Visualizza articoli per tag: accoglimento http://avvocatomichelebonetti.it Mon, 24 Feb 2020 05:04:52 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it La bocciatura a scuola tra divieto di legge e comportamento processuale dell’amministrazione: commento all’Ordinanza del Consiglio di Stato del 10 febbraio 2020 http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2065-la-bocciatura-a-scuola-tra-divieto-di-legge-e-comportamento-processuale-dell-amministrazione-commento-all-ordinanza-del-consiglio-di-stato-del-10-febbraio-2020 http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2065-la-bocciatura-a-scuola-tra-divieto-di-legge-e-comportamento-processuale-dell-amministrazione-commento-all-ordinanza-del-consiglio-di-stato-del-10-febbraio-2020 La bocciatura a scuola tra divieto di legge e comportamento processuale dell’amministrazione: commento all’Ordinanza del Consiglio di Stato del 10 febbraio 2020

Ci troviamo a commentare un’ordinanza del Supremo Consiglio, di recentissima pubblicazione, con rilevanza non solo sul merito della questione, che di seguito si analizzerà, ma che lascia spunti anche di carattere processual amministrativo.

Quello che i Giudici di Palazzo Spada hanno sancito è un principio, già in precedenza esplicitato dalla magistratura amministrativa (http://www.semprediritti.it/index.php/aree-di-interesse/scuola-e-universita/item/728-se-la-bocciatura-a-scuola-arriva-dinanzi-ai-giudici-la-dura-verit%C3%A0-di-provare-a-far-rispettare-le-leggi), di massima tutela per i giovanisimi studenti della scuola di primo grado.

Il tema è quello delle bocciature nella scuola primaria, molto delicato in quanto in questa particolare fase della crescita e formazione scolastica l’alunno può trovarsi nella difficoltà di dover afforontare un percorso non sempre caratterizzato da un rendimento omogeneo.

Su tale presupposto la legge, ed in particolare il D.lgs. 13 aprile 2017 n. 62 e la Circolare n.1865 del 10.10.2017, si preoccupa di dettare regole di favore per lo studente della scuola media. Il consiglio di classe è obbligato a tenere in considerazione periodi scolastici ampi per decretare l’eventuale bocciatura. In ogni caso si accorda preferenza a strumenti alternativi e meno invasivi della bocciatura per consentire all’alunno di recuperare le lacune anche in più materie.

Il caso in esame, per l’appunto, concerne un giudizio (illegittimo) del consiglio di classe di mancata ammissione all’esame di terza media, adottato considerando il solo arco temporale dell’ultimo quadrimestre dell’ultimo anno scolastico.

Gli spunti critici ulteriori sulla vicenda nascono, però, dal rilievo effettuato dal Consiglio di Stato circa il comportamento tenuto dall’Amministrazione nel processo.

Evidenzia il Collegio giudicante che, nonostante il provvedimento (ovvero, la bocciatura) si fondasse dichiaratamente sull’analisi del “secondo quadrimestre”, la difesa dell’Amministrazione aveva in realtà affermato una diversa e contrastante ricostruzione dei fatti. Per la prima volta nel corso del giudizio, infatti, emergeva la deduzione che la mancata ammissione all’esame avesse alla base una valutazione operata sull’intero arco scolastico dell’alunna e che le lacune si riferissero, dunque, ad una condizione insanabile su tutto il triennio.

Tra l’altro il provvedimento ben si adatta al caso di specie considerando la circostanza che la media dei voti era prossima alla sufficienza e che, nei fatti, in sole due materie vi fossero insufficienze (di cui una non grave).

Non è mancata la chiara presa di posizione del Supremo Collegio. Vi è una contraddizione insanabile tra quanto affermato nell’atto amministrativo impugnato e le deduzioni difensive prodotte dall’Amministrazione in appello.

Nel caso di specie, dagli atti procedimentali della scuola emergeva la sola considerazione del quadrimestre “incriminato”, mentre ciò che veniva dichiarato (e che non risultava agli atti) concerneva una presunta analisi più ampia, come impone la giurisprudenza maggioritaria in materia.

Quello che viene sancito, oltre all’importanza della pronuncia per la tutela degli interessi dei soggetti coinvolti, è un’applicazione peculiare dei poteri valutativi del giudice. Nella fattispecie è risultato decisivo il comportamento processuale tenuto dalla parte pubblica, difesasi con argomentazioni aggiuntive e contrastanti rispetto al contenuto dell’atto amministrativo emanato.

L’acuta osservazione dell’Ordinanza rielabora in chiave tecnica e garantista i principi di cui all’art. 114 c.p.c., fatti propri dal c.p.a. con l’art. 64, che considera il comportamento processuale un argomento di prova.

L’antitesi tra la posizione della difesa erariale e l’atto amministrativo, in un contesto pubblicistico come quello di specie, che verte in tema di diritti costituzionali e beni della vita, non può che portare alle condivisibili deduzioni dell’Ordinanza del Consiglio di Stato.

Nel processo amministrativo rilevano, dunque, le deduzioni svolte dalla parte pubblica in quanto in contraddizione con le motivazioni del provvedimento amministrativo.

La contraddizione tra la motivazione addotta dalla difesa dell’Amministrazione e quella presente nel provvedimento impugnato impone, come condivisibile, il riesame invocato nel giudizio per il tramite di un’istanza cautelare, nel caso di specie, finalizzata alla rinnovazione del giudizio di ammissione.

In tal modo il pronunciamento pare collocarsi in linea con le ordinanze propulsive tramite le quali il Giudice Amministrativo, in sede collegiale, può sollecitare un’attività della P.A.; e così, con la misura cautelare del riesame, o di remand, non si sospendono semplicemente gli effetti del provvedimento impugnato, ma in modo equilibrato il Giudice di seconde cure in sede collegiale richiede all’Amministrazione di riesaminare la questione e di rideterminarsi.

Il piccolo studente ed i suoi genitori vedranno, grazie al provvedimento in analisi, una riforma del giudizio comminato dalla scuola in senso conforme alle norme di legge.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 14 Feb 2020 08:58:45 +0000
ABUSO DEI CONTRATTI A TERMINE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI DELL’ATENEO DI SASSARI: LA CORTE DI APPELLO DI SASSARI CONDANNA L’UNIVERSITA'. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2058-abuso-dei-contratti-a-termine-nei-confronti-dei-lavoratori-dell-ateneo-di-sassari-la-corte-di-appello-di-sassari-condanna-l-universita http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2058-abuso-dei-contratti-a-termine-nei-confronti-dei-lavoratori-dell-ateneo-di-sassari-la-corte-di-appello-di-sassari-condanna-l-universita ABUSO DEI CONTRATTI A TERMINE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI DELL’ATENEO DI SASSARI: LA CORTE DI APPELLO DI SASSARI CONDANNA L’UNIVERSITA'.

La Corte di Appello di Sassari ha accolto il ricorso presentato da alcuni lavoratori tecnico – amministrativi per il riconoscimento della sussistenza di un contratto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato instaurato con l’Università degli Studi di Sassari.

Nello specifico, trattasi di lavoratori che da molti anni svolgevano mansioni identiche e connotate dai caratteri della subordinazione presso gli Uffici universitari, assunti tuttavia dall’Ateneo mediante varie tipologie contrattuali (anche di lavoro autonomo) in luogo di contratti di lavoro subordinati. Si chiedeva così all’On.le Giudice adito di dichiararne l’illegittimità per simulazione, considerato che al diverso nomen di ogni singolo contratto corrispondeva sempre il medesimo rapporto di lavoro subordinato.

Peraltro, nell’ultima fase del rapporto lavorativo, l’Amministrazione stipulava con i ricorrenti contratti a tempo determinato protratti per oltre 36 mesi, nonostante non sussistessero nella realtà i requisiti di cui all’art. 4, co. 1 del D.lgs. n. 368/2001.  A differenza di quanto sostenuto dall’Università, infatti, le relative esigenze organizzative non potevano considerarsi eccezionali – alla stregua di quanto previsto dalla disposizione citata - bensì stabili e durature, fronteggiabili solamente con l’assunzione di lavoratori regolarmente inseriti nell’organico amministrativo e demandati a svolgere determinati compiti e specifiche funzioni, in modi e tempi stabiliti dalla parte datoriale.

Di conseguenza, i singoli lavoratori richiedevano alla parte datoriale formale stabilizzazione della propria posizione lavorativa che, tuttavia, veniva loro negata mediante decisione impugnata, innanzi al Giudice del Lavoro competente, unitamente a tutti i contratti simulati già sottoscritti.

A differenza del Giudice di prime cure che si pronunciava con sentenza negativa, la Corte di Appello di Sassari ha accolto la tesi prospettata dallo Studio Legale Michele Bonetti&Partners, difensore dei lavoratori, dichiarando “in riforma della sentenza appellata, l’illegittimità dei rapporti contrattuali intercorsi tra le parti dal […] al […]; per l’effetto, condanna l’Università degli Studi di Sassari, in persona del legale rappresentante, al risarcimento del danno all’appellante nella misura pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”.

Trattasi di una pronuncia molto importante resa a tutela dei diritti dei lavoratori e che censura fortemente l’utilizzo indiscriminato ed arbitrario di forme contrattuali illegittime da parte della pubblica amministrazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 21 Jan 2020 16:12:04 +0000
DIFETTO DI MOTIVAZIONE E GIUDIZI DI INIDONEITA’ ALL’ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2054-difetto-di-motivazione-e-giudizi-di-inidoneita-all-abilitazione-scientifica-nazionale http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2054-difetto-di-motivazione-e-giudizi-di-inidoneita-all-abilitazione-scientifica-nazionale DIFETTO DI MOTIVAZIONE E GIUDIZI DI INIDONEITA’ ALL’ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE

In data 03 gennaio 2020 il T.A.R. del Lazio pubblica un’importante sentenza di merito, ancora una volta, relativa al concorso nazionale per l’abilitazione a professori universitari.

La sentenza, tra i primissimi provvedimenti del nuovo anno, pone l’accento sulla necessarietà di un’adeguata motivazione del provvedimento adottato dalle Commissioni, dunque su uno dei requisiti dell’atto amministrativo, nei giudizi per conseguire l’abilitazione nazionale.

Secondo il Tribunale di Roma la valutazione adottata dal MIUR sarebbe stata viziata da una “palese parzialità”, avendo la Commissione giudicato solo su alcuni aspetti del curriculum scientifico della candidata in questione e senza una congrua motivazione imposta dalla legge.

La candidata, in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando di selezione, aveva ottenuto un giudizio negativo frutto di un’apodittica comparazione tra il proprio curriculum scientifico- professionale e quello di un’altra candidata. Per i due candidati, di cui venivano posti a confronto i curricula, i medesimi lavori frutto della ricerca scientifica, anche svolta in collaborazione, venivano valutati in maniera opposta, concedendo l’abilitazione solo ad una delle due. La commissione di concorso non aveva opportunamente valutato parte delle pubblicazioni in cui era ricavabile il contributo personale della ricercatrice, fermandosi al solo confronto negativo su alcuni lavori.

La parzialità della motivazione resa comporta l’illegittimità del giudizio e l’annullabilità del provvedimento amministrativo, integrando la violazione di legge e, nello specifico, dell’art. 3 della legge n. 241/90.

Nel caso delle procedure abilitative in questione, ha sottolineato il Giudice Amministrativo, “occorre procedere sia ad una sintetica descrizione delle pubblicazioni presentate sia ad un sintetico esame delle stesse, che non tutte le Commissioni svolgono, ed individuare chiaramente le ragioni che hanno giustificato la formulazione del giudizio negativo”.

È evidente che quanto opportunamente evidenziato dall’Organo di Giustizia Amministrativa sia frutto di una molteplicità e varietà di problematiche riscontrabili in una procedura tanto complessa, come quella che ha riguardato la pronuncia qui in esame. Da tali problematiche non è insolito ricavare vizi della procedura che possano comportare l’annullamento con l’effetto di una nuova e corretta valutazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Wed, 08 Jan 2020 09:49:10 +0000
CONTRO TUTTE LE SOGLIE DEI CORSI DI LAUREA: IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO A FAVORE DEGLI STUDENTI DELLA FACOLTA' DI SCIENZE DELL'ARCHITETTURA. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2053-contro-tutte-le-soglie-dei-corsi-di-laurea-il-tar-accoglie-il-ricorso-a-favore-degli-studenti-della-facolta-di-scienze-dell-architettura http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2053-contro-tutte-le-soglie-dei-corsi-di-laurea-il-tar-accoglie-il-ricorso-a-favore-degli-studenti-della-facolta-di-scienze-dell-architettura CONTRO TUTTE LE SOGLIE DEI CORSI DI LAUREA: IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO A FAVORE DEGLI STUDENTI DELLA FACOLTA' DI SCIENZE DELL'ARCHITETTURA.

Il T.A.R. per il Lazio, mediante Ordinanza cautelare n. 8458/2019, dichiara illegittima l’imposizione di una soglia minima di punteggio per l’accesso alla facoltà di Scienze dell’Architettura che non consenta la copertura di tutti i posti universitari banditi mediante scorrimento o integrazione della graduatoria.

Nel caso di specie, l’Università di Cagliari aveva bandito complessivi 118 posti per l’a.a. 2019/2020 presso la facoltà di Scienze dell’Architettura, limitando l’immatricolazione ai soli studenti che avessero totalizzato un minimo di 20 punti all’esito della prova selettiva. Solamente 76 candidati avevano poi raggiunto tale soglia e dunque 42 posti rimanevano vuoti e non redistribuiti.

L’Avvocato Michele Bonetti, founder dello studio legale Michele Bonetti e Santi Delia, mediante il ricorso avanzato a tutela di alcuni degli esclusi, censurava la mancata ridistribuzione dei posti rimasti liberi a seguito dell’istituzione della soglia minima di 20 punti per irragionevolezza ed erronea applicazione della legge 2 agosto 1999, n. 264 (legge istitutiva del c.d. numero chiuso universitario), oltre che per violazione degli artt. 2, 4, 33 e 34 della Costituzione.

Il TAR adito, con la decisione in commento, accoglie l’azione chiarendo che la ratio dell’accesso programmato è da rintracciare nella “mera necessità di contenere le immatricolazioni, in presenza di un numero di aspiranti superiore alle capacità formative degli Atenei”.

Sostanzialmente, chiarisce che il limite numerico imposto alle immatricolazioni risulta legittimo solo se funzionale a garantire un adeguato standard di formazione professionale: facoltà, come quella di Scienze dell’Architettura, includono nel percorso formativo l’utilizzo di attrezzature specialistiche e l’espletamento di periodi di sperimentazione pratica che implicano limiti fisiologici dell’offerta, corrispondenti a un numero massimo di studenti da accogliere presso la struttura accademica.

In questo senso, “le prove selettive previste non costituiscono titolo ulteriore, rispetto al diploma di scuola secondaria superiore, quale titolo di studio necessario e sufficiente per l’accesso all’Università, a norma dell’art. 6 del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270” e, dunque, l’individuazione di un punteggio minimo per l’immatricolazione si traduce in un limite legislativo al diritto allo studio, costituzionalmente tutelato, da considerarsi “ragionevole solo ove finalizzato a non superare le predette capacità formative”.

Il voto minimo per l’ammissione deve pertanto tendere ad evitare il sovraffollamento dei corsi a scapito degli standard accademici formativi, e non assumere alcuna funzione di completamento del titolo di scuola secondaria superiore di per sé sufficiente all’accesso universitario.

Nel caso di specie, a fronte di 118 posti banditi, ben 42 rimanevano liberi ed inutilizzati mancando una previsione che ne consentisse la redistribuzione nel rispetto della posizione acquista in graduatoria. Il TAR ha così dichiarato che il limite di punteggio imposto dall’art. 5, D.M. n. 337/2018 “risulta non ragionevole nella misura in cui impedisca la copertura dei posti disponibili presso gli Atenei” e disposto, previa sospensione della riferita norma, lo “scorrimento della graduatoria fino a copertura dei posti disponibili in questione” con ammissione con riserva dei ricorrenti presso il corso di laurea ambito.

In definitiva, si ribadisce ancora una volta, e sulla scia dell’orientamento anche di merito già espresso dal G.A. con la recente sentenza del 7 novembre 2019, n. 12808, che non può comprimersi il diritto costituzionale allo studio se non per intervenuta saturazione della capacità formativa degli Atenei, come determinata dalle Università nei modi prescritti dal legislatore.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Mon, 13 Jan 2020 17:03:00 +0000
Il T.A.R. del Lazio conferma l’orientamento sui vizi della procedura per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2034-il-t-a-r-del-lazio-conferma-l-orientamento-sui-vizi-della-procedura-per-l-abilitazione-scientifica-nazionale-asn http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2034-il-t-a-r-del-lazio-conferma-l-orientamento-sui-vizi-della-procedura-per-l-abilitazione-scientifica-nazionale-asn Il T.A.R. del Lazio conferma l’orientamento sui vizi della procedura per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN)

È di recentissima pubblicazione l’ultima sentenza del TAR del Lazio che conferma i vizi della procedura concorsuale sull’Abilitazione Scientifica Nazionale.

Oggi, dopo l’accoglimento che nei giorni scorsi aveva portato ad un'altra vittoria per un aspirante professore di prima fascia (vedasi il seguente link) di cui si possono leggere le motivazioni nel provvedimento allegato, l’Organo della Giustizia Amministrativa conferma il proprio orientamento annullando il giudizio negativo a carico del ricorrente.

Merita di essere menzionata, anche nella fattispecie odierna, la previsione dell’art. 8 del D.P.R. 95/2016 che impone una specifica e congrua motivazione da parte della Commissione concorsuale quando sia stato reso un parere pro veritate favorevole per il candidato.

Il Tribunale Amministrativo ha pertanto deciso per l’annullamento della valuzione illegittima e ha imposto al M.I.U.R. di procedere ad una nuova valutazione del candidato che possa riparare al danno da esso subito.

Si riscontrano forti analogie con altri procedimenti annullati dalla Giusitizia Amministrativa anche per settori concorsuali differenti tra loro.

È l’ulteriore indizio, riporta il patrocinatore dell’azione e fondatore del’omonimo Studio legale, l’Avv. Michele Bonetti, “che ogni valutazione operata dalle Commissioni comporta una specifica analisi e deve essere parametrata al caso di specie, non potendosi escludere a priori eventuali errori di giudizio”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Mon, 09 Dec 2019 15:25:42 +0000
Il concorso ASN per Professore Universitario di nuovo al vaglio del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2032-il-concorso-asn-per-professore-universitario-di-nuovo-al-vaglio-del-tribunale-amministrativo-regionale-del-lazio http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2032-il-concorso-asn-per-professore-universitario-di-nuovo-al-vaglio-del-tribunale-amministrativo-regionale-del-lazio Il concorso ASN per Professore Universitario di nuovo al vaglio del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio

Trattiamo, in questa sede, di una procedura concorsuale che è stata al centro di una profonda innovazione negli ultimi anni ma, non per questo, risulta essere esente da critiche e vizi di forma.

Ad essere analizzata è un’ultima sentenza pubblicata dal T.A.R. del Lazio, ove l’intervento dei Giudici veniva invocato a seguito di un giudizio negativo sulla domanda di abilitazione a professore ordinario di un noto e stimato docente e ricercatore nel panorama italiano.

Il contenzioso, instaurato con il patrocinio dello Studio Legale Bonetti & Delia con ricorso giurisdizionale dinanzi al predetto Tribunale romano, vedeva contestati i giudizi resi da una Commissione di cinque membri designati dal Ministero dell’Istruzione, incaricati della valutazione delle domande sottoposte da diversi candidati.

Una delle novità introdotte dalla normativa concorsuale riformatrice è la previsione dell’obbligo in capo alla Commissione designata di richiedere un parere, da rendersi “pro veritate”, ad un soggetto esterno ed imparziale, qualora nessuno dei membri della commissione appartenga al settore scientifico disciplinare del candidato.

I singoli settori concorsuali per la procedura c.d. A.S.N. (di Abilitazione Scientifica Nazionale) comprendono al loro interno anche molteplici settori disciplinari delle ricerca scientifica.

Nel caso analizzato dai Giudici di Via Flaminia, il ricorrente lamentava proprio l’errore di valutazione del proprio curriulum scientifico. La Commissione all’uopo designata, formata da Professori afferenti a settori scientifici-disciplinari diversi da quello del candidato, aveva richiesto un parere pro veritate ad un Commissario esterno ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 95/2016.

Nonostante l’esperto avesse dato l’assenso all’abilitazione, la Commissione decideva autonomamente e senza fornire adeguata motivazione di rigettare la domanda del candidato, impedendogli dunque di conseguire l’abilitazione.

L’attento vaglio del TAR del Lazio ha portato all’emanazione della sentenza di accoglimento per il ricorrente leso, nel proprio prestigio e nella carriera professionale, dalla valutazione superficiale operata dall’Amministrazione.

Non sfugge, infatti, al Collegio investito della decisione come la valutazione fosse stata resa in assenza delle cautele previste dalla normativa presupposta, “senza cioè motivare in alcun modo in ordine alle ragioni che l’hanno indotta a ritenere non condivisibile il parere in questione”. La Terza Sezione del Tribunale Amministrativo del Lazio, condividendo infine le deduzioni dei difensori della parte ricorrente “definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e con le modalità di cui in motivazione e, per l’effetto: - annulla il provvedimento che ha giudicato inidoneo il ricorrente; - ordina all’amministrazione di rivalutare l’interessato entro 90 (novanta) giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, secondo le modalità indicate in parte motiva. Condanna le Amministrazioni resistenti al pagamento delle spese processuali che si liquidano in euro 3.000,00 (tremila/00), oltre accessori di legge”.

“Si tratta nella sostanza di un concorso di carattere idoneativo/abilitativo tra i più elevati a livello univeristario nazionale”, come riportato dall’Avv. Michele Bonetti, founder dello Studio Legale Bonetti&Delia, patrocinatore di numerosi contenziosi sulla materia universitaria nei diversi livelli in cui è articolata. Continua lo stesso rilevando “nonostante la delicatezza e la rilevanza degli interessi sottesi non mancano ad oggi violazioni ed illegittimità riscontrate negli atti concorsuali”.

Sono numerosi i giudizi instaurati dinanzi la Magistratura Amministrativa nei confronti degli esiti ricevuti dagli aspiranti professori, ma continuano a permanere le criticità sulla procedura nel suo complesso.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Wed, 04 Dec 2019 16:28:19 +0000
Anni successivi al primo a Medicina: la ricorrente deve essere iscritta al II anno. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2002-anni-successivi-al-primo-a-medicina-la-ricorrente-deve-essere-iscritta-al-ii-anno http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2002-anni-successivi-al-primo-a-medicina-la-ricorrente-deve-essere-iscritta-al-ii-anno Anni successivi al primo a Medicina: la ricorrente deve essere iscritta al II anno.

Nuova importantissima pronucia del Consiglio di Stato sull’accesso ai corsi a numero programmato di Medicina, chiamato a decidere sul ricorso di una studentessa che richiedeva l’iscrizione in copertura di posti vacanti ad anni successivi al primo.

Nel ricorso avanzato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia si deduceva come la studentessa avesse tutti i crediti necessari per passare al secondo anno, ottenuti anche presso lo stesso Ateneo di Ferrara, l’Università convenuta nel giudizio insieme al MIUR.

Il Consiglio di Stato, a mezzo della recentissima pronuncia, ha ritenuto leso il diritto della ricorrente ad essere iscritta al II anno di Medicina, avendone i requisiti e sussistendo anche i posti liberi negli anni successivi al primo del corso in questione.

Il caso di specie si è rivelato ancor più particolare in considerazione delle dichiarazioni che di recente si sono lette sulle testate giornalistiche, anche del territorio di Ferrara, da parte del Magnifico Rettore dell’Università, che esplicita la possibilità di accogliere studenti nel 2019 in numero ben maggiore a quello di molti altri Atenei (in alcuni casi mettendo a disposizione un numero di posti cinque volte superiori a quelli di altre sedi italiane, e anche più delle Università di Milano e Napoli).

Uguale “sensibilità” e uguale “apertura”, invece, non si è vista nei confronti di una sola studentessa già iscritta, per giunta, nel proprio Ateneo. Così, a fronte di 600 studenti accolti in tutta tranquillità al primo anno, una ragazza è dovuta ricorrere al Consiglio di Stato per far valere un proprio diritto alla copertura di posti vuoti e inutilizzati.

Il provvedimento del Supremo Consiglio pone fine alla situazione illegittima, accoglie il ricorso presentato e, di conseguenza, ammette la ricorrente al secondo anno del corso di Medicina.

Con soddisfazione commenta l’Avv. Michele Bonetti: “abbiamo evitato che ad una studentessa valente e meritevole potesse essere negato il diritto di studiare e proseguire i prospri studi nell’anno di corso che le spetta”; “si tratta di un’ulteriore conferma delle fallacità del numero chiuso per come strutturato, che mette in luce come i dinieghi illegittimi di passaggio da un anno ad un altro possano essere oggetto di impugnazione dinanzi alla Giustizia Amministrativa”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Mon, 09 Sep 2019 16:40:02 +0000
IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE NUOVAMENTE SUI DEPENNATI http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1876-il-tar-del-lazio-accoglie-nuovamente-sui-depennati http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1876-il-tar-del-lazio-accoglie-nuovamente-sui-depennati IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE NUOVAMENTE SUI DEPENNATI

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto, in data 12.12.2018, il ricorso patrocinato dal nostro studio legale Bonetti&Delia per i ricorrenti facenti parte della categoria dei c.d. depennati dalle GAE per la mancata presentazione della domanda di permanenza nelle stesse.

Ancora una volta il TAR, nella sentenza 12070/2018, ha accolto la nostra tesi, e, rifacendosi anche alla giurisprudenza dell’Ecc.mo Consiglio di Stato, ha statuito che “non è corretto ritenere che dalla trasformazione delle graduatorie permanenti in GAE discenda la preclusione del reinserimento nelle stesse di coloro i quali, già iscritti in passato, ne sono stati cancellati per la mancata prestazione della domanda di permanenza in occasione di un aggiornamento precedente a quello per cui viene presentata istanza di reinserimento (Sez. VI, n. 3323 del 2007)”.

La situazione dei ricorrenti, dunque, “non contrasta con la qualificazione “a esaurimento” delle GAE” e per tali ragioni il ricorso è stato disposto l’annullamento dei provvedimenti impugnati e l’inserimento dei ricorrenti nelle graduatorie.

Il provvedimento sottolinea che per l’anzidetta categoria di soggetti non si tratta di un inserimento ex novo, ma del ripristino di una situazione già esistente e che, pertanto, gli stessi hanno diritto ad essere nuovamente inseriti in graduatoria.

La battaglia non si arresta.

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Scuola Thu, 13 Dec 2018 14:50:05 +0000
DOCENTI ITP AMMESSI A PARTECIPARE AL CONCORSO FIT: CONTINUANO GLI ACCOGLIMENTI DAL TAR LAZIO. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1799-docenti-itp-ammessi-a-partecipare-al-concorso-fit-continuano-gli-accoglimenti-dal-tar-lazio http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1799-docenti-itp-ammessi-a-partecipare-al-concorso-fit-continuano-gli-accoglimenti-dal-tar-lazio DOCENTI ITP AMMESSI A PARTECIPARE AL CONCORSO FIT: CONTINUANO GLI ACCOGLIMENTI DAL TAR LAZIO.

Con il primo decreto n. 1828, pubblicato in data 26 marzo 2018, il TAR del Lazio ha accolto le istanze dei ricorrenti rappresentati dal nostro Studio, tutti docenti ITP, ai fini della partecipazione alla fase transitoria dell’ormai noto concorso FIT.

Dopo i primi provvedimenti favorevoli, proseguono da parte del Giudice Amministrativo – anche in considerazione dell’imminenza delle prove - gli accoglimenti in punto di ammissione degli insegnanti tecnico pratici alla procedura concorsuale di cui al D.M. n.59 del 2017. Plurime, difatti, sono state le ordinanze positive emesse dal TAR Lazio (in particolare ordinanze nn. 2646/2018, 2571/2018, 2601/2018, 2647/2018, 2568/2018, 2595/2018, 2566/2018) che hanno tutte ordinato all’Amministrazione l’ammissione al concorso dei ricorrenti.

Lo Studio Legale continua la battaglia per consentire agli insegnanti ITP, illegittimamente esclusi dalla procedura concorsuale, di prendervi parte.

Qualora e se non si fosse già provveduto a proporre il ricorso per partecipare al concorso, sarà possibile aderire, entro e non oltre il 30 maggio, al ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica seguendo pedissequamente le istruzioni riportate al seguente link

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Wed, 23 May 2018 10:38:59 +0000
Accesso a Medicina: Consiglio di Stato ribalta TAR. Il Miur consenta l'accesso a tutta la documentazione di concorso. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1767-accesso-a-medicina-consiglio-di-stato-ribalta-tar-il-miur-consenta-l-accesso-a-tutta-la-documentazione-di-concorso http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1767-accesso-a-medicina-consiglio-di-stato-ribalta-tar-il-miur-consenta-l-accesso-a-tutta-la-documentazione-di-concorso Accesso a Medicina: Consiglio di Stato ribalta TAR. Il Miur consenta l'accesso a tutta la documentazione di concorso.

Il Consiglio di Stato ha ordinato al MIUR di consegnare tutta la documentazione del concorso per l'accesso al test di Medicina e Odontoiatria del 2016.

Si conclude, dopo oltre un anno, il braccio di ferro con il Ministero che, a differenza di quanto storicamente aveva fatto concedendo massima trasparenza con riguardo agli atti che riguardano questo delicato concorso che decide il futuro di migliaia di giovani, aveva pervicacemente negato l'accesso agli atti di concorso.

Il T.a.r. per il Lazio aveva accolto solo parzialmente il nostro ricorso avverso la nota M.i.u.r. n. 29257 del 7 dicembre 2016, con la quale il Ministero aveva parzialmente respinto le loro istanze di accesso agli atti, deducendo la violazione dell’art. 24 Cost., degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990 e della legge n. 264/1999 rilevando che per alcuni atti «non risulta evidente il legame tra i documenti e l’interesse che si intende far valere e [che] in ogni caso non sono ammesse richieste volte a un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione, ex art.24, comma 3 della Legge n.241 del 1990» (v. così, testualmente, il centrale passaggio motivazionale dell’impugnato capo di sentenza)"

Secondo il Consiglio di Stato "non è ravvisabile una differenza sostanziale della documentazione sub 3. rispetto a quella sub 2., sotto il profilo del collegamento teleologico con le esigenze di tutela e di difesa perseguite dai ricorrenti in funzione del vaglio sulla legittimità degli atti della procedura preselettiva per l’ammissione ai corsi di laurea, a numero chiuso, in medicina e odontoiatria per l’anno accademico 2016/2017".

"Pure l’oggetto della richiesta di esibizione risulta sufficientemente determinato e individuato, con conseguente esclusione di una finalità di un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione resistente; deve pertanto ritenersi erronea e lesiva degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990, oltre che dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, la statuizione reiettiva del ricorso con riferimento alla documentazione sub 3".

Il MIUR è stato condannato al pagamento di € 2500 a titolo di spese legali.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Fri, 09 Feb 2018 09:50:25 +0000