Visualizza articoli per tag: Tar Lazio http://avvocatomichelebonetti.it Tue, 11 Dec 2018 11:06:34 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it ASN: IL TAR DEL LAZIO CENSURA NUOVAMENTE LE MOTIVAZIONI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE, ORDINANDO LA RIVALUTAZIONE DELLA CANDIDATA. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1874-asn-il-tar-del-lazio-censura-nuovamente-le-motivazioni-della-commissione-giudicatrice-ordinando-la-rivalutazione-della-candidata http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1874-asn-il-tar-del-lazio-censura-nuovamente-le-motivazioni-della-commissione-giudicatrice-ordinando-la-rivalutazione-della-candidata ASN: IL TAR DEL LAZIO CENSURA NUOVAMENTE LE MOTIVAZIONI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE, ORDINANDO LA RIVALUTAZIONE DELLA CANDIDATA.

Il TAR Lazio accogliere ancora una volta i ricorsi patrocinati dall’Avv. Michele Bonetti e dall’Avv. Santi Delia in merito alle Abilitazioni Scientifiche Nazionali disponendo la rivalutazione della domanda della ricorrente il cui giudizio di “non idoneità” era stato motivato “con cinque giudizi negativi, in quanto – pur risultando “apprezzabili” l’operosità e la qualità della produzione scientifica della candidata – i risultati apparirebbero “laterali rispetto al panorama nazionale e internazionale della ricerca del settore concorsuale 08/D1”, rivelando “un più specifico taglio storico - critico”, come dimostrerebbe anche la già conseguita abilitazione scientifica nazionale dell’interessata per il settore concorsuale 08/E2 – Restauro e Storia dell’Architettura”.

Il TAR ha ribadito come le valutazioni delle Commissioni non siano affatto incensurabili: “Sotto il primo profilo, infatti, la cognizione del Giudice Amministrativo ha subito nel corso degli anni una significativa evoluzione, a partire dalla decisione del Consiglio di Stato, sez. IV, n. 601 del 9 aprile 1999, con successivo indirizzo giurisprudenziale, che ha evidenziato come spetti a detto Giudice – anche in base al principio, di rilievo comunitario, della effettività della tutela – una piena cognizione del fatto, secondo i parametri della disciplina in concreto applicabile. A tal fine, può ritenersi censurabile ogni valutazione che si ponga al di fuori dell'ambito di esattezza o attendibilità, quando non appaiano rispettati parametri tecnici di univoca lettura, ovvero orientamenti già oggetto di giurisprudenza consolidata, o di dottrina dominante in materia. (cfr. in termini: Cons. Stato, sez IV, 13 ottobre 2003, n. 6201).

E’ dunque superata la concezione di un riscontro giurisdizionale di legittimità sugli atti discrezionali, condotto sul piano del controllo solo formale ed estrinseco dell’iter logico seguito, dovendo invece il giudizio estendersi all’attendibilità delle operazioni tecniche effettuate, con possibile eccesso di potere giurisdizionale solo quando l’indagine del giudice si sia estesa all’opportunità o alla convenienza dell’atto, con oggettiva sostituzione della volontà dell’organo giudicante a quella dell’Amministrazione competente in materia (Cass., SS.UU., 5 agosto1994, n. 7261).

L’orientamento giurisprudenziale indicato mira a garantire, attraverso il ricordato principio di effettività, l’esclusione di ambiti franchi dalla tutela giurisdizionale, al fine di assicurare un giudizio coerente con i principi, di cui agli articoli 24, 111, 113 e 117 Cost., con riferimento anche all’art. 6, par.1, CEDU (cfr. in tal senso, fra le tante, anche Cons. Stato, sez. VI, 12 giugno 2015, n. 2888; 27 maggio 2014, n. 3357; 16 aprile 2012, n. 2138; 18 novembre 2008, n. 694).”.

Non è il primo caso in cui le valutazioni delle Commissioni giudicatrici sul tema ASN sono state soggette a provvedimenti giurisprudenziali. Infatti, utilizzando il criterio della c.d. discrezionalità, in alcuni casi, le Commissioni si erano rese protagoniste di esclusioni di numerosi ricercatori e associati dotati di un eccellente curriculum.

Nel caso di specie, la ricorrente, con un bagaglio di esperienze professionali e scientifiche di particolare rilevanza e valore si era vista negare l’abilitazione attraverso motivazioni del tutto contraddittorie e contrastanti tra loro: “Quello che viene recepito, infatti, è un profilo di studiosa “molto interessante”, ma “decisamente più vocata agli studi storici e teorici sull’architettura”, senza però che nei giudizi individuali – pure piuttosto ampi e accurati – si riscontri una totale convergenza, per il diverso apprezzamento espresso su singole opere e, soprattutto, senza che risultino chiare le ragioni di una preclusione, che risulta in buona parte riferita ad un carattere (quello storico e teorico), che non sembra con evidenza escluso dal settore disciplinare 08/D1, come definito nell’allegato B del D.M. 30 ottobre 2015, n. 855”.

Motivazioni che non convincono in alcuna maniera il Giudice Amministrativo tanto da ordinare all’Amministrazione di procedere con una rivalutazione dell’interessata entro 60 giorni.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Wed, 05 Dec 2018 01:00:55 +0000
IL TAR APRE LE GAE CON SENTENZA PER I DEPENNATI. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1869-il-tar-apre-le-gae-con-sentenza-per-i-depennati http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1869-il-tar-apre-le-gae-con-sentenza-per-i-depennati IL TAR APRE LE GAE CON SENTENZA PER I DEPENNATI.

Con sentenza n. 10901 del 2018 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso patrocinato dal nostro studio legale Bonetti&Delia per i ricorrenti facenti parte della categoria dei c.d. depennati dalle GAE per la mancata presentazione della domanda di permanenza nelle stesse.

I Giudici hanno accolto la nostra tesi secondo cui la situazione dei ricorrenti “non contrasta con la qualificazione “a esaurimento” delle GAE” e per tali ragioni il ricorso è stato accolto disponendo l’annullamento dei provvedimenti impugnati e l’inserimento dei ricorrenti nelle graduatorie di merito.

Il provvedimento sottolinea che per l’anzidetta categoria di soggetti non si tratta di un inserimento ex novo, ma del ripristino di una situazione già esistente e che, pertanto, gli stessi hanno diritto ad essere nuovamente inseriti in graduatoria.

La battaglia non si arresta.

Link sentenza:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=AJCHCXNCSHVXBCTDRKY3Q7CGOQ&q=aiello%20or%20bonetti

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Wed, 14 Nov 2018 15:36:31 +0000
TAR LAZIO E CONSIGLIO DI STATO ACCOLGONO SULLA RIAPERTURA DELLA GRADUATORIA: SI ALLO SCORRIMENTO SUI POSTI DISPONIBILI RISERVATI AGLI STUDENTI EXTRACOMUNITARI http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1868-tar-lazio-e-consiglio-di-stato-accolgono-sulla-riapertura-della-graduatoria-si-allo-scorrimento-sui-posti-disponibili-riservati-agli-studenti-extracomunitari http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1868-tar-lazio-e-consiglio-di-stato-accolgono-sulla-riapertura-della-graduatoria-si-allo-scorrimento-sui-posti-disponibili-riservati-agli-studenti-extracomunitari TAR LAZIO E CONSIGLIO DI STATO ACCOLGONO SULLA RIAPERTURA DELLA GRADUATORIA: SI ALLO SCORRIMENTO SUI POSTI DISPONIBILI RISERVATI AGLI STUDENTI EXTRACOMUNITARI

Il Consiglio di Stato e il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio si sono espressi con quattro pronunce favorevoli di indubbia importanza su ricorsi collettivi proposti dall’UDU e patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Infatti, accogliendo la domanda di misura cautelare, i giudici hanno sospeso il provvedimento impugnato relativo ai test di medicina per l'anno accademico 2017/2018.

In particolare il Consiglio di Stato, "ravvisa profili di non infondatezza della censura relativa alla mancata redistribuzione dei posti riservati agli studenti extracomunitari in ciò, peraltro, non discostandosi dall’orientamento espresso della Sezione VI di questo Consiglio di Stato (Cons. di Stato, Sez. VI, ordinanze nn. 3279/2018, 1270/2018, 1190/2018 e 1188/2018). Ne consegue che spetterà all’Amministrazione procedere allo scorrimento delle graduatorie relative alle sedi in cui la ricorrente ha chiesto l’ammissione, fatta salva la verifica da parte degli atenei resistenti dell’effettiva sussistenza della disponibilità dei posti riservati agli studenti extracomunitari".

Difatti, i giudici di Palazzo Spada, con una pronuncia della Sezione II consultiva, confermano la censura avanzata dallo studio Bonetti e Delia.

Come è più volte riportato nelle nostre ordinanze nn. 3992 e 3993 del 31 agosto 2018, richiamate anche in altri provvedimenti, il Consiglio di Stato aveva fatto riferimento “oltre a presunti vizi dell’intera procedura ed al vizio inerente alla mancata redistribuzione dei posti riservati agli studenti provenineti da Paesi esterni all’Unione Europea”, alla “censura dell’illegittima determinazione del numero dei posti banditi in misura sensibilmente inferiore rispetto a quello dichiarati disponibili dagli atenei, con possibili riflessi positivi sulla posizione dell’odierna appellante (pur tenendo conto delle risultanze della relazione di ricognizione depositata dall’Amministrazione)”.

Alle medesime conclusioni è giunto altresì il T.A.R. del Lazio il quale, uniformandosi all’orientamento del Consiglio di Stato, sul punto afferma che“debba scorrere la graduatoria nazionale, con utilizzo dei posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari non residenti, originariamente destinati agli stessi e fino all’esaurimento dei posti medesimi, considerando il punteggio conseguito dai ricorrenti sopra la soglia minima dei punti 20, limitatamente poi ai ricorrenti non decaduti e non già immatricolati”.

Tali pronunce attengono principalmente lo scorrimento della graduatoria rispetto ai posti degli extracomunitari che non sono stati occupati dagli stessi e che quindi resterebbero liberi.

Dichiarano l’Avv. Bonetti ed Enrico Gulluni coordinatore dell’Unione degli Universitari “Riteniamo che i ricorrenti vittoriosi che si trovino all’interno della disponibilità di detti posti possano richiedere l’immatricolazione, in base alla posizione e alle sedi opzionate, in attesa dello scorrimento della graduatoria che viene ora nuovamente richiesto al MIUR”.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Numero chiuso Mon, 12 Nov 2018 16:23:08 +0000
TFA SOSTEGNO: GLI IDONEI NON AMMESSI POSSONO ACCEDERE PRESSO ALTRI ATENEI CON POSTI VACANTI. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/tfa/1865-tfa-sostegno-gli-idonei-non-ammessi-possono-accedere-presso-altri-atenei-con-posti-vacanti http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/tfa/1865-tfa-sostegno-gli-idonei-non-ammessi-possono-accedere-presso-altri-atenei-con-posti-vacanti TFA SOSTEGNO: GLI IDONEI NON AMMESSI POSSONO ACCEDERE PRESSO ALTRI ATENEI CON POSTI VACANTI.

Nel caso deciso dal T.A.R. Lazio alcuni docenti che aspiravano a specializzarsi sul sostegno, difesi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, pur se idonei all’esito delle procedure concorsuali indette dall’Ateneo presso cui avevano partecipato, non si collocavano, presso tali Università, in posizione utile ai fini della graduatoria degli ammessi alla frequenza dei corsi banditi.

Non v’è dubbio, purtroppo, che presso tali Atenei, a meno di errori nella valutazione dei titoli e delle prove, tali concorrenti non hanno chances di ammissione, ecco perché la strategia difensiva dello Studio si è spostata nella richiesta di ammissione presso altri Atenei con posti rimasti vacanti.

Vi erano Atenei, difatti, che pur avendo posti vacanti per gli stessi corsi per cui i ricorrenti avevano superato il concorso, non accoglievano la domanda di immatricolazione sollecitata dai legali, adagiandosi sulla previsione del D.M. che regola il T.F.A. sostegno del 2011 secondo cui “la graduatoria degli ammessi al corso non può essere in nessun caso integrata con altri candidati”.

Il Tribunale Amministrativo, accogliendo la tesi dei legali, ha invece chiarito che “la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire violerebbe i princìpi e i criteri su cui è basata la stessa disciplina legislativa (…) dei corsi di specializzazione”, riconoscendo che “tale interpretazione adeguatrice della disposizione ministeriale si impone per il rispetto dovuto ai principi, di rilievo costituzionale, dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio”.

Di conseguenza, fermo restando il potere del singolo Ateneo di valutare l’immatricolazione sulla sussistenza di posti vacanti, anche con riferimento al prossimo T.F.A. di imminente pubblicazione, tale sentenza rappresenta un’importante spartiacque giacché l’Amministrazione non potrà negare l’inserimento in graduatoria degli idonei in ipotesi di posti vacanti.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) TFA - Tirocinio Formativo Attivo Mon, 29 Oct 2018 16:24:04 +0000
ASN: L’ESITO POSITIVO DEL RIESAME DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE A SEGUITO DELL’ACCOGLIMENTO AL T.A.R. LAZIO. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1864-asn-l-esito-positivo-del-riesame-da-parte-dell-amministrazione-a-seguito-dell-accoglimento-al-t-a-r-lazio http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1864-asn-l-esito-positivo-del-riesame-da-parte-dell-amministrazione-a-seguito-dell-accoglimento-al-t-a-r-lazio ASN: L’ESITO POSITIVO DEL RIESAME DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE A SEGUITO DELL’ACCOGLIMENTO AL T.A.R. LAZIO.

La rivalutazione disposta dal T.A.R. Lazio nei confronti del candidato che era stato, in prima battuta, giudicato non idoneo dalla Commissione giudicatrice per la prima fascia, si è svolta con esito positivo, consentendone l’abilitazione. In sede di rivalutazione venivano riconosciuti ben 7 titoli a fronte dei soli due inizialmente ritenuti validi dalla Commissione.

Un esempio evidentissimo di come, non certo raramente, le valutazioni delle Commissioni non siano affatto incensurabili.

Nel caso in questione, il Tribunale Amministrativo aveva accolto le tesi degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, censurando la condotta illegittima dell’Amministrazione e disponendo che quest’ultima procedesse a rivalutare il candidato alla luce delle irregolarità riportate dalla difesa.

Si trattava di una vittoria inedita sul tema medico, dopo quelle ottenute in materie giuridiche, sul diritto tributario e sul diritto privato.

Non è il primo caso in cui le valutazioni delle Commissioni giudicatrici sul tema ASN sono state soggette a provvedimenti giurisprudenziali. Infatti, utilizzando il criterio della c.d. discrezionalità, in alcuni casi, le Commissioni si erano rese protagoniste di esclusioni di numerosi ricercatori e associati dotati di un eccellente curriculum.

Nel caso di specie, il ricorrente, con un bagaglio di esperienze professionali di estrema rilevanza, ha impugnato la valutazione della Commissione giudicatrice che le negava l’abilitazione di prima fascia a seguito di una valutazione del tutto arbitraria. Il ricorrente, si vedeva negata l’abilitazione richiesta nonostante fosse in possesso dei tre requisiti preliminari richiesti. La Commissione, in maniera del tutto illegittima e arbitraria, aveva riconosciuto soltanto due tra i numerosi titoli presentati, non tenendo conto di elementi fondamentali come “la responsabilità scientifica per progetti di ricerca internazionale” e “partecipazioni a comitati editoriali e a collegi dei docenti” oltre a “premi” e “brevetti”. In sede di rivalutazione venivano riconosciuti ben 7 titoli a fronte dei soli due inizialmente ritenuti validi dalla Commissione.

Non solo grazie a tale vittoria è dimostrato che una bocciatura all’unanimità possa trasformarsi in IDONEITA’ con parere unanime e convinto di tutti i membri: “In sintesi, le pubblicazioni presentate, il curriculum e i titoli del candidato dimostrano la sua piena maturità scientifica. Ad unanime nostro giudizio il ricorrente è degno di essere abilitato a docente di prima fascia per il settore MED 14“.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Mon, 29 Oct 2018 09:22:56 +0000
IL TAR LAZIO ANNULLA IL DECRETO MINISTERIALE CHE REGOLA L’ACCESSO A MEDICINA. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1857-il-tar-lazio-annulla-il-decreto-ministeriale-che-regola-l-accesso-a-medicina http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1857-il-tar-lazio-annulla-il-decreto-ministeriale-che-regola-l-accesso-a-medicina IL TAR LAZIO ANNULLA IL DECRETO MINISTERIALE CHE REGOLA L’ACCESSO A MEDICINA.

Illegittimo nella parte in cui consente l’iscrizione ad anni successivi al primo, senza previo superamento della prova di ammissione, “esclusivamente” a chi provenga dai medesimi corsi di laurea magistrale, per trasferimento da “altra sede universitaria italiana, comunitaria o extracomunitaria”, senza considerare che a non diversa valutazione di equipollenza degli esami sostenuti – rispetto a quelli previsti nel piano di studio di Medicina e Chirurgia – si può pervenire, anche ove detti esami siano stati sostenuti in Facoltà diverse.

Si torna a parlare dell’annosa questione dell’immatricolazione ad anni successivi al primo del corso di laurea in Medicina e Chirurgia con la prima sentenza di merito sul tema da parte del T.A.R. Lazio che, sulla scia del precedente del Tar Molise, si è spinto, nel caso di specie, sino all’annullamento dei criteri di accesso. I giudici di Via Flaminia, accolgono il ricorso presentato dallo Studio degli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia e chiariscono che il test di accesso non è più l’unico mezzo per ottenere l’ammissione a Medicina.

Ad occupare il Tribunale Amministrativo, il caso di uno Studente che, seppure in possesso di crediti utili al passaggio ad anni successivi al primo, si vedeva negata non solo l’immatricolazione ma anche la mera valutazione della carriera. Tale condotta ostativa, da parte dell’Amministrazione, veniva giustificata, contra jus, dal fatto che lo studente non aveva superato il test di medicina somministrato per l’accesso al primo anno.

Il Collegio, tuttavia, confermando quanto già espresso nella fase cautelare, ha accolto le difese dello Studio, argomentando che, in presenza di un soggetto che, comunque, provi a dimostrare il possesso di requisiti di crediti universitari astrattamente sufficiente all’ammissione ad anni successivi, il diritto alla mera valutazione di tale carriera non può essere impedito dall’esistenza del test e delle previsioni del Decreto Ministeriale che regola le prove di accesso.

Per la prima volta nella storia del contenzioso, difatti, il TAR ha annullato il Decreto Ministeriale che annualmente regola l’accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e le Professioni sanitarie, nella parte in cui “consente l’iscrizione ad anni successivi al primo, senza previo superamento della prova di ammissione, “esclusivamente” a chi provenga dai medesimi corsi di laurea magistrale, per trasferimento da “altra sede universitaria italiana, comunitaria o extracomunitaria”, senza considerare che a non diversa valutazione di equipollenza degli esami sostenuti – rispetto a quelli previsti nel piano di studio di Medicina e Chirurgia – si può pervenire, anche ove detti esami siano stati sostenuti in Facoltà diverse.

Il Decreto Ministeriale, difatti, svuota di significato un percorso universitario (nella specie la frequenza del secondo anno del corso di laurea in Biotecnologie oltre ad alcuni corsi liberi di Medicina) che, già di per sé, dovrebbe indicare se uno studente “abbia già dimostrato le proprie attitudini in un corso di laurea affine, emergendo in caso contrario profili di incostituzionalità e di contrasto della norma con il diritto comunitario”. Il sopracitato test, infatti e secondo il T.A.R., “costituisce requisito di ammissione, ma nonanche abilitazione a titolo ulteriore, indefettibilmente richiesto per accedere alla facoltà di Medicina e Chirurgia”.

Riconoscendo, dunque, la validità delle difese sostenute dagli Avvocati Bonetti e delia, il Tribunale Amministrativo ha, inoltre, precisato come “non si pone, conclusivamente, alcun problema di ‘elusione’ del percorso prescritto dalla legge, se gli obiettivi perseguiti vengono pienamente raggiunti per vie diverse, rispettose delle capacità formative delle Università e delle regole dalle medesime dettate per assicurare la più ampia possibile attuazione del diritto allo studio costituzionalmente garantito”.

Sulla base di tali principi saranno le singole Università che dovranno valutare le istanze degli studenti volti all’ammissione ad anni successivi al primo senza poter opporre agli stessi il previo superamento del test ammettendoli, o meno, in ipotesi di tale positiva disamina e di posti vacanti per quel determinato anno.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Mon, 15 Oct 2018 13:00:27 +0000
MEDICINA GENERALE: ANNULLATO IL DECRETO MINISTERIALE SUI CRITERI DI AMMISSIONE AL CORSO TRIENNALE http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/concorso-medici-generici/1851-medicina-generale-annullato-il-decreto-ministeriale-sui-criteri-di-ammissione-al-corso-triennale http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/concorso-medici-generici/1851-medicina-generale-annullato-il-decreto-ministeriale-sui-criteri-di-ammissione-al-corso-triennale MEDICINA GENERALE: ANNULLATO IL DECRETO MINISTERIALE SUI CRITERI DI AMMISSIONE AL CORSO TRIENNALE

Il TAR Lazio, ha annullato il Decreto Ministeriale che regola l’accesso al corso di Medicina generale accogliendo il ricorso proposto dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ed ordinando l’ammissione in sovrannumero dei ricorrenti.

Com’è noto, il D.M. 7 marzo 2006 relativo ai “Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale” prevede che “in caso di parità di punteggio si faccia ricorso al criterio di preferenza della minore anzianità di laurea, o in subordine della minore età”.

Trattasi, come più volte sostenuto dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – e da ultimo confermato dal Tar Lazio – di un criterio assolutamente illogico ed irrazionale che, paradossalmente, finisce per premiare solamente i soggetti che hanno impiegato più tempo a laurearsi e non certamente i migliori. L’assoluta irrazionalità del criterio emerge pensando che ci sono candidati esclusi nonostante abbiano seguito il medesimo percorso universitario così da laurearsi nella medesima sessione ma in giorni differenti, con la conseguenza che l’ammissione al corso di medicina generale viene decisa semplicemente perché il giorno di conseguimento del diploma di laurea è anteriore a quello di un altro candidato!

“Ne risulta”, ha scritto il TAR LAZIO, comparando la disciplina sull’accesso a Medicina generale rispetto ad altri analoghi settori, “che per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione universitarie la posizione nella graduatoria nazionale, laddove si verifichi la parità di punteggio finale, è affidata a criteri oggettivi e comunque volti a valorizzare il merito dimostrato nello svolgimento delle prove dai candidati e tanto si verifica anche per tutti i concorsi pubblici, laddove la preferenza è risolta in base a criteri di merito quale l’aver svolto lodevole servizio nelle pubbliche amministrazioni (cfr. art. 5 del D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487). E che il merito debba avere una sua rilevanza nei casi di parità di punteggio da parte dei concorrenti è sovente ribadito dal Consiglio di Stato che, in ordine proprio ai criteri indicati dall’art. 5 del D.P.R. n. 487 del 1994, sostiene che il criterio della minore età, (nel caso in esame previsto dall’art. 9 del D.M. 7 marzo 2006), è residuale rispetto al merito e ai titoli di preferenza indicati nel ridetto art. 4, comma 5/d.P.R. n. 487 (C. Stato, sezione V, 26 giugno 2012, n. 3733). Ed il principio va senz’altro mutuato nel caso in esame, in cui dunque il criterio di preferenza della minore anzianità di laurea non appare legato a nessun principio oggettivo di merito, ma a circostanze soggettive e fattuali irrilevanti ai fini dell’accesso ad un corso formativo destinato a costituire a sua volta titolo di valutazione per l’inserimento nella professione medica di base“.

Commenta, in tal senso, l’Avvocato Bonetti dopo aver appreso della vittoria: “Un sistema così strutturato affida sostanzialmente al caso l’ammissione al percorso di formazione, in aperta violazione di tutti i principi che sottendono ogni procedura concorsuale, finalizzata sempre alla scelta dei migliori. Volendo dargli una logica, essa potrebbe essere individuata nella circostanza che la minore anzianità di laurea dovrebbe corrispondere ad un aggiornamento più recente. Paradossalmente, tuttavia, si dimentica che se è questa la ratio, l’aggiornamento più recente deve essere riferito anche al post lauream e, dunque, ai titoli accademici, persino più alti successivamente acquisiti. Un criterio che andando a valorizzare semplicemente la data di conseguimento del diploma di laurea, non tiene in considerazione la reale preparazione dei vari concorrenti: è irragionevole che soggetti operanti nel medesimo settore, ossia quello medico, subiscano regole così diverse nella disciplina dell’accesso ai corsi di formazione post lauream, quando si verificano situazioni di ex aequo”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Concorso dei medici generici Wed, 26 Sep 2018 08:35:57 +0000
ANCHE IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE I NOSTRI RICORSI PER LA PARTECIPAZIONE AL FIT DEI NOSTRI RICORRENTI http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1846-anche-il-tar-del-lazio-accoglie-i-nostri-ricorsi-per-la-partecipazione-al-fit-dei-nostri-ricorrenti http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1846-anche-il-tar-del-lazio-accoglie-i-nostri-ricorsi-per-la-partecipazione-al-fit-dei-nostri-ricorrenti ANCHE IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE I NOSTRI RICORSI PER LA PARTECIPAZIONE AL FIT DEI NOSTRI RICORRENTI

In data odierna sono state pubblicate le ordinanze sui ricorsi patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, discussi alla scorsa camera di consiglio del 12 settembre e aventi ad oggetto la partecipazione dei ricorrenti al FIT.

Il Tar per il Lazio ha confermato il precedente orientamento espresso dal Consiglio di Stato che, solo qualche settimana fa, ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale, ammettendo, con riserva, i nostri ricorrenti a partecipare alla procedura concorsuale FIT.

Stiamo procedendo immediatamente alla notifica e alla comunicazione dei provvedimenti agli uffici competenti al fine di permettere la calendarizzazione delle prove.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Scuola Fri, 14 Sep 2018 16:31:43 +0000
Specializzazioni mediche: TAR Lazio ordina immatricolazione ricorrenti entro 7 giorni. http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1818-specializzazioni-mediche-tar-lazio-ordina-immatricolazione-ricorrenti-entro-7-giorni http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1818-specializzazioni-mediche-tar-lazio-ordina-immatricolazione-ricorrenti-entro-7-giorni Specializzazioni mediche: TAR Lazio ordina immatricolazione ricorrenti entro 7 giorni.

Il TAR Lazio, con ordinanza del 22 giugno 2018, ha accolto l'ottemperanza avverso la decisione del MIUR di non procedere all'immatricolazione di alcuni vincitori del concorso 2017 che, al momento della partecipazione, non erano abilitati. Il MIUR, a differenza di quanto correttamente avevano fatto alcuni Atenei, aveva dato ordine agli Atenei di non immatricolare i ricorrenti nonostante un espresso ordine giudiziale.

Frattanto, il Consiglio di Stato rigettava l'appello del MIUR mettendo ancora più a nudo l'illegittima scelta ministeriale di non eseguire un ordine giudiziale.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Tue, 26 Jun 2018 07:31:44 +0000
IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO ESPERITO DALL'ANPRI CONTRO IL NUOVO STATUTO DELL'ENEA http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1810-il-tar-del-lazio-accoglie-il-ricorso-esperito-dall-anpri-contro-il-nuovo-statuto-dell-enea http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1810-il-tar-del-lazio-accoglie-il-ricorso-esperito-dall-anpri-contro-il-nuovo-statuto-dell-enea IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO ESPERITO DALL'ANPRI CONTRO IL NUOVO STATUTO DELL'ENEA

E’ stata pubblica da pochi giorni la sentenza n. 6134/2018 con cui il TAR del Lazio accoglie pienamente le motivazioni per cui l’ANPRI (Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca), unitamente ad alcuni ricercatori dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, che avevano chiesto l’annullamento di parte dello Statuto ENEA pubblicato l’ 8 marzo 2017.

 “Il TAR ha così accolto con sentenza di merito il ricorso patrocinato e ha riconosciuto che l’ENEA non ha rispettato il diritto dei ricercatori e tecnologi dell’Ente ad avere un proprio rappresentante di natura elettiva all’interno del Consiglio di Amministrazione, diritto espressamente sancito dall’art. 2 del d.lgs. 218 del 2016, e che pertanto dovrà essere modificato l’art. 6 dello Statuto, nella parte in cui non prevede tale rappresentanza” così commenta l’Avv. Michele Bonetti per conto dell’Anpri.
Si conclude così positivamente l’azione che ANPRI e i ricercatori e tecnologi dell’ENEA avevano intrapreso lo scorso anno al fine di vedere riconosciuto il giusto diritto dei dipendenti dell’ente ad incidere, tramite un loro rappresentante, sulle politiche e sulle decisioni organizzative della struttura di governance.

Commentando la sentenza, il Segretario Generale dell’ANPRI – Liana Verzicco - ha sottolineato che “il TAR Lazio non ha solo riconosciuto la legittimità dei diritti rivendicati dei ricercatori e tecnologi dell’ENEA ma ha anche aperto un varco nella gestione troppo spesso autoreferenziale dei Presidenti degli enti pubblici di Ricerca che, nominati dal governo e non dalla comunità scientifica, pensano di poter dirigere gli Enti di ricerca senza coinvolgere i ricercatori negli organi consultivi, decisionali e d’informazione delle istituzioni per cui lavorano. Quello odierno si configura come un primo, grande risultato, che spinge l’ANPRI a portare avanti con maggiore determinazione il suo impegno per l’attuazione piena del d.lgs. 218/2018 e della Carta Europea dei ricercatori, con l’obiettivo di raggiungere l’autogoverno degli enti pubblici di ricerca”. 

Avv. Michele Bonetti

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Lavoro Thu, 07 Jun 2018 09:33:10 +0000