Il Ministero dell’Economia e delle Finanze diversamente da quanto avviene nei confronti degli altri ex militari della CRI transitati nei ruoli della P.A. ed impegnati in altri Enti, ha congelato il pagamento di ogni emolumento accessorio nei confronti dei lavoratori inquadrati nei ruoli civili dell’Ente ex decreto legislativo n. 178/2012.
In questo modo il Ministero sta dunque procedendo, di fatto, a riassorbire l’assegno ad personam riconosciuto ai lavoratori ex militari CRI a seguito del loro inquadramento nella rispettiva area funzionale del predetto Ente.
Nonostante non sussista dubbio alcuno sulla circostanza che la ratio del art. 5, comma 5, del decreto legislativo n. 178 del 2012, fosse quella di salvaguardare la retribuzione degli ex militari della CRI in sede di trasferimento presso i ruoli di altra Pubblica Amministrazione, ed evitare così una reformatio in peius del loro inquadramento contrattuale, il Ministero sta illegittimamente aggirando tale previsione normativa procedendo a riassorbire l’importo dell’assegno ad personam riconosciuto al personale militare della ex CRI congelando - e quindi di fatto compensando con gli importi corrisposti a titolo di assegno ad personam - il pagamento delle somme dovute a titolo di salario accessorio previsto dalla contrattazione collettiva.
Ad oggi, ad eccezion fatta dell’annualità legata al 2017, e diversamente da quanto invece avviene per le altre Pubbliche Amministrazioni in cui sono transitati gli ex militari della CRI, il M.E.F. non ha provveduto ad erogare alcuna voce di stipendio accessoria e legata alle risorse dovute a titolo di FRD, Cartolarizzazioni, CUT, Delegazioni di pagamento, ecc.
Non sembra sussistere ragione alcuna per cui, a parità di impegno lavorativo, agli ex militari della CRI transitati nei ruoli del M.E.F., non debba essere riconosciuto il premio dovuto alla valutazione delle performaces; e ciò solo perché già percettori di un assegno ad personam corrisposto a tutt’altro titolo.
L’omesso pagamento del salario accessorio, oltre ad integrare una condotta illegittima da parte del Ministero, è certamente fonte di un grave pregiudizio economico.
Per tale motivo lo studio legale procederà a tutelare gli interessi dei lavoratori nelle opportune sedi, anche giudiziarie.
L’attività di assistenza, previo esame della posizione del singolo lavoratore, inizierà con la predisposizione di una specifica diffida individuale, anche a carattere risarcitorio, al fine di sollecitare un’interpretazione autentica della normativa dal parte del Ministero e consentire così il ristoro del danno sinora patito dai lavoratori.
Per ottenere una consulenza individuale sull’argomento è necessario scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ed inserire nell’oggetto della mail la seguente dicitura “Contenzioso MEF – Ex militari CRI”.
Successivamente lo studio prenderà contatti con i diretti interessati al fine di esaminare la specifica situazione individuale e concertare la migliore strategia difensiva.
