Giovedì, 13 Gennaio 2011 10:41

UN MESSAGGIO PER NON ARRENDERSI MAI

Pubblicato in News

Pubblichiamo la lettera di un nostro ricorrente che grazie alla sua forte motivazione, caparbietà, amore per la facoltà prescelta e a seguito del nostro ricorso è riuscito ad immatricolarsi e ad essere proclamato dottore con il massimo dei voti.
Vogliamo condividere questa lettera con tutti voi per la profondità e la bellezza del suo contenuto e per ribadire ancora una volta quanto l’attuale sistema universitario sia profondamente ingiusto.

 

         Oggi 6 Dicembre 2010 è arrivato il gran giorno!

La discussione della tesi. Sono passati già tre anni. Ed è come se non me ne fossi accorto!

La possibilità che mi è stata data ha reso ancora più prezioso, difficile e laborioso il mio percorso universitario. Il ricorso che presentammo io e il mio avvocato Michele Bonetti (il primo a credere in me) era dovuto! Era dovuto! Ai 1200 candidati per il concorso.

Alle famiglie dei candidati che con sforzi economici e non solo si erano presentati da tutte le città italiane del sud che vedevano nel compimento di quel gesto l’amore per i propri figli e per il loro futuro. Una possibilità che gli è stata negata. Siamo in Italia e la raccomandazione e il broglio è alla base di un sistema che non produce cultura, socialità amore per lo studio e per un futuro rigoglioso collettivo ma solo la miope e cieca cupidigia di chi ha di più (potere, ricchezza, conoscenze) per assicurare con certezza IL POSTO DI LAVORO, merce rara per il precario.
L’Italia non è una repubblica democratica fondata sul lavoro bensì sul disagio di chi osserva silenzioso la spartizione politica della ricchezza.

La precarietà è il disagio alla base della nostra società. Col nostro ricorso abbiamo portato un po’ di luce su queste nefandezze. E lo abbiamo vinto non solo con le carte ma con il sacrificio di chi alla fine del percorso di studi ha voluto presentarsi al mondo accademico solo con i fatti, con il duro lavoro, lo studio, la ricerca, l’abnegazione e soprattutto la condivisione e l’aiuto per il prossimo.

L’essere proclamato dottore con il massimo dei voti è la mia testimonianza di vicinanza alle persone che ogni giorno lottano per uscire da un sistema oscuro e che lottano per un futuro migliore: che non sia solo il proprio ma collettivo!!!

G. M.  

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