur-commissariato-cds-ordina-immediata-immatricolazione http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1546-scuole-di-specializzazione-in-medicina-miur-commissariato-cds-ordina-immediata-immatricolazione SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE IN MEDICINA: MIUR COMMISSARIATO. CDS ORDINA IMMEDIATA IMMATRICOLAZIONE.

Il Consiglio di Stato ha dichiarato nullo il provvedimento del MIUR con il quale, nonostante il contenzioso vinto al T.A.R. e al CDS, si negava l'immatricolazione di un giovane medico dalla scuola di specializzazione cui, con merito, aveva dimostrato di poter accedere.

Secondo il Presidente del Consiglio di Stato, "in esecuzione dell’ordinanza cautelare n. 5290/2016, del 28/11/2016 di questa Sezione Sesta del Consiglio di Stato, va disposta l'iscrizione del ricorrente alla scuola di specializzazione in Chirurgia Generale presso l’ateneo di Messina, previa conferma dell’esistenza di due posti resisi nel frattempo vacanti".

Nonostante il CDS avesse rigettato l'appello del MIUR proposto avverso i provvedimenti del T.A.R. Lazio che aveva accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e ordinato al Ministero di consentire ai nostri medici di rinunciare ai contratti aggiuntivi regionali e permanere in graduatoria nelle varie ed ulteriori scelte di opzione e di scuola, il MIUR aveva adottato nuovi provvedimenti con cui, beffardamente, denegava l'ammissione.

All'esito dei 3 concorsi nazionali, sono stati numerosissimi i posti rimasti vacanti. Borse perse e giovani medici che non riescono a specializzarsi a causa dell'erronea gestione delle graduatorie. E' assurdo, concludono i legali, che a fronte di posti vacanti non li si assegni a chi ne ha diritto invece di lasciarli vuoti.

Il TAR aveva accolto il ricorso ritenendo che "sussiste il pregiudizio del danno grave e irreparabile ove l’amministrazione non consentisse al ricorrente di rinunciare alle sedi e alle scuole in ricorso indicate e che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevale quello di parte ricorrente a potersi reiscrivere in posizione di attesa nelle graduatorie di Malattie dell'apparato cardiovascolare e in posizione di prenotato in quella di Pediatria".

Nonostante l'ordine del T.A.R. il MIUR negava il reinserimento e subiva una nuova condanna non potendosi "invocare il difetto di interesse del ricorrente, posto che pertiene a una insindacabile sfera individuale valutare quale sia l'opportunità preferibile in relazione al percorso universitario da seguire". Stante la posizione del MIUR il T.A.R. ha commissariato il MIUR "nominando in difetto di puntuale esecuzione fin d'ora quale commissario ad acta il prefetto di Roma o funzionario da questi delegato che provvederà nei 15 giorni successivi"

T.A.R. e Consiglio di Stato hanno dunque superato le incertezze interpretative a cui sono sottoposti i giovani medici da una lex specialis poco chiara circa le modalità per accedere ai contratti aggiuntivi spesso differenziata da Regione a Regione e senza possibilità di comprendere compiutamente i limiti effettivi di reddito per accedervi e i vincoli successivi alla stipula del contratto sullo svolgimento del periodo di specializzazione.

I nostri ricorrenti potranno ora iscriversi alla scuola prescelta in virtù dell'effettivo merito dimostrato durante il concorso.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Specializzazioni mediche Tue, 21 Feb 2017 14:12:49 +0000