Avvocato Michele Bonetti

Avvocato Michele Bonetti

In data 28 ottobre 2019 dalle ore 16.00 presso lo studio legale si terrà una riunione specifica per tutti coloro che hanno sostenuto il test per l’accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi dentaria presso l’Università Sapienza di Roma ed in particolare sono invitati a partecipare coloro che hanno sostenuto il test presso l’aula di Psicologia. La riunione sarà comunque aperta a tutti i ricorrenti.
In data 2 novembre 2019 alle ore 11.30 si terrà invece l’ultima riunione per tutti gli altri Atenei sempre presso lo studio legale in Roma via San Tommaso d’Aquino.
Come sempre durante le riunioni si potrà anche avere un colloquio personale, non vincolante e individuale, con i professionisti dello studio.

Ancora una volta il Consiglio di Stato, con i provvedimenti dell’11 ottobre 2019, ha condiviso le argomentazioni difensive degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, affermando in maniera netta che solo ed esclusivamente i soggetti che hanno impugnato le determinazioni ministeriali sul concorso relativo al mancato accesso ai corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, possano usufruire dell’attribuzione di uno dei 1660 posti che, gli stessi legali, per primi in Italia, all’esito delle udienze di luglio 2019, erano riusciti a dimostrare dover essere banditi in più rispetto a quanto il Ministero aveva provveduto a fare.
Le ultime ordinanze di qualche settimana fa, difatti, pur se platealmente commentate da taluni organi di informazione davano semplicemente conferma delle nostre vittorie dei mesi precedenti a cui, come avviene da 10 anni a questa parte, altri legali o associazioni possono solo accodarsi. In quella sede, difatti, con un dossier inedito, si era dimostrata la conclamata sottoutilizzazione degli ultimi anni delle risorse universitarie che aveva portato a bandire un numero di posti sempre più misero e insufficiente a fronte della crescente domanda. Ecco perché il Consiglio di Stato, aveva scritto “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili”.
Nonostante i plurimi provvedimenti favorevoli del Consiglio di Stato che, ormai da mesi ha definitivamente consacrato qual è la linea da seguire, molti Atenei italiani hanno illegittimamente rigettato le richieste di immatricolazione dei ricorrenti vittoriosi e, in questo modo, non soltanto hanno leso il diritto, costituzionalmente garantito, allo studio, ma hanno senz’altro eluso le pronunce del più alto Organo di Giustizia Amministrativa.
Pertanto, il Consiglio di Stato si è anche espresso su questa spinosa questione, pronunciandosi ancora una volta a favore dei ricorrenti e ordinando l’ottemperanza di tutti quei provvedimenti non eseguiti dagli Atenei italiani. Le prime ottemperanze sono giunte il 3 ottobre e oggi la prima decisione con la quale si stabilisce che tali posti dovranno essere assegnati ai soli ricorrenti.
Anche questa decisione segue le nostre prime vittorie del mese di luglio 2019 quando, il Consiglio di Stato, ha “corretto” espressamente il Miur circa il fatto che gli effetti delle decisioni favorevoli sono sempre limitate ai ricorrenti e non estensibili a chi non aveva proceduto ad agire. La decisione, commentano Delia e Bonetti, “conferma in maniera tranciante e, invero, serve a fare ancora una volta chiarezza su alcuni aspetti fondamentali in ordine alla questione dei posti vacanti. In primis sono gli Atenei e dover disporre delle immatricolazioni; ciò evita una situazione di arresto dettata dall’immobilismo del MIUR che pregiudica la carriera di tanti studenti, i quali avendo la possibilità di utilizzare questi posti non optati si ritroverebbero con una chance in più. In secondo luogo tale decisione, conferma che chi non ha agito in giudizio e non ha un provvedimento favorevole non può pretendere il posto che, al contrario, deve essere assegnato a chi come noi, con successo, ha agito”.

Il TAR di Lecce, in accoglimento dei ricorsi avanzati dal nostro studio legale, ha riammesso in GAE gli insegnanti con ricorso pendente, che erano stati illegittimamente esclusi dalle predette graduatorie proprio alle soglie delle convocazioni per il nuovo anno scolastico.

Nelle ultime settimane, difatti, gli Ambiti Territoriali pugliesi, prevalentemente di Lecce e di Brindisi, avevano comminato esclusioni ai danni di insegnanti inseriti in GAE con riserva in attesa della definizione nel merito del giudizio.

I provvedimenti di esclusione, prontamente sospesi dall’On.le Collegio adito, riguardavano prevalentemente (ma non solo) gli insegnanti in possesso di diploma di maturità magistrale che avevano ricorso dinanzi al G.A. per vedersi riconosciuto il diritto all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento in forza del valore abilitante attribuito al proprio titolo e che, a seguito della nota vicenda legata alla sentenza dell’Adunanza Plenaria, attendono gli esiti dei propri procedimenti giudiziali.

L’On.le Collegio adito, ha precisato che i ricorrenti inseriti in GAE con riserva hanno diritto a permanervi fino alla decisione definitiva, indipendentemente da quanto riportato in eventuali provvedimenti provvisori e comunque non definitivi.

Tale orientamento è desunto direttamente dalla volontà ministeriale, in quanto, dall’interpretazione letterale del D.M. di aggiornamento delle G.A.E. il Ministero ha espressamente previsto l’esclusione dalle graduatorie dei soli docenti “destinatari di sentenze di merito sfavorevoli”.

Si tratta di provvedimenti di particolare rilievo che permettono a tutti i ricorrenti di permanere in graduatoria fino alla definizione completa del contenzioso, per il quale stiamo ancora attivamente lavorando in ogni sede giudiziale possibile, nazionale ed europea” commentano gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia che hanno patrocinato il ricorso “gli Uffici Scolastici interessati dai provvedimenti ora dovranno eseguirli consentendo ai ricorrenti di stipulare contratti in base alla posizione ricoperta in graduatoria”.

Al fine di far fronte alle numerose richieste intervenute in questi giorni per l’accesso alle facoltà a numero chiuso nonché al fine di far fronte anche alle esigenze di coloro che provengono da città diverse da Roma, lo studio ha deciso di mettere a disposizione degli interessati una serie di date in cui si svolgeranno delle riunioni e sarà possibile colloquiare anche individualmente con i collaboratori dello studio:

Mercoledì 9 ottobre 2019 dalle ore 17.30 alle ore 19.00.

Sabato 12 ottobre dalle ore 11.30 alle ore 12.30.

Lunedì 14 ottobre 2019 dalle ore 17.30 alle ore 19.00.

Mercoledì 16 ottobre 2019 dalle ore 17.30 alle ore 19.00.

Sabato 19 ottobre 2019 dalle ore 15.45 alle ore 17.30.

Le riunioni si svolgeranno presso lo studio di Roma sito in Via di San Tommaso d’Aquino n. 47, e al fine di ottenere un’informazione migliore e completa invitiamo tutti a partecipare prima alle riunioni collettive per poi eventualmente valutare (in base alle singole posizioni) di effettuare colloqui anche individuali. In ogni caso negli indicati giorni saranno a disposizione tutti i collaboratori dello studio per risolvere ogni dubbio e quesito.

Si sono concluse da pochi giorni le prove di accesso ai corsi a numero chiuso per l'anno accademico 2019/2020.

Vi rimettiamo di seguito le istruzioni sul significato dell'art.6 R.D. 1269/1938 e dei corsi liberi che consentono di svolgere gli esami a Medicina.

In allegato si riporta anche un prototio utile di accesso agli atti per chi volesse inoltrare richiesta al Ministero ed alle Università per visionare ed estrarre copia della documentazione personale della prova, valido per tutti i corsi ad accesso programmato.

Quali sono le domande più frequenti.

1) Cosa vuol dire frequentare ex art. 6?

L’art. 6 del Regio decreto del 4 giugno 1938 n. 1269 intitolato “Approvazione del regolamento sugli studenti, i titoli accademici, gli esami di stato e l'assistenza scolastica nelle università e negli istituti superiori” dà la possibilità di frequentare e sostenere due esami da parte di coloro che non hanno passato il test di ammissione a numero chiuso. Ci si immatricola così ad un altro corso di laurea complementare, affine e similare, frequentando però la facoltà ove non si è riusciti ad entrare. In tal modo si può iniziare a frequentare l'Università ove non si è riusciti ad entrare sostenendone i primi esami, salvo poi l'anno successivo riprovare il test di ammissione e una volta superato chiederne la convalida. Gli esami che si possono sostenere sono solo due, ma è frequente il caso di alcune Università che consentono di sostenere ulteriori esami informalmente con successiva registrazione e formalizzazione.

2) Cosa devo fare per frequentare ex art. 6?

Il predetto articolo quando viene ripreso dalla normativa universitaria assume spesso un'altra posizione (non sempre il numero 6 del regolamento universitario anche se molte Segreterie Studenti per comodità continuano ad identificarlo sempre e comunque come articolo 6) e viene recepito con particolari modalità pratiche attuative che si differenziano da Università ad Università , da Facoltà a Facoltà , e rispetto alle quali avrà cura di richiedere la relativa modulistica nelle segreteria di competenza.

Per questo si consiglia vivamente di andare presso la Segreteria Studenti, richiedere i relativi moduli e vagliarli attentamente prima di sottoscriverli.

3) E' possibile che alcuni Atenei non attivino i corsi liberi o che non mi ammettano ai corsi liberi?

Si è possibile giacchè ogni Ateneo è autonomo e può scegliere come crede.

Ove tali corsi vengano attivati ogni Ateneo decide chi ammettere sulla base di requisiti che, normalmente, dovrebbero essere predeterminati.

I requisiti che, normalmente, rilevano sono:

- voto al test;

- voto di diploma;

- età;

- altre lauree.

Si riportano, altresì, link di vittorie ottenute dal nostro studio su richieste di passaggi ad anni successivi al primo (news del 09.09.2019, news del 14.06.2019, news del 17.07.2018).

Difatti, è possibile richiedere il passaggio al II anno di Medicina o di Odontoiatria (ma lo stesso vale per altre facoltà a numero chiuso, ovvero Fiosioterapia, ecc.) qualora si sia in possesso di crediti utili per il passaggio al secondo anno. Lo studente dovrà confrontare il piano di studi della facoltà affine nonchè quello della facoltà ove vuole trasferirsi.

Il tutto si può svolgere ove vi sono posti disponibili ed è sicuramente più facile per facoltà come Veterinaria o in sedi di Medicina o Odontoiatria meno ambite, o per anni successivi al secondo ove notoriamente vi sono più posti liberi.

Ovviamente ciò vale anche per i trasferimenti dall'estero oggi più facili grazie alla nostra Plenaria vittoriosa.

Lo Studio si occupa da anni di assistere gli studenti che hanno sostenuto i test a numero chiuso e che hanno ottenuto valutazioni errate delle proprie prove a causa di prroblematiche formali, ad esempio, sull'annerimento delle casselle e/o detrazioni di punteggio che hanno leso il candidato.

Per le facoltà delle Professioni Sanitarie (quali Fisioterapia, Infermieristica, ecc.) vi è poi la problematica legata alla scelta delle sedi ed agli scorrimenti che possono portare, in alcune sedi, all'illegittima conseguenza della postergazione di candidati con punteggi più alti, rispetto ad altri che ne hanno ottenuti di più bassi. Nel caso risocntriate tale cirscostanza potete contattare lo studio.

Rammentiamo a noi stessi come gli studenti disabili, discalculi e DSA, debbano avere una serie di garanzie, tempi ed ausilii aggiuntivi. Qualora e se non vi fossero stat forniti Vi preghaimo di segnalarcelo.

Per una rassegna delle vittorie sul tema si vedano i seguenti link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1956-test-per-l-ammissione-a-medicina-il-tar-del-lazio-dispone-la-ripetizione-della-prova-per-uno-studente-dsa-a-seguito-di-un-nostro-ricorso e http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/731-campagna-per-i-disabili-ammissione-sovrannumeraria-degli-studenti-disabili

Sul sito dell'UDU - Unione degli Univeristari troverete importanti ed ulteriori indicazioni sui test per le facoltà a numero chiuso di quest'anno (http://www.unionedegliuniversitari.it/45578-2/) e i preziosi consigli su come comportarsi in caso riteniate che vi siano state illegittimità nello svolgimento delle prove.

Ricordiamo a tutti di leggere con attenzione il Bando e di eseguire sempre la conferma di interesse alla permanenza in graduatoria come previsto dalla procedura.

Il Consiglio di Stato, con provvedimento del 2 settembre alla vigilia dei nuovi test di ammissione, ha chiarito la propria posizione ordinando agli Atenei di immatricolare i ricorrenti vittoriosi. E' ulteriormente confermato, così, l'orientamento reso all’esito dell’udienza del 18 luglio 2019 sui cosiddetti leading cases che, in accoglimento degli appelli proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, avevano consentito l’ammissione di un centinaio di ricorrenti ai corsi di Medicina. Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto dimostra che siamo difronte ad un orientamento del giudice d’appello che si va consolidando e che ha indicato in oltre 1700 posti in più le possibilità formative degli Atenei.

Il Consiglio di Stato ha valorizzato le tesi difensive dello studio Bonetti & Delia evidenziando “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili, compresi quelli per cui è causa, cosa, questa, che non smentisce, ma rende l’accesso programmato ai corsi medesimi fondato su numeri dell’offerta formativa, al contempo più realistici in sé ed adeguati ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri“.

Domani al test di ingresso saranno impegnati quasi 70.000 giovani. “Per noi” chiudono Bonetti e Delia, "è vinta una battaglia sul diritto allo studio che consentirà a migliaia di nostri ricorrenti di poter studiare ma sino a quando questa lotteria continuerà a girare non smetteremo di lottare al fianco degli studenti".  Nei giorni scorsi diversi organi di stampa hanno riportato la notizia di migliaia di dispositivi elettronici acquistati da partecipanti al test al fine, verosimile, di barare ottenendo aiuti dall'esterno. Ormai 12 anni fa gli stessi fatti erano accaduti in mezza Italia con inchieste che portarono ad arresti tra Bari, Chieti ed altre città e svelarono una vera e propria centrale del malaffare che ruota attorno alle prove di ammissione.

Va, dunque, e radicalmente mutato il sistema di accesso rendendolo libero giacchè solo così potranno evitarsi fenomeni che il nostro Stato non riesce, in alcun modo, a debellare.

Con ordinanza del 30 agosto 2019 il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare proposta dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia nel ricorso in appello avverso la sentenza del TAR del Lazio che aveva negato ai ricorrenti la possibilità di partecipare concorso straordinario bandito ai sensi dall’art. 4, co. 1-quater del DL 87/2018.

Il provvedimento è di particolare importanza” sottolinea l’Avv. Bonetti “non solo perché segna un passo avanti per l’apertura giudiziale alla partecipazione al concorso in parola ma anche perché è reso a tutela di candidati disabili”.

Gli appellanti, difatti, sono tutti docenti in possesso del diploma di maturità magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 che, grazie al punteggio maturato ed all’esito di un ricorso volto al riconoscimento del valore abilitante di tale titolo di studio, hanno ottenuto il ruolo seppur con riserva processuale. Tale incarico, in particolare, è stato ottenuto in virtù dell’iscrizione nelle liste riservate ex L.n. 68/99 e, dunque, della posizione di disabilità di tali insegnanti i quali hanno effettivamente confermato detto incarico all’esito dell’anno di prova.

Trattasi di un provvedimento determinante e di estrema rilevanza, che segue il precedente accoglimento ottenuto per la partecipazione alla procedura concorsuale del personale educativo abilitato tramite il concorso del 2000 (per informazioni visionare il link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1978-per-la-prima-volta-ammessi-i-ricorrenti-educatori-al-concorso-straordinario).

Trattasi di un importante e illuminato provvedimento del Consiglio di Stato che ha accolto ex art. 55 comma 10 c.p.a. il ricorso, per la prima volta su un provvedimento definitivo del TAR (sentenza).

Il Consiglio di Stato, in sede collegiale, con 18 provvedimenti, ha confermato il proprio orientamento reso all’esito dell’udienza del 18 luglio 2019 sui cosiddetti leading casese, in accoglimento degli appelli proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ha ordinato l’ammissione di un centinaio di ricorrenti ai corsi di Medicina. Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto dimostra che si tratta di un orientamento del giudice d’appello che si va consolidando e che ha indicato in oltre 1600 posti in più le possibilità formative degli Atenei.

Il Consiglio di Stato ha valorizzato le tesi difensive dello studio Bonetti & Delia evidenziando “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili, compresi quelli per cui è causa, cosa, questa, che non smentisce, ma rende l’accesso programmato ai corsi medesimi fondato su numeri dell’offerta formativa, al contempo più realistici in sé ed adeguati ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri“.

L’enorme carenza di personale medico che il Ministro della Salute non ha esitato a definire drammatico con il comunicato del settembre 2018, è frutto di un’istruttoria sulle immatricolazioni totalmente errato che ha aggravato l’attuale problematica dell’imbuto formativo. La nostra tesi, oggi accolta dal Consiglio di Stato, difatti, ha dimostrato che nonostante gli Atenei potessero formare ben più studenti, stante la volontà dichiaratamente politica di non finanziare più borse di studio, si è attuata una lenta e costante politica di sottoutilizzazione delle risorse di Ateneo utile ad evitare alle strategie politiche di investire sempre meno sulle successive borse di studio. Il decremento di ammissioni, nonostante i tanti studenti che si cimentano al test, difatti, non è affatto giustificato dalle carenti risorse degli Atenei e dalla impossibilità di questi di ben formare gli studenti sulla base di adeguati standard europei,  ma solo sulla base di tali scelte per nulla compatibili con il diritto costituzionalmente garantito allo studio.

Sempre all’esito dell’udienza collegiale il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Ministero su un altro dei temi più importanti dell’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso. Questa volta a vincere in primo grado erano stati gli studenti sostenendo che, in ipotesi di posti liberi sopravvenuti, questi ultimi vanno assegnati ai soli ricorrenti e non a tutti i soggetti che presenti in graduatoria ma che non avevano contestato le scelte ministeriali.

Per noi, chiudono Bonetti e Delia, è vinta una battaglia sul diritto allo studio che consentirà a migliaia di nostri ricorrenti di poter studiare.

A seguito dei plurimi problemi che si stanno verificando presso numerosi Uffici Scolastici Regionali, circa l’errata attribuzione dei punteggi nelle graduatorie del concorso straordinario, si rimette in allegato un FAC-SIMILE di reclamo con contestuale istanza in via di autotutela da compilare ed inoltrare (a mezzo raccomandara a.r., tramite pec oppure tramite consegna a mani) all'Ufficio Scolastico Regionale competente che ha pubblicato la graduatoria (non allo studio legale).

Qualora siano già decorsi i termini per presentare detto reclamo, si consiglia comunque di inoltrarlo per una maggiore tutela.

A breve daremo istruzioni anche in merito ad eventuali azioni giudiziarie da intraprendere.

In data 2 maggio 2019 il M.I.U.R. ha pubblicato il “bando di ammissione dei medici alle Scuole di Specializzazione di Area sanitaria per l'A.A. 2018/2019”.

Il bando prevede illegittimamente che i medici stranieri, anche se in Italia da anni,

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