Avvocato Michele Bonetti

Avvocato Michele Bonetti

Gentili ricorrenti,

in conseguenza della posticipazione delle date delle prove preselettive da parte di alcuni Atenei per l’accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno, lo Studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners, in collaborazione con le associazioni di categoria, ha deciso di riaprire le adesioni ai ricorsi avverso le esclusioni per mancanza di titoli, con scadenza improrogabile al 5 febbraio 2014.

Ricordiamo che per aderire devono essere rispettati i seguenti requisiti:

  1. 1.Essere in possesso di: diploma magistrale o diploma o laurea che danno accesso alla iii fascia delle graduatorie di circolo e d’istituto per l’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado;
  2. 2.Aver svolto del servizio di insegnamento;
  3. 3.Aver inoltrato all’ateneo la domanda di partecipazione nei modi e nei termini stabiliti dai rispettivi bandi.

Il costo del ricorso è di euro 250,00.

In allegato troverete la documentazione da inviare, prima via mail e poi via raccomandata, unitamente alla copia della ricevuta di avvenuto versamento, e alla copia della domanda di partecipazione inoltrata all’Ateneo (se la domanda all’Università è stata inviata a mezzo posta, dovrà essere allegata anche copia della ricevuta di spedizione della missiva).

I recapiti ai quali inviare tutta la documentazione sono:

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Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners

Via S. Tommaso D'Aquino 47

Roma 00136

ph. 06.3728853 - 06.39749383

mob. 349.4216026

fax 06.64564197

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ha accolto il ricorso presentato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, rilevando in modo univoco la violazione dell’anonimato nella procedura concorsuale, ed ammettendo i ricorrenti in via definitiva al corso di laurea prescelto.

 La vicenda riguarda il test di ammissione a Medicina dell’Ateneo della città siciliana ma, complici un clamoroso autogol del Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca e la recente sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (v. articolo), mette in bilico le prove tenute il 9 settembre del 2013 in tutti gli atenei italiani, cui hanno partecipato 75mila aspiranti medici per contendersi i 10mila posti messi in palio dalle facoltà di Medicina, ora a rischio caos. «Violazione dell’anonimato»: è questo il motivo che ha indotto i giudici amministrativi palermitani a sancire l’invalidità dei test e a ordinare che si «proceda in via definitiva all’ammissione, anche in soprannumero, degli stessi ricorrenti al corso di laurea per l’anno accademico 2013/2014»: sei ragazzi.

 

“SCHEDA ANAGRAFICA E DOCUMENTO D’IDENTITÀ SUL BANCO - I magistrati, disponendo la trasmissione della carte alla Procura della Repubblica, hanno bocciato le modalità di identificazione dei candidati e conseguentemente il Miur, reduce dalle polemiche sul bonus maturità chiuse con una sanatoria. La commissione di esame palermitana, infatti, non ha fatto altro che uniformarsi alle direttive che sono giunte a tutte le Università il 13 agosto dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca. Allo stesso modo hanno fatto tutte le Commissioni locali, nei vari atenei italiani.

«Risulta che i candidati hanno dovuto compilare la scheda anagrafica prima dello svolgimento dei test e l’hanno tenuta esposta sul banco accanto al documento di riconoscimento», ha osservato il Tar: esattamente quanto era stato disposto dal Ministero nelle Linee guida per lo svolgimento delle prove. Per i giudici «queste modalità hanno consentito la conoscenza del codice identificativo abbinato a ciascun candidato prima della compilazione dei questionari, con conseguente rilevante violazione del principio dell’anonimato e possibilità, quanto meno in astratto, dell’alterazione dei risultati della prova». E questo basta per «dichiarare invalide le prove».

 

«Questa ennesima pronuncia, la prima di quella che si annuncia una serie, mostra che il numero chiuso non funziona e va eliminato», dicono in coro Michele Bonetti e Santi Delia, i legali dell’Udu (Unione degli studenti Universitari) autori dei ricorsi che mettono in imbarazzo il Dicastero di Piazza Kennedy. Gli stessi avvocati, con diverse azioni giudiziarie accolte dai Tar, avevano costretto il ministro a promuovere una «leggina» per rimediare al pasticcio bonus maturità. I candidati il 9 settembre erano entrati nelle aule del concorso sapendo che il loro voto di maturità (c.d. bonus) avrebbe inciso sul punteggio finale e quando sono usciti hanno scoperto la pubblicazione di un decreto del ministro Carrozza che prevedeva l’eliminazione del bonus. Un nutrito gruppo (oltre duemila ragazzi) è stato ripescato.”

Continuano pertanto, sino a decorrenza dei termini, le adesioni per i ricorsi straordinari contro il numero chiuso, per censurare la violazione dell’anonimato, e la mancata previsione degli scorrimenti nella graduatoria del 18 dicembre 2013.

 

Per aderire o per avere ulteriori informazioni Vi invitiamo a contattare il nostro Studio all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

(dall’articolo pubblicato sul sito: http://www.corriere.it/scuola/14_gennaio_15/palermo-medicina-tes-annullato-tar-diritto-anonimato-violato-f83a8570-7df6-11e3-80bb-80317d13811d.shtmlhttp://www.corriere.it/scuola/14_gennaio_15/palermo-medicina-tes-annullato-tar-diritto-anonimato-violato-f83a8570-7df6-11e3-80bb-80317d13811d.shtml)

In data 8 gennaio 2014 sono stati accolti con decreto cautelare i ricorsi collettivi proposti rispettivamente dalle associazioni ADIDA e da "La Voce dei Giusti", patrocinati dallo studio legale MICHELE BONETTI AVVOCATO & PARTNERS e volti ad ammettere i nostri ricorrenti alla prova preselettiva per i corsi di specializzazione per il sostegno, a loro illegittimamente preclusi.

 

In data 21 dicembre 2013 ADIDA e La Voce dei Giusti hanno ottenuto il primo accoglimento, mediante il ricorso patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia dello studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners, sulla nota vicenda dei corsi di specializzazione del sostegno, il cui accesso è precluso ai precari della terza fascia.

La vicenda concerne, appunto, il caso dei precari di terza fascia spesso diplomati magistrali, con esperienza lavorativa nella scuola ed a volte anche specificatamente nel sostegno, a cui è negato l’accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno stesso.

Ciò avviene anche quando vi sono meno domande rispetto ai posti disponibili in quanto il decreto ministeriale, poi ripreso dai bandi di tutti gli Atenei, impedisce l’accesso alle prove ai soggetti privi di abilitazione.

E’ un cane che si morde la coda” riferiscono i legali del La voce dei giusti e di ADIDA, gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, “in tal modo il Ministero impedisce a lavoratori della scuola di provare ad uscire dalla loro condizione di precariato. Ciò avviene nonostante anni ed anni di onorato servizio nella scuola pubblica italiana, a volte proprio per il sostegno”.

Oggi, 19/12/2013, si è tenuta udienza dinnanzi alla III Sez. del Tar Lazio, sul Maxi Ricorso Udu, patrocinato dallo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners. Il Tar del Lazio, prendendo atto della pubblicazione della graduatoria del 18/12/2013, ha disposto un rinvio dell’udienza al prossimo 20 febbraio 2014, al fine di consentire l’espletamento dei Motivi Aggiunti sulla nuova graduatoria e sul Decreto Ministeriale che la prevede, nella parte in cui non prevedono gli scorrimenti e le rinunce e, comunque, nella parte in cui non comprendono in posizione utile i nostri ricorrenti.

Mercoledì, 11 Dicembre 2013 17:14

PIOGGIA DI DECRETI AL TAR LAZIO

Ancora decreti di ammissione per i nostri ricorrenti.

Tutti dentro gli studenti assistiti dallo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners, a seguito dei decreti cautelari presidenziali del Tar del Lazio sui ricorsi individuali e semicollettivi presentati nei confronti delle Università del sud, del centro e del nord d’Italia

In attesa della prossima graduatoria ministeriale, i ragazzi sono stati ammessi con provvedimento del Tar e si riservano di impugnare con motivi aggiunti la “falsa sanatoria contro i ricorsi UDU” qualora dovessero risultare esclusi dalla graduatoria del 18 dicembre.

“E’ una falsa sanatoria, nata per frenare i ricorsi Udu da esito sicuro”, a parlare è l’Avv. dell’Udu Michele Bonetti, “dopo 4 normative fatte e disfatte, con cui le regole del gioco sono state più volte cambiate, l’ultimo decreto del Ministero prevede una graduatoria statica, ferma al 30 settembre, con meno posti di quelli inizialmente disponibili e che ricollocherà in posizione utile persone che da mesi hanno già rinunciato all’immatricolazione. Il tutto col solo scopo di limitare il numero degli accessi, con evidente violazione della normativa costituzionale.

La nuova graduatoria andrà ad escludere studenti che col bonus avranno un punteggio molto più alto di molti già immatricolati. Tutti questi soggetti potranno fare ricorso e chiedere l’ammissione in sovrannumero”.

I ricorsi collettivi che stiamo portando avanti sono diversi, basati sulle diverse situazioni in cui si trovano i gruppi di studenti e studentesse che hanno deciso di ricorrere contro il numero chiuso.

MAXI RICORSO UDU CONTRO IL NUMERO CHIUSONonostante l’idea iniziale fosse quella di proporre un unico ricorso, abbiamo ritenuto fosse più efficace ai fini della buona riuscita dell’azione, assegnare, a nostre spese, gli aderenti al Maxi Ricorso in due ricorsi separati, distinguendo coloro ai quali sarebbe stato attribuito il bonus (se solo questo non fosse stato eliminato con le modifiche del 9 settembre 2013), da coloro che invece non hanno ricevuto alcun bonus. Entrambi gli atti sono stati notificati a tutti gli Atenei italiani sia a mezzo pec, sia a mezzo del servizio postale e sono stati iscritti a ruolo con il pagamento delle relative spese di giustizia.

Al di là della questione del bonus, in entrambi i ricorsi sono state sollevate questioni comuni ad entrambi i gruppi di ricorrenti:

1)VIOLAZIONE DELL’ANONIMATO: riguarda la violazione del diritto all’anonimato nelle diverse università italiane, con relativa descrizione delle modalità in cui tali illegittimità si sono concretizzate nelle singole sedi. La violazione dell’anonimato come elemento di illegittimità dei test è oggi rinforzata a seguito del nostro accoglimento dinanzi all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, la quale si è espressa proprio sul vizio dell’anonimato.

2)DETERMINAZIONE DEI POSTI: secondo l’UDU, vi sono una serie di violazioni sulle determinazioni dei tavoli tecnici (ai quali partecipano esponenti degli Ordini professionali che hanno interessi di segno opposto all’aumento dei posti disponibili) che hanno il compito di stabilire il numero dei posti disponibili, che per l’a.a. 2013/2014, a nostro avviso, sarebbe dovuto essere di gran lunga superiore rispetto a quello stabilito.

4)CENSURA DEI QUESITI DEL TEST: è stata allegata ai ricorsi un’apposita perizia, redatta e firmata da un team di docenti, anche universitari, i quali si sono occupati di analizzare i singoli quesiti della prova ministeriale, censurando le domande errate, i quesiti fuori programma, quelli aventi più risposte esatte o con risposte completamente errate.

5)Molteplici sono, comunque, le violazioni che al di là del bonus, (che rimane una delle censure principali in quanto ha influenzato l’intera prova e tutti i concorrenti durante il suo svolgimento), a nostro avviso, hanno inficiato l’intero test.

Per entrambi i ricorsi abbiamo richiesto un provvedimento di sospensione, ovvero una pronuncia di urgenza con richiesta di iscrizione in sovrannumero: l’udienza si terrà il 19 dicembre 2013. Tuttavia riteniamo che, trattandosi di un ricorso collettivo, fondato su censure generali e azionato da un elevato numero di ricorrenti, il Tar del Lazio potrebbe decidere di non deliberare sull’ammissione “con riserva”, ma pronunciarsi definitivamente con una sentenza che cercheremo di ottenere prima di Aprile. Il Tar del Lazio, inoltre, ha già rappresentato l’intenzione di ordinare la notifica per pubblici proclami, al fine di instaurare il contraddittorio nei confronti di tutti gli ammessi ai Corsi di Laurea in Medicina e Odontoiatria.

RICORSO COLLETTIVO DI ARCHITETTURA:

Per ciò che riguarda la facoltà di Architettura invece, abbiamo ricevuto poche adesioni.

Nonostante ciò, abbiamo ritenuto di procedere ugualmente alla proposizione del ricorso, sobbarcandoci personalmente le spese senza aumentare la quota di € 10,00 delle singole adesioni. A nostro avviso, la presenza di posti liberi potrebbe determinare l’ammissione “con riserva” dei nostri ricorrenti, con numero, ad oggi, non superiore alla decina.

RICORSO COLLETTIVO DI VETERINARIA:

Per diversificare le nostre azioni e cercare di raggiungere con successo i nostri obiettivi, abbiamo ritenuto di inoltrare un ricorso collettivo straordinario al Presidente della Repubblica per il corso di Laurea in Veterinaria. Si tratta di un rimedio più lungo a livello di tempistiche processuali, ma il recente orientamento del Consiglio di Stato in sede consultiva positivo nell’accoglimento delle nostre istante, ci ha indotto a rivolgerci al Capo dello Stato, il quale non potrà trascurare tale parere. Ricordiamo sul punto che la pronuncia dell’Adunanza Plenaria ottenuta dallo studio Michele Bonetti Avvocato & Partners concerne la violazione dell’anonimato verificatasi anche a Veterinaria, e che tramite il ricorso straordinario riusciamo ad andare direttamente al Consiglio di Stato.

Da ultimo, ricordiamo che i nostri “MAXI RICORSI” non hanno scopo di lucro, e che nonostante le spese sostenute siano state di gran lunga superiori rispetto alla somma raccolta con le adesioni dei ricorrenti, l’Unione degli Universitari e lo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners non hanno esitato a proseguire la dura battaglia volta al superamento deifnitivo del sistema del numero chiuso per tutte le facoltà e in tutti gli Atenei di Italia.

Per tutti gli altri ricorsi non rientranti nelle categorie sopra esplicate, vi invitiamo a mettervi in contatto con i legali dello Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners.

Il 20 novembre 2013, inoltre, il Ministero ha emanato da ultimo un nuovo D.M. che, a nostro avviso, è ulteriormente illegittimo e che sarà da noi impugnato con ricorso per motivi aggiunti. Tale D.M. prevede una nuova graduatoria virtuale, che comporterà una rimodulazione di tutti i concorrenti col bonus. Tuttavia riteniamo che questa graduatoria sia illegittima anche perché prende atto solo della graduatoria del 30 settembre (ovvero non tiene conto di rinunce e scorrimenti), oltre a non considerare tutti i posti messi inizialmente a disposizione nella programmazione nazionale.

Tutti i ricorrenti che entreranno col bonus nella seconda graduatoria dovranno segnalarlo allo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners.

Venerdì, 06 Dicembre 2013 16:33

CONCORSI DEI TEST A RISCHIO

Tutti i concorsi per l'ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dal 2000 al 2010, sono illegittimi.

 

A dirlo è in modo DEFINITIVO e NON APPELLABILE il Supremo organo di giustizia amministrativa: l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che si è appena pronunciato su un ricorso dell’UDU patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

 

Secondo i 15 Giudici dell'Adunanza Plenaria la cui seduta è stata presieduta dal Presidente del Consiglio di Stato Giovannini "nelle prove scritte dei pubblici concorsi o delle pubbliche selezioni di stampo comparativo una violazione non irrilevante della regola dell’anonimato da parte della Commissione determina de iure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in  sede di correzione ".

 

Il Supremo Consiglio amministrativo ha infatti affermato come il fondamentale principio dell’anonimato dei Concorsi Pubblici costituisca “il diretto portato del principio costituzionale di uguaglianza, nonché specialmente di quelli del buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione”, la quale deve operare le proprie valutazioni senza lasciare spazio alcuno a rischi di condizionamenti esterni e garantendo quindi la par condicio dei candidati.

 

Le minuziose regole e le cautele previste sull’espletamento delle prove concorsuali riflettono, infatti, l’intento del Legislatore di qualificare la garanzia e l’effettività dell’anonimato quale elemento costitutivo dell’interesse pubblico primario a che gli stessi concorsi pubblici siano svolti nell’assoluta parità dei partecipanti e nella par condicio dei candidati.

 

Quando l’amministrazione si discosta in modo percepibile dall’osservanza di tali fondamentali regole, si determina una illegittimità di per sé rilevante ed insanabile, “essendo posto a rischio un bene fondamentale protetto dall’Ordinamento”, che è quello dell’imparzialità delle procedure concorsuali.

 

Nel caso esaminato dal Collegio, infatti, la Commissione ha fatto annotare sull’elenco alfabetico del codice dei candidati, accanto al nome di ciascuno di essi, il codice alfa-numerico CINECA riservato a lui attribuito, codice la cui funzione era appunto evitare che la prova fosse direttamente riferibile al nome del candidato.

 

Tale condotta ha comportato, ovviamente, una inequivocabile associazione del nome del candidato alla prova scritta da questo sostenuta, ledendo in modo evidente il principio dell’anonimato.

 

Ha rilevato inoltre il Collegio come non occorra accertare se a seguito della violazione il riconoscimento della prova del candidato abbia in concreto sviato la procedura di correzione, essendo sufficiente la mera astratta possibilità dell’avverarsi della vicenda. Ne consegue che “il comportamento della Commissione ha superato la soglia di criticità, mettendo a rischio tutti gli accorgimenti predisposti a livello normativo generale e di settore al fine di assicurare l'anonimato nella fase di correzione".

 

Sulla base di tali motivazioni, il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria ha accolto il nostro ricorso, dichiarando l’illegittimità delle procedure concorsuali relative all’accesso ai Corsi di Laurea a numero programmato.

 

L'UDU e il suo coordinatore Gianluca Scuccimarra avevano già evidenziato tali irregolarità, prima nei confronti dell'Ateneo di Messina, ed in seguito nei confronti di tutti gli altri Atenei d'Italia, sin dal 2007, denunciando la scelta del M.I.U.R. di imprimere il codice segreto sul foglio risposte e su tutta la documentazione di concorso, violazione portata avanti per anni dal Ministero nonostante gli scandali denunciati.

 

Secondo i legali dell’Udu anche quest'anno, per espresso ordine del Ministero, in tutte le sedi d'Italia, i commissari hanno visionato i codici segreti dei candidati consumando violazioni ancor più gravi rispetto al passato.

 

Il principio sottolineato dall’Adunanza Plenaria è a nostro avviso pienamente richiamabile nei ricorsi straordinari che stiamo predisponendo.

 

Per denunciare ancora una volta le ripetute violazioni e a salvaguardia della correttezza ed imparzialità dei test di ammissione, verrà inoltrato un ricorso straordinario diretto proprio al Consiglio di Stato che si è appena pronunciato sulla questione.

 

In questo anno accademico infatti, per la prima volta, nonostante le pregresse vittorie al TAR Campobasso, TAR Sassari e al Consiglio di Stato in sede consultiva, il Ministero ha impartito l’ordine di depositare la carta di identità accanto al codice segreto. In alcune sedi, come Firenze e Milano, vi sono stati ulteriori segni di riconoscimento, come i cartellini apposti sul petto dei candidati. In altre sedi ancora è stata effettuata una identificazione all’ingresso confrontando il nome ed il codice. Molto spesso, si è richiesto agli studenti di depositare i compiti seguendo uno scrupoloso ordine alfabetico; ovviamente, qualora la consegna del compito avvenga in ordine alfabetico, e non mediante inserimento in un’urna, come è prassi ad esempio nelle competizioni elettorali, vi è una facile identificabilità del compito col candidato.

 

A nostro avviso, tali violazioni non debbono portare all’annullamento dell’intera procedura concorsuale, con evidente lesione per ignari candidati che nulla hanno a che vedere con la violazione dell’anonimato e che hanno superato il test, ma portare all’iscrizione in sovrannumero dei nostri ricorrenti.

 

Dal 2007 lo Studio Michele Bonetti Avvocato & Partners con l’UDU elabora questa teoria seguita da ormai quasi la maggioranza dei TAR e da parte del Consiglio di Stato.

 

La sanzione, a nostro avviso, deve ricadere su chi  ha determinato l’illegittimità della prova e pertanto, vertendo in tema di beni della vita e diritti Costituzionali, si impone una tutela piena e sostanziale della pretesa del ricorrente, con l’ammissione al Corso di Laurea.

 

Per info sui nostri ricorsi e sul prossimo ricorso straordinario al Consiglio di Stato che ha appena accolto, in Adunanza Plenaria, le nostre censure sulla violazione dell’anonimato, vi invitiamo a contattarci all’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 


In data odierna è stato pubblicato il Decreto Ministeriale che definisce le  procedure e le tempistiche delle nuove graduatorie per i corsi a numero chiuso a  seguito delle modifiche apportate dal DL scuola.
Gli studenti per sapere se potranno studiare dovranno attendere oltre due mesi per avere risposte sul loro futuro, scelta vergognosa viste le responsabilità del  Ministero sulla questione bonus maturità. 

Gianluca Scuccimarra, Coordinatore dell’Unione degli Universitari “Prima lo strumento del bonus a cui ci eravamo opposti, poi eliminato durante lo svolgimento dei test di medicina ed odontoiatria causando ulteriori discriminazioni, infine parzialmente reintrodotto dal DL scuola. Il Ministero ‘gioca’ ancora una volta con il futuro di migliaia di studenti che hanno tentato come alla lotteria i test d’ingresso ai corsi a numero chiuso, rimandando di un altro mese la graduatoria ministeriale e sino al 31 gennaio 2014 per le immatricolazioni da parte delle università. Il 31 gennaio l’anno accademico sarà quasi finito ed è per questo che non ci fermeremo e impugneremo anche questa falsa sanatoria e questo decreto all’interno del Maxi ricorso contro il numero chiuso attraverso il patrocinio dello studio legale Michele Bonetti Avvocato & Partners. L’UDU vede all’orizzonte una sola soluzione per quest’anno accademico: la sospensione del numero chiuso. Dopo aver dimenticato le migliaia di persone che il bonus non lo hanno, hanno preso in giro gli studenti sbandierando dei numeri errati. Si sono inventati una graduatoria fittizia senza scorrimenti e danno solo 10 giorni per inserire i dati del bonus lasciando fuori tutti gli studenti che non faranno questa procedura. Gravissimo, inoltre, il fatto che nel DM vengano esclusi gli scorrimenti nelle nuove graduatorie di Professioni Sanitarie, scorrimenti invece previsti dalla legge: ancora una volta il Ministero dimostra la sua incapacità di affrontare un problema ormai annoso e dannoso!“

Conclude Scuccimarra “Pochi giorni fa abbiamo vinto i primi ricorsi individuali contro il numero chiuso in cui denunciavamo anche i ritardi del Ministero, dimostrando , ancora una volta, quanto sia ingiusto il sistema d’accesso nel nostro Paese! I palliativi messi in campo dal Ministero quest’anno, oltre ad essere insufficienti, sono la palese dimostrazione di come il numero chiuso sia uno strumento inefficace che va necessariamente superato! L’unione degli universitari portando avanti i propri ricorsi l’ha dimostrato anno dopo anno: è indispensabile ripensare un nuovo sistema che garantisca l’accesso e l’eguaglianza degli studenti tutti!“

Il Tar della Lazio in un ricorso patrocinato dallo Studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners ha annullato il provvedimento di esclusione del percorso PAS nei confronti di una ricorrente, esclusa in quanto docente di ruolo.

Il Tar del Lazio emette le prime ammissioni con riserva ai PAS sospendendo i provvedimenti impugnati.

Si allega il pronunciamento vittorioso.



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