Andrea Mineo

Andrea Mineo

Carissimi e carissime, a seguito delle numerose richieste d’informazioni pervenute presso lo studio, abbiamo ritenuto opportuno renderVi il quadro generale sulle azioni esperibili dai diplomati magistrali ante 2001/2002 per essere inseriti nelle GAE.

Allo stato attuale i termini per impugnare l’ultimo Decreto Ministeriale di aggiornamento delle Graduatorie (D.M. 495/2016), attraverso ricorsi collettivi al Tribunale Amministrativo o al Presidente della Repubblica, sono scaduti. Per procedere tramite un’azione amministrativa, dunque, è necessario attendere la pubblicazione di un nuovo Decreto del MIUR di aggiornamento delle GAE che possa essere oggetto di impugnazione. 

Sempre al fine di ottenere l’immissione in GAE, è possibile promuovere un ricorso individuale davanti al Giudice del lavoro. Siffatta procedura, avente natura e presupposti diversi rispetto ai ricorsi collettivi predetti, è soggetta, ad oggi, ad un orientamento particolarmente ondivago e diversificato che ci dissuade dal consigliarla se non per casi del tutto peculiari.

Tale considerazione è valevole non solo per i diplomati magistrali, ma soprattutto per coloro che hanno altri titoli di abilitazione quali T.F.A., P.A.S., S.F.P. ed I.T.P.

Nonostante vi siano sporadiche pronunce del giudice del lavoro favorevoli, difatti, (ne sono un esempio quelle del Tribunale di Pistoia e di Pordenone) si tratta di situazioni da considerare con estrema cautela poiché provvedimenti appellabili e comunque afferenti un territorio particolarmente limitato; pertanto non possono essere equivocati quale orientamento maggioritario.

Ogni informazione su tale procedimento, ad ogni modo, è reperibile sul nostro sito internet, al seguente indirizzo

Data la delicatezza della questione specifichiamo che, a prescindere dalla tipologia di ricorso avviato (e dunque anche in caso di azione amministrativa), per definire l'orientamento giurisprudenziale in materia occorrerà attendere l'esito dell'Adunanza Plenaria.

Qualora aveste interesse ad essere informati sulle future azioni intraprese dal nostro studio ai fini dell’inserimento in GAE dei diplomati magistrali, senza vincolo alcuno alla partecipazione alle stesse, Vi invitiamo a compilare il seguente FORM.

In tal modo verrete inseriti nella nostra newsletter e riceverete opportuna comunicazione qualora venisse emesso un nuovo D.M. e conseguentemente venissero aperte le adesioni per nuovi ricorsi al TAR o al PDR.

Si specifica che le informazioni ricevute non costituiscono preadesione vincolante ad alcuna azione.

Avv. Michele Bonetti

Carissimi,

sono ormai diversi anni che il nostro studio, insieme alle associazioni di categoria, si batte per i diritti di tutti i precari della scuola portando avanti le più svariate campagne: dall’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento e d’istituto fino al riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale; una battaglia durata oltre 15 anni e che si sta concludendo con la vittoria degli insegnanti.

E’ stata una lotta lunga e piena di ostacoli, una strada tutta in salita duramente segnata da rigetti, diritti negati e ingiustizie, ma le guerre non si vincono fermandosi alle prime sconfitte, bensì rialzando la testa e ripartendo con lo sguardo volto ancora più lontano. Perciò siamo ripartiti ogni volta, dopo ogni rigetto e dopo ogni porta chiusa, proponendo nuovi ricorsi e nuove class action, fino a guidare un vero e proprio esercito di insegnanti che insieme hanno lottato contro ogni singolo D.M. lesivo dei loro diritti, sia sul piano personale che professionale.

Ora, in quello che spero sia l’epilogo di una delle più vergognose pagine del precariato in Italia, possiamo dire di aver finalmente raggiunto il nostro obiettivo.

Già nel marzo del 2014 il Consiglio di Stato aveva accolto l’istanza, patrocinata dal nostro studio, di più di duecento docenti diplomati magistrali prima del 2002 che impugnavano il D.M. del 2011 di aggiornamento delle graduatorie d’istituto richiedendo di essere ammessi in II fascia anziché in III. Nel provvedimento dell’illustre Collegio si leggeva che “è illegittimo il D.M. n. 62 del 2011, nella parte in cui non parifica ai docenti abilitati coloro che abbiano conseguito entro l’anno 2001-2002 la c.d. abilitazione magistrale, inserendoli nella III fascia della graduatoria di istituto e non nella II fascia. La disposizione è affetta da evidente eccesso di potere, in quanto contrastante con tutte le disposizioni di legge e di rango secondario, che sanciscono la natura abilitante del titolo conseguito negli istituti magistrali a seguito di regolare corso di studio. In altri termini, prima dell’istituzione della laurea in Scienza della formazione, il titolo di studio attribuito dagli istituti magistrali al termine di corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali di istituto magistrale (per la scuola dell’infanzia) o al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale (per la scuola primaria) dovevano considerarsi abilitanti, secondo l’art. 53 R.D. 6 maggio 1923, n. 1054, in combinato disposto con l’art. 197 d.l. 16 aprile 1994, n. 297”.

All’epoca avevamo proseguito in ogni sede con il tentativo di estendereerga omnesgli effetti di tale riconoscimento, fino a quandoil MIUR, in una nota resa pubblica, ha comunicato che “la Direzione Generale per il personale scolastico ha trasmesso all'ufficio legislativo lo schema di Decreto del Presidente della Repubblica che, in esecuzione del parere del Consiglio di Stato n. 3813/13 (e non 4929/2012 che è il numero dell’affare) prevede, per i docenti in possesso del diploma di maturità Magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, la possibilità di inserimento nella  II fascia delle graduatorie di circolo e di istituto della scuola dell'infanzia e primaria”. I diplomati magistrali perciò ottennero quanto dovuto, dopo essere stati relegati per anni nel limbo di una fascia di reclutamento senza sbocchi e non di loro pertinenza.

Oggi il Consiglio di Stato, dopo diverse pronunce cautelari intervenute nei mesi scorsi, si è espresso con sentenza ammettendo definitivamente un gruppo di docenti diplomati magistrali nelle GAE. Detta sentenza, pubblicata in data 16 aprile 2015, scioglie i punti nodali della questione e, difatti, si legge che non sembra “esservi dubbio alcuno che i diplomati magistrali con il titolo conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, al momento della trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento, fossero già in possesso del titolo abilitante. Il fatto che tale abilitazione sia stata riconosciuta soltanto nel 2014, a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato, non può impedire che tale riconoscimento abbia effetti ai fini dell'inserimento nelle citate graduatorie riservate ai docenti abilitati in quanto tali” e continua affermando che “i criteri fissati dal decreto ministeriale n. 235/2014, nella parte in cui hanno precluso ai docenti muniti del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, l'inserimento nelle graduatorie provinciali permanenti ora ad esaurimento, sono illegittimi e vanno annullati”.

Alla luce di questi fatti, dunque, stiamo organizzando dei ricorsi al Giudice del Lavoro per l'ottenimento dell'immediata immissione nelle c.d. GAE e valuteremo l'opportunità di agire anche ex art. 700 c.p.c., ovvero attraverso dei ricorsi che vengono inoltrati d'urgenza e che vengono definiti in tempi celeri.

Abbiamo ritenuto di non agire al Tar del Lazio o dinanzi agli altri organi amministrativi poichè, a nostro avviso, i tempi tecnici per proporre ricorso sono ormai scaduti.

Andranno fatte delle azioni di natura individuale e/o semi collettiva sui Tribunali del Lavoro locali ed a mio avviso è irrilevante aver predisposto o meno la domanda di ingresso nelle GAE, anche alla stregua di quanto statuito dal Consiglio di Stato in sede di merito nonché valutando la tardività della stessa. Tuttavia, qualora fosse già stata inoltrata a tempo debito, vi invitiamo a segnalarcelo ed a produrla in copia.

Il ricorso sarà rivolto a tutte le categorie di docenti che vogliono ottenere l’ammissione nelle GAE, tuttavia è particolarmente direttoalle categorie dei docenti Diplomati magistrali ante 2001-2002, per i laureati in Scienze della Formazione Primaria e per i Depennati e Congelati Siss.

 

COSTI DELL’AZIONE: il costo dell’azione legale è di euro 1000,00 omnicomprensivi oltre spese legali che saranno eventualmente liquidate.

ISTRUZIONI PER L'ADESIONE:

La procedura di adesione al ricorso si compone di 3 fasi tutte strettamente necessarie. La invitiamo, pertanto, a leggere con attenzione quanto segue ed a rispettare tutti i passaggi.

Primo passo - Cosa c’è in allegato e cosa farne:

In allegato troverà una procura e le coordinate bancarie sulle quali effettuare il bonifico.

  1. La procura: apra l'allegato "procura" e stampi il file 2 volte. Compili e firmi tutte e due le copie.
  2. Conferimento di incarico professionale: apra l’allegato “Conferimento di incarico professionale” lo stampi, compili e firmi.
  3. Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 1000,00.

Relativamente alla causale del versamento La preghiamo di scrivere: "RICORSO GDL 2017 PER L’INSERIMENTO IN GAE + NOMINATIVO DEL RICORRENTE ".

Secondo passo - l'invio della documentazione in formato elettronico:

Tutta la documentazione utile va inviata sia via e-mail sia via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Cosa inviare via Mail:

1. Una fotocopia della procura compilata e firmata.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Una fotocopia dell'avvenuto versamento.

4.Conferimento di incarico professionale sottoscritto in originale.

5. Copia della domanda di inserimento in GAE (se presentata).

6. Copia dell'ultimo contratto di lavoro.

7. Una nota in cui specifica le sue classi di insegnamento ed i relativi punteggi.

ATTENZIONE: L'OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE "RICORSO GDL 2017 PER L’INSERIMENTO IN GAE OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE";

ATTENZIONE: L'INDIRIZZO MAIL E' Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Terzo passo - la spedizione a mezzo del servizio postale:

LA DOCUMENTAZIONE VA SPEDITA CON RACCOMANDATA A/R

ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO: "RICORSO GDL 2017 PER L’INSERIMENTO IN GAE OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE ".

L'INDIRIZZO A CUI INVIARE IL PLICO E': "AVV. MICHELE BONETTI & PARTNERS - VIA SAN TOMMASO D'AQUINO 47, 00136 ROMA".

Cosa spedire via posta:

1. Due originali della procura compilate e firmate.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Conferimento di incarico professionale sottoscritto in originale.

4. Una fotocopia dell'avvenuto versamento.

5. Copia della domanda di inserimento in GAE (se presentata).

Copia dell'ultimo contratto di lavoro.

7. Una nota in cui specifica le sue classi di insegnamento ed i relativi punteggi.

ATTENZIONE: COMPILARE I DOCUMENTI IN STAMPATELLO E SCRITTURA LEGGIBILE.

 

Sempre fiero di rappresentarVi e difenderVi!

RICORSO DOTTORATI - DI CHE RICORSO SI TRATTA?

Abilitazione all'insegnamento nella scuola per i dottori di ricerca: parte l'azione a difesa del titolo di istruzione apicale del nostro sistema.

Gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia hanno accettato l'incarico di assistere un comitato formato da oltre 1.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell'insegnamento scolastico.

Invero, per primi, hanno già portato avanti questa battaglia al fianco dell'ADI - Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani - e per primi sul concorsone 2016 hanno ottenuto una pronuncia di equipollenza ai fini della partecipazione al concorso.

PERCHE' ADERIRE AL RICORSO?

Il ricorso mira ad ottenere il riconoscimento, di fatto, dell'abilitazione per una classe di concorso della vostra laurea. I ricorrenti, quindi, devono avere accesso con la propria laurea ad almeno una classe di concorso (si rammenta che all'atto dell'eventuale adesione si dovrà indicare una sola CDC per cui si vuol ricorrere).

 Al momento il MIUR ha chiarito che gli abilitati in II fascia non devono essere già iscritti in terza fascia delle graduatorie d'istituto, tuttavia, è preferibile avere tale requisito e si potrebbero dividere i gruppi in ragione di tale aspetto.

TIPOLOGIA DEI RICORSO CUI POTER ADERIRE

I ricorsi possibili saranno tre:

Un primo per l’accesso al TFA senza prove preselettive, non appena verrà pubblicato il bando del terzo ciclo.

In tal caso si valuterà di agire anche con un primo sottogruppo pilota formato da soggetti in possesso di servizio quantitativamente pari a quello utile per essere ammessi ai PAS.

Si chiarisce che avere tali ultime caratteristiche sono requisiti AGGIUNTIVI, non indispensabili ai fini dell'adesione;

Un secondo per l'inserimento nelle graduatorie aggiuntive di seconda fascia, non appena verrà emanato il bando di aggiornamento delle graduatorie per la finestra semestrale di febbraio 2017;

Un terzo per l’ammissione in GAE al PDR una volta pubblicato il D.M. di aggiornamento delle stesse.

AUTORITA' ADITA

L'azione, ordinaria o straordinaria (scelta a discrezione degli avvocati), sarà rivolta al TAR o al PDR.

SCADENZA TERMINI DI ADESIONE

La seconda tranche di adesioni alle condizioni economiche indicate scade il  31/03/2017 per le azioni diverse dal TFA SOSTEGNO i cui termini sono ormai chiusi.

COSA FARE PER ADERIRE

Per aderire devi scaricare il modulo di adesione che trovi in allegato in fondo alla pagina

OLTRE ALL'ADESIONE COME SOPRA INDICATA COSA DEVO FARE?

Oltre a quanto sopra, per agire bisognerà in ogni caso presentare specifiche domande di ammissione nelle G.A.E., G.I. o al TFA di cui vi forniremo i modelli, che saranno tuttavia scaricabili dal sito del MIUR.

Il Consiglio di Stato ha dichiarato nullo il provvedimento del MIUR con il quale, nonostante il contenzioso vinto al T.A.R. e al CDS, si negava l'immatricolazione di un giovane medico dalla scuola di specializzazione cui, con merito, aveva dimostrato di poter accedere.

Secondo il Presidente del Consiglio di Stato, "in esecuzione dell’ordinanza cautelare n. 5290/2016, del 28/11/2016 di questa Sezione Sesta del Consiglio di Stato, va disposta l'iscrizione del ricorrente alla scuola di specializzazione in Chirurgia Generale presso l’ateneo di Messina, previa conferma dell’esistenza di due posti resisi nel frattempo vacanti".

Nonostante il CDS avesse rigettato l'appello del MIUR proposto avverso i provvedimenti del T.A.R. Lazio che aveva accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e ordinato al Ministero di consentire ai nostri medici di rinunciare ai contratti aggiuntivi regionali e permanere in graduatoria nelle varie ed ulteriori scelte di opzione e di scuola, il MIUR aveva adottato nuovi provvedimenti con cui, beffardamente, denegava l'ammissione.

All'esito dei 3 concorsi nazionali, sono stati numerosissimi i posti rimasti vacanti. Borse perse e giovani medici che non riescono a specializzarsi a causa dell'erronea gestione delle graduatorie. E' assurdo, concludono i legali, che a fronte di posti vacanti non li si assegni a chi ne ha diritto invece di lasciarli vuoti.

Il TAR aveva accolto il ricorso ritenendo che "sussiste il pregiudizio del danno grave e irreparabile ove l’amministrazione non consentisse al ricorrente di rinunciare alle sedi e alle scuole in ricorso indicate e che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevale quello di parte ricorrente a potersi reiscrivere in posizione di attesa nelle graduatorie di Malattie dell'apparato cardiovascolare e in posizione di prenotato in quella di Pediatria".

Nonostante l'ordine del T.A.R. il MIUR negava il reinserimento e subiva una nuova condanna non potendosi "invocare il difetto di interesse del ricorrente, posto che pertiene a una insindacabile sfera individuale valutare quale sia l'opportunità preferibile in relazione al percorso universitario da seguire". Stante la posizione del MIUR il T.A.R. ha commissariato il MIUR "nominando in difetto di puntuale esecuzione fin d'ora quale commissario ad acta il prefetto di Roma o funzionario da questi delegato che provvederà nei 15 giorni successivi"

T.A.R. e Consiglio di Stato hanno dunque superato le incertezze interpretative a cui sono sottoposti i giovani medici da una lex specialis poco chiara circa le modalità per accedere ai contratti aggiuntivi spesso differenziata da Regione a Regione e senza possibilità di comprendere compiutamente i limiti effettivi di reddito per accedervi e i vincoli successivi alla stipula del contratto sullo svolgimento del periodo di specializzazione.

I nostri ricorrenti potranno ora iscriversi alla scuola prescelta in virtù dell'effettivo merito dimostrato durante il concorso.

Il T.A.R. Lazio ha accolto 3 ricorsi proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e ordinato alla Commissione dell'USR Lazio di provvedere alla stipula del contratto con il ricorrente ammesso al concorso all'esito di TFA a cui era stato ammesso con riserva in forza di precedente giudizio. In un altro caso di docente ITP escluso solo dopo aver superato tutte le prove di concorso contestando l'originale titolo di accesso, il TAR ha imposto la conferma dell'ammissione dello stesso.

Infine, in altro contenzioso, il T.A.R. ha ordinato all'USR Puglia di ricorreggere le prove scritte di un altro candidato non ammesso alla prova orale tenendo conto di quanto denunciato in ricorso e ad altro USR di ammettere direttamente all'orale altro ricorrente.
Negli ultimi mesi numerosi docenti di tutta Italia sono stati impegnati a sostenere le prove, scritte ed orali, per ottenere l'agognata assunzione a tempo indeterminato presso il Ministero dell'Istruzione.
Il concorso, gestito a livello regionale dai vari USR, prevedeva l'espletamento della prova orale solo se si raggiungeva un punteggio minimo di 28 punti a seguito della prova scritta; in tal senso, Il Ministero aveva messo a disposizione delle Commissioni particolari "criteri" da utilizzare per la correzione degli elaborati. L'interpretazione di alcuni di tali criteri infatti, in certi casi, è apparso particolarmente discrezionale e pregiudizievole per le valutazioni finali.
Sono migliaia in Italia i concorrenti che hanno visto valutata la propria prova in maniera insufficiente dalla Commissione ritenendo che il proprio elaborato fosse, semplicemente non originale o addiruttura carente circa la pertinenza linguistica. Nonostante una perfetta adesione a quanto testi e manuali indicavano, in moltissimi casi, è stato proprio questo criterio a pregiudicare la valutazione.

Nella fattispecie, il Tar del Lazio, analizzando i vari ricorsi proposti da Delia e Bonetti, ha ritenuto fondate le censure riguardanti l'onere per gli USR di stipulare i contratti definitivi anche nei confronti di chi è stato ammesso al concorso con riserva (in quel caso un ammesso al TFA in ragione di un ricorso da noi vinto in sede cautelare per la vicenda dei famigerati 25 quiz di accesso errati nel 2012) chiarendo che "l’ammissione con riserva legittima la stipula di contratto ove disponibile".

Nell'altro caso riguardante gli ITP, invece, l'USR PUGLIA aveva inizialmente consentito la partecipazione alle prove salvo poi, al momento della stipula del contratto, espellere i candidati asseritamente non in possesso del titolo. Il ha riammesso i  nostri ricorrenti chiarendo che "la domanda del ricorrente pare assistita dai requisiti di cui all’articolo 56 codice del processo amministrativo, con conseguente accoglimento della domanda cautelare urgente e sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato".

L'ulteriore caso trattato riguarda una bocciatura alle prove scritte. Secondo il T.A.R. "il ricorso potrebbe presentare profili di fondatezza, in particolare laddove parte ricorrente rileva l’erroneità nell’attribuzione del punteggio alle prove svolte; Considerato che l’istanza cautelare può essere accolta nella forma di un supplemento di valutazione da parte dell’amministrazione affinchè verifichi la correttezza dei punteggi attribuiti nei riguardi del ricorrente nel termine di giorni quindici dalla notificazione o dalla comunicazione in via amministrativa, se più breve, della presente ordinanza".

Si tratta di un provvedimento assai importante in quanto muta una giurisprudenza totalmente negativa sulle bocciatura alle prove scritte del concorsone docenti 2016 dello stesso TAR Lazio variamente rese ed argomentate nelle settimane passate e che segue le nostre vittorie al TAR Abruzzo e al TAR SICILIA. In tal senso, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, "non possiamo che esprimere grande soddisfazione in quanto ancora una volta viene premiata la bontà della tesi proposta: il voto delle Commissioni non è insidacabile, come "leggendariamente" si afferma in discussioni da bar. E' solo assai difficilmente contestabile. In tal senso i nostri ricorsi mirano a mettere a nudo le specifiche e singole illogicità del percorso di correzione e, non possiamo che ritenerci assai soddisfatti, ove tale percorso giunga a buon fine.

Il compito della ricorrente, in accoglimento del ricorso di Bonetti e Delia, verrà dunque ricorretto dalla Commissione che, perciò, dovrà necessariamente tener conto dei rilievi sostenuti in ricorso e confermati dal TAR.

Un’altra importante vittoria ottenuta dallo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners relativa al Concorso a posti e cattedre per il reclutamento del personale docente.

Nella giornata di ieri il TAR Lazio ha emesso un’ordinanza con cui accoglie l’istanza cautelare in favore di un nostro ricorrente rimasto escluso dalla prova orale per la classe di concorso A028, patrocinato dagli Avv.ti Bonetti e Delia.

Le censure poste a fondamento del ricorso riguardavano, in primis, l’evidente errore di calcolo effettuato dalla commissione giudicatrice che assegnava un punteggio nettamente inferiore al candidato e, in subordine, la presenza di innumerevoli posti disponibili per la classe di concorso A028, che non giustifica quindi la necessità di una soglia di ammissione così alta alla prova orale, per cui ricordiamo è fissata sui 28/40.

Inoltre, come giustizia vuole, ci si è scagliati contro l’illegittimo sistema di sbarramento caratterizzato da quella soglia incomprensibile che (ormai da anni) lascia fuori candidati meritevoli sulla base di valutazioni troppo discrezionali (e  a volte erronee) da parte delle commissioni giudicatrici.

Si tratta di un provvedimento di rilevante interesse (consultabile in allegato), seppur di natura cautelare, non solo perché consente ancora una volta di far luce sulle irregolarità e le ingiustizie nelle procedure dei concorsi pubblici, ma ancor di più perché attinge ad uno spazio storicamente riservato alla Pubblica Amministrazione, la cui discrezionalità ha da sempre rappresentato un muro impenetrabile al sindacato giurisdizionale del Giudice Amministrativo.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno appena deciso un regolamento di giurisdizione con la Sentenza n. 25840/2016.

La sentenza conferma il pregresso orientamento secondo cui a decidere sulla nota vicenda del diploma magistrale deve essere il Giudice Amministrativo.

In detta Sentenza si riporta che: “Ai fini della individuazione di quale sia il giudice munito di giurisdizione in relazione alle controversie concernenti il diritto all’inserimento in una graduatoria ad esaurimento (già permanente), occorre dunque avere riguardo al petitum sostanziale dedotto in giudizio. Se oggetto di tale domanda è la richiesta di annullamento dell’atto amministrativo generale o normativo, e solo quale effetto della rimozione di tale atto – di per sé preclusivo del soddisfacimento della pretesa del docente all’inserimento in una determinata graduatoria – l’accertamento del diritto del ricorrente all’inserimento in quella graduatoria, la giurisdizione non potrà che essere devoluta al giudice amministrativo, essendo proposta in via diretta una domanda di annullamento di un atto amministrativo”.

Con detta sentenza le Sezioni Unite confermano il proprio orientamento e la giurisdizione amministrativa. I nostri ricorrenti, considerando la prospettazione del ricorso, possono, a questo punto, attendere con fiducia la pronuncia della Plenaria che già si è espressa in fase cautelare in senso favorevole”, a parlare sono gli Avvocati MICHELE BONETTI e SANTI DELIA, legali delle Associazioni ADIDA, VOCE DEI GIUSTI e MIDA, “auspichiamo – proseguono i legali - che prima della definizione dei giudizi tale situazione venga responsabilmente sanata da parte di tutte le forze politiche”.

I provvedimenti di mobilità devono essere chiari e ogni docente ha il diritto di comprendere perché è stato assegnato ad una scuola anziché ad un'altra: stop ad accorpamenti, spezzoni, cattedre che compaiono e scompaiono dietro fantomatici algoritmi. Gli USP devono consegnare la documentazione e consentire di ricostruire l'iter che ha portato all'attribuzione della cattedra a 100 o a 50 km da casa.

Il T.A.R. Catania, nonostante frattanto il medesimo USP avesse attribuito una cattedra conforme alle aspettative della ricorrente, ha condannato il MIUR alle spese di giudizio "avuto riguardo alla fondatezza della domanda, alla stregua di specifici precedenti di questo Tribunale".

E infatti, "il controllo generalizzato (che, in tali casi, non è limitato ai documenti, ma riferito alle “informazioni”, termine che concettualmente indica un ambito più esteso dei documenti fisicamente esistenti; sul punto, TAR Sicilia – Catania, Sez. II, 28 dicembre 2009, n. 2253) quindi non solo non è vietato, ma è auspicato. Nel caso di specie, la ricorrente ha chiesto «…la copia dei criteri (e comunque dei provvedimenti) con i quali si era proceduto alla formulazione delle cattedre per l’anno scolastico XXX per la Provincia di Messina, ed alla consequenziale assegnazione delle ore esistenti presso il Liceo XXXXX presso le altre scuole sopra indicate…»; la domanda tende quindi ad ottenere informazioni attinenti alla organizzazione dell’amministrazione; in disparte la considerazione che i criteri sono probabilmente espressi nel corpo dei documenti che si riferiscono alla determinazione delle cattedre, il Collegio ritiene che essa ricada nell’ambito dell’accesso “organizzativo” previsto dalla legge 15/2009 e dal D. Lgs. 150/2009; pertanto l’Amministrazione dovrà consentire l’accesso, nei termini precisati in dispositivo".

T.A.R. Catania, Sez. III, 6 dicembre 2016.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l'appello del MIUR proposto avverso i provvedimenti del T.A.R. Lazio che aveva accolto il ricorso degli Avvocati MICHELE BONETTI e SANTI DELIA e ordinato al Ministero di consentire ai nostri medici di rinunciare ai contratti aggiuntivi regionali e permanere in graduatoria nelle varie ed ulteriori scelte di opzione e di scuola.

Il T.A.R. aveva accolto il ricorso ritenendo che “sussiste il pregiudizio del danno grave e irreparabile ove l’amministrazione non consentisse al ricorrente di rinunciare alle sedi e alle scuole in ricorso indicate e che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevale quello di parte ricorrente a potersi reiscrivere in posizione di attesa nelle graduatorie di Malattie dell'apparato cardiovascolare e in posizione di prenotato in quella di Pediatria”.

Nonostante l'ordine del T.A.R. il MIUR negava il reinserimento e subiva una nuova condanna non potendosi "invocare il difetto di interesse del ricorrente, posto che pertiene a una insindacabile sfera individuale valutare quale sia l'opportunità preferibile in relazione al percorso universitario da seguire". Stante la posizione del MIUR il T.A.R. ha commissariato il MIUR "nominando in difetto di puntuale esecuzione fin d'ora quale commissario ad acta il prefetto di Roma o funzionario da questi delegato che provvederà nei 15 giorni successivi".

T.A.R. e Consiglio di Stato hanno dunque superato le incertezze interpretative a cui sono sottoposti i giovani medici da una lex specialis poco chiara circa le modalità per accedere ai contratti aggiuntivi spesso differenziata da Regione a Regione e senza possibilità di comprendere compiutamente i limiti effettivi di reddito per accedervi e i vincoli successivi alla stipula del contratto sullo svolgimento del periodo di specializzazione.

I nostri ricorrenti potranno ora iscriversi alla scuola prescelta in virtù dell'effettivo merito dimostrato durante il concorso.

In caso di posto vacante in gradutaoria per il ricorrente per l’ammissione alle scuole di specializzazione di medicina per l’anno accademico 2014 – 2015 ha diritto ad ottenere il posto in maniera definitiva (e non più con riserva) e con la retribuzione della borsa. Con l’affermazione di questo principio, il TAR del Lazio Sez. III bis con la sentenza del 30 novembre 2016 per la prima volta ha accolto un ricorso per l’accesso alle scuole delle specializzazioni  mediche .

Qualche giorno prima il Consiglio di Stato, nell’ambito del contenzioso sull’accesso alle scuole di quest’anno accademico, ha analogicamente confermato che l’ammissione può avvenire sfruttando i posti rimasti vacanti rigettando l’appello del Ministero e confermando l’accoglimento di altro ricorso vinto innanzi al T.A.R.

Per gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia patrocinatori dei ricorsi “nonostante la peculiarità del caso, si tratta di un grande passo in avanti contro tendenza rispetto alle ammissioni sovrannumerarie, senza borsa in attesa delle decisioni sul merito, ottenute fino ad oggi”.

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