Claudia Palladino

Claudia Palladino

Il T.A.R. Lazio, dopo la tanto artatamente pubblicizzata sentenza sul caso Sassari, accoglie il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ripercorrendo in maniera approfondita e dettagliata il caso anonimato.

Il T.A.R., ove pendono tutti i ricorsi degli studenti, ha in particolare ricordato e confermato la fondatezza del vizio dell'anonimato, sulla base della sentenza del Consiglio di Stato, di qualche giorno antecedente rispetto al peculiare caso Sassari, n. 15/2015.

Come abbiamo sempre affermato, in un quadro giurisprudenziale assai frastagliato, ove, allo stato, assistiamo ad oltre 200 provvedimenti a noi favorevoli della Sezione consultiva, a due sentenze di merito del Consiglio di Stato ed a oltre 60 provvedimenti cautelari dello stesso Consiglio di Stato tutte che affermano e confermano la fondatezza del vizio, oltre alle centinaia di ordinanze e le decine di sentenze del T.A.R. Lazio, del T.A.R. Palermo, del C.G.A. e di altri T.A.R., una sola sentenza (il caso Sassari) non può essere presa a modello per imbastire una campagna del terrore nei confronti degli studenti e delle loro famiglie. Il contenzioso ha, in se, un'alea ineliminabili. Decidono Giudici e quindi persone sulla base del loro personale e libero convincimento.

Questa sentenza, assieme alle altre, dimostra che non v'è altra strada da percorrere se non quella della ferma determinazione nella conferma delle nostre tesi che, con tutte le nostre forze, proveremo sempre a difendere a difesa dei nostri ragazzi e del loro diritto allo studio. Proprio in tal senso, e sempre con invito a tutti i ricorrenti a consolidare la propria posizione con lo studio ed il superamento degli esami, nello stesso giorno, altra sezione del T.A.R. Lazio, sempre in accoglimento del nostro ricorso, ha confermato l'immatricolazione a suo tempo adottata nei confronti dei nostri ricorrenti in virtù del consolidamento, grazie agli anni di studio, della loro posizione.

Entrambe le tesi (anonimato e consolidamento), quindi, sono state accolte.

Secondo il T.A.R. Lazio, "le concrete modalità di svolgimento delle prove preselettive in questione hanno rivelato una effettiva violazione di tali principi" (...) "in quanto ai candidati è stata consegnata una scheda risposte, unitamente ad una scheda anagrafica, tutte recanti il medesimo codice alfanumerico, già di per sé idoneo ad identificare i candidati".

Ed invero, nel caso specifico, il codice di identificazione (“codice a barre di identificazione univoca”, risulta impresso: a) sui moduli delle risposte; b) sull’elenco delle domande; c) sulla scheda anagrafica, in attuazione della stessa lex specialis (D.M. 12 giugno 2013 che, peraltro, espressamente prevede sotto altri profili il rigoroso rispetto del principio dell’anonimato (cfr. art. 9, punto p) del richiamato D.M.).

Orbene, tali modalità erano state già stigmatizzate da alcune decisioni del giudice di primo grado e di quello di appello, secondo cui secondo cui “la presenza di un codice a barre (con l’indicazione sottostante del numero di codice), riportato sia sulla scheda anagrafica di ciascun concorrente, sia sui modelli di questionario a ciascun concorrente consegnati, rende in astratto possibile l’identificabilità dell’autore della prova, anche dopo la conclusione della prova medesima, persino nel momento successivo delle operazioni di esame e valutazione dei questionari. Anche se l’attribuzione di punteggio alla prova è rigorosamente legata al numero di risposte esatte contenute nell’elaborato di ciascun candidato, l’anonimato dell’elaborato (cioè la non identificabilità dell’autore prima dell’attribuzione del punteggio) resta un valore tutelabile, soprattutto allo scopo di prevenire ed evitare eventuali manipolazioni dell’esito della prova. Tale valore è da ritenersi effettivamente tutelato dalle puntuali e minute prescrizioni contenute nelle vigenti disposizioni e norme di settore, che - quando sono integrate da disposizioni di auto-regolamento, come nel caso di specie - non consentono però, in via di principio, procedure tali da rendere possibile a un qualsivoglia addetto alla vigilanza o membro della commissione di seguire la traccia dell’elaborato, identificandone l’autore, come avviene quando la tracciabilità sia consentita dall’identificazione del candidato mediante i codici a barre e numerico, riportati sia sulla scheda recante i dati anagrafici del medesimo (esibita sul banco durante la prova, per consentire alla vigilanza il controllo costante dell’identità del candidato), sia sul modello di questionario consegnato a ciascun candidato. E’ appena il caso di aggiungere che la regola dell’anonimato dei concorrenti sia espressione di un più generale principio di garanzia dell’imparzialità amministrativa” (T.A.R. Molise, 4 giugno 2013, n. 396; C.G.A.R.S., 10 maggio 2013, n. 466; Consiglio di Stato, Sez. II, par. 14 ottobre 2013, n. 4233).

Successivamente, sono intervenute le pronunzie dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che ha definitivamente chiarito che “nelle prove scritte dei pubblici concorsi o delle pubbliche selezioni di stampo comparativo una violazione non irrilevante della regola dell’anonimato da parte della Commissione determina de iure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in sede di correzione” (20 novembre 2013, nn. 26, 27 e 28) e che “l’esigenza dell’anonimato si traduce infatti a livello normativo in regole che, per quanto ora rileva, tipizzano rigidamente il comportamento dell’Amministrazione imponendo (come fa ad es. il D.M. 10.6.2010 per la selezione in controversia) una serie minuziosa di cautele e accorgimenti prudenziali, inesplicabili se non sul presupposto dell’intento del Legislatore di qualificare la garanzia e l’effettività dell’anonimato quale elemento costitutivo dell’ interesse pubblico primario al cui perseguimento tali procedure selettive risultano finalizzate. Allorché l’Amministrazione si scosta in modo percepibile dall’osservanza di tali vincolanti regole comportamentali si determina quindi una illegittimità di per se rilevante e insanabile, venendo in rilievo una condotta già ex ante implicitamente considerata come offensiva in quanto appunto connotata dall’attitudine a porre in pericolo o anche soltanto minacciare il bene protetto dalle regole stesse” (20 novembre 2013, nn. 26, 27, 28).

La Sezione, pertanto, si è conformata ai principi di diritto ivi enunciati, recependoli dopo ampio approfondimento nel merito (T.A.R. Lazio, Sez. III, 24 giugno 2014, n. 6681; 18 luglio 2014, n. 7752) anche nelle successive pronunzie cautelari (ex multis T.A.R. Lazio, Sez. III, 18 luglio 2014, n. 3332).

Infine, più di recente, con la decisione n.15/2015 del 5.01.2015 il Consiglio di Stato, sez.VI, ha posto in evidenza che “nella delicata fase della correzione della prova da parte del consorzio Cineca, il codice apposto sulla scheda dei test, in quanto corrispondente a quello stampigliato sulla scheda anagrafica dei candidati, ben avrebbe potuto consentire l’associazione dell’elaborato al nominativo di ciascun candidato; il che è sufficiente a ritenere violato il principio di imparzialità e trasparenza nello svolgimento delle prove selettive ad evidenza pubblica, la cui osservanza va osservata in astratto, senza cioè prova concreta della sua violazione, come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza di questo Consiglio di Stato ”.

In conclusione il ricorso, unitamente ai motivi aggiunti, deve essere accolto, con annullamento delle graduatorie impugnate limitatamente alla parte in cui esclude i ricorrenti o li ammette “con riserva”, con consequenziale accoglimento della domanda volta all’ ammissione dei ricorrenti, in soprannumero, ai corsi di laurea di cui trattasi senza pregiudizio dei candidati utilmente inseriti in graduatoria (cfr. T.A.R. Cagliari, n.230/2013; T.A.R Lombardia, Brescia, sez. II, n. 1352 del 16 luglio 2012; Tar Campania, Napoli, sezione quarta n. 5051 del 28 ottobre 2011; T.A.R. Toscana, sez. I, n. 1105 del 27/6/2011; T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, n. 457 del 28/2/2012; T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III, n. 1528 del 28 agosto 2008; T.A.R. Lombardia, Brescia, ordinanza cautelare n. 972 del 15 dicembre 2011).

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 10 febbraio 2015, n. 2407, T.A.R. Lazio, Sez. III, 10 febbraio 2015, n. 2420

 

Giovedì, 05 Febbraio 2015 01:32

RIUNIONE PER I RICORRENTI DI TOR VERGATA

Carissimi,
Vi informiamo che giovedì 5 febbraio 2015 presso l'Auditorium del Campus dell'Università degli studi di Tor Vergata, in via di Passo Lombardo n. 341, si terrà un incontro per tutti i ricorrenti con l'Avv. Michele Bonetti, il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari Gianluca Scuccimarra, Alessio Portobello dell'esecutivo dell'UDU, il responsabile dell'Udu Roma David De Concilio e Paolo Cornetti.
L'Unione degli Universitari ha già inoltrato per tramite dell'Avv. Michele Bonetti una richiesta al Ministero di passaggio agli anni successivi, che verrà meglio discussa durante l'incontro.
L'incontro inizierà alle ore 15:00 per tutti i ricorrenti ma anche per gli studenti ammessi al test che ad oggi non riescono a passare al secondo anno o ad anni successivi mentre, dalle ore 16:30, la riunione sarà incentrata sugli aspetti comuni a tutti i ricorrenti, saranno discussi tutti i punti dei Vostri ricorsi e l'Avvocato sarà a disposizione per rispondere a tutte le Vostre domande.

Viste le numerose richieste ed il contingente momento, alle ore 17:30 tratteremo la questione dei Medici specializzandi.

Vi aspettiamo numerosi.

Martedì, 03 Febbraio 2015 14:24

RIUNIONE PER I RICORRENTI DI TOR VERGATA

Carissimi,
Vi informiamo che giovedì 5 febbraio 2015 presso l'Auditorium del Campus dell'Università degli studi di Tor Vergata, in via di Passo Lombardo n. 341, si terrà un incontro per tutti i ricorrenti con l'Avv. Michele Bonetti, il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari Gianluca Scuccimarra, Alessio Portobello dell'esecutivo dell'UDU, il responsabile dell'Udu Roma David De Concilio e Paolo Cornetti.
L'Unione degli Universitari ha già inoltrato per tramite dell'Avv. Michele Bonetti una richiesta al Ministero di passaggio agli anni successivi, che verrà meglio discussa durante l'incontro.
L'incontro inizierà alle ore 15:00 per tutti i ricorrenti ma anche per gli studenti ammessi al test che ad oggi non riescono a passare al secondo anno o ad anni successivi mentre, dalle ore 16:30, la riunione sarà incentrata sugli aspetti comuni a tutti i ricorrenti, saranno discussi tutti i punti dei Vostri ricorsi e l'Avvocato sarà a disposizione per rispondere a tutte le Vostre domande.

Viste le numerose richieste ed il contingente momento, alle ore 17:30 tratteremo la questione dei Medici specializzandi.

Vi aspettiamo numerosi.

Con provvedimento del 29.12.2014 il Consiglio di Stato ha espresso il parere che l’istanza cautelare d’ammissione di un nostro ricorrente colpito dalla nota vicenda del bonus maturità debba essere accolta.

Trattasi del primo provvedimento del Consiglio di Stato in sede consultiva che ha riconosciuto l’illegittimità della condotta ministeriale del 2013/2014 ove il bonus maturità fu prima dato e poi levato lo stesso giorno della prova.

Mercoledì, 07 Gennaio 2015 12:20

DICHIARAZIONE DI INTERESSE

Carissimi,

 

con la presente Vi informiamo che il Ministero con Decreto Ministeriale n. 901 (in allegato) riporta che i candidati IDONEI, ovvero con punteggio ottenuto nel test pari ad almeno 20 punti sono tenuti a confermare il proprio interesse nel sito http://accessoprogrammato.miur.it  .

 

L’Unione degli universitari ed io riteniamo che tutti i ricorrenti già immatricolati a seguito di provvedimenti cautelari (cd. sospensive) del TAR o del Consiglio di Stato non decadranno dalla tutela giudiziale ottenuta, qualora non effettuino tale dichiarazione.

 

Tuttavia consigliamo ai ricorrenti, in modo particolare a quelli prossimi all’ingresso, di effettuare tale procedura, riportata nel decreto allegato.

 

Rappresentiamo che l’ultimo comma del decreto riporta quanto segue: “i candidati che alla chiusura della procedura di riassegnazione di cui ai commi 3 e 4 non risultino ancora iscritti ad alcun corso a cui si riferiscono le graduatorie nazionali decadono e non conservano alcun diritto negli anni successivi”.

 

Il DM riferisce, in modo non chiarissimo, che, qualora non si provveda all’immatricolazione una volta chiamati, i candidati “decadono e non conservano alcun diritto negli anni successivi”.

 

Pertanto preghiamo chi fosse prossimo all’ingresso di valutare con attenzione la situazione nel senso che, qualora ricevesse un’assegnazione in graduatoria, questa interverrà presumibilmente in una sede deteriore e lontana da quella di prima opzione dove si è immatricolato. In tal caso ci si troverà nella situazione di dover scegliere tra una sede di prima opzione con riserva e una sede deteriore definitiva.

 

Siamo più che convinti della fondatezza dei nostri ricorsi e della conclusione favorevole degli stessi, anche a seguito del Vostro impegno, che determinerà un consolidamento della posizione, importante, non solo a livello processuale, ma per rilevare a tutti l’erroneità di tale sistema.

 

In conclusione, fermo restando quanto già sopra ribadito circa l’opportunità di avanzare la conferma di interesse, riteniamo che, qualora la stessa non venisse effettuata, non dovrebbe esservi alcun pregiudizio per le Vostre situazioni.

In sintesi: in particolare consigliamo a coloro che hanno un punteggio prossimo all'ingresso di effettuare la dichiarazione di interesse; se verrete chiamati in opzioni deteriori valuteremo il da farsi insieme; se qualcuno non effettuerà la dichiarazione di interesse a nostro avviso non ci saranno problemi; crediamo nella fondatezza dei ricorsi collettivi U.D.U. per tutti i nostri ricorrenti a prescindere dal punteggio.

Vi preghiamo di leggere con attenzione la presente comunicazione.

 

I nostri migliori saluti ed auguri, anche se con un po’ di ritardo, di Buon Anno.

 

 

 

Per l’UDU il Coordinatore Nazionale

 

Gianluca Scuccimarra                                                                                   Avv. Michele Bonetti

 

Riportiamo l'editoriale dell'Avv. Michele Bonetti pubblicato da Il Sole 24 ore al link http://www.scuola24.ilsole24ore.com/art/universita-e-ricerca/2014-12-18/concorso-rischio-il-tar-lazio-graduatorie-annullabili-e-iscrizioni-sovrannumero-piu-vicine-184112.php?uuid=ABrnplSC 

Per Vostra comodità si riporta il testo di seguito.

Nella serata di mercoledì 17 dicembre il T.A.R. del Lazio ha accolto con un decreto cautelare presidenziale il primo ricorso avente ad oggetto le scuole di specializzazione in medicina.

La questione all’analisi del Giudice Amministrativo capitolino riguardava, nello specifico, il meccanismo degli scorrimenti delle graduatorie così come previsti dal Miur; una graduatoria per la prima volta nazionale dove si intrecciano Scuole di specializzazione, sedi e ove “dietro” vi sono persone in carne e ossa.

Oggetto di impugnazione è il meccanismo con il quale il Miur attraverso il sistema informatico del portale Universitaly, gestito dal CINECA per conto del Ministero, non consente, nonostante siano ancora in corso gli scorrimenti per essere ammessi alle scuole di specializzazione mediche, di poter continuare a permanere nelle “specifiche graduatorie di Scuola” da cui non si è decaduti e nelle quali si è in posizione di attesa.

Nel discusso Bando, i concorrenti aspiranti specializzandi hanno la possibilità di inserire, secondo l’ordine prescelto e non successivamente modificabile, tutte le sedi universitarie ove si svolgono i corsi di specializzazioni prescelti e la graduatoria verrà redatta sulla base del merito e delle opzioni.

Se i candidati possono inserire tutte le sedi Universitarie nazionali non possono, tuttavia, scegliere di partecipare a tutti concorsi per le singole scuole di specializzazione. Ai sensi del D.M. 30 giugno 2014, n. 105, infatti, essi possono concorrere fino a due tipologie di scuole di specializzazione per ciascuna area e complessivamente fino a sei opzioni.

Non v’è, come sarebbe certamente più opportuno, simmetria tra il test d’ingresso al Corso di Laurea in Medicina e quello per l’accesso alle Scuole di Specializzazione. Così come vi è invece simmetria tra una graduatoria nazionale per l’accesso all’università e una graduatoria nazionale per l’accesso alle specializzazioni; stessa simmetria dovrebbe esservi tra coloro che accedono all’università e coloro che “entrano” poi nel successivo sistema delle specializzazioni, avendo cura che non si verifichi un c.d. “imbuto” alla Professione foriero di precariato e disoccupazione per soggetti altamente specializzati e con cognizione ad alta obsolescenza.

Così come per il Corso di Laurea in Medicina c’è un ordine delle preferenze, così dovrebbe avvenire anche per le Scuole di Specializzazione in Medicina, ma sul punto il primo bando nazionale delle specializzazioni mediche si è presentato lacunoso.

Il Ministero non ha provveduto in tal senso ed il T.A.R. ha giustamente corretto il meccanismo in parola mediante l’adozione di un decreto cautelare da confermarsi in sede collegiale all’udienza del 29 gennaio 2015.

A ben vedere, mentre per un verso, vengono scisse le graduatorie delle singole scuole, per altro verso, con norma finale di chiusura totalmente scollegata dal resto della disposizione, si dispone che la graduatoria diventi, di fatto, unica e si commina la decadenza automatica dalle altre graduatorie per il sol fatto di aver accettato un’altra tra le diverse scuole.

Una esemplificazione può essere utile al fine di comprendere la portata di tale previsione ministeriale. Va premesso come non si discuta circa l’assegnazione ad una diversa sede universitaria tra quelle prescelte, si fa bensì riferimento ad una diversa scuola, dunque si decide del futuro professionale di tanti giovani medici.

In breve, si decade, ad esempio, da Pediatria per il sol fatto che lo scorrimento è stato più veloce in Anestesia e, a meno da non voler decadere definitivamente da quest’ultima scuola e rischiare di rimanere disoccupato sino al prossimo concorso, il candidato risulta obbligato a lasciare la scuola dei sogni (pediatria, nel nostro esempio), che è quella su cui ha impostato il suo ultimo triennio di studi (con internato, tesi, etc..), per optare per quell’altra che la roulette russa di questo cervellotico sistema gli ha assegnato: Anestesia appunto.

Tanti candidati in questa situazione, per non rischiare di rimanere privi di specializzazione, si sono visti costretti ad accettare l’ingresso in una specializzazione “deteriore”. Ben potrebbe verificarsi che alla chiusura delle graduatorie l’ultimo degli ammessi alla specializzazione ambita abbia, però, conseguito un punteggio anche nettamente inferiore rispetto al candidato in questione. Ciò è stato reso sempre più probabile a seguito dei successivi scorrimenti della graduatoria.

Oggetto di impugnazione innanzi al T.A.R. Lazio è stata la previsione di cui all’art. 8 del D.M. 8 agosto 2014, n. 612 ad oggi “sospeso” dal Tar e dunque con possibili ripercussioni sugli scorrimenti delle graduatorie e che potrebbe determinare il Ministero ad un “saggio” correttivo in corsa del sistema di scorrimenti mediante un provvedimento legislativo per non aggravare una situazione già particolarmente delicata.

Il TAR Lazio, nel ritenere, ad una prima delibazione, il ricorso fondato ed in virtù della sussistenza del pericolo di danno grave e irreparabile ha sospeso i provvedimenti impugnati nella parte in cui precludono al ricorrente di iscriversi alla scuola a cui è oggi assegnata e comminano la decadenza dalle altre scuole di specializzazione nelle quali lo stesso potrebbe utilmente inserirsi in relazione al punteggio riportato all’esito della selezione.

Pertanto, al fine di non rischiare la decadenza dalle altre scuole a cui può legittimamente accedere all’esito degli scorrimenti ancora in corso, ai candidati lesi da tale strutturazione delle graduatorie non resta che agire innanzi al TAR Lazio per ottenere l’emanazione di un provvedimento cautelare che consenta di iscriversi alla scuola a cui è oggi assegnato, congelando, però, la propria posizione nelle altre graduatorie in cui è legittimamente inserito, in attesa che, anche in quelle, ottenga, se del caso, l’ammissione.

Per concludere, gli aspiranti specializzandi lesi da tale azione ministeriale potranno fare ricorso al T.A.R. fino al 5 gennaio, chiedendo il congelamento della propria posizione in graduatoria. Per quelli, invece, già travolti e lesi da questo meccanismo vi sono i presupposti per poter richiedere l’ingresso in sovrannumero.

Ormai, in una graduatoria nazionale così strutturata, qualora il Giudice Amministrativo confermasse il decreto emesso, si potrebbe arrivare in virtù di un vero e proprio effetto domino (che inciderebbe a catena sulle Scuole inserite o sedi concorsuali richieste) ad uno stravolgimento delle posizioni fino all’annullamento del concorso.

In buona sostanza, a meno che il T.A.R. non decida di tornare sui propri passi, si è aperta la strada alle ammissioni sovrannumerarie essendo ormai chiaro che ad essere falsata è tutta la graduatoria e non le singole posizioni.

Chi scrive è fermamente convinto che non possa ritenersi legittimo un sistema che neghi il diritto ai medici di poter approfondire le proprie conoscenze specializzandosi, tanto meno quando la selezione avviene attraverso un procedura fortemente viziata e manifestamente illegittima.

Il decreto cautelare oggetto di commento assume un valore intrinseco ancor più rilevante in ragione del fatto che sino ad ora, con riferimento ad istanze cautelari riguardanti il concorso per le specializzazioni mediche patrocinate da altri legali, v’erano stati solo rigetti. La partita è dunque riaperta.

Nella serata del 17.12.2014 è stato accolto il primo decreto cautelare sulle scuole di specializzazione, uno dei concorsi pubblici italiani più discussi degli ultimi tempi, dove le prove del test erano state invertite.

Il ricorso avanzato con la collaborazione della Funzione pubblica CGIL, è stato accolto con un decreto monocratico del Tar del Lazio, che ha fissato la prossima udienza al 29 gennaio 2015.

“Trattasi della prima vittoria sulle scuole di specializzazione mediche intervenuto su una graduatoria falsata e da rivedere” commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. “A questo punto”, continuano gli Avvocati, “o il Ministero interverrà immediatamente con un provvedimento, o si spiana la strada al meccanismo del sovrannumero per i nostri ricorsi, e che se non interverrà si rischierà di vedere annullato l’intero concorso, considerando che già molte persone sono state costrette per un errato meccanismo della graduatoria a scegliere la specializzazione meno ambita. Il Tar si è pronunciato sul ricorso valutandone anche la fondatezza per la violazione dei Decreti Ministeriali in materia”.

“L'accoglimento del ricorso” ha affermato Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici “rappresenta il primo successo processuale della campagna specializzandi per sostenere anche dal punto di vista legale coloro che sono stati penalizzati da anomalie ed irregolarità nei test di accesso alle scuole di specializzazione di medicina, per una loro ammissione in sovrannumero”.
"C'è bisogno" ha concluso Cozza" di più investimenti, più merito e più trasparenza per la formazione dei medici, a partire da più borse di studio, utilizzando anche la grande rete ospedaliera pubblica come luogo di insegnamento".

Egregio Dottore,

La vicenda dei quiz errata nel concorso di medicina generale parte da lontano.
Il SIGM ha raccolto le irregolarità riscontrate e segnalate dai partecipanti in un dossier poi trasmesso alle istituzioni e ha inviato alle Regioni le contestazioni su tutte le domande dubbie, errate o imperfette somministrate.

Gli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Giuseppe Pinelli, in difesa di un migliaio di candidati, con i primi ricorsi notificati, proprio con riguardo alle domande in corso di revisione, avevano chiesto il congelamento delle graduatorie sino a quando la Commissione ministeriale non avesse preso posizione su di esse. Ma nulla. Le Regioni hanno corretto e pubblicato come se nulla fosse.

L'1 dicembre, a graduatorie pubblicate da quasi due mesi e contratti firmati, la Commissione ha confermato l'erroneità di uno dei quesiti, stravolgendo, di fatto, tutte le graduatorie pubblicate. Anche un altro quesito, seppur non riconosciuto come errato, secondo altre Commissioni ministeriali degli anni passati, è passibile di contestazione.

Secondo noi tutti i candidati fuori per le due domande contestate possono agire in giudizio per ottenere l'ammissione giacchè non è seriamente contestabile che spettino i punti promessi per tali quesiti.

Di seguito alcune FAQ utili per tutti coloro che vogliono fare ricorso in quanto penalizzati dalle domande contestate

1) Entro quando posso fare ricorso?

Cautelativamente il ricorso deve essere proposto entro 60 giorni dalla pubblicazione sul BUR della Vostra Regione della graduatoria.

Ove vi fossero state revisioni può tenersi a mente la seconda pubblicazione. Se si è in termpo per agire avendo a mente il primo termine è sempre preferibile sfruttarlo. 

In alcune Regioni (tra le altre, Sardegna, Calabria, Basilicata, Toscana, Friuli, Lombardia, Liguria) il ricorso scade GIORNO 9 DICEMBRE 2014.

2) Chi può fare ricorso?

Tutti i candidati che hanno risposto alla domanda "sull'angina" scegliendo "digossina" o NON rispondendo possono agire in giudizio.

Più complessa è la situazione per chi ha risposto scegliendo altre opzioni.

Oltre ad aver risposto o non risposto come sopra tale domanda deve essere decisiva per la loro collocazione in graduatoria in quanto, grazie a tale punto in più gli stessi devono superare l'ultimo ammesso.

3) Per verificare chi è l'ultimo ammesso devo considerare la graduatoria definitiva o gli scorrimenti?

Si deve avere riguardo agli scorrimenti. In tal senso qualcuno di Voi potrebbe dover agire senza avere la certezza di riuscire a superare l'ultimo ammesso in quanto gli scorrimenti continueranno sino a gennaio.

Non potete agire dopo aver visto gli scorrimenti pena decadenza.

4) Se ho già aderito al ricorso collettivo devo aderire anche al ricorso individuale?

Il ricorso collettivo (da € 150 per intenderci) è basato SOLO su irregolarità generali e non può far rilevare il singolo punteggio del singolo ricorrente pena inammissibilità dell'azione per conflitto di interessi tra i ricorrenti che potrebbero avere risposto diversamente

Chi rientra nella casistica di cui sopra, quindi, ha un'efficacia maggiore della propria azione ove decida di proseguire individualmente.

5) Quale è l'altro quesito contestato?

Si tratta del quesito su ECG e iperpotassemia. Anche in alcune prove di concorso passate, a differenza dell'odierna posizione della Commissione, la comparsa dell’onda U è tipica dell’ipopotassiemia.

COSTI DELL’AZIONE:

L'adesione all'azione costa € 1.800,00. 

In allegato si rimette l'informativa dettagliata.

Per la prima volta il Consiglio di Stato lascia passare i ricorrenti dall’Albania ed è un cambiamento epocale che scaturisce da una grande battaglia diretta a dimostrare l’illegittimità di un sistema che chiude in Italia ed apre all’estero con Atenei convenzionati. E’ un duro colpo, una vera picconata al sistema del numero chiuso che lascia ben sperare sugli esiti dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato di cui attendiamo l’esito e che segue ad una nostra vittoria sempre al Consiglio di Stato per un trasferimento dalla Romania.

 

Sono arrivati anche gli ultimi accoglimenti sui ricorso straordinari degli anni 2013-2014 e 2014-2015, rimangono da decidere solo alcuni gruppetti nell’udienza dell’11 dicembre p.v. e gli ultimissimi nelle date del 15 e del 29 gennaio 2015.

Il Consiglio di Stato, che nelle scorse settimane si era pronunciato con parere favorevole sui ricorsi presentati per l’annualità 2014-2015 al Presidente della Repubblica, ha spalancato le porte anche ai numerosi ricorrenti che avevano presentato ricorso lo scorso anno per le numerosissime irregolarità subite.

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