RICORSO COLLETTIVO ALLA CORTE DEI DIRITTI DELL'UOMO CONTRO TUTTI I NUMERI CHIUSI
Il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli
Universitari spiega la lotteria dei test d'ingresso nel programma di
approfondimento del Tg3 Lineanotte.
A che punto siamo?
E’ vero, il 18 giugno 2008
eravamo riusciti a trasformare i vostri mandati in una vera e propria battaglia
di natura giudiziaria: il Tribunale Amministrativo del Lazio affermava, che
l’Udu e gli studenti avevano ragione, la prova dell’A/A 2007-2008 era stata
falsata.
Il TAR,
infatti, annullava il decreto ministeriale emesso ex post ed illegittimamente
al solo scopo di “convalidare” una procedura concorsuale abnorme, dichiarava
errati ben 7 ulteriori quesiti della prova, affermava che “l’assenza di
verbalizzazione della attività elaborate dalla Commissione, in vista e per la
predisposizione dei quesiti, conduce a dichiarare l’inesistenza di
quell’attività, vizio strutturale che involge ovviamente i risultati di
quell’attività, e cioè gli ottanta quesiti oggetto della presente impugnativa”
ed approvò il nostro “auspicio (lodevole) di dotare il sistema italiano di un
modello funzionalmente più equo ed efficace, capace di privilegiare il merito e
l’attitudine di coloro che aspirino svolgere la professione di medico”
“caratterizzato dall’assenza di quiz preselettivi e da un sistema di accesso
iniziale aperto a tutti, almeno fino al primo anno di corso che è comune a
molte discipline del settore scientifico”.
Questa
sentenza giuridicamente innovativ,a tuttavia, è stata oggetto d’impugnazione da
parte del MIUR dinnanzi al Consiglio di Stato. Così, dopo un travagliato iter, il
7 aprile 2009, la VI sezione del Consiglio di Stato emanava una sentenza che ci
ha lasciato basiti: ad un anno e mezzo di distanza dalla presentazione del
Vostro ricorso, ed in spregio all'articolata e pregevole sentenza del TAR
Lazio, il Consiglio di Stato ha dichiarato con due righe la propria
impossibilità di esprimersi sul merito della vicenda a causa della “diversità
dei ricorrenti e dei loro motivi di ricorso”.
Possiamo rivolgerci ad un Tribunale diverso?
Sentiamo il
dovere, oltre che il diritto, di rivolgerci alla Corte Europea dei diritti
dell’Uomo (CEDU) per la tutela delle nostre ragioni e siamo profondamente
convinti della necessarietà di proseguire nell’azione giudiziaria per cercare
di cambiare un sistema profondamente ingiusto che in realtà premia la casualità
a discapito del merito.
Questa Corte,
infatti, può essere adita dai singoli cittadini dell’Unione Europea, tutte le
volte in cui gli stessi ritengono sia stato leso un diritto attribuito dalla
Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'uomo e delle Libertà
fondamentali e dai protocolli ad essa allegati.
Personalmente
riteniamo che la condotta intrattenuta dal MIUR contravvenga a numerosi
principi contenuti nella preziosa Convenzione violando il dovere di ogni Stato
di non rifiutare il diritto all'istruzione a nessuno, di rispettare,
nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e
dell’insegnamento, il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale
insegnamento (art. 2 del Primo Protocollo addizionale alla Convenzione),
contravvenendo al diritto a che ogni persona, sia esaminata equamente,
pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un Tribunale indipendente e
imparziale, costituito per legge, il quale deciderà sia delle controversie sui
suoi diritti e doveri di carattere civile ...(art.6 Convenzione).
Avremmo,
inoltre e finalmente, la possibilità di sentir dichiarare che l'intero sistema
dell'accesso programmato con tutto il meccanismo legato ai corsi di
preparazione, ai “pellegrinaggi” annuali alla ricerca della città dove si
entrerà col punteggio più basso, si pone in netto contrasto con il principio
contenuto nell'articolo 14 della stessa Convenzione, laddove si specifica che
il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla Convenzione debbono
essere garantiti "senza nessuna discriminazione", in particolare
quella fondata sull'appartenenza a una minoranza nazionale di ricchezza, di
nascita o di altra condizione.
Una
pronuncia positiva da parte di quest’Illustrissima Corte comporterà:
1. il
risarcimento per i soggetti colpiti dalla sentenza del Consiglio di Stato.
2. la possibilità di richiedere il risarcimento per tutti i ricorrenti colpiti da provvedimenti analoghi a quello del Consiglio di Stato
3. una fondamentale dichiarazione di non conformità dell’intero sistema dell’accesso programmato ai principi contenuti nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo con la possibilità che il Legislatore intervenga in una radicale riforma del sistema dell’accesso.
Chi può aderire?
Possono
e devono aderire all’azione non soltanto i soggetti destinatari di sentenza
negative nel nostro Paese ma tutti quei cittadini (studenti, genitori,
simpatizzanti) che hanno a cuore la qualità della formazione dei medici,
dentisti e dei professionisti sanitari e del domani che un giorno si
occuperanno della loro salute (ma devono sottoscrivere ed inviare la procura
soltanto i ricorrenti che hanno partecipato anche all’appello, tutti gli altri
possono aderire compilando la scheda in allegato).
Più saremo ad aderire al
ricorso, più forte sarà il segnale che, prima ancora della sentenza della CEDU,
arriverà al nostro legislatore!
E’ il momento, quindi, di
tornare a far sentire la nostra voce (scrivete al MIUR, ai giornali,
organizzate incontri ecc..) e di fare un ultimo sforzo per sostenere i legali
che andranno ad instaurare, presso la Corte di Strasburgo, questo costoso
giudizio.
Come si aderisce?
L’adesione al ricorso va formalizzata -entro e non
oltre il 20 settembre 2009- inviando
scheda ed i
documenti ad essa allegati tempestivamente via fax al numero
06.64564197 e successivamente all’indirizzo:
Studio
Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners
Via
Dardanelli 46 Roma 00195
Il contributo - minimo e
volontario- per sostenere la causa varia a seconda della posizione degli
interessati:
a) Ricorrenti
in I e II grado del Maxi Ricorso UDU: contributo minimo euro 50,00.
b) Ricorrenti
che hanno presentato ricorso avverso l’esclusione per l’A/A 2007-2008 per il
tramite di altre associazioni e/o avvocati: contributo minimo euro 25,00
c) Tutti
i cittadini interessati a sostenere la nostra legittima battaglia: contributo
minimo euro 10,00
Scarica i documenti:
Scheda di adesione
Procura
N.B.
Precisiamo, sin da ora, che, in caso di esito negativo dell'azione giudiziaria,
tutte le spese legali saranno a nostro carico senza nulla a pretendere da parte
dei ricorrenti.
Il
bonifico bancario deve essere inoltrato a: Banca Popolare di Bergamo Conto
Corrente: N° 000000098671 intestato a: Avv. Michele Bonetti Abi: 05428 Cab:
03200 Cin: Y IBAN IT92 Y0542 803 2 000 0000 0098671 Causale: Spese giudiziarie.
Per qualsiasi informazione
potete contattarci ai nostri recapiti o contattare direttamente lo studio
legale Bonetti ai numeri:
