Lunedì, 12 Dicembre 2011 13:36

Nuova vittoria sulle tasse universitarie: Ateneo condannato alla restituzione dell'indebito

Pubblicato in Caro tasse universitarie

Ateneo condannato alla restituzione dell'indebito percepito. Ricorsi per la restituzione delle eccedenze per tutti gli atenei!

L'Unione degli Universitari consegue una nuova vittoria a favore degli studenti universitari e degli studenti post lauream iscritti ai corsi di dottorato di ricerca che hanno dovuto sostenere un esborso a titolo di contribuzione studentesca eccedente il tetto massimo fissato dalla legge; l'Università degli Studi di Pavia chiamata in giudizio è stata condannata alla restituzione delle somme indebitamente percepite.


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia Sezione I ha, infatti, ritenuto che l'ateneo pavese ha violato le norme vigenti nella misura di aver determinato la contribuzione studentesca oltre il limite del 20% dell'importo del finanziamento ordinario dello Stato, a valere sul fondo di cui all'art. 5, comma 1, lett. a) e comma 3 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, ed ha rigettato la difesa dell'ateneo  medesimo circa la presunta lesione dell'autonomia finanziaria e contabile dell'Università:
"È vero che la Costituzione garantisce l'autonomia finanziaria e contabile degli atenei, ma con ciò non si può pretermettere la normativa statale dalla disciplina, che è certamente di spettanza, attinente al diritto allo studio, la quale ultima include l'onere economico che viene a gravare sullo studente. È perciò di competenza dello Stato la fissazione di un tetto massimo alla contribuzione, nel rispetto del quale continua ad esercitarsi l'autonomia universitaria, tenuta a collocare il livello contributivo all'interno della forcella così indicata. Proprio la circostanza per cui l'art. 5 si limita a determinare la soglia non valicabile coniuga, in altre parole, l'autonomia finanziaria dell'Università con la prerogativa statale di assicurare l'esercizio effettivo del diritto allo studio.


Quanto alla progressiva riduzione di tale soglia, conseguente al decremento dei fondi statali, essa costituisce una circostanza di fatto, inidonea ad incidere sulla legittimità della previsione normativa contestata. Inoltre, a fronte di essa, l'Università ha comunque modo di elevare la contribuzione fino al tetto del 20%, rispetto a livelli che ben potevano essere più bassi, in presenza di un maggiore afflusso di finanziamenti erariali.


Sono di conseguenza fondate le domande di condanna alla restituzione dell'indebito, ove effettivamente versato, con riferimento alla quota della contribuzione studentesca eccedente la soglia del 20%, e dunque per l'1,331%; al contributo fisso di € 400,00 posto a carico dei dottorandi di ricerca; al contributo di € 300,00 a carico degli studenti extra-comunitari. Tali statuizioni, peraltro, debbono pronunciarsi a favore dei soli studenti oggi ricorrenti, fermo restano l'obbligo dell'Università di attivarsi d'ufficio anche a favore degli altri studenti che abbiano versato quanto divenuto indebito, a seguito dell'annullamento degli atti impugnati.
"

(T.A.R. Lombardia, Sez. I, 16 novembre 2011, n. 2761)

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