Lunedì, 10 Ottobre 2016 08:32

NUMERO CHIUSO 2016- 2017: ACCOLTI I PRIMI RICORSI PER LA MANCATA SOTTOSCRIZIONE DELLA SCHEDA ANAGRAFICA

Pubblicato in Numero chiuso

Il TAR del Lazio nelle giornate del 6 e del 7 ottobre ha emesso i primi due provvedimenti di accoglimento smentendo la tesi del MIUR circa l’obbligo, a pena di esclusione, di sottoscrivere la scheda anagrafica. Si tratta di un provvedimento monocratico che verrà nuovamente discusso alla udienza del 2 novembre in sede collegiale.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Lo avevamo detto subito che non era possibile a nostro avviso escludere dei concorrenti e quindi negare loro il diritto allo studio per un mero vizio di forma: l’amministrazione può, infatti, identificare ugualmente il candidato e procedere alla correzione del compito. Le prime vittorie dell’anno accademico 2016/2017 riguardano proprio questa fattispecie: alcuni studenti che erano stati scartati per un vizio di forma, la mancata firma di una scheda nonostante un test passato e che avrebbe distrutto il loro diritto allo studio.”

Il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ha superato, sin dalla prima fase cautelare monocratica, le nuove indicazioni del MIUR circa il presunto onere dei candidati di apporre una firma mettendo in campo una strategia giuridica che, solo in parte, è coincidente con quella vittoriosa l’anno passato. “Ci aspettavamo che il MIUR imponesse nuovamente lo stesso onere ai candidati modificando il DM ed i bandi di Ateneo”, dicono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ma, come eravamo riusciti a dimostrare per primi al Consiglio di Stato, l’anno passato, la “mancata sottoscrizione della scheda anagrafica non appare integrare una illegittimità procedimentale capace di travolgere l’esito positivo della prova di ammissione al corso di laurea di che trattasi, tanto più che non emergono dubbi di sorta circa l’effettiva riferibilità soggettiva delle prove d’esame a ciascun candidato (assicurata dalla coppia di etichette con impresso il codice alfanumerico)”. Anche per questo diverse sono le prospettazioni giuridiche che siamo riusciti a proporre e siamo felici che anche altri studi legali stiano plaudendo al nostro successo e possano aver strada più facile per il futuro pur non avendo ancora ottenuto alcun decreto.”

Conclude Marchetti: “Questo provvedimento dimostra ancora una volta come l’attuale sistema sia profondamente ingiusto e pieno di irregolarità. Siamo stufi di dover ricorrere ai tribunali per vedere riconosciuto quello che è un diritto degli studenti. Il Ministro si era assunta l’impegno di superare l’attuale modello di accesso ad Udine lo scorso anno: basta perdere tempo! Chiediamo che venga convocato in tempi assai brevi un tavolo tecnico per discutere del reale superamento del numero chiuso e si vada verso il libero accesso”

Inoltre in allegato Vi rimettiamo l'articolo del Giornale di Sicilia che celebra la nostra importantissima vittoria.

Sempre avanti.

Michele Bonetti Avvocato

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