Lunedì, 03 Giugno 2013 13:22

Per il Corriere dell'Università Job l'Avv. Bonetti - Numero chiuso: il titolo si prende all’estero.

L’avv. Michele Bonetti dell’Unione degli Universitari nella sua rubrica mensile su “il Corriere dell’Università Job” - mensile che propone approfondimenti sulla politica universitaria, con informazioni e guide di orientamento per studenti, docenti e addetti ai lavori - ha affrontato il tema degli studenti che, rimasti esclusi dall’ingresso all’università per il numero chiuso, anziché smettere di studiare, tentano la carta delle università straniere.

Nell’intervista sul predetto mensile - che opera da quindici anni nell’editoria universitaria ed è promotore di molte iniziative speciali dedicate ai giovani - egli ha affermato che numerosi studenti, fra i circa quarantaduemila ragazzi che studiano, oggi, all’estero, vorrebbero ritornare in Italia, tuttavia gli Atenei che consentono in concreto il trasferimento dall’Estero sono la minoranza.

Infatti, ogni anno le Università, mediante la pubblicazione di appositi bandi, in ottemperanza alle indicazioni ivi contenute ed usando la modulistica dalle stesse fornita, permettono agli studenti interessati di richiedere il rilascio del nulla osta al trasferimento. Non di rado, Accade, però, che l’Università ostacoli l’ottenimento del nulla osta da parte dello studente, emettendo un provvedimento di diniego, quasi sempre carente di idonea ed esaustiva motivazione, illogico e contraddittorio.

L’Avv. Bonetti ha spiegato che una via d’uscita per questi ragazzi c’è : il rimedio consiste nella possibilità di impugnare il provvedimento di diniego dinanzi al Tar entro sessanta giorni; il Legale deve richiedere la c.d. sospensiva, ovvero un provvedimento che consente di immatricolarsi in due mesi circa dall’inoltro del ricorso.

Bisogna precisare che da molti anni l’Unione degli Universitari, per il tramite dello Studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners, patrocina le cause sui trasferimenti, in quanto l’emanazione di provvedimenti di tal specie da parte degli Atenei si configura quale lesione irrimediabile del diritto allo studio, che com’è noto, è un diritto costituzionalmente tutelato e non può essere compresso; dopo anni e anni di battaglie è definitivamente passato questo principio: quando vi sono i posti rimasti liberi e non assegnati a nessuno ci si può trasferire dall’estero.

In allegato il testo completo dell'intervista.

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