Medici e affini http://avvocatomichelebonetti.it Mon, 17 Dec 2018 10:10:41 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: SI AL TRASFERIMENTO DA PAESI UE SENZA TEST http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1853-specializzazioni-mediche-si-al-trasferimento-da-paesi-ue-senza-test http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1853-specializzazioni-mediche-si-al-trasferimento-da-paesi-ue-senza-test SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: SI AL TRASFERIMENTO DA PAESI UE SENZA TEST

Il Tribunale di Messina ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ed ordinato il trasferimento di una specializzanda in Pediatria proveniente da un paese UE presso l’Università di Messina, invocando i principi di libera circolazione dei professionisti.
Secondo il Tribunale, difatti, l’unico limite alla libera circolazione dei giovani medici, anche in ambito di formazione professionale post lauream, può essere rappresentata dalla valutazione della congruità del percorso sin’ora svolto all’estero rispetto agli obiettivi del corso di specializzazione nazionale senza alcun riguardo alla mancanza del test di ingresso iniziale che è utile solo ad “accertare la predisposizione per la disciplina dei corsi medesimi”.

“E’ evidente, dunque”, scrive il Tribunale, che “la ratio legis è in linea a quanto indicato dalla Corte Costituzionale (368/99) e alle Direttive Europee (78/686/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978; 78/687/CEE del Consiglio, di pari data; 78/1026/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1978; 78/1027/CEE del Consiglio, di pari data; 85/384/CEE del Consiglio, del 10 giugno 1985; 89/594/CEE del Consiglio, del 30 ottobre 1989 e 93/16/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993) anche al fine di assicurare il libero stabilimento di tutti i professionisti sul territorio UE attraverso il raggiungimento di standard di formazione comuni a tutti i Paesi membri. L’interpretazione della Legge n. 264/99 e del Dlgs n. 368/99 con riferimento al test di ammissione non può dunque essere posta in termini di norma generale esclusiva, ragione per cui non può non concludersi che una norma destinata a verificare l’attitudine ad intraprendere un determinato corso di studi, non possa applicarsi anche a chi, possedendo un percorso di studi affine, dimostri implicitamente (recte l’abbia già dimostrato ex Lege) la suddetta attitudine“, avendo già intrapreso analogo percorso in altro Paese UE che lo stesso Ateneo ha ritenuto congruo.
Si apre, dunque, commenta l’Avvocato Michele Bonetti “un nuovo fronte a tutela dei giovani medici che, in ragione delle limitate risorse investite nell’ultimo quinquennio sulla formazione specialistica, sono costretti ad emigrare all’estero per completare il proprio percorsoIn Italia, tra i professionisti laureati, secondo lo studio dell’Anvur del 2017, il numero più alto di espatri è proprio quello dei giovani medici.
Serve, dunque, una vera svolta sulle specializzazioni investendo nuove risorse per il reperimento delle borse di studio giacchè gli Atenei hanno già da tempo dichiarato di essere in grado di formare molti più specializzandi rispetto alle borse attribuite. In via principale, pertanto, è solo un problema di risorse che scientemente, negli ultimi anni, sono state distratte da tale ambito per essere investite altrove”.
L’imbuto del numero chiuso anche sulle specializzazioni (con una media di 6500 borse a fronte di oltre 12.000 giovani medici aspiranti), dunque, concludono Bonetti e Delia, ha svelato quanto poco credibile fosse la bugia volta ad imporre il test di ingresso sin dal corso di laurea al fine di ottenere, anche, l’assicurazione di un successivo percorso di formazione specialistica. Ben vengano, dunque, le auspicate riforme, su accesso e specializzazioni annunciate dal Governo in questi giorni.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Mon, 08 Oct 2018 07:15:40 +0000
MEDICINA GENERALE: ANNULLATO IL DECRETO MINISTERIALE SUI CRITERI DI AMMISSIONE AL CORSO TRIENNALE http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/concorso-medici-generici/1851-medicina-generale-annullato-il-decreto-ministeriale-sui-criteri-di-ammissione-al-corso-triennale http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/concorso-medici-generici/1851-medicina-generale-annullato-il-decreto-ministeriale-sui-criteri-di-ammissione-al-corso-triennale MEDICINA GENERALE: ANNULLATO IL DECRETO MINISTERIALE SUI CRITERI DI AMMISSIONE AL CORSO TRIENNALE

Il TAR Lazio, ha annullato il Decreto Ministeriale che regola l’accesso al corso di Medicina generale accogliendo il ricorso proposto dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ed ordinando l’ammissione in sovrannumero dei ricorrenti.

Com’è noto, il D.M. 7 marzo 2006 relativo ai “Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale” prevede che “in caso di parità di punteggio si faccia ricorso al criterio di preferenza della minore anzianità di laurea, o in subordine della minore età”.

Trattasi, come più volte sostenuto dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – e da ultimo confermato dal Tar Lazio – di un criterio assolutamente illogico ed irrazionale che, paradossalmente, finisce per premiare solamente i soggetti che hanno impiegato più tempo a laurearsi e non certamente i migliori. L’assoluta irrazionalità del criterio emerge pensando che ci sono candidati esclusi nonostante abbiano seguito il medesimo percorso universitario così da laurearsi nella medesima sessione ma in giorni differenti, con la conseguenza che l’ammissione al corso di medicina generale viene decisa semplicemente perché il giorno di conseguimento del diploma di laurea è anteriore a quello di un altro candidato!

“Ne risulta”, ha scritto il TAR LAZIO, comparando la disciplina sull’accesso a Medicina generale rispetto ad altri analoghi settori, “che per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione universitarie la posizione nella graduatoria nazionale, laddove si verifichi la parità di punteggio finale, è affidata a criteri oggettivi e comunque volti a valorizzare il merito dimostrato nello svolgimento delle prove dai candidati e tanto si verifica anche per tutti i concorsi pubblici, laddove la preferenza è risolta in base a criteri di merito quale l’aver svolto lodevole servizio nelle pubbliche amministrazioni (cfr. art. 5 del D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487). E che il merito debba avere una sua rilevanza nei casi di parità di punteggio da parte dei concorrenti è sovente ribadito dal Consiglio di Stato che, in ordine proprio ai criteri indicati dall’art. 5 del D.P.R. n. 487 del 1994, sostiene che il criterio della minore età, (nel caso in esame previsto dall’art. 9 del D.M. 7 marzo 2006), è residuale rispetto al merito e ai titoli di preferenza indicati nel ridetto art. 4, comma 5/d.P.R. n. 487 (C. Stato, sezione V, 26 giugno 2012, n. 3733). Ed il principio va senz’altro mutuato nel caso in esame, in cui dunque il criterio di preferenza della minore anzianità di laurea non appare legato a nessun principio oggettivo di merito, ma a circostanze soggettive e fattuali irrilevanti ai fini dell’accesso ad un corso formativo destinato a costituire a sua volta titolo di valutazione per l’inserimento nella professione medica di base“.

Commenta, in tal senso, l’Avvocato Bonetti dopo aver appreso della vittoria: “Un sistema così strutturato affida sostanzialmente al caso l’ammissione al percorso di formazione, in aperta violazione di tutti i principi che sottendono ogni procedura concorsuale, finalizzata sempre alla scelta dei migliori. Volendo dargli una logica, essa potrebbe essere individuata nella circostanza che la minore anzianità di laurea dovrebbe corrispondere ad un aggiornamento più recente. Paradossalmente, tuttavia, si dimentica che se è questa la ratio, l’aggiornamento più recente deve essere riferito anche al post lauream e, dunque, ai titoli accademici, persino più alti successivamente acquisiti. Un criterio che andando a valorizzare semplicemente la data di conseguimento del diploma di laurea, non tiene in considerazione la reale preparazione dei vari concorrenti: è irragionevole che soggetti operanti nel medesimo settore, ossia quello medico, subiscano regole così diverse nella disciplina dell’accesso ai corsi di formazione post lauream, quando si verificano situazioni di ex aequo”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Concorso dei medici generici Wed, 26 Sep 2018 08:35:57 +0000
SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: L’AZIONE PER I NON AMMESSI http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1836-specializzazioni-mediche-l-azione-per-i-non-ammessi http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1836-specializzazioni-mediche-l-azione-per-i-non-ammessi SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: L’AZIONE PER I NON AMMESSI

Il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche presenta plurime criticità su cui verranno avanzate azioni giudiziali specifiche e calibrate rispetto alla posizione del singolo candidato.

L’obiettivo dell’azione, stante l’esistenza di un numero di fabbisogno di specializzandi pari a circa 8.000 posti è quello di ottenere l’ammissione per tutti i ricorrenti anche senza borsa sino all’esito del giudizio di merito.

Verranno inoltre proposte specifiche azioni individuali per soggetti assai prossimi all’ultimo ammesso. In particolare è errato il quesito n. 96 codice domanda 146604 ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio può agire individualmente. Quest’anno abbiamo già vinto su caso identico in Medicina generale.

RICORSO COLLETTIVO “C”. Un ricorso di tipo collettivo (RICORSO C) ed azionabile da tutti i soggetti presenti in graduatoria ed oltre l’ultima posizione bandita verrà proposto contestando:

– la scelta del MIUR e del nuovo Regolamento di fondare la selezione non su una prova di scuola e di area ma su un’unica prova identica per tutte le tipologie di accesso. A nostro modo di vedere (e del Consiglio di Stato in sede consultiva) ciò è illegittimo. Queste le parole del Consiglio di Stato “relativamente alla scelta introdotta con il nuovo schema di regolamento di orientare la selezione nei confronti dei laureati in possesso di “una preparazione teorico-pratica che abbraccia un ambito più esteso possibile del sapere medico chirurgico”, prevedendo una prova di esame unica ed identica a livello nazionale (art. 3, comma 1), non più riferita dunque a ciascuna tipologia di scuola di specializzazione, con scelta preferenziale collocata ex post, come già segnalato, pur lasciando integri gli ambiti di apprezzamento discrezionale riservati all’Amministrazione proponente, la Sezione osserva e ribadisce che la scelta adottata può non apparire pienamente rispondente al criterio della specializzazione, che costituisce l’obiettivo stesso delle Scuole di che trattasi. Devesi, altresì, segnalare che la menzionata norma legislativa di riferimento, di attuazione della normativa comunitaria, continua a far riferimento a prove di ammissione “per ogni singola tipologia”, seppur “con contenuti definiti a livello nazionale” (art. 36, comma 1, d.lg. n. 368 del 1999).

– la sola fittizia attivazione delle macro aree di selezione essendo inutile aver diminuito il numero delle sedi di esame quando, in tali sedi, i candidati erano comunque divisi in piccole aule con differenti metri e livelli di controllo.

RICORSO INDIVIDUALE “A”. Accanto a tale azione collettiva vi sarà un’altra azione (RICORSO A) di tipo individuale per tutti coloro che hanno un punteggio superiore rispetto ad un candidato che ha ottenuto l’ammissione in una scuola non prescelta. A nostro modo di vedere la scelta di limitare a sole 3 le scelte postume può dar vita all’eventualità che, per pur caso, un soggetto pur avendo un punteggio utile all’ammissione in una data scuola non la otterrà perchè, inconsapevolmente, non l’ha prescelta in tale triplice indicazione.

Chiaramente in via subordinata tale ricorso conterrà anche gli argomenti del ricorso “C”.

RICORSO INDIVIDUALE “B”. Infine vi sarà un’altra azione (RICORSO “B”) di tipo individuale per tutti coloro che, pur avendo un punteggio inferiore rispetto all’ultimo ammesso presso la scuola e la sede prescelta, possono lamentare l’erroneità di qualche domanda perchè errata, fuorviante o fuori programma. Con tale ricorso, inoltre, si può ottenere l’attribuzione diretta di un posto vacante a prescindere dalla distanza dall’ultimo ammesso. Su questo, sin da 2014 e per 3 anni di fila, siamo stati i primi a vincere.

In particolare è errato il quesito n. 96 codice domanda 146604 ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio può agire individualmente.

Quest’anno abbiamo già vinto su caso identico in Medicina generale.

Chiaramente in via subordinata tale ricorso conterrà anche gli argomenti del ricorso “C” e se ve ne sono i presupposti del tipo “A”.

Per richiedere maggiori informazioni è possibile inviare una email, con i propri recapiti, a info@avvocatomichelebonetti.it

E' possibile aderire al ricorso entro il 15 settembre scaricando la documentazione allegata, che dovrà essere anticipata a mezzo mail e successivamente inoltrata tramite raccomandata presso lo studio legale all'indirizzo: 

Via San Tommaso d'Aquino n. 47 - 00136 Roma - e compilando il seguente form on line. 

MODALITA’ DI ADESIONE (uguali per tutte le azioni). Per aderire bisogna compilare:

- il form on line

- la scheda anagrafica del candidato,

- la procura

- bonificare la quota alle coordinate allegate

- inviare la documentazione elencata secondo le modalità specificate.

Per motivi logistici, vi saremmo grati se vorrete spedire, contestualmente ai suddetti documenti, fotocopia del bonifico effettuato e se vorrete scrivere sulla busta della raccomandata “Ricorso ssm A OPPURE B OPPURE C 2018/2019”. N.B. Ogni busta dovrà contenere una sola adesione.

NELLA BUSTA DOVETE INSERIRE:

Scheda del candidato compilata e sottoscritta;

Fotocopia documento identità e codice fiscale;

Due copie della procura debitamente sottoscritte e compilate in originale.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Fri, 10 Aug 2018 07:58:52 +0000
CONSIGLIO DI STATO: IL RICORRENTE AMMESSO ALLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE MEDICA HA DIRITTO AL RELATIVO TRATTAMENTO ECONOMICO http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1827-consiglio-di-stato-il-ricorrente-ammesso-alla-scuola-di-specializzazione-medica-ha-diritto-al-relativo-trattamento-economico http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1827-consiglio-di-stato-il-ricorrente-ammesso-alla-scuola-di-specializzazione-medica-ha-diritto-al-relativo-trattamento-economico CONSIGLIO DI STATO: IL RICORRENTE AMMESSO ALLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE MEDICA HA DIRITTO AL RELATIVO TRATTAMENTO ECONOMICO

Importante pronuncia del Consiglio di Stato che, con ordinanza, si è pronunciato sul caso di un ricorrente che era stato ammesso alla Scuola di Specializzazione medica presso l’Università di Palermo, ma non aveva ricevuto il relativo trattamento economico.

Il ricorrente si era rivolto al Consiglio di Stato chiedendo l’immatricolazione alla Scuola di Specializzazione di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Palermo e i giudici di Palazzo Spada avevano accolto la sua istanza cautelare, permettendo allo stesso di prendere parte al corso. Tuttavia, secondo l’Ateneo, non gli doveva essere attribuito il relativo trattamento economico in mancanza della conferma da parte del Miur dei relativi stanziamenti.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che le pronunce giurisdizionali precedenti costituiscono valido titolo per il riconoscimento del trattamento economico dovuto per chi è iscritto ad una Scuola di Specializzazione medica. Nella pronuncia si legge che “l’istanza ex. art. 59 c.p.a. debba essere accolta e debba essere ordinato all’Università degli Studi di Palermo il pagamento degli emolumenti a titolo contrattuale, sin dall’immatricolazione e conseguente frequenza del corso da parte del ricorrente, con interessi e rivalutazione monetaria”. Si tratta di una pronuncia di grande rilevanza, così come confermato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che sono sempre in prima linea per permettere ai giovani medici sia la partecipante alle SSM che, come in questo caso, per il trattamento di tipo economico.

Inoltre, l’Università è obbligata a tenere un comportamento diligente, poiché oltre al pagamento di quanto dovuto, dovrà corrispondere una somma pari a 50 euro per ogni giorno di ritardo dell’esecuzione. In tal modo, il CDS ha voluto scongiurare che l’Ateneo continuasse nella sua situazione di perdurante inerzia. Infine, l’Università di Palermo è stata condannata a risarcire le spese di lite del procedimento.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Tue, 24 Jul 2018 06:55:14 +0000
Specializzazioni mediche: TAR Lazio ordina immatricolazione ricorrenti entro 7 giorni. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1818-specializzazioni-mediche-tar-lazio-ordina-immatricolazione-ricorrenti-entro-7-giorni http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1818-specializzazioni-mediche-tar-lazio-ordina-immatricolazione-ricorrenti-entro-7-giorni Specializzazioni mediche: TAR Lazio ordina immatricolazione ricorrenti entro 7 giorni.

Il TAR Lazio, con ordinanza del 22 giugno 2018, ha accolto l'ottemperanza avverso la decisione del MIUR di non procedere all'immatricolazione di alcuni vincitori del concorso 2017 che, al momento della partecipazione, non erano abilitati. Il MIUR, a differenza di quanto correttamente avevano fatto alcuni Atenei, aveva dato ordine agli Atenei di non immatricolare i ricorrenti nonostante un espresso ordine giudiziale.

Frattanto, il Consiglio di Stato rigettava l'appello del MIUR mettendo ancora più a nudo l'illegittima scelta ministeriale di non eseguire un ordine giudiziale.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Tue, 26 Jun 2018 07:31:44 +0000
Specializzazioni mediche. Il Consiglio di Stato rigetta l'appello del MIUR. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1811-specializzazioni-mediche-il-consiglio-di-stato-rigetta-l-appello-del-miur http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1811-specializzazioni-mediche-il-consiglio-di-stato-rigetta-l-appello-del-miur Specializzazioni mediche. Il Consiglio di Stato rigetta l'appello del MIUR.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l'appello del MIUR e confermato l'ammissione dei medici neoabilitati che avevano partecipato al concorso di novembre 2017.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commenta l'Avvocato Bonetti, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Tue, 12 Jun 2018 08:32:29 +0000
Concorso per l’ammissione al corso triennale di medicina generale e apposizione di segni di riconoscimento http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/1766-concorso-per-l-ammissione-al-corso-triennale-di-medicina-generale-e-apposizione-di-segni-di-riconoscimento http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/1766-concorso-per-l-ammissione-al-corso-triennale-di-medicina-generale-e-apposizione-di-segni-di-riconoscimento Concorso per l’ammissione al corso triennale di medicina generale e apposizione di segni di riconoscimento

In caso di annullamento della prova per apposizione di segni di riconoscimento nella scheda risposte e di conseguente esclusione dalla graduatoria di merito, sarà possibile richiedere la riammissione, nonchè la valutazione della prova sostenuta.

Difatti il provvedimento di esclusione, nel caso in cui la Commissione abbia provveduto all’annullamento della prova a motivo dell’apposizione di un segno di riconoscimento all’interno del foglio risposte risulta illegittimo, palesandosi un evidente contrasto tra le norme del bando che disciplinano i casi di esclusione.

Nel caso sia stato emesso un provvedimento di esclusione dalla graduatoria di merito finale, sarà possibile ricorrere con un’azione mediante ricorso da presentare innanzi al Presidente della Repubblica.

Qualora aveste segnalazioni da effettuare in merito a tale vicenda potete scrivere al seguente indirizzo email info@avvocatomichelebonetti.it , oppure contattare telefonicamente lo studio. 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Medici e affini Fri, 16 Feb 2018 09:20:06 +0000
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea dichiara il diritto al risarcimento anche per i medici specializzandi prima del 1982 http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/1761-la-corte-di-giustizia-dell-unione-europea-dichiara-il-diritto-al-risarcimento-anche-per-i-medici-specializzandi-prima-del-1982 http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/1761-la-corte-di-giustizia-dell-unione-europea-dichiara-il-diritto-al-risarcimento-anche-per-i-medici-specializzandi-prima-del-1982 La Corte di Giustizia dell'Unione Europea dichiara il diritto al risarcimento anche per i medici specializzandi prima del 1982

La Corte di giustizia dell’Unione europea è tornata a pronunciarsi sulla giusta remunerazione dei medici specializzandi ed in particolare, sul diritto dei medici (ormai ex) specializzandi degli anni dal 1978 al 1982. Tecnicamente le Sezioni Unite della Cassazione avevano chiesto alla Corte di chiarire se fosse possibile applicare la direttiva 82/76/CEE alle formazioni iniziate prima del termine assegnato agli Stati membri per la trasposizione di quest’ultima e terminate dopo tale data, riconoscendo, dunque, il diritto al risarcimento del danno da inadempimento anche ai soggetti che avevano già iniziato il corso di specializzazione prima del 31 dicembre 1982 e, dunque, dell’emanazione della direttiva stessa.

La risposta della CGE è positiva in linea con altra pronuncia, la prima storica in assoluto della Cassazione su un ricorso degli Avvocati Bonetti e Delia.

La decisione della CGE, commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, segue la sentenza della Cassazione del maggio 2015, originata da un ricorso patrocinato dagli stessi legali, che accogliendo le nostre tesi ha stabilito, per la prima volta in Italia, che "il diritto al risarcimento del danno da inadempimento della direttiva comunitaria n. 82/76/CEE, riassuntiva delle direttive n. 75/362/CEE e n. 76/363/CEE, sorto, conformemente ai principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia (sentenze 25 febbraio 1999 in C-131/97 e 3 ottobre 2000 in C-371/97), in favore dei soggetti che avevano seguito corsi di specializzazione medica negli anni accademici compresi tra il 1983 ed il 1991, spetta anche ai medici specializzandi che avevano già iniziato il corso di specializzazione prima del 31 dicembre 1982, attesa l'assenza, nelle citate direttive, di una limitazione della platea dei beneficiari del diritto alla retribuzione ai soli medici iscritti ai corsi di specializzazione a partire dal 1 gennaio 1983, e, comunque, dovendosi ritenere una diversa interpretazione in contrasto con il criterio - funzionale al ristoro di tutti i danneggiati per il ritardo del legislatore - dell'applicazione cd. retroattiva e completa delle misure di attuazione della norma comunitaria”.

La Corte di Giustizia dell’Unione europea conferma così la decisione della Cassazione del maggio 2015 e supera le decisioni negative del 2016 della stessa Corte, estendendone il raggio di applicazione a qualsiasi formazione a tempo pieno o a tempo ridotto come medico specialista che sia iniziata nel corso dell’anno 1982 e proseguita fino all’anno 1990, a condizione che tale formazione riguardi una specializzazione medica comune a tutti gli Stati membri o a due o più di essi.

Secondo il Giudice europeo l’esistenza dell’obbligo di adeguata remunerazione non dipende dall’adozione, da parte di tale Stato di misure di trasposizione della normativa comunitaria, per cui “il giudice nazionale è tenuto, quando applica disposizioni di diritto nazionale, precedenti o successiva ad una direttiva, ad interpretarle quanto più possibile alla luce del tenore letterale e della finalità di queste direttiva, e nel caso in cui, a motivo dell’assenza di misure nazionali di trasposizione della direttiva 82/76, il risultato prescritto da quest’ultima non possa essere raggiunto per via interpretativa prendendo in considerazione il diritto interno nella sua globalità […], il diritto dell’Unione impone allo Stato membro in questione di risarcire i danni che esso abbia causato ai singoli in ragione della mancata trasposizione di cui sopra”. 

In termini di impatto economico per lo Stato italiano potrebbe profilarsi un esborso di milioni di euro. Se tali medici ex specializzandi tra il 1978 e il 1982 hanno validi atti interruttivi della prescrizione inviati tra il 1999 ed il 2009, infatti, il loro diritto è ormai consolidato in giurisprudenza.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Medici e affini Tue, 30 Jan 2018 17:22:04 +0000
Concorso specializzazioni mediche: ricorso per consentire la partecipazione ai laureati che si abiliteranno a febbraio 2018 http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1687-concorso-specializzazioni-mediche-ricorso-per-consentire-la-partecipazione-ai-laureati-che-si-abiliteranno-a-febbraio-2018 http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1687-concorso-specializzazioni-mediche-ricorso-per-consentire-la-partecipazione-ai-laureati-che-si-abiliteranno-a-febbraio-2018 Concorso specializzazioni mediche: ricorso per consentire la partecipazione ai laureati che si abiliteranno a febbraio 2018

Il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda ma imponendo l’obbligo di ottenere l’abilitazione prima dell’inizio delle attività didattiche.

Tale clausola, ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, per il concorso che ci occupa non potrà essere applicata. Si tratta, quindi, di una clausola dall’applicazione impossibile che, come tale, è illegittima.

L’Ordinanza 8 marzo 2017 n. 135, infatti, ha già fissato al 18 luglio ed al 15 febbraio 2018 le date della prova di abilitazione decretando, di fatto, l’esclusione di tutti i laureati in Medicina a partire dalla sessione di giugno 2017.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

Noi, in ragione della peculiarità della situazione che si è venuta a creare, riteniamo illegittima la discriminazione per soli 45 giorni di distanza dall’inizio dell’attività didattica (peraltro fittizia essendo un venerdì cui seguono giorni notoriamente festivi) e per questo è possibile agire pur nella consapevolezza dell’estrema difficoltà del contenzioso.

Sul tema della partecipazione dei non abilitati il nostro studio, con la storica sentenza di maggio 2017, è riuscita a far modificare la norma per l'accesso a Medicina generale che stava in piedi dal 2006.

Consigliamo (meglio riteniamo fondamentale per il buon esito dell’azione anche al fine di paralizzare strumentali eccezioni del Ministero) a tutti coloro che si trovano in questa situazione di presentare, comunque, la domanda di partecipazione impugnando il bando e di partecipare alle prove.

LA SCADENZA DI ADESIONE E' FISSATA PER IL 20 OTTOBRE 2017

Per aderire scarica la documentazione

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Fri, 06 Oct 2017 11:37:08 +0000
IL CONSIGLIO DI STATO AMMETTE AL CORSO DI MEDICINA GENERALE PER IL TRIENNIO 2014/2015 IN VIRTÙ DELLA PRESENZA DI POSTI DISPONIBILI. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/concorso-medici-generici/1680-il-consiglio-di-stato-ammette-al-corso-di-medicina-generale-per-il-triennio-2014-2015-in-virtu-della-presenza-di-posti-disponibili http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/concorso-medici-generici/1680-il-consiglio-di-stato-ammette-al-corso-di-medicina-generale-per-il-triennio-2014-2015-in-virtu-della-presenza-di-posti-disponibili IL CONSIGLIO DI STATO AMMETTE AL CORSO DI MEDICINA GENERALE PER IL TRIENNIO 2014/2015 IN VIRTÙ DELLA PRESENZA DI POSTI DISPONIBILI.

Con ordinanza pubblicata in data 22 settembre 2017 la Terza Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha ribaltato l’orientamento espresso dal TAR del Lazio in ordine alla peculiare situazione di sei medici che, nel 2014, hanno partecipato al test per l’ammissione al corso di formazione specifica di Medicina Generale presso la Regione Lazio.

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello attraverso cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza di rigetto emessa dal TAR Laziale innanzi al quale si impugnava il provvedimento - atto sopravvenuto rispetto al precedente giudizio conclusosi sfavorevolmente per i soggetti coinvolti - emesso dalla Regione Lazio e con cui veniva resa nota la presenza di posti disponibili presso il corso in parola per il triennio 2014/2015.

Il provvedimento, in antitesi all’ordinanza emessa dal TAR Lazio, ha dunque ritenuto “opportuno lasciare la res adhuc integra (…) essendo il corso di formazione ormai in via di completamento” e “prevalente l’interesse dei ricorrenti in precedenza comunque ammessi con riserva a terminarlo, sempre senza borsa di studio onde evitare esborsi di risorse pubbliche”.

“Trattasi di un risultato fondamentale”, come dichiara l’Avv. Michele Bonetti, “che conferma il granitico orientamento giurisprudenziale, tradottosi ormai in principio, secondo cui le Amministrazioni devono provvedere all’integrale saturazione del contingente programmato, quindi alla copertura integrale dei posti messi a concorso e rimasti vacanti e disponibili, non potendosi in alcun modo ravvisare la motivazione di un rifiuto della stessa alla loro riutilizzazione”.

Una vittoria, commentano i tre legali Bonetti, Delia e Pinelli, che rappresenta un ulteriore fondamentale precedente nella materia e che porta in primo piano i diritti, costituzionalmente garantiti e tutelati, alla formazione professionale, al lavoro nonché, nel caso di specie, alla salute.

Si rimette di seguito il link con l’ordinanza del Consiglio di Stato.

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=DSC2RRYA2YZIPXE26ACNTO5RT4&q= 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Concorso dei medici generici Mon, 25 Sep 2017 15:49:23 +0000