Andrea Mineo

Andrea Mineo

 Oggi il T.A.R. del Lazio ha definitivamente accolto i nostri ricorsi relativi alla chiusura anticipata delle graduatorie 2015, chiarendo che la scelta del MIUR di fare distinzione tra i vari provvedimenti riguardanti i ricorrenti, e disponendo che “vanno qualificate come illegittime eventuali postergazioni nelle immatricolazioni dei ricorrenti rispetto a candidati che abbiano comunque conseguito o conseguano nella graduatoria (riaperta) un punteggio di merito superiore (Cons. St., sez. VI, sentenza n. 2104 del 2017), non potendosi riconnettere alcun rilievo, ai fini di un differente apprezzamento, a profili che ineriscono all’organizzazione ovvero a disfunzioni dell’amministrazione nell’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali favorevoli”.

La riapertura delle graduatorie è frutto del lavoro processuale scaturito dalle nostre ordinanze e sentenze vittoriose e soprattutto del lavoro e dei contatti politici dell’UDU con il Ministero, e per il tramite con il CNSU, organo da noi presieduto e con maggioranza relativa dell’Unione degli Universitari.

La questione riguarda circa 1000 posti liberi a Medicina ed Odontoiatria che l’UDU ritiene vacanti con riferimento alle graduatorie 2015/2016. MIUR condannato anche a oltre 4000 euro di spese legali. Nell’ordinanza viene poi specificato che va consolidata la posizione di chi si è già immatricolato e che potranno immatricolarsi tutti coloro che hanno punteggio superiore rispetto all’ultimo studente iscrittosi fin ora, quindi tutti coloro con punteggio superiore a 20.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Il Ministero è stato condannato da mesi dal Tar a far scorrere le graduatorie. Dopo queste sentenze, centinaia di studenti sono in attesa di vedere riconosciuto anche dal MIUR il loro diritto a studiare per la facoltà che loro avevano scelto, risultando idonei nella graduatoria chiusa in maniera illegittima da parte del Ministero stesso nel febbraio 2016. Nonostante le rassicurazioni che ci sono state date a più riprese dai vari uffici competenti, il MIUR ha deciso in maniera irresponsabile di non dare piena attuazione a quanto disposto nelle sentenze, differenziando tra studenti in possesso di provvedimento monocratico e quelli in possesso di provvediamrno collegiale. Ora non ci sono più scuse: il Ministero riconosca subito il diritto di questi studenti di studiare ciò che avevano scelto per il proprio futuro.”

Continuano gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Abbiamo inoltrato di fronte all’inerzia del Ministero dell’Istruzione, due ricorsi prototipi che hanno stabilito che i posti andranno attribuiti ai ricorrenti secondo l’ordine della graduatoria ed altri articolati criteri. Il Ministero è stato anche condannato alle spese per migliaia di euro e si profilano responsabilità erariali per cui abbiamo già dato mandato di inoltrare un esposto alla Corte dei Conti ed alla Procura di Roma al fine di vagliare eventuali ipotesi di reato”.

Conclude Marchetti: “Grazie alle nostre vittorie saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari a seguito della chiusura anticipata della graduatoria. Ora ci chiediamo chi ripagherà gli studenti di mesi e mesi di vita persi quando una sentenza dei Giudici dava loro diritto a studiare? Sul punto stiamo valutando una richiesta di risarcimento danni. Siamo stufi di tutto questo, il Ministero deve prendere atto del fallimento del numero chiuso e non nascondersi più dietro un dito, facendo perdere ulteriormente tempo agli studenti: vogliamo il libero accesso.”

Da sempre gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia hanno creduto, anche in tempi non sospetti e con la collaborazione delle associazioni “Adida” e “La Voce dei Giusti”, alla vicenda del titolo abilitante del diploma magistrale. Per primi i suddetti avvocati tramite un ricorso collettivo di circa 220 ricorrenti hanno ottenuto, mediante un parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato, il riconoscimento del valore abilitante del titolo facendolo recepire, tramite un’azione sinergica caldeggiata dal mondo associativo su citato, in un decreto ministeriale che ha disposto il trasferimento di tutti i diplomati magistrali dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto.

Tale passaggio eccezionale generò la campagna dei 3000 ricorrenti del 2014, per primi ammessi con ordinanza cautelare nelle famose GAE.

Ad oggi la vicenda appena descritta, relativa al riconoscimento definitivo del valore abilitante del diploma magistrale, è soggetta alla trattazione dinnanzi all’Adunanza Plenaria.

A differenza di quanto si legge sul web e sui social, il rinvio della trattazione dell'udienza finale di merito innanzi all'Adunanza Plenaria è legata a ragioni processuali squisitamente tecniche.

L'Adunanza Plenaria deciderà, difatti, non sulla questione generale del diploma magistrale ma su uno specifico caso che le è stato sottoposto dalla Sesta Sezione del Consiglio di Stato.

In tale specifico caso sottoposto alla Plenaria, oltre alla categoria dei diplomati magistrali, si chiedeva l'ammissione in GAE degli abilitati con TFA e PAS. Nello stesso ricorso, dunque, vi erano più categorie di soggetti con diverse caratteristiche.
Il Consiglio di Stato, dunque, prima di decidere la causa ha dovuto trattare la questione di giurisdizione affermando, in quel caso, la propria giurisdizione e rigettando la domanda di ammissione in GAE di TFA e PAS. Contestualmente, sugli insegnanti in possesso di diploma magistrale, ha rimesso la questione all'Adunanza Plenaria.

Il MIUR, al fine di non far diventare definitiva la decisione del CDS di affermare la propria giurisdizione, ha proposto ricorso in CASSAZIONE con il quale ha sostenuto che, a monte, il CDS non doveva nè decidere (rigettando) su T.F.A. e P.A.S. nè rimettere alla Plenaria (sul diploma magistrale) ma semplicemente dichiararsi privo di giurisdizione a favore del Giudice Ordinario (in particolare di quello del Lavoro). Questa causa è ancora pendente nonostante la Cassazione a dicembre 2016 ha pubblicato numerose sentenze con cui ha affermato che in questi casi la giurisdizione è del Giudice Amministrativo.

Il CDS dunque non sta fissando la data della Plenaria in quanto "bloccato" dalla Cassazione. Abbiamo inoltrato diversi solleciti anche al fine di far valutare al MIUR di rinunciare ad un ricorso in Cassazione dall'esito scontato e negativo così da sbloccare la situazione e nei prossimi mesi, forse prima dell'estate, potrebbe arrivare una determinazione di questo tipo.

Frattanto i nostri ricorrenti continuano a rimanere in GAE in forza delle ordinanze cautelari ed avranno gli incarichi che spettano loro sulla base del punteggio.

Qualora vi fossero soggetti non inseriti nelle GAE e ancora interessati a ricorrere o che volessero essere informati delle nostre azioni pendenti, Vi chiediamo di compilare il form con i vostri dati. Vi ricordiamo che si tratta di adesioni a titolo gratuito non vincolanti e finalizzate ad informazioni specifiche per tali azioni di ricorso.

Da sempre gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia hanno creduto, anche in tempi non sospetti e con la collaborazione delle associazioni “Adida” e “La Voce dei Giusti”, alla vicenda del titolo abilitante del diploma magistrale. Per primi i suddetti avvocati tramite un ricorso collettivo di circa 220 ricorrenti hanno ottenuto, mediante un parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato, il riconoscimento del valore abilitante del titolo facendolo recepire, tramite un’azione sinergica caldeggiata dal mondo associativo su citato, in un decreto ministeriale che ha disposto il trasferimento di tutti i diplomati magistrali dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto.

Tale passaggio eccezionale generò la campagna dei 3000 ricorrenti del 2014, per primi ammessi con ordinanza cautelare nelle famose GAE.

Ad oggi la vicenda appena descritta, relativa al riconoscimento definitivo del valore abilitante del diploma magistrale, è soggetta alla trattazione dinnanzi all’Adunanza Plenaria.

A differenza di quanto si legge sul web e sui social, il rinvio della trattazione dell'udienza finale di merito innanzi all'Adunanza Plenaria è legata a ragioni processuali squisitamente tecniche.

L'Adunanza Plenaria deciderà, difatti, non sulla questione generale del diploma magistrale ma su uno specifico caso che le è stato sottoposto dalla Sesta Sezione del Consiglio di Stato.

In tale specifico caso sottoposto alla Plenaria, oltre alla categoria dei diplomati magistrali, si chiedeva l'ammissione in GAE degli abilitati con TFA e PAS. Nello stesso ricorso, dunque, vi erano più categorie di soggetti con diverse caratteristiche.
Il Consiglio di Stato, dunque, prima di decidere la causa ha dovuto trattare la questione di giurisdizione affermando, in quel caso, la propria giurisdizione e rigettando la domanda di ammissione in GAE di TFA e PAS. Contestualmente, sugli insegnanti in possesso di diploma magistrale, ha rimesso la questione all'Adunanza Plenaria.

Il MIUR, al fine di non far diventare definitiva la decisione del CDS di affermare la propria giurisdizione, ha proposto ricorso in CASSAZIONE con il quale ha sostenuto che, a monte, il CDS non doveva nè decidere (rigettando) su T.F.A. e P.A.S. nè rimettere alla Plenaria (sul diploma magistrale) ma semplicemente dichiararsi privo di giurisdizione a favore del Giudice Ordinario (in particolare di quello del Lavoro). Questa causa è ancora pendente nonostante la Cassazione a dicembre 2016 ha pubblicato numerose sentenze con cui ha affermato che in questi casi la giurisdizione è del Giudice Amministrativo.

Il CDS dunque non sta fissando la data della Plenaria in quanto "bloccato" dalla Cassazione. Abbiamo inoltrato diversi solleciti anche al fine di far valutare al MIUR di rinunciare ad un ricorso in Cassazione dall'esito scontato e negativo così da sbloccare la situazione e nei prossimi mesi, forse prima dell'estate, potrebbe arrivare una determinazione di questo tipo.

Frattanto i nostri ricorrenti continuano a rimanere in GAE in forza delle ordinanze cautelari ed avranno gli incarichi che spettano loro sulla base del punteggio.

Qualora vi fossero soggetti non inseriti nelle GAE e ancora interessati a ricorrere o che volessero essere informati delle nostre azioni pendenti, Vi chiediamo di compilare il form con i vostri dati. Vi ricordiamo che si tratta di adesioni a titolo gratuito non vincolanti e finalizzate ad informazioni specifiche per tali azioni di ricorso.

Venerdì, 12 Maggio 2017 16:58

CONCORSO ASSISTENTI GIUDIZIARI 2017

 

È stato indetto, a partire dall’8 maggio 2017, un nuovo concorso interno, bandito dal Ministero della Giustizia, per l’accesso alla figura del Funzionario Giudiziario ed Ufficiale Unep, cioè di cancelleria, atteso da anni e “caratterizzato dal caos”.

Dati medio – statistici affermano che il numero dei candidati è di molto superiore rispetto ai posti banditi, ossia 300.000 candidati per SOLI 800 posti, molti dei quali sembrerebbero essere “riservati”.

Anche in questa circostanza non sono mancate diverse e molteplici segnalazioni di irregolarità: come per esempio alcune modifiche al bando dopo la sua pubblicazione e molteplici errori nelle dispense.

Si tratta di una piattaforma per la formazione online con la quale i lavoratori si sono esercitati per più di tre mesi con risposte “vero/falso”, ma il concorso che avrà luogo in questi giorni, prevede domande con risposta multipla.

I questionari sottoposti risultano essere tutti diversi tra di loro, ragion per cui vi possono essere stati concorrenti penalizzati dalla presenza di quesiti errati, rispetto ad altri che non avevano tali domande e che, quindi, hanno potuto ottenere un punteggio maggiore, superando in graduatoria i “più sfortunati”.

La banca dati da cui sono state estratte le domande è stata fornita dal Ministero a soli 10 giorni dalla prova, costringendo i candidati ad una frettolosa quanto insufficiente preparazione ed esponendo lo stesso Ministero ad una serie di ricorsi.

La banca dati presenta domande piuttosto complesse di procedura civile e penale, degne forse di un concorso in magistratura, per non parlare di quelle relative al marketing aziendale e della comunicazione, riguardanti il brainstorming o il team building, che poco hanno a che fare con il lavoro degli ufficiali giudiziari.

Inoltre, la diversità di date, penalizza di certo alcuni candidati rispetto ad altri, semplicemente per aver sostenuto la prova nei giorni differenti.

In riferimento alla banca dati vi è da precisare che, nonostante la scelta certosina della redazione, qualcosa sia andato storto! Sempre nella banca dati si trovano domande identiche con risposte corrette diverse, ingenerando così confusione per chi si prepara.

Difatti, come già affermato, la stessa è stata corretta e pubblicata a 10 giorni dalla prova.

Altre perplessità sorgono in merito alla pubblicazione delle date d’esame, in quanto anche questa ha subito variazioni; infatti, il calendario contenente le date e le sedi di svolgimento delle prove preselettive, che avrebbero dovuto essere annunciate il 3 marzo, sono state poi stabilite con un provvedimento successivo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – 4a Serie Speciale – “Concorsi ed esami”. Tale rinvio proveniva da altro differimento risalente allo scorso febbraio.

Per questo motivo, anche per la partecipazione, senza impegno ai nostri ricorsi, Vi invitiamo a compilare il form online, gratuito e non vincolante, ove eventualmente riportare informazioni utili.

Avv. Michele Bonetti.

Dopo l'accoglimento dei primi due ricorsi proposti da parte del TAR Lazio e l'ammissione di tutti i nostri ricorrenti alle prove fisiche, il Ministero ha comunicato la fissazione di una nuova data per sottoporre i candidati idonei alle prove. Dalle nostre verifiche documentali la nuova data è stata fissata per il 23 e il 24 maggio.

Il Ministero, infatti, ha ottenuto l'autorizzazione dal MEF la possibilità di assumere altri 55 allievi oltre i 559 banditi ragion per cui stante l'assenza di un numero sufficiente di idonei dopo le prime prove fisiche conclusesi il 4 maggio 2017 sono stati convocati altri 242 candidati (sino al punteggio di 7,625). Anche i soggetti sotto tale soglia (invero solo questi) possono partecipare al ricorso al fine di proseguire nel percorso concorsuale.

Qui alcune FAQ aggiornate

1) Chi può partecipare al ricorso?

La strutturazione del nostro ricorso consente a TUTTI i meri partecipanti alla prova di poter ricorrere a prescindere dal punteggio giacchè se, come sostenuto, una prova è illegittima non può selezionare nessuno a prescindere dal punteggio ottenuto.

Possono ricorrere, quindi, tutti coloro i quali hanno partecipato alle prove di concorso tra il 6 e l’11 marzo e non sono stati ammessi alle prove fisiche.

Il precedente concorso non ha rilievo alcuno a prescindere dall'esito precedentemente ottenuto.

Al fine di essere ammessi alle prove fisiche ancora in corso riteniamo che l'ultima possibilità sia agire entro il 14 maggio 2017. Le prove fisiche calendarizzate infatti dovevano terminare il 4/5 ma il Ministero ha indicato sul proprio sito la data nuova del 23 24 maggio.

2) Alcuni di Voi ci hanno chiesto come si fa a presentarsi alle prove fisiche senza accertamenti clinici richiesti dal bando.

Gli accertamenti clinici con cui Vi dovreste presentare alle prove fisiche verranno svolti successivamente in quanto diremo al Ministero che dovete avere lo stesso tempo concesso agli ammessi che hanno saputo per tempo come e quando presentarsi.

3) Dove trovo altri dettagli per aderire entro il 14/5?

Trova dettagli per aderire cliccando qui

Si chiarisce che il 14/5 è il termine ultimo per agire innanzi al TAR scadendo il termine di impugnazione di 60 giorni e non vi saranno proroghe.

4) Dove posso trovare il provvedimento di accoglimento del TAR?

Cliccando qui potrai leggere il provvedimento favorevole ai ricorrenti già difesi da noi

5) Dove posso leggere anche il comunicato ufficiale dell'ANIP?

http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1572-concorso-polizia-559-agenti-pioggia-di-decreti-di-fronte-al-tar-del-lazio-i-ricorrenti-parteciperanno-alle-prove-fisiche

Dopo gli accoglimenti ottenuti al T.A.R. per i docenti di ruolo e i dottori di ricerca ecco l’ennesima vittoria sui ricorsi per il Concorsone 2016 per i cosiddetti “specializzandi sul sostegno” illegittimamente esclusi dalle prove.

E’ di queste ore il decreto monocratico e d’urgenza che consentirà ai nostri ricorrenti di partecipare alle prove suppletive del suddetto concorso.

Sin dall'inizio del nostro percorso sulle ammissioni al concorsone 2016, avevamo individuato delle categorie che, a nostro modo di vedere, erano state illegittimamente escluse dalla partecipazione alle prove; il provvedimento favorevole appena pubblicato ci dà ragione.

Nel caso di specie il bando ammetteva la partecipazione alla procedura soltanto ai candidati che alla data di presentazione delle domande erano in possesso della specializzazione sul sostegno.

Difatti la categoria dei cosiddetti “specializzandi sul sostegno” era stata esclusa nonostante i candidati fossero riusciti a formarsi specificatamente nell’ultimissimo ciclo del sostegno.

Il T.A.R. del Lazio, con il provvedimento del 05/05/2017, ha riconosciuto il diritto dei docenti, che hanno avanzato il ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia con l’ADIDA e il Mida, a partecipare alle prove del c.d. “Concorsone2016”.

“Trattasi di una vittoria che consentirà a quelle centinaia di persone che hanno presentato ricorso nostro tramite di partecipare alle prove suppletive” – a parlare sono gli avvocati Bonetti e Delia, che spiegano come il T.A.R del Lazio abbia accolto la loro tesi su un’ingiustificata disparità di trattamento tra coloro che alla scadenza del termine per la presentazione della domanda erano in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento con relativa specializzazione sul sostegno e coloro che invece per la suddetta scadenza erano specializzandi sul sostegno e che per mere questioni organizzative del MIUR erano rimasti esclusi.

I nostri ricorrenti potranno pertanto partecipare alle prove suppletive che si terranno in data 12 Maggio 2017 per ciò che concerne il sostegno per la scuola primaria, il 16 maggio 2017 per il sostegno per la scuola d’infanzia, il 17 maggio 2017 per la scuola secondaria di primo grado e il 22 maggio 2017 per la scuola secondaria di secondo grado.

Pillole per dimagrire

pillole dimagranti

Il TAR Lazio ha accolto il nostro ricorso ammettendo i nostri ricorrenti esclusi all’esito delle prove di cultura generale ad espletare le prove fisiche relative al concorso per 559 Agenti di Polizia.

Si tratta di un concorso “tristemente” passato alla cronaca per gli scandali che lo hanno caratterizzato: le precedenti prove, infatti, erano state annullate perché quasi duecento candidati avevano ottenuto il punteggio massimo, non sbagliando neanche una delle ottanta risposte, mentre altri 140 circa avevano fatto un solo errore e un centinaio ne aveva commessi due. Tra coloro che avevano risposto in maniera corretta a tutte le domande, inoltre, quasi tutti risultano residenti in Campania così come la Società che ha vinto l'appalto del Ministero dell'Interno per la somministrazione delle domande.

Su tale vicenda è ancora in corso l’indagine della Procura della Repubblica.

All’esito di una complessa fase di accesso agli atti, abbiamo individuato peculiari e decisivi vizi che ci hanno convinto a proporre ricorso per portare all’attenzione del T.A.R. tali circostanze. “E’ una vittoria sudata ma, seppur in questa fase cautelare, utilmente decisiva per consentire ai nostri ricorrenti di partecipare alle successive prove concorsuali” commentano gli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti. Ancora una volta riteniamo che i riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni confermino che solo grazie ad un team altamente specializzato e d’eccellenza, esperto in procedure concorsuali nazionali, sia possibile analizzare in tempi così brevi migliaia di atti concorsuali facendo ottenere piena tutela ai partecipanti.

In questo concorso vi sono migliaia di giovani aspiranti poliziotti che rischiavano di subire ancora una volta le illegittimità di un sistema di selezione iniquo su cui bene aveva fatto sinora l’Amministrazione ad intervenire annullando le precedenti prove.

I tempi per agire sono, tuttavia, molto ristretti in quanto le prove fisiche si concluderanno giorno 4 maggio. Per chi non ha ancora aderito ed è stato vittima dell’ennesima irregolarità del concorso per 559 Allievi Agenti di polizia, puoi ancora aderire entro oggi 2/5, cliccando al seguente link

La partecipazione dei ricercatori italiani all’ASN, imposta dalla c.d. Riforma Gelmini per poter acquisire il titolo di docenti universitari, ha ingiustamente parificato la posizione di coloro che per la prima volta intendono cimentarsi nella carriera universitaria rispetto a quei professionisti che da anni svolgono de facto le funzioni di un docente universitario abilitato.

L’impegno per la tutela fondamentale della trasparenza nei concorsi pubblici e per la promozione della meritocrazia, che da sempre connota il nostro studio, ci induce ad affiancare tutti gli aspiranti docenti universitari contro le illegittimità che potrebbero palesarsi durante il percorso per l’Abilitazione Scientifica Nazionale.

Trattasi di un’azione da noi già patrocinata negli scorsi anni che ci ha condotto a pronunce giurisprudenziali di accoglimento e conseguente affermazione di importanti principi giuridici in materia.

Emblematica è la sentenza n. 2907/2016 mediante la quale il TAR Lazio ha chiarito che i giudizi espressi dalle commissioni esaminatrici devono essere supportati da una motivazione analitica nonché da una valutazione attenta e rigorosa delle pubblicazioni scientifiche e dei titoli presentati dal candidato. L’eventuale giudizio negativo espresso dalla commissione, quindi, dovrà essere corredato da una motivazione chiara e specifica in ordine alle ragioni che hanno indotto alla dichiarazione di non idoneità.

L’azione promossa sarà volta alla rivendicazione del diritto di conseguire l’abilitazione come professore universitario di seconda fascia o, in via subordinata, di ottenere la rivalutazione e il riesame del proprio curriculum vitae ove si palesino irregolarità in merito all’accertamento dell’esistenza dei titoli idonei per l’abilitazione.

Trattandosi di valutazione nazionale, il ricorso andrà presentato innanzi al TAR per il Lazio – sede di Roma – nel termine di sessanta giorni dalla data di pubblicazione o comunicazione dei risultati della procedura abilitativa.

I motivi a fondamento del ricorso dovranno essere valutati caso per caso relativamente alle illegittimità riscontrate. Quanti siano interessati potranno perciò contattare lo studio via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonicamente ai seguenti recapiti http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/contatti per una prima consulenza valutativa ed eventualmente concordare un appuntamento de visu.

DI CHE COSA SI TRATTA?   E PERCHE' RICORRERE

Il Ministero della Salute, a breve (con ogni probabilità tra il 20 ed il 30 aprile 2017), pubblicherà in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto Ministeriale relativo al corso in medicina generale valido per il triennio 2017/2020 ed anche a tale procedura concorsuale, come si evince dai primi bandi pubblicati dalle varie Regioni, si ammetteranno a partecipare esclusivamente i medici già abilitati alla data di presentazione della domanda. Ebbene, la tesi da noi sostenuta per cui tale clausola sarebbe totalmente illegittima in quanto esclude i soggetti che potranno abilitarsi nella sessione di luglio 2017 e partecipare alle prove d'esame a settembre 2017 iniziando, già in possesso dell’abilitazione, i relativi corsi di formazione in medicina generale, è stata condivisa pienamente dal TAR del Lazio lo scorso anno.

Il T.A.R.  infatti, sul presupposto che i nostri ricorrenti avessero già conseguito l’abilitazione prima dell’espletamento delle prove, aveva ritenuto corretto ammetterli alla prova di accesso al corso con riserva, ordinando dunque alle Regioni Sicilia, Veneto, Basilicata, Lazio e Molise di far disputare il test di ammissione ai ricorrenti. Coloro che successivamente hanno superato la prova collocandosi in posizione utile in graduatoria, stanno ancora frequentando il corso cui ambivano presso la Regione di interesse.

Lo studio, come avrete certamente letto informandoVi sulla nostra struttura, ha una compagine specialistica in forma di "boutique" di ecellenza unica sul territorio nazionale i cui soci fondatori sono tra i più giovani cassazionisti d'Italia della storia. Anche in ragione di queste, uniche, eccellenze e dell'esperienza decennale di creazione di azioni collettive ed individualizzate in Italia ed in Europa è stato premiato come "Studio boutique di eccellenza dell'anno 2016 di diritto amministrativo" a Milano nel giugno 2016 e a Londra nel novembre 2016.

CHI PUO' RICORRERE

Possono ricorrere tutti coloro i quali non siano in possesso del titolo di abilitazione al momento della domanda di partecipazione al concorso ma che abbiano ottenuto tale titolo prima della prova di ammissione 

AUTORITA' ADITA E CONDIZIONI

Il ricorso sarà proposto innanzi al Tar Lazio o al PDR e verrà chiesto l’annullamento del bando nella parte d’interesse e, per l’effetto, come risarcimento in forma specifica, si chiederà di farvi partecipare con riserva alla procedura preselettiva 

MODALITA' DI ADESIONE

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono.

 

  • Scaricare la procura allegata in fondo alla presente pagina.

  • Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

  • Stampare e compilare la nota informativa allegata in fondo alla presente pagina.

  • Stampare e allegare la scheda candidato allegata in fondo alla presente pagina

  • Compilare il  seguente form (cliccare sotto). 
  • Effettuare il pagamento di euro 350,00 comprensivi di IVA e CPA alle coordinate allegate. Solo in caso di accoglimento della domanda cautelare e ammissione alle prove sarà dovuta l’ulteriore somma di € 250,00.

  • Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti Via di San Tommaso d'Aquino, 47 00136 ROMA , i seguenti documenti:

 

Due procure in originale compilate e sottoscritte;

- Copia del documento di identità;

- Scheda informativa;

- Scheda Candidato;

- Copia del documento di identità;

- Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “Ricorso abilitati medicina generale 2017”). Sulla busta deve essere apposta la dicitura “Medicina generale abilitati 2017” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

Si raccomanda la compilazione del form on-line che rappresenta uno dei passaggi fondamentali ai fini di una corretta adesione all’azione.

 

  • Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “MMG non abilitati”.
  • Le adesioni al ricorso dovranno pervenire con scadenze variabili a seconda delle Regioni presso cui volete partecipare (ultima scadenza 30/05/2017). Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio busta tramite mail pec.  Ai fini della proposizione del ricorso sarànecessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che nelle modalità indicate anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione ORIGINALE.Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

Consigliamo (meglio riteniamo fondamentale per il buon esito dell’azione anche al fine di paralizzare strumentali eccezioni delle Regioni e del Ministero) a tutti coloro che si trovano in questa situazione di presentare, comunque, la domanda di partecipazione al concorso, da inoltrare a mezzo raccomandata a.r. e/o a mezzo posta elettronica certificata. 

 

 

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI, ANCHE IN IPOTESI DI CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA SEGUITA, L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI CHE VERRA' COMUNICATA ESCLUSIVAMENTE VIA MAIL.

I precari dei Comuni possono ottenere un risarcimento di circa € 100.000,00.

E’di queste ore la pubblicazione di una sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore, ove un Comune è stato condannato a risarcire con circa € 100.000,00 un precario che aveva lavorato dall’inizio del 2006 fino al 2012.

Il giovane precario, assunto con contratto a progetto, svolgeva per il Comune mansioni di tecnico informatico” – a parlare è il difensore del ricorrente, l’Avv. Michele Bonetti - “ed il Giudice del Lavoro ha accolto il nostro ricorso condannando la Pubblica Amministrazione al pagamento di € 44.000,00 oltre a 7 mensilità e quasi € 10.000,00 di spese legali; dunque, per un totale di oltre € 100.000,00, considerando gli interessi e la rivalutazione che si sommano alla condanna del Comune alla regolarizzazione della posizione contributiva di questi anni di lavoro”.

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Nocera Inferiore, la Dottoressa Raffaella Caporale, ha rilevato: “La natura subordinata del rapporto – sin dall’origine – è in particolare desumibile dalla riferita costante presenza in ufficio del ricorrente, dallo svolgimento da parte del ricorrente di mansioni riconducibili a necessità ordinarie dell’ente, dal coordinamento dell’attività lavorativa del Laudato all’assetto organizzativo dato dal datore di lavoro, dell’assenza in capo al ricorrente di una sia pur minima struttura imprenditoriale – considerando che lo stesso garantiva una presenza quotidiana in ufficio avendo una postazione fissa ed un computer messi a disposizione dal Comune -; dal fatto che le mansioni svolte dal ricorrente non sono mutate nel passaggio dai contratti a progetto alla successiva formalizzazione del rapporto in rapporto subordinato”.

Trattasi di un’importante Sentenza che avalla un’interpretazione garantista con una corretta interpretazione del favor prestatoris, che censura i Comuni che si avvalgono di personale precario a basso costo per coprire l’attività ordinaria della Pubblica Amministrazione. Difatti, consiglieranno la presenza dei suddetti indici di subordinazione” – prosegue l’Avv. Bonetti – il Giudice supera la circostanza che i testi non fossero in grado di riferire gli orari di lavoro del ricorrente nel periodo 2005/2008, e per il periodo da luglio 2008 a novembre 2009 si osserva la continuità del rapporto, considerando che i testi avevano riferito una presenza lavorativa costante del ricorrente al Comune senza significative interruzioni”.

Esprimono soddisfazione per l’importante pronuncia e la condanna esemplare, le Associazioni ADIDA, MIDA e SEMPRE DIRITTI, che da sempre si battono per la difesa del lavoro e contro il precariato in tutte le sue forme. “Una sentenza esemplare” – esprimono in una nota congiunta le tre Associazioni – “e pur prendendo atto dell’impossibilità della reintegra del pubblico impiego, infligge una sonora condanna ai Comuni che non stabilizzano i lavoratori assumendoli, come riferisce la sentenza, per necessità ordinaria dell’ente”.

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