Giovedì, 04 Maggio 2017 17:07

Storica vittoria al Consiglio di Stato: MIUR riassegni i posti vacanti extracomunitari

Pubblicato in Numero chiuso

Dopo le pronunce favorevoli di alcuni T.A.R. finalmente anche il Consiglio di Stato afferma che il M.I.U.R. dovrà riassegnare i posti riservati agli studenti extracomunitari e rimasti liberi agli studenti comunitari.

Lo stesso Consiglio di Stato, difatti, dopo le aperture a favore dei ricorrenti comunitari del 2012 sui nostri ricorsi, era tornato in sede consultiva sui propri passi negando il diritto allo studio a centinaia di studenti.

Oggi, in accoglimento di alcuni appelli proposti dall'Unione degli Universitari e patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia il M.I.U.R. e gli Atenei di Messina, Catanzaro e L'Aquila, si assiste ad una nuova e decisiva apertura.

I posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. E' questa la decisione dei Giudici di Palazzo Spada. Sono oltre 500 i posti (tra Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura) che, ora, attendono di essere assegnati ai ricorrenti.

I Giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto illegittima le scelte del M.I.U.R. e degli Atenei di non assegnare ai pretendenti comunitari i posti liberi inizialmente riservati ai cittadini extracomunitari e rimasti vacanti. 
Su questi posti il dibattito, anche politico, è sempre stato caldissimo. Nel periodo di reggenza del Dicastero  dell'ex Ministro Gelmini, in una delle sue ultime dichiarazioni, aveva auspicato “che i posti riservati ad extracomunitari fossero riassegnati agli studenti italiani e comunitari che sono rimasti fuori dalle graduatorie”, ma la promessa non è stata mantenuta e, negli anni, migliaia di questi sono rimasti vacanti e non sono mai stati assegnati nè ai comunitari, nè agli extracomunitari.

La decisione del Consiglio di Stato, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, da una nuova speranza a centinaia di studenti ancora oggi incomprensibilmente esclusi dal corso di laurea cui legittimamente aspirano a studiare e rappresenta un'importantissima riaffermazione del diritto allo studio di tutti gli studenti comunitari e non (si veda Consiglio di Stato, Sez. VI, ordinanza 14 aprile 2017, n. 1589).

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