Lunedì, 29 Gennaio 2018 12:36

L’UFFICIO SCOLASTICO NON OTTEMPERA ALLA PRONUNCIA DEL GIUDICE E VIENE COMMISSARIATO CON CONDANNA A 2.000 € DI SPESE.

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Il Consiglio di Stato torna nuovamente a pronunciarsi sulla vicenda del c.d. Concorsone docenti svoltosi nel 2016, accogliendo le doglianze di una ricorrente, in possesso della laurea in lettere e materie letterarie, illegittimamente esclusa dalla procedura concorsuale per mancanza del titolo di abilitazione all’insegnamento.
I giudici di Palazzo Spada, in accoglimento del ricorso avanzato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia volto a dare esecuzione ad un precedente provvedimento emesso, hanno stigmatizzato il comportamento dell’Ufficio Scolastico Regionale interessato, giudicandolo “manifestamente elusivo del giudicato cautelare”.
Già in precedenza, difatti, il massimo organo della Giustizia Amministrativa, aveva rilevato che “il danno dedotto, inerente alla mancata immissione dell’appellante nella graduatoria finale di merito, sussiste e appare grave e irreparabile”.
Ulteriormente, il Consiglio di Stato ha disposto il commissariamento, nonché la condanna alle spese legali, dell’Amministrazione resistente tenendo conto della pregressa inesatta esecuzione dell’ordinanza resa nel giudizio d’appello.
“Siamo soddisfatti per questa vittoria” - commenta l’Avv. Michele Bonetti - “il Consiglio di Stato, condividendo le censure proposte in ordine all’inesatta esecuzione dell’ordinanza cautelare, e soprattutto al possesso del titolo di ammissione al concorso, ha riconosciuto un fondamentale diritto per la vita non solo professionale dell’istante”.

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