Claudia Palladino

Claudia Palladino

Il Consiglio di Stato ha ordinato al MIUR di consegnare tutta la documentazione del concorso per l'accesso al test di Medicina e Odontoiatria del 2016.

Si conclude, dopo oltre un anno, il braccio di ferro con il Ministero che, a differenza di quanto storicamente aveva fatto concedendo massima trasparenza con riguardo agli atti che riguardano questo delicato concorso che decide il futuro di migliaia di giovani, aveva pervicacemente negato l'accesso agli atti di concorso.

Il T.a.r. per il Lazio aveva accolto solo parzialmente il nostro ricorso avverso la nota M.i.u.r. n. 29257 del 7 dicembre 2016, con la quale il Ministero aveva parzialmente respinto le loro istanze di accesso agli atti, deducendo la violazione dell’art. 24 Cost., degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990 e della legge n. 264/1999 rilevando che per alcuni atti «non risulta evidente il legame tra i documenti e l’interesse che si intende far valere e [che] in ogni caso non sono ammesse richieste volte a un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione, ex art.24, comma 3 della Legge n.241 del 1990» (v. così, testualmente, il centrale passaggio motivazionale dell’impugnato capo di sentenza)"

Secondo il Consiglio di Stato "non è ravvisabile una differenza sostanziale della documentazione sub 3. rispetto a quella sub 2., sotto il profilo del collegamento teleologico con le esigenze di tutela e di difesa perseguite dai ricorrenti in funzione del vaglio sulla legittimità degli atti della procedura preselettiva per l’ammissione ai corsi di laurea, a numero chiuso, in medicina e odontoiatria per l’anno accademico 2016/2017".

"Pure l’oggetto della richiesta di esibizione risulta sufficientemente determinato e individuato, con conseguente esclusione di una finalità di un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione resistente; deve pertanto ritenersi erronea e lesiva degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990, oltre che dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, la statuizione reiettiva del ricorso con riferimento alla documentazione sub 3".

Il MIUR è stato condannato al pagamento di € 2500 a titolo di spese legali.

In caso di annullamento della prova per apposizione di segni di riconoscimento nella scheda risposte e di conseguente esclusione dalla graduatoria di merito, sarà possibile richiedere la riammissione, nonchè la valutazione della prova sostenuta.

Difatti il provvedimento di esclusione, nel caso in cui la Commissione abbia provveduto all’annullamento della prova a motivo dell’apposizione di un segno di riconoscimento all’interno del foglio risposte risulta illegittimo, palesandosi un evidente contrasto tra le norme del bando che disciplinano i casi di esclusione.

Nel caso sia stato emesso un provvedimento di esclusione dalla graduatoria di merito finale, sarà possibile ricorrere con un’azione mediante ricorso da presentare innanzi al Presidente della Repubblica.

Qualora aveste segnalazioni da effettuare in merito a tale vicenda potete scrivere al seguente indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , oppure contattare telefonicamente lo studio. 

Il 25 ottobre 2017 si è svolto il concorso regionale per l’ammissione al corso triennale di formazione scientifica in Medicina generale per il triennio 2017/2020. 

Tale procedura si è tenuta su base regionale ma con test uguale per tutte le sedi e si è svolta in contemporanea in tutte le Regioni (one shot).

La prova in questione consisteva nella somministrazione di un questionario di 100 domande a risposta multipla da espletarsi in due ore.

Gli artt. 33 e 34 della nostra Carta Costituzionale sanciscono un principio fondamentale, il diritto allo studio, in virtù del quale la selezione dei capaci e dei meritevoli deve passare attraverso una prova che sia scientificamente attendibile. Ove il questionario somministrato in sede concorsuale, sia caratterizzato da errori, ambiguità, quesiti formulati in maniera contraddittoria o fuorviante, la selezione è inevitabilmente falsata.

Quest’anno, a non rispondere ai canoni di precisione ed attendibilità scientifica è senz’altro la domanda n. 61.

Il quesito è il seguente: "Quale fra i seguenti antibiotici non è consigliato nel trattamento della malattia di Lyme: a) cefalexina; b) doxicillina; c) amoxicillina; d) eritromicina; e) cefuroxima”.

La risposta esatta indicata dalla Commissione ministeriale è la cefalexina, tuttavia, la formulazione della domanda in senso negativo rende possibile anche un'altra opzione di risposta, ossia la b): doxicillina.

Invero, basterebbe digitare doxicillina sul noto motore di ricerca "google" per non trovare alcun risultato, anzi, più precisamente, è lo stesso motore di ricerca a provvedere immediatamente alla correzione automatica in doxiciclina. È quest'ultimo infatti, e non la doxicillina, ad essere un antibiotico utilizzato anche per curare la malattia di Lyme.

Da ciò se ne deduce che la doxicillina non esiste e, quindi, ovviamente, non può essere consigliata per il trattamento della malattia di Lyme.

La risposta, dunque, era errata.

Il caso non è nuovo alle cronache del giudice amministrativo.

Basti pensare al quesito somministrato nel 2007 al test di Medicina. In quella circostanza si discorreva del motto dell’Unione Europea e si stabilì (TAR Lazio n. 5986/08) che la risposta esatta A) in realtà non fosse correttamente somministrata perché il motto non era “unità nella diversità”, così come formulato dal Miur, bensi’, “unita nella diversità”. Ebbene, in quel caso per il Tar l’aggiunta di un solo accento (“unità” invece di “unita”) non poteva considerarsi, di certo, circostanza trascurabile avendo potuto indurre alcuni concorrenti a “soffermarsi più di altri nella vana ricerca della risposta giusta, a scapito dell’attenzione da dedicare agli altri test”.

Infatti “la funzione selettiva dei test ha valore e significato solo se essi vengono formulati con precisione tale da risultare in assoluto affidabili” e di certo, “la possibilità di dare una duplice risposta rende la domanda assolutamente inattendibile”, ragion per cui, la loro soluzione non costituisce il frutto di un esercizio di logica meritevole di apprezzamento” (Cons. Stato, Sez. VI, 26 ottobre 2012, n 5485).

Per il Tar Lazio, accogliendo, ancora una volta, la tesi degli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, l'errore commesso dai compilatori o da chi ha stampato il test di quest’anno di Medicina generale, rende inevitabilmente illegittima la somministrazione del quesito e, per quanto qui interessa, l'esclusione di tutti i soggetti che a tale domanda NON hanno risposto esattamente e sono fuori solo per il criterio dell'ex aequo, di un punto o massimo 2.

I nostri ricorrenti sono stati riammessi e possono frequentare il corso con diritto alla borsa di studio.

Lunedì, 12 Febbraio 2018 10:47

RIUNIONE CON I RICORRENTI A NAPOLI

Domenica 25 febbraio 2018 l’Avvocato Michele Bonetti, anche con la presenza e l’intervento delle Associazioni Adida e Mida, terrà una riunione a Napoli per affrontare le tematiche e rispondere alle domande circa la posizione dei ricorrenti appartenenti alle categorie Itp, diplomati magistrali, nonchè tutte le altre.

La riunione si terrà dalle 14:00 in poi a Napoli presso l’hotel “Starhotels Terminus”, sito in Piazza Garibaldi n. 91.

Starhotels Terminus si trova a centrotrenta metri dalla stazione ferroviaria centrale di Napoli e quindi facilmente raggiungibile.

Nel link potete trovare la mappa //www.google.it/maps/place/Terminus+-+Starhotels+Hotels/@40.851626,14.2692643,17z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x133b08164c9d2183:0x9c02d6282cddd5b9!8m2!3d40.851626!4d14.271453">https://www.google.it/maps/place/Terminus+-+Starhotels+Hotels/@40.851626,14.2692643,17z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x133b08164c9d2183:0x9c02d6282cddd5b9!8m2!3d40.851626!4d14.271453

Il Consiglio di Stato torna nuovamente a pronunciarsi sulla vicenda del c.d. Concorsone docenti svoltosi nel 2016, accogliendo le doglianze di una ricorrente, in possesso della laurea in lettere e materie letterarie, illegittimamente esclusa dalla procedura concorsuale per mancanza del titolo di abilitazione all’insegnamento.
I giudici di Palazzo Spada, in accoglimento del ricorso avanzato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia volto a dare esecuzione ad un precedente provvedimento emesso, hanno stigmatizzato il comportamento dell’Ufficio Scolastico Regionale interessato, giudicandolo “manifestamente elusivo del giudicato cautelare”.
Già in precedenza, difatti, il massimo organo della Giustizia Amministrativa, aveva rilevato che “il danno dedotto, inerente alla mancata immissione dell’appellante nella graduatoria finale di merito, sussiste e appare grave e irreparabile”.
Ulteriormente, il Consiglio di Stato ha disposto il commissariamento, nonché la condanna alle spese legali, dell’Amministrazione resistente tenendo conto della pregressa inesatta esecuzione dell’ordinanza resa nel giudizio d’appello.
“Siamo soddisfatti per questa vittoria” - commenta l’Avv. Michele Bonetti - “il Consiglio di Stato, condividendo le censure proposte in ordine all’inesatta esecuzione dell’ordinanza cautelare, e soprattutto al possesso del titolo di ammissione al concorso, ha riconosciuto un fondamentale diritto per la vita non solo professionale dell’istante”.

Il T.A.R. Lazio, accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione. 

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", di cui il TAR tornerà ad occuparsi nel mese di febbraio 2018, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

Per gli abilitati non ammessi sono invece, in corso, le procedure di adesione alle azioni volte all'ammissione in virtù di specifici e ulteriori vizi.

In esecuzione dei numerosi provvedimenti giudiziari, resi dal T.A.R. del Lazio sulla nota questione dell’illegittima chiusura anticipata delle graduatorie, il Ministero ha finalmente disposto, per la data del 08.01.2018, lo scorrimento delle graduatorie dei corsi ad accesso programmato relative all’a.a. 2015/2016.

La nota ministeriale fa riferimento ai posti disponibili rimasti vacanti alla data dell’adozione del DM n. 50/2016 ed inerenti sia ai posti destinati agli studenti comunitari e non comunitari residenti, sia ai posti destinati ai non comunitari non residenti (c.d. Extra UE non residenti).

I ricorrenti, alla predetta data, potranno, pertanto, visualizzare la propria posizione accedendo all’Area riservata del portale Universitaly.

In caso di eventuali problemi in merito all’accesso all’area riservata, il Ministero invita i ricorrenti a rivolgersi al Cineca, inviando un’email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto “riapertura scorrimento a.a. 2015/2016 sospensione del DM n. 50/2016 – Gennaio 2018”.

Lo studio legale invita, dunque, tutti i ricorrenti, alla data del 8.01.2018, ad accedere prontamente al portale Universitaly e prendere visione della propria posizione aggiornata.

Il provvedimento del Ministero rappresenta un importante passo verso la definizione dell’intero contenzioso, dopo quasi due anni di attesa dalle prime vittorie ottenute dallo studio Bonetti e Delia, al fianco dell’Unione degli Universitari, di Elisa Marchetti, coordinatrice dell’UdU, ed Andrea Core, responsabile per l’organizzazione UdU del Numero Chiuso, che in prima persona si sono battuti per il raggiungimento di questo risultato.

Lo studio legale ha sempre fermamente creduto nell’illegittimità del provvedimento di chiusura anticipata della graduatoria, impugnato a titolo gratuito con motivi aggiunti per tutti i nostri ricorrenti, ed ha incessantemente lavorato in questi mesi affinché le graduatorie venissero riaperte fino alla totale copertura dei posti rimasti disponibili.

Continueremo in ogni caso a vigilare sulla corretta esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali ottenuti negli scorsi mesi ed invitiamo i ricorrenti a segnalare eventuali irregolarità riscontrate.

Sempre dalla Vostra parte.

Avv. Michele Bonetti

È di poche ore fa l’Ordinanza del T.A.R. del Lazio che ha riconosciuto le qualifiche professionali acquisite nell’Unione Europea come abilitanti ai fini dell’esercizio in Italia della professione di insegnante.

La pronuncia accoglie le doglianze avanzate nel ricorso da parte ricorrente, nella specie una professoressa di lingua Spagnola, lesa dal provvedimento emesso dal MIUR che negava alla stessa il riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento in Italia, nonostante la stessa fosse in possesso di un valido titolo abilitante conseguito in uno Stato facente parte dell’Unione Europea.

L’azione, patrocinata dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Angelo Gadaleta, ha portato alla luce l’irragionevole esclusione dell’istante dall’abilitazione all’insegnamento, con il conseguente mancato inserimento nella II fascia delle Graduatorie di Istituto, in palese contrasto con la Direttiva Europea 2005/36/CE.

“Il riconoscimento del diritto della ricorrente di essere inserita nella II fascia delle graduatorie di istituto – commenta l’Avv. Bonetti – si pone in linea con l’obiettivo della direttiva Europea che mira a rendere i mercati del lavoro più flessibili, a liberalizzare ulteriormente i servizi, a favorire il riconoscimento automatico delle qualifiche in modo tale da semplificare le procedure amministrative”. L’impegno della ricorrente, che ha conseguito lauree in Italia e plurimi titoli all’estero, non poteva che portare alla illegittimità del provvedimento del Ministero volto a denegare il riconoscimento della formazione professionale acquisita dalla stessa.  

Per gli Avvocati Bonetti, Delia e Gadaleta tale vittoria apre indubbi scenari anche su ulteriori campagne rivolte al riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento. 

In allegato l'ordinanza emessa dal T.A.R. Lazio. 

1. Che cos’è il FIT?

Tramite l’atto di governo n. 377 di delega della L. 107/2015 sono state disposte modifiche sul sistema di formazione iniziale e di accesso ai ruoli di docente della scuola secondaria di primo e secondo grado sia sui posti comuni che su quelli di sostegno.

Il nuovo iter di formazione prevede l’instaurazione di un concorso pubblico nazionale a seguito del quale si accede al percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT) volto all’assunzione in ruolo.

 

2. Come è strutturato il FIT?

Il sistema di formazione iniziale e accesso ai ruoli è articolato in tre parti:

- un primo anno finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione per l’insegnamento nella scuola secondaria o in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno;

- un secondo anno di formazione, tirocinio e primo inserimento nella funzione docente;

- un terzo anno di formazione, tirocinio, e inserimento nella funzione docente.

A tale corso/concorso si potrà accedere per titoli (laurea, titolo AFAM ed equivalenti) congiuntamente al possesso di 24 crediti formativi.

 

3. Che cos’è la fase transitoria?

La fase transitoria prevede le normali assunzioni dalle GAE e dalle GM del concorso 2016, alle quali si aggiungono le assunzioni da una nuova graduatoria di docenti (graduatoria regionale di merito degli abilitati) che sarà costituita a febbraio 2018 attraverso uno specifico concorso che prevede solo una prova orale, di natura didattico-metodologica, senza sbarramento.

Coloro che parteciperanno a tale fase saranno ammessi direttamente all’ultimo anno di formazione previsto dal FIT.

 

4. Chi potrà partecipare alla fase transitoria?

Potranno partecipare alla fase transitoria i docenti:

- abilitati nella scuola secondaria di primo o secondo grado;

- coloro che stanno frequentando i percorsi di specializzazione sul sostegno e che si abiliteranno entro il 30 giugno 2018;

- gli ITP iscritti nelle graduatorie ad esaurimento oppure nella seconda fascia delle graduatorie di istituto;

- coloro che, entro il termine di presentazione delle domande di partecipazione, avranno maturato un servizio di almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, con riferimento agli ultimi 8 anni.

 

5. Sarà necessario aver conseguito 24 crediti formativi anche per partecipare alla fase transitoria?

No, per partecipare alla fase transitoria non sono richiesti i 24 CFU/CFA prescritti come requisito imprescindibile, invece, nella fase ordinaria.

 

6. Si potrà partecipare alla fase transitoria in tutte le regioni?

La procedura sarà attivata in tutte le regioni ma ogni insegnante potrà partecipare in un’unica regione per tutte le classi di concorso per le quali ha titolo.

 

7. Potranno partecipare alla procedura anche gli insegnanti già di ruolo?

Nel decreto legislativo che detta la disciplina relativa al nuovo sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli dei docenti per la scuola secondaria è espressamente previsto che coloro che sono già titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato da docente presso le scuole statali non possono prendere parte alla procedura. Tuttavia, secondo le ultime notizie, sembrerebbe che il Ministero abbia recepito la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la disposizione contenuta nella c.d. Buona scuola, nel punto in cui si esclude la partecipazione dei docenti in ruolo ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale docente. Rimaniamo comunque in attesa del testo definitivo del decreto e, qualora lesivo, agiremo immediatamente per la tutela di tale categoria di insegnanti.

 

8. I docenti che partecipano alla procedura in virtù del servizio svolto devono aver lavorato sulla classe di insegnamento specifica per almeno tre anni?

No in quanto, fermo restando il requisito dei tre anni di servizio (svolti in totale, anche non consecutivi, purché accumulati negli ultimi otto anni), ciascun docente potrà partecipare alla fase transitoria per le classi di concorso o tipologia di posto per le quali abbia maturato un servizio di almeno un anno ai sensi dell’art. 489 del decreto legislativo n. 297/1994.

 

9. Chi parteciperà alla fase transitoria potrà permanere nelle graduatorie di merito, GAE e nelle GI?

No, l’ammissione al citato percorso comporta la cancellazione da tutte le “vecchie” graduatorie e l’inserimento nelle “nuove” G.R.A.M.A., cioè le nuove graduatorie regionali di merito ed esaurimento.

 

10. Sono un insegnante in possesso di diploma di maturità magistrale, posso partecipare al FIT?

No, il FIT è previsto solo per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

 

11. Sono un insegnante inserito in II fascia delle G.I. e/o in G.A.E. con riserva processuale (con giudizio pendente), posso partecipare alla fase transitoria?

Le posizioni di tali docenti sono subordinate alla decisione definitiva del Giudice. Bisognerà attendere la pubblicazione del bando in fase di stesura da parte del M.I.U.R. per verificare come saranno affrontate tali posizioni. Ad oggi si può ipotizzare che rimarranno esclusi dalla procedura ma in ogni caso, qualora tali docenti dovessero essere lesi dalle disposizioni ministeriali, avanzeremo apposite azioni legali.

 

12. Sono un insegnante I.T.P. che, a seguito della nota dell’Avvocatura Generale dello Sato inoltrata al M.I.U.R. in data 12 agosto 2017 n. 396352 (prot. - AOODGPER. 35612 del 14 agosto 2017), è stato inserito con riserva in seconda fascia delle G.I. in via amministrativa, posso partecipare alla fase transitoria?

Anche in tal caso bisognerà attendere le determinazioni ministeriali di prossima pubblicazione e, in caso di esclusione dalla partecipazione alla fase transitoria, procederemo con appositi ricorsi.

 

13. Ho lavorato per almeno tre anni (anche non consecutivi purché accumulati negli ultimi otto anni) di cui almeno uno sul sostegno ma non ho, né sto conseguendo, l’apposita specializzazione. Posso partecipare alla fase transitoria per i posti di sostegno?

Si, può partecipare. All’art. 17 comma 7 del decreto legislativo difatti si legge: “ciascun soggetto può partecipare alla predetta procedura in un’unica regione per ciascuna tornata concorsuale, per le classi di concorso o tipologie di posto per le quali abbia maturato un servizio di almeno un anno […]”.

 

14. Ho lavorato per almeno tre anni (anche non consecutivi purché accumulati negli ultimi otto anni) nelle scuole paritarie, ai fini della partecipazione alla fase transitoria, il mio servizio può essere valutato al pari di quello svolto nella scuola statale?

Il decreto legislativo non fa riferimento al servizio svolto nell’una o nell’altra tipologia di scuola pertanto è lecito presumere, essendo le scuole paritarie parte integrante del sistema di istruzione nazionale, che le due tipologie di servizio possano essere equiparate. Per avere una certezza in tal senso sarà necessario attendere il testo definitivo del bando e, qualora dovessimo riscontrare illegittimità in tal senso, valuteremo se procedere con un ricorso ad hoc.

 

15. Ad oggi, quali ricorsi sono stati avviati?

Al fine di tutelare al meglio gli insegnanti che saranno lesi dalle disposizioni ministeriali di prossima pubblicazione e di cui è già stata resa nota una bozza, sono aperte le adesioni ai ricorsi al TAR per accedere al ruolo con il corso/concorso del 2018 per le seguenti categorie di insegnanti: Docenti A.F.A.M., Dottori di ricerca, Abilitati all’estero, Insegnanti I.T.P., Diplomati ISEF nonché per tutte le altre categorie che ci riserviamo di tutelare all’esito di una più approfondita analisi.

Per approfondimenti in merito e per la procedura di adesione al ricorso cliccare qui.

 

Sabato, 10 Febbraio 2018 14:38

FIT: APERTE LE ADESIONI AL RICORSO AL TAR

Come noto, il Decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017 per il riordino, l'adeguamento e la semplificazione del sistema di formazione iniziale e di  accesso nei  ruoli dei docenti sia su posti comuni sia di sostegno, prevede un sistema di formazione e reclutamento dei docenti della scuola secondaria di I e II grado strutturato in una prima fase nella quale si sosterrà un concorso e una seconda fase nella quale vi sarà un percorso di formazione (FIT) di durata triennale con il fine ultimo di assumere il docente a tempo indeterminato.

Per ogni informazione o chiarimento in merito abbiamo predisposto le nostre FAQ in cui rispondiamo a tutte le Vostre domande più frequenti. Per leggere le FAQ cliccare qui.

Il nuovo concorso “semplificato” avrà il medesimo impianto del concorso docenti del 2016, con le medesime illegittimità già censurate dal TAR e dal Consiglio di Stato.

Al fine di tutelare al meglio gli insegnanti che saranno lesi dalle disposizioni ministeriali di prossima pubblicazione e di cui è già stata resa nota una bozza di decreto, sono aperte le adesioni ai ricorsi al TAR per accedere al ruolo con il concorso a cattedra 2018 per le seguenti categorie di insegnanti:

- Docenti A.F.A.M., per aderire clicca qui.

- Dottori di ricerca, per aderire clicca qui.

- Abilitati all’estero, per aderire clicca qui.

- Insegnanti I.T.P., per aderire clicca qui.

- Diplomati ISEF, per aderire clicca qui.

 

A tali categorie si aggiungono tutti i macro-gruppi di soggetti non ammessi alla fase transitoria. Resta inteso che con ADIDA, MIDA e la Voce dei Giusti ci batteremo affinché tali categorie riescano ad ottenere la partecipazione al FIT senza ricorrere alle vie legali come in parte già riportato nell’incontro il Ministero dell’Istruzione con le suddette associazioni.

Si precisa che nei ricorsi di natura collettiva non verranno inseriti motivi aggiuntivi per coloro che rivestono situazioni particolari. Queste ultime impongono una tutela individualizzata, pertanto, al fine di evitare conflitti di interessi anche solo potenziali tra le varie posizioni (sul punto vedasi l’ordinanza n. 5338/2017 resa dal Consiglio di Stato e l’ordinanza n. 6977/2017 resa dal TAR del Lazio di cui sopra troverete i link), Vi invitiamo ad inoltrare una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

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