Venerdì, 25 Luglio 2014 08:38

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Carissimi,

tutte le informazioni su ricorsi pendenti, interviste all’Avv. Michele Bonetti su Controcampus e su Studenti.it.

 

Di seguito pubblichiamo il testo dell’intervista di Controcampus all’Avv. Bonetti.

 

Ricorso test medicina illegittimo: il punto dell’Avv. Bonetti.

 

Al fine di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alle irregolarità afferenti ai test primaverili di medicina ed, in particolare, all’accoglimento del ricorso collettivo, Controcampus ha deciso d’intervistare l’Avv. Michele Bonetti, da anni al fianco dell’Udu.

 

Avv. Bonetti, Lei è uno dei principali artefici del maxi ricorso test medicina illegittimo, come giudica la decisione del Tar?

 

“Onestamente la decisione del Tar Lazio non mi sorprende e le spiego il perché. Ho avuto l’onore di vivere in prima persona l’evolversi dell’orientamento giurisprudenziale sul punto. Mi riferisco principalmente alla violazione dell’anonimato, per la quale, come avvocato dell’UDU, mi batto da anni, sin dal 2007. Nel 2007, infatti, con il caso di Tor Vergata, noto ai più anche grazie all’attenzione mediatica riservata sul caso da parte della tv nazionale fu accertata l’alterazione dei compiti di determinati candidati e da qui i nostri ricorrenti entrarono in sovrannumero. Poi nel 2008, scoppiò il caso dell’anonimato a Messina, seguito con il mio collega Santi Delia, con cui si dimostrò l’abbinamento tra il nome e il codice e quindi la possibilità di identificare i candidati all’ingresso delle aule. Da Tor Vergata e Messina, partì dunque la nostra campagna in difesa del principio dell’anonimato, sul quale si è pronunciato su un nostro caso e una volta per tutte anche il Consiglio di Stato che con un’adunanza plenaria ha blindato la questione, rilevando l’illegittimità del test. Poi vincemmo al Tar Campobasso, al Tar Cagliari, al Tar Palermo e lo stesso Tar Lazio, differentemente da quanto riportato in modo errato altrove, già prima del 17 luglio si è pronunciato in via definitiva con importanti sentenze emesse proprio sui nostri ricorsi”.

 

Potrebbe spiegare ai nostri lettori cosa significa riconoscere l’immatricolazione con riserva e in sovrannumero ai ricorrenti?

 

“L’immatricolazione con riserva è l’immatricolazione alla quale si procede in forza di un provvedimento ottenuto in fase cautelare, che non è definitivo, contrariamente alla sentenza passata in giudicato. Questi procedimenti per l’ammissione sovrannumeraria si chiudono normalmente in fase cautelare, in cui si chiede l’immatricolazione per l’anno accademico in corso, quello da cui si è rimasti fuori per le numerose irregolarità e violazioni subite in sede concorsuale”.

 

E’ vero che, dopo la seconda udienza, le ambizioni dei riammessi con riserva potrebbero affievolirsi dinanzi ad un’eventuale e definitiva pronuncia negativa? E’ vero che l’intero Test potrebbe essere annullato?

 

“A seguito dell’immatricolazione con riserva, lo studente ammesso in forza del provvedimento cautelare è di fatto uno studente come tutti gli altri: frequenta i corsi, sostiene gli esami e quindi consolida la propria posizione di studente. Consideri che statisticamente i miei ricorrenti una volta entrati sono i primi del corso. In tal senso, la sentenza definitiva tendenzialmente dovrebbe confermare tale situazione di fatto. Tuttavia, i coraggiosi provvedimenti del Tar Lazio sono ancora provvedimenti provvisori e sono appellabili da parte del MIUR e da parte delle Università. Il problema quindi non è tanto la fase successiva di merito che porterà alla sentenza definitiva, quanto resistere all’eventuale appello. Per questa ragione siamo partiti dai gruppi più fondati, quelli che chiamo ricorsi “pilota”, come ad esempio quello su Bari dell’aula 3, in cui l’assenza del plico e dei tre questionari, unita all’identificabilità del codice “segreto”. I gruppi più fondati cercheranno di resistere nell’interesse di tutti e del collettivo nazionale.

 

Per ora il Tar si è pronunciato sul sovrannumero e non su un eventuale annullamento delle prove concorsuali, ovvero lo studente e la sua ammissione non incide sulle posizioni di coloro che si sono collocati in posizione utile e nel numero programmato; sulla scia del Consiglio di stato e delle teorie dell’Udu il Tar ha riconosciuto per la posizione di questi studenti un risarcimento in forma specifica ai ricorrenti, consistente nell’ammissione al corso di laurea. Questa è l’ultima posizione espressa dal Tar ma non è escluso che, se metteranno fuori i nostri ricorrenti, si cambi linea d’azione.

 

L’UDU e il sottoscritto combattano giorno per giorno per un’università pubblica, libera, gratuita e aperta a tutti. Ormai sono passati quasi 4 mesi dall’8 aprile e il Governo di fatto tace. Noi andiamo avanti con i ricorsi, finché non ci sarà una riforma e una sanatoria. Nessuno può fermarci”.

 

Avv. Bonetti, secondo Lei, alla luce delle recenti pronunce, sarebbe verosimile ipotizzare che, ad oggi, chiunque presentasse ricorso al test medicina avrebbe delle ottime chance di vittoria?

 

“Quello che posso dirle, come esperto del diritto allo studio, è che in punto di diritto questi test sono illegittimi e che non ci sentiremo vittoriosi sino a quando non verranno completamente aboliti dal nostro sistema universitario”.

 

Crede che il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica possa rappresentare una valida soluzione?

 

“Per chi non ha fatto ricorso vi è ancora la possibilità di impugnare gli atti con un ricorso straordinario esperibile nei 120 giorni successivi alla pubblicazione della graduatoria. Tuttavia invito tutti alla chiarezza: si tratta infatti di un percorso molto lungo che normalmente si conclude in circa 18 mesi. Già in passato abbiamo vinto questa tipologia di ricorso, per cui tra l’altro non è previsto alcun appello. In ogni caso escludo categoricamente la possibilità di fare ricorso straordinario da parte di tutti coloro che hanno già aderito ad un ricorso collettivo con me o con altri colleghi”.

 

Pensa che il Ministro Giannini non farà l’appello e farà la riforma?

 

“Come Lei giustamente ha centrato, l’UDU in questi giorni sta cercando di attivarsi politicamente per risolvere la questione per tutti gli studenti. I nostri provvedimenti devono rappresentare lo spunto per risolvere la problematica dei nostri ricorrenti da un lato, e di tutti gli studenti italiani per il futuro dall’altro.
A titolo personale ritengo non insensato un provvedimento di sanatoria per i nostri ragazzi, accompagnato da una riforma provvisoria, modellata sul sistema francese e che funga da volano per l’accesso libero. A mio avviso, sin da ora, gli Atenei più virtuosi, che accoglieranno gli studenti sovrannumerari e non solo, dovrebbero essere premiati in modo non proporzionale nel meccanismo dei finanziamenti pubblici all’università. Insomma l’Ateneo che maggiormente “apre la porta” agli studenti, riceve maggiori fondi ma solo se contemporaneamente rispetti i parametri di eccellenza. Si può aprire la strada ad un nuovo concetto di merito, solo se unito all’ampliamento degli ingressi e alla diffusione della cultura, mantenendo i migliori standard qualitativi per gli atenei”.

<<L’inégalité d’instruction est une des principales sources de tyrannie>>

in: Jean Antoine Nicolas de Caritat de Condorcet

Cinq mémoires sur l'instruction publique (1791), Présentation, notes, bibliographie et chronologie part Charles Coutel et C. Kintzler, Paris, Garnier-Flammarion, 1994, p. 16

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