Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare promosso dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia nell’ambito della procedura concorsuale per dirigente medico bandita dalla ASL Roma 1.
La vicenda nasce dalla contestazione di un quesito somministrato nella prova scritta, rispetto al quale venivano rilevati, sulla base di una specifica documentazione specialistica, profili tali da mettere in discussione l’unicità della risposta individuata come corretta dalla Commissione.
Il tema non riguardava, dunque, una mera diversa interpretazione della prova da parte della candidata, ma la stessa attendibilità tecnico-scientifica del quesito e la sua compatibilità con la regola, fissata dall’Amministrazione e fatta propria dalla Commissione, secondo cui le domande avrebbero dovuto prevedere una sola risposta corretta.
Il Consiglio di Stato, con la propria ordinanza cautelare pubblicata in data 31 agosto 2026, ha accolto l’appello, ritenendo meritevoli di approfondimento le questioni tecnico-scientifiche poste all’attenzione del Collegio.
Viene riconfermato, dunque, che, in presenza di una possibile pluralità di risposte corrette, la questione non si esaurisce nella discrezionalità della Commissione, ma investe la stessa possibilità per il candidato di essere valutato secondo regole chiare, predeterminate e tecnicamente attendibili.
Particolare rilievo assume, in questo contesto, il principio dell’autovincolo, in quanto, se la Commissione stabilisce che per ciascun quesito deve esistere una sola risposta corretta, tale regola deve essere rispettata anche nella concreta predisposizione e valutazione delle domande.
“Abbiamo ritenuto fondamentale affrontare la questione non limitandoci ad una contestazione della valutazione della Commissione, ma dimostrando, attraverso un supporto tecnico-scientifico specifico, perché fosse necessario verificare l’effettiva univocità della risposta indicata come corretta”, commenta l’Avv. Michele Bonetti. “L’accoglimento dell’appello cautelare, con l’invito a un approfondimento istruttorio, consentirà ora di sottoporre questi profili a un esame approfondito e ad una rivalutazione della posizione della ricorrente che, nelle more, ha superato anche la prova pratica”.