Visualizza articoli per tag: Anonimato http://avvocatomichelebonetti.it Mon, 24 Feb 2020 17:49:46 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Concorso per 559 agenti della Polizia di Stato: il TAR del Lazio dichiara l'illegittimità dell'espletamento delle prove. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1768-concorso-per-559-agenti-della-polizia-di-stato-il-tar-del-lazio-dichiara-l-illegittimita-dell-espletamento-delle-prove http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1768-concorso-per-559-agenti-della-polizia-di-stato-il-tar-del-lazio-dichiara-l-illegittimita-dell-espletamento-delle-prove Concorso per 559 agenti della Polizia di Stato: il TAR del Lazio dichiara l'illegittimità dell'espletamento delle prove.

Il TAR per il Lazio accoglie nel merito il nostro ricorso a favore degli esclusi al concorso per 559 agenti della Polizia di Stato bandito con D.P.R. del 12 gennaio 2016.

Trattasi di una procedura concorsuale nell’ambito della quale si sono verificate molteplici irregolarità, poste al vaglio anche delle competenti sedi penali.

Ancora una volta, e nella specie mediante sentenza, il Giudice Amministrativo proclama l’importanza e l’inviolabilità dei principi di segretezza della prova, della regola dell’anonimato, trasparenza e par condicio dei ricorrenti nell’ambito delle pubbliche procedure concorsuali.

Confermando l’orientamento assunto in fase cautelare, il Tribunale si uniforma ai principi di diritto emessi in subiecta materia dall’Adunanza Plenaria ed accoglie le censure prospettate dai ricorrenti, relative all’illegittima modalità di espletamento delle prove. 

Ordina, pertanto, all’Amministrazione di ammettere parte ricorrente al prosieguo dell’iter concorsuale, anche in soprannumero. I ricorrenti, dunque, si vedono riconosciuto il diritto di procedere ai test attitudinali per cui il Ministero dovrò predisporre delle prove suppletive.

Ma vi è di più; il TAR non soltanto ritiene fondati i motivi di ricorso, ma considera anche opportuno rivolgere un espresso monito all’Amministrazione. Conclude infatti dichiarando: “l’onore per l’Amministrazione di ripensare, per il futuro, le modalità con le quali espletare le diverse selezioni concorsuali che periodicamente bandisce, individuando forme di somministrazione del test di prova che siano scrupolosamente rispettose del principio dell’anonimato, onde evitare, per il futuro, di incorrere in consistenti contenziosi, quale quello che ha interessato la procedura per cui è causa, e conseguenti inevitabili pronunce di accoglimento dei ricorsi”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Thu, 22 Feb 2018 17:59:24 +0000
CONCORSO 559 AGENTI DI POLIZIA A RISCHIO ANNULLAMENTO. IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL NOSTRO APPELLO E ORDINA AL T.A.R. DI APPROFONDIRE LA QUESTIONE SUI VIZI DI VIOLAZIONE DELL’ANONIMATO. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1664-concorso-559-agenti-di-polizia-a-rischio-annullamento-il-consiglio-di-stato-accoglie-il-nostro-appello-e-ordina-al-t-a-r-di-approfondire-la-questione-sui-vizi-di-violazione-dell-anonimato http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1664-concorso-559-agenti-di-polizia-a-rischio-annullamento-il-consiglio-di-stato-accoglie-il-nostro-appello-e-ordina-al-t-a-r-di-approfondire-la-questione-sui-vizi-di-violazione-dell-anonimato CONCORSO 559 AGENTI DI POLIZIA A RISCHIO ANNULLAMENTO. IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL NOSTRO APPELLO E ORDINA AL T.A.R. DI APPROFONDIRE LA QUESTIONE SUI VIZI DI VIOLAZIONE DELL’ANONIMATO.

Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la correttezza della tesi difensiva prospettata dallo Studio Bonetti e Delia circa l’esistenza di evidenti vizi di violazione dell’anonimato che hanno caratterizzato le prove scritte del concorso per 559 agenti di polizia.

Come avevamo già chiarito, l’intera prova di selezione degli aspiranti allievi poliziotti si presentava affetta da manifeste illegittimità che avevano consentito a centinaia di nostri ricorrenti di prendere parte alle successive prove selettive, nonostante fossero stati esclusi da un test preselettivo contrastante con i più elementari principi della correttezza dell’azione amministrativa e della trasparenza.

Invero, in sede di conferma della misura cautelare richiesta e concessa, il T.A.R. - consolidando un orientamento negativo a causa di errate prospettazioni difensive sulla vicenda, per opera di differenti ricorsi - aveva ritenuto di non consentire la prosecuzione delle prove, sostenendo come non ravvisabili e/o rilevanti i vizi lamentati.

Al contrario, invece, richiamando la pronuncia dell’Adunanza plenaria del 2013, che noi stessi 4 anni fa avevamo ottenuto e dal cui esito seguirono migliaia di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, il Consiglio di Stato ha ritenuto sussistenti sufficienti ragioni per ordinare al T.A.R. Lazio di rivedere il proprio orientamento negativo e di provvedere ad approfondire la questione circa l’esistenza dei medesimi vizi di violazione dell’anonimato che, per primi in Italia, il nostro studio aveva individuato.

“I Giudici di Palazzo Spada” – commentano gli Avv.ti Bonetti e Delia - “hanno riconosciuto ed identificato, così come da noi prospettato, l’esatta identità tra i vizi che hanno caratterizzato la prova del concorso per 559 agenti di polizia, e quelli dei test di medicina su cui abbiamo vinto quattro anni fa innanzi all’Adunanza Plenaria”.

Ora il T.A.R. dovrà provvedere a fare chiarezza sulle modalità con cui la prova si è svolta, giungendo – ove ne ricorrano i presupposti – finanche all’annullamento di una procedura concorsuale che ha illegittimamente visto esclusi i ragazzi più meritevoli a causa di una gestione della prova non conforme ai principi dell’ordinamento.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Lavoro Wed, 16 Aug 2017 17:15:35 +0000
Ammessi in sovrannumero i ricorrenti dell'università di Firenze per violazione del principio della segretezza da parte dell'ateneo http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1320-ammessi-in-sovrannumero-i-ricorrenti-dell-universita-di-firenze-per-violazione-del-principio-della-segretezza-da-parte-dell-ateneo http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1320-ammessi-in-sovrannumero-i-ricorrenti-dell-universita-di-firenze-per-violazione-del-principio-della-segretezza-da-parte-dell-ateneo Ammessi in sovrannumero i ricorrenti dell'università di Firenze per violazione del principio della segretezza da parte dell'ateneo

Il Tar del Lazio, III sezione bis, con articolata sentenza, ha accolto in via definitiva il ricorso dell'UDU Firenze che denunciava le gravi irregolarità verificatesi presso l'Ateneo fiorentino.

Trattasi di una questione sfociata anche in un procedimento penale.” - a parlare è l'Avvocato dell'UDU Michele Bonetti, che ha patrocinato il ricorso insieme all'Avv. Santi Delia - “Il Tar del Lazio, dopo un lungo processo iniziato al Tar della Toscana e proseguito al Consiglio di Stato, ha riconosciuto che, presso l'Ateneo, vi sono state delle violazioni del principio della segretezza della prova. Secondo il Tar” - prosegue Bonetti - “l'Ateneo fiorentino, oltre alla carta d'identità esibita sul banco, ha richiesto ai candidati l'apposizione di un cartellino con codici e nomi sul petto. Con detto cartellino sul petto i candidati erano identificabili e si poteva risalire al loro compito il cui codice segreto era in bella mostra sul tavolo.”
Il Tar annulla così la graduatoria dell'anno accademico 2013/2014 dell'Ateneo fiorentino, ma solamente nella parte in cui vengono esclusi i ricorrenti e dunque senza alcun pregiudizio per gli altri studenti.
In tal modo, i ricorrenti dell'UDU, oltre 100 in attesa di giudizio, potranno completare il loro corso di studi essendo ammessi in via definitiva e non più con riserva.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Tue, 28 Jul 2015 15:44:12 +0000
Anonimato: il T.A.R. Lazio conferma la fondatezza del vizio con sentenza di merito http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1114-anonimato-il-tar-lazio-conferma-la-fondatezza-del-vizio-con-sentenza-di-merito http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1114-anonimato-il-tar-lazio-conferma-la-fondatezza-del-vizio-con-sentenza-di-merito Anonimato: il T.A.R. Lazio conferma la fondatezza del vizio con  sentenza di merito

Il T.A.R. Lazio, dopo la tanto artatamente pubblicizzata sentenza sul caso Sassari, accoglie il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ripercorrendo in maniera approfondita e dettagliata il caso anonimato.

Il T.A.R., ove pendono tutti i ricorsi degli studenti, ha in particolare ricordato e confermato la fondatezza del vizio dell'anonimato, sulla base della sentenza del Consiglio di Stato, di qualche giorno antecedente rispetto al peculiare caso Sassari, n. 15/2015.

Come abbiamo sempre affermato, in un quadro giurisprudenziale assai frastagliato, ove, allo stato, assistiamo ad oltre 200 provvedimenti a noi favorevoli della Sezione consultiva, a due sentenze di merito del Consiglio di Stato ed a oltre 60 provvedimenti cautelari dello stesso Consiglio di Stato tutte che affermano e confermano la fondatezza del vizio, oltre alle centinaia di ordinanze e le decine di sentenze del T.A.R. Lazio, del T.A.R. Palermo, del C.G.A. e di altri T.A.R., una sola sentenza (il caso Sassari) non può essere presa a modello per imbastire una campagna del terrore nei confronti degli studenti e delle loro famiglie. Il contenzioso ha, in se, un'alea ineliminabili. Decidono Giudici e quindi persone sulla base del loro personale e libero convincimento.

Questa sentenza, assieme alle altre, dimostra che non v'è altra strada da percorrere se non quella della ferma determinazione nella conferma delle nostre tesi che, con tutte le nostre forze, proveremo sempre a difendere a difesa dei nostri ragazzi e del loro diritto allo studio. Proprio in tal senso, e sempre con invito a tutti i ricorrenti a consolidare la propria posizione con lo studio ed il superamento degli esami, nello stesso giorno, altra sezione del T.A.R. Lazio, sempre in accoglimento del nostro ricorso, ha confermato l'immatricolazione a suo tempo adottata nei confronti dei nostri ricorrenti in virtù del consolidamento, grazie agli anni di studio, della loro posizione.

Entrambe le tesi (anonimato e consolidamento), quindi, sono state accolte.

Secondo il T.A.R. Lazio, "le concrete modalità di svolgimento delle prove preselettive in questione hanno rivelato una effettiva violazione di tali principi" (...) "in quanto ai candidati è stata consegnata una scheda risposte, unitamente ad una scheda anagrafica, tutte recanti il medesimo codice alfanumerico, già di per sé idoneo ad identificare i candidati".

Ed invero, nel caso specifico, il codice di identificazione (“codice a barre di identificazione univoca”, risulta impresso: a) sui moduli delle risposte; b) sull’elenco delle domande; c) sulla scheda anagrafica, in attuazione della stessa lex specialis (D.M. 12 giugno 2013 che, peraltro, espressamente prevede sotto altri profili il rigoroso rispetto del principio dell’anonimato (cfr. art. 9, punto p) del richiamato D.M.).

Orbene, tali modalità erano state già stigmatizzate da alcune decisioni del giudice di primo grado e di quello di appello, secondo cui secondo cui “la presenza di un codice a barre (con l’indicazione sottostante del numero di codice), riportato sia sulla scheda anagrafica di ciascun concorrente, sia sui modelli di questionario a ciascun concorrente consegnati, rende in astratto possibile l’identificabilità dell’autore della prova, anche dopo la conclusione della prova medesima, persino nel momento successivo delle operazioni di esame e valutazione dei questionari. Anche se l’attribuzione di punteggio alla prova è rigorosamente legata al numero di risposte esatte contenute nell’elaborato di ciascun candidato, l’anonimato dell’elaborato (cioè la non identificabilità dell’autore prima dell’attribuzione del punteggio) resta un valore tutelabile, soprattutto allo scopo di prevenire ed evitare eventuali manipolazioni dell’esito della prova. Tale valore è da ritenersi effettivamente tutelato dalle puntuali e minute prescrizioni contenute nelle vigenti disposizioni e norme di settore, che - quando sono integrate da disposizioni di auto-regolamento, come nel caso di specie - non consentono però, in via di principio, procedure tali da rendere possibile a un qualsivoglia addetto alla vigilanza o membro della commissione di seguire la traccia dell’elaborato, identificandone l’autore, come avviene quando la tracciabilità sia consentita dall’identificazione del candidato mediante i codici a barre e numerico, riportati sia sulla scheda recante i dati anagrafici del medesimo (esibita sul banco durante la prova, per consentire alla vigilanza il controllo costante dell’identità del candidato), sia sul modello di questionario consegnato a ciascun candidato. E’ appena il caso di aggiungere che la regola dell’anonimato dei concorrenti sia espressione di un più generale principio di garanzia dell’imparzialità amministrativa” (T.A.R. Molise, 4 giugno 2013, n. 396; C.G.A.R.S., 10 maggio 2013, n. 466; Consiglio di Stato, Sez. II, par. 14 ottobre 2013, n. 4233).

Successivamente, sono intervenute le pronunzie dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che ha definitivamente chiarito che “nelle prove scritte dei pubblici concorsi o delle pubbliche selezioni di stampo comparativo una violazione non irrilevante della regola dell’anonimato da parte della Commissione determina de iure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in sede di correzione” (20 novembre 2013, nn. 26, 27 e 28) e che “l’esigenza dell’anonimato si traduce infatti a livello normativo in regole che, per quanto ora rileva, tipizzano rigidamente il comportamento dell’Amministrazione imponendo (come fa ad es. il D.M. 10.6.2010 per la selezione in controversia) una serie minuziosa di cautele e accorgimenti prudenziali, inesplicabili se non sul presupposto dell’intento del Legislatore di qualificare la garanzia e l’effettività dell’anonimato quale elemento costitutivo dell’ interesse pubblico primario al cui perseguimento tali procedure selettive risultano finalizzate. Allorché l’Amministrazione si scosta in modo percepibile dall’osservanza di tali vincolanti regole comportamentali si determina quindi una illegittimità di per se rilevante e insanabile, venendo in rilievo una condotta già ex ante implicitamente considerata come offensiva in quanto appunto connotata dall’attitudine a porre in pericolo o anche soltanto minacciare il bene protetto dalle regole stesse” (20 novembre 2013, nn. 26, 27, 28).

La Sezione, pertanto, si è conformata ai principi di diritto ivi enunciati, recependoli dopo ampio approfondimento nel merito (T.A.R. Lazio, Sez. III, 24 giugno 2014, n. 6681; 18 luglio 2014, n. 7752) anche nelle successive pronunzie cautelari (ex multis T.A.R. Lazio, Sez. III, 18 luglio 2014, n. 3332).

Infine, più di recente, con la decisione n.15/2015 del 5.01.2015 il Consiglio di Stato, sez.VI, ha posto in evidenza che “nella delicata fase della correzione della prova da parte del consorzio Cineca, il codice apposto sulla scheda dei test, in quanto corrispondente a quello stampigliato sulla scheda anagrafica dei candidati, ben avrebbe potuto consentire l’associazione dell’elaborato al nominativo di ciascun candidato; il che è sufficiente a ritenere violato il principio di imparzialità e trasparenza nello svolgimento delle prove selettive ad evidenza pubblica, la cui osservanza va osservata in astratto, senza cioè prova concreta della sua violazione, come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza di questo Consiglio di Stato ”.

In conclusione il ricorso, unitamente ai motivi aggiunti, deve essere accolto, con annullamento delle graduatorie impugnate limitatamente alla parte in cui esclude i ricorrenti o li ammette “con riserva”, con consequenziale accoglimento della domanda volta all’ ammissione dei ricorrenti, in soprannumero, ai corsi di laurea di cui trattasi senza pregiudizio dei candidati utilmente inseriti in graduatoria (cfr. T.A.R. Cagliari, n.230/2013; T.A.R Lombardia, Brescia, sez. II, n. 1352 del 16 luglio 2012; Tar Campania, Napoli, sezione quarta n. 5051 del 28 ottobre 2011; T.A.R. Toscana, sez. I, n. 1105 del 27/6/2011; T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, n. 457 del 28/2/2012; T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III, n. 1528 del 28 agosto 2008; T.A.R. Lombardia, Brescia, ordinanza cautelare n. 972 del 15 dicembre 2011).

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 10 febbraio 2015, n. 2407, T.A.R. Lazio, Sez. III, 10 febbraio 2015, n. 2420

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Wed, 11 Feb 2015 14:36:53 +0000
VIZIO DELL’ANONIMATO: IL CONSIGLIO DI STATO CONTINUA AD AMMETTERE UNO DOPO L’ALTRO I NOSTRI RICORRENTI http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/911-vizio-dell%E2%80%99anonimato-il-consiglio-di-stato-continua-ad-ammettere-uno-dopo-l%E2%80%99altro-i-nostri-ricorrenti http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/911-vizio-dell%E2%80%99anonimato-il-consiglio-di-stato-continua-ad-ammettere-uno-dopo-l%E2%80%99altro-i-nostri-ricorrenti VIZIO DELL’ANONIMATO: IL CONSIGLIO DI STATO CONTINUA AD AMMETTERE UNO DOPO L’ALTRO I NOSTRI RICORRENTI

In data 26 agosto u.s., con ordinanza depositata il giorno seguente, il Consiglio di Stato ha ribadito il proprio orientamento sul vizio dell’anonimato.

Dopo gli importanti accoglimenti sui ricorsi UDU (Leggi la notizia al seguente link http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/primo-piano/item/865-anonimato-a-medicina-ecco-cosa-c%C3%A8-dietro-alle-2000-ammissioni), il Consiglio di Stato ammette con riserva i nostri ricorrenti dinanzi ad una sentenza del TAR Abruzzo che non aveva rilevato la violazione dell’anonimato nel concorso per accedere alla facoltà di Medicina.

Per l’avvocato Michele Bonetti, che parla anche a nome degli altri patrocinatori del ricorso avvocati Santi Delia e Umberto Cantelli, trattasi di “un segnale importantissimo del Consiglio di Stato che ribadisce come vi siano <<profili della vicenda giuridica da cui sembrerebbe emergere la fondatezza delle doglianze con particolare riguardo alla violazione delle regole concernenti l’anonimato concorsuale>>, unico vizio da noi proposto”.

Prosegue l’Avv. Bonetti: “A nulla rileva che il concorso in questione è quello dello scorso anno, poiché nel nostro ricorso si lamentavano violazioni dell’anonimato <<standard>> e molto meno gravi rispetto a quelle dell’anno corrente, accompagnate dalla fuga di notizie dei test, fuga rappresentata da un plico trafugato a Bari il cui contenuto poteva ed è stato comunicato in tutte le sedi della Repubblica. Pertanto, il Consiglio di Stato è lapidario nel ritenere che le modalità del concorso siano strutturalmente illegittime e lo ribadisce in un’ordinanza motivata in riforma di una sentenza con l’ammissione con riserva addirittura a fine agosto!”.

Ci auguriamo che il Consiglio di Stato, ma soprattutto i tribunali amministrativi italiani, proseguano su questa scia consentendo in tal modo agli studenti italiani di poter studiare.

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) Numero chiuso Sun, 31 Aug 2014 19:49:48 +0000
Test di Medicina: studenti riammessi e Università di Messina condannata a risarcire quasi 20.000 euro a candidato http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/850-test-di-medicina-studenti-riammessi-e-universit%C3%A0-di-messina-condannata-a-risarcire-quasi-20000-euro-a-candidato http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/850-test-di-medicina-studenti-riammessi-e-universit%C3%A0-di-messina-condannata-a-risarcire-quasi-20000-euro-a-candidato Test di Medicina: studenti riammessi e Università di Messina condannata a risarcire quasi 20.000 euro a candidato

Dal Corriere della Sera

Test di medicina, la bomba a orologeria dei risarcimenti

Il Consiglio di Stato ha condannato l’Università di Messina a pagare 10 mila euro di danni a due studentesse bocciate che avevano fatto ricorso per violazione dell’anonimato. Ora anche le casse degli altri atenei sono a rischio

Il Consiglio di Stato, per la prima volta nella storia del numero chiuso, ha accolto le domande degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e sancito un nuovo e coraggioso principio in questa materia: se M.I.U.R. e ATENEI sbagliano devono pagare e gli studenti vanno essere risarciti per i danni subiti.

Notti insonni, ansia, stress, pianti per un fallimento incomprensibile dopo che sin’ora il percorso di studi era stato ineccepibile ma soprattutto il ritardato ingresso nel mondo accademico e del lavoro, secondo i Giudici di Palazzo Spada, devono essere risarciti.

Il caso era quello del concorso per l’ammissione al corso di Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Messina che, sino alle denunce degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, per un decennio, era stato gestito secondo l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, in maniera tale da “determina de iure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in sede di correzione”. Sino ad allora tutti i Commissari d’Italia, per stesso ordine del M.I.U.R., sapevano a chi era abbinato il singolo codice segreto e l’anonimato non era affatto garantito.

Solo quest’anno, a pochi giorni dalla prova di concorso dell’8 aprile, il M.I.U.R. ha ammesso i propri errori dettando nuove linee guida agli Atenei e confermando la bontà di un decennio di battaglia per la legalità dell’U.D.U. e dei due avvocati degli studenti.

Forse anche per questo il Consiglio di Stato ha voluto duramente stigmatizzare il comportamento tenuto per tutto questo tempo impunito di M.I.U.R. e Atenei “avendo la vicenda evidenziato l'inadeguata e insufficiente organizzazione della prova di accesso programmato al corso di medicina, organizzazione evidentemente non rispettosa delle regole dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione amministrativa, regole che, se rispettate dall’Ateneo, avrebbero creato le condizioni di migliori prestazioni da parte delle ricorrenti secondo un parametro di comune esperienza, questo Collegio ritiene che sussista il nesso di causalità tra il comportamento tenuto dall'Università e l'evento in termini di qualità della prova sostenuta dalle odierne appellanti”.

L'Amministrazione, ricorda il Consiglio di Stato, “è, infatti, tenuta a comportarsi correttamente e imparzialmente nell'attuazione di un concorso per essere fedele agli obblighi e agli adempimenti contratti e assunti con l'indizione del concorso medesimo. Il venir meno a tali impegni la espone ad una forma di responsabilità per inadempimento con conseguente risarcimento del danno prodotto, anche indirettamente, nei riguardi di chi abbia subito la lesione”.

Agli studenti spetta dunque non solo l’ammissione al corso di laurea ma anche il risarcimento del danno che “questo Collegio riconosce che, a causa delle illustrate inadempienze riscontrate nell'attività dell'Amministrazione, queste ultime sono state illegittimamente private della possibilità di iscriversi alla facoltà cui aspiravano, subendo di conseguenza i relativi danni, anche in termini economici. Il danno subito è quantificabile nel ritardato ingresso nel mondo accademico e conseguentemente del lavoro e ciò vale per le due appellanti anche con riguardo alla perdita di chance, in modo particolare per [chi tra i ricorrenti] ha modificato le sue scelte, rinunciando alla sua iniziale aspirazione. Conseguentemente, questo Collegio riconosce ad entrambe le appellanti un risarcimento dei danni e lo quantifica, in via equitativa, in euro diecimila, che l'Università degli Studi di Messina dovrà sborsare a favore di ciascuna di loro”.

Il Consiglio di Stato ha anche condannato l’Ateneo a pagare ulteriori 10.000 euro per spese legali.
Un "brutto" precedente per MIUR e UNIVERSITA' che dovranno fare i conti con il maxi ricorso UDU che gli stessi legali hanno notificato per conto di oltre 5.000 studenti.
Secondo Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’UDU, i vizi della procedura sono gravissimi ed il concorso è a rischio di annullamento per la sottrazione di un plico a Bari ed in quanto il Ministero ha nuovamente violato la segretezza del concorso.
“Con i maxiricorsi dell’UDU", conclude il coordinatore, "grazie agli Avvocati Bonetti e Delia" abbiamo ottenuto, e stiamo ottenendo, oltre 1.000 accoglimenti, ammettendo in sovrannumero i nostri ragazzi in tutte le Università, da Padova a Palermo, sino alla Sapienza di Roma, grazie a provvedimenti positivi del TAR Lazio, TAR Palermo, TAR Molise, nonché ormai del Consiglio di Stato che sui nostri ricorsi ha ormai preso la sua strada. 
Il Ministro è ad un bivio: o si ammettono immediatamente gli studenti in sovrannumero, o il Ministero dovrà prepararsi a pagare 20.000 euro a studente”.

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) News Tue, 15 Jul 2014 18:00:15 +0000
Ricorso contro il test di medicina a Salerno http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/819-riaperti-i-termini-per-aderire-ai-ricorsi-contro-il-numero-chiuso-per-la-sede-di-tor-vergata http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/819-riaperti-i-termini-per-aderire-ai-ricorsi-contro-il-numero-chiuso-per-la-sede-di-tor-vergata Ricorso contro il test di medicina a Salerno

Dopo le vittorie ottenute al Consiglio di Stato sulla violazione del principio dell’anonimato durante i test di ammissione a medicina, e le reiterate illegittimità verificatesi anche quest’anno nella sede di Salerno, abbiamo deciso di riaprire le adesioni per i ricorsi per i candidati che hanno sostenuto il test in questa sede. Infatti nella sede Salernitana durante il test è stato applicato un adesivo identificativo del candidato in prossimità del codice a barre del compito, metodo già applicato l’anno scorso, e contro cui il Consiglio di Stato si è pronunciato, dichiarandone l’illegittimità (leggi la news qui).

Infatti le segnalazioni circa le irregolarità sono state tantissime e varie, quindi riteniamo che ci siano i presupposti per agire ed ottenere l'ammissione ristabilendo la legalità.

Specifichiamo a questo ricorso può aderire chiunque non partecipa già (o non ha mai partecipato) ai nostri ricorsi per l’a.a. 2014/2015, a causa della chiusura dei termini per l’adesione.

Ricordiamo che a causa della scadenza dei termini, per l'adesione a questo ricorso la documentazione dovrà pervenire perentoriamente entro e non oltre il 07 luglio 2014.

 

Per ulteriori informazioni può mandare una e-mail al seguente indirizzo: info@avvocatomichelebonetti.it">info@avvocatomichelebonetti.it, specificando nell’oggetto “informazioni nuovo ricorso Salerno”

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Numero chiuso Mon, 23 Jun 2014 17:04:46 +0000
Ricorso al T.A.R. Medicina "TOR VERGATA" http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/817-riaperti-i-termini-per-aderire-ai-ricorsi-contro-il-numero-chiuso-per-la-sede-di-tor-vergata http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/817-riaperti-i-termini-per-aderire-ai-ricorsi-contro-il-numero-chiuso-per-la-sede-di-tor-vergata Ricorso al T.A.R. Medicina

Dopo le vittorie ottenute al Consiglio di Stato sulla violazione del principio dell’anonimato durante i test di ammissione a medicina, e le reiterate illegittimità verificatesi anche quest’anno nella sede di Tor Vergata (vedi il video sulle violazioni dell’anonimato a Tor Vergata negli anni precedenti qui), abbiamo deciso di riaprire le adesioni per i ricorsi per i candidati che hanno sostenuto il test in questa sede.

Infatti le segnalazioni circa le irregolarità sono state tantissime e varie, quindi riteniamo che ci siano i presupposti per agire ed ottenere l'ammissione ristabilendo la legalità.

Specifichiamo che a questo ricorso può aderire chiunque non partecipa già (o non ha mai partecipato) ai nostri ricorsi per l’a.a. 2014/2015, a causa della chiusura dei termini per l’adesione.

Ricordiamo che a causa della scadenza dei termini, per l'adesione a questo ricorso la documentazione dovrà pervenire perentoriamente entro e non oltre il 07 luglio 2014. 

Per ulteriori informazioni può mandare una e-mail al seguente indirizzo: info@avvocatomichelebonetti.it , specificando nell’oggetto “Informazioni nuovo ricorso Torvergata

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Numero chiuso Mon, 23 Jun 2014 16:47:51 +0000
Numero chiuso: Violazione della segretezza e dell'anonimato a Tor Vergata. Parte il ricorso collettivo http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/789-numero-chiuso-violazione-della-segretezza-e-dellanonimato-a-tor-vergata-parte-il-ricorso-collettivo http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/789-numero-chiuso-violazione-della-segretezza-e-dellanonimato-a-tor-vergata-parte-il-ricorso-collettivo Numero chiuso: Violazione della segretezza e dell'anonimato a Tor Vergata. Parte il ricorso collettivo

Dopo la recente vittoria al Consiglio di Stato su Salerno per la violazione del principio dell’anonimato, la storia si ripete: test d'ingresso dubbi questa volta presso l'Università Tor Vergata di Roma dove sono iniziate, d'altra parte, tutte le nostre indagini sull'anonimato, questione che ha ottenuto la definitiva consacrazione innanzi all'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nel novembre 2013 e di cui ancora oggi parlano giornali e telegiornali.

Si tratta di una violazione gravissima di un diritto, quello allo studio, sancito dalla nostra Costituzione e all’insegna del quale lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners da anni conduce la sua battaglia contro la violazione della segretezza e dell'anonimato nei concorsi pubblici italiani.

Il principio dell’anonimato rappresenta infatti una garanzia ineludibile di serietà della selezione e dello stesso funzionamento del meccanismo meritocratico, insito nella scelta del concorso quale modalità ordinaria d’accesso agli impieghi nelle amministrazioni.

Per tale ragione, dinanzi all’ennesima violazione di principi generali quali la segretezza e l'anonimato del compito nonché a seguito di specifiche e circostanziate segnalazioni che abbiamo ricevuto, abbiamo deciso di organizzare un ricorso collettivo per tutti i ricorrenti che hanno sostenuto la prova a Tor Vergata.

Riteniamo infatti che ci siano tutti i presupposti per agire ed ottenere l'ammissione ristabilendo la legalità.

Per maggiori informazioni sulle adesioni per dei ricorsi collettivi sulla sede di Tor Vergata scrivi a info@avvocatomichelebonetti.it

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) Numero chiuso Fri, 16 May 2014 18:45:52 +0000
Numero chiuso: manca l’anonimato a Salerno e Messina. Ammessi tutti i ricorrenti. Parte il ricorso collettivo su Salerno http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/781-numero-chiuso-manca-l%E2%80%99anonimato-a-salerno-e-messina-ammessi-tutti-i-ricorrenti-parte-il-ricorso-collettivo-su-salerno http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/781-numero-chiuso-manca-l%E2%80%99anonimato-a-salerno-e-messina-ammessi-tutti-i-ricorrenti-parte-il-ricorso-collettivo-su-salerno Numero chiuso: manca l’anonimato a Salerno e Messina. Ammessi tutti i ricorrenti. Parte il ricorso collettivo su Salerno

Ancora una volta, dopo anni di indagini, ricerche e accessi agli atti, il muro del numero chiuso è stato abbattuto. Abbiamo capito come e perchè quella selezione era mal gestita e come ripristinare la legalità.

A Salerno, così ci ha scritto l'Ateneo, era prassi utilizzare l'etichettatura della documentazione di concorso, anche se proveniente dal Ministero come nel caso dell'ammissione a Medicina, a mezzo di codici a barre adesivi.

Grazie a tale sistema, tuttavia, seppur la graduatoria era poi compilata in tempi più brevi grazie alla meccanizzazione della lettura ottica, la Commissione sapeva prima della correzione quale era il codice segreto dei candidati sgretolando definitivamente tutte le garanzie d'anonimato che la legge impone in tali tipi di concorsi.

Solo attraverso numerosi ed incrociati approfondimenti anche avendo a mente l'intero contenzioso nazionale che gestiamo, quindi, siamo riusciti a portare alla luce tutti questi nuovi elementi che, come fu per il "caso Messina del 2010" deciso dalla Plenaria, erano sotto gli occhi di tutti da sempre ma nessuno, mai, si era accorto di quanto fossero illegittimi.

Riteniamo pertanto di organizzare un ricorso collettivo per tutti i ricorrenti che hanno sostenuto la prova a Salerno.

Per maggiori informazioni scrivi a info@avvocatomichelebonetti.it

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Il Mattino

Gazzetta del Sud

La Città di Salerno

Uninews24

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) Numero chiuso Sun, 11 May 2014 15:31:32 +0000