Claudia Palladino

Claudia Palladino

Riunione #diploma magistrale giovedì 19 luglio 2018.


In data 19 luglio 2018 alle ore 19:00 in Via S. Tommaso D’Aquino n. 47 si terrà una riunione per tutti coloro che appartengono all’Ufficio scolastico del Lazio.

Alla riunione saranno presenti, oltre agli avvocati dello studio legale i rappresentanti dell’Adida e del Coordinamento dei Diplomati Magistrali.

Il Consiglio di Stato ha accolto gli appelli pilota degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ordinando l’ammissione al FIT dei primi 500 docenti con dottorato di ricerca e servizio nella scuola pubblicaAccolti anche gli appelli individuali con posizioni peculiari.

Il Consiglio di Stato, pur consapevole di una giurisprudenza non ancora pacifica ha fatto notare che è ancora aperta la partita sul concorso a cattedra del 2016 per il quale, nonostante la nota sentenza di segno negativo resa su contenzioso proposto da altri legali, vi sono stati da parte del Collegio successivi provvedimenti volti all’approfondimento di alcuni ulteriori aspetti sollevati nei nostri contenziosi. Nelle more di tali approfondimenti i ricorrenti “sono ammessi con riserva gli appellanti di partecipare alle prove del concorso di cui in epigrafe“.

Come si ricorderà, la questione del titolo di dottorato e della sua equipollenza con il percorso di abilitazione all’insegnamento scolastico (attenzione non rispetto all’abilitazione in se ma con riferimento ai rispettivi percorsi) era tornata di attualità, conquistando le prime pagine dei quotidiani nazionali, nell’ambito dell’ammissione al concorsone del 2016. Un tema, sopito per anni, che gli Avvocati Bonetti e Delia hanno portato all’attenzione nazionale con una serie di contenziosi volti a ridare forza ad un nuovo dibattito prima ancora che giudiziario politico e di riforma sul valore del più alto titolo di istruzione europeo.

Sin dall’istituzione del T.F.A. nel 2010 poi attivato nel 2012, infatti, si evidenziò, con il conforto del parere del Consiglio di Stato, l’illegittimità di una scelta volta a mettere sullo stesso piano un neolaureato ed un dottore di ricerca: entrambi devono fare 3 prove per accedere al percorso abilitante e ciò non è tollerabile.

La pronuncia, che rappresenta un’unica apertura del Consiglio di Stato sul tema dell’ammissioni in G.A.E. che ha rigettato le richieste di ammissione di tutte le altre categorie di insegnanti esclusi perché non abilitati (dagli ITP, agli abilitati in altre classi di concorso, sino agli abilitandi in scienze della formazione primaria) segue dunque l’interpretazione totalmente innovativa proposta dai legali che, a differenza di tutti gli altri, avendo per primi sollevato il tema, hanno sempre basato le proprie azioni su tesi totalmente originali.

Il dottorato di ricerca, come è noto, è il più alto titolo di studio conseguibile in Italia come nel resto d’Europa e le azioni attualmente in corso, più che ottenere il singolo ed episodico risultato per il singolo docente, mirano a riattivare un nuovo confronto politico istituzionale che, in un’ottica di riforma del sistema, valorizzi le competenze acquisite dai dottorati non escludendoli ma anzi enfatizzando le loro caratteristiche nell’ambito dell’insegnamento scolastico. Si tratta, dunque, di un’ampia strategia che, necessariamente, deve partire dal contenzioso per giungere ad un auspicato riconoscimento istituzionale del titolo. In tal senso sono in corso petizioni e istanze anche a livello europeo su cui si attendono importanti pronunciamenti.

Qualche settimana fa, peraltro, il Presidente della Commissione per le Petizioni, Cecilia Wilkstrom, ha comunicato che la nostra Petizione è stata dichiarata ricevibile e che, proprio per aver superato quest’esame (che è largamente il più ostico ed all’esito del quale vengono rigettate oltre il 90% delle petizioni) è stata ora passata all’esame della Commissione parlamentare competente che è quella per il mercato interno e la protezione dei consumatori.

Si tratta di un nuovo ed importante passaggio che serve a ridare slancio alla valorizzazione del titolo di dottorato.

Lunedì, 09 Luglio 2018 13:23

Resoconto riunione Afam

Care e Cari tutti,

di seguito un breve resoconto sulla riunione di venerdì 6 luglio per tutti gli Afam.

Con la presente, considerando le difficoltà delle argomentazioni e le esigenze di chiarezza, Vi invito, sempre nei limiti del possibile, alla massima partecipazione alle nostre riunioni informative.

Dopo le prime vittorie ottenute dal nostro studio dinanzi al TAR https://m.youtube.com/watch?v=5ju2hQQDCqY che aveva proseguito nel mese di dicembre a rinnovare la tutela monocratica accolta, si è assistito ad un’inversione dell’indirizzo giurisprudenziale. Vi sono stati, così, plurimi rigetti, anche con sentenza, su contenziosi non da noi patrocinati che ci hanno portato a desistere dalla richiesta di decisione in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato. Il Consiglio di Stato si è poi espresso su diversi appelli, sempre da noi non patrocinati  nonché nella fase cautelare (dunque con un ampio margine di modificabilità della propria posizione). Le prime pronunce sono state negative fino a quando con decreto del Consiglio di Stato del 18 giugno 2018 (per il quale si terrà udienza in camera di consiglio in data 20 settembre) è stata riaperta la battaglia consentendo l’inserimento in II fascia di un cospicuo gruppo di ricorrenti facente parte di un’azione collettiva.

A seguito di tale pronuncia cautelare positiva gli uffici scolastici hanno per molti addirittura consentito l’accesso alla fase transitoria del FIT.

 Alla luce di tale ultima vittoria che, se pure in via provvisoria ha riaperto uno spiraglio, abbiamo ritenuto di introitare tutte le cause per la decisione al fine di provare, a seguito di un rigetto probabile da parte del TAR, a ribaltare la questione dinanzi al Consiglio di Stato.

Gli unici accoglimenti ad oggi hanno riguardato i così detti “AFAM - ANTE” ovvero coloro che hanno conseguito il titolo entro il 2000 o al termine di percorsi di alta formazione artistica, musicale e coreutica avviati entro la medesima data.

Questa situazione di incertezza ci induce ad insistere nuovamente in tale campagna e a non arrenderci proponendo anche ulteriori tranche per le graduatorie di istituto. Per aderire alle azioni visitare il link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1807-aggiornamento-delle-g-i-del-personale-docente-al-via-i-nuovi-ricorsi

 

Diplomati magistrali: la parola agli Avvocati Bonetti e Delia.

Care e cari tutti, di seguito un nostro parere sul recente provvedimento normativo sui diplomati magistrale e sulle azioni da seguire.

Come specificheremo in seguito rimaniamo in attesa dell’esito del ricorso da noi proposto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e nelle more inoltreremo automaticamente e nei termini di legge ogni iniziativa più opportuna nel Vostro interesse e in virtù di un mandato già ottenuto da Voi illo tempore ove ci sono tutti i Vostri dati.

Pertanto proseguiamo a lottare per Voi in tutte le sedi, da quella giudiziaria a quella politica, con le associazioni e i comitati che da sempre rappresentiamo e che come sapete sono tra i più accreditati del settore e in cui riponiamo molta fiducia per l’impegno instancabile portato avanti in prima persona da mesi e mesi in modo imparziale, indipendente e scollegato da interessi di qualsivoglia genere se non da quello unico della categoria che rappresentano: i diplomati magistrale.

Il testo della norma che interessa i diplomati magistrale inserito nel c.d. "Decreto Dignità" non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Da quanto si apprende da un comunicato stampa del MIUR, tuttavia, sembra che il Consiglio dei Ministri abbia voluto estendere “al caso dei diplomati magistrali quanto già previsto dal decreto legge 669/1996, che concede alle amministrazioni dello Stato di ottemperare all’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali entro 120 giorni dalla data di comunicazione del titolo esecutivo”.
Ciò vuol dire che, in ipotesi di provvedimenti negativi di merito che travolgano le ammissioni cautelari a suo tempo ottenute, il MIUR avrà facoltà di non agire subito per eseguire la sentenza favorevole ma di attendere il termine di 120 giorni.
Appare immediatamente doveroso chiarire che tale scelta di attesa è una facoltà e non un obbligo da parte delle Amministrazioni. Nel caso del Decreto legge del 1996, infatti, sono le Amministrazioni che si prendono 120 giorni per pagare i loro creditori e sono questi ultimi che, prima di tale termine, non possono intimare di provvedere.
In questo caso, invece, come si comprenderà bene, è il Ministero che, al fine di garantire (sembrerebbe) l'inizio ordinato dell'anno scolastico, dichiara sin d'ora di non eseguire le sentenze che, verosimilmente, il TAR del Lazio depositerà tra luglio e agosto 2018all'esito della celebrazione dell'udienze di merito dell'11 luglio.
Impossibile, in tal senso, comprendere come il MIUR abbia già saputo come andrà l'udienza dell'11 luglio, le richieste di rinvio che verranno verosimilmente proposte, quelle volte a sollevare questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme europee etc.. e, al fine di evitare di eseguire le sentenze favorevoli, abbia deciso di imporre un'esecuzione ritardata delle stesse.
La sensazione evidente, secondo noi, è che a fronte di una situazione obiettivamente complessa da definire, il tempo a disposizione del Governo per intervenire è stato ristretto, ragion per cui con tale intervento si è voluto garantire che c'è una forma di attenzione al tema della scuola e dei diplomati magistrale e che serve (secondo il loro punto di vista) tempo per individuare una soluzione che provi a contemperare le esigenze di tutte le parti.
Più difficile, forse, è pensare che la scelta di posticipare sia dovuta all'attesa dei ricorsi alla CEDU e alle Sezioni Unite contro la decisione dell'Adunanza Plenaria. I tempi per tali decisioni, difatti, verosimilmente, sono ben più lunghi dei 120 giorni concessi. Sul punto abbiamo chiarito di esserci attivati con peculiari ricorsi.
In tale contesto, dunque, confermiamo la nostra volontà di NON impugnare il nuovo decreto di aggiornamento delle GAE a favore di nuovi inserimenti di docenti con diploma magistrale, nè di far fare nuovi contenziosi a chi ha agito in precedenza (anche per problemi di successiva condanna alle spese etc.)
Così come molti diplomati magistrale che hanno fatto ricorso nell’anno 2014 e/o 2015 e/o 2016 e/o 2017 e non hanno impugnato, senza alcun problema, TUTTI i detti decreti ministeriali (e dunque non hanno inoltrato annualmente TUTTI i predetti ricorsi) riteniamo che non si debba procedere ad ulteriori impugnazioni. Ciò vale per i nostri ricorrenti, considerando che ben conosciamo la loro posizione processuale e per cui non è necessaria e producente alcuna iniziativa.Eventuali questioni su impugnazioni ulteriori e questioni pregiudiziali comunitarie o di legittimità costituzionale possono essere sollevate a parte (al momento della fissazione del merito essendo quella la sede propria per la delibazione e già l’11 lugliocapiremo se il Tar ha voglia di recepirle) e già tra l’altro lo sono già state (tanto da venir trattate).

Non è ancora finita la battaglia sul FIT e si apre uno spiraglio con i primi e unici provvedimenti del Consiglio di Stato resi sui ricorsi dell’ADIDA patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia.

Il Consiglio di Stato ha accolto” spiegano gli Avv.ti Bonetti e Delia “più tranches  di ricorsi individuali e collettivi da noi patrocinati per e categorie degli abilitati all’estero e specializzati all’estero a cui non si consentiva, in violazione delle norme europee, di partecipare al FIT. A queste categorie si aggiunge il ricorso per gli specializzandi sul sostegno con riserva. La battaglia, dopo i rigetti al T.A.R., non può dirsi conclusa e per tale ragione proseguiremo per tutte le categorie degli esclusi al FIT in modo da far valere le loro ragioni”.

Ancora una volta l’ADIDA e i suoi difensori risultano i primi ad aver ottenuto provvedimenti di tal genere. I ricorrenti, muniti di provvedimento, potranno recarsi alle prove che si stanno tenendo in questi giorni sostenendoli con riserva.

I provvedimenti già sono stati notificati alle amministrazioni” prosegue l’Avv. Michele Bonetti “e in data 13 luglio alle ore 15.30 terremo una riunione in via San Tommaso d’Aquino n. 47, interno 12, in cui daremo spiegazioni dettagliate sulla specifica situazione a tutti i ricorrenti delle varie categorie, suggerendo loro ogni migliore azione considerando che alcune prove si terrano a breve e che per altre la lettera della c.d. chiamata è già stata estratta e che, quindi, si dovrà inoltrare istanza per essere chiamati in coda”.

Il TAR Lazio, con ordinanza del 22 giugno 2018, ha accolto l'ottemperanza avverso la decisione del MIUR di non procedere all'immatricolazione di alcuni vincitori del concorso 2017 che, al momento della partecipazione, non erano abilitati. Il MIUR, a differenza di quanto correttamente avevano fatto alcuni Atenei, aveva dato ordine agli Atenei di non immatricolare i ricorrenti nonostante un espresso ordine giudiziale.

Frattanto, il Consiglio di Stato rigettava l'appello del MIUR mettendo ancora più a nudo l'illegittima scelta ministeriale di non eseguire un ordine giudiziale.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

Venerdì 6 luglio 2018, dalle ore 16.00, presso lo studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners si terrà una riunione per tutti i ricorrenti con titolo AFAM al fine di chiarire la situazione di tutte le azioni intraprese con il nostro studio.   

Vi invitiamo, quindi, ad intervenire all'incontro che si terrà presso la sede di Via San Tommaso d’Aquino n. 47 in Roma.

 

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura “AFAM” allegata in calce alla pagina.

2. Stampare due copie della suddetta procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 90,00 alle coordinate allegate. Tale somma comprenderà il ricorso introduttivo, i successivi ed eventuali motivi aggiunti, nonché la procedura di notificazione per pubblici proclami che verosimilmente si verificherà.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- autocertificazione compilata e sottoscritta (allegata in calce alla pagina);

- copia del diploma accademico rilasciato dalle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ed autocertificazione relativa al suo possesso;

- copia del diploma di maturità;

- schermata personale estratta dal portale di ISTANZE ON-LINE qualora posseduta;

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “RICORSO AFAM”).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “RICORSO GAE AFAM” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare la domanda di inserimento in GAE che si trova in allegato alla presente. Tale domanda deve essere inoltrata, anche come condizione di procedibilità, al Miur presso l'indirizzo di Viale Trastevere n. 76/a 00153 Roma nonchè agli Uffici Scolastici Provinciali di riferimento  tramite raccomandata a/r con avviso di spedizione e ricevuta di consegna e/o anche tramite posta elettronica certificata (gli indirizzi del Miur sono i seguenti:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) conservando gelosamente una copia di quanto inoltrato (una copia fotostatica debitamente sottoscritta e compilata in tutte le sue parti) allegando alla domanda l'avviso di spedizione e la ricevuta di consegna della raccomandata e/o della pec.

6. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “RICORSO AFAM”.

7. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line https://goo.gl/forms/pfzQFk0X41fCO73D2.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “RICORSO AFAM”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Tutta la procedura deve essere effettuata entro la data del 5 AGOSTO 2018 (data di ricezione della raccomandata).

Trattasi di un ricorso di natura collettiva dove non è possibile avanzare richieste individuali e le comunicazioni interverranno collettivamente tramite il nostro sito internet, tramite e mail collettive inoltrate in ogni fase processuale, su canali social, riunioni pubbliche tramite le piattaforme team speak con diretta partecipazione degli interessati e con riunioni de visu in vari punti dell’Italia alla presenza degli avvocati dello studio legale.

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail e di non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ha definitivamente annullato il bando di concorso scuola del 2016 per le classi di concorso primaria e infanzia nella parte in cui negava la partecipazione ai candidati in possesso del diploma magistrale ad indirizzo sperimentale linguistico.

I giudici di Palazzo Spada, in particolare, hanno ritenuto fondate le tesi sostenute dagli Avv.ti Bonetti e Delia, secondo cui, innanzi ad un primo annullamento della clausola del bando, tutto ciò che segue è automaticamente caducato. L’effetto di tale decisione, dunque, non sarà limitato ai soli ricorrenti di questo giudizio ma si estenderà, espressamente, erga omnes, nei confronti di tutti i candidati al concorso in possesso di tale titolo. Secondo il Consiglio di Stato, difatti, “risulta dunque stabilita in modo definitivo, incontestabile e con valore di giudicato, la non operatività della suddetta limitazione, invocata dal MIUR, nei riguardi dell’appellante”, ragion per cui risulta ormai acclarato che "i titoli di studio conseguiti al termine dei corsi sperimentali di scuola magistrale, comunque conseguiti entro l'a.s.  2001/2002, conservano in via permanente l'attuale valore legale e consentono di partecipare ai concorsi ordinari per titoli e per esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare".

Tale decisione, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, oltre ad essere di evidente importanza con riguardo al valore abilitante dei titoli sperimentali di scuola magistrale, “mira ad aprire un nuovo fronte sulla battaglia a favore dei 55.000 diplomati magistrale esclusi dalle G.A.E. all’esito della nota sentenza dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017.” Se, continuano i legali, “la Sesta Sezione del Consiglio di Stato ritiene che la portata erga omnes con effetto di giudicato abbia tali effetti per il bando di concorso (sentenze 3374, 3375 e 3376 del 4 giugno 2018) e, qualche giorno fa, ha ribadito tale concetto con riguardo agli stessi Decreti Ministeriali di aggiornamento delle G.A.E. (sentenza n. 3198/18) a favore dei cosiddetti depennati, non c’è davvero ragione per non applicare la medesima teoria agli annullamenti dei medesimi Decreti in favore dei diplomati magistrale su cui, al contrario, l’Adunanza Plenaria ha chiuso”.

Si è aperto, dunque, un nuovo conflitto che, se maturerà ulteriormente, potrà riportare la questione nuovamente in Plenaria.

I Decreti di aggiornamento delle G.A.E.”, difatti, chiudono i legali di ADIDA e Mida, “non possono essere annullati con effetti generali per alcune categorie di insegnanti e non per altre”.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l'appello del MIUR e confermato l'ammissione dei medici neoabilitati che avevano partecipato al concorso di novembre 2017.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commenta l'Avvocato Bonetti, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

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