Visualizza articoli per tag: violazione anonimato http://avvocatomichelebonetti.it Thu, 23 Jan 2020 11:17:28 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Anonimato a Medicina: ecco cosa c'è dietro alle 2000 ammissioni http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/868-anonimato-a-medicina-ecco-cosa-c%C3%A8-dietro-alle-2000-ammissioni http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/868-anonimato-a-medicina-ecco-cosa-c%C3%A8-dietro-alle-2000-ammissioni Anonimato a Medicina: ecco cosa c'è dietro alle 2000 ammissioni

In tanti, in questi giorni, si manifestano stupiti circa i numerosi accoglimenti del T.A.R. Lazio già in fase cautelare. La notizia è apparsa sulle prime pagine di tutti i maggiori quotidiani nazionali (Vedi l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera e Repubblica) ha parlato di "uno schiaffo alle facoltà di Medicina di mezza Italia e al numero chiuso".

Si è scritto, in particolare, che, per quanto ben motivate, si tratta di "mere" ordinanze cautelari che potrebbero essere ribaltate in sede di merito.

Ciò che non è noto ai più, tuttavia, è che nello stesso giorno (18 luglio 2014) e già qualche settimana prima (24 giugno 2014), della pronuncia delle ordinanze cautelari la Sezione del T.A.R. Lazio depositava, in fattispecie identica, una lunga, approfondita e dettagliata sentenza di merito con la quale, in accoglimento di uno dei nostri ricorsi, veniva decretata l'illegittimità del concorso dell'anno 2012/2013 per violazione dell'anonimato.

Ma anche a livello cautelare la pronuncia del Tar del Lazio non è una novità. Difatti già il 3 luglio il vizio dell’anonimato era rilevato dal Tar del Lazio che accoglieva la c.d. sospensiva (due casi “pilota”) e disponeva altrettante istruttorie che poi hanno portato ai 2000 accoglimenti.

La sentenza. Così come chiarito in sentenza "a ciascuno dei candidati è stato assegnato un diverso e specifico codice a barre, riprodotto sulla scheda anagrafica e sul questionario somministrato a ciascuno di essi. Tale modus procedendi ha, a parere del Collegio, violato il principio dell’anonimato che deve presiedere allo svolgimento delle prove selettive, così come ai concorsi a pubblici impieghi. Essa, infatti, consentiva -anche in astratto- che dal codice a barre specifico e personale di ciascuno dei candidati, segnato sulla scheda anagrafica del medesimo, si potesse risalire al questionario del medesimo candidato, che riportava tale codice a barre.
Tanto basta a determinare l’illegittimità dei provvedimenti che predisponevano siffatta modalità di svolgimento delle prove, nonchè degli atti conseguenti, e ciò anche a prescindere dalla concreta dimostrazione che, in effetti, ciò abbia condotto alle possibili distorsioni segnalate in ricorso".

Le reazioni dell'UDU. L’Unione degli Universitari annuncia un ulteriore accoglimento presso il TAR romano sezione III presieduta dal Consigliere Dott. Franco Bianchi, come estensore il Dott. Achille Sinatra, per quanto concerne la graduatoria nazionale di Medicina e Chirurgia 2012/2013. La questione concerne la violazione dell’anonimato, ovvero la violazione del principio della segretezza nei concorsi pubblici italiani, da parte del Ministero e delle Università, come Palermo, e tutti gli altri atenei italiani. Una vittoria condotta dagli avvcati Michele Bonetti, Santi Delia e Alessandra Faldetta che ha poi spianato la strada ai recenti accoglimenti del Tar Lazio.

Poco dopo il deposito della prima delle due sentenze, non a caso, si dichiarò: “E’ un accoglimento epocale” riferì Michele Bonetti, l’Avvocato dell’UdU alle cui parole si associa l'Avv. Santi Delia, “mai sino ad oggi il TAR del Lazio aveva accolto un ricorso sul vizio dell’anonimato in maniera così netta. Pur se trattasi di accoglimenti che riguardano gli anni precedenti siamo ad un giro di boa, e la questione riguarda centinaia e centinaia di studenti che potranno avere la possibilità di giocarsi le loro carte sul campo”.

Quel giro di boa è arrivato con i 2000 accoglimenti.

Leggi le ordinanze vittoriose in allegato.

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) Numero chiuso Sun, 27 Jul 2014 16:11:09 +0000
Vittoria epocale al Consiglio di Stato http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/784-vittoria-epocale-al-consiglio-di-stato http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/784-vittoria-epocale-al-consiglio-di-stato Vittoria epocale al Consiglio di Stato

L’UdU continua a vincere e a convincere, mettendo a segno importanti e secche vittorie al Consiglio di Stato sul vizio dell’anonimato relativo al concorso di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria del 2013.

A perdere sono i principali atenei italiani: La Sapienza, La Seconda Università di Napoli e l’Università degli Studi di Messina contro i legali che da anni si battono per la legalità nei concorsi pubblici italiani, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia vincitori insieme all’Avvocato Umberto Cantelli dinanzi ad un Consiglio di Stato, il cui orientamento è stato ribaltato.

Secondo Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’UdU, “E’ uno dei tanti colpi messi a segno dall’UdU e che porterà all’abolizione del numero chiuso. Confidiamo che l’accoglimento si estenda politicamente a tutti i ricorrenti”.


Scarica i provvedimenti allegati in fondo alla news.

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Numero chiuso Wed, 14 May 2014 18:29:46 +0000
CONCORSI DEI TEST A RISCHIO http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/682-concorsi-dei-test-a-rischio http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/682-concorsi-dei-test-a-rischio CONCORSI DEI TEST A RISCHIO

Tutti i concorsi per l'ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dal 2000 al 2010, sono illegittimi.

 

A dirlo è in modo DEFINITIVO e NON APPELLABILE il Supremo organo di giustizia amministrativa: l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che si è appena pronunciato su un ricorso dell’UDU patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

 

Secondo i 15 Giudici dell'Adunanza Plenaria la cui seduta è stata presieduta dal Presidente del Consiglio di Stato Giovannini "nelle prove scritte dei pubblici concorsi o delle pubbliche selezioni di stampo comparativo una violazione non irrilevante della regola dell’anonimato da parte della Commissione determina de iure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in  sede di correzione ".

 

Il Supremo Consiglio amministrativo ha infatti affermato come il fondamentale principio dell’anonimato dei Concorsi Pubblici costituisca “il diretto portato del principio costituzionale di uguaglianza, nonché specialmente di quelli del buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione”, la quale deve operare le proprie valutazioni senza lasciare spazio alcuno a rischi di condizionamenti esterni e garantendo quindi la par condicio dei candidati.

 

Le minuziose regole e le cautele previste sull’espletamento delle prove concorsuali riflettono, infatti, l’intento del Legislatore di qualificare la garanzia e l’effettività dell’anonimato quale elemento costitutivo dell’interesse pubblico primario a che gli stessi concorsi pubblici siano svolti nell’assoluta parità dei partecipanti e nella par condicio dei candidati.

 

Quando l’amministrazione si discosta in modo percepibile dall’osservanza di tali fondamentali regole, si determina una illegittimità di per sé rilevante ed insanabile, “essendo posto a rischio un bene fondamentale protetto dall’Ordinamento”, che è quello dell’imparzialità delle procedure concorsuali.

 

Nel caso esaminato dal Collegio, infatti, la Commissione ha fatto annotare sull’elenco alfabetico del codice dei candidati, accanto al nome di ciascuno di essi, il codice alfa-numerico CINECA riservato a lui attribuito, codice la cui funzione era appunto evitare che la prova fosse direttamente riferibile al nome del candidato.

 

Tale condotta ha comportato, ovviamente, una inequivocabile associazione del nome del candidato alla prova scritta da questo sostenuta, ledendo in modo evidente il principio dell’anonimato.

 

Ha rilevato inoltre il Collegio come non occorra accertare se a seguito della violazione il riconoscimento della prova del candidato abbia in concreto sviato la procedura di correzione, essendo sufficiente la mera astratta possibilità dell’avverarsi della vicenda. Ne consegue che “il comportamento della Commissione ha superato la soglia di criticità, mettendo a rischio tutti gli accorgimenti predisposti a livello normativo generale e di settore al fine di assicurare l'anonimato nella fase di correzione".

 

Sulla base di tali motivazioni, il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria ha accolto il nostro ricorso, dichiarando l’illegittimità delle procedure concorsuali relative all’accesso ai Corsi di Laurea a numero programmato.

 

L'UDU e il suo coordinatore Gianluca Scuccimarra avevano già evidenziato tali irregolarità, prima nei confronti dell'Ateneo di Messina, ed in seguito nei confronti di tutti gli altri Atenei d'Italia, sin dal 2007, denunciando la scelta del M.I.U.R. di imprimere il codice segreto sul foglio risposte e su tutta la documentazione di concorso, violazione portata avanti per anni dal Ministero nonostante gli scandali denunciati.

 

Secondo i legali dell’Udu anche quest'anno, per espresso ordine del Ministero, in tutte le sedi d'Italia, i commissari hanno visionato i codici segreti dei candidati consumando violazioni ancor più gravi rispetto al passato.

 

Il principio sottolineato dall’Adunanza Plenaria è a nostro avviso pienamente richiamabile nei ricorsi straordinari che stiamo predisponendo.

 

Per denunciare ancora una volta le ripetute violazioni e a salvaguardia della correttezza ed imparzialità dei test di ammissione, verrà inoltrato un ricorso straordinario diretto proprio al Consiglio di Stato che si è appena pronunciato sulla questione.

 

In questo anno accademico infatti, per la prima volta, nonostante le pregresse vittorie al TAR Campobasso, TAR Sassari e al Consiglio di Stato in sede consultiva, il Ministero ha impartito l’ordine di depositare la carta di identità accanto al codice segreto. In alcune sedi, come Firenze e Milano, vi sono stati ulteriori segni di riconoscimento, come i cartellini apposti sul petto dei candidati. In altre sedi ancora è stata effettuata una identificazione all’ingresso confrontando il nome ed il codice. Molto spesso, si è richiesto agli studenti di depositare i compiti seguendo uno scrupoloso ordine alfabetico; ovviamente, qualora la consegna del compito avvenga in ordine alfabetico, e non mediante inserimento in un’urna, come è prassi ad esempio nelle competizioni elettorali, vi è una facile identificabilità del compito col candidato.

 

A nostro avviso, tali violazioni non debbono portare all’annullamento dell’intera procedura concorsuale, con evidente lesione per ignari candidati che nulla hanno a che vedere con la violazione dell’anonimato e che hanno superato il test, ma portare all’iscrizione in sovrannumero dei nostri ricorrenti.

 

Dal 2007 lo Studio Michele Bonetti Avvocato & Partners con l’UDU elabora questa teoria seguita da ormai quasi la maggioranza dei TAR e da parte del Consiglio di Stato.

 

La sanzione, a nostro avviso, deve ricadere su chi  ha determinato l’illegittimità della prova e pertanto, vertendo in tema di beni della vita e diritti Costituzionali, si impone una tutela piena e sostanziale della pretesa del ricorrente, con l’ammissione al Corso di Laurea.

 

Per info sui nostri ricorsi e sul prossimo ricorso straordinario al Consiglio di Stato che ha appena accolto, in Adunanza Plenaria, le nostre censure sulla violazione dell’anonimato, vi invitiamo a contattarci all’indirizzo email: info@avvocatomichelebonetti.it

 

 


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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Numero chiuso Fri, 06 Dec 2013 16:33:00 +0000
IL CONSIGLIO DI STATO STATUISCE NUOVAMENTE LA ILLEGITTIMITA’ DEL CODICE ALFANUMERICO. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/653-il-consiglio-di-stato-statuisce-nuovamente-la-illegittimita%E2%80%99-del-codice-alfanumerico http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/653-il-consiglio-di-stato-statuisce-nuovamente-la-illegittimita%E2%80%99-del-codice-alfanumerico IL CONSIGLIO DI STATO STATUISCE NUOVAMENTE LA ILLEGITTIMITA’ DEL CODICE ALFANUMERICO.

"E' possibile ricavare con certezza che ciascuna prova reca impresso non solo il codice a barre, ma anche il codice identificativo del singolo candidato, numero che è stato anche consegnato ad ogni candidato al termine della prova. Sicchè si può affermare che dalle singole prove era possibile senza particolare difficoltà risalire al nome del candidato, che l’aveva elaborate".
Così si è espresso il Consiglio di Stato in sede Consultiva qualche giorno addietro. L’organo superiore della Giustizia Amministrativa ha confermato quanto precedentemente statuito dal Consiglio di Stato, dal TAR Cagliari e dal TAR Molise nelle nostre sentenze sulla violazione dell’anonimato: "La presenza di un codice a barre (con l’indicazione sottostante del numero di codice), riportato sia sulla scheda anagrafica di ciascun concorrente, sia sui modelli di questionario a ciascun concorrente consegnati, renda in astratto possibile l’identificabilità dell’autore della prova, anche dopo la conclusione della prova medesima, persino nel momento successivo delle operazioni di esame e valutazione dei questionari. Anche se l’attribuzione di punteggio alla prova è rigorosamente legata al numero di risposte esatte contenute nell’elaborato di ciascun candidato, l’anonimato dell’elaborato (cioè la non identificabilità dell’autore prima dell’attribuzione del punteggio) resta un valore tutelabile, soprattutto allo scopo di prevenire ed evitare eventuali manipolazioni dell’esito della prova. Tale valore è da ritenersi effettivamente tutelato dalle puntuali e minute prescrizioni contenute nelle vigenti disposizioni e norme di settore, che - quando sono integrate da disposizioni di auto-regolamento, come nel caso di specie - non consentono però, in via di principio, procedure tali da rendere possibile a un qualsivoglia addetto alla vigilanza o membro della commissione di seguire la traccia dell’elaborato, identificandone l’autore, come avviene quando la tracciabilità sia consentita dall’identificazione del candidato mediante i codici a barre e numerico, riportati sia sulla scheda recante i dati anagrafici del medesimo (esibita sul banco durante la prova, per consentire alla vigilanza il controllo costante dell’identità del candidato), sia sul modello di questionario consegnato a ciascun candidato. E’ appena il caso di aggiungere che la regola dell’anonimato dei concorrenti sia espressione di un più generale principio di garanzia dell’imparzialità amministrativa (cfr.: Cons. Stato II, 6.10.2011 n. 3672; T.a.r. Sardegna Cagliari I, 14.3.2012 n. 229; T.a.r. Sicilia I, 28.2.2012 n. 457; T.a.r. Toscana I, 27.6.2011 n. 1105). Pertanto, si può ritenere che le particolari modalità con le quali si è svolta, nel caso di specie, la selezione per l’accesso al Corso di Laurea in Medicina 2012-2013, non abbiano fornito sufficienti garanzie per l’anonimato degli elaborati e dei candidati. Ciò costituisce, senza dubbio, vizio del procedimento e del provvedimento, che ne inficia la legittimità".
E per la precisione: “Ogni violazione del principio dell’anonimato delle prove ed ogni aggiramento del principio stesso presuppone potenzialmente una collaborazione del candidato che intende avvantaggiarsi dall’identificabilità delle proprie prove di concorso".
Il codice alfanumerico apposto sui compiti del test per l’accesso programmato è del tutto illegittimo, in quanto non garantisce l’anonimato dei compiti e dei candidati e ha come conseguenza la potenziale violazione dei principi cardini della buona amministrazione e della parità di trattamento. Il codice alfanumerico impresso su ogni foglio consegnato ai candidati è facilmente abbinabile al nome del candidato, considerando che a questo viene chiesto di tenere, durante la prova, il documento di identità in evidenza accanto al codice stesso.
Il Consiglio di Stato censura così l’atteggiamento del Ministero che continua ad assecondare la pratica illegittima e che non è stato in grado di provare innanzi il Consiglio di Stato l’infondatezza delle censure sollevate dai ricorrenti e tantomeno l’efficienza e la legittimità del sistema concorsuale.
“Dopo le vittorie ai Tar Molise e Cagliari, nonché al Consiglio di Stato, l’orientamento della magistratura pare ormai darci ragione”, a parlare è il Coordinatore dell’Udu, Gianluca Scuccimarra, il quale dichiara: “Non si comprende per quale motivo il Ministero continui a ricorrere a questi codici alfanumerici da apporre sui tutti i test e facilmente riportabili, nonché chiaramente associati a nome e cognome nel momento stesso in cui i commissari d’aula impongono di collocare la carta di identità accanto al compito”. L’Udu proseguirà a denunciare giudizialmente e politicamente questo indecente meccanismo, che potrebbe essere facilmente cambiato con una semplice modifica legislativa”.
In diverse occasioni l’UDU ed il suo Avvocato, Michele Bonetti, oltre a sollevare la questione nelle sedi giudiziarie hanno rappresentato come il problema sia facilmente risolvibile sostituendo, ad esempio, il codice alfanumerico con un semplice codice a barre. Soluzioni che l’Associazione ed i legali continueranno a proporre nelle sedi giudiziarie ed istituzionali.

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) Numero chiuso Tue, 22 Oct 2013 09:14:02 +0000