Mercoledì, 18 Luglio 2012 13:46

L’accesso alle professioni sanitarie: il Tar della Lombardia ancora dalla parte degli studenti. Mette tutti definitivamente dentro, anche chi ha fatto 1 o 2 punti al test e condanna l’Ateneo al pagamento di 4.000 euro.

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Nella tarda serata del 16 luglio 2012 è stata depositata la sentenza del TAR di Brescia con la quale si decreta la ammissione definitiva dei ricorrenti dell’Università di Brescia a tutti i corsi di laurea per l’accesso alle professioni sanitarie e si condanna l’Ateneo a circa 4.000,00 euro per spese legali.

 

Durante la prova si era creato un vero e proprio pandemonio a causa dei questionari non correttamente stampati loro somministrati dalla Società privata a cui l’Università di Brescia aveva appaltato il servizio. Come se non bastasse i candidati si rendevano conto che vi era una domanda con due risposte esatte. La Commissione, preso atto dell’accaduto, decideva, proprio nel bel mezzo della prova, di eliminare tali quesiti.

 

Secondo gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, difensori dell’UDU, di Studenti Per e di oltre 100 studenti illegittimamente esclusi, tale scelta della commissione palesa evidente illegittimità in quanto tale accaduto ha comunque comportato un generale disorientamento nonché una perdita di tempo per tutti gli studenti che comunque avevano provato a cimentarsi anche su tali quesiti.

 

Dello stesso avviso è il TAR di Brescia secondo cui la prova è stata falsata proprio da tali accaduti ed il mero depennamento dei quesiti non può aver ristabilito la par condicio. Tali fattori hanno contribuito a creare incertezza nei candidati rappresentando una difficoltà ulteriore e non marginale in una prova che sottopone, comunque, chi la sostiene ad una carica di stress emotivo.

 

Da sempre in prima linea per difendere gli interessi degli studenti, l’U.D.U., Unione degli Universitari, con il coordinatore nazionale Michele Orezzi e Studenti Per – U.d.U. Brescia con il coordinatore Federico Micheli, si dichiarano ampiamente soddisfatte per la risposta positiva data dal Tar Brescia giacchè, come da sempre gridato, quella prova non possiede i requisiti idonei ad assicurare l’obiettivo, perseguito dalla legge, di individuare i più meritevoli ed i più idonei all’accesso al corso di laurea.

 

Gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia dichiarano visibilmente soddisfatti: <<Sappiamo che molti criticano un successo di questa portata che ha fatto entrare TUTTI, senza alcuna differenziazione; tuttavia noi siamo convinti che il diritto allo Studio non sia suscettibile di essere sintetizzato con delle “crocette” e che un occasione vada concessa a tutti>>. Aggiungono, infine: <<Con un ingresso così consistente dimostreremo che anche gli attuali ricorrenti con punteggi bassissimi potranno divenire bravi Professionisti nel e del futuro>>.

 

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