Lunedì, 16 Ottobre 2017 14:15

TAR LAZIO: illegittimo negare il cambio provincia delle GI ai docenti iscritti in GAE con riserva

Pubblicato in Scuola

Salta il DM sull'aggiornamento delle Graduatorie di Istituto. Ancora una volta gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia riescono ad annullare un Decreto Ministeriale. Secondo il T.A.R. Lazio è illegittimo aver imposto ai docenti iscritti con riserva nelle GAE e, dunque, anche in prima fascia di Istituto, di non poter cambiare provincia aggiornando la seconda e la teza fascia di istituto. Sperando di farvi cosa gradita, vi alleghiamo il provvediemnto (sentenza) pubblicato sul sito di giustizia amministrativa: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SHEXBUPSCL7UDU6X6I3QPU5FGM&q=Alberghina%20or%20Bonetti

Il D.M. 374/17 prevedeva che "gli aspiranti di II e III fascia delle graduatorie di istituto, che risultino inseriti anche in I fascia, non potranno sostituire le istituzioni scolastiche, ivi inclusa la scuola capofila, neppure ai fini dell’inserimento in II e/o III fascia, ma potranno aggiornare i punteggi nella II e III fascia”. Il T.A.R. Lazio, accogliendo la tesi difensiva di Bonetti e Delia, ha annullato il D.M. per violazione di fonte sovraordinata in quanto contrastante con il D.M. regolamentare e richiamato tra i visto e i considerata dello stesso D.M. impugnato. La fonte sovraordinata, difatti, all’art. 5, comma 8, chiarisce che “coloro che hanno titolo ad essere inclusi nelle graduatorie ad esaurimento di una sola provincia hanno facoltà di scegliere, ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto, una provincia diversa da quella in cui figurano inclusi nelle graduatorie ad esaurimento medesime” con il solo limite che “resta comunque preclusa, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, la cumulabilità di rapporti di lavoro in due diverse province”.

Si tratta, commentano Bonetti e Delia, di una vittoria importantissima in quanto permetterà a centinaia di insegnanti di poter, quanto meno, sfruttare il canale delle supplenze in una Provincia più prossima rispetto a dove si svolge la loro vita e dove hanno gli affetti familiari. Tre anni non sono affatto pochi ragion per cui attendere un periodo così tanto lungo vuol dire imporre ai docenti precari scelte di vita che possono minare dal profondo gli equilibri familiari e professionali. Prima di inserire clausole come quella annullata il MIUR dovrebbe ricordare quanti sacrifici, in punto di territorialità, sono stati imposti alla classe docente.

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