Mercoledì, 12 Ottobre 2011 11:45

Campagna per la scuola e per i presidi

Ricorso per il concorso a preside: ancora una volta il test ha fatto cilecca.

E’ di questi giorni la notizia che anche nel “concorso a Preside” è stato rinvenuto un numero altissimo di quesiti sbagliati, formulati in maniera poco chiara o ambigua.

Ben 975 errate sulle 5.663 domande pubblicate il primo settembre, tra le quali saranno estratte le 100 oggetto della preselezione e che sono servite da esercizio per gli oltre quarantaduemila candidati.

Il Miur si difende addossando le responsabilità agli esperti che hanno predisposto i quesiti.

Ma come ogni volta che queste cose accadono, il vero danno è per tutti quegli aspiranti presidi che, dopo ore di studio e lavoro, devono confrontarsi con domande errate, formulate in modo ambiguo e quindi dalle risposte non univoche, come invece legittimamente ritenevano.

Per responsabilità altrui, vedono vanificati tanti sacrifici e la possibilità di un miglioramento della propria professione.

Ebbene, ancora una volta, ci interroghiamo sulla legittima di questi sistemi di selezione a quiz.

Ancora una volta ci chiediamo se quesiti errati e ambigui siano idonei a selezionare la classe dirigente di un Paese. E nel caso di specie, in un settore così delicato, come la scuola che forma le nuove generazioni e pone le basi per lo sviluppo di un intero Paese.

Avverso questi meccanismi lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners si batte da anni, mediante gli strumenti che il nostro ordinamento costituzionale consente.

Lo studio organizza ricorsi individuali e collettivi per tutti gli aspiranti Presidi esclusi dal prosieguo del concorso pubblico.

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