Claudia Palladino

Claudia Palladino

Salta il DM sull'aggiornamento delle Graduatorie di Istituto. Ancora una volta gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia riescono ad annullare un Decreto Ministeriale. Secondo il T.A.R. Lazio è illegittimo aver imposto ai docenti iscritti con riserva nelle GAE e, dunque, anche in prima fascia di Istituto, di non poter cambiare provincia aggiornando la seconda e la teza fascia di istituto. Sperando di farvi cosa gradita, vi alleghiamo il provvediemnto (sentenza) pubblicato sul sito di giustizia amministrativa: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SHEXBUPSCL7UDU6X6I3QPU5FGM&q=Alberghina%20or%20Bonetti

Il D.M. 374/17 prevedeva che "gli aspiranti di II e III fascia delle graduatorie di istituto, che risultino inseriti anche in I fascia, non potranno sostituire le istituzioni scolastiche, ivi inclusa la scuola capofila, neppure ai fini dell’inserimento in II e/o III fascia, ma potranno aggiornare i punteggi nella II e III fascia”. Il T.A.R. Lazio, accogliendo la tesi difensiva di Bonetti e Delia, ha annullato il D.M. per violazione di fonte sovraordinata in quanto contrastante con il D.M. regolamentare e richiamato tra i visto e i considerata dello stesso D.M. impugnato. La fonte sovraordinata, difatti, all’art. 5, comma 8, chiarisce che “coloro che hanno titolo ad essere inclusi nelle graduatorie ad esaurimento di una sola provincia hanno facoltà di scegliere, ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto, una provincia diversa da quella in cui figurano inclusi nelle graduatorie ad esaurimento medesime” con il solo limite che “resta comunque preclusa, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, la cumulabilità di rapporti di lavoro in due diverse province”.

Si tratta, commentano Bonetti e Delia, di una vittoria importantissima in quanto permetterà a centinaia di insegnanti di poter, quanto meno, sfruttare il canale delle supplenze in una Provincia più prossima rispetto a dove si svolge la loro vita e dove hanno gli affetti familiari. Tre anni non sono affatto pochi ragion per cui attendere un periodo così tanto lungo vuol dire imporre ai docenti precari scelte di vita che possono minare dal profondo gli equilibri familiari e professionali. Prima di inserire clausole come quella annullata il MIUR dovrebbe ricordare quanti sacrifici, in punto di territorialità, sono stati imposti alla classe docente.

Con ordinanza pubblicata in data 9 ottobre, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo della Giustizia Amministrativa, si è pronunciato favorevolmente, in accoglimento dell’appello proposto dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia sulla vicenda di un’insegnante illegittimamente esclusa dal Concorso docenti tenutosi lo scorso anno.

"Il provvedimento in questione" riporta l'Avv. Michele Bonetti "ha riformato la precedente ordinanza di rigetto emessa dal TAR del Lazio innanzi al quale si impugnava l’esclusione della ricorrente, che, oltre ad essere in possesso di una laurea in lettere, superava brillantemente tutte le prove, scritte ed orali, previste dalla procedura, collocandosi pertanto tra gli idonei al concorso. Nonostante ciò l’insegnante veniva -paradossalmente - estromessa dalla graduatoria di merito, per una supposta “carenza del titolo di abilitazione all’insegnamento”. L’ordinanza del Giudice Amministrativo nell’affermare che “la Tabella A allegata al regolamento n. 19 del 2016, (…) che individua i titoli necessari per l’accesso ai percorsi di abilitazione, in più punti specifica che determinate lauree, a certe condizioni, sono «titoli di ammissione al concorso» e che, in particolare, nelle note riferite alle classi di concorso A12 e A22, viene puntualizzato che alcune lauree, tra cui quelle in Lettere e in Materie Letterarie, purché conseguite entro l’a. a. 2001 – 2002, sono «titoli di ammissione al concorso» (espressione cui va riconosciuto un significato univoco) (…)” ritiene non solo l’azione proposta fondata, ma riconosce per di più la gravità del pregiudizio patito dalla ricorrente la quale avrebbe potuto, già da tempo, uscire dalla condizione di precariato.

Non solo, in virtù del danno dedotto, grave ed irreparabile, il Consiglio di Stato ha disposto che l’USR di riferimento, proceda al riesame del provvedimento di esclusione dell’appellante dalla procedura concorsuale.

Trattasi, quindi, di una vittoria, che mette in rilievo le illegittimità perpetratesi da parte della Pubblica Amministrazione nel c.d Concorsone docenti.

Con il presente comunicato, desideriamo riferirci a tutti gli insegnanti nostri ricorrenti, aventi titolo per l’insegnamento T.F.A. Sostegno, i quali volevano accedere alle prove preselettive riguardanti il medesimo titolo, pur non avendo l’abilitazione, ma possedendo periodi di servizio prestato nella scuola pubblica italiana.

Vi comunichiamo l’accoglimento del Vostro ricorso in appello, rimettendovi di seguito i  link dei provvedimenti che Vi riguardano:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=EJSCW7GN4JY7FGTWXMZI2WNDRU&q=calza%20or%20bonetti ;

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=5JCP4LOWM3ETRFNJDQUG3HJOY4&q=bencivenga%20or%20bonetti .

Vi rendiamo altresì nota la circostanza per cui v’è per Voi la possibilità di partecipare alle prove suppletive di prossima indizione.

Sempre a Vostra disposizione e dalla Vostra parte.

Michele Bonetti, Avvocato.

Carissimi ricorrenti aventi diploma di insegnamento I.T.P.,

Di seguito Vi rimetto, anticipandovela, la mail inviataVi.

“Gentilissimo/a ricorrente,

                                                con la presente desideriamo comunicarLe nuovamente, nella speranza di farLe cosa gradita, il numero ………… riferito al suo ricorsomediante cui si è proceduto all’impugnazione del D.M. concernente l’inserimento nelle c.d. G.I. e del D.M. riguardante l’inclusione nelle c.d. G.A.E.

Qualora e se non fosse stato ancora inserito nella II fascia delle G.I. o qualora Le fosse stata paventata espressamente una Sua esclusione imminente o futura, La invitiamo ad inoltrare la diffida allegata in calce al link, presente sul mio sito internet, e che riporto di seguito:

http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1689-aggiornamento-importante-diffida-riguardante-gli-insegnanti-aventi-diploma-di-insegnante-tecnico-pratico-da-inoltrare

Inoltre, per qualsiasi dubbio, Le chiedo di visionare con estrema attenzione il video  riproducente la conferenza online in cui si cerca di chiarire, al meglio, la situazione riguardante gli Insegnanti Tecnico Pratici e che Vi rimetto di seguito:

https://www.facebook.com/avv.michelebonetti/videos/1788673581143236/

QUALORA E SE, ANCHE LA DIFFIDA STRAGIUDIZIALE DA LEI INOLTRATA NON SI RIVELASSE IDONEA E SUFFICIENTE AL SUO DOVEROSO E LEGITTIMO INSERIMENTO NELLE DETTE GRADUATORIE,  LA INVITIAMO A COMPILARE L’AUTOCERTIFICAZIONE ALLEGATA ALLA PRESENTE COMUNICAZIONE, NELLA QUALE DOVRA’ INSERIRE ANCHE IL NUMERO SUDDETTO.

DOPO AVER INVIATO (TRAMITE RACCOMANDATA E/O PEC E/O CONSEGNATA A MANI) LA DIFFIDA (PRESSO LE SCUOLE E PRESSO GLI UFFICI SCOLASTICI REGIONALI E PROVINCIALI COMPETENTI) NONCHE’ L’AUTOCERTIFICAZIONE DI CUI SOPRA, QUALORA LA SUA ISCRIZIONE CON RISERVA NON FOSSE ANCORA INTERVENUTA E LE SCUOLE RICHIEDANO ULTERIORE DOCUMENTAZIONE, LA INVITIAMO A FARCI INOLTRARE UNA RICHIESTA FORMALE, DALL’ISTITUTO SCOLASTICO, ALL’INDIRIZZO PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., E NOI PROVVEDEREMO IMMEDIATAMENTE AD INOLTRARE LA ULTERIORE DOCUMENTAZIONE NECESSARIA (IVI COMPRESA COPIA DEL RICORSO che ripetiamo contiene dati sensibili anche di altri ricorrenti e non vi può essere trasmesso allo stato attuale e che comunque abbiamo già inoltrato agli USR, USP ed ATP considerando che plurime note Miur richiedono solamente il numero di contenzioso che ha già consentito a moltissimi l’inserimento in seconda fascia)”.

PorgendoVi i miei migliori auguri, Vi saluto cordialmente.                         

Avv. Michele Bonetti

Con la presente comunicazione ci rivolgiamo a tutti docenti in possesso di titolo di Insegnante Tecnico Pratico (I.T.P.) che hanno avanzato ricorso anche per l’impugnazione del D.M. n. 374/2017 di aggiornamento delle Graduatorie di Circolo e di Istituto (G.I.), illegittimamente lesivo dei loro diritti ed interessi, avendo con noi avanzato il ricorso straordinario per l’ingresso nella II fascia delle G.I. e delle GaE.

Molti di Voi hanno lamentato, recentemente, il mancato inserimento nella II fascia delle Graduatorie di Istituto, nonostante la comunicazione di tale indicazione alle scuole che invece hanno richiesto, in spregio a quanto statuito dalle stesse note del Ministero, la data della pubblicazione del ricorso, nonché la copia del ricorso stesso, seppure le medesime non siano parti processuali.

Questa diffida si rivolge proprio al caso in cui le scuole non abbiano proceduto o qualora minaccino di escluderVi successivamente dalla II fascia delle Graduatorie di Istituto.

Desideriamo rammentarVi altresì che, da parte Vostra, è stato scelto un ricorso avente natura di tipo cumulativo (c.d. ricorso collettivo), per cui è prevista una tutela ed un’informativa di tipo generale che si esplica con una nostra comunicazione collettiva, disponibile sempre sui nostri canali ufficiali.

Invitiamo, pertanto, tutti coloro che versano delle condizioni indicate nella diffida (inserimento in II fascia nelle GI o nel caso in cui la scuola abbia minacciato una prossima esclusione dalle stesse) a visionare con estrema cura il link del video pubblicato su Facebook, che riportiamo di seguito e, successivamente, ad inoltrare la diffida, che alleghiamo alla presente, previa attenta lettura della stessa, ai tre indirizzi posti nell’intestazione (USR – USP – Scuola capofila tramite indirizzo  pec e/o tramite Raccomandata A/R).

https://www.facebook.com/avv.michelebonetti/videos/1788673581143236/

Come sempre Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della situazione e vi preghiamo di fare altrettanto.

Il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda ma imponendo l’obbligo di ottenere l’abilitazione prima dell’inizio delle attività didattiche.

Tale clausola, ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, per il concorso che ci occupa non potrà essere applicata. Si tratta, quindi, di una clausola dall’applicazione impossibile che, come tale, è illegittima.

L’Ordinanza 8 marzo 2017 n. 135, infatti, ha già fissato al 18 luglio ed al 15 febbraio 2018 le date della prova di abilitazione decretando, di fatto, l’esclusione di tutti i laureati in Medicina a partire dalla sessione di giugno 2017.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

Noi, in ragione della peculiarità della situazione che si è venuta a creare, riteniamo illegittima la discriminazione per soli 45 giorni di distanza dall’inizio dell’attività didattica (peraltro fittizia essendo un venerdì cui seguono giorni notoriamente festivi) e per questo è possibile agire pur nella consapevolezza dell’estrema difficoltà del contenzioso.

Sul tema della partecipazione dei non abilitati il nostro studio, con la storica sentenza di maggio 2017, è riuscita a far modificare la norma per l'accesso a Medicina generale che stava in piedi dal 2006.

Consigliamo (meglio riteniamo fondamentale per il buon esito dell’azione anche al fine di paralizzare strumentali eccezioni del Ministero) a tutti coloro che si trovano in questa situazione di presentare, comunque, la domanda di partecipazione impugnando il bando e di partecipare alle prove.

LA SCADENZA DI ADESIONE E' FISSATA PER IL 20 OTTOBRE 2017

Per aderire scarica la documentazione

Carissimi ricorrenti aventi titolo per l’insegnamento in qualità di “Insegnante Tecnico Pratico” (I.T.P.),

sperando di farVi cosa gradita, rimetto di seguito il link della diretta Facebook tenutasi da me e dalla Dott.sa Valeria Bruccola, in cui tratto le più rilevanti ed ostiche problematiche concernenti le Vostre posizioni di natura collettiva:

ehttps://www.facebook.com/avv.michelebonetti/videos/1788673581143236/ 

Vi saluto tutti cordialmente.

Mediante l’ordinanza n. 4082/2017 pubblicata in data 25 settembre 2017 il Consiglio di Stato, riformando la decisione del TAR Lazio, accoglieva le doglianze della ricorrente che partecipava al concorso per l’ASN di seconda fascia.

La ricorrente, con un curriculum vitae di particolare rilevanza scientifica, impugnava gli atti concorsuali denunciando le gravissime irregolarità compiute dalla Commissione giudicatrice che le negava l’abilitazione di seconda fascia a seguito di una valutazione del tutto arbitraria del proprio curriculum vitae. La ricorrente scienziata nota sia nel panorama nazionale sia nel panorama internazionale, si vedeva negata l’abilitazione richiesta nonostante avesse i c.d. “valori soglia” più alti di tutti i partecipanti al concorso e nonostante il possesso dei titoli richiesti.

Ad essere censurata è la valutazione delle pubblicazioni scientifiche effettuata in spregio della normativa di riferimento e dei principi cardini del diritto amministrativo, al punto tale che l’abilitazione veniva concessa a soggetti con un curriculum vitae e con lavori scientifici di rilevanza inferiore a quelli della ricorrente.

Il Consiglio di Stato rilevando la fondatezza delle censure avanzate nel ricorso modificava la decisione del TAR Lazio e rappresentava l’urgenza di una decisione nel merito e accogliendo il ricorso ex art. 55 co. 10 c.p.a.

L’ultima tornata dell’ASN è stata caratterizzata da una continua censura delle valutazioni effettuate dalle Commissioni giudicatrici che trincerandosi dietro il criterio della c.d. discrezionalità, in alcuni casi come quello affrontato dal Consiglio di Stato, ha escluso dal panorama universitario numerosi ricercatori nonostante le loro capacità scientifiche siano riconosciute anche oltre i confini nazionali.

Con ordinanza pubblicata in data 22 settembre 2017 la Terza Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha ribaltato l’orientamento espresso dal TAR del Lazio in ordine alla peculiare situazione di sei medici che, nel 2014, hanno partecipato al test per l’ammissione al corso di formazione specifica di Medicina Generale presso la Regione Lazio.

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello attraverso cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza di rigetto emessa dal TAR Laziale innanzi al quale si impugnava il provvedimento - atto sopravvenuto rispetto al precedente giudizio conclusosi sfavorevolmente per i soggetti coinvolti - emesso dalla Regione Lazio e con cui veniva resa nota la presenza di posti disponibili presso il corso in parola per il triennio 2014/2015.

Il provvedimento, in antitesi all’ordinanza emessa dal TAR Lazio, ha dunque ritenuto “opportuno lasciare la res adhuc integra (…) essendo il corso di formazione ormai in via di completamento” e “prevalente l’interesse dei ricorrenti in precedenza comunque ammessi con riserva a terminarlo, sempre senza borsa di studio onde evitare esborsi di risorse pubbliche”.

“Trattasi di un risultato fondamentale”, come dichiara l’Avv. Michele Bonetti, “che conferma il granitico orientamento giurisprudenziale, tradottosi ormai in principio, secondo cui le Amministrazioni devono provvedere all’integrale saturazione del contingente programmato, quindi alla copertura integrale dei posti messi a concorso e rimasti vacanti e disponibili, non potendosi in alcun modo ravvisare la motivazione di un rifiuto della stessa alla loro riutilizzazione”.

Una vittoria, commentano i tre legali Bonetti, Delia e Pinelli, che rappresenta un ulteriore fondamentale precedente nella materia e che porta in primo piano i diritti, costituzionalmente garantiti e tutelati, alla formazione professionale, al lavoro nonché, nel caso di specie, alla salute.

Si rimette di seguito il link con l’ordinanza del Consiglio di Stato.

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=DSC2RRYA2YZIPXE26ACNTO5RT4&q= 

Desideriamo rivolgere la presente comunicazione ad i ricorrenti aventi i titoli di abilitazione all’insegnamento I.T.P., al fine di metterli al corrente di un aggiornamento sulla loro situazione attuale, previo breve riassunto dei pregressi avvenimenti.

I procedimenti riguardanti i suddetti insegnanti, incardinati dinanzi al T.A.R. del Lazio ed aventi ad oggetto il loro inserimento nelle Graduatorie Provinciali ad esaurimento e la conseguente collocazione nelle opportune fasce delle Graduatorie di Istituto, hanno visto una serie di depennamenti dei docenti sopra indicati da parte degli Uffici scolastici a seguito di un orientamento negativo per tali categorie rispetto al loro ingresso nelle Gae.

I primi riscontri dei ricorsi, consistenti nei Decreti monocratici emessi dal T.A.R. Lazio, ed aventi ad oggetto l’inclusione, si badi, con riserva, dei docenti aventi i sopra indicati titoli nelle GAE, dovevano essere confermati con ordinanza collegiale in Camera di Consiglio. Tali provvedimenti, tuttavia, avrebbero potuto avere tanto esito positivo quanto, purtroppo, esito negativo considerando l'incertezza giurisprudenziale, anche in attesa dell’Adunanza Plenaria Plenaria, per gli insegnanti aventi i titoli di abilitazione all’insegnamento I.T.P.

Per i procedimenti in questione, che si ricorda essere ancora pendenti dinanzi al T.A.R. Lazio, durante le udienze del 28 marzo 2017, ci orientavamo per un rinvio delle stesse, nell'attesa della riunione dell'Adunanza Plenaria, fissata per il 15 novembre, ed, a seguito di tale richiesta, le cause venivano conseguentemente anche cancellate dal ruolo. Ciò, onde evitare un rigetto delle istanze con conseguente condanna alle spese, come intervenuto per taluni contenziosi patrocinati da altri studi legali, peraltro con sicura perdita del posto di lavoro e del punteggio sino a quel momento acquisito.

Ad oggi, nei confronti dei succitati docenti, vi sono unicamente Decreti cautelari del T.A.R. Lazio (Sez. III bis) di accoglimento delle loro istanze, benché non confermati in sede collegiale.

In virtù di ciò, molti Uffici Scolastici Regionali, sebbene attendendo la fine dell'anno scolastico, considerato il prioritario interesse dei discenti alla continuità didattica, onde evitare di arrecare grave pregiudizio alla attività formativa in corso e dunque consentendo ai nostri ricorrenti di finire almeno l'anno scolastico proseguendo almeno sino a fine anno nella ricezione della loro retribuzione, hanno provveduto a depennare molti docenti dalle GAE, proprio adducendo come motivazione che le cause risultavano cancellate dal ruolo.

Tuttavia la locuzione “cancellazione della causa dal ruolo” veniva erroneamente considerata connessa con la rinuncia al giudizio da parte dei ricorrenti suddetti, peraltro mai avvenuta. Giova rilevare che tale locuzione veniva dunque intesa in maniera atecnica e dunque non corretta.

Con riferimento ai contratti stipulati dai docenti, giova sottolineare che i medesimi continuano ad essere pienamente efficaci sino al loro termine, non essendo intercorsa alcuna pronunzia di rigetto. Inoltre, poiché il lavoro di insegnamento è stato correttamente svolto sino alla fine del corrente anno scolastico, i relativi punteggi debbono essere mantenuti e computati ai docenti, nonostante gli avvenuti depennamenti.

Al momento, restiamo in attesa della pronunzia dell'Adunanza Plenaria e, nelle more della stessa, abbiamo nel vostro interesse provveduto e stiamo continuando a farlo, con le opportune diffide agli Uffici Scolastici, che hanno disposto il depennamento di molti dei ricorrenti.

In data 1 agosto 2017 il M.I.U.R. emanava la nota 33551, favorendo una svolta significativa alla sopra ampiamente spiegata situazione.

Tale anzidetta nota, di cui già si è richiamata l’acquisizione rileva ancor di più considerato anche il comportamento di taluni uffici che persistono a non provvedere all’inserimento in II fascia delle Graduatorie di Istituto i docenti ricorrenti I.T.P. i quali avevano già impugnato, con il patrocinio dell’Avv. Michele Bonetti, gli atti emanati dal Ministero.

Molti uffici all’uopo deducevano di esser impossibilitati ad inserire in II fascia delle Graduatorie di Istituto poiché in alcune cause risultava l’avvenuta cancellazione della causa dal ruolo.

Tuttavia, nella nota precedentemente richiamata, viene riportato il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, che prevede testualmente, e, meglio chiarisce che: “[…] … la causa veniva cancellata dal ruolo. Tale locuzione, tuttavia, è stata impiegata in senso atecnico, non essendovi stata alcuna rinuncia al ricorso (al di là di singole posizioni), né essendosi il giudizio estinto.

I relativi giudizi risultano, infatti, ad oggi pendenti.”

Pertanto, anche qualora non abbiate esperito un ricorso ulteriore, Vi consigliamo di citare la suddetta nota del M.I.U.R. chiedendo l’inserimento in II fascia delle Graduatorie di Istituto.

Invitiamo ad allegare il proprio decreto monocratico che ogni ricorrente dovrebbe rinvenire nelle proprie e-mail antecedenti. Qualora non riusciate a trovare detto provvedimento, potete consultare il seguente link, inserendo il Vostro proprio nominativo (cognome - nome), il nome del difensore (Michele Bonetti) e, nella prima pagina, dovrebbe comparire il provvedimento da allegare:

http://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/Ricerca/index.html?showadv=true&tipoRicerca=Provvedimenti.

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