Importante pronuncia del Consiglio di Stato, Sezione Settima, sulla delicata questione della durata degli incarichi dei magistrati onorari.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare e ha disposto la trasmissione dell’ordinanza al TAR Lazio affinché proceda alla sollecita fissazione dell’udienza di merito, ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a.
La vicenda riguarda la decisione del CSM che, pur confermando la ricorrente nell’incarico di Giudice Onorario di Pace, ne aveva limitato la durata, computando anche periodi di servizio onorario svolti molti anni prima.
Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la rilevanza delle esigenze cautelari prospettate, sottolineando che l’immediatezza del pericolo deve essere valutata anche alla luce dei normali tempi necessari per la definizione del giudizio.
Il Sindacato UNAGIPA attraverso la propria legale rappresentante, la Presidente Nazionale dottt.ssa Mariaflora Di Giovanni e la Referente Nazionale dei Nuovi Magistrati Onorari nominati ex post Decreto Orlando dott.ssa Patrizia Teramo, esprime soddisfazione per una decisione che consente di portare rapidamente all’esame di merito una questione di particolare importanza per la magistratura onoraria.
La ricorrente è assistita dall’Avv. Federica Fortini e dall’Avv. Michele Bonetti, che hanno evidenziato nel giudizio le criticità derivanti dal computo, ai fini della durata massima dell’incarico, sia di periodi di servizio onorario estremamente risalenti sia del periodo trascorso presso l’Ufficio per il Processo.
«La pronuncia rappresenta un passaggio importante, perché riconosce la necessità che una questione capace di incidere concretamente sulla durata dell’incarico non venga vanificata dal semplice decorso del tempo. Ora il confronto proseguirà dinanzi al TAR nel merito» riportano i patrocinatori del ricorso Michele Bonetti e Federica Fortini.
La decisione assume rilievo anche oltre il singolo caso, inserendosi nel più ampio dibattito sulla tutela, sullo status e sulle condizioni di servizio della magistratura onoraria.
Ora il contenzioso torna e prosegue al TAR Lazio, chiamato dal Consiglio di Stato a fissare sollecitamente l’udienza di merito.
