Lunedì, 02 Marzo 2020 09:29

CONSIGLIO DI STATO: I VINCITORI DEL CONCORSO 2012 INFANZIA NON IMMESSI IN RUOLO HANNO DIRITTO ALL’ASSUNZIONE NELLA PROPRIA REGIONE

Pubblicato in Scuola

I 36 posti fantasma inizialmente banditi in Sicilia sono riapparsi e dovranno essere assegnati ai ricorrenti degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il Consiglio di Stato, difatti, ha accertato che “all’esito dell’attività istruttoria disposta dalla Sezione è emerso che a fronte di 216 posti banditi, quelli concretamente ricoperti attingendo dalla graduatoria del 2012 furono solo 180, residuando pertanto ulteriori 36 posti, confermando così la prospettazione della ricorrente”.;

A questo punto il MIUR dovrà “procedere all’adozione di tutti gli atti necessari – computando anche i 36 posti non attribuiti rispetto al contingente bandito per il concorso scuola 2012 – al fine di consentire la scelta della cattedra a suo tempo spettante alla ricorrente, in rigoroso ordine di graduatoria“;

Grazie a tale riconoscimento, i giudici di Palazzo Spada, hanno ordinato la piena esecuzione della sentenza n. 152 del 2019, con cui era stata riformata, su ricorso degli stessi legali, la sentenza del T.A.R. Lazio, annullando in due parti distinte il Decreto Ministeriale del 2016 sulle assunzioni infanzia.

La storia del concorso delle insegnanti della scuola materna del 2012 (il primo dopo oltre un decennio), in particolare per la Regione Sicilia, ha del paradossale. Più nel dettaglio, difatti, nonostante fossero stati banditi 216 posti, in Sicilia solo 180 docenti furono assunti mentre gli altri 36 e gli ulteriori idonei, furono spediti fuori Regione.

Ecco perché, nonostante la ricorrente in questione risultasse tra i 216 astratti vincitori (chiaramente anche a seguito di scorrimento) non venne assunta né in Sicilia, dove aveva concorso, né presso altre Regioni. Così facendo, dunque, l’aspirante maestra d’asilo ha visto decadere la possibilità di ottenere il posto nella scuola dell’infanzia cui aspirava, mentre altri docenti, seppur con punteggi inferiori al suo, ottenevano l’ambita assunzione. Secondo il T.A.R. del Lazio tale decisione del Ministero era corretta in quanto nell’ambito dei piani straordinari di assunzione sarebbe legittimo limitare il novero degli ammessi.

Il Consiglio di Stato, invece, ha censurato tale scelta in quanto “non è possibile ipotizzare che, in un tale contesto già fortemente regolato e preordinato ad un reclutamento speciale ed aggiuntivo rispetto a quello già delineato, residui una qualche discrezionalità in capo al MIUR nel fissare la (ri)definizione della platea dei beneficiari”.

Anche i soggetti frattanto assunti in altre classi di concorso, dunque, dovevano partecipare al piano di assunzioni straordinario infanzia del 2016 ed il D.M. è stato in questa parte definitivamente annullato.

Ma non basta.

Il nuovo concorso a cattedra del 2016, difatti, prevedendo anch’esso dei posti per infanzia in Sicilia, ha annullato la validità, ancora in corso nei termini del triennio, della graduatoria del 2012 che, invece, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, doveva continuare a scorrere. Come detto, invece, almeno 36 dei posti disponibili inizialmente banditi furono assegnati ai nuovi vincitori del concorso del 2016 e non, invece, a quelli del 2012 che, ancora, attendevano l’assunzione.

La sentenza del Consiglio di Stato, in tal senso, ha stabilito, con forza, la salvaguardia della validità delle graduatorie vigenti e, in particolare di quella del 2012. Per tale motivo, non solo il CDS ha permesso alla ricorrente di partecipare al procedimento speciale riguardante i docenti vincitori non beneficiari di una proposta d’assunzione, ma anche di far sì che la graduatoria per la regione Sicilia potesse scorrere a suo favore.

Grazie a tale sentenza, conclude l’Avvocato Michele Bonetti, siamo riusciti a stabilire il diritto degli insegnanti siciliani che avevano concorso in Sicilia e che da anni si sono visti assegnare in altre Regioni, di poter tornare a casa. E’ chiaro che la sentenza troverà applicazione solo per i ricorrenti che abbiano agito al TAR e poi al Consiglio di Stato ma trattandosi di un numero inferiore ai 36 posti non offerti, tutti otterranno giustizia.

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